Botta e risposta! Nell’arco
di qualche giorno gli USA, direttamente dal social di Trump fanno sapere di avere
stretto un accordo con l’India di Modi. Ciò dimostra quanto sia stato importante
l’accordo UE-India (ne abbiamo parlato a proposito degli effetti sul settore
auto, ma sui suoi differenti aspetti ci ritorneremo), nello scontro mondiale in
atto tra i paesi imperialisti. Gli Stati Uniti hanno bisogno di ostacolare ogni
mossa dei paesi capitalisti-imperialisti nella corsa alle materie prime, alla forza
lavoro a basso costo, all’accesso ai grandi mercati…
L’annuncio che
Trump ha fatto direttamente dal suo account di Truth ha avuto l’effetto
sorpresa visti gli ultimi scontri tra USA e India a causa dell’intromissione
non richiesta di Trump nello scontro tra India e Pakistan, che aveva fatto
arrabbiare il nazista indù Modi, e la richiesta di Trump all’India di non comprare
petrolio russo andata a vuoto in questi anni.
Sempre nella più classica ipocrisia che contraddistingue la borghesia, Trump parla di «amicizia e
rispetto» con Modi, mentre dichiara di aver abbassato i dazi contro l’India dal 50% al 18%: “abbassati dal 25% i dazi squisitamente di carattere commerciale, azzerato l’altro 25%, misura punitiva esercitata fino ad ora per costringere l’India a interrompere l’acquisto di petrolio dalla Russia di Vladimir Putin.” (il manifesto)“La contropartita, sempre secondo Trump, dovrebbe essere l’azzeramento totale di tutti i dazi indiani contro gli Usa, in aggiunta all’impegno di acquistare «energia, tecnologia, prodotti agricoli, carbone e molti altri prodotti [statunitensi]» per una somma superiore ai 500 miliardi di dollari.”
Mentre l’azzeramento di tutti i dazi sembra inverosimile, questi 500
miliardi di dollari sono sembrati a tutti gli esperti del settore proprio una grande
bufala di Trump per diversi motivi. Uno, perché l’interscambio commerciale nel
2024 tra India e Stati uniti ha raggiunto quota 129,2 miliardi di dollari, con
un deficit per Washington pari a 45,7 miliardi di dollari.” Significa che l’India
esporta verso gli Usa più di quanto compra. Cosa dovrebbe comprare ancora per spendere
500 miliardi? Sembra impossibile, ma Trump spera che l’India non compri più
petrolio dalla Russia, e lo acquisti dagli USA - ma il petrolio USA è molto più
caro -, poi componenti tecnologiche e metalli preziosi, mentre gli USA si impegnano
a comprare più componenti elettriche, farmaci e metalli preziosi indiani.
L’altro motivo sui 500 miliardi che Modi nel suo discorso
sull’accordo non ha infatti nemmeno citato, lo riporta ancora il manifesto: “…a
titolo di paragone, la finanziaria indiana varata solo qualche giorno prima
ammonta complessivamente a 590 miliardi di dollari, il che significherebbe che
l’India si sia impegnata a spendere negli Usa una cifra pari all’85% del
bilancio stanziato per il prossimo anno fiscale.”
Ma quello che fa sembrare l’accordo una mossa
propagandistica di Trump, forse colto di sorpresa dell’accordo con l’Unione
europea, è ciò che riguarda i prodotti agricoli. L’agricoltura è un settore
dell’economia indiana fortemente protetto, il che rende appunto inverosimile l’affermazione
della segretaria all’agricoltura “statunitense Brooke Collins che ha dichiarato
che l’accordo porterà «all’esportazione di più prodotti agricoli statunitensi
nel gigantesco mercato indiano»; questo è chiaro vuole essere un segnale per
gli agricoltori americani che aspettano ancora i miracoli promessi da Trump, ma
questo scenario segnerebbe un cambio di direzione radicale nelle politiche
protezionistiche indiane verso il proprio settore agroalimentare, “talmente prezioso in termini di consenso
elettorale da essere stato scorporato dall’accordo di libero scambio siglato
una settimana fa con Bruxelles.” Infatti, per l’India si tratta di una
questione delicatissima, tanto che nell’accordo Ue-India non se ne parla,
perché vi sono coinvolti centinaia di
milioni di agricoltori, “cioè di più della metà della forza lavoro del
Paese più popoloso del mondo” che si
rivolterebbero contro il governo Modi, mettendo il paese a ferro e fuoco, come
hanno già dimostrato qualche anno fa.
Questo “accordo” quindi sembra più un annuncio fumoso che
serve a Trump per propaganda, mentre all’India per cercare di allentare le
tensioni politiche e commerciali con gli Stati Uniti.
Questo “accordo” è però anche un’altra allerta per le masse
popolari indiane, tutte, dagli agricoltori agli operai, perché per gli
imperialisti paesi come l’India sono non solo un grande mercato di sbocco delle
merci, ma anche un enorme serbatoio di forza lavoro a basso costo.

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