sabato 12 settembre 2026

Contro la repressione, unità e lotta contro governo e Stato dei padroni, autonomi dalla falsa opposizione

 da Ore12/Controinformazione rossoperaia dell'11.09


A Torino, davanti al carcere delle Vallette, l’11 settembre c’è stato un presidio di compagni e realtà del movimento di solidarietà ai due giovani compagni tedeschi
che sono in carcere dal giorno successivo agli scontri avvenuti in Val Susa, scontri molto duri, dopo che il Movimento Notav, proseguendo nella sua legittima protesta, aveva invaso il cantiere Notav. La polizia, in assetto di guerra, aveva scatenato la repressione verso i compagni del movimento, contro una manifestazione molto grossa, con una partecipazione popolare e con presenze provenienti da altri paesi di realtà solidali con il movimento Notav o impegnati direttamente contro la TAV, vedi il caso della Francia.

In questi scontri, che la polizia aveva ampiamente preparato per infliggere un pesante attacco al movimento, i giovani si sono difesi con mezzi notevolmente creativi per difendere il diritto di continuare a fare la loro battaglia e di ostacolare la realizzazione della grande opera parassitaria capitalistica che viene rigettata da buona parte della popolazione (anche se non siamo più nei tempi in cui tutta la popolazione della Valsusa si mobilitava).

Nella caccia alle streghe e nella criminalizzazione del movimento, sopraggiunto a quella giornata e a quella battaglia che sul campo è stata vincente per il Movimento, sono caduti nella rete degli arresti due giovani compagni, difesi dagli Avvocati Vitale e da un'altra collega di Torino che da sempre sono in prima fila per difendere - a Torino e in tutta Italia - gli oppressi, gli sfruttati, i repressi di ogni forma, in particolare i migranti, i lavoratori e la realtà di Movimento studentesco e popolare che cadono nelle mani della repressione di Stato. Da allora questi due giovani compagni tedeschi sono tenuti in ostaggio dallo Stato come monito e minaccia verso l'intero Movimento mentre proseguono inchieste che hanno lo scopo di colpire a tappeto il Movimento stesso.

Lo Stato borghese e il suo governo e tutti coloro che sono in questa occasione al suo fianco, le istituzioni, la cosiddetta "sinistra" dell'opposizione parlamentare, non ci stanno a subire i colpi del movimento quando il Movimento resiste effettivamente allo Stato di Polizia, ai decreti sicurezza, alla volontà del governo e dei padroni di soffocare con la repressione le giuste lotte popolari di cui la lotta a Notav è un esempio.

Questi due compagni vengono tenuti in prigione, noi siamo solidali con loro e combattiamo tutte le campagne anche che il Giornalaccio o la stampa sta facendo per descriverli come terroristi o come turisti sbandati che vanno a fare gli scontri dove capita. Si tratta di campagne fondate su nulla, se non sull'odio che lo Stato e i suoi servi hanno verso coloro che li combattono.

Ma il caso Torino è inserito nel più ampio spettro dell'azione repressiva, nel nostro Paese come nel mondo.

La strada maestra da percorrere e organizzare - proletari comunisti


 Foto di una iniziativa a Taranto di fronte all'ammiragliato - prossimo comando NATO

Nazisti in Germania subito in azione riarmo/ filoIsraele / militarizzazione civile e caccia/razzismo antimmigrati al servizio dei padroni

Afd in Sassonia-Anhalt: «Sì alle armi, ma solo per le campagne di remigrazione e la sicurezza interna»

Ulrich Siegmund è ormai vicinissimo alla carica di governatore del Land, dove un’azienda israeliana della difesa è in trattative per costruire un impianto produttivo. Siegmund: «Non demonizziamo in modo generalizzato la produzione di equipaggiamento militare, poiché avremo naturalmente bisogno delle risorse adeguate per future campagne di rimpatrio e deportazione, ovviamente anche nell’ottica della sicurezza interna, della nostra stabilità e della difesa nazionale»

Ulrich Siegmund (REUTERS) REUTERS

BERLINO - Sì alla produzione di armi, ma solo se servono per remigrazione di massa e scopi interni. L’uomo di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, è ormai vicinissimo alla carica di governatore del Land, dopo il trionfo di domenica scorsa.

Armi per la remigrazione

Venerdì 11 settembre, ha affermato: «La nostra posizione è molto chiara. Non demonizziamo in modo generalizzato la produzione di equipaggiamento militare, poiché avremo naturalmente bisogno delle risorse adeguate per future campagne di rimpatrio e deportazione, ovviamente anche nell’ottica della sicurezza interna, della nostra stabilità e della difesa nazionale», ha detto in conferenza stampa.In campagna elettorale ha promesso espulsioni «dal primo minuto», una sorta di guardia civica a sostegno delle forze dell’ordine e classi separate per i bambini rifugiati

Stellantis Melfi: "Ci spremono come limoni" - Nelle grandi fabbriche va tutto male - Ma anche a Melfi il cuore deve essere la lotta!


Denuncia un operaio: “Questa settimana fino a 300 auto a turno e pochi operai. Ci spremono come limoni”

Piccola inversione la prossima settimana, a San Nicola di Melfi, nello stabilimento lucano di Stellantis, con spostamento di un turno (al Montaggio) dalla mattina al pomeriggio. Per due settimane. Quindi cambierà poco rispetto alle settimane appena trascorse. E proprio su queste ultime accendiamo un faro. “Abbiamo viaggiato anche alla velocità di 300 auto a turno”, ci assicura un operaio del Montaggio che non ha saltato neanche un giorno, nella settimana in corso, ed è visibilmente provato. “Se viaggi a 300 auto a turno non puoi fare anche la qualità, come ti chiedono i capi”. E ancora: “Se le auto elettriche sono più delicate e necessitano di operazioni meno semplificate, bisognerebbe mettere più personale per svolgere in modo idoneo le operazioni”. Altrimenti poi capita che giungono auto a fine linea con le solite, piccole anomalie, e poi necessitano di essere recuperate.

