Il Consiglio d'Europa riunitosi il 19 marzo ha sostanzialmente deciso di intervenire militarmente nella guerra d'aggressione imperialista USA-Trump contro l'Iran. Le promesse, le dichiarazioni fatte dai governi imperialisti europei e in primis dal nostro governo, il governo Meloni, di non volere entrare in guerra, sono aria fritta. In realtà i paesi imperialisti europei, i loro governi, sono tirati dentro questa guerra per i loro interessi economici, politici, geopolitici.
Al di là delle loro dichiarazioni di facciata, e le loro opinioni pubbliche, che certo non vogliono questa guerra, i governi coprono una realtà che è differente. In questa guerra ci sono da tempo, sia nei suoi effetti, la questione energetica e petrolio, sia nelle sue prospettive, perché il dominio esclusivo dell'imperialismo americano e dello Stato sionista israeliano nell'area mette in crisi e consegna a loro le vie strategiche del commercio mondiale e il controllo in un'area in cui l'imperialismo europeo era ben dentro, attraverso i suoi governi, i suoi stati, compreso l'Italia. Quindi questa guerra diventa sempre più una guerra mondiale.
I vari puzzle, i vari aspetti della situazione mondiale tendono a concentrarsi in questa guerra. E’ una guerra contro tutti i popoli, non solo contro i proletari e le masse popolari iraniane che si trovano, oltre che a subire un regime reazionario come quello rappresentato dal regime islamico dominante nel paese, il diktat è il tallone di ferro dell'aggressione imperialista e sionista. E’ una guerra che continua contro il popolo palestinese, che in questo quadro sembra non avere nessun futuro, contro il popolo libanese e contro tutti i popoli dell'area, che pagano intanto un altissimo costo di vite umane e distruzioni e in prospettiva con un dominio assoluto dei governi e stati imperialisti.
Chiaramente i popoli stanno resistendo e lo stesso Stato iraniano sta resistendo e contrattaccando,





