lunedì 19 ottobre 2026

pc 19 ottobre – Lavoratori indiani in arrivo e non solo… come l’imperialismo italiano importa forza lavoro per aumentare i profitti

 

Alcuni giorni fa padroni, governo e Cgil, Cisl e Uil hanno festeggiato l’arrivo dei primi 7 giovani lavoratori indiani a Benevento che “dopo un periodo di formazione nel Paese di origine, entro il dieci novembre cominceranno a lavorare nei cantieri di sei imprese edili del Sannio”.

Si tratta quindi di lavoratori edili “importati” dall’India “per rispondere all’esigenza delle imprese edili di reperire figure specializzate, soprattutto per carpenteria, movimento terra, scavo e demolizione.” Il progetto si chiama all’inglese, con un nome che dice tutto “WORK4ITALY”, ovvero “Lavora per l’Italia”.

Perché questa importazione? Ce lo spiega il presidente di Ance Benevento: "Siamo partiti da un problema … che tutte le nostre imprese conoscono: non si trovano lavoratori qualificati.

L’imperialismo italiano, in questo caso impersonato dai padroni di Confindustria e in particolare da Ance e Confindustria Benevento, sono naturalmente contenti di aver trovato questa soluzione, così come sono contenti Cgil-Cisl-Uil che fanno parte di Fondimpresa, che è uno dei tanti “Enti bilaterali” attraverso i quali padroni e Cgil, Cisl e Uil gestiscono in comune la forza lavoro di questo Paese. La gestione prevede anche come dice il progetto “il sostegno nell'inserimento in azienda, nella ricerca della casa e nell'integrazione nella comunità, anche con il contributo delle organizzazioni sindacali di settore Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.”

E “Entro fine mese ne arriveranno altri 23”, dicono, ma “Tutti costoro hanno in tasca un contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo di dodici mesi che, alla scadenza, potrà essere convertito in un contratto a tempo indeterminato.” Potrà essere rinnovato! Ma nel frattempo scade, se e quando arriva, il permesso di soggiorno! Come lamentano sempre i padroni attraverso un articolo di oggi del Sole 24 Ore sull’importazione di forza lavoro prevista dal decreto flussi.

E di lavoratori indiani ne arriveranno tanti altri secondo l’accordo inserito nel Partenariato Strategico firmato dalla fascista Meloni per l’Italia e dal fascista Modi per l’India, nel quale si parla di circa 10.000 infermieri. Insomma l’India è vista da padroni e governo come un enorme bacino di lavoratori per l’imperialismo italiano. (Sul Partenariato Strategico rinviamo al nostro opuscolo “Modi-Meloni, gli interessi economico-strategici e i legami ideologici”).

Ma la Meloni sta facendo molto, ma molto di più, proprio per soddisfare le necessità dei padroni italiani in merito al reperimento di forza lavoro! Ha di fatto moltiplicato alla grande, con la programmazione triennale, gli ingressi di lavoratori che provengono da altri Paesi, e siamo passati dai soli 30.850 del periodo 2016-2020 ai 425mila del decreto flussi 2023-2025 e ai 497.550 del decreto flussi 2026-2028.

Questi lavoratori arrivano principalmente da Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh, Marocco… Ma anche da Egitto, Tunisia, Ucraina, Filippine oltre, come abbiamo visto dall’India, e vengono impiegati nell’assistenza familiare, come stagionali nell’agricoltura e nel turismo e nell’edilizia. Per esempio: “Dal Marocco arrivava quasi il 50% dei lavoratori agricoli chiesti dalle associazioni” spiegano dalla Coldiretti (v. Il Sole 24 Ore di oggi). Tutto questo è logico secondo le statistiche ufficiali!

Ma ciononostante i padroni continuano a lamentarsi per l’iter “molto lungo e complesso” non solo per il rilascio del nullaosta dei paesi di provenienza e anche dell’Italia, ma anche per il rilascio dei permessi di soggiorno che “a volte richiede mesi e il lavoratore termina il contratto stagionale senza che il permesso sia stato emesso”. E poi il governo dice che sono clandestini!

Necessità di una classe operaia ricattabile e a bassi salari, è questo il nocciolo di tutta questa lamentela dei padroni!

Come abbiamo scritto nell’opuscolo sul Partenariato:

“…per soddisfare gli interessi specifici della borghesia industriale e non industriale italiana servono lavoratori non solo perché non si ‘trovano’ a sufficienza nel nostro paese, ma che si accontentano di salari che non hanno la ‘storia’ di quelli italiani e cioè non hanno ottenuto negli anni con una lotta accanita miglioramenti sia salariali che di condizioni di lavoro.

“Per la classe borghese, per i padroni, per il capitalismo-imperialismo, ieri come oggi, la classe operaia è considerata una unica classe, da sfruttare per il profitto. Ancora di più deve risaltare, oggi come ieri, che l’interesse della classe operaia è quella di unirsi a livello mondiale per mettere fine al sistema di sfruttamento rafforzato di volta in volta da questi “Partenariati” più o meno strategici.”

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