martedì 21 luglio 2026

Bologna, con una grande e determinata manifestazione, rivendica giustizia per Abderrahim Fakir, ucciso dalla polizia e dal razzismo/fascismo di questo governo che vuole lo scudo penale per i criminali in divisa


 prime info e foto


Il presidio spontaneo il giorno stesso dell'omicidio nello stesso quartiere dov'è avvenuto per mano della polizia  ha subito detto che non devono passare nè menzogne nè false verità su questo assassinio di Stato, e quel presidio aveva lanciato la manifestazione del 20 in piazza del Nettuno fatta propria dal sindaco Lepore. Per quella stessa giornata è stato indetto lo sciopero a partire dalle ore 22 all'Interporto indetto dal SiCobas, con l'appello che fosse uno sciopero generale da estendere in tante realtà anche fuori Bologna.

Grande è stata la partecipazione in Piazza del Nettuno.




All'apertura della manifestazione la nipote di Fakir in piazza ha ringraziato tutte le persone che erano state vicine alla famiglia e che continuavano a esserlo, suo zio non era un caso di cronaca, non era un soggetto da titoli di giornali, ma era una persona e come tale andava rispettata, come tale pretendeva rispetto e giustizia, rispetto e giustizia contro cui tutta la fogna mediatica delle forze dell'ordine, dei giornalisti servi, del governo e dei politicanti fascio-razzisti hanno gettato fango, a far quadrato a difesa degli sbirri assassini che si spolveravano le mani dicendo "è andato" e del personale sanitario lì presente. Riporta Radio Onda d'urto che anziché nel “registro degli indagati”, il fascicolo è stato aperto con il “modello 45 bis”, quindi i nomi dei due poliziotti e i quattro sanitari sono nel percorso accelerato che entro trenta giorni - prorogabili a 120 perché ci saranno le richieste di perizie tecniche- potrebbe portare all’archiviazione del caso..

dalla piazza migliaia di persone sono partite in un corteo spontaneo verso la Prefettura blindata da reparti celere contro cui sono partiti numerosi cori e slogan. 

Una parte del corteo è rimasta davanti alla Prefettura mentre un'altra ha voluto continuarlo per le vie della città. Quando sono partite le cariche e gli idranti da parte della polizia il corteo che si era allontanato dalla Prefettura è ritornato indietro ed è diventato uno solo, a confermare il suo carattere di assedio di massa popolare unitario.

La polizia ha usato idranti e lacrimogeni per fare indietreggiare i manifestanti fino in via Ugo Bassi, in via Rizzoli, ma il corteo è rimasto lì, fino a tarda notte, con la polizia che ha inseguito le persone per le vie di Bologna ed effettuato diversi fermi. Non è ancora chiaro quante persone sono state fermate, se e quanti sono gli arresti, né il numero delle persone ferite dalle manganellate della polizia.

Noi aggiungiamo che lacrimogeni sono stati sparati anche dal tetto della sala Borsa in piazza e un giornalista de l'Espresso è stato manganellato da un poliziotto. La caccia all'uomo è continuata con i rastrellamenti nei condomini con arresti.

Alle 22 è iniziato lo sciopero e i blocchi di 24 ore all’Interporto di Bologna convocato da Si Cobas, nel luogo dove Abderrahim lavorava.




davanti alla Prefettura blindata da camionette e celerini con caschi e scudi




















Nessun commento:

Posta un commento