In altre fabbriche "pronto moda" proseguono invece i picchetti ad oltranza tra il Macrolotto 1, Seano e Montemurlo per far applicare a tutti i contratti con la formula 8x5. Il sindacato: "Siamo di fonte ad un effetto valanga: la sindacalizzazione degli insindacalizzabili è ormai una realtà"
Ventuno accordi già raggiunti a fronte di 27 scioperi iniziati in altrettante aziende del distretto della moda pratese. E’ questo il primo importante risultato raggiunto ad appena tre giorni dalla partenza del quarto StrikeDays promosso dai Sudd Cobas contro sfruttamento, turni disumani e lavoro nero. In tutti i casi i lavoratori hanno allestito picchetti davanti ai cancelli delle aziende, con l’intenzione di proseguire l’agitazione ad oltranza. Come detto, in 21 aziende gli scioperi si sono già conclusi con la firma di accordi con il sindacato e le rappresentanze aziendali dei lavoratori. Gli accordi si basano tutti la piattaforma “8×5”: turni di otto ore per cinque giorni contro il sistema “12×7” precedentemente imposto ai lavoratori, contratti indeterminati che rendano gli operai meno ricattabili, pagamento della malattia e
delle ferie (con condizioni migliorative anche rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale Tessile Artigianato).Nelle altre fabbriche e pronto moda proseguono invece i picchetti ad oltranza tra il Macrolotto 1, Seano e Montemurlo.
“Siamo di fronte ad un effetto valanga – spiegano i Sudd Cobas -. Solo nelle ultime 48 ore sono tanti i lavoratori che stanno contattando il sindacato per unirsi agli StrikeDays anche dalla propria fabbrica. Anche stavolta allo scioperi degli operai sfruttati si sono affiancati gli scioperi di solidarietà di quei lavoratori che in questi anni, con gli scioperi, hanno già conquistato contratti regolari, turni umani e diritti”.




“Questo quarto StrikeDays – prosegue il sindacato – è arrivato in un
contesto ormai trasformato. La sindacalizzazione degli
insindacalizzabili è ormai una realtà, che avanza e si fa sempre più
spazio. Facendo arrivare i diritti nei capannoni che da decenni sono
stati i luoghi in cui si sono consumati i più alti livelli di
sfruttamento ed abuso su chi lavora. La novità di questo StrikeDays
invece è questa: i picchetti arrivano da subito a coinvolgere le aziende
committenti, con l’intenzione di risalire le filiere”.
Tra i
picchetti che continuano c’è infatti quello alla Kos Moda, pronto moda
committente di una stireria di via Castruccio la cui attività è stata
sospesa in seguito ad un controllo dell’Ispettorato del Lavoro che ha
rilevato lavoro nero e sfruttamento di operai senza permesso di
soggiorno. La richiesta dei Sudd Cobas è chiara: il pronto moda
committente deve garantire la regolarizzazione dei lavoratori
ricollocandoli lungo la propria filiera. “Vogliamo applicare anche nelle
filiere del pronto moda – viene spiegato – il principio che abbiamo
affermato nella vertenza L’Alba e portare avanti una vera e propria
rivoluzione delle filiere della moda, intervenendo sul “sistema” degli
appalti e delle esternalizzazioni”.
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