sabato 20 febbraio 2021

pc 20 febbraio - la lotta delle lavoratrici degli hotel in Francia - una corrispondenza dai compagni francesi

 in via di traduzione

La grève des femmes de chambre dans les hôtels : un mouvement exemplaire de lutte des femmes prolétaires !




Depuis 2017, les grèves de femmes de chambre se sont multipliées dans les grands hôtels un peu partout en France. Alors que les grèves sont habituellement rares dans ce secteur d’activité, ces trois dernières années, des centaines de travailleuses, pour la plupart immigrées, ont osé relever la tête et affronter directement les patrons des hôtels qui les exploitent.

Tout a commencé en octobre 2017, quand les femmes de chambre de l’hôtel Holiday Inn de Porte de Clichy se sont mises en grève suite à la mutation arbitraire de deux d’entre elles. Pendant plus de trois mois, elles ont tenu des piquets de grève tous les jours, jusqu’à obtenir une prime de panier repas et une hausse de salaires. Bien sûr, il y avait déjà eu des grèves de femmes de chambre dans le passé, mais celle-ci, par sa durée (111 jours !) et son intensité, a marqué le début d’un mouvement dans de nombreux hôtels. Alors, un an plus tard, quand les femmes de chambre de l’hôtel de luxe Hyatt à Paris se sont mises massivement en grève, pour revendiquer de meilleurs salaires et de meilleures conditions de travail, mais aussi pour contester le régime de sous-traitance auquel elles sont soumises, d’anciennes grévistes du Holiday Inn de Porte de Clichy sont naturellement venues les soutenir et leur dire « si nous avons pu gagner, vous le pouvez aussi ! ». Cette grève à l’hôtel Hyatt de Paris, tout proche de la place Vendôme, est tout simplement historique. Elle s’est déroulée dans les quartiers les plus riches de la capitale, sur le parvis d’un hôtel où des bourgeois payent plus de 1500€ la nuit. Les grévistes, majoritaires parmi les femmes de chambre, employées par la société de nettoyage STN à qui Hyatt délègue la gestion du ménage, ont fait grève pendant 87 jours, malgré les pressions de la direction de l’hôtel, les interventions quasi-quotidiennes de la police pour les déloger du piquet de grève et l’agression très violente de deux grévistes par des agents de sécurité de l’hôtel. Pour autant, ces femmes n’étaient pas seules, car une bonne partie du personnel de l’hôtel, notamment les réceptionnistes, étaient solidaires de leur lutte. Chaque jour, ces femmes venaient tenir un piquet de grève de 10h à 15h, et malgré la très importante perte de salaire, les femmes de chambre étaient encore 41 à faire grève au bout de 87 jours, sur les 58 en grève au début du mouvement.

Cette grève a été vécue comme un affront tant par la direction de l’hôtel que par les riches

pc 20 febbraio - UN COMMENTO SUL "MANIFESTO E.A.S.T." - E UNA INDICAZIONE

 NOTA su "Manifesto internazionale per lo sciopero essenziale dell’8 marzo” del Network E.A.S.T. (Essential Autonomous Struggles Transnational), nato la scorsa primavera "per connettere le lotte di donne, migranti, persone Lgbt*qia+, lavoratrici e lavoratori dell'Europa Centro-Orientale e non solo".

Ne parliamo anche perchè sta diventando il "Manifesto" anche in Italia per l'8 marzo di realtà di Nudm. 

E' un Manifesto/appello di cui alcuni passaggi/rivendicazioni sono anche da sostenere - pur se non c’è la denuncia chiara contro l’imperialismo, bensì una richiesta che il loro lavoro venga riconosciuto essenziale in questa società – e questo la borghesia imperialista non lo nega affatto, ma chiaramente nella logica di sfruttamento, di subordinazione, senza diritti.

Di conseguenza a questa richiesta di riconoscimento del lavoro essenziale delle donne, il manifesto pone come parola d'ordine centrale per l'8 marzo: “sciopero essenziale”.
Noi invece riteniamo non giusta e non utile questa parola d'ordine.

Questo manifesto dalla denuncia della condizione delle donne di sfruttamento e oppressione, del loro

pc 20 febbraio - OGGI L'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI/LAVORATRICI COMBATTIVI


L'assemblea dei  lavoratori combattivi ha promosso per il 29 e 30 gennaio uno sciopero generale e una manifestazione nazionale sulla base di un'analisi della  situazione e una piattaforma.

Lo sciopero di grande rilievo politico è stato fatto - la manifestazione nazionale è stata giustamente sospesa perchè non c'erano ancora le condizioni per tenerla

Ora il fronte dei padroni e i suoi servi si sono compattati intorno a Draghi  bisogna quindi che il fronte proletario esprima subita la sua opposizione operaia e proletaria e  si faccia riferimento di classe e di massa per tutti attraverso una manifestazione nazionale aperta a tutti - una manifestazione di lotta e di 'scontro' contro il nuovo governo dei padroni - non appena le condizioni della pandemia lo permettano

L'assemblea nazionale dei lavoratori combattivi è impegnata nella sua assemblea a promuoverla e costruirla sui posti di lavoro e sui territori in tempi e modi condivisi - libera da pastoie da intersindacali e intergruppi

Slai Cobas per il sindacato di classe

18-2-2021

pc 20 febbraio - Di amianto si continua a morire

fra l’indifferenza di Stato, governi e istituzioni: continua la lotta per la giustizia e la sicurezza


ennesimo funerale di una vittima dell’amianto a Sesto San Giovanni: si chiamava Gianfranco Rizzieri.

Franco per gli amici, nato nel 1944, è deceduto a causa di un mesotelioma peritoneale epitelioide diagnosticato nel 2019, una tipica malattia derivante dall’amianto.

Se n’è andato il 13 febbraio, dopo un calvario di due anni in cui ha subito ripetute operazioni e cicli di chemioterapie che hanno completamente debilitato il suo corpo.

Franco non ha mai lavorato in fabbrica, faceva l’edicolante in una biglietteria / edicola dell’ATM (in affitto) fino al 1983, chiusa in seguito, con esposizione indiretta e diretta a polveri di talco inquinato da fibre amianto nel luogo di lavoro.

Allo sportello amianto del nostro Comitato, Franco ha raccontato che “quando la mattina apriva le porte dell’edicola, le riviste e gli arredi erano ricoperti di una polverina che ogni giorno puliva con un panno e che l’edicola, un immobile in cemento non aveva controsoffittatura, tipico delle strutture in cemento-amianto usati in quegli anni.

Rizzieri dal 1971 abitava in via Marelli, zona di fabbriche, a poche centinaia di metri della Breda Fucine e Siderurgica che hanno registrato molti lavoratori uccisi dall’amianto, e dove negli anni ‘70 era insediata la ditta Osva che utilizzava manufatti in amianto, la Magneti Marelli con lo stabilimento C e molte altre fabbriche.

L’amianto non è un problema del passato ma del presente e del futuro e senza le necessarie bonifiche le persone continueranno ad ammalarsi e morire.

Ogni anno 6.000 persone perdono la vita a causa delle malattie asbesto-correlate, altre decine di migliaia per tumori professionali, più di 1.400 per infortuni sul lavoro.

pc 20 febbraio - alla FCA Nola Ritmi di lavoro assassini, grave infortunio nello stampaggio.

 

 Centinaia gli operai con “ridotte capacità” a rischio

Stamattina denunciata la FCA di Pomigliano alla procura della repubblica di Nola per violazione della sicurezza in relazione al gravissimo infortunio avvenuto nello stampaggio, e i relativi aumenti elevati dei ritmi di lavoro.

pc 20 febbraio - La rivoluzione in un sondaggio... bene - ma il lavoro dei comunisti è costruire il Partito della classe, il fronte unito, la forza combattente

Da un’inchiesta del 31 gennaio scorso su “Domani” quotidiano di De Benedetti, risulta che “oltre il 70 per cento degli italiani afferma di avvertire la presenza di una forte tensione sociale nel paese”. Più di un terzo degli intervistati sostiene che “per cambiare realmente le cose bisogna fare le barricate”. Circa un terzo parla apertamente di rivoluzione con picchi oltre il 30% tra giovani e “ceti bassi”.

pc 20 febbraio - News dalla lotta di classe in Tunisia – febbraio 202 - Nel nuovo numero di proletari comunisti in uscita uno SPECIALE TUNISIA

News dalla lotta di classe in Tunisia – febbraio 2021

Cessate le rivolte notturne incominciate il 14 gennaio, continua il movimento di protesta nelle città per la liberazione dei giovani arrestati e dei compagni del movimento e dei partiti antigovernativi rivoluzionari con sit-in davanti i tribunali. Alcuni compagni sono stati liberati ma sotto la pressione di certi “sindacati” di polizia vicini agli islamisti di Ennahdha, alle scarcerazioni seguono spesso altre denunce per partecipazione a manifestazioni precedenti come quelle dell’autunno che hanno bloccato la proposta di legge “a difesa delle forze dell’ordine”.

Intanto si aggrava la crisi istituzionale che ha polarizzato da un lato un blocco reazionario di partiti, formalmente contrapposti fino a qualche mese fa, gli islamisti di Ennahdha, gli ultra islamisti di Karama

pc 20 febbraio - Contro i femminicidi non basta il lutto, pagherete caro, pagherete tutto! Nell'8 marzo questa battaglia è centrale

Dal blog femminismorivoluzionario

8 femminicidi dall'inizio dell'anno, tutti per mano di mariti, fidanzati, patrigni o ex conviventi. La scusa è sempre quella, la "gelosia", la fine della "relazione". In realtà a scatenarli è la ribellione delle donne alla violenza e all'oppressione, che se manifestata da sole o delegata alle istituzioni e alla polizia, in assenza di un clima attivo di solidarietà/unità che deve esserci tra le donne, porta a questi risultati:

  • Sharon Barni, bambina di 18 mesi, sarebbe stata maltrattata e violentata dal compagno della madre che viveva in casa con lei: Gabriel Robert Marincat;
  • Victoria Osagie, 34 anni, è stata uccisa dal marito Moses Ewere Osagie;
  • Roberta Siragusa, 17 anni, sarebbe stata uccisa dal compagno, Pietro Morreale;
  • Teodora Casasanta, 39 anni, e il figlio Ludovico, 5 anni, sono stati uccisi dal marito e padre Alexandro Vito Riccio;
  • Sonia Di Maggio, 29 anni, uccisa dal suo ex, Salvatore Carfora;
  • Piera Napoli, 32 anni, uccisa dal marito, Salvatore Baglione;
  • Luljeta Heshta, 47 anni, uccisa dal compagno, Alfred Kipe;
  • Lidia Peschechera, 49 anni, uccisa dal suo ex convivente Alessio Nigro
Ma se il fattore scatenante dei femminicidi è la paura di perdere una donna perché la si considera "proprietà privata", oggetto funzionale al mantenimento del potere maschile nel sistema famiglia, perché si fa tanta fatica a comprendere, anche da parte del movimento femminista, che è proprio la "proprietà privata" il cardine dell'oppressione e la violenza sulle donne?
La "famiglia", così come il carcere, è lo specchio della società. In questo sistema sociale capitalista essa è fondata sulla proprietà privata, sul furto alla collettività di vite, tempi, bellezza, desideri.
E' questo sistema sociale la causa principale dei femminicidi, con la profonda e continua azione pratica, politica, ideologica, culturale che pone le donne in una

pc 20 febbraio - Una info dal carcere di Trieste - da Soccorso rosso proletario

Resoconto sulle battiture alla sezione femminile del carcere di Trieste – ma SRP è per la vaccinazione per tutti

Nel riportare questo resoconto di lotta Soccorso Rosso proletario esprime chiaramente il suo dissenso rispetto all’ultima parola d’ordine che dice "NO vaccini ..."–  noi siamo per la vaccinazione per tutti gratuita e obbligatoria. Noi siamo perchè di fronte all’emergenza serve la vaccinazione ed è la borghesia e il suo Stato che nella gestione dei vaccini fa figli e figliastri
soccorso rosso proletario
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Da Assemblea contro carcere e repressione

Lunedì 15 febbraio si è svolta la seconda battitura delle detenute del carcere di Trieste. Sia il 1 febbraio che lunedì 15 sotto al carcere si sono trovate una trentina di persone, per supportare anche loro con pentole e altre cose, alla battitura sotto il carcere. In entrambe le occasioni il dispositivo di polizia era folto, e c’era la presenza – come richiesto dalle detenute – dei giornalisti.
Alle detenute è stato comunicato che in tanti fuori sono andati sotto le carceri a comunicare la loro proposta, che sono state fatte dirette radio e che la città è stata riempita di manifesti riguardo la loro

venerdì 19 febbraio 2021

pc 19 febbraio - Cronache della rivolta popolare in appoggio a Pablo Hasel - la repressione non ferma ma alimenta la ribellione

ESTADO ESPAÑOL: 2º día de revuelta popular tras el encarcelamiento de Pablo Hasél: 45 detenidos

 x La Haine

Una nueva jornada de movilizaciones en apoyo a Pablo Hasel ha terminado con 45 detenidos y auténtico terrorismo policial

Decenas de convocatorias han vuelto a sucederse por todo el Estado español en respuesta al injusto encarcelamiento de Pablo Hasel. En la jornada de ayer pudimos ver una violencia policial extrema, hubo 45 nuevos detenidos, además de la noticia de que la manifestante herida el martes en Barcelona por una bala de foam ha perdido el ojo.

8.000 personas se dieron cita en la Puerta del Sol en Madrid en una movilización que terminó con la violencia policial a la que estamos acostumbradxs estos días.

pc 19 febbraio - I pastori non si arrestano - manifestazione al tribunale di Nuoro - massima solidarietà e informazione

Associazione Libertade

Lunedì 22 febbraio 2021 h 11:00, altri pastori si troveranno nuovamente dinanzi al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nuoro.

Dopo 2 anni dalle proteste con cui i pastori lottarono per avere un prezzo equo per il loro latte, diversi processi costruiti dalle procure in tutta la Sardegna stanno colpendo chi ha cercato di difendere il proprio diritto a un lavoro e a una vita dignitose..

Tuttora non si è trovata alcuna soluzione allo sfruttamento di cui sono vittima in maniera strutturale la maggior parte dei pastori sardi.

Tutte le promesse non sono state mantenute e il prezzo del latte si sta riavvicinando ai valori bassissimi che scatenarono le proteste.

L’unica risposta che hanno avuto da parte dello stato è stata solo la repressione e i processi nelle aule di tribunale.

Lunedì 22 a Nuoro la Giudice Castagna dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero nei confronti di quattro pastori, tre dei quali difesi dagli Avv. Lai, Sollai, Zuddas e Cabras, per la protesta svoltasi a Siniscola l’8 febbraio 2019.

L’ipotesi delittuosa contestate è il blocco stradale, ai sensi dell’art. 1 d.lgs. 66/48 con l’aggravante delle più persone riunite, così si legge nel capo di imputazione: “perché in concorso tra loro, senza nessun preavviso all’Autorità di P.s., si riunivano e organizzano una manifestazione contro il basso prezzo del latte, bloccando e rallentando il traffico sulla 131, versando sul manto stradale bidoni di latte”.

Noi come libertade saremo sempre al fianco di chi lotta per i propri diritti  e per questo invitiamo la popolazione ad essere solidale con i lavoratori ingiustamente processati e a partecipare nuovamente al sit-in davanti al tribunale di Nuoro.

#libertade #ipastorinonsiarrestano

pc 19 febbraio - ArcelorMittal Piombino - privato e di Stato il padrone è sempre padrone

A chi piace nascondersi sotto la coperta dello Stato e reclamare che l’acciaio deve essere patrimonio nazionale? Agli operai no di certo, storicamente nell’un caso (Italsider) e nell’altro (Ilva, ArcelorMittal) hanno già provato sulla propria pelle non solo la frusta dello sfruttamento, ma anche lo strazio delle morti per amianto e incidenti in fabbrica. Ai sindacalisti corrotti, ai sinistri ingenui o truffaldini, a tutti coloro che vogliono sviare la forza operaia dalla critica allo sfruttamento del padrone certamente sì. Tutti costoro sembrano trovare nella disapprovazione e nella condanna del capitalista privato, accusato di essere “inadempiente”, la causa dell’attuale “crisi dell’acciaio” (e, per chi si spinge un po’ più in là, dei presenti “mali sociali”) e nella forza rigeneratrice di uno Stato presentato quale interclassista e al di sopra delle parti la soluzione all’una e agli altri. Impartendo la “lezione” al padrone, predicano che “l’acciaio deve essere patrimonio nazionale”. Così, facendosi essi stessi “Stato”, svolgono una funzione di legare gli operai alla borghesia ministeriale e far accettare, come male minore, il loro sfruttamento da parte di questa. Queste posizioni, pericolose perché volte a ingannare gli operai, sono emerse, ancora una volta, a proposito del “futuro dell’acciaio” a Piombino e a Taranto.

A Piombino le acciaierie ex Lucchini sono dal 2018 nelle mani della multinazionale Jindal Steel, che

pc 19 febbraio - In Cina il confitto operaio si chiama lotta di classe contro il regime capitalista/imperialista cinese, sopraggiunto al decennio della GRCP e della caduta del gruppo dirigente maoista

Chiarito il punto - l'articolo è interessante e degno di analisi e riflessione

Forum Cina/4. Il conflitto operaio nelle aree urbane

Le aree urbane, prima delle riforme

In Cina esiste una differenziazione istituzionale tra aree catalogate come “urbane” e “rurali”. Con l’avvio della collettivizzazione degli anni ’50 il lavoro urbano e quello rurale sono stati organizzati in maniera diversa, nelle città tramite le unità di lavoro e nelle campagne tramite le comuni.

Nel 1958 il governo centrale ha istituito il sistema di registrazione familiare (hùkǒu) in cui ogni cittadino deve essere registrato come “rurale” o “urbano” e la migrazione da una condizione all’altra deve essere approvata dalle autorità. Si tratta di un sistema già in vigore sotto le ultime dinastie imperiali e che era stato abbandonato dal governo nazionalista a causa della sua debolezza burocratica.

Per molti decenni l’hùkǒu è stato amministrato in maniera rigida, con una separazione quasi totale tra la forza lavoro rurale e quella urbana (Wang F. 2005: 50-57; Cai, Park e Zhao 2008: 169 – 170). In questa maniera si sono andate differenziando molto le dinamiche e le linee di conflitto nelle diverse aree.

Nelle aree urbane il lavoro è quindi diventato una delle risorse amministrate dai piani quinquennali tramite le unità di lavoro in cui i lavoratori e le loro famiglie ricevevano un lavoro garantito a vita, una quota relativamente bassa di salario monetario e un salario sociale in beni e servizi (scuola, mense, sanità etc) che in teoria avrebbe dovuto garantire ogni necessità.

Durante il cosiddetto “periodo maoista” il conflitto operaio si è manifestato più volte, con segni e modalità diverse.

La prima grande ondata di scioperi è stata registra nel ‘57 a Shànghăi che fin dall’inizio del ‘900 era uno dei centri industriali del paese. In seguito al relativo rilassamento politico della Campagna dei cento fiori, gli operai della città lanciano una serie di scioperi contro la perdita di salario reale in seguito al processo di socializzazione delle imprese private.

Sempre a Shànghăi si forma la seconda grande ondata, stavolta con motivazioni puramente politiche. Nel 1969 importanti pezzi di classe operaia shanghaiese si schiera con la Comune nella prima fase della Rivoluzione Culturale. Tra la fine della Rivoluzione Culturale e il decollo definitivo delle riforme economiche, il conflitto operaio in effetti tenderà ad andare in seconda piano e a spostare l’epicentro verso Běijīng.

Nel 1979 e nel 1989 ci saranno scioperi notevoli ma sparpagliati e al traino dei movimenti per le riforme guidati da studenti e intellettuali (Perry 1994, Selden 1995).

Gli anni ’90: xiàgǎng

La crisi politica del 1989 si risolve con la repressione del movimento studentesco e, nel giro di pochi anni, il rilancio delle riforme economiche. La re introduzione del modo di produzione capitalista ha impattato in maniera differente in aree diverse del paese (Hurst 2004: 96-111) e ha cominciato quindi a produrre diverse linee di conflitto (Vedi figura 1).

– Nord est de industrializzato: province come Liáoníng, Jílín, Hēilóngjiāng e Mongolia Interna, la cui economia era basata sull’industria pesante, vengono colpite duramente dalla privatizzazione e dalla de-industrializzazione, non riescono a sviluppare un settore privato dinamico in grado di compensare la restrizione del settore pubblico;

Figura 1 – Tre economie politiche

– Le province e municipalità costiere: Shāndōng, Tiānjīn, Jiāngsū, Shànghǎi, Guǎngdōng. Sono province che già prima delle riforme avevano un’economia più differenziata e dinamica. Queste province si agganciano al mercato delle esportazioni e creano un settore privato in grande crescita, in grado di assorbire i licenziamenti del pubblico e di cominciare ad assorbire il surplus di manodopera rurale che comincia a poter migrare verso le aree urbane in seguito ai primi allentamenti dell’hùkǒu;

pc 18 febbraio - Brasile: 230.000 morti - il costo delle masse al regime fascista e militare di Bolsonaro - sostenuto dall'imperialismo, principalmente USA

pc 18 febbraio - Il capo della polizia vuole mettere a tacere le voci dalle carceri

In questi giorni è stata resa pubblica una circolare datata 29 gennaio con cui il capo della polizia, Franco Gabrielli, stabilisce le modalità di pianificazione dei servizi e d egli interventi da attuare in caso di agitazioni, manifestazioni, ribellioni che riguardano le carceri italiane, sia si tratti di proteste "interne" che "esterne".

Il pretesto di dover contenere le rivolte che sono esplose durante la pandemia, ha fatto sì che Gabrielli, in maniera autonoma, stabilisse le linee guida in merito, scavalcando sia i direttori e direttrici delle carceri, sia le istituzioni normalmente coinvolte in questo tipo di decisioni.
Dunque sarà possibile l'attivazione diretta dei comandanti della polizia penitenziaria, scavalcando i direttori delle carceri, da parte dei questori. Potranno essere impiegati con più facilità i reparti mobili, con una attenzione particolare alle iniziative organizzate da solidali con i detenuti all'esterno delle mura carcerarie. Potranno essere utilizzati elicotteri e idranti, protezione aerea e navale. Sarà possibile il coinvolgimento delle direzioni investigative antimafia, delle teste di cuoio di Nocs e Gis e militari.

I punti principali del documento riguardano:

-Le manifestazioni di protesta sotto le mura delle carceri: vengono considerate "eventi tali da incidere

pc 18 febbraio - Rompere il silenzio sul covid in fabbrica e sui posti di lavoro - difendere salario, salute e lavoro - Focolaio covid-19 nel magazzino Logista Bologna

Lavoratori del tabacco in lotta per salute e salario

logista bologna

COMUNICATO

FOCOLAIO COVID-19 MAGAZZINO LOGISTA

Siamo come O.S. S.I. Cobas a segnalare un un caso di potenziale focolaio di Sars Cov 2 presso il magazzino di Logista Italia sito all’Interporto di Bologna.

Presso il magazzino della logistica del tabacco operano 75 lavoratori in appalto che si occupano della movimentazione merci.

In questa settimana 14 persone sono state messe in quarantena.

Più precisamente 3 lavoratori accertati nei giorni scorsi risultati positivi al test molecari; 9 lavoratori

pc 18 febbraio - Palermo prima campagna contro il governo Draghi

Attacchinaggio in questi giorni in quartieri popolari, scuole, posti di lavoro

Intervento in fabbrica, ai Cantieri Navali, nuovo volantinaggio anche domani 

Oggi in piazza con i precari in lotta da giorni in difesa del lavoro 








pc 18 febbraio - LA SALUTE NON E’UNA MERCE!! Sabato 20 febbraio dalle ore 10 alle 12 sotto la regione Lombardia

 LA SALUTE NON E’UNA MERCE!!!

per una sanità universale e gratuita per tutti

Il Patto d’Azione aderisce e partecipa alla giornata di mobilitazione indetta dalla Rete dei Comitati

per la Salute e ai presidi organizzati nel giorno di sabato 20 febbraio.

Gli operai della logistica sono stati fra i primi a scendere in sciopero durante il primo lockdown nel

mese di marzo dell’anno scorso e gli scioperi che si sono succeduti in diversi stabilimenti hanno

chiarito che “gli operai non ci stanno a morire per il profitto”, costringendo il governo a

emanare una serie di misure, comunque insufficienti e peraltro non applicate nella maggioranza

delle fabbriche e dei magazzini.

pc 18 febbraio - PROCESSO ILVA - BENE LE CONDANNE - MA NESSUNA ILLUSIONE E DELEGA – senza operai e masse dei quartieri uniti in lotta non ci può essere vera giustizia

Per i Riva, Capogrosso, Archinà, 28 anni, per gli ex direttori e i “Fiduciari”, 20 o 17 anni – Pene pecuniarie alle società di miliardi.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe è parte civile diretta nel processo ambiente svenduto ed ha autorganizzato la costituzione in parte civile di oltre 100 operai Ilva e appalto, lavoratori e operatori del cimitero che lavorano nell'epicentro dell'inquinamento del quartiere Tamburi, familiari di lavoratori morti, abitanti dei quartieri inquinati

In questa veste è stata l'unica realtà che ha seguito tutto il processo “Ambiente svenduto” dall'inizio alla fine, con testimonianze dirette di operai, lavoratori, medici e attivisti ambientalisti - ha costituito un

pc 18 febbraio - ILVA TARANTO le richieste di condanna al processo ambiente svenduto confermano il giudizio espresso da MC e la scritta su Riva Assassino

"RIVA ASSASSINO" IL PROCESSO DEL PADRONE DELL'ILVA CONTRO MARGHERITA CALDERAZZI

Emilio Riva, il padrone dell'Ilva di Taranto, con il record nazionale di morti operai e infortuni, ma anche di inquinamento e morti da tumore della
popolazione di Taranto; la 1° fabbrica siderurgica in Europa, la 10° nel mondo; il padrone che in Italia ha fatto più profitti ed è tra i primi 3
(insieme a Berlusconi e Del Vecchio-Luxotica) con maggiore liquidità; Riva che non si è mai presentato ad uno dei suoi tanti processi,
il 17 ottobre 2008 scese a Taranto, nonostante il forte parere negativo dei suoi legali, e si presentò in Tribunale per Margherita Calderazzi coord. Slai cobas per il sindacato di classe, da lui denunciata/querelata per “essere mandante” di una scritta apparsa nel 2006 “RIVA ASSASSINO” dopo l'ennesima morte di un operaio all'Ilva. Padron Riva per quella scritta aveva chiesto 100.000 euro di risarcimento perchè si sentiva “offeso nella sua dignità", quando neanche un euro di "risarcimento" ha finora dato per i morti in fabbrica e in città.
MA IN QUESTO PROCESSO - come in altri fatti dallo slai cobas per il sindacato di classe (ricordiamo quello sulla ex Nuova Siet vinto in Cassazione e con la più alta condanna: 4 anni e mezzo) - LO SLAI COBAS HA VINTO E RIVA HA PERSO.
ANCHE ORA RIVA PUO' PERDERE E DEVE PAGARE! SE GLI OPERAI NON HANNO PAURA

Riportiamo il faccia a faccia tra MC e Riva del 17 ottobre 2008
La dichiarazione di MC all'udienza del 13 gennaio 2009
La sentenza

Dal "faccia a faccia" tra Margherita Calderazzi e Emilio Riva in Tribunale - 17.10.08:
Riva arriva in Tribunale, verso le 12,30, e subito intorno a lui fanno quadrato una decina di

pc 18 febbraio - ILVA TARANTO - processo ambiente svenduto - "Nocivo è il capitale non la fabbrica" - comunisti e riformisti alla prova dell'Ilva

Questa è la posizione presa quando è partita l'ultima fase che ha portato al processo "Ambiente svenduto" nell'ottobre 2012 

All'Ilva ci sono due nemici

Il primo è padron Riva che per i profitti - come ogni capitalista - sfrutta gli operai per trarne il massimo vantaggio e per ridurre i suoi costi lesina in sicurezza sui posti di lavoro e tutela ambientale;
il secondo è lo Stato dei padroni che in tutti questi anni lo ha lasciato fare... Lo Stato comprende Governo, Parlamento, Regione, Provincia, Comune, Magistratura, apparati di controllo, ecc -,
le organizzazioni sindacali confederali collaborazioniste con Riva e Stato che non hanno quindi tutelato, oltre che salari, posti di lavoro, condizioni di lavoro, e in maniera particolare sicurezza sul lavoro e tutela dell'ambiente circostante;
le forze ambientaliste moderate o radicali che in nome dei cittadini vedono le questioni di sicurezza e ambiente separate dalla società capitalista e in nome del riformismo vorrebbero un capitalismo dal volto umano, un capitalismo che non uccida e inquini e che considerano chi più o chi meno gli operai che in questa fabbrica ci lavorano come complici del padrone o come fantasmi di cui non importa curarsi o,

pc 18 febbraio - Sudafrica - sicurezza e ambiente messi in discussione ovunque c'è l'impero Mittal

Il sindacato africano Numsa denuncia un grave incidente di oggi: un’esplosione nel reparto cockeria ha fatto crollare un edificio nello stabilimento Arcelor Mittal Vanderbijlpark (provincia del Gauteng in Sudafrica). Nell’esplosione tre lavoratori risultano dispersi e la loro ricerca, in assenza di una squadra d’intervento preposta dall’azienda, è affidata solo agli sforzi di colleghi volontari

mercoledì 17 febbraio 2021

pc 17 febbraio - PROCESSO ILVA - LE RICHIESTE DI CONDANNA DELLA PROCURA

Riva Nicola anni 25 di reclusione

Riva Fabio Arturo anni 28

Capogrosso Luigi anni 28 - Direttore e gestore dello stabilimento Ilva fino al 3.7.12

Andelmi Marco anni 17 - Capo area parchi

Cavallo Angelo anni 17 - Capo area agglomerato

Dimaggio Ivan – anni 17 - Capo area cokeria

De Felice Salvatore anni 17 - Capo area altiforni

D’Alò Salvatore anni 17 - Capo area acciaierie e GRF

Archinà Girolamo anni 28- Addetto alle relazioni esterne dell'Ilva

Perli Francesco anni 7 - Legale del gruppo Riva 

Ferrante Bruno anni 17 - Pres CdA ILVA S.p.a., Gestore dal 10.07.2012 al 27.08.2012

Buffo Adolfo anni 20 - Direttore e Gestore di ILVA S.p.a. dal 27.08.2012 al 15.02.2013

Colucci Antonio anni 5 - Capo area logistica operativa

Giovinazzi Cosimo anni 1 e mesi 3 - Capo reparto del Movimento Ferroviario

Di Noi Giuseppe anni 3 mesi 9 - Capo del reparto I.M.A.

Raffaelli Giovanni anni 1 e 3 mesi - Ispettore tecnico dell'Arpa-Puglia

Palmisano Sergio reato prescritto - responsabile servizio prevenzione e protezione

Legnani Lanfranco anni 20 - Fiduciario dei Riva "direttore ombra" dello stabilimento 

Ceriani Alfredo anni 20 - Fiduciario dei Riva responsabile area a caldo

Rebaioli Giovanni anni 20 - Fiduciario dei Riva gestore area Parchi materie prime

Pastorino Agostino anni 20 - Fiduciario dei Riva responsabile area ghisa

Bessone Enrico anni 20 - Fiduciario dei Riva responsabile manutenzione acciaierie

Casartelli Giuseppe anni 2 e 3 mesi - responsabile aree varie e trattamento acque

Corti Cesare anni 2 mesi 7 - fiduciario dei Riva, responsabile aree varie e tubifici

Florido Giovanni anni 4 - Presidente Provincia di Taranto

Conserva Michele anni 4 - Assessore ecologia e ambiente Provincia di Taranto

Specchia Vincenzo prescrizione - Direttore Generate della Provincia di Taranto

Liberti Lorenzo anni 17 - Consulente tecnico del pubblico ministero

Veste Angelo anni 8 - segretario Presidente Provincia di Taranto

De Michele Cataldo reato prescritto - Ispettore di Polizia della Digos

Vendola Nicol anni 5 - Presidente Regione Puglia

Stefàno Ippazio prescrizione - Sindaco di Taranto

Pentassuglia Donato mesi 8 - Presidente della Commissione Ambiente della Regione

Antonicelli Antonelli mesi 8 - Dirigente settore ecologia e ambiente Regione Puglia

Manna Francesco mesi 8 - Capo di gabinetto della presidenza Regione Puglia

Fratoianni Nicola mesi 8 - Assessore politiche giovanile Regione Puglia

Pellegrino Davide Filippo mesi 8 - Direttore dell'area sviluppo economico Regione

Blonda Massimo mesi 8 - Direttore scientifico di Arpa Puglia

Assennato Giorgio anni 1 - Direttore Arpa Puglia

Pelaggi Luigi prescrizione - componente della commissione IPCC-AIA

Romeo Caterina Vittoria prescrizione - Addetta uff. relazioni istituzionali dell'Ilva

Palmisano Pierfrancesco prescrizione - funzionario Regione Puglia - seguiva l'AIA

Dario Ticali prescrizione - presidente della commissione Aia rilasciata nel 2011

Luigi Pelaggi prescrizione - capo della segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo

Ilva Spa – sanzione pecuniaria 4 miliardi, interdizione attività x 1 anno, sostituzione con commissariamento giudiziario

Ex Spa Riva Fire – sanzione pecuniaria 3.717.600.000 euro. Interdizione dall’attività x un anno

Riva Forni Elettrici – sanzione pecuniaria 3.387.600.000 euro.

Confisca per equivalente del profitto illecito nella misura di 2 miliardi e 300 milioni di euro, in solido. 

Richiesta inoltre la confisca degli impianti dell’area a caldo che furono sottoposti a sequestro il 26 luglio 2012.

I reati  contravvenzionali sono tutti prescritti

Chiesta trasmissione degli atti alla Procura per l‘ipotesi di reato di falsa testimonianza per cinque persone che hanno deposto nel processo. Tra queste c’è l’ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa

A nessuno degli imputati concesse attenuanti

pc 17 febbraio - Draghi: potenziare lager e deportazioni per gli immigrati

Migranti: Draghi, cruciale politica europea di rimpatri

Equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso

17 febbraio 2021

(ANSA) - ROMA, 17 FEB - "Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell'equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati". Lo ha detto il premier Mario Draghi nel discorso programmatico per la fiducia al Senato.

pc 17 febbraio - Condannati per tortura i dieci agenti del carcere di San Gimignano

Sono dei quindici indagati quelli che hanno scelto il rito abbreviato

Condannati per tortura e lesioni aggravate dieci agenti della penitenziaria in servizio, a ottobre 2018, nel carcere di San Gimignano (Siena): le pene vanno da 2 anni e 3 mesi a 2 anni e 8 mesi. Questa la sentenza del gup di Siena Jacopo Rocchi dopo quasi 3 ore di camera di consiglio. I 10 agenti, con i

pc 17 febbraio - I legami tra imperialismo Italiano e il regime Egiziano - un contributo

ITALIA-EGITTO
DEMOCRAZIA, GAS, PETROLIO, ARMAMENTI VS DIRITTI UMANI

Nel marzo 2015, l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi, a Sharm El Sheikh, dichiarò: «L’Egitto è un’area straordinaria di opportunità.

Abbiamo fiducia nell’Egitto e nella sua leadership, nelle sue riforme macroeconomiche ambiziose: sosteniamo la sua missione in favore della prosperità e della stabilità».

Nel gennaio 2016, a poche settimane dal rapimento e uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni, le lodi per regime di Abdel Fatah al-Sisi vennero tessute anche dall’Ente Italiano per il commercio con l’estero: «Il processo di stabilizzazione politica, che ha visto nell’elezione del presidente Abdel Fattah al

pc 17 febbraio - India - il FMI e il WEF dietro le riforme di Modi

Un articolo in via di traduzione

In September 2021 the UN will hold a Food Systems Summit. The aim will be to reshape world agriculture and food production in the context of the Malthusian UN Agenda 2030 “sustainable agriculture” goals. The recent radical farm laws from the government of Narenda Modi in India are part of the same global agenda, and it’s all not good.

In Modi’s India, farmers have been in massive protest since three new farm laws were rushed through Parliament last September. The Modi reforms were motivated by a well-organized effort of the World Economic Forum (WEF) and its New Vision for Agriculture, part of Klaus Schwab’s Great Reset, the corporate side of the UN Agenda 2030.

Modi Shock Therapy

In September, 2020 in a rushed Parliamentary voice vote, rather than a duly-registered formal vote, and reportedly with no prior consultation with Indian farmer unions or organizations, the government of Prime Minister Narenda Modi passed three new laws radically deregulating India’s agriculture. That has

pc 17 febbraio - Straordinario movimento per la liberazione di Pablo Hasel nello stato spagnolo - massima informazione e solidarietà

CATALUÑA: PABLO HASÉL LIBERTAD! Incidentes y detenidos en varias manifestaciones de apoyo

"¡No nos van a parar nunca, no nos van a doblegar!", gritaba con el puño alto Hasél mientras la policía lo escoltaba fuera de la universidad de Lérida, en la región nororiental de Cataluña, donde se había atrincherado la víspera con decenas de jóvenes. (Foto: J. Martin / AFP)
Las movilizaciones en Barcelona, Girona, Vic y Lleida en favor de Pablo Hasél han terminado en disturbios. Los manifestantes se han enfrentado a la policía y han terminado arrojando piedras y quemando contenedores. Los altercados han dejado 14 detenidos y cuatro Mossos heridos en Barcelona, once en Vic y dos en Lleida. En estas tres localidades han habido enfrentamientos entre agentes de la

pc 17 febbraio - Contro il Governo Draghi - una discussione al servizio dell'opposizione proletaria e popolare

da infoaut 

La beatificazione a reti unificate, l'entusiasmo delle cancellerie occidentali, il cicaleggio di Confindustria e delle altre consorterie imprenditoriali parlano chiaro. Allo stesso modo la lista dei ministri, di cui abbiamo già parlato qui, del governo Draghi lascia davvero poco spazio a dubbi ed aspettative.

Dunque il governo Draghi come convergenza momentanea o meno delle borghesie italiane (e per alcuni aspetti transnazionali) sulla governance, nonostante le precedenti fasi di tensione più o meno aleatorie. Ma con quali obbiettivi?

La prima risposta è semplice, ne abbiamo già parlato. Si tratta di concentrare i flussi di capitale del Recovery dove è massima la possibilità di valorizzazione per le grandi imprese. Rilanciare la crescita a prescindere, nel più breve termine possibile. Nonostante i differenziali di sviluppo del paese, nonostante la storia recente insegni che sempre meno spesso il paradigma della crescita abbia ricadute sull'occupazione, i redditi ed altre determinanti sociali. Quindi concentrare i capitali nel nord ormai vera

martedì 16 febbraio 2021

pc 16 febbraio - Il regime fascista turco scatena un nuovo attacco contro il movimento di liberazione kurdo e chiede l'appoggio dell'imperialismo USA a guida

Il punto è che nessun imperialismo ne USA nè russo è imperialismo amico nessun regime nell'area è amico e sostiene la liberazione nazionale e sociale del popolo curdo

Solo l'alleanza tra la lotta rivoluzionaria del proletariato e masse turche con il movimento di liberazione kurdo - sulla via della guerra di popolo di lunga durata è l'alternativa da perseguire ed è a questa linea che va l'appoggio dei comunisti mlm italiani

proletari comunisti/PCm Italia

info da Avvisato/contropiano - stralci

Il ministero degli Esteri turco ha infatti convocato ieri l’ambasciatore statunitense ad Ankara, David Satterfield, per esprimere “nei termini più forti possibili” la protesta del regime di Erdogan contro la

pc 16 febbraio - Giovedì 18 febbraio, in piazza a Roma contro il governo Draghi – Patto d’azione

Nessuna fiducia al governo dei padroni e delle banche!

Tra mercoledì e giovedì il nuovo governo presieduto da Draghi riceverà la fiducia in Parlamento da tutte le principali forze politiche, con il sostegno aperto della totalità degli industriali, delle associazioni datoriali, dell’UE, di CGIL-CISL-UIL e con l’acclamazione trasversale di tutti gli organi di informazione. 

Il nascente governo di unità nazionale ha già annunciato un’ampia ristrutturazione, a partire dalla spartizione delle centinaia di miliardi del Recovery Fund. Un passo ulteriore verso la direzione già segnata negli ultimi mesi di voler scaricare i costi di questa crisi sui lavoratori e sugli sfruttati autoctoni e immigrati.
I lavoratori, i disoccupati, i precari e la grande maggioranza degli studenti, stremati da un decennio di crisi economica e immiserimento, non possono riporre alcuna speranza in questo nuovo governo che, tramite la vuota retorica dell’unità nazionale, ha il compito di imporre ulteriori politiche antipopolari.
E’ necessario prepararsi ad una lotta serrata per la difesa del lavoro, a partire dalla battaglia contro lo sblocco dei licenziamenti, dei salari e dei diritti sociali.
Al netto dei cambi di governo, bisogna dare seguito ai mesi di scioperi nazionali e di comparto, alle mobilitazioni nazionali per la patrimoniale sulle grandi ricchezze e contro la messa al macello della classe lavoratrice.

Giovedì dalle 14 saremo in Piazza San Silvestro per dire a chiare lettere che non rimarremo a guardare e risponderemo a questa offensiva con la mobilitazione sin dal primo giorno. 
Al fronte unico dei padroni è ora di contrapporre il fronte unico dei lavoratori e delle classi oppresse: non pagheremo la vostra crisi!

PATTO D’AZIONE ANTI-CAPITALISTA PER IL FRONTE UNICO DI CLASSE

pc 16 febbraio - Dalle fabbriche Piaggio/Whirlpool - gli operai mettono sotto accusa i sindacati confederali ormai arresi e complici dei padroni e governo - e ancor più con Draghi adesso

due testi che permettono di capire lo stato delle cose

PIAGGIO

WHIRLPOOL

Il 31 Marzo è la data in cui l’azienda procederà al licenziamento di tutti i 350 operai della Whirlpool di Napoli. La fabbrica è chiusa dal 31 dicembre, gli operai sono in cassa integrazione. I sindacati hanno chiesto all’azienda un’integrazione per colmare la differenza tra la piena retribuzione e il salario da

pc 16 febbraio - Portare subito chiarezza e indicazioni di lotta nelle file della classe operaia

In occasione del dibattito parlamentare per la fiducia al nuovo governo 

i compagni di proletari comunisti intervengono in alcune grandi fabbriche del Nord e del Sud

con volantini, megafonaggi, cartelli e striscioni

per fare chiarezza sulla natura del governo Draghi, proporre assemblee e prime iniziative di lotta 




pc 15 febbraio - India/Italia FORTE E CALOROSA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA IN PIAZZA A BRESCIA

IN 200 RACCOLGONO L’APPELLO DEGLI OPERAI SLAI COBAS SC, TRA QUESTI MOLTI GIOVANI COMBATTIVI.

DALLA PIAZZA FORTE LA DENUNCIA DEL CARATTERE FASCISTA INDU DI MODI, DEI PUNTI COMUNI CON LA DITTATURA DI MUSSOLINI, DELLA VIA PERDENTE DEL PACIFISMO DI GHANDI

PER IL MASSIMO APPOGGIO AI CONTADINI, CHE RIFIUTANO LA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’AGRICOLTURA PROPOSTA DAL GOVERNO AL SOLO SCOPO DI FAR RITIRARE L’ASSEDIO A NUOVA DHELI E DISARMARE IL MOVIMENTO

MENTRE CRESCE L’UNITÀ CON GLI OPERAI E SI RAFFORZANO LE MOBILITAZIONI CON NUOVE E COMBATTIVE FORME DI LOTTA, PER LA CANCELLAZIONE DELLE TRE LEGGI CHE METTERANNO LE TERRE NELLE MANