sabato 10 marzo 2018

pc 10 marzo - 3 - Editoriale Speciale Proletari Comunisti Elezioni

Analizzando il risultato elettorale fa specie come nel campo dell’opposizione dell’estrema sinistra, i risultati vengano letti in termini unilaterali, guardando a sé e non all’insieme della situazione del proletariato e delle masse popolari, per giungere a riproporre le cose di sempre e per di più in forme stereotipate e autoreferenziali.
In certe occasioni, i dati elettorali sono inoppugnabili.
Anche a costo di ripeterci, partiamo da alcune questioni.
E’ vero l’astensionismo è cresciuto. Ma i numeri questa volta non sono entusiasmanti.
Vedi documentato articolo di Franco Astengo su Contropiano - allegato in calce.
Solo chi non ha lavorato tra le masse durante la campagna elettorale può dire che il voto Lega/M5S sia espressione della piccola borghesia e dei ceti dei piccoli imprenditori messi in crisi ecc.
Questi sono voti che avevano già e che ne costituiscono l’effettiva “base sociale” strutturale; quindi non è questo il dato importante, ma il fatto che questa volta abbiano raccolto massicciamente il voto proveniente da operai e masse astenuti o propensi all’astensionismo e/o addirittura prosciugato la parte rilevante della base operaia e popolare dei partiti della falsa sinistra.
Quindi, ripetere come una giaculatoria che l’astensionismo è cresciuto, che il popolo è dalla nostra parte, perché si è astenuto, è pure autoreferenzialità e mancanza di analisi concreta della situazione concreta.
Cose che indirizzano in tutt’altra strada i compiti dei comunisti e degli operai d’avanguardia.
Laddove c’è un NO – per scimmiottare Potere al popolo – ora c’è il SI, ma alla Lega e ai M5S, e come abbiamo detto già in un altro articolo, non è solo un voto di protesta ma di condivisione di valori.
C’è solo una cosa che resta saldamente nelle nostre mani: sono i bisogni e gli interessi dei proletari e delle masse. Non c’è dubbio alcuno che, a parte qualche incursione demagogica temporanea, queste forze faranno gli interessi della borghesia e degli strati sociali che effettivamente rappresentano.
Facendo leva su questo, comunisti e avanguardie proletarie possono rovesciare la tendenza e conquistare la loro base di massa. Ma dentro un’acuta lotta ideologica e politica tra le masse, nel fuoco della lotta di classe e in stretto legame con esse.
E’ evidente, invece, che chi strilla all’astensionismo questo lavoro non lo può fare, non è in grado di fare e quindi non è utile, anzi è dannoso.
Ma se i compagni astensionisti come noi non stanno bene, stanno sicuramente peggio le forze dell’estrema sinistra votanti e anche qui plaudenti, con qualche distinguo.
Contropiano, Rete dei comunisti, Eurostop che hanno cavalcato la tigre di Potere al popolo si ritrovano ora molto poco in mano, devono in parte arrampicarsi sugli specchi per dare un senso e una prospettiva al loro progetto. Per affermarlo devono guardare ai limiti che l’operazione Potere al popolo ha avuto, e qui spesso colgono questioni giuste. Ma dov’è che casca l’asino se non in quello che è diventato un vero mantra di quest’area? Che è colpa dell’Europa e che quello che sarebbe stato debole in Potere al Popolo è individuare chiaramente l’obiettivo nell’Europa – Euro – Nato..
A parte che questo non è vero se si guardano linee, programmi e campagna di Potere al popolo, con tanto di Melechon venuto a fare da star, ma come si può affermare, senza essere un “ingannapopolo” che se Potere al popolo fosse stato più netto, preciso nel dire ‘No euro’, ‘No Nato’ avrebbe avuto più voti? Veramente si può dire che strillando più forte ‘No euro’ o facendo di questo la bandiera, questa lista sarebbe stata più orientata, più credibile e avrebbe strappato operai e masse popolari alla demagogia fascio-populista? O ne sarebbe stata ancor più una compagna di strada?
Puntare a dare più contenuti e spessore e più identità a Potere al popolo nel futuro su questa strada, costituisce un rimedio peggiore del male. Ma l’indifettibile autoreferenzialità e la deformazione dell’analisi dell’imperialismo che fa da paradigma e patrimonio di quest’area fa sì che il voto non insegna niente e che su queste forze si potrà certo contare come parte dell'opposizione sociale e politica contro i nuovi governi ma non certo per un orientamento di classe comunista e internazionalista, cosa che è essenziale nella lotta contro l’imperialismo italiano e il suo futuro governo.

