La Procura di Cagliari ha decisamente tirato nel mucchio sottoponendo a indagini preliminari ben 91 manifestanti, identificati dalla Digos dopo le mobilitazioni dello scorso autunno a Cagliari a sostegno della causa palestinese e contro il raduno neofascista di Blocco Studentesco.
Le ipotesi di reato contestate ai manifestanti indagati sono quelle di interruzione e turbamento del servizio di trasporto pubblico, blocco stradale e resistenza aggravata.
In particolare vengono prese di mira le manifestazioni svoltesi il 22 settembre, 3 ottobre durante gli scioperi generali a sostegno della missione della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. In quelle
mobilitazioni – secondo la Procura – “alcuni gruppi hanno dato luogo a cortei non preavvisati, blocchi stradali su arterie cittadine strategiche con conseguenti disagi alla mobilità urbana e al regolare svolgimento dei servizi pubblici essenziali e ad episodi di contrapposizione anche violenta con le Forze dell’Ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico. Tali condotte hanno provocato rallentamenti della viabilità urbana e momenti di forte tensione, prontamente contenuti grazie al dispositivo predisposto sul territorio”.Nelle indagini della Digos sono stati identificati 72 manifestanti che, secondo l’ordinanza si sarebbero resi protagoniste di “azioni preordinate e coordinate finalizzate a creare turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, in attuazione dello slogan “blocchiamo tutto”, tradottosi in azioni mirate a congestionare la viabilità cittadina e a ostacolare il regolare funzionamento dei servizi essenziali”.
Sempre a Cagliari, sono piovute altre denunce in occasione della contro manifestazione antifascista che si è opposta al raduno neofascista di Blocco Studentesco nel capoluogo sardo. In base alle riprese effettuate sul posto dalla Digos, sono stati identificati e poi indagati altri 19 manifestanti antifascisti.

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