giovedì 28 aprile 2011

pc 28 aprile - Fincantieri di Marghera, dallo slai cobas per il sindacato di classe

il Cobas degli appalti Fincantieri Marghera annuncia anche una iniziativa per il 1 maggio, a Mestre domenica prossima, con una assemblea pubblica del Cobas stesso, sul sistema schiavistico in fabbrica, cui sono invitati i cittadini
Il Cobas degli appalti di Fincantieri di Marghera dopo una riunione svoltasi a Marghera ieri 26 aprile ed un incontro in fabbrica oggi 27, hanno deciso uno sciopero di 8 ore per venerdì 29 aprile 2011 per gli appalti ove siamo presenti, Eurotecnica, Rocx, Bensaldo-Sonda-Ship Building, Eurocoibenti, Cimes, nonché esteso per solidarietà a tutti i lavoratori che lo vorranno sostenere, non giudicando sufficiente lo sciopero di 4 ore indetto dalla Fiom per il 28.

1. Contro le scelte politiche che hanno portato Fincantieri a non avere un normale quantitativo di commesse di lavoro.

2. Contro le irregolarità retributive riscontrate in diverse ditte di appalto e subappalto.

3. Contro il taglio occupazionale in corso.

4. Contro l’attacco ai diritti sindacali riscontrato in diverse ditte di appalto e subappalto anche in relazione alle procedure di CIG ordinaria e straordinaria ed alla necessaria consultazione di tutte le O.S. presenti nelle aziende.

pc 28 aprile - i padroni assassini della thyssen non ci stanno..

Non solo sono degli assassini vigliacchi ma - dopo essere stati condannati con pene giuste ed equilibrate, come quelle pronunciate la sera di venerdì 15 aprile dalla seconda sezione della Corte d'assise presso il tribunale di Torino presieduta dalla dottoressa Maria Iannibelli - hanno anche il coraggio di lamentarsi.
Marco Pucci, uno dei dirigenti della Thyssenkrupp Acciai Speciali terni - condannato ad anni tredici e mesi sei di reclusione, per essere stato riconosciuto colpevole dei reati di omicidio con colpa cosciente, incendio ed omissione dolosa di cautele antinfortunistiche - ha la faccia come il c... di scrivere una lettera all'Ansa nella quale, invece di almeno chiedere perdono per ciò che ha fatto, va al contrattacco.
Scrive, il dirigente dell'area commerciale e del marketing della Thyssenkrupp, di essere vittima di un enorme errore giudiziario, che lui (poverino!) quando si recò a Torino dopo il massacro dei sette lavoratori ricevette parole di comprensione (ma non specifica da parte di chi!), ed insinua persino che se lo stesso incidente fosse capitato in una fabbrica italiana sarebbe stato trattato diversamente.
Chi scrive ha seguito tutte le fasi del processo (quelle aperte al pubblico, non essendo iscritto all'Ordine dei giornalisti) mentre questo 'signore' è stato presente, forse, ad una decina di udienze in tutto.
Probabilmente per questo motivo non è a conoscenza del fatto che la suprema Corte di cassazione - come ha ricordato più volte il pm Raffaele Guariniello - ha stabilito che, in casi come quello trattato, la responsabilità è da ritenersi dell'intero cda dell'azienda.
Come già detto, il Pucci era consigliere delegato del board della Thyssenkrupp: pertanto ha solo da stare zitto, ed accettare serenamente la giusta condanna inflittagli.

Torino, 28 aprile 2011




Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino

pc 28 aprile - no ai bombardieri contro la Libia.. basta con il governo guerrafondaio e i suoi complici

La decisione di stampo fascista e neocoloniale presa da Berlusconi-La Russa, al di fuori e perfino 'contro' parti del suo stesso governo - vedi Lega di Bossi preoccupata in senso razzista e xenofobo dell'ondata possibile di immigrati profughi di guerra -; al di fuori del parlamento, ridotto a organo 'esecutivo dei diktat del Governo; al di fuori della Costituzione - quanti balletti linguistici su questo art.11, foglia di fico delle ipocrisie dello Stato imperialista italiano; va respinta e contrastata con la mobilitazione di massa dell'opposizione alla guerra e dell'opposizione proletaria.
Il tema va portato con forza il 1° e il 6 maggio nelle manifestazioni -
ma, dato che in questa occasione sia Napolitano che la falsa opposizione parlamentare coprono e solidarizzano con il governo dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che essa non è un'alternativa programmatica ma una variante di quella sostenuta dal governo Berlusconi, bisogna denunciare e lottare contro l'intero arco parlamentare e l'insieme dello Stato imperialista italiano in tutte le sue varianti.

Proletari comunisti
28 aprile 2011

mercoledì 27 aprile 2011

pc 27 aprile - E' MORTA TOLMINA PRIMA STAFFETTA PARTIGIANA

Tolmina Guazzaloca si è spenta sabato notte a 94 anni. Teneva i collegamenti nella Resistenza fra Modena e Bologna. Quando scoppiò la guerra lavorava alla Ducati.

di LUCA SANCINI

Il capitano Tolmina Guazzaloca se ne è andata nella notte di sabato a 94 anni. I gradi se li era conquistati tenendo i collegamenti nella Resistenza, tra i comandi e le brigate partigiane in città e tra Modena e Bologna. Iscritta al Pci dal 1930 era un'operaia della Ducati, quando fu chiamata alla delicata missione. "Pedalavo velocemente, forza Giuliana, mi dicevo, il futuro è una grande sfida".

