mercoledì 4 febbraio 2026

pc 4 febbraio - Il salario degli operai e l'ossessione dei padroni: la produttività

Si fa tanto parlare di salario dai padroni ai sindacalisti Uil che dicono: “Salari bassi: una bomba sociale che esploderà”, ma chiariamo i punti fondamentali di analisi necessari per inquadrare la battaglia  giusta e necessaria per aumenti salariali parte della battaglia più generale per ricostruire la forza della classe operaia, ma non per redistribuire la ricchezza prodotta ma per costruire le condizioni per abbattere il sistema capitalista e abolire il lavoro salariato 

“Innanzi tutto il salario è determinato anche dal suo rapporto col guadagno, col profitto del capitalista. Questo è il salario proporzionale, relativo. Il salario reale esprime il prezzo della forza-lavoro in rapporto col prezzo delle altre merci; il salario relativo, invece, la parte del valore nuovamente creato che spetta al lavoro immediato, in confronto con la parte che spetta al lavoro accumulato, al capitale” Karl Marx, Lavoro salariato e capitale, (con le modifiche di F. Engels)

“Quanto maggiori sono la ricchezza sociale, il capitale in funzione, il volume e l’energia del suo aumento, quindi anche la grandezza assoluta del proletariato e la forza produttiva del suo lavoro, tanto maggiore è l’esercito industriale di riserva […]. La legge per la quale una massa sempre crescente di mezzi di produzione, grazie al progresso compiuto nella produttività del lavoro sociale, può essere messa in moto mediante un dispendio di forza umana progressivamente decrescente, questa legge si esprime su base capitalistica – per la quale non è l’operaio che impiega i mezzi di lavoro, bensì sono i mezzi di lavoro che impiegano l’operaio – in questo modo: quanto più alta è la forza produttiva del lavoro, tanto più grande è la pressione degli operai sui mezzi della loro occupazione, e quindi tanto più precaria la loro condizione di esistenza: vendita della propria forza per l’aumento della ricchezza altrui […]. Ne consegue quindi che, nella misura in cui il capitale si accumula, la situazione dell’operaio, qualunque sia la sua retribuzione, alta o bassa, deve peggiorare […]. Questa legge determina un’accumulazione di miseria proporzionata all’accumulazione di capitale” Karl Marx, Il capitale, Libro I capitolo 23.

Segue un post delegati Fiom Electrolux che commentano articolo del giornale degli industriali 

NON VI DANNO SALARIO? COLPA VOSTRA, CHIEDETELO é ciò che scrive il giornale degli industriali. 

Il sole 24 ore (giornale di Confindustria): "Il problema dei bassi salari e della quota di reddito del lavoro dipendente non è spiegato dalla scarsa produttività del lavoratore italiano, ma da meccanismi di estrazione dei profitti a livello del sistema economico.

 Non abbiamo un’economia in crisi, se la si guarda dal lato dei profitti. La crisi è tutta sul lato dei salari"

Tradotto le imprese hanno i soldi ma non li danno ai lavoratori. Esattamente il problema emerso nel contratto nazionale metalmeccanici e di tutti gli altri, che non distribuisce la ricchezza prodotta dai lavoratori con aumenti superiori all'inflazione, per effetto dei vincoli del modello sindacale "PATTO PER LA FABBRICA", che impone anche di non poter contrattare soldi in azienda, se non pagato dagli stessi lavoratori, con più efficienza e produttività, cioè con più profitti per loro. Zero redistribuzione. 

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