Loro invece vogliono fare più vetture – attacca l’operaio – con meno costi e meno personale. E le auto che facevamo prima su due turni giornalieri, ora le fai su un turno solo. Ecco la differenza”. Settimane estenuanti, le ultime. ”Se nessuno si lamenta e a tutti va bene, loro proseguiranno così, massimizzando i profitti e risparmiando sui costi e sul nostro lavoro”. La logica del “tirare a

Ex Ilva Taranto: la situazione dal punto di vista di padroni e governo e dal punto di vista proletario

NB - Questo testo è stato registrato in ORE 12 Contronformazione rossoperaia giovedì scorso. Da allora la situzioine è ulteriormente mutata. La Corte d'appello ha confermato la chiusura dell'area a caldo e le Ditte dell'indotto e dell'appalto hanno confermato i 2500 licenziamenti.

Lunedi dalle 7 alle 9 vi sarà una prima grossa aassemblea davanti alla portineria delle imprese.

Nell'affrontare la questione ex Ilva come principale questione che riguarda i grandi gruppi industriali e le grandi fabbriche in questo Paese, mai va dimenticato che lo stabilimento ex Ilva di Taranto è attualmente la più grande fabbrica del Paese per organici diretti, appalto e indotto e che la vicenda dell'Ilva ha implicazioni di ogni genere, sia relative al problema del lavoro e condizioni di lavoro, sia chiaramente all'enorme questione della sicurezza e dei danni ambientali causati dalla gestione capitalistica della fabbrica che si è succeduta, prima come fabbrica delle partecipazioni statali, poi con la lunga permanenza di padron Riva, infine ArcelorMittal, e oggi i commissari per conto del Governo.

Tutte queste questioni fanno sì che l'Ilva sia una questione centrale a cui dovrebbero guardare operai e tutte le forze che agli operai e lavoratori si rifanno in questo Paese, in particolare quelle fuori dal perimetro della cosiddetta “sinistra di opposizione parlamentare”.

Proprio perché la situazione è articolata e complessa, è fondamentale il punto di vista da cui ci si mette e i criteri di lettura di questa vicenda secondo gli strumenti che si vogliono mettere in campo.

Noi come Slai cobas, proletari comunisti e questo organo, ORE 12, ci rifacciamo al marxismo e vorremmo che tutte le forze di estrema sinistra e di parte proletaria e anticapitalista si rifacessero al marxismo, cosa che non è.

Nello stesso tempo ci poniamo chiaramente dal punto di vista operaio come punto di vista principale a

Palestina - un articolo segnalato da un compagno di Taranto

Articolo esclusivo per la RedH di Jaldía Abubakra (Palestina).

Il mondo è disposto ad ascoltare il palestinese che racconta di aver perso la casa, seppellito i figli o trascorso anni in prigione. È molto più difficile ascoltarlo quando parla in veste di soggetto politico, rivendica il diritto al ritorno, mette in discussione i limiti imposti alla sua liberazione o difende la lotta armata. Tra queste due prospettive emerge un confine invisibile: quello che impone a un popolo occupato cosa pensare, dire e fare per meritare la nostra solidarietà.

C'è un palestinese che è relativamente facile da ascoltare. Può raccontare di come ha perso la sua casa, mostrare la chiave che la sua famiglia conserva dal 1948, parlare del campo profughi in cui è nato, degli anni trascorsi in una prigione israeliana, del figlio perso nei bombardamenti o dell'uliveto sradicato dai coloni. Può piangere davanti a una telecamera, implorare aiuto e denunciare l'occupazione. La sua sofferenza è commovente e, finché rimane racchiusa in quell'immagine, può risvegliare un'enorme solidarietà.

Il problema inizia quando smette di limitarsi a spiegare ciò che gli è stato fatto e comincia a parlare di ciò che intende fare in risposta. A quel punto non abbiamo più a che fare solo con una vittima, ma con un soggetto politico. E un soggetto politico ha obiettivi, organizzazioni, alleanze, strategie e una propria

La poderosa avanzata delle milizie Houthi in Yemen - proletari comunisti appoggia e sostiene questa avanzata

info stampa 11 Settembre 2026

Da giorni ormai imperversa la guerra in Yemen, con le forze filosaudite del governo internazionalmente riconosciuto da una parte e il gruppo Ansar Allah, gli alleati dell’Iran meglio noto come Houthi, dall’altra. Ieri, Ansar Allah ha lanciato una vasta offensiva lungo la costa del Mar Rosso, conquistando la città portuale di Mocha, uno dei principali centri portuali del Paese. La città si trova a circa 50 chilometri dallo Stretto di Bab el-Mandeb e la sua conquista rafforza significativamente la posizione degli Houthi lungo una delle principali rotte marittime mondiali. Nella notte, il gruppo ha continuato la propria offensiva verso sud, tanto che, secondo fonti non ufficiali, avrebbe catturato l’intera costa yemenita che affaccia sul Mar Rosso. Il controllo del litorale occidentale è particolarmente strategico per Ansar Allah, che dal luglio scorso ha imposto un blocco navale contro l’Arabia Saudita. L’avanzata verso Bab el-Mandeb potrebbe consentire agli Houthi di esercitare una pressione ancora maggiore sul traffico marittimo e sulle esportazioni di petrolio saudite attraverso il Mar Rosso; l’azione congiunta dell’ Iran sullo Stretto di Hormuz unita al controllo Houthi su Bab el-Mandeb potrebbe inoltre metterebbe sotto scacco il commercio internazionale in reazione alla guerra statunitense contro Teheran.