Giuliana era il suo nome di battaglia. "Indossavo un vestito bianco a fiori celesti, con un grande collo bianco che mi copriva quasi la metà delle spalle", ha raccontato lei stessa nelle pagine di E mi chiamai Giuliana, un libro testimonianza su quei mesi. Cambiava ogni giorno il vestito e la pettinatura spesso, quella ragazza elegante che s'era abituata a chiamarsi anche quando parlava tra sé e sé, con un nome diverso dal suo, Giuliana e non più Tolmina. Sempre diverso l'aspetto, sempre terribile la fine, nel caso fosse stata scoperta. Di quella vita vissuta come un'altra persona, Tolmina non raccontava gli eroismi e le imprese (che pur vi furono) ma indulgeva piuttosto sul lavoro che andava fatto, come una missione da militare. Lei poi arrivava da una lunga militanza antifascista, nativa di Anzola, iscritta al Pci, aveva giù subito un licenziamento per aver raccolto denaro tra gli operai per stampare riviste clandestine.

E prezioso fu il contributo suo e delle altre donne, che tenevano i collegamenti tra i comandi e le brigate. Una storia che si è, lungo gli anni, riempita di aneddotica sulle fughe, sui posti di blocco elusi, sugli appuntamenti agli angoli di una strada in una Bologna dove da un momento all'altro l'alt urlato delle brigate nere poteva arrivare alle spalle, già suonando preannunci di supplizi terribili.

"Conosco ogni via di questa città e da ogni strada ne potrei ricavare dei segni, dei ricordi di quei mesi", diceva Tolmina in una intervista di alcuni anni fa a Radio Città del Capo. Nel 2003 si batté perché Bologna ricordasse una sua amica e compagna di lotta Adalgisa Gallerani, nome di battaglia Tosca, alla quale grazie a lei è ora dedicato un cippo.
I funerali di Giuliana si terranno oggi alle 15 alla Barca.

pc 27 aprile - manifestazione delle vittime dell'amianto il 28 aprile

Comunicato
La Rete nazionale per la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro partecipa e invita a partecipare all'iniziativa promossa dall'a.i.e.a di Paderno Dugnano il 28 aprile, giornata mondiale delle vittime di amianto, alle ore 20.30 concentramento in via Galileo Galilei, davanti all'ex Ispra,e dedicata, inoltre, alla memoria di Arun Zequiri, Sergio Scapolan, Salvatore Catalano e Leonard Shehu,i quattro lavoratori morti a causa del rogo dell'Eureco di Paderno Dugnano.
A pochi giorni dalla significativa sentenza della Thyssen e mentre, sempre a Torino, si sta svolgendo il processo Eternit, la catena di lavoratori morti in Italia dimostra quotidianamente la necessità di una mobilitazione permanente contro un sistema incivile e barbaro che riduce a tragiche fatalità quello che noi chiamiamo gestione criminale della sicurezza sul lavoro. Occorre una campagna di massa attraverso lo strumento della rete nazionale per affermare il primato della vita operaia e non del profitto.




mi.26.5.11




Rete nazionale per la Sicurezza sui posti di lavoro nodo Milano-Bergamo

Per contatti retesicurezzamilano@gmail.com 3387211387

pc 27 aprile - napoli. i disoccupati lottano..non votano

notizia

I disoccupati del progetto Bros hanno occupato questa mattina i binari della
stazione di Acerra, interrompendo il traffico ferroviario sulla linea
Napoli-Caserta. Tremila persone da agosto senza reddito.


La protesta - già attuata altre volte in passato - è scattata alle 6.30. Il
lavoro manca ma la monnezza no e sui binari sono stati gettati
significativamente mucchi e sacchi di immondizia, ostacolando il passaggio
dei treni. I disoccupati Bros - ha reso noto Trenitalia - hanno anche
divelto le sbarre di un passaggio a livello.

posizione
BANCHI NUOVI NON SOSTIENE CANDIDATURE
Inserito il 26 aprile 2011 alle ore 20:09 da BANCHI NUOVI
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In base al comunicato/appello postato dal Sindacato Lavoratori in Lotta per
l'assemblea pubblica tenutasi stamattina 26 aprile, crediamo sia necessario
fare chiarezza in merito all'uso, a nostro parere strumentale della sigla
bros. Riteniamo che porre la sigla dei precari bros sotto documenti che
parlano e sostengono la candidatura di un politico non sia corretto in
quanto c'è chi come noi ha una posizione politica nettamente contraria,
abbiamo più volte, in questo periodo di campagna elettorale ribadito che
come Movimento Banchi Nuovi siamo da sempre e continueremo ad esserlo per il
non voto, in quanto non crediamo che il cambiamento della società attuale
possa passare attraverso le elezioni borghesi di questo sistema
capitalistico. Il movimento dei precari bros non può essere utilizzato per
scopi o "progetti" politici di organizzazioni o di singoli, quindi preghiamo
chiunque di non apportare la sigla bros sotto alcun documento politico che
si riferisca a campagne elettorali ed elezioni.



