venerdì 10 luglio 2026

pc 10 luglio - Dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India - Italia

Continuare la mobilitazione contro l’Operazione Kagaar e a sostegno alla guerra popolare in India

Dopo le iniziative contro l’operazione Kagar e di solidarietà e sostegno alla guerra popolare in India portati avanti nei mesi scorsi (ricordiamo le importantissime iniziative di Bruxelles del 27 gennaio, e del 28 marzo a Zurigo di quest’anno che hanno avuto risonanza internazionale), secondo gli impegni nazionali e internazionali assunti nelle riunioni che si sono tenute in Italia, il comitato di sostegno alla guerra popolare in India si prepara ad altre iniziative che saranno realizzate durante la prossima estate.

A proposito della grande partecipazione internazionale alle iniziative, ribadiamo quello che il Comitato ha scritto nel suo comunicato pubblicato dopo la manifestazione di Zurigo: “Il Comitato Internazionale di Sostegno alla Guerra Popolare in India (CSGPI) apprezza tutte le forze che sono scese in piazza e le considera nel loro insieme una grande base per continuare questa battaglia e una grande fonte d’incoraggiamento per le forze rivoluzionarie, democratiche e per il Partito Comunista dell’India (Maoista) che stanno combattendo coraggiosamente in India in queste ore difficili per salvaguardare il Partito, l’Esercito Popolare e il percorso e la pratica della guerra popolare”.

Oggi la pressante necessità della continuazione delle mobilitazioni è dovuta anche al fatto che il governo fascista hindutva di Narendra Modi, in particolare con l’attiva partecipazione del suo ministro degli Interni Amit Shah, continua a portare avanti la repressione in tutto il paese, una vera guerra contro

il popolo, sempre ben lontano dai riflettori internazionali che ignorano di proposito ciò che succede nel subcontinente indiano.

Come raccontano i compagni indiani attraverso i loro comunicati, per raggiungere i propri obbiettivi “le forze armate stanno scatenando il regno del terrore sugli Adivasi, dallo stupro e uccisioni al bombardamento aereo e all’incendio di interi villaggi … I dirigenti e i quadri del PCI (Maoista), che sono al fianco delle popolazioni nella lotta per i loro diritti, vengono sistematicamente assassinati. Abbiamo visto come una massiccia estensione delle foreste nell’India centrale sia stata consegnata alle multinazionali subito dopo l’uccisione del segretario generale compagno Basavaraj. In questo clima, le organizzazioni politiche di massa rivoluzionarie resistono come una fortezza contro l’agenda fascista.” (RSF)

Infatti questi attacchi sono quotidiani: bombardamenti, uso di droni, dispiegamento di migliaia di poliziotti, soldati, squadroni della morte speciali come il CoBra, con assassini extragiudiziali che prendono soprattutto di mira non solo coloro che guidano le lotte ma anche chi solidarizza con queste lotte e denuncia l’attività repressiva del governo fascista hindutva, e che per questo diventa oggetto di particolare attenzione: dagli studenti, ai professori universitari, a poeti, scrittori e intellettuali sottoposti in questi giorni a perquisizione in quasi tutto il Paese e in generale tutti accusati di essere “maoisti” o “maoisti urbani”, intellettuali accusati e arrestati e fatti morire in carcere perché “pensano”, come ha detto il procuratore dello Stato indiano dinanzi alla Corte Suprema in relazione al dottor G.N. Saibaba, che presentava una disabilità del 94%. "Il cervello è più pericoloso del corpo"! ha infatti detto.

Questi attacchi incessanti sono rivolti contro gli operai, le lavoratrici e i lavoratori e le masse indiane in generale, attacchi ai loro diritti fondamentali: diritto al salario, al lavoro e alla sicurezza sul lavoro, alla casa, diritto alla terra e ad una vita dignitosa, diritto delle donne a non essere violentate, attacchi alla libertà di espressione, libertà di manifestazione, libertà religiosa, attraverso espulsioni forzate dalle foreste per fare posto alle multinazionali industriali e minerarie interne ed esterne al Paese che sono nelle mani principalmente dei capitalisti amici di Modi, e cioè i miliardari Adani, Ambani, Agarwal, Tata, Jindal… sempre al servizio, quindi, delle classi dirigenti indiane e dell’imperialismo, non solo quello degli USA, ma anche quello russo, cinese e tutti gli altri.

