I Sudd Cobas hanno chiamato tutti a raccolta per una contromanifestazione.: “E’ necessario respingere questo tentativo di infangare le radici più profonde e più genuine della città con manifestazioni che disseminano e istigano all’odio, piene di violenza e razzismo”.
Il pensiero non può che andare al 23 marzo 2019 quando una manifestazione indetta da Forza Nuova per i 100 anni del fascismo provocò una grande mobilitazione di tutte le forze democratiche. “Non useremo il termine remigrazione- ha chiarito Sarah Caudiero dei Sudd Cobas – perché si tratta di un vero e proprio progetto di deportazioni di massa. Prato è da sempre città di immigrati, prima dal sud Italia e oggi anche da tutti i continenti. E’ intollerabile che i fascisti arrivino in città a parlare di deportazioni”. “La proposta che porteremo all’assemblea di sabato, a cui invitiamo tutte le forze sindacali e dell’associazioniamo – spiegano i Sudd Cobas -, sarà di una grande manifestazione popolare ed unitaria che parta da piazza delle Carceri, luogo delle deportazione del 1944. È il momento di mettere da parte le differenze e le bandiere per una manifestazione unitaria che veda protagonisti I
lavoratori e le lavoratrici migranti di questo distretto”. “L’appello a convergere – continua Caudiero – è stato già raccolto dal Coordinamento Migranti ed è aperto a tutta la città democratica e antirazzista. Vogliamo un percorso aperto e largo, che metta al centro il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici migranti”.“La manifestazione – spiegano ancora i Sudd Cobas – non si limiterà a contestare il progetto di deportazione, ma rivendicherà il diritto alla cittadinanza per tutti i lavoratori che qui vivono e lavorano e per i loro figli”. Non è esclusa la proclamazione di uno sciopero generale provinciale proprio contro la manifestazione del 7 marzo.
Tutto questo mentre crescono in città le voci contrarie ad una
iniziativa che – non si sa quanto casualmente – finisce per coincidere
con la ricorrenza delle deportazioni nazifasciste del marzo 1944.
Intanto si stanno organizzando le contromanifestazioni, con il rischio
che sabato il centro cittadino si trasformi in una polveriera.
Venti
associazioni, partiti e sindacati pratesi hanno diffuso una nota
congiunta per chiedere che la manifestazione non si faccia: “Esprimiamo
profonda preoccupazione e ferma condanna nei confronti della
manifestazione promossa da gruppi di estrema destra prevista
provocatoriamente il prossimo 7 marzo – vi si legge -. Il tema della
cosiddetta “remigrazione” non è che un eufemismo per mascherare
ideologie discriminatorie, xenofobe e contrarie ai principi fondamentali
della nostra Costituzione. Prato è, per storia e vocazione, una città
aperta, multiculturale e fondata sul lavoro. È una comunità che ha
costruito il proprio benessere sull’integrazione e sulla solidarietà,
rifiutando ogni forma di odio e di divisione tra persone di serie A e di
serie B”. Le venti associazioni chiedono poi tre cose: Difesa della
dignità umana; rispetto della memoria; Sicurezza e coesione sociale” per
poi aggiungere: “Queste provocazioni servono solo ad alimentare
tensioni sociali di cui la città non ha bisogno, cercando di trasformare
la complessità dell’integrazione in uno scontro ideologico violento”.
Da qui l’appello alle istituzione repubblicane democratiche, alla
Prefettura e al Comitato dell’ordine e la sicurezza “di non permettere
questo scempio della memoria e la gratuita provocazione offensiva verso
nostra Costituzione. Alla eventuale iniziativa di stampo fascista la
nostra risposta sarà pertanto una grande manifestazione, con la
partecipazione democratica di tutte le realtà cittadine, per la
riaffermazione dei valori di libertà e uguaglianza garantiti dalla Carta
Costituzionale”.
E intanto sono
state più di 250 le persone riunite sabato al Circolo Curiel per
l’assemblea “Prato operaia, libera, antifascista”. “Uno straordinario
momento di partecipazione – viene spiegato – che ha unito operai
protagonisti degli scioperi nel distretto a studenti, docenti,
associazionismo, e tanti cittadini e cittadine che ritengono
inaccettabile che Prato sia usata come luogo di propaganda per i
progetti di deportazione di massa. Le tante voci che si sono espresse
hanno condiviso la necessità di avviare già da stasera la costruzione di
un grande corteo popolare che partirà da piazza del Duomo per
raggiungere piazza delle Carceri, luogo della deportazione degli operai
in sciopero nel 7 marzo del 1944.
Nessun commento:
Posta un commento