MOVIMENTO DI LOTTA X IL LAVORO BANCHI NUOVI

pc 27 aprile - corrispondenza da Mirafiori

RIPRENDIAMOCI LE FABBRICHE

Cari compagni,
l'accordo alla Fiat Mirafiori, come a Pomigliano, prevede che si torni ad una
concezione ottocentesca per la quale il lavoratore non ha diritti e il padrone
è il suo "benefattore", dove anche lo stipendio non è più certo, ma diventa una
variabile dipendente dalle alterne fortune e dai mutevoli umori dei vertici
dell'azienda, che infatti considerano i lavoratori solo merce da sfruttare e
pagare il meno possibile. Con la complicità dei sindacati firmatari
dell'accordo, che avranno, solo loro, diritto di rappresentanza, diritto di
effettuare assemblee e altre libertà sindacali.
Noi operai Fiat siamo stati lasciati in balia dei padroni e dei loro media da
cui hanno sentenziato anche alcuni "compagni" o "ex compagni " a favore
dell'interesse degli sfruttatori. Così, il sindaco Chiamparino e il candidato
sindaco Fassino, entrambi provenienti dall'"ex partito storico degli operai",
ci hanno spiegato che bisognava votare SI, come voleva Marchionne, facendo il
coro all'unisono con Berlusconi.

Nonostante le battaglie e gli sforzi compiuti dalla FIOM (ma c’è da domandarsi
se non si sia trattato di una conflittualità solo apparente), è disdicevole e
riprovevole che la stessa O.S. abbia firmato a Melfi, anche se in via
sperimentale, a nome delle RSU locali, l’attuazione della metrica di lavoro
ERGO-UAS che, in nome di un incremento della competitività (leggi profitto),
non esita a minare alla base la salute fisica e psichica dei lavoratori addetti
alla catena produttiva.
E’ necessario fare attenzione poiché potremmo trovarci di fronte all’ultimo
cedimento sindacale, prima che l’attacco sia definitivamente e mortalmente
portato contro i lavoratori più combattivi e avanzati, i soli che ancora
possono organizzarsi per scendere sul piano dello scontro aperto e condurre la
lotta al di sopra della fabbrica e dell’azienda.
E’ oltremodo necessario, evitare il pericolo di affogare nella melma di un
sindacalismo truffaldino che incanala le lotte dei lavoratori nel rispetto
delle regole democratiche. Per respingere il quadro degli accordi che si sta
profilando, è urgente passare a forme di lotta autogestite, senza deleghe a
sindacati di regime e Partiti che ci hanno venduti e ancora ci venderanno ai
padroni.
La sola mobilitazione adeguata all’attuale fase, sarebbe lo sciopero
generale ad oltranza.
Riconoscendo, tuttavia, che un simile scontro non trova una immediata
disponibilità nelle soggettività attualmente in campo, è indifferibile e
urgente un salto dialettico che investa l’opportunità di costruire una forma
politico-organizzativa adeguata a gestire uno scontro che superi la sola lotta
di resistenza.
Ciò, che è auspicabile anche in assenza di una vera e propria direzione di
classe trovandoci nel culmine di uno scontro frontale che pare essere
favorevole alla borghesia e alla sua classe politica, deve essere perseguito
lavorando con metodo alla realizzazione dell’unità politica del proletariato
attorno alla classe operaia. Emerge con chiarezza, quindi, l’importanza dell’
unità dei comunisti, l’importanza del ruolo politico dei comunisti.
E' compito nostro assumere determinazioni decisive per poter uscire dalla
logica di mercato e del profitto, a scapito delle nostre vite.
Privati di questi elementi, saremmo inevitabilmente condannati alla
sconfitta.
Non vogliamo e non possiamo perdere tempo!

Saluti comunisti.

