martedì 28 luglio 2026

I veri "terroristi"... Chi fa devastazione...

Lacrimogeni più urticanti e proiettili di gomma: il governo studia la svolta 
Il pressing dei sindacati di polizia. Al Viminale le riflessioni per potenziare l’equipaggiamento






Dalla conferenza stampa del movimento NO TAV: 
«Non c’è da prendere nessuna distanza. Sia in presenza, sia con il cuore che con la partecipazione, c’eravamo tutti e tutti rivendichiamo quello che è capitato» ha detto Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav alla conferenza stampa indetta a conclusione del festival Alta Felicità.

Nelle stesse ore Meloni e Piantedosi giungevano a Chiomonte

«Sabato abbiamo praticato il diritto alla difesa, sono trent’anni che subiamo violenza, ma ci viene imputata la devastazione: ebbene la devastazione noi l’abbiamo trovata giorno dopo giorno su questo territorio, con l’amianto che respiriamo che ci fa ammalare», chiarisce Dosio. Il movimento rivendica gli scontri e respinge la narrazione tra manifestanti pacifici e violenti: «La divisione tra buoni e cattivi è assolutamente falsa – spiega un altro esponente No Tav, Guido Fissore – entrare nel cantiere è stata una cosa condivisa. Raccontatelo, perché siamo tutti responsabili».

La procura di Torino indaga per devastazione e saccheggio, al vaglio anche l’aggravante della finalità di terrorismo.

a raccontare delle «violenze No Tav» al Tg7, Filippo Ferri, condannato in via definitiva a 3 anni

e 8 mesi di reclusione per falso e calunnia legati alla perquisizione e alle violenze nella scuola Diaz di Genova nel 2001.

Per tutta la giornata ieri chi desiderava tornare a casa concluso il festival è stato impossibilitato, sia con le auto, che a piedi, bloccata anche la stazione dei treni di Susa, l’unico modo era farsi identificare. La cosiddetta pratica del kettling, condannata anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, perché impedisce la libera circolazione.

«LE IDENTIFICAZIONI sono avvenute secondo modalità non previste da alcuna normativa: sono stati infatti girati video e fatte fotografie ai fermati, un’acquisizione di un’immensa mole di dati personali di cui non è dato sapere l’utilizzo e le modalità di archiviazione – spiega l’avvocato Gianluca Vitale. 

Nella conferenza stampa il primo intervento ha visto Nicoletta Dosio rimarcare la felicità di lottare insieme in difesa del proprio territorio contro il modello di vita che questo treno porta con sé, basato sulla guerra agli esseri umani e alla natura. La storia del Movimento No Tav è fatta di resistenza popolare che ha legato a sé altre realtà e altre resistenze. Continuare a opporsi significa dare a tutti la speranza e la possibilità di poter vincere difendendo questa terra devastata dagli interessi del capitale che nega il futuro per tutti... la resistenza del Movimento No Tav continua a dare speranza a tanti... La grande opera doveva essere una linea passeggeri, poi una linea per le merci mentre oggi secondo i suoi promotori è sempre più necessaria. Questo perché un’opera del genere deve diventare “strumento per trasportare armi e eserciti. Ma noi siamo contro la guerra...

"Dal racconto dei media viene dipinto il corteo di sabato attraverso presunte distinzioni tra buoni e cattivi ma, ribadisce “é una storia vecchia: lo abbiamo detto dopo il g8 di Genova e lo abbiamo ricordato nel 2011 dopo l’assedio di Chiomonte, scrivendolo su uno striscione – Siamo tutti Black Block”. 

“In questa valle le forze dell’ordine non sono qui per difendere le persone – come vorrebbero far credere – ma a difendere la devastazione”... sulla visita di questa mattina di Meloni e Piantedosi al cantiere di Chiomonte “Certo proviamo un po’ di fastidio per la loro presenza qui ma questo significa che l’avversario è debole.”.

Anche i giovani No Tav prendono parola: “eravamo tutti e tutte in corteo e una grande parte erano giovani e giovanissimi. Questa lotta è ancora giovane e vogliamo opporci a questa opera che ci toglie spazi risorse. Si è parlato di violenza ma la violenza è quella che noi da trent’anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus. L’ennesima prova di forza del governo per intimidire ulteriormente, per colpire e criminalizzare i giovani che subiscono repressione nei movimenti sociali ma che, nonostante ciò, alzano la testa. Siamo nati in questa valle e sappiamo cosa significa vivere in questo territorio devastato con sempre nuovi cantieri. Anche noi siamo parte della resistenza”. “Sembriamo un po’ arrabbiati invece siamo felici perché la lotta rende giovani” con queste parole di Nicoletta si conclude la conferenza stampa.

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