mercoledì 4 febbraio 2026

pc 4 febbraio – Il nazimperialista Trump annuncia un «accordo commerciale» con l’India in risposta ai paesi imperialisti dell’Unione europea

 
immagine di repertorio

Botta e risposta! Nell’arco di qualche giorno gli USA, direttamente dal social di Trump fanno sapere di avere stretto un accordo con l’India di Modi. Ciò dimostra quanto sia stato importante l’accordo UE-India (ne abbiamo parlato a proposito degli effetti sul settore auto, ma sui suoi differenti aspetti ci ritorneremo), nello scontro mondiale in atto tra i paesi imperialisti. Gli Stati Uniti hanno bisogno di ostacolare ogni mossa dei paesi capitalisti-imperialisti nella corsa alle materie prime, alla forza lavoro a basso costo, all’accesso ai grandi mercati…

L’annuncio che Trump ha fatto direttamente dal suo account di Truth ha avuto l’effetto sorpresa visti gli ultimi scontri tra USA e India a causa dell’intromissione non richiesta di Trump nello scontro tra India e Pakistan, che aveva fatto arrabbiare il nazista indù Modi, e la richiesta di Trump all’India di non comprare petrolio russo andata a vuoto in questi anni.

Sempre nella più classica ipocrisia che contraddistingue la borghesia, Trump parla di «amicizia e

rispetto» con Modi, mentre dichiara di aver abbassato i dazi contro l’India dal 50% al 18%: “abbassati dal 25% i dazi squisitamente di carattere commerciale, azzerato l’altro 25%, misura punitiva esercitata fino ad ora per costringere l’India a interrompere l’acquisto di petrolio dalla Russia di Vladimir Putin.” (il manifesto)

“La contropartita, sempre secondo Trump, dovrebbe essere l’azzeramento totale di tutti i dazi indiani contro gli Usa, in aggiunta all’impegno di acquistare «energia, tecnologia, prodotti agricoli, carbone e molti altri prodotti [statunitensi]» per una somma superiore ai 500 miliardi di dollari.” 

Mentre l’azzeramento di tutti i dazi sembra inverosimile, questi 500 miliardi di dollari sono sembrati a tutti gli esperti del settore proprio una grande bufala di Trump per diversi motivi. Uno, perché l’interscambio commerciale nel 2024 tra India e Stati uniti ha raggiunto quota 129,2 miliardi di dollari, con un deficit per Washington pari a 45,7 miliardi di dollari.” Significa che l’India esporta verso gli Usa più di quanto compra. Cosa dovrebbe comprare ancora per spendere 500 miliardi? Sembra impossibile, ma Trump spera che l’India non compri più petrolio dalla Russia, e lo acquisti dagli USA - ma il petrolio USA è molto più caro -, poi componenti tecnologiche e metalli preziosi, mentre gli USA si impegnano a comprare più componenti elettriche, farmaci e metalli preziosi indiani.

L’altro motivo sui 500 miliardi che Modi nel suo discorso sull’accordo non ha infatti nemmeno citato, lo riporta ancora il manifesto: “…a titolo di paragone, la finanziaria indiana varata solo qualche giorno prima ammonta complessivamente a 590 miliardi di dollari, il che significherebbe che l’India si sia impegnata a spendere negli Usa una cifra pari all’85% del bilancio stanziato per il prossimo anno fiscale.”

Ma quello che fa sembrare l’accordo una mossa propagandistica di Trump, forse colto di sorpresa dell’accordo con l’Unione europea, è ciò che riguarda i prodotti agricoli. L’agricoltura è un settore dell’economia indiana fortemente protetto, il che rende appunto inverosimile l’affermazione della segretaria all’agricoltura “statunitense Brooke Collins che ha dichiarato che l’accordo porterà «all’esportazione di più prodotti agricoli statunitensi nel gigantesco mercato indiano»; questo è chiaro vuole essere un segnale per gli agricoltori americani che aspettano ancora i miracoli promessi da Trump, ma questo scenario segnerebbe un cambio di direzione radicale nelle politiche protezionistiche indiane verso il proprio settore agroalimentare, “talmente prezioso in termini di consenso elettorale da essere stato scorporato dall’accordo di libero scambio siglato una settimana fa con Bruxelles.” Infatti, per l’India si tratta di una questione delicatissima, tanto che nell’accordo Ue-India non se ne parla, perché vi sono coinvolti centinaia di milioni di agricoltori, “cioè di più della metà della forza lavoro del Paese più popoloso del mondo” che si rivolterebbero contro il governo Modi, mettendo il paese a ferro e fuoco, come hanno già dimostrato qualche anno fa.

Questo “accordo” quindi sembra più un annuncio fumoso che serve a Trump per propaganda, mentre all’India per cercare di allentare le tensioni politiche e commerciali con gli Stati Uniti.

Questo “accordo” è però anche un’altra allerta per le masse popolari indiane, tutte, dagli agricoltori agli operai, perché per gli imperialisti paesi come l’India sono non solo un grande mercato di sbocco delle merci, ma anche un enorme serbatoio di forza lavoro a basso costo.

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