Gli scontri in Yemen sono riesplosi oltre una settimana fa, ma in un saliscendi di intensità proseguono dalla seconda metà di luglio, quando in risposta agli attacchi delle forze filosaudite contro Sana’a Ansar Allah ha annunciato l’avvio di un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita. La notte tra il 2 e il 3 settembre, le Brigate Tihamah, fedeli al governo internazionalmente riconosciuto del Consiglio Presidenziale (PLC), hanno lanciato pesanti attacchi di artiglieria contro le postazioni di Ansar Allah, dando il via a una nuova escalation: gli Houthi hanno risposto colpendo, tra le varie località, la stessa Mocha, mentre il PLC ha scagliato nuovi attacchi contro al-Bakrah. Il fuoco incrociato ha portato a scontri terrestri nelle alture di Shar’ab, tra i governatorati di Ibb e Ta’izz; nel giro di poche ore si è aperto un vero e proprio fronte di conflitto, coinvolgendo tutta la porzione di Paese a sud di Hays e a ovest della stessa Ta’izz.

Gli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb si trovano rispettivamente all’ingresso del Golfo Persico e del Mar Rosso, due aree strategiche per le principali rotte marittime mondiali

Nell’arco della giornata, le forze terrestri di Ansar Allah hanno avanzato a ritmo sostenuto, portando gli

Il DDL Antisemitismo è un DDL filosionismo - Da Critica

Stralci

Sta vivendo un’accelerazione il percorso verso l’approvazione del cosiddetto DDL Antisemitismo, il DDL 1004 “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”. 

L’orientamento dell’opposizione al governo non è unanime: se M5s e AVS hanno espresso con chiarezza il loro NO, il Partito democratico sembra orientato all’astensione, dopo che al Senato una fronda, capitanata da Graziano Del Rio, aveva votato addirittura Sì.

Il testo di legge al Senato ha accorpato una quantità di proposte differenti alcune delle quali avevano un carattere esplicitamente liberticida – dal profilo chiaramente incostituzionale. 

Non per il contrasto all’antisemitismo, ma per la promozione del sionismo e delle condotte di Israele

Adottando la definizione operativa dell’IHRA con i suoi indicatori, la legge opera una sovrapposizione fra odio nei confronti degli ebrei in quanto popolo e religione, e contrarietà allo Stato di Israele come entità politica. La definizione di antisemitismo dell’IHRA è infatti tutta costruita su questa – indebita – sovrapposizione di piani: i suoi indicatori operativi censurano critiche di squisita natura politica, come per esempio paragoni fra le condotte dello Stato di Israele e quelle naziste. 

Ma la gravità della legge sta non tanto in quello che proibisce o censura. Quanto nel tipo di “strategie di contrasto” che adotta. La “Strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo” varata dal governo nel 2025, infatti, è stata interamente costruita attraverso un tavolo di lavoro che vede coinvolte personalità delle principali comunità ebraiche italiane legate a doppio filo allo Stato di Israele e

“Nobel ai bambini di Gaza – Perché non sosteniamo questa petizione" – Docenti per Gaza

 

Noi di Docenti per Gaza non firmeremo questa petizione, non la rilanceremo e non la diffonderemo, per diversi motivi che vi spieghiamo qui:

https://www.docentipergaza.it/perche-non-appoggiamo…

L’11 agosto scorso, sul giornale Avvenire, è stato pubblicato un articolo del filosofo Eugenio Mazzarella, intitolato “Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza”. Da quel giorno, è stata lanciata una petizione, a cui hanno aderito molti esponenti della politica cosiddetta d’opposizione – PD, AVS, M5S e Noi Moderati -, giustificando l’adesione come un atto di protesta nei confronti dell’indifferenza dei governi occidentali (Conte), come una denuncia dell’”orrore di Gaza” (Fratoianni) e della tregua, sotto la quale non sono cessate le uccisioni di bambin* (PD), e infine come un modo per “risvegliare la responsabilità sociale e la protezione dei diritti civili” (Lupi).

C’è una frase che più di tutte descrive il carattere della petizione, e la riportiamo qui: “loro (bambin* di

Perchè a Taranto è importante una mobilitazione contro la Base navale, la Nato, la guerra imperialista

La gravità delle dichiarazioni di Cavo Dragone che conferma la creazione a Taranto del comando Nato e il ruolo strategico della città nei piani di guerra, la necessità di mobilitarci per Palestina / Ddl antisemitismo / repressione / prigionieri politici, ci spinge a convocare una riunione urgente di tutti i compagni e compagne e realtà interessate per organizzare una mobilitazione tempestiva alla Base navale e in città.

Proponiamo questa riunione per il 15 settembre alle ore 19 presso la sede Slai cobas Taranto via Livio Andronico, 47, per decidere insieme le iniziative necessarie.

Martedì 15 settembre riprendiamo la Formazione rivoluzionaria delle donne

Con questa Formazione rivoluzionaria vogliamo che le donne, in particolare le donne proletarie, a cui è principalmente diretta questa formazione, facciano proprie le teorie scientifiche marxiste-leniniste-maoiste per combattere chi ci propugna teorie borghesi, che a volte si presentano anche sofisticate, ma che vogliono far credere che la condizione di oppressione, di subalternità delle donne sia solo da riformare in questo sistema sociale borghese da moderno medioevo, e non da combattere ribellandosi e lottando per rovesciare questo sistema. Altri ne fanno solo una questione di trasformazione di idee, tentando di impedire una prassi rivoluzionaria. 

