Libertà per i 10 di Jhiramghati
La maggior parte dei dirigenti del Congresso rimasti uccisi nell'imboscata di Jiramghati erano coinvolti, direttamente o indirettamente, in Salwa Judum; in particolare Mahendra Karma.
Salwa Judum fu una campagna brutale e sanguinaria scatenata col sostegno dello Stato indiano. I villaggi Adivasi vennero attaccati e incendiati, molti furono assassinati e le donne stuprate. Persino la Corte Suprema dovette intervenire per imporne la fine. I responsabili di tali atrocità sono rimasti impuniti.
Eppure, dieci tra coloro che hanno combattuto per vendicare quei crimini sono stati condannati a morte per aver mosso guerra allo Stato. I compagni Pramila Modiyam, Sumitra Punem, Kosa Kawasi, Mukka Mandavi, Markami Deva, Aita Markam, Banjami Sanna, Chaitu Lekam, Joga Markami e Mahadev Naga erano tutti quadri o simpatizzanti Adivasi del CPI (Maoista).
Vi avevano aderito proprio a causa dell'oppressione, sfruttamento e atrocità subite per mano di Mahendra Karma e dei suoi, che depredavano le terre e il popolo. Nel frattempo, coloro che nell'atto di accusa erano stati indicati come ideatori dell'imboscata sono stati graziati e ricompensati con premi e posti di lavoro per aver abbandonato quella politica, per essersi arresi e aver tradito il popolo.
È evidente che questa sentenza ha una natura prettamente politica. Non ha nulla a che fare con l'episodio in sé o con il diritto penale, sebbene venga presentata in tali termini. È una sentenza che va contestata. Anche chi non condivide la linea politica alla base dell'imboscata dovrà certamente convenire che questo verdetto rappresenta una doppia ingiustizia.
I 10 di Jeeramghatti combattevano per il popolo
Non dobbiamo permettere che lo Stato li assassini
Libertà per i 10 di JIRAMGHATI !
Facciamo arrivare questo appello in tutto il mondo






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