martedì 22 settembre 2026

pc 22 settembre - INDIA: il fascista indù Modi trasforma il Paese nel principale serbatoio di forza lavoro per i paesi imperialisti…

                                     

L’abbiamo scritto nel dossier che abbiamo prodotto nel mese di giugno scorso, in occasione della firma del Partneriato strategico siglato dal duo Melodi, e cioè la fascista Meloni e il fascista indù Modi: “L’India ‘esporta’ forza lavoro in quantità industriale, per fare una battuta: 9 milioni nel Golfo Persico…”, 9 mila infermieri arriveranno in Italia, ecc..

Ma per il quotidiano dei padroni italiani, Il Sole 24 Ore, non è una battuta, perché in un articolo di ieri (Così la manodopera indiana conquista la leadership globale) scrive proprio nei termini di “esportazione di manodopera” a proposito dell’India: “C’è chi esporta petrolio. C’è chi esporta tecnologia. E c’è chi esporta manodopera qualificata.”

L’articolo, che non fa un’analisi corretta dell’attuale posizione economica dell’India nel mondo, si sofferma sul problema del calo demografico e quanto l’India si stia “specializzando nel fornire capitale umano a Paesi avviati su una traiettoria demografica opposta alla propria”. Insomma, secondo “le previsioni dell’International Labour Organization (Ilo) e del Boston Consulting Group (BCG), il fenomeno del pensionamento dei baby boomer e della loro solo parziale sostituzione da parte delle coorti successive sta creando le condizioni perché nei Paesi ad alto reddito [e cioè nei paesi imperialisti, ndr] si vada creando un vuoto che potrà essere colmato solo in parte mediante i processi di automazione e l’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale.”

Addirittura “Il gap tra domanda e offerta potrebbe arrivare a 50 milioni di posizioni entro il 2030 per poi triplicare nel decennio successivo interessando non solo i cosiddetti ‘lavori che nessuno vuole più fare’, ma per quasi un terzo anche quelli svolti dai cosiddetti colletti bianchi … nei Paesi ricchi, specie

in quelli che non si sono arresi alla decrescita portata dall’inverno demografico, non c’è solo bisogno di infermiere dal Kerala, ma anche di ingegneri dal Telangana.”

Già adesso l’India, secondo questo articolo, “si è confermata il principale esportatore netto di talenti al mondo, con circa 357mila professionisti qualificati in uscita contro 132mila in entrata.”

E per rafforzare questa tendenza il fascista indù Modi “sta cercando da tempo di stringere accordi a livello internazionale per far ‘sposare’ gli squilibri demografici dei Paesi sviluppati con i propri, anche a costo di incentivare quel brain drain che ha portato ai vertici alcune delle principali banche e società tecnologiche globali talenti in fuga dall’India.”

Per meglio dare corso a questa svendita “lo scorso luglio il ministero degli Esteri indiano ha organizzato il primo Human Resource Mobility Forum e ha siglato dei Migration and Mobility Partnership Agreement con 26 Paesi.” E qui entra in ballo anche l’Unione Europea che nell’accordo di libero scambio firmato il 27 gennaio scorso ha elaborato una “cornice normativa per regolare, oltre a quello delle merci, anche il movimento delle persone.”

E siccome “Secondo le stime della Global Access to Talent from India Foundation, un think tank, entro il 2030 l’India potrebbe più che raddoppiare il suo export di capitale umano da 700mila a 1,5 milioni di persone”, i paesi imperialisti, a cominciare da quelli raccolti nell’Unione Europea accentueranno la repressione contro gli immigrati che non siano già “formati” come quelli che esporta l’India!

Con queste operazioni il governo fascista indiano pensa di prendere due piccioni con una fava, visto che non solo “gli indiani che vivono all’estero inviano a casa rimesse di denaro per 125 miliardi di dollari, circa il 3% del Pil”, ma riduce di fatto, anche se di poco, i poveri del Paese, dato che “si stima che nei Paesi a basso reddito un aumento del 10% della popolazione emigrata si traduca in un calo del 2,1% di coloro che vivono con meno di un dollaro al giorno.”

Mentre rimandiamo alla lettura del dossier non solo per analizzare questo fenomeno ma anche per avere un quadro generale dell’Accordo, questo articolo conferma quanto da questo punto di vista l’India, che è il pase con “una delle popolazioni più giovani del pianeta” si propone come serbatoio di forza lavoro per tutti i paesi imperialisti, continuando a privatizzare e a svendere quindi non solo le risorse di ogni tipo alle multinazionali straniere e interne, ma anche a svendere direttamente il proprio popolo.

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