Senza elaborazione teorica, anche se ledonne lottano ogni giorno vengono guidate da teorie borghesi, piccolo borghesi che vogliono al massimo indorare le doppie catene.  

In questo senso chi ha più interesse a studiare Marx, Engels, Lenin, Mao sono le donne! Perchè senza teoria non c'è rivoluzione, e senza rivoluzione non c'è liberazione.

giovedì 10 settembre 2026

I nazisti avanzano in Germania. Perché e come combatterli in Germania, in Europa e in Italia

da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 09.09.26


La vittoria della lista elettorale a cui fa riferimento il neonazismo in Germania è avvenuta in uno Stato estremamente piccolo, di circa 2 milioni di elettori, in un Paese di 83 milioni.

Sotto questo punto di vista va subito detto che non siamo alla vigilia del dilagare del nazismo in queste forme in tutta la Germania. La percentuale raggiunta in Sassonia non è facilmente replicabile in molte realtà della Germania, non siamo alla vigilia, sull'immediato, di una andata al governo dei nazisti nel principale Paese europeo, nella principale potenza imperialista dell'Europa. Su questo l'amplificazione che viene fatta del voto tedesco ha evidentemente uno scopo politico per le borghesie imperialiste e i suoi organi di stampa: agitare l'allarme del nazismo che avanza per cercare di difendere i governi attuali che rappresentano attualmente gli interessi dei padroni in Europa, in Germania in primis quando si parla di nazisti, ma così vale anche per gli altri Paesi imperialisti europei e occidentali in generale.

Lo scopo di spingere comunque gli attuali governi, qualunque essi siano, a inseguire i nazisti sul loro terreno, giustificare la loro azione per impedire l'avanzata dei nazisti, ma per poter fare politiche che in certe forme sono simili.

Su due temi fondamentalmente questo va considerato, prima di tutto quello dell'immigrazione. I governi imperialisti - tutti - cavalcano la tigre dell'immigrazione per cercare di consolidare il consenso nazionalista intorno ad essi e scaricare sui migranti il carico degli effetti che la loro politica provoca nella vita generale delle masse popolari.

Il secondo elemento è legato alle condizioni economiche delle masse popolari che sempre di più vedono peggiorare il loro livello di vita e sempre di più vedono messi in pericolo i loro posti di lavoro, e su questo da sempre la demagogia nazista fa presa e i governi che la provocano sono gli effettivi responsabili dell'avanzata anche elettorale dei nazisti.

Di conseguenza in nessuna maniera combattere i nazisti può voler dire attenuare la lotta contro gli attuali governi dei padroni, dei banchieri, questo in Germania come in Francia per quanto riguarda

"L'ossessione maoista" di Modi - La campagna di solidarietà internazionalista

Gli eventi che ci pervengono dalla realtà indiana confermano il gravissimo stato della situazione per quanto riguarda i compagni, i quadri del Partito Comunista dell’India (Maoista); alcune dichiarazioni importanti che ha fatto il primo ministro Modi dimostrano come la questione dei naxaliti e del maoismo resti al centro della sua attenzione, Modi ha dichiarato che l'insorgenza maoista è stata sul piano militare sostanzialmente battuta, ma questo non significa che è scomparsa.

Modi sottolinea che ora il paese, cioè il suo regime, fronteggia una nuova battaglia contro quello che viene chiamato "Dimagi Naxal”, il movimento ideologico che fa riferimento al maoismo: “se la violenza è stata sconfitta, ora si tratta di sconfiggere il pensiero che l'ha gestita e guidata”. E questo è funzionale all'azione che il regime sta facendo e che sembra concentrata contro gli intellettuali naxaliti. Modi dice che questi compagni, queste aree sono state identificate e isolate e quindi è del tutto evidente che ora la repressione è verso queste aree che si concentrerà.

Queste dichiarazioni corrispondono alle notizie denunciate da varie associazioni, e pubblicate in parte sui nostri blog, su come sta procedendo la repressione nei confronti in queste aree che sono impegnate nella lotta contro il regime di Modi.

Che “l'ossessione maoista” sia tuttora il punto centrale dell'azione di Modi è testimoniato da altre due questioni. Il ministro degli Interni dichiara che ora che abbiamo battuto i naxaliti il nostro obiettivo è usare gli stessi sistemi per sconfiggere il narcotraffico; quindi si conferma come ogni avanzamento della repressione contro il movimento naxalita si traduce in una ulteriore azione del governo che vuole usare la stessa metodologia di massacri nei confronti di qualsiasi realtà che corrisponda a criticità del regime.

Ma non solo, il primo ministro Modi nella giornata del 5 ha minacciato il Pakistan dicendo che se il

Slitta il Ddl antisemitismo - Ieri mobilitazioni in tante città - Un commento a proposito della complicità della cosiddetta "opposizione" parlamentare

Slitta alla prossima settimana in commissione Affari costituzionali alla Camera la seduta sul Ddl antisemitismo, già approvato al Senato, mentre l’approdo alla Camera è atteso per il 2 ottobre.

In occasione della ripresa della discussione, da piazza Montecitorio a decine di altre città, la rete No Bavaglio e 250 realtà sociali e politiche si sono mobilitate contro il ddl, che equipara sostanzialmente ogni critica al governo di Israele tacciandola di “antisemitismo”.

*****

Stralci da un commento di una compagna di Taranto di #iostoconlapalestina.

"...tra poco non dovremmo più chiamarli mostri, satanisti, criminali genocidi nazisionisti ma "umani e bonari soldati della più grande democrazia del mondo? Ricordiamoci che il progetto parlamentare di equiparazione tra antisionismo e razzismo nasce col governo Conte. I fasciosionisti son stati solo più svelti a compiere questo infame lavoro...