Infine, veniamo a Potere al popolo. Noi proletari comunisti abbiamo preso davvero sul serio la

pc 10 marzo - IL "REGALO" ALLE LAVORATRICI PER L'8 MARZO DI CAMUSSO/CISL/UIL E PADRONI


Per le donne, le operaie, tutte le lavoratrici, per quelle che hanno fatto lo "sciopero delle donne", la firma del patto per il nuovo modello contrattuale e le relazioni industriali si presenta ancora più schifosa. 
Hanno scelto di farla sul "corpo ancora caldo" delle manifestazioni, dei cortei, degli scioperi, delle centinaia di iniziative di lotta dell'8 marzo.
Le due "signore", Camusso e Furlan l'8 marzo sono state, quindi, in altre faccende affaccendate, impegnate a peggiorare la condizione dei lavoratori e ancora di più di tantissime donne, lavoratrici, precarie, per cui ogni peggioramento delle condizioni di lavoro, di salario ha effetti immediati sulla loro vita, e si trasformano subito in strumenti di discriminazione, di oppressione. 

Da parte della Camusso (la ex "se non ora quando") un vero "schiaffo" alle operaie, delegate della Cgil, alle tante precarie che hanno fatto lo "sciopero delle donne", e che invece di vedersi difendere i loro interessi, si trovano con chi, con sorrisi e strette di mano, dalle calde poltrone padronali, ha infangato anche la loro giornata.
A chi ancora si illudeva durante le assemblee del movimento delle donne che si potesse chiedere anche

pc 10 marzo - 2 - Speciale Proletari Comunisti/Elezioni - Esiste una prima e forte contraddizione nel M5S

Il voto che ha permesso loro di essere il primo partito viene in parte da operai e masse povere del sud, anche se in queste file è stato sempre forte l’astensionismo, ma è certo che il M5S è riuscito qui a raccogliere un voto di promesse e disperazione e a capitalizzare l’ostilità, meritata, ai governi PD, Renzi/Gentiloni.
Ma questo vuoto non si è risolto certo in una pattuglia di sia pur confusi operai e rappresentanti delle masse povere; anzi, come le prime analisi ci dicono e anche la conoscenza diretta sui territori, la quasi totalità degli eletti non sono né operai e né poveri.
Una parte di essi è gente che ormai vive di politica, imbosca vitalizi e gode della rendita di posizione del parassitismo politico, di cui i cosiddetti “grillini espulsi” durante la campagna elettorale - che poi espulsi non sono - sono solo la punta di iceberg dell’insieme della massa degli eletti.
Questo, per esempio è già apparso evidente nelle città in cui i grillini avevano già avuto maggioranze,

pc 10 marzo - Argentina - 8 marzo grande sciopero e manifestazioni per il diritto di aborto

This Tuesday women took to the streets to demonstrate for the legalization of abortions. 

After many years and many attempts this issue has finally managed to find its way into

 the Argentinian Congress.This event saw hundreds of women unite in front of the 

government to protest and make their voices heard.

In Argentina abortions are to its greatest part illegal. In just a few cases, 

pc 10 marzo - CON IL PIANO DEGLI INDUSTRIALI QUANTO DURERANNO LE "DURE" DICHIARAZIONI DI M5S E LEGA?

Luigi Di Maio: "I dati stanno lì a dimostrare che il cosiddetto jobs act ha fallito, perchè ha generato precarietà senza trasformarla in flessibilità virtuosa...".
La Confindustria ha detto che non si devono azzerare le riforme fatte, ma che si devono migliorare (cioè si devono peggiorare) e tra queste in primis il jobs act
COME LA METTIAMO?

Matteo Salvini: "Confindustria chiede di mantenere la Fornero? Non se ne parla. La cancelleremo".
COME LA METTIAMO?

pc 10 marzo - ASSISE GENERALI DELLA CONFINDUSTRIA: AUTOELOGIO DEL CAPITALE

L'assise che si è svolta a Verona il 16 febbraio 2018 e ha prodotto un documento-programma "La visione e la proposta" (indicato come "vero e proprio piano organico di politica economica" - Sole 24 Ore), è stata, per la grande partecipazione di padroni grandi, medi, piccoli, di ogni ordine e tipo, di ogni settore produttivo (7mila imprenditori all'assise generali - 14mila partecipanti alle 14 pre-assise sul territorio, con mille interventi e cento documenti di proposta - 4mila partecipanti ai tavoli tematici), ma soprattutto per lo spirito, l'afflato che ha caratterizzato gli interventi, per il clima che l'ha attraversata, dai Tavoli tematici all'assemblea generale, una sorta di apoteosi del capitale.
In una autoesaltazione, ognuno si è sentito grande, orgoglioso, protagonista, riconosciuto in "questa fase di snodo del paese", fino a dire che devono e possono puntare ad essere tra i primi paesi del mondo - Boccia: "Siamo il secondo paese industriale d'Europa. Ma non ci accontentiamo più, sappiamo di poter essere tra i primi paesi industriali al mondo, gli imprenditori italiani sono i migliori".

