lunedì 20 luglio 2026

Di Faki ucciso non si deve parlare... INTANTO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE E' IN CORSO A BOLOGNA

Mentre dell'assassino gioielliere stampa e telegiornali parlano prima di tutte le notizie, prima delle guerra, dei bombardamenti/massacri che continuano a Gaza e nel Medio Oriente, sull'uccisione di Faki, un lavoratore deve invece calare il silenzio, per proteggere i poliziotti assassini; intanto il governo vuole utilizzare il decreto sicurezza che ha previsto lo "scudo penale" per le forze dell'ordine che uccidono. 

Ma vi illudete, bastardi! Tantissima gente è oggi scesa in piazza per denunciare, protestare contro questo assassinio di Stato!

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Comunicato di denuncia dei giornalisti Rai e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana - segue la dichiarazione di un avvocato: “Non è bastato Aldrovandi, non è bastato Magherini. Quella posizione uccide”: parla l’avvocato Fabio Anselmo | Radio Popolare

Morto a Bologna durante intervento di Polizia, il Tg regionale non trasmette il servizio. Il Comitato di Redazione, insieme a Usigrai, ASER e FNSI contesta la scelta della direzione

Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna

Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell’uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l’apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto – su indicazione della direzione – di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione “intervento violento”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto.

Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del tg la cui sigla parte alle 19.37.

Nel corso del telegiornale il servizio, che era stato annunciato dal primo titolo, è stato fatto slittare sempre più in basso, comunicando man mano alla line di turno che “erano in corso trattative per la

messa in onda”. Fino a quando, a telegiornale iniziato da ben 12 minuti, è stata consegnata alla conduttrice una breve notizia da leggere accompagnata da una parte del video.

Il direttore, al limite, avrebbe potuto dare indicazione di tagliare parti del servizio e contestualmente togliere la firma del collega – i tempi tecnici e il contratto lo consentivano – ma la scelta di non mandarlo in onda del tutto e di trasmettere solo due spezzoni delle immagini, che erano ormai online e in onda dappertutto, è un autogol.

La scelta della direzione squalifica la credibilità e l’autorevolezza della Tgr e del Servizio Pubblico. Le immagini e le voci raccolte dal giornalista e dalla troupe regionale sono state poi utilizzate dal Tg1 per un proprio servizio, ma non è stato possibile mostrarle ai telespettatori dell’Emilia-Romagna. Anche sul sito web gli spezzoni del video dell’intervento di Polizia non sono apparsi fino a oltre le 22:30, quando è stato inserito – al posto del servizio del collega – un redazionale. Il Comitato di Redazione della Tgr Emilia-Romagna condanna la scelta di non mandare in onda il servizio, insieme al Coordinamento dei Cdr della Tgr, a Usigrai, all’Associazione Stampa Emilia-Romagna e alla Federazione Nazionale della Stampa.

Successivamente, a fronte di nostre richieste di spiegazioni, il direttore ha motivato la mancata messa in onda del servizio riferendo che il giornalista non avesse fatto verificare il testo come previsto da ordine di servizio: il testo è stato inviato al responsabile di turno alle 19.05.

A nostra richiesta di spiegazioni il direttore ha contestato che nel servizio mancava la posizione della questura di Bologna. La nota stampa della Polizia è stata inviata alle 19.22 (orario incompatibile con l’inserimento nel servizio montato) e comunque poteva essere letta dalla conduttrice al termine del pezzo.

E’ stato poi contestato il fatto che il collega avesse riportato che la vittima era asmatica, senza che fosse riferito in voce dai familiari o accertato da cartella clinica, oltre ai passaggi sulle ecchimosi, sul sanguinamento e sul trascinamento del corpo. Tutti elementi che il giornalista ha visto con i suoi occhi sul campo e riferito nel servizio.

Comitato di Redazione Tgr Emilia-Romagna

Coordinamento Cdr Tgr Usigrai

Associazione della Stampa Emilia-Romagna

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

La denuncia dell'avvocato Fabio Anselmo

https://www.radiopopolare.it/puntata/popolare-clip/clip_20_07_2026_11_41

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