Alcuni giorni fa padroni, governo e Cgil, Cisl e Uil hanno
festeggiato l’arrivo dei primi 7 giovani lavoratori indiani a Benevento che
“dopo un periodo di formazione nel Paese di origine, entro il dieci novembre
cominceranno a lavorare nei cantieri di sei imprese edili del Sannio”.
Si tratta quindi di lavoratori edili “importati” dall’India “per
rispondere all’esigenza delle imprese edili di reperire figure specializzate,
soprattutto per carpenteria, movimento terra, scavo e demolizione.” Il progetto
si chiama all’inglese, con un nome che dice tutto “WORK4ITALY”, ovvero “Lavora
per l’Italia”.
Perché questa importazione? Ce lo spiega il presidente di
Ance Benevento: "Siamo partiti da un problema … che tutte le nostre
imprese conoscono: non si trovano
lavoratori qualificati.
L’imperialismo italiano, in questo caso impersonato dai padroni di Confindustria e in particolare da Ance e Confindustria Benevento, sono naturalmente contenti di aver trovato questa soluzione, così come sono contenti Cgil-Cisl-Uil che fanno parte di Fondimpresa, che è uno dei tanti “Enti bilaterali” attraverso i quali padroni e Cgil, Cisl e Uil gestiscono in comune la forza lavoro di questo Paese. La gestione prevede anche come dice il progetto “il sostegno nell'inserimento in azienda, nella ricerca della casa e nell'integrazione nella comunità, anche con il contributo delle organizzazioni sindacali di settore Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.”
E “Entro fine mese ne arriveranno altri 23”, dicono, ma “Tutti costoro hanno in tasca un
contratto di lavoro a tempo determinato
per un periodo di dodici mesi che,
alla scadenza, potrà essere convertito in un contratto a tempo indeterminato.” Potrà
essere rinnovato! Ma nel frattempo scade, se e quando arriva, il permesso di
soggiorno! Come lamentano sempre i padroni attraverso un articolo di oggi del
Sole 24 Ore sull’importazione di forza lavoro prevista dal decreto flussi.
E di lavoratori indiani ne arriveranno tanti altri secondo l’accordo
inserito nel Partenariato Strategico firmato dalla fascista Meloni per l’Italia
e dal fascista Modi per l’India, nel quale si parla di circa 10.000 infermieri.
Insomma l’India è vista da padroni e governo come un enorme bacino di lavoratori per l’imperialismo italiano. (Sul Partenariato
Strategico rinviamo al nostro opuscolo “Modi-Meloni, gli interessi
economico-strategici e i legami ideologici”).
Ma la Meloni sta
facendo molto, ma molto di più, proprio per soddisfare le necessità dei padroni
italiani in merito al reperimento di forza lavoro! Ha di fatto moltiplicato alla
grande, con la programmazione triennale, gli ingressi di lavoratori che
provengono da altri Paesi, e siamo passati dai soli 30.850 del periodo 2016-2020 ai 425mila del decreto flussi 2023-2025 e ai 497.550 del decreto flussi 2026-2028.
Questi lavoratori arrivano principalmente da Sri Lanka, Pakistan,
Bangladesh, Marocco… Ma anche da Egitto, Tunisia, Ucraina, Filippine oltre,
come abbiamo visto dall’India, e vengono impiegati nell’assistenza familiare, come
stagionali nell’agricoltura e nel turismo e nell’edilizia. Per esempio: “Dal
Marocco arrivava quasi il 50% dei lavoratori agricoli chiesti dalle
associazioni” spiegano dalla Coldiretti (v. Il Sole 24 Ore di oggi). Tutto
questo è logico secondo le statistiche ufficiali!
Ma ciononostante i padroni continuano a lamentarsi per l’iter
“molto lungo e complesso” non solo per il rilascio del nullaosta dei paesi di
provenienza e anche dell’Italia, ma anche per il rilascio dei permessi di
soggiorno che “a volte richiede mesi e il lavoratore termina il contratto
stagionale senza che il permesso sia stato emesso”. E poi il governo dice che
sono clandestini!
Necessità di una classe operaia ricattabile e a bassi salari,
è questo il nocciolo di tutta questa lamentela dei padroni!
Come abbiamo scritto nell’opuscolo sul Partenariato:
“…per soddisfare gli interessi specifici della borghesia
industriale e non industriale italiana servono lavoratori non solo perché non
si ‘trovano’ a sufficienza nel nostro paese, ma che si accontentano di salari
che non hanno la ‘storia’ di quelli italiani e cioè non hanno ottenuto negli
anni con una lotta accanita miglioramenti sia salariali che di condizioni di
lavoro.
“Per la classe borghese, per i padroni, per il
capitalismo-imperialismo, ieri come oggi, la classe operaia è considerata una
unica classe, da sfruttare per il profitto. Ancora di più deve risaltare, oggi come
ieri, che l’interesse della classe operaia è quella di unirsi a livello
mondiale per mettere fine al sistema di sfruttamento rafforzato di volta in
volta da questi “Partenariati” più o meno strategici.”

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