"Mister capitale" si è applaudito senza remore, nella sala di Verona vi sono stati momenti da standing ovation, e ha lanciato anche un messaggio, monito, ai partiti, ai politici (non a caso prima delle elezioni del 4 marzo): "I governi passano - ha detto Abete ex presidente della Confindustria e attuale presidente della Bnl - ma le imprese ci sono e continueranno ad esserci sempre"; "sono le imprese il cuore che batte della ripresa italiana - ha continuato Bonomi presidente di Assolombarda - e il fatto

pc 10 marzo - Il boicottaggio delle elezioni in Norvegia - Tjen Folket, (servire il popolo)

in spagnolo - in via di traduzione - facilmente comprensibile


"Nuestro boicot se basa en un análisis de nuestras fuerzas, del estado actual, de la situación de hoy de la lucha de clases. No actuamos de manera dogmática, sino que tratamos de delinear una táctica para hoy que sirva a nuestra estrategia a largo plazo"
El formato del artículo es el de ir respondiendo a todas las preguntas y críticas que les han hecho ante esta decisión de boicotear las elecciones burguesas

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¿POR QUÉ BOICOTEAR LAS ELECCIONES?

Cuando presentamos el tema, recibimos muchas preguntas. Por eso estamos felices, porque nos gusta la discusión. A continuación hay catorce preguntas y críticas comunes de las que tenemos

pc 10 marzo - IL PROCESSO ILVA DEVE TORNARE ALLA SUA RAGIONE D'ORIGINE, MA SE I LAVORATORI E I CITTADINI LO PRENDONO NELLE PROPRIE MANI

Dalla prossima settimana riprenderemo a pubblicare stralci dei verbali più significativi delle testimonianze al processo Ilva (la cui prossima udienza è lunedì 12 marzo).

Ma occorre dire che queste deposizioni avvengono in aule deserte, con informazioni stampa molto brevi, nonostante siano più di mille le parti civili in questo processo, tra cui centinaia di operai Ilva (in particolare presentati dallo Slai cobas sc, dalla Fiom). Certo è difficile partecipare alle tante udienze, anche perchè così come è fatto il processo, in cui di tante ore pochissime sono quelle utili. D'altra parte il meccanismo stesso di questo processo fa sì che non riesce ad essere efficace rispetto all'obiettivo, questo sia perchè la stessa inchiesta della Magistratura ha dei limiti e vuoti, sia perchè gli interventi ostativi degli avvocati degli imputati vanno ben oltre la normale procedura processuale, sia perchè lo svolgimento del processo fa sì che quello che succede all'interno resta un fatto meramente tecnico-legale, senza alcun conseguenza nella realtà.
Così questo processo passa sulla testa, e passa un'idea che il processo è inutile.

Questo processo deve, invece, tornare all'origine, nelle mani dei lavoratori e dei cittadini, almeno come conoscenza su come esso si svolge.

Nelle ultime udienze è stato rappresentato il “comando effettivo” dell'Ilva, che non era il normale

pc 9 marzo - Violenze della polizia sui migranti nell'Hotspot di Lampedusa, manganellate su di una bambina di soli otto anni. Gli hotspot sono carceri per chi fugge da miseria, fame, guerre, torture e morte. Gli Hotspot vanno chiusi!

Proteste a Lampedusa, LasciateCIEntrare: “Violenze su migranti. 
Pubblicato Venerdì, 09 Marzo 2018 11:49

Ore di tensione e dura repressione nel centro di Lampedusa. I gravi episodi si sono svolti nella giornata di ieri - 8 marzo - quando un giovane migrante recluso nel centro, dopo aver compiuto l’ennesimo gesto autolesionista, è stato selvaggiamente picchiato dalla polizia. Il gesto disperato, ripreso da uno smartphone, ha scatenato la furia delle forze dell’ordine determinate a cancellare le prove dell’aggressione. Le violenze si sono susseguite nell’arco della giornata, nel vano tentativo di sedare le proteste dei migranti nel centro. Una spirale di violenza inaudita che non ha risparmiato

venerdì 9 marzo 2018

pc 9 marzo - La lunga e intensa giornata dello sciopero delle donne l'8 marzo a Palermo

La lunga e intensa giornata dello sciopero delle donne l'8 marzo a Palermo è stata preparata con alcuni interventi di lavoratrici e compagne in delle scuole superiori. Sono state portate le locandine e gli adesivi sullo sciopero delle donne e l'inchiesta che  ha suscitato interesse tra le docenti. Alcune di esse hanno lamentato il fatto che i dirigenti scolastici non hanno fatto circolare in modo consono la proclamazione dello sciopero all'interno degli istituti esprimendo la condivisione dello sciopero e dei suoi contenuti. Anche diverse studentesse si sono incuriosite per l'inchiesta e hanno chiesto altre informazioni sull'iniziativa.

Bello che nelle università le studentesse hanno esposto dai balconi degli striscioni a sostegno dello sciopero delle donne, così come avevano annunciato all'assemblea cittadina dei giorni precedenti dove erano state invitate le lavoratrici dello Slai cobas sc., sindacato che ha indetto lo sciopero. 