Angelo

pc 27 aprile - la manifestazione del 25 aprile a Milano.. corrispondenza

25
APRILE 2011 A MILANO: INIZIATIVE NON ALL’ALTEZZA DELLA REALTA’
Ultima
provocazione in ordine di tempo lo sfregio della lapide dei Partigiani
a Crescenzago, o quella ancora più grave di Cassina de Pecchi dove il
sindaco, leghista, ha fatto affiggere un manifesto dove insieme ai
partigiani vengono “onorati” i repubblichini di Salò, tanto che mani
ignote? hanno scritto sulla lapide dei partigiani la stessa frase
firmandola con una croce celtica. Per non parlare delle liste del PDL
infarcite di fascisti della peggior specie, come la Capotosti che è
stata il tramite per l’assegnazione di una sede Aler agli Hammerskin e
che ha elogiato De Grelle, o della ventilata esclusione, poi ritirata,
del sindaco di Trezzano di non far parlare l’Anpi dal palco. Queste le
ultime sull’avanzare del progetto di questo governo di cancellare la
Resistenza e legittimare il loro moderno fascismo. Con questi
presupposti di certo sarebbe necessario che una ventata di coerenza
attraversasse le varie anime antifasciste e che vogliono
riprendere gli insegnamenti della lotta Partigiana che seppe
sconfiggere il nazifascismo. Ma un contrasto di massa e popolare non si concretizza. E la piazza milanese in questo 25 Aprile lo ha mostrato ancora
Certo l’Anpi aveva pensato bene di disinnescare possibili contestazioni come quelle dello scorso anno, e non ha invitato a parlare dal palco i rappresentanti di Comune
e Provincia, ma questi si sono presentati lo stesso in piazza. Vi sono
stati fischi e momenti di tensione, in particolare con lo spezzone del
Cantiere che aveva invitato ad un 25 Aprile “per cacciare il Rais”; per Sel
e Rifondazione questo 25 aprile più che ORA E SEMPRE RESISTENZA è stato
ORA E SEMPRE VOTIAMO PISAPIA. Unica voce fuori dal coro è stata la
mobilitazione aut organizzata dei compagni di Transiti che è partita
dalla mattinata col giro e deposizione di fiori alle lapidi dei
Partigiani nel quartiere Monza/Padova fino alla lapide di Piazzale
Loreto, uno striscione di 15 metri sul ponte della ferrovia che
recitava: “Milano ripudia il fascismo, 25 aprile antifascisti sempre”,
per finire con uno spezzone nel corteo generale che si è staccato,
portandosi dietro circa 3500 compagni, e attraversando mezza città si è
concluso nel quartiere Corvetto dove era in corso l’iniziativa di
Partigiani in ogni quartiere. Un corteo che ha messo al centro la
continuità tra la Resistenza del 45 e l’oggi, contro il vecchio e il
nuovo fascismo, contro le politiche razziste antipopolari e
antilavoratori del governo, contro le leggi liberticide e i decreti
coprifuoco. Altamente toccante è stato il ricordo di Vittorio Arrigoni
rafforzato dalla numerosa presenza di bandiere palestinesi e realta di
solidarietà col popolo palestinese. Lungo il percorso passando sotto il
consolato turco si sono lanciati slogan contro il governo fascista e
solidarietà col popolo curdo.
Circolo proletari comunisti Milano

martedì 26 aprile 2011

pc 26 aprile - parigi.. una grande lotta per il lavoro e un alloggio dei sans papier.. corrispondenza dai compagni de 'la cause du peuple'




Le comité de soutien et de lutte des expulsés de la Barre Balzac

appelle à un rassemblement :

mercredi 27 avril 2011 à 18 heures place de la Fraternité A la Courneuve

UN TRAVAIL, UN EMPLOI, UN LOGEMENT, DES PAPIERS !
C’EST UN DROIT POUR TOUS !


Un peuple qui en opprime d’autres ne saurait être libre !

La Révolution bourgeoise de 1789 a écrit sur le fronton des mairies « Liberté, Egalité, Fraternité », mais l’époque de la bourgeoisie révolutionnaire est finie. Napoléon a rétabli l’esclavage, au 19ème la bourgeoisie française a colonisé l’Afrique, les africains ont été enrôlés parfois de force dans les deux boucheries impérialistes, les deux guerres mondiales. Ils se sont battus pour leur indépendance mais les élites locales ont remplacés les colonisateurs qui les avaient formés à leur image. Elles ont réduit leur peuple à la misère, empochant l’argent de leurs maîtres, devenant leurs « chiens de garde ».

Pour fuir les « seigneurs de la guerre » et les dictateurs au service de la lutte entre les impérialistes pour le partage du gâteau, pour survivre et faire survivre leurs familles, ils ont bravé tous les dangers, payé très cher leur voyage afin d’arriver sur le sol pour lequel leurs ancêtres avaient versés leur sang. Mais quand arrivèrent sur l’autre rive, sans papiers, ils furent obligés d’accepter n’importe quel travail à n’importe quel prix. Ils devinrent la proie des marchands de sommeil sans scrupules qui leur ont dit : « si tu n’es pas content retourne chez toi » ! Ils sont « les parias de la Terre » comme l’a écrit Franz Fanon, les esclaves modernes traqués par les flics de l’Etat policier.

Mais trop, c’est trop ! Ils n’acceptent plus d’être traités comme des citoyens de seconde zone et luttent comme leurs frères de classes nés dans le pays contre l’exploitation et l’oppression. Ils exigent un logement décent, des papiers pour pouvoir travailler comme tout le monde, avoir les mêmes droits que tous les travailleurs de ce pays.

Ce sont les travailleurs qui créent les richesses accaparées par une minorité exploiteuse.

Il n’y a qu’une classe ouvrière, c’est ce qu’a reconnu la Commune de Paris en 1871, où l’immigré combattait au côté de l’ouvrier parisien sur les barricades pour la république des travailleurs. Le pays où les travailleurs vivent et travaillent, c’est leur pays. Ils doivent avoir les mêmes droits.

Ces droits au travail, au logement, aux papiers sont refusés aux expulsés de la tour Balzac à la Courneuve.

Lutter pour leurs droits, c’est lutter pour les nôtres. Nous sommes tous dans la même galère ici en France et dans les pays d’où viennent nos frères de classe.

C’est pourquoi nous appelons les travailleurs de la Courneuve et alentours ainsi que les universitaires à rejoindre le comité de soutien et de lutte.



Le 18 avril 2011, la préfecture n'a pas voulu prolonger la prise en charge des expulsés.



Ils ont dû quitter leurs chambres d'hôtels avec leurs bagages pour s'installer sur la place de la Fraternité. Ils occuperont jusqu'à ce qu'ils obtiennent un relogement.



Nous appelons à soutenir les occupants de la place de la Fraternité, par toutes les formes.



