giovedì 6 agosto 2026

Sfruttamento,il governo toglie la responsabilità a chi appalta

Sfruttamento, l’esecutivo toglie la responsabilità a chi appalta

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Caporalato – Imagoeconomica

Il governo Meloni vuole togliere alle imprese le responsabilità legali sullo sfruttamento dei lavoratori in appalto. Con un colpo di mano agostano, ieri il consiglio dei ministri ha vagliato il ddl per la revisione della legge 231/2001 sulle responsabilità amministrative delle aziende. Il provvedimento vuole alleggerire i criteri sulla «colpa di organizzazione» e introdurre meccanismi premiali per le società che correggono con tempestività le carenze interne che hanno favorito i reati nelle filiere. Il cuore della bozza di legge è l’inversione dell’onere della prova, che oggi è a carico delle imprese appaltanti. Invece con le nuove norme i committenti saranno esentati dall’obbligo di controllare che le aziende in appalto non impieghino lavoratori irregolari e non risponderanno di eventuali violazioni di società terze sulle norme fiscali, previdenziali e di sicurezza sul lavoro. Ancora, nelle 70 pagine del ddl sono previste la possibilità di estinguere il reato pagando una sanzione prima del processo e la riduzione delle pene in caso di condanna per omicidio colposo, anche in forma retroattiva. Le modifiche stravolgerebbero l’impianto della legge 231. «L’obiettivo è deresponsabilizzare l’azienda committente nei confronti nelle imprese che lavorano in appalto, determinando il blocco di molte indagini aperte rispetto a grandi marchi che usano indirettamente manodopera a basso costo», commentano i deputati Guerra e Scotto (Pd).

«Il governo sembra orientato a chiudere gli occhi di fronte al dramma del caporalato». Si tratterebbe di un regalo soprattutto per le grandi aziende della logistica, della gdo e della moda, a scapito sia dei lavoratori in appalto sia delle procure che negli ultimi mesi hanno acceso i riflettori sui gravi sfruttamenti nelle catene produttive dell’abbigliamento, dell’agricoltura e delle consegne, da Milano alla Sicilia passando per Prato. Alessandro Genovesi, responsabile contrattazione inclusiva, appalti e lotta al lavoro nero di Cgil, chiede che «il governo apra un tavolo con le parti sociali prima di varare nuove norme ed eviti di introdurre surrettiziamente dei veri e propri scudi, depotenziando la responsabilità organizzativa delle imprese committenti». Per Genovesi la priorità è «responsabilizzare i committenti e non rendere più difficile a investigatori, sindacati e istituzioni combattere evasione fiscale e sfruttamento della manodopera».

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