E' seguita quindi la manifestazione in piazza che ha visto parecchie lavoratrici (scuola, sanità ed enti
locali), precarie (terzo settore/coop sociali), giovani disoccupate, mamme casalinghe animare con molta combattività e forza un' assemblea cittadina con diversi interventi al megafono, esposizione di cartelli, striscioni, volantinaggio; tutto questo ha suscitato molto interesse e curiosità in parecchie donne, giovani e turiste straniere  presenti in una piazza molto frequentata in bellissima giornata di sole, che si sono avvicinate ad ascoltare gli interventi, hanno preso la piattaforma dello sciopero, hanno fatto domande sull'inchiesta, uno strumento utile per conoscere meglio i bi/sogni delle donne e costituire anche una rete di collegamento e che si sta diffondendo a livello nazionale.
E' stato diffuso anche il foglio speciale del Mfpr.



 l'inchiesta 


Le lavoratrici in sciopero, che hanno espresso più volte la loro unità e vicinanza a tutte le altre

pc 8 marzo - Padroni e sindacati confederali se ne fottono delle elezioni - Firmato l'accordo neocorporativo sul modello contrattuale


"Firmato l’accordo sul nuovo modello contrattuale e di relazioni industriali dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Furlan e Barbagallo, dopo la sigla del testo nella notte del 28 febbraio. Conferma i 2 livelli di contrattazione (nazionale e aziendale o territoriale), indica i criteri di calcolo degli aumenti salariali, introduce il Trattamento economico complessivo e minimo (Tec e Tem) e definisce per la prima volta la misurazione della rappresentanza anche per le imprese.”

pc 9 marzo - Per Lavinia dal Messico - Anche lottando la maestra sta insegnando!

SOLIDARIETÀ CON LAVINIA DAL MESSICO

Gli studenti del dottorato in Studi Latinoamericani della Universidad Nacional Autónoma de México solidarizzano con la “Cattiva Maestra”, Lavinia, che ha dimostrato che lottando si insegna alle nuove generazioni il valore dell’antifascismo, fondamentale oggi più che mai, in Europa come in America Latina. Con tutta la complicità e solidarietà abbracciamo la compagna e la incoraggiamo a continuare nella sua (e nostra) lotta.
No al licenziamento.
Anche lottando, la maestra sta insegnando!
Città del Messico, 8/3/18
Il grave clima fascista che si sta propagando in Europa e in Italia sta facendo le sue vittime. I primi

pc 9 marzo - A Torino la polizia non festeggia neanche l'8 marzo




Questa mattina noi donne dello spazio popolare Nerudadi Torino  abbiamo aderito alla giornata di sciopero internazionale delle donne dell’ 8 marzo praticando uno dei tanti blocchi che ci sono stati in città. Abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede degli assistenti sociali della nostra zona per dire che non sopportiamo più le loro violenze: ricatti, giudizi e i sensi di colpa che vogliono cercare di procurarci.
Ci siamo quindi recate agli uffici di Lungo Dora Savona 30 per portare le nostre rivendicazioni e pretendere che anche le e gli assistenti sociali prendessero una posizione a riguardo.
Mentre eravamo negli uffici e cercavamo di essere ricevute dalla responsabile è intervenuta la digos

pc 9 marzo - La Premiata Macelleria di Genova G8 2001 ammessa al ricorso presso la Corte Europea - l'unica giustizia è quella proletaria! e prima o poi arriverà!

G8: per la Corte europea è ammissibile il ricorso dei poliziotti condannati per la Diaz


Per i funzionari coinvolti nella macelleria messicana della Diaz, in Italia non sarebbe stata garantita una adeguata difesa processuale, ma era stata la stessa Corte europea a parlare di "tortura". Ora i giudici dovranno decidere nel merito
L'ultima spiaggia dei funzionari di polizia condannati per la "macelleria messicana" che andò in scena alla scuola Diaz nei giorni del G8 di Genova del 2001 è una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
Che nei giorni scorsi ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dagli avvocati dei poliziotti contro la condanna per falso e calunnia stabilita in appello a Genova e confermata in Cassazione nei

pc 9 marzo - A Genova parte la campagna per sgomberare i centri sociali

Tursi batte cassa con i centri sociali: «Se non pagano devono andarsene»


Genova - Rispondendo in consiglio Comunale a un’interrogazione della Lega, l’assessore al Patrimonio, Pietro Piciocchi, ha detto che «se i centri sociali non regolarizzano la loro posizione nei confronti dell’amministrazione comunale, visto che sono in casa nostra e non pagano, sono fuori. Come chiunque altro non rispetti la legge ».
Piciocchi ha spiegato che «i centri sociali “Terra di Nessuno” e “Pinelli” hanno dal 2010 una concessione amministrativa, mentre lo “Zapata” è abusivo», aggiungendo però che sino al 31 gennaio 2018 «il “Terra di Nessuno” aveva una morosità di quasi 6mila euro e il “Pinelli” di oltre 11mila: se non pagano, e se lo “Zapata” non regolarizza la sua posizione, dovranno andarsene».