Un logement c'est un droit !

Exigeons un logement pour tous !!

Contre les expulsions, RESISTONS !!!


Comité de Soutien et de Lutte – la Cause du Peuple 93

pc 26 aprile - ancora dibattito per la guerra

da firenze precaria
in replica ad altre note sull'argomento.. vedi nel blog pagine precedenti

Nessuna puzza sotto il naso.
Solo sarebbe tragico, e non sarebbe neppure la prima volta (i precedenti in europa dell'est insegnano), che movimenti di rivolta potenzialmente "giusti" si risolvono in un avanzamento dell'imperialismo. Al momento, nessuna delle rivolte in atto in medio oriente ha scosso seriamente il giogo imperialista, al contrario, assistiamo ad una potente controffensiva che rischia di consegnarci un'area ancora più sottomessa.
Utilizzo 'antimperialista' in senso minimale, per indicare governi che si muovono in autonomia dai paesi occidentali, per propri interessi beninteso, e quindi entrano in conflitto con gli interessi di quei paesi. Non sono necessariamente governi popolari o di sinistra, e di fatto trovano un equilibrio, sempre d'interessi, con lo stesso imperialismo. Ma non sono neppure governi strettamente alleati dell'imperialismo, come le monarchie del golfo.
Si deve fare una distinzione tra la Libia e la Siria, almeno per l'appoggio che quest'ultima dà alla resistenza palestinese e libanese. Se al posto di Assad si installa un governo filo-occidentale, il colpo per la causa palestinese sarà durissimo. Da questo punto di vista, è più che probabile che, colpendo in gheddafi un facile bersaglio, l'imperialismo miri a destabilizzare tutti gli stati che nell'area portano avanti una politica autonoma.
E si deve distinguere anche tra Hamas e Fatah, visto che quest'ultima rappresenta ormai solo una forza collaborazionista, mentre Hamas trae, pur tra notevolissime contraddizioni, la propria leggittimità dal ruolo che svolge nella resistenza.

risposta di proletari comunisti

le considerazioni contenute in questa replica sono in generale giuste dato che sono fatti e sicuramente ripetiano nella denuncia dei piani dell'imperialismo verso governi non ad essi allineati sono da noi condivise
quello che continua a non andare bene in queste posizioni e il non riconoscimento
altrettanto necessario della giustezza delle rivolte che si sviluppano all'interno di questi paesi contro regimi che sono antipopolari e dittatoriali e che difendono interessi interni della borghesia burocratica, compradora di questi paesi non certo in contraddizione con gli interessi generali dell'imperialismo e sicuramente convergenti con altri interessi imperiali esistenti nella zona

pc 26 aprile - 25 aprile a genova.. corrispondenza

25 APRILE 2011
66° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
PRESIDIO ANTIFASCISTA ORGANIZZATO DALLA SEZIONE ANPI G.ARZANI DI MARASSI

In occasione della Festa Nazionale del ’25 Aprile, 66° Anniversario della Liberazione, la Sezione G.Arzani “Chicchirichì” dell’ANPI di Marassi, con la presenza di un proprio presidio in Piazza Galileo Ferraris, ha rinnovato l’impegno antifascista in memoria dei Partigiani, Patrioti ed Antifascisti del quartiere caduti nella lotta contro il tiranno nazifascista.
La consistente presenza di pubblico testimonia che anche quest’anno la manifestazione è pienamente riuscita, apprezzata da giovani ed anziani, come ogni anno, la tradizionale rassegna fotografica testimonianza della lotta Partigiana, particolarmente gradita la diffusione sonora dei canti della Resistenza e della tradizione popolare contadina. Ha riscosso notevole successo l’esposizione e messa in funzione del telefono da campo militare originale inglese, risalente al periodo bellico (1940 – 1945) ed utilizzato dai Partigiani della VIª Zona.
L’impegno ora è di continuare l’impegno civile e politico in difesa dei valori fondamentali sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza.
L’appuntamento è confermato per il prossimo 25 Aprile.
LA RESISTENZA CONTINUA!

ANPI-MARASSI
Sezione G.Arzani "Chicchirichì"
www.anpimarassi.it

pc 26 aprile - 25 aprile della firenze antifascista .. corrispondenza

Non è stata una ricorrenza il 25 Aprile a Firenze. La Firenze antifascista, proletaria e popolare, si è ritrovata a Piazza S. Spirito per una giornata di festa e di lotta con musica, mostre, banchetti e ristoro messo su dai compagni del CPA.

Alle 17 partirà un corteo fino al monumento ai partigiani caduti, una manifestazione caratterizzata anche "contro la guerra imperialista, per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli".

Prima della partenza del corteo, c'è stata la commemorazione del comandante partigiano Aligi Barducci detto “Potente”, assassinato dai fascisti nel '44 proprio in quella piazza alla vigilia della Liberazione di Firenze con un intervento della partigiana Teresa Mattei e la deposizione di una corona di fiori sul suo monumento al lato della piazza al canto di "bella ciao".