Il 17 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri del governo Conte II aveva ufficialmente recepito la definizione operativa di antisemitismo dell'IHRA. https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/57902.pdf 

Non si è trattato di una legge di "equiparazione penale" in senso stretto (poiché l'ordinamento italiano puniva già i reati d'odio e le discriminazioni tramite la preesistente Legge Mancino del 1993), bensì di un fondamentale atto politico e amministrativo volto a definire in modo netto e globale il fenomeno dell'antisemitismo, distinguendolo o connettendolo alle altre forme di razzismo e pregiudizio. I punti chiave di quell'atto e il successivo percorso normativo includono: la definizione IHRA: Il testo adottato descrive l'antisemitismo come "una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti...". Questa formula serve da linea guida per istituzioni, scuole e forze dell'ordine per riconoscere i nodi critici del fenomeno.

Nel 2026, il Parlamento italiano ha discusso l'approvazione di un disegno di legge specifico volto a dare una veste ancora più stringente e un "cappello normativo" stabile a quanto già accolto dal Governo Conte II. L'iniziativa del governo Conte ha quindi rappresentato lo snodo politico fondamentale per uniformare i criteri di contrasto all'antisemitismo in Italia ai parametri internazionali ed europei. 

Cina - ‘Long live Chairman Mao’

Commemorazioni e omaggi da Piazza Tienanmen alla città natia

Il 9 settembre del 1976, cinquant'anni fa, moriva Mao Tse-Dong, fondatore della Repubblica Popolare Cinese. Fuori dal mausoleo che ne conserva le spoglie - a Pechino, in Piazza Tienanmen - si sono formate lunghe code di visitatori; i biglietti per la giornata dell'anniversario sono esauriti da domenica. Celebrazioni anche a Shaoshan, la città natale di Mao, dove è possibile vitare la casa in cui nacque il Grande Timoniere. 

‘Long live Chairman Mao’: Supporters pay respects to founder of Communist China

As China grapples with a slowing economy, nostalgia is growing for Mao’s egalitarian ideals, but his drastic policies are also blamed by historians for mass starvation and millions of deaths.

Fifty years after his death, diehard fans of the Chinese Communist leader Mao Zedong lined up Wednesday in his hometown to pay homage, holding portraits, flags and huge floral tributes.

People gather to pay tribute to late Communist leader Mao Zedong at the Bronze Statue Square in Shaoshan, China's central Hunan province on September 8, 2026, a day before the 50th anniversary of his death. Photo: Hector Retamal / AFP.
People gather to pay tribute to late Communist leader Mao Zedong at the Bronze Statue Square in Shaoshan, China’s central Hunan province on September 8, 2026, a day before the 50th anniversary of his death. 

Chairman Mao, the founder of the People’s Republic, died on September 9, 1976, and his life and legacy was being commemorated fervently this week by those who still revere him as a visionary leader.

As China grapples with a slowing economy, nostalgia is growing for Mao’s egalitarian ideals, but his drastic policies are also blamed by historians for mass starvation and millions of deaths.

Tourists — many of them university students — laid chrysanthemum wreaths, bottles of Chinese alcohol, and cigarettes at the foot of a 10-metre-tall bronze statue of Mao in the main square in Shaoshan, in central Hunan province.

Hundreds of visitors lined up in carefully organised queues to bow solemnly and observe a few seconds of silence, while others posed for photos in front of the statue.

Watchful police stopped people from lingering too long.

People pay tribute to late Communist leader Mao Zedong at the Mao Zedong Bronze Statue Square in Shaoshan, China's central Hunan province on September 9, 2026, during the 50th anniversary of his death. Photo: by Hector Retamal/AFP.
People pay tribute to late Communist leader Mao Zedong at the Mao Zedong Bronze Statue Square in Shaoshan, China’s central Hunan province on September 9, 2026, during the 50th anniversary of his death. 

Deng, a 28-year-old tourist, told AFP that he had “been influenced” by Mao’s spirit and had great respect for him.

mercoledì 9 settembre 2026

Nell'anniversario della morte di Mao Tse-tung

"E' bene se siamo attaccati dal nemico, poiché ciò dimostra che abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi. È ancora meglio se il nemico ci attacca con violenza e ci dipinge a fosche tinte e senza un’ombra di virtù, poiché ciò dimostra che non solo abbiamo tracciato una netta linea di demarcazione tra il nemico e noi, ma abbiamo anche riportato notevoli successi nel nostro lavoro.”

In occasione del 50° anniversario della morte di Mao Zedong, ripubblichiamo la Dichiarazione congiunta del 130° anniversario della sua nascita, trattandosi di un documento internazionale fondamentale.


Viva il marxismo-leninismo-maoismo!

Dichiarazione congiunta

In occasione del 130° anniversario della nascita del

Grande Maestro Marxista Compagno Mao Tse-tung

Proletari e popoli oppressi del mondo – Uniamoci!

Rendiamo omaggio al grande maestro marxista compagno Mao Tse-tung in occasione del suo 130° anniversario della sua nascita. Rendiamo un omaggio rivoluzionario alle eroiche figlie e figli dei popoli oppressi di tutto il mondo che hanno dato la loro vita nella lotta rivoluzionaria per una nuova società libera dallo sfruttamento e dall'oppressione per il socialismo-comunismo, lottando eroicamente contro i reazionari.

L’obiettivo di questa Dichiarazione congiunta è mantenere alta la reputazione e l’esigenza del marxismo-leninismo-maoismo per l’avanzata dei movimenti di liberazione nazionale, dei grandi movimenti antimperialisti, delle rivoluzioni proletarie socialisti nei paesi capitalisti-imperialisti e le rivoluzioni di Nuova Democrazia.

In questa occasione è importante comprendere che la rivoluzione e la costruzione socialista sono impossibili senza la scienza del marxismo-leninismo che il grande maestro marxista compagno Mao ha preservato, sviluppato e arricchito.

I leader più brillanti del proletariato internazionale, Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao Tse-tung, hanno formulato il marxismo-leninismo-maoismo.

Riconosciamo il maoismo come la terza tappa, qualitativa, nuova e superiore del marxismo-leninismo. Il marxismo-leninismo-maoismo è la teoria più avanzata. In occasione del 130° anniversario della

Funerali di Lorena. Il nostro saluto triste e di rabbia - il nostro abbraccio ai suoi genitori - Dal blog femminismorivoluzionario

Gli uomini che opprimono le donne, che fanno violenze contro le scelte delle donne NON CAMBIANO!

Non c'è nessuna possibilità che cambino, che smettano, sono piccoli uomini frustati che odiano le donne che rompono pesanti, violenti legami familiari; mostrano tutta la loro miseria, e uccidono.
C'è uno slogan che dice: Non aprite quella porta! 
Questi uomini che odiano le donne non possono cambiare, perchè trovano in questa società capitalista marcia, in crisi, sempre più alimento al loro odio, con l'humus fascista, individualista, prevaricatorio che questo sistema, questo Stato, questo governo fascista istigano tra le masse, rinnovando concezioni, prassi patriarcaliste, oppressione, subordinazione delle donne, che invece non corrispondono, non possono corrispondere alla volontà, realtà di tante donne di non accettare queste nere catene. 
Non è "Dio, patria, famiglia" la parola d'ordine centrale della marcia verso un "moderno medioevo" che tentano di imporre? E non diventa "normale",

A partire dal 4 settembre, contro il governo Meloni per un autunno di lotta

 da Ore12/Controinformazione rossoperaia del 8/09

Nel riprendere Ore 12/Controinformazione rossoperaia, per questo autunno facciamo una premessa.

Questo strumento quotidiano - o quasi quotidiano - ha lo scopo di denunciare il Governo, lo Stato, la classe dominante su tutti quei fatti che interessano i proletari e le masse popolari, perché si facciano un'opinione propria. Nello stesso tempo esso ha lo scopo di fornire gli strumenti ai proletari e alle masse popolari e, in particolare, alle sue avanguardie nelle fabbriche, nei posti di lavoro o nei movimenti di lotta, perché da questa denuncia si faccia leva per la mobilitazione particolare e generale delle masse proletarie e popolari.

L'obiettivo di fase che abbiamo è la caduta del Governo Meloni, e quindi è importante che questo strumento serva ad elevare la coscienza, l'organizzazione e la lotta dei proletari e delle masse popolari per raggiungere questo obiettivo.

Questo non significa che altri governi della borghesia siano oggi soluzioni per i proletari e le masse popolari, perché noi pensiamo in realtà che serva un'alternativa di Governo, di Stato e di società capitalistica, che si muova nella prospettiva di un Governo operaio, ottenibile con la lotta e con il rovesciamento di ogni Governo dei padroni.

È in questa prospettiva che oggi però ci misuriamo col Governo in carica, che è il Governo Meloni.

Questo Governo a Bari ha celebrato la sua durata, rivendicando pienamente che la stabilità del Governo è il suo importante risultato.

Chiaramente la borghesia imperialista e tutti i loro servi hanno bisogno della stabilità, che è il contrario della instabilità, l'instabilità proveniente dalla crisi e dalla situazione internazionale e nazionale del Paese. Instabilità che dal nostro punto di vista può provenire dallo sviluppo del movimento operaio e popolare contro il Governo.

Questo Governo nel celebrare la sua stabilità certamente ha ottenuto un risultato che non va trascurato, soprattutto perché si è dimostrato che nel corso di questi anni del Governo Meloni non vi è stata un'opposizione politica all'interno del Parlamento e che le forze di opposizione non sono in grado di far cadere questo Governo, né nel Parlamento né nel Paese.

Dal punto di vista però dei proletari e delle masse popolari il bilancio che fa la Meloni del suo Governo è diametralmente opposto a quello che facciamo noi. 

Innanzitutto pensando alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, nel periodo di questo Governo, come anche altri hanno scritto, c’è stato il record dei morti sul lavoro, operai, lavoratori, giovani, italiani, migranti, sono morti in tutte le maniere nelle fabbriche e in particolare questo anno è stato uno dei peggiori; queste morti sul lavoro dipendono dal Governo, dipendono innanzitutto dai capitalisti e dallo sfruttamento che essi esercitano sui posti di lavoro, dipende dalla volontà dei padroni di trarre il massimo profitto e dalle conseguenti inosservanze delle norme di sicurezza e controllo che portano i

Oggi alla Camera il Ddl antisemitismo - in realtà a difesa del sionismo

Il disegno di legge oggi torna alla Camera, in commissione a Montecitorio. 

Mobilitazione e denuncia

Dalla nostra analisi-denuncia di marzo

Contro l'infame Ddl, di governo e parte PD, sull'antisemitismo che vuole colpire il movimento di solidarietà con la Palestina

Al Senato a marzo questo disegno di legge numero era stato approvato, anche con il contributo di alcuni senatori delle opposizioni. Il testo approvato al Senato ha sollevato diverse criticità che sono state manifestate non soltanto da associazioni ma anche dal Senato Accademico dell'Università Statale di Milano in merito agli effetti che questo testo potrebbe avere sulla libertà di opinione, di espressione e anche la libertà di insegnamento.

Possiamo, almeno fino ad oggi, criticare la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i suoi ministri, possiamo criticare anche il Capo dello Stato senza che ci si accusi di essere contro l'Italia. Possiamo pure criticare il Papa senza che nessuno ci accusi di essere contro la Chiesa o i Cristiani. Eppure, presto, potremmo essere accusati di antisemitismo per aver criticato Israele e il suo operato.

Il testo approvato dal titolo “Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo” è il frutto di ben sette disegni di legge che sono stati presentati sia da parlamentari della maggioranza che da due parlamentari dell'opposizione. Dalla revisione avvenuta al Senato è stato tratto questo disegno conclusivo, in cui all'articolo 1 si stabilisce che la Repubblica Italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastare qualunque espressione e ostacola la diffusione del

martedì 8 settembre 2026

Libertà per i due giovani compagni tedeschi rinchiusi al carcere delle Vallette

 

A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle Vallette.

da Notav.info

Sono stati arrestati dopo la manifestazione al cantiere di Chiomonte e oggi devono fare i conti con accuse pesantissime: devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Arresti che arrivano nel solco di una gestione in cui la controparte, ancora una volta, prova a trasformare una grande mobilitazione collettiva in una ricerca di responsabilità individuali, di colpevoli da esibire e di capri espiatori. compagni arrivati da lontano per stare al nostro fianco. Non possiamo e non vogliamo lasciarli soli. La solidarietà non è una parentesi, né si esaurisce con un singolo appuntamento. È una parte della nostra

Ma il 25 luglio c’eravamo tutti e tutte. C’eravamo nelle strade, sui sentieri, davanti alle reti. C’eravamo

Il cinema e la musica contro il genocidio


Testo e firmatari della lettera aperta promossa dal collettivo Venice4Palestine (V4P), sottoscritta da Roger Waters, Guy Pearce, Annie Ernaux e altri +200 esponenti del cinema e della cultura internazionale per esortare il Festival di Venezia ad intraprendere “azioni concrete” per la Palestina.

È emersa una nuova normalità… in parte grazie a un falso cessate il fuoco. Israele non solo non si è fermato, ma ha continuato le sue atrocità, estendendo la sua potenza di fuoco verso la Cisgiordania, la Siria, il Libano e l’Iran. Per il popolo palestinese, nulla è cambiato e le lacrime non bastano ad assolverci: al contrario, dimostrano che non siamo in grado di attingere a sufficienza al nostro potere d’azione collettivo“.

L’appello chiede inoltre a Venezia di “esporre la bandiera palestinese per tutta la durata del festival, insieme a tutte le altre bandiere che rappresentano i film presenti nella selezione ufficiale, come da prassi e come già riconosciuto dalle fonti di informazione ufficiali del festival“.

I rappresentanti di Venice4Palestine parteciperanno a un dibattito che si terrà l’8 settembre al Lido di Venezia, dal titolo “Eppure Gaza continua a bruciare“.

Di seguito è riportata la lettera aperta integrale e l’elenco completo dei firmatari.

*****

Eppure Gaza continua a bruciare

È passato un anno…

Un anno fa, migliaia di persone hanno aderito all’appello Venice4Palestine per portare la Palestina sotto

Meeting Hamas / FPLP - dichiarazione

Hamas y el Frente Popular dialogan sobre la situación Palestina y los campamentos en Líbano


[viernes, 04 septiembre 2026 23:02:37 +0300]

Beirut - Saba:

Una delegación de líderes del Movimiento de Resistencia Islámica (Hamas) se reunió con una delegación de la dirección del Frente Popular para la Liberación de Palestina (FPLP) en la sede del FPLP en Beirut, Líbano, para dialogar sobre la situación palestina y los campamentos y comunidades palestinas en Líbano.

La delegación de Hamas incluyó a Ali Baraka, jefe del Departamento de Relaciones Nacionales del movimiento en el extranjero, en representación del jefe del Buró Político del movimiento, y a Ahmed Abdel-Hadi, representante del movimiento en Líbano. La delegación del FPLP incluyó a Marwan Abdel-Aal, miembro de su Buró Político, Haitham Abdo, su representante en Líbano, y su adjunto, Abdullah al-Danan.

Hamas emitió un comunicado el viernes, recibido por la Agencia de Noticias Yemení (SABA), en el que

Crisi dell'auto Volkswagen / armi / Israele / ascesa dei nazisti... tutto si tiene

 1

Volkswagen, nello stabilimento di Osnabrück si costruiranno armi. Il controllo della fabbrica a due società israeliane

La società automobilistica tedesca si accorda con Aurelius Capital, Rafael e il Land della Bassa Sassonia per la vendita del sito produttivo

Germania, il pericoloso legame tra la crisi della Volkswagen e l’ascesa dell’Afd

La ristrutturazione di Volkswagen, con potenziali 100 mila tagli, diventa un catalizzatore per l'ultradestra tedesca, che accusa il governo Merz di fallimenti economici ed energetici.

lunedì 7 settembre 2026

Potere al Popolo: "Campo politico indipendente" - "un’alternativa politica chiara"...?

 

Sia nell'assemblea nazionale del 14 giugno, sia nel PaPCamp a Paestum a fine agosto al centro c'è stata l'organizzazione di un 'Campo politico indipendente' in funzione prima di tutto delle elezioni politiche del prossimo anno:.

"Crediamo necessario e operiamo affinché si costruisca un fronte politico alternativo alla destra e indipendente dal campo largo, che sia presente alle elezioni del 2027 e che, soprattutto continui durante e dopo l’appuntamento elettorale per costruire la vera alternativa sociale e politica alla destra e anche al centrosinistra liberale" (rif. doc dell'assemblea nazionale di giugno)

"Ma al centro vi è stata la costruzione di una opposizione elettorale al Governo Meloni, alle elezioni politiche del prossimo anno". (rif. comunicato del PaPCamp di agosto)

Cominciamo a dire qualcosa, prendendo in considerazione in particolare il documento dell'assemblea nazionale di Pap sul "Campo politico indipendente".

*****

1) Sul governo Meloni, l'analisi è superficiale, ma soprattutto sbagliata e illusoria: il governo, pur con le sue contraddizioni interne - giacchè quelle esterne, nel senso di lotte, purtroppo finora non hanno intaccato la sua tenuta -, non è "friabile"; lo scenario anche dopo il referendum (che ha dato sì un colpo alla Meloni ma non tale per cui "lo scenario è mutato repentinamente" - le parole in virgolette sono riprese dal documento Pap), è rimasto stabile; amplificare il peso e il valore delle dimissioni di qualche suo esponente già messo in ombra dalla stessa Meloni e dall'azione della magistratura, o le dimissioni di esponenti di giunte, ecc., è avere una visione che si basa sulle apparenze (in GB per meno si è dimesso il capo del governo non degli esponenti già sputtanati) e guidata da logiche elettorali. 
Non vi sarà una "rapida caduta" della Meloni , e pur ammesso e non concesso un cambio di governo, sarà sempre a destra, non fermerà la marcia verso il moderno fascismo. Chi non vede questo ha come minimo gli occhi bendati e si vuole illudere in termini di esito alle elezioni politiche. Quindi il "condominio" non sta venendo affatto "giù".

2) anche da questa analisi e logica discende la proposta/appello per "un campo popolare indipendente" (questa proposta non è in contrasto con il "Campo largo della sinistra parlamentare", ma è in illusoria "concorrenza"). 
Noi, proletari comunisti, non siamo contro la presentazione alle elezioni, non siamo "astensionisti di

La stagione del mitra. Mafia al Sud, è di nuovo emergenza

 Riceviamo e pubblichiamo

La stagione del mitra. Mafia al Sud, è di nuovo emergenza

Il pizzo a Palermo, le sparatorie in centro a Bari, la violenza in Calabria e a Napoli. Le armi pesanti hanno segnato la primavera e l’estate al Sud. Esibite in strada, usate per le estorsioni, innalzate durante le corse clandestine dei cavalli. È una nuova emergenza o il ritorno visibile di un fenomeno mai scomparso? E, soprattutto, come parlare di restanza se alla crisi si aggiunge la violenza mafiosa?

Mafia al Sud

Quattrocento euro per appiccare il fuoco. Al complice ne bastano cento. Duecento, invece, per rubare l’automobile da usare nell’attentato. È il tariffario ricostruito dalle intercettazioni dell’ultima inchiesta della DDA di Palermo: undici presunti mafiosi ed estorsori fermati, due uomini pagati per incendiare il deposito di auto usate della “Sicily by Car” a Villagrazia di Carini.

Prima gli spari contro un ingresso, poi tre incendi in ottanta giorni.  È l’estate del 2026. Nell’ultimo, hanno carbonizzato nove automobili e due furgoni. Il fondatore dell’azienda, Tommaso Dragotto, 88 anni, è adesso sotto scorta. «Non mi sono mai piegato e non inizierò adesso».

Il nuovo pizzo attacca grandi aziende e zone turistiche palermitane

A Sferracavallo, borgata di ristoranti affacciati sul mare palermitano, la paura coincide con il suono del kalashnikov. Nella notte tra il 9 e il 10 aprile un commando ha esploso circa trenta colpi contro un’autorimessa, perforando vetrate e automobili. Il 25 aprile una nuova raffica ha investito il ristorante “Il Brigantino”. Pochi giorni dopo, tre bottiglie con liquido infiammabile sono state lasciate davanti a una pizzeria e a una pasticceria della borgata e a un locale del vicino quartiere “Tommaso Natale”. Nessun ferito, ma un messaggio leggibile da tutti. Gli investigatori lavorano sull’ipotesi di una strategia

Sulla lunga lotta delle precarie coop sociali di Palermo Slai Cobas sc - Un bilancio che va oltre Palermo


La lotta
delle lavoratrici e lavoratori Assistenti igienico-personale nelle scuole, precari delle cooperative sociali a Palermo, guidata dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, rientra nel mondo del lavoro/precariato del sud di questo paese, una lotta inserita all'interno delle dinamiche complessive dello scontro capitale-lavoro, in cui lo Stato borghese con i suoi corollari (Città Metropolitana, Regione Siciliana) utilizza le esternalizzazioni per smantellare i servizi pubblici, abbattere il costo del lavoro e frammentare la classe lavoratrice.

Questi lavoratori e lavoratrici, per anni esternalizzati a cooperative sociali pagate dall'ex Provincia (oggi Città Metropolitana), si sono trovati davanti da un lato ai pesanti tagli ai fondi da parte della Regione Siciliana, dall'altro alle riforme statali (come il D.Lgs 66/201 7) che hanno tentato di scaricare le mansioni di cura e igiene degli alunni disabili direttamente sui collaboratori scolastici statali (il personale ATA), nel tentativo di eliminare le figure specialistiche esterne.

Il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni nel "terzo settore" a Palermo (servizi sociali, assistenza scolastica, pulizie, manutenzione) ha creato negli anni un grande bacino di precariato ricattabile, spesso incastrato in un gioco allo scaricabarile tra Regione, Città Metropolitana, Comuni e i diversi governi e giunte borghesi che si sono succeduti negli anni e le cooperative stesse.

La vertenza degli assistenti specializzati nelle scuole superiori palermitane rientra nella privatizzazione che avanza della scuola pubblica. Lo Stato, attraverso riforme bipartisan