I tre centri sociali finiti nel mirino del Comune sono in via Sampierdarena (lo “Zapata”), in via Bartolomeo Bianco (il “Tdn”) e in via Fossato di Cicala (il “Pinelli”).

pc 9 marzo - Studenti in appoggio alla lotta contadina organizzata dalla LCP Brasile

MG: Estudantes prestam apoio à luta camponesa de Cachoeirinha

Estudantes da PUC Minas, organizados no Coletivo Resistência, estão promovendo um evento em apoio aos camponeses de Cachoeirinha hoje (02/03), no Diretório Acadêmico de Pedagogia.
Mobilizando universitários do Instituto de Ciências Humanas (ICH) e demais institutos, os alunos realizarão um Bazar Solidário com o objetivo de arrecadar alimentos não perecíveis para enviar a cidade de Cachoeirinha, no norte do Estado de Minas Gerais.
Os camponeses de Cachoeirinha lutam por suas terras desde a década de 60, e em agosto de 2017, organizadas pela Liga dos Camponeses Pobres (LCP), retomaram as terras da fazenda Vera Cruz, onde resistem bravamente contra os ataques do latifúndio e do velho Estado.

Fonte. AND

pc 9 marzo - 8 MARZO A MILANO

Una lunga giornata di lotta iniziata con il corteo promosso dagli studenti dove le compagne del movimento femminista proletario rivoluzionario hanno portato il comunicato in solidarietà con Lavinia la maestra antifascista sotto forte attacco repressivo e fatto compilare il questionario alle lavoratrici-poche purtroppo quest’anno- presenti in piazza. Alcune hanno lasciato il contatto per poterlo ricevere via web e farlo girare tra le loro compagne di lavoro. Tra le lavoratrici è stata fatta circolare la piattaforma dello sciopero delle donne e il foglio del mfpr.
Alcune lavoratrici in piazza hanno portato l’apprezzamento per l’intervento del mfpr alla recente assemblea nazionale di NUDM tenuta a Milano:” Siete state l’unica voce fuori dal coro. Avete portato i contenuti, la linea che serve all’interno del movimento delle donne..”
Interessante anche lo scambio con delle giovanissime che hanno voluto saperne di più del mfpr, una sorta di inchiesta motivata dal fatto che: ”Noi non facciamo parte di nessun movimento, non conosciamo le diverse posizioni, ma pensiamo sia necessario prendere parte al movimento delle donne e quindi vorremmo saperne di più per poter scegliere”. Abbiamo risposto nella maniera più completa possibile nella situazione data. Abbiamo lasciato loro i volantini e il foglio e il suggerimento anche di seguire il blog.
Molto ci ha colpito la riflessione che una lavoratrice, militante di lungo corso, estremamente commossa-sino alle lacrime-nel vedere tanti giovani: ”Forse noi non siamo state in grado di trasmettere le ragioni/necessità della lotta. Un’intera generazione sembra non sia stata coinvolta. Speriamo che questi giovani possano trovare le ragioni per andare avanti”.

Alla partenza del corteo abbiamo aperto lo striscione e iniziato con gli slogan, per quanto possibile visto il potente impianto sul camion che rendeva difficile farsi sentire. Il nostro spezzone è stato costantemente punto di riferimento di diverse lavoratrici e a noi si sono unite le lavoratrici presenti in piazza del Si Cobas con cui si è avuta una interlocuzione durante tutto il corteo sia nello scandire gli slogan, nell’apprezzamento per la maglietta del mfpr con la scritta scateniamo la nostra ribellione di cui si è “impossessata” una lavoratrice della scuola indossandola e orgogliosamente mostrandola per tutto il corteo, ma, in generale, l’apprezzamento è stato per l’organizzazione, la concezione, la capacità di analisi mostrate dal mfpr. Brevemente si sono scambiate alcune riflessioni sul peggioramento delle condizioni di vita in particolare per le lavoratrici, compreso il supplizio ad esse inflitto dall’allungamento dell’età della pensione. Al termine della lunga giornata le compagne hanno chiesto di mantenere i contatti anche dopo l’8 marzo.
Al pomeriggio, al concentramento del corteo cittadino, abbiamo diffuso la piattaforma dello sciopero delle donne e allestito un banchetto con i materiali del mfpr, che ha suscitato apprezzamento esplicitato in particolare da diverse compagne militanti di lungo corso per la ricchezza, frutto di un grande lavoro sul fronte pratico e teorico fatto in tanti anni. Anche l’involontario errore nello striscione-femminismo scritto con una emme- è stata motivo di confronto-scontro: “Non si possono fare di questi errori” in realtà espressione del “fastidio” per le parole successive: proletario rivoluzionario. Entrambi i cortei sono stati meno partecipati rispetto allo scorso anno. Alcuni elementi, a nostro parere, hanno pesato: la vicinanza di date con il recente sciopero della scuola, ma soprattutto l’estrema confusione generata dallo spauracchio della franchigia elettorale che ha contribuito a far passare sottotono la centralità dello sciopero a partire dai posti di lavoro. Abbiamo chiuso la giornata con la consapevolezza del grande lavoro necessario.

pc 9 marzo - Operai sempre a rischio vita a Rivalta-Torino

Schiacciati dai serramenti mentre li stavano scaricando: due operai feriti

Due operai che stavano trasportando dei serramenti a Rivalta, in via Marconetto, sono finiti in ospedale travolti del crollo del carico. È successo questa mattina, giovedì 8 marzo, intorno alle 9. I due artigiani sono scesi dal furgone e, secondo le ricostruzioni, una volta che hanno sganciato le fascette che tenevano bloccato il materiale, sono stati schiacciati. 

pc 9 marzo - Torino - processo ai padroni assassini al polo chimico Ausimont e Solvay

CRONACA – Non c'era il pubblico ministero Riccardo Ghio, trasferito a Genova, ieri a Torino all'udienza presso la corte d'Assise d'Appello dove è in corso il processo a carico di otto dirigenti ed amministratori di Ausimont e Solvay per inquinamento doloso delle acque. A tenere l'ultima parte della requisitoria finale è infatti stata il procuratore generale Maria Nuccio. La richiesta di pena è stata comunque pesante, confermando di fatto quelle che furono le richieste di Ghio in primo grado. Chiede che gli imputati vengano condannati a pene che vanno da 15 a 17 anni e, nello specifico: 17

pc 9 marzo - Oggi alle 15 Firenze Antifascista in Presidio Solidale

L'Antifascismo è lotta e solidarietà!
Tutti al fianco dei/delle compagni/e processati/e per i fatti delle Piagge!

Il 9 marzo è in programma una nuova udienza del processo contro gli antifascisti al tribunale di Firenze.
I fatti relativi alle accuse rivolte contro i compagni e le compagne si riferiscono al dicembre 2014 quando alle Piagge un presidio convocato da Firenze Antifascista impedì il concentramento chiamato da Forza Nuova. I fascisti furono scortati dalla polizia qualche chilometro più lontano, a Peretola, dove inveirono e minacciarono tutti i passanti e i residenti che si mostravano in disaccordo con la loro presenza. Appresa la notizia il presidio antifascista tentò di muoversi in corteo e fu caricato dalla polizia.
Questa potrebbe essere l'ultima udienza del processo di primo grado visto che il giudice ha messo in calendario i testimoni della difesa, le arringhe, con relativa richiesta di condanna e la sentenza, che nel caso dovrebbe essere emessa nel pomeriggio.

Questo udienza cadrà in un momento in cui il clima è già pesante anche a causa di una campagna

pc 9 marzo - 1° editoriale Speciale Proletari Comunisti Elezioni

Proletari Comunisti ha invitato la classe operaia, le masse popolari a boicottare il voto e ha appoggiato la dichiarazione comune di due strutture dello Slai cobas per l’astensionismo attivo.
Entrambe queste posizioni si sono mosse all’interno della proposta strategica per  la classe operaia e le masse popolari di lottare e di costruire l’unica soluzione alternativa alla classe dominante, ai suoi partiti, alle sue elezioni: la rivoluzione per il potere operaio e proletario.
Possiamo dire forte e chiaro due cose; 
1 - l' esito elettorale e la convulsa situazione per la formazione del nuovo governo della borghesia non fanno che confermare questa indicazione; così come il voto, o meglio il non voto ha confermato la nostra indicazione. L’astensionismo, sempre più operaio e popolare, sempre più di sinistra, visto il pieno di voto di tutte le destre, esplicite o mascherate, è cresciuto ulteriormente di oltre il 2% rispetto alle precedenti elezioni politiche e in tante città del sud ha raggiunto percentuali altissime, oltre il 40% a Napoli, oltre il 30% a Taranto, ecc.
2 - noi non possiamo considerare positivo l’esito del voto per una fondamentale ragione hanno vinto  le elezioni il M5S e la Lega di Salvini, due componenti che abbiamo combattuto e combattiamo da sempre perché espressioni del fascio razzismo e del populismo che rappresentano gli interessi della

pc 9 marzo - Genova - i fascisti di Casa pound hanno cercato di uccidere

Genova, aggressione ad antifascista: il responsabile provinciale di Casapound indagato per tentato omicidio


Tre militanti di CasaPound sono indagati per tentato omicidio in concorso per per l’accoltellamento ai danni di un antifascista di 36 anni avvenuto la sera del 12 gennaio nel quartiere della Foce di Genova. Tra loro c’è anche il responsabile provinciale del movimento di estrema destra, Christian Corda. La sua abitazione è stata perquisita dalla Digos alla ricerca di materiale utile a chiudere le indagini della procura sull’episodio.
Gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Marco Zocco, hanno sequestrato 13 cellulari a altrettanti militanti di Casapound che quella sera erano presenti nella sede di via Montevideo. Tra loro ci sono due ragazze di cui una minorenne. I telefoni sequestrati saranno analizzati da un perito nominato dalla procura allo scopo di recuperare eventuali sms e messaggi Whatsapp cancellati. Oltre ai cellulari sono stati sequestri adesivi, capi di abbigliamento e un cortello
Le indagini della Digos hanno finora consentito di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione: sarebbe emerso chiaramente come non si sia trattato di una rissa o di uno scontro tra gruppi antagonisti bensì di un vero e proprio ‘assalto’ organizzato ai danni degli antifascisti che altro non hanno fatto che fuggire dopo aver visto i militanti di Casapound inseguirli brandendo bottiglie e cinghie.
Ci vorrà ancora tempo affinché il medico legale dell’università di Pavia, Luca Tajana, depositi la perizia sulla ferita subita dall’antifascista, perizia che dovrà dire se quel fendente avrebbe o meno potuto uccidere. In caso di risposta negativa i reati verrebbero derubricati in lesioni.

pc 9 marzo - 8 marzo a L'Aquila, da mfpr-aq

Al mattino distribuzione materiali e inchiesta presso il supermercato Oasi ed esposizione dello striscione del mfpr presso il mercato di piazza d’armi.
La distribuzione del materiale è proseguita nel primo pomeriggio al concentramento del corteo di NUDM L'Aquila presso la fontana luminosa. Qui erano presenti anche alcune giovani del coordinamento donne migranti, che per problemi linguistici, non mi è stato possibile intervistare direttamente, ma ho lasciato il questionario e il materiale alla mediatrice culturale, con la quale ci siamo scambiati i contatti. Mi ha detto che avrebbe tradotto loro il contenuto del materiale e dell’inchiesta, impegnandosi a richiamarmi quando avrebbero compilato il questionario. "Sappiamo che nel mondo le donne vengono trattate come esseri umani di serie b. Come migranti subiamo due volte questa condizione, siamo discriminate tra i discriminati" c’era scritto sul volantino.
Presi contatti anche con una maestra, con l’impegno di far girare e compilare il questionario con le sue colleghe. Al corteo erano presenti circa 400 persone, in maggioranza donne e studentesse. Sono state principalmente loro a vivacizzare, con la loro combattività, il corteo e ad apprezzare il contenuto del cartello che ho portato in solidarietà con Lavinia Flavia. Un cartello che una funzionaria della digos ha provato “gentilmente” a farmi abbassare. Ho respinto le provocazioni al mittente, dicendole che chi è fuori legge sono i fascisti e chi li protegge. 
Durante gli interventi a microfono aperto nel corso del corteo, è stata data lettura del volantino del MFPR-AQ, che ha ricevuto un fragoroso applauso. Successivamente anche due giovani studentesse argentine e un loro compagno, sono venuti da me a chiedermene copia, ringraziandomi per l’intervento, che anche a loro era piaciuto tantissimo. Mi hanno chiesto spiegazioni per quel cartello, volevano sapere chi è Lavinia Flavia e sono rimasti basiti quando ho parlato loro della vicenda e della situazione politica italiana, del fatto che questa “repubblica” non ha mai fatto i conti con il fascismo (sul retro del volantino c’era uno stralcio del comunicato di solidarietà a Lavinia delle lavoratrici della scuola dello Slai cobas s.c., che non avevo letto al microfono, perché troppo lungo).

Numericamente meno partecipata dello scorso anno, la manifestazione è stata tuttavia più combattiva e soprattutto coraggiosa, se si pensa che da quando la città è governata sostanzialmente dai fascisti, questa è stata la prima manifestazione antifascista a L'Aquila: la prima risposta all'onda nera l'hanno data oggi le donne in sciopero!

pc 8 marzo - SCIOPERO DELLE DONNE A PALERMO: LAVORATRICI, PRECARIE, DISOCCUPATE... COSA VOGLIAMO? VOGLIAMO TUTTO

UNA GIORNATA IN SCIOPERO INTENSA e COMBATTIVA
 dal mattino al tardo pomeriggio

LAVORATRICI DELLA SCUOLA, DELLA SANITA', DEGLI ENTI LOCALI, PRECARIE DEL TERZO SETTORE/COOP SOCIALI, GIOVANI DISOCCUPATE, MAMME CASALINGHE 
HANNO PORTATO IN PIAZZA CON FORZA TUTTA LA DENUNCIA E LA LOTTA CONTRO L'INTERA CONDIZIONE DI DOPPIO SFRUTTAMENTO E OPPRESSIONE, CHE SUBISCE LA MAGGIORANZA DELLE DONNE IN QUESTA SOCIETA'

Segue resoconto della bella giornata di lotta con interviste, inchiesta, incontro con le studentesse, un breve corteo...

8 marzo/sciopero delle donne 
Un'arma nel nostro percorso di  doppia lotta, di classe e di genere,  necessario, non facile, ma entusiasmante! 

Scioperano le donne: "Noi lavoratrici precarie contro la violenza, fisica e psicologica" | VIDEO


Scioperano le donne... IL VIDEO

pc 8 marzo - Sardegna NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA!


Cagliari, 7 e 8 aprile 2018
Dell’attuale occupazione militare della Sardegna, che forse sarebbe più corretto definire comparto militare, la RWM è sicuramente la componente più attiva e dinamica.
Questo dinamismo si può riscontrare su quasi tutti i fronti: aumento dei profitti, ingrandimento dell’azienda, potenziamento e allargamento della produzione, interessamento istituzionale alle vicende, prese di posizione dei lavoratori e della popolazione. Purtroppo a questo elenco non si può aggiungere la dinamicità da parte di chi sogna di vedere chiusa e distrutta la RWM.
Se anche altre aziende private come la Vitrociset investono nuovi capitali (ma promettono tagli da qui al 2020), enti pubblico/privati come il DASS fanno grandi progetti e i sempre presenti militari continuano a esercitarsi ogni giorno, in questo momento la RWM detiene

pc 8 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - SUL 2° CAP. DE 'IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA' - I “VALORI” E GLI INTERESSI DELLA BORGHESIA E QUELLI DEI COMUNISTI

Rispetto al 2° capitolo “Proletari e comunisti”, ci soffermiamo su alcuni significativi passaggi:

1) In che cosa si differenzia la lotta dei comunisti dalle lotte precedenti? Anche le precedenti proprietà private sono state soppresse, la lotta delle classi ha portato ad un’incessante trasformazione dei rapporti di proprietà, ultima la borghesia ha abolito la proprietà feudale; ma il comunismo abolisce LA “proprietà privata” e pone le basi per la fine della lotta di classe.

2) Marx ed Engels nel controbattere alle “accuse” che i difensori della società borghese rivolgono ai comunisti, mostrano dietro gli ipocriti orpelli, la reale natura brutale, oppressiva, via via sempre più disumana dei “valori” borghesi; mostrano che non vi sono “valori” generali, “leggi eterne” valide per tutti, perché questi valori hanno significato ed effetti opposti per i borghesi e i proletari; ma mostrano nello stesso tempo che è la stessa borghesia a porre le condizioni per l’abolizione del suo sistema di produzione e sociale; mostrano, infine, che i proletari per conquistare una umanità, devono necessariamente farsi “becchini” del mostro della borghesia.
Quali sono alcuni di questi “valori” che la borghesia accusa i comunisti di voler abolire?

- la “proprietà …. base di ogni libertà , attività e indipendenza personale”; ma essa significa per i proletari sfruttamento, lavoro salariato, mancanza assoluta di proprietà; per il borghese significa incremento continuo del capitale, proprietà e ricchezze enormi. Quando i borghesi parlano di

pc 8 marzo - TARANTO 8 MARZO: UNA MATTINATA RICCA E VIVACE!

 caratterizzata soprattutto dall'incontro nello sciopero delle donne delle lavoratrici con le studentesse

La mattinata di questa importante giornata internazionale delle donne è iniziata a Taranto al mattino presto. La prima tappa delle compagne del Movimento femminista proletario rivoluzionario e delle lavoratrici Slai cobas sc è stata ad una scuola, l'Istituto professionale "Cabrini", a maggioranza femminile, dove abbiamo portato volantini, striscioni, panelli, anche musica. Subito si è stabilito un bel rapporto con le studentesse, che fino a questa mattina non avevano parlato a scuola dello sciopero dell'8 marzo e lo avevano saputo solo tramite le nostre locandine nei giorni precedenti, e quindi

pc 8 marzo - La dichiarazione nazionale e internazionale del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario - diffusa nello sciopero delle donne e in tutte le manifestazioni - Richiedi il foglio speciale MFPR - mfpr.naz@gmail.com

Tante donne in Italia sono colpite sul piano del lavoro. Contro i dati falsati del governo e mass media, la realtà è che gli unici posti di lavoro in aumento per le donne sono quelli ultraprecari, a poche ore, pochissimo salario, parasubordinati con niente diritti, mentre aumentano i licenziamenti, la cassa integrazione delle operaie a tempo indeterminato, insieme alla pesantezza delle condizioni di lavoro e all'aumento di discriminazioni odiose, sessuali, sulla maternità sul lavoro e per trovare lavoro; nello stesso tempo si nega alle lavoratrici di poter andare prima in pensione non riconoscendole il doppio lavoro; le donne dei servizi, delle pulizie, le immigrate, le braccianti, sono supersfruttate fino a condizioni da moderno schiavismo.
Il carico della mancanza di servizi sociali, dell'assistenza pesa come un macigno insopportabile per le donne, incatenate in un lavoro domestico degradante; tante energie vive, intellettuali di ragazze, studentesse sono umiliate in un futuro mortificante.
Sul fronte della guerra di bassa intensità, di odio verso le donne, fatta di femminicidi, stupri, violenze sessuali di ogni genere, lo Stato borghese con i suoi governi, la sua stampa, i suoi organi di controllo, le sue forze della repressione – piene di uomini in divisa, fascisti, che odiano, stuprano, uccidono le donne -, i suoi organi di (in)giustizia, da un lato alimenta l'humus sessista, creando le condizioni oggettive e sovrastrutturali, dall'altro attua soluzioni peggiori del male, aumentando con le leggi l'azione di controllo, divieti, desertificazione degli spazi sociali, dei luoghi di socializzazione, ecc..

Ciò che questo Stato borghese teme più di ogni cosa, ciò che è il suo vero “problema”, è la ribellione, la lotta delle donne, verso cui riserva sempre più spesso la repressione.

L'avanzata nel nostro paese, e a livello europeo, mondiale, in particolare nei paesi imperialisti, di un

pc 8 marzo - Gli scritti di Anuradha Ghandy - presto in italiano


Anuradha Ghandy
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Scripting the Change: Selected Writings of Anuradha Ghandy

Section 1: Caste

Section 2: Women

Section 3: Miscellaneous