Il governo indiano è molto apprezzato da questi paesi imperialisti perché mette a lor disposizione una quantità immensa di forza lavoro a basso costo, resa ancora più precaria con la riforma dei codici del lavoro, sia dentro il Paese, che fuori dal Paese con l’emigrazione. Tutto ciò alimenta la miseria (ricordiamo che il governo è costretto a dare 5 chili di riso al mese a circa 800 milioni di poveri!) e la disoccupazione di milioni di giovani, ed è contro chi si oppone a questa miseria crescente che il governo scatena le sue atrocità, mentre spende miliardi per la corsa al riarmo.

Una situazione che i compagni che combattono contro il governo e che guidano la guerra popolare in corso, i compagni del Partito Comunista dell’India (Maoista) e di altre organizzazioni di lotta, descrivono come difficilissima, che vede anche in atto una lotta accanita contro chi vorrebbe liquidare non solo il Partito ma tutta l’esperienza della guerra popolare, insomma una situazione che si è aggravata con l’Operazione Kagaar: una operazione feroce, una lotta senza quartiere, perché il governo vuole mettere fine alla guerra popolare in corso.

La scadenza che si era data il governo Modi e la sua banda di assassini, quella del 31 marzo, però, non sono riusciti a rispettarla, per la resistenza messa in campo dalla guerra popolare, e la mobilitazione di tante organizzazioni di lotta interne al Paese; questa data, anzi, è diventata una sfida e le mobilitazioni in tutto il mondo l’hanno trasformata in un messaggio di liberazione e rivoluzione.

Infatti, per il proletariato la lotta del popolo indiano ha importanza internazionale e la Rivoluzione di Nuova Democrazia in India rappresenta uno dei fronti più importanti della lotta antimperialista mondiale. La sua sconfitta o vittoria avrà un impatto diretto sui rapporti di forza tra imperialismo e rivoluzione proletaria, lotta dei popoli a livello mondiale.

Ma in questi mesi il governo genocida indiano, che si vanta di entrare a far parte delle tre principali economie mondali nei prossimi anni, non si è limitato a scatenare ancora di più la repressione contro il proprio popolo, ricorrendo sempre più al carcere e il numero di prigionieri politici che subiscono torture, si è pure impegnato tantissimo per rafforzare il proprio apparato militare ad ogni livello e rafforzare il consenso internazionale intorno alla sua Operazione Kagaar.

In questo quadro di pressante ricerca di alleanze “nel mondo incerto di oggi”, come ha più volte ripetuto Modi nel suo intervento alla Knesset, al parlamento israeliano il 25 febbraio scorso, una “incertezza” dovuta alla tendenza alla guerra mondiale per una nuova spartizione del mondo, sono cominciate le “visite” a diversi Paesi, a cominciare, appunto, dalla nazisionista Israele, accusata dall’Onu ancora una volta per genocidio dei bambini di Gaza, spendendo parole di miele per stringere accordi militari e commerciali ancora più forti e confermando lo stretto legame ideologico tra il sionismo e il fascismo hindutva.

Modi è poi passato dall’Italia della fascista Meloni nel mese di maggio, e in entrambi i casi, elevando i rapporti bilaterali attraverso il Partenariato Strategico Speciale, ha stretto accordi ancora più forti dal punto di vista politico, dal punto di vista commerciale con il corridoio Imec e militare per il rafforzamento dell’apparato della guerra.

È per tutto questo che come è stato detto nell’intervento in piazza alla fine della manifestazione di Zurigo, i compiti del Comitato Internazionale di Sostegno, dei sostenitori della guerra popolare in India e del Partito Comunista dell’India (Maoista), sono quelli di continuare la denuncia e la mobilitazione a tutto campo all’interno della “Campagna Internazionale di Emergenza” contro l’Operazione Kagaar.

Nei mesi di luglio, agosto e settembre quindi, sono previste altre iniziative in Italia, come un presidio all’ambasciata indiana e una assemblea a Roma contro la repressione e per la liberazione dei prigionieri politici, una campagna di informazione e organizzazione dei lavoratori indiani e una mobilitazione antimperialista contro il progetto Imec, con particolare riguardo ai rapporti tra l’India e l’Italia della fascista Meloni, e i rapporti tra India e Israele, entrambi complici anche del genocidio in Palestina.

Comitato Internazionale di sostegno alla guerra popolare in India Giugno 2026

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