domenica 22 marzo 2026

pc 22 marzo - I governi imperialisti europei sempre più trascinati nella guerra

Il Consiglio d'Europa riunitosi il 19 marzo ha sostanzialmente deciso di intervenire militarmente nella guerra d'aggressione imperialista USA-Trump contro l'Iran. Le promesse, le dichiarazioni fatte dai governi imperialisti europei e in primis dal nostro governo, il governo Meloni, di non volere entrare in guerra, sono aria fritta. In realtà i paesi imperialisti europei, i loro governi, sono tirati dentro questa guerra per i loro interessi economici, politici, geopolitici.

Al di là delle loro dichiarazioni di facciata, e le loro opinioni pubbliche, che certo non vogliono questa guerra, i governi coprono una realtà che è differente. In questa guerra ci sono da tempo, sia nei suoi effetti, la questione energetica e petrolio, sia nelle sue prospettive, perché il dominio esclusivo dell'imperialismo americano e dello Stato sionista israeliano nell'area mette in crisi e consegna a loro le vie strategiche del commercio mondiale e il controllo in un'area in cui l'imperialismo europeo era ben dentro, attraverso i suoi governi, i suoi stati, compreso l'Italia. Quindi questa guerra diventa sempre più una guerra mondiale.

I vari puzzle, i vari aspetti della situazione mondiale tendono a concentrarsi in questa guerra. E’ una guerra contro tutti i popoli, non solo contro i proletari e le masse popolari iraniane che si trovano, oltre che a subire un regime reazionario come quello rappresentato dal regime islamico dominante nel paese, il diktat è il tallone di ferro dell'aggressione imperialista e sionista. E’ una guerra che continua contro il popolo palestinese, che in questo quadro sembra non avere nessun futuro, contro il popolo libanese e contro tutti i popoli dell'area, che pagano intanto un altissimo costo di vite umane e distruzioni e in prospettiva con un dominio assoluto dei governi e stati imperialisti.

Chiaramente i popoli stanno resistendo e lo stesso Stato iraniano sta resistendo e contrattaccando,

pc 22 marzo - per Sara e Sandro.. comunicato

 

più forti della morte

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)

La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.

Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.

Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.

Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici.

Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la modestia, la dolcezza, la dignità.

Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore.

21 marzo 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza


pc 22 marzo - Denunciamo l’azione guerrafondaia dell’imperialismo USA, del sionismo di Israele e dei loro alleati regionali, opporsi e resistere!

 traduzione ufficiosa - Partito Comunista (maoista) dell’Afghanistan

Denunciamo l’azione guerrafondaia dell’imperialismo USA,
del sionismo di Israele e dei loro alleati regionali, 

opporsi e resistere!

(28 febbraio 2026)

La guerra di aggressione, terrore e brutalità scatenata dall'imperialismo sanguinario USA e dal suo socio regionale Israele è iniziata il 28 febbraio 2026, 62 giorni dopo l'inizio delle prime proteste in Iran (28 dicembre 2025). Questa offensiva, condotta attraverso massicci attacchi missilistici e pesanti bombardamenti aerei, è stata lanciata nell'ambito delle operazioni congiunte "Lion's Roar" e "Epic Roar". Questi attacchi combinati segnano l'inizio di una guerra di portata mondiale.

Il sanguinario imperialismo USA, nemico numero uno dei popoli del mondo e principale fonte del terrorismo internazionale, che ha lasciato dietro di sé una scia di crudeltà, brutalità e massacri di popoli innocenti, ha ancora una volta mostrato il suo vero volto. L'imperialismo americano, sfrenato e predone, ha una storia di atrocità: il lancio di bombe atomiche sul Giappone, il massacro di milioni di persone ce lottavano per la libertà in Vietnam, l'uso del napalm in Vietnam, l’invasione militare e il massacro di afghani indifesi il 7 ottobre 2001, l'attacco all'Iraq nel 2003, l'invasione della Siria e l'insediamento di un governo compiacente, l'arresto del presidente del Venezuela e il bombardamento aereo di quel paese, il sostegno incrollabile a Israele nella guerra dei dodici giorni contro l'Iran e la distruzione dei suoi impianti nucleari, il massacro di persone in varie parti del mondo e, infine, l'attacco all'Iran del 28 febbraio 2026. Tutto ciò dimostra che nessun altro paese si è intromesso negli affari interni di altre nazioni in modo così esteso come il sanguinario imperialismo americano. Ha orchestrato colpi di stato e contro-colpi di stato, rovesciato governi eletti armando forze antidemocratiche e spingendole ad attività terroristiche.

