Il fascismo non è un'opinione è un crimine!
Oggi una cinquantina di persone – donne, uomini, student3, lavorator3, precari3, persone queer, persone con disabilità, bambin3 – si sono ritrovate in Piazza Maria Immacolata per contestare la presenza di Futuro Nazionale intento a raccogliere firme a sostegno dell'omicida Mario Roggero.
Non potevamo restare in silenzio. Non in una città già martoriata come Taranto. Non mentre si tenta di normalizzare la presenza di organizzazioni che alimentano odio razzista, misogino, omolesbobitransfobico, classista e repressivo. Non accettiamo la presenza di chi si richiama apertamente al nazifascismo, sostiene politiche di guerra, militarizzazione e riarmo ed è complice del genocidio in corso in Palestina.
Loro erano protetti dallo schieramento delle forze dell'ordine. Noi eravamo lì con i nostri corpi, le nostre voci e la nostra rabbia, per ribadire con forza che i fascisti non sono i benvenuti nelle nostre piazze e nei nostri quartieri.
Eravamo lì per gridare giustizia. Per difendere chi ogni giorno subisce le conseguenze delle loro politiche di esclusione, discriminazione e violenza. Per affermare che a Taranto esiste una parte di comunità che rifiuta la fascistizzazione della società e non accetta la complicità delle istituzioni – di destra come di centrosinistra – con politiche securitarie, giustizialiste e militariste.
Taranto è una città di resistenza. Non permetteremo che i suoi spazi pubblici diventino terreno di propaganda per chi diffonde odio e sopraffazione.
La piazza di oggi ha dimostrato che esiste una comunità che sceglie di stare dalla parte di chi lotta, resiste e costruisce solidarietà. Una comunità che non delega il proprio antifascismo, ma lo pratica ogni giorno. Che rifiuta la passività e l'oppressione. Che non accetta di assistere inerme alla normalizzazione dei genocidi, delle violenze razziste, delle politiche coloniali e del patriarcato.
Sappiamo che un altro mondo non solo è necessario, ma è possibile. E sappiamo anche che, quando ci organizziamo, quando partiamo insieme e torniamo insieme, non esiste forza più potente dell'amore, della cura e della determinazione collettiva.
Rispediamo al mittente le solite etichette con cui, puntualmente, si tenta di delegittimare chi lotta: "facinorosi", "antagonisti", "terroristi", "violenti".
La violenza ha un nome e un volto ben precisi.
È la violenza di chi propone classi separate per le persone con disabilità. Di chi considera l'autodeterminazione di genere e la libertà sessuale una malattia. Di chi giustifica l'uccisione, la tortura e il massacro di popoli razzializzati. Di chi costruisce consenso alimentando paura, razzismo, patriarcato e nazionalismo.
Durante il presidio, inoltre, un esponente di Futuro Nazionale ha aggredito una nostra attivista, confermando ancora una volta la natura vigliacca e violenta di chi predica odio e intimidazione.
Noi continueremo a essere nelle piazze, nei quartieri, nei luoghi di lavoro e di studio. Continueremo a costruire antifascismo, solidarietà e conflitto sociale.
Perché il fascismo non è un'opinione. È violenza.
E a Taranto non passerà
Antifasciste, antifascisti ed antifascist3

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