Piazza S. Spirito è uno spazio liberato per cui le forze della repressione non devono pensare neanche di entrarvi. Gli sbirri però hanno cercato di violare questo luogo-simbolo della Firenze antifascista cercando di entrare, scortando il corteo studentesco che arrivava in piazza, ma il tentativo dei provocatori in divisa blu, casco in testa e manganelli, è stato reso vano immediatamente dai compagni (a cui mi sono unito): con le aste delle bandiere il "gippone" della polizia è stato cacciato dalla piazza da cui ne è uscito con vetri e carrozzeria ammaccati così come anche il cordone di caschi blu è stato allontanato al grido di "via via la polizia". Una vittoria salutata dall'entusiasmo di tutti i presenti, dai giovanissimi ai compagni più anziani.

Poi è partito il corteo, con slogan antifascisti (è stato emozionante la partecipazione dei compagni giovanissimi a cui è stato diffuso in particolare il nostro giornale 'proletari comunisti'), verso il monumento in piazza Tasso ai partigiani caduti dove è stata fatta la commemorazione da parte dei compagni. Nel nome della solidarietà internazionalista è stato reso omaggio anche a Vittorio Arrigoni mentre sventolavano le bandiere della Palestina. Al termine il corteo ha continuato il suo cammino rientrando nella piazza che è il cuore della Firenze antifascista.

pc 26 aprile - Bergamo cooperative: Siamo operai non schiavi….

Questa è la richiesta che viene dai migliaia di lavoratori delle cooperative, in prevalenza giovani e immigrati, che lavorano nei tantissimi capannoni della logistica dove si smistano senza sosta le merci che andranno a riempire gli scaffali dei supermercati o dei centri commerciali della provincia di Bergamo.

Senza diritti e sicurezza sul lavoro, sottopagati rispetto ai minimi contrattuali, con orari di lavoro allucinanti e con la minaccia di essere in qualsiasi momento “licenziati”, per la perdita dell’appalto, o trasferiti nel momento in cui alzano la testa per rivendicare le minime tutele sindacali, che spesso vengono scavalcate dal sistema perverso delle scatole cinesi tra cooperative che gestiscono al ribasso il lavoro presso le multinazionali della logistica.

Ma sono proprio questi nuovi schiavi che non ci stanno a tenere la testa bassa, hanno una loro dignità che non vuole più essere calpestata e vogliono lottare per essere considerati per quello che sono operai salariati che da anni lavorano e svolgono mansioni qualificate presso i capannoni disseminati nella nostra provincia.

Per questo anche spontaneamente iniziano a cercare di organizzarsi per rivendicare dei miglioramenti sul posto di lavoro e cercano un sindacato che tuteli i loro interessi di lavoratori avendo coscienza che già questo passaggio è molto rischioso e per così dire rivoluzionario in quanto la repressione e i ricatti sono molto forti, anche per i continui subentri di nuove cooperative.

La storia dei lavoratori del magazzino Kuehne Nagel di Brignano Gera D’Adda che lavorano per due cooperative associate alla CBS (consorzio bergamasco servizi) è lo specchio della situazione di tantissimi operai invisibili agli occhi dell’opinione pubblica sempre pronta a parlare degli immigrati solo quando si tratta di costruire campagne allarmistiche come in questi giorni verso gli immigrati tunisini, ma che poi fanno finta che non esista e di non vedere questo sfruttamento diffuso di manodopera.

Questi lavoratori hanno verificato sulla loro pelle la connivenza dei sindacati confederali con questo sistema di sfruttamento e la loro inerzia verso le aziende, all’inizio con l’iscrizione d’ufficio da parte della cooperativa alla CGIL e poi con il passaggio di iscrizione di tanti verso un altro sindacato la FIT CISL nell’illusione che qualcosa cambiasse. Ma dopo 5 mesi che i lavoratori pagavano la tessera e sollecitavano un intervento del sindacato presso la cooperativa in merito ad una serie di anomalie sulla busta paga, sui livelli e mansioni e altro, non è stato richiesto nemmeno un incontro.

A questo punto i lavoratori hanno iniziato a fare da se, mettendo in campo alcune iniziative autonome, come quella di fermarsi tutti insieme e chiedere alla cooperativa un adeguamento di pochi centesimi della paga oraria inferiore rispetto al ccnl, ma la risposta è stata negativa ed è stata accompagnata da una minaccia delle cooperative ai lavoratori: se avessero osato fare un'altra volta questa fermata spontanea gli avrebbero addebitato i danni provocati alla produzione…..i lavoratori non si sono fermati e hanno deciso per protesta di fare solamente le 8 ore giornaliere previste dal contratto (rispetto alle 13-14 ore) ottenendo come risposta dell’azienda la modifica dell’orario settimanale su 6 giorni (mantenendo le 40 ore) e introducendo nuova manodopera a tempo determinato per compensare il lavoro giornaliero…..la cooperativa ha giustificato questa rappresaglia con una comunicazione in bacheca che diceva:” a seguito di riorganizzazione del cliente Kuehne Nagel …..a decorrere dal 4 aprile 2011 i nuovi turni di lavoro saranno i seguenti 6.40-12.40 e 12.40-19.20:”.

“I lavoratori chiedono tutele e diritti la cooperativa risponde con la guerra” è ha questo punto che anche tra i lavoratori nasce la necessità di trovare un sindacato che li organizzi e li tuteli in questa guerra per questo si rivolgono ai Cobas, che a Bergamo sono rappresentati sin dalla loro nascita dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, ed è così che dopo alcuni incontri, i lavoratori decidono di passare in massa, per ora oltre 60 su 160, ad un sindacato combattivo e non invischiato con le aziende, che sempre più sta dimostrando che l’unita nella lotta e una linea giusta può vincere e ottenere risultati nei posti di lavoro e anche nelle cooperative legate alla logistica.

Tutto questo avviene in un contesto difficile in cui tanti lavoratori sono sfiduciati dai sindacati perché hanno visto che non fanno niente e quindi tendono a vederli tutti uguali, ma nello stesso tempo si è dimostrato anche dal tipo di approccio che abbiamo avuto la diversità dei Cobas che come hanno detto alcuni lavoratori si vede anche dalle facce e dagli occhi che siete diversi, oltre al fatto che ci siamo fatti carico di spiegare come vediamo questa battaglia per i diritti che sarà una guerra ma che si intreccia con la volontà di questi lavoratori di radicare la presenza sindacale tra le loro fila, di rendersi protagonisti e attivi di questa sfida dove non basta iscriversi e delegare ma lottare.

Per concludere questa prima tappa si vuole mettere in evidenza che appena sono arrivate le disdette alla CISL l’azienda ha provato per due giorni a fare un passaggio che definire scandaloso è poco, ossia ha iniziato a chiamare ad uno ad uno i lavoratori in ufficio invitandoli a firmare un foglio per aderire alla CGIL, che pare sia il sindacato di gradimento di queste cooperative, invitando i lavoratori a farlo altrimenti avrebbero lavorato solo ed esclusivamente per 8 ore, con conseguente riduzione di paga, come sindacato abbiamo subito risposto con una diffida che ha fatto cessare questa iniziativa anti sindacale e ha ottenuto immediatamete un incontro che si terrà questa settimana dove mettere sul tavolo le richieste dei lavoratori.
La battaglia è iniziata e non sarà facile ma anche tra i lavoratori aumenta la decisione di portarla fino in fondo.

pc 26 aprile - 5 guerrigliere del TKP/ML-TIKKO hanno perso la vita a Dersim Turchia

con tristezza e rabbia apprendiamo di questa perdita
la morte delle guerrigliere dovuta a una valanga che ha distrutto il campo della guerriglia

le compagne morte sono
Sefagul Kesing: pseudonimo Eylem; nata a Erzurum nel 1977. Nel movimento guerrigliero dal 2007. Era la commissaria política della regióne di Dersim.
Nursen Aslan: pseudonimo, Emel; nata a Tokat(Mar Nero) en 1981. Nella lotta guerrigliera dal 1999. Era comandante nella regióne di Dersim.
Gulizar Ozkan: pseudonimo Ozlem;nata en 1967 a Dersim. Nella guerrilla dal 2005. E' stata una comandante del TIKKO.
Fatma Acar, pseudonimo Dilek; nata nel 1983 a Mersin. Dal 1966 nella guerriglia
Era una simpatizzante avanzata del TKP/ML e una comandante del TIKKO.
Derya Aras; pseudonimo, Sevda: nata nel 1979 en Erzincan nella guerrilla dal 2009. Era una simpatizzante avanzata del TKP/ML e combattente del TIKKO.
TKML e TIKKO dichiarano che si è trattato di una grande perdita a cui rispondere con più lotta “le nostre 5 compagne hanno lasciato la loro traccia nella storia, hanno fatto questo con un ruolo dirigente nella nostra guerra, insegnando alle donne oppresse la via della libertà. La loro vita come il loro martirio sono stati una ribellione all'oppressione millenaria della donn e questa ribellione illumina il cammino di chi prosegue questa lotta...per la rivoluzione e il socialismo..
uniamo la nostra voce per rendere onore a queste compagne e alla frasi conclusive del messaggio dei compagni turchi
Viva l'Internazionalismo Proletario!
Viva la guerra popolare!
Viva il Marxismo-Leninismo-Maoísmo!

pc 26 aprile - l'Italia bombarda la Libia..

la decisione del governo Berlusconi di passare ai bombardamenti diretti della Libia, dopo il sostegno dato fino ad ora in altre forme, insieme alla partecipazione all'addestramento sul campo delle forze filo imperialiste dell'opposizione libica
costituisce un salto di qualità dell'azione dell'imperialismo italiano nell'aggressione neocoloniale insieme a USA,GB,Francia
questo atto di querra in spregio alla costituzione e al suo articolo 11, dimostra come siamo ancora una volta e da tempo fuori dalle stesse regole che la democrazia borghese italiana
l'opposizione parlamentare plaude alla scelta e si appresta a dare il suo appoggio
questo dimostra che non si tratta di autentica opposizione, ma di una variante all'interno degli stessi interessi e le stesse prospettive
un regime di fatto di moderno fascismo e di guerra al servizio degli interessi della borghesia imperialista
la lotta contro la guerra imperialista ristagna - solo la manifestazione nazionale di Napoli è stato un segno significativo in questa direzione
ora però occorre fare uno sfrorzo massimo per far esprimere la opposizione proletaria e giovanile contro questa guerra e contro il governo e lo stato che la sostiene
sia il 1 maggio, che allo sciopero del 6 maggio si deve sentire la voce e la presenza di questa opposizione
serve uno sciopero generale vero, una rivolta sociale e politica che possa fermare la mano del governo e costruire un fronte di lotta per il suo rovesciamento
le elezioni visti gli schieramenti non costuituiscono affatto una controtendenza a tutto questo, ma una sosta di avallo
per questo non si può essere oggi coerenti oppositori del governo, di ogni governo dei padroni, dello stato imperialista e delle politiche conseguenti
senza il boicottaggio elettorale di massa, che deve consolidarsi ed estendere dopo lo sviluppo dell'astensionismo operaio e popolare delle ultime elezioni
la partecipazione alle elezioni di forze che si denominano di sinistra e in certi casi comuniste e rivoluzionarie, risponde ad esigenze ristrette di autopropaganda e ha lo scopo di deviare energie di opposizione e lotta verso la via perdente dell'elettoralismo insignificante

proletari comunisti
26 aprile 2011

lunedì 25 aprile 2011

pc 23-24-25 aprile - 25 aprile al campo di manduria

Una delegazione di proletari comunisti e dello slai cobas per il sindacato di classe di Taranto è stata oggi al campo immigrati tunisini di manduria perchè era giusto essere lì in occasione del 25 aprile per dire No alla guerra, al razzismo e al fascismo - ora e sempre resistenza - con un manifesto, mentre striscioni e locandine sono state affisse in diversi punti di Taranto.
Vi erano oggi pochi immigrati fuori dal campo.
Nel campo sono restati circa un centinaio di tunisni che aspettano di partire da domani.
Abbiamo spiegato loro cosa era per gli italiani il 25 aprile e ribadito la comune lotta.
Abbiamo dato indicazioni organizzative per le città dove vanno dal campo, in particolare per quelli che vanno a Palermo

pc 23-24-25 aprile - TUNISIA: 25 APRILE DI PROTESTE, DA GABES A TUNISI .


TUNISIA: 25 APRILE DI PROTESTE, DA GABES A TUNISI LA RIVOLUZIONE NON SI FERMA.
E’ un 25 aprile di lotta e di protesta quello di diverse città della Tunisia.

Da Gabes, nel sud, fino alla capitale Tunisi in questi giorni continuano le proteste per chiedere dignità e lavoro.

Nonostante la cacciata di Ben Ali, infatti, la disoccupazione nel paese rimane altissima, e il processo di “normalizzazione” della rivoluzione iniziato a fine 2010 si scontra con l’attivismo delle piazze, represse in alcuni casi dall’esercito.

pc 23-24-25 aprile - Parma, . 25 aprile contro Lega Nord e Casa Pound

Parma, 24 aprile 2011. 25 aprile contro Lega Nord e Casa Pound, i fascisti di oggi

Nella serata di ieri nel piazzale di fronte alla sede di Casa Pound Parma è apparso

un cartello che ha rinominato via Mascherpa come 'Piazzale Loreto'.

I 'fascisti del terzo millennio' sono fascisti veri, come quelli che i partigiani

spazzarono via il 25 aprile 1945. Sulla sede è apparsa la scritta "A Piazzale Loreto

c'è ancora posto" con la A cerchiata. A Parma pochi giorni l'amministrazione comunale, per bocca

del fascistissimo vicesindaco Paolo Buzzi ha concesso una sala civica per la presentazione

del libro di Domenico di Tullio sulla storia di Casa Pound. Il quartiere è stato bloccato

con un centinaio di poliziotti e carabinieri in antisommossa: le proteste degli antifascisti, che da due anni

si mobilitano contro la presenza dei fascisti in città, sono state criminalizzate. In tanti si sono fermati

a fotografare, oggi 25 aprile, festa della Liberazione.

Nella stessa serata anche il Piazzale dove ha sede la Lega Nord di Parma è stato

rinominato come Piazzale Loreto: è apparsa anche la scritta "Lega assassina" con la A cerchiata.

Il nuovo fascismo ha il volto degli xenofobi in camicia verde che vorrebbero

sparare agli immigrati ma si rammaricano di non potere, almeno per adesso.

Che sono responsabili della morte dei migranti nel mediterraneo, delle politiche di

respingimento, delle leggi razziali, dei Centri di Identificazione ed Espulsione, i

nuovi lager della democrazia. A Parma il leghistissimo Andrea Zorandi ha definito

'squadristi' un gruppo di compagni che ha presentato due libri sulla Lega Nord all'interno di

un incontro pubblico di carattere informativo. Zorandi e i suoi vorrebbero impedire

ogni forma di dissenso ed ingabbiare le idee.

Parma, 25 aprile 2011. Al corteo del 25 aprile lo spezzone degli antifascisti ha ribadito

che nessun spazio deve essere dato ai fascisti di Casa Pound, contestando l'amministrazione comunale

di Parma, imbevuta fino al collo di spirito ed idee fasciste. Lo spezzone, colorato, partecipato e rumoroso,

ha ricordato la necessità di praticare l'antifascismo ogni giorno, sottolineando

le contraddizioni del Comune che un giorno concede una sala pubblica ai fascisti

ed il giorno dopo celebra un 25 aprile svuotato di ogni contenuto di lotta.

In Piazza il sindaco Pietro Vignali è stato contestato dagli antifascisti

che hanno impedito che prendesse a parola, intonando slogan antifascisti e canzoni partigiane.

pc 23-24-25 aprile - Dossier Manduria

pc 23-24-25 aprile - proletari comunisti