È l'imperialismo americano che sorveglia i popoli del mondo e, attraverso sanzioni economiche e costringendo deliberatamente milioni di persone alla fame fino alla morte,

pc 22 marzo - Cagliari, presentazione della campagna internazionale prolungata contro l'Operazione Kagaar e a sostegno della Rivoluzione indiana. Verso la manifestazione internazionale di Zurigo del 28 marzo.

Lo scorso 15 marzo un rappresentante del Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (ICSPWI) ha presentato presso Su Tzirculu la campagna internazionale prolungata contro l'Operazione Kagaar.
L'occasione è stata un'iniziativa solidale a dei compagni cagliaritani, condannati a pagare una salata ammenda a seguito di una querela del ministro fascio-leghista Salvini, che ha visto la partecipazione di un'ottantina di persone.

Di seguito il video dell'intervento:


pc 22 marzo - Campagna NO al referendum tra gli operai

 

“Governo le mani sulla giustizia per la sua impunita, per la dittatura dei padroni”

La campagna per il No al referendum, dello Slai Cobas per il sindacato di classe si è conclusa questa settimana alle fabbriche con presidi alle portinerie delle principali aziende metalmeccaniche di Bergamo 

Un lungo volantino con l’editoriale della CONTROINFORMAZIONE Rossoperaia necessario per spiegare la reale posta in gioco di questo referendum un pesante passo in avanti della politica del governo Meloni per instaurare il fascismo.

Il nostro intervento al voto operaio per il NO, per portare la discussione e prendere posizione, coscienza, che questo contesto è di scontro politico con il governo che con la ‘controriforma Nordio’ attacca l’indipendenza della magistratura per avanzare pezzo dopo pezzo, con il suo piano generale di regime e dittatura aperta dei padroni.

Mentre la maggioranza dei sindacati confederali Cisl e Uil non danno indicazione di voto e quindi non contrastano la propaganda populista governativa del Si fatta di bugie e luoghi comuni, lasciando ai lavoratori la “libertà di scelta", che è falsa libertà perché gli operai sono liberi di agire quanto hanno coscienza e si organizzano. La posizione scelta ufficialmente di chiamarsi fuori, ha lasciato indisturbati una gran massa di operai disinteressati al voto, fiancheggiando l’azione del governo.

Schierata pubblicamente per il no, la Cgil è in realtà l’altra grande assente nelle fabbriche come dato generale, senza una campagna attiva, come la gravità dell’attacco avrebbe richiesto. "abbiamo fatto una assemblea…" Quando? Due mesi fa. Ma era quella per il referendum del contratto! "Si hai ragione…"; "ieri ho ricevuto una mail per il No, sono tesserata…" . Per non dire del vuoto che lascia chi dimostra

pc 22 marzo - Campagna Internazionale di Emergenza contro l’Operazione Kagaar - manifestazioni ovunque e manifestazione internazionale a Zurigo

Il Comitato Internazionale a Sostegno della Guerra Popolare in India (ICSPWI) chiama le forze democratiche, progressiste, antifasciste, antimperialiste e rivoluzionarie di tutto il mondo a unirsi alla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar.

Cos'è l'Operazione Kagaar?

Dal gennaio 2024, lo Stato indiano sotto il regime fascista Hindutva di Narendra Modi conduce l'Operazione Kagaar, un'operazione militare il cui obiettivo dichiarato è la completa distruzione del movimento rivoluzionario in India entro marzo 2026. In realtà, si tratta di una guerra totale contro il popolo, principalmente contro la popolazione Adivasi, i contadini poveri, gli attivisti rivoluzionari, i giornalisti, gli studenti e i prigionieri politici. Intere regioni vengono occupate dai militari, i villaggi sono bombardati e incendiati, i civili usati come scudi umani, i prigionieri torturati ed giustiziati stragiudizialmente in cosiddetti "scontri simulati".

L'Operazione Kagaar è la continuazione ed escalation di precedenti operazioni militari controrivoluzionarie quali Samadhan-Prahar e Green Hunt. Con l’impiego di esercito, paramilitari e avizione, lo stato indiano sta tentando di distruggere il Partito Comunista dell'India (Maoista), l'Esercito Popolare di Liberazione Guerrigliero (PLGA) e la Rivoluzione di Nuova Democrazia guidata da questi. Questa offensiva controrivoluzionaria ha colpito il movimento rivoluzionario in modo particolarmente duro nel 2025, anno in cui sono stati assassinati numerosi quadri dirigenti, tra cui il segretario generale del partito, compagno Basavaraj (Nambala Keshava Rao), e altri noti dirigenti Adivasi. Allo stesso tempo, lo Stato sta intensificando la guerra psicologica, diffondendo deliberatamente voci su presunte rese, tentando di demoralizzare le forze rivoluzionarie.

Coerenza e continuità rivoluzionarie

Nonostante le pesanti perdite, il movimento rivoluzionario in India rimane saldo sul suo cammino. In diversi documenti pubblici, il CPI (Maoista) ha chiarito che non ci saranno né l’abbandono della lotta armata né la resa allo stato. Invece, il partito analizza apertamente i propri errori, trae insegnamento dalle proprie perdite e si riorganizza sulla base delle mutate condizioni. La guerra popolare di lunga durata resta l'unica via per superare lo sfruttamento, l'oppressione nazionale, il sistema delle caste, il patriarcato e la penetrazione imperialista.

Elemento centrale della repressione è la carcerazione di massa. Grazie a leggi come l'Unlawful Activities Prevention Act (UAPA), in India migliaia di persone sono detenute per anni senza processo. Giornalisti sono criminalizzati per aver pubblicato articoli critici, studenti sono arrestati per possesso di pubblicazioni marxiste e gli attivisti sono torturati e isolati. L'India si presenta a livello internazionale come "la più grande democrazia del mondo", ma in realtà è una prigione per il suo popolo, in cui i diritti democratici fondamentali sono sistematicamente sospesi.

pc 22 marzo - A Milano per la Palestina...




diffusi appello in solidarietà con la Sumud Flotilla sotto attacco in Tunisia  e appello per la giornata internazionale del 28 in solidarietà con le masse indiane e il PCI maoista contro l'operazione genocida Kagar

pc 22 marzo - Remigration summit il 18 aprile a Milano... A raduno nazifascista 'istituzionale' - Controraduno!

...il governatore Fontana: «Anch’io in Duomo». 

Al «Remigration summit» previsto tra un mese a Milano con tutta probabilità ci sarà anche il presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana. D’altra parte l’evento «Senza paura. In Europa, padroni a casa nostra!» è organizzato dal gruppo del Parlamento europeo Patrioti per l’Europa, di cui fa parte anche la Lega oltre a partiti di estrema destra. «Se sarò il 18 aprile in piazza Duomo a Milano? Penso proprio di sì», dice quindi il governatore a margine di una conferenza stampa.

Sui profili social del partito già da qualche giorno circolano i volantini del raduno all’ombra della Madonnina. E sempre sui social il segretario del Carroccio Matteo Salvini spiega le motivazioni della sua presenza: «Per difendere i valori dell’Occidente, la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri confini». Non mancheranno i consiglieri regionali. «La Lega dice una cosa semplice e chiara: la remigrazione (cioè il rimpatrio forzato dei migranti, ndr) è l’unica soluzione per chi commette reati, non si vuole integrare e non rispetta la legge», scandisce il capogruppo al Pirellone, Alessandro Corbetta.
 ..... fin da ora le opposizioni contestano Fontana. «Spero che non si porti dietro come testimonial suo cognato, coinvolto in una pesante inchiesta riguardante lo sfruttamento di immigrati», lo punzecchia il capogruppo pd Pierfrancesco Majorino.