Stellantis, Melfi: “Guasto tecnico, rimanete a casa” - Operai avvisati un’ora prima. Un vero “blackout”
27 ottobre 2026
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E' inutile mettere le toppe, cercare "trasparenza" come dice la Fiom; l'azienda se ne frega della condizione, sofferenze operaie; pensa soltanto a ridurre il suo costo della forza-lavoro.
Ma attenzione! anni fa questo stop all'ultimo momento fu la "scintilla" proprio a Melfi del famosi e importanti "21 giorni".
Così i capi, intorno alle 12:45 hanno avvisato un gran numero di operai che oggi pomeriggio alle 14 non si sarebbe lavorato a S.Nicola di Melfi, alla Stellantis. E così tanti addetti alla linea, a panino o pranzo già consumato, mentre attendevano il bus, hanno ricevuto la notizia.
“Ma mica ci possono prendere in giro così, il guasto proprio a un’ora del turno c’e’ stato, mah..?”, si sfoga con noi uno di loro. .
Qualche operaio, però, nel frattempo, era già partito, specie dai paesi più distanti da S.Nicola. E cosi i sindacati, in tutta fretta, hanno inviato un loro messaggio agli operai, in cui hanno chiarito che
“gli operai impossibilitati a rientrare possono accedere allo stabilimento e svolgere altre attività lavorative”. In sintesi, solo una sparuta minoranza al lavoro, tutti gli altri a casa.
Ed ecco che “il blackout” che avrebbe causato lo stop produttivo di oggi pomeriggio, diventa anche “blackout” comunicativo, con disagi e incertezze che si proiettano inevitabilmente sugli operai, costretti a girare come trottole, fuori e dentro lo stabilimento. Oggi a casa, domani si vedrà.
Per la Fiom, l'episodio si inserisce in una situazione che da mesi sarebbe caratterizzata da scarsa programmazione, cambiamenti continui dei turni e sospensioni annunciate spesso con appena un giorno di anticipo. Una gestione che, secondo la Fiom, finisce per rendere imprevedibili gli impegni personali e il reddito dei dipendenti, trasformando il lavoro in una sorta di «chiamata».
Le criticità saranno al centro dell'incontro di giovedì 29 ottobre, convocato per illustrare il nuovo assetto produttivo previsto a novembre. I delegati sindacali chiederanno maggiore trasparenza sui calendari, certezze sui turni e garanzie sulle prospettive industriali e occupazionali, anche in vista dell'arrivo dei nuovi modelli.
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