La scelta tra “Spesa per armi o spesa sociale” il governo italiano della fascista Meloni l’ha già fatta da tempo visto che “nel 2026 la spesa militare del nostro Paese sarà di 48,3 miliardi”. (La Repubblica 15/10).
Praticamente la spesa per armi da sola vale il doppio della
manovra di bilancio di quest’anno! E tutte le chiacchiere sulla “coperta corta”
vanno a farsi benedire!
Questa “scelta” imposta ai paesi imperialisti proviene
direttamente dal Fondo Monetario Internazionale che ha presentato l’ultimo
rapporto, Fiscal Monitor, a Bangkok: “I paesi ad alto debito pubblico, soprattutto
le principali economie avanzate” e cioè i paesi imperialisti come l’Italia, “devono rimettere i conti in ordine al più
presto”.
L’attuale governo, soprattutto attraverso il suo ministro
dell’economia, il leghista Giorgetti, si vanta da 4 anni di aver “rimesso a
posto i conti”! E cosa significa effettivamente lo hanno capito, anche se non
hanno studiato economia politica, le masse popolari impoverite e i giovani
ribelli che scendono in piazza.
“In Europa, inoltre” - insiste il quotidiano dei padroni Il Sole 24 Ore del 15/10 - “le nuove esigenze di
riarmo legate ai conflitti imporranno scelte difficili: prima o poi le altre voci, compresa la spesa sociale, dovranno essere ridotte”.Questi pennivendoli fanno finta di non accorgersi che la
spesa sociale è già stata tagliata! Quindi, vogliono solo dire che si deve tagliare ancora di più! Proprio come afferma senza peli sulla
lingua il FMI: «La spesa per la difesa
sarà persistente, non sarà possibile finanziarla all’infinito con il
debito», e quindi, se non si può fare debito si devono trovare altri soldi con altre
“entrate”! cioè altri tagli al sociale e
altre tasse sotto qualsiasi nome.
E la vicedirettrice del FMI “Dabla-Norris ha aggiunto che i
Governi chiamati a far fronte a maggiori
spese nella difesa dovranno spiegare
all’opinione pubblica che «ci saranno scelte difficili da fare».
E i governi proprio questo stanno spiegando all’“opinione
pubblica” a colpi di manganello!
“Per l’Italia la dimensione del problema è già misurabile. Secondo
le stime Nato riportate dalla Camera, nel
2026 la spesa militare del nostro Paese sarà di 48,3 miliardi, il 2,1% del
Pil. Portarla al 3,5%, obiettivo
concordato per il 2025, equivarrebbe a circa 80,5 miliardi: oltre 32
miliardi aggiuntivi ogni anno.” Ma ancora non basta perché “a quel 3,5% si
affianca fino a un altro 1,5% del Pil per infrastrutture, reti e resilienza
civile”.
E insieme all’Italia ci sono anche gli altri paesi, dalla
Francia agli Stati Uniti, soprattutto a causa dell’enorme debito statale per il quale si pagano ogni anno sempre più
interessi ai padroni che dominano il capitale finanziario. E per pagare questi interessi,
per ingrassare ancora di più i ricchi, bisogna “trovare” altri soldi. E qual è
secondo il FMI uno dei “problemi” della società borghese? Ma quello delle pensioni!
I ragionieri del capitalismo-imperialismo, al soldo del
Fondo Monetario Internazionale, non vedono via d’uscita a tutto questo e sospirando
affermano che «È arrivato il momento - ha affermato Valdes - purtroppo è come
la legge di gravità. Non c’è via d’uscita da queste dinamiche di bilancio».
Nessuna illusione, quindi, per i proletari e le masse
popolari, che ci possa essere un cambiamento nella politica economica dei
governi imperialisti e del governo Meloni, nessun inganno sulla manovra finanziaria
in corso di approvazione farcita di paroline che vorrebbero indorare la
pillola, proprio NO, nessuna illusione nei confronti di chi dice che aggiustando
qualche posta di bilancio si risolve un qualsiasi problema: la manovra è tutta
per le armi…
E come suggerisce la vicedirettrice del FMI, la feroce borghesia
dei paesi imperialisti tutto questo lo sta spiegando, sì, ma a modo proprio,
come di consueto, con la repressione delle lotte davanti alla quale anche i
proletari e le masse sono davanti a “scelte difficili da fare” perché “non c’è
via d’uscita da queste dinamiche”: la scelta della lotta per abbattere ogni governo
dei padroni.

Nessun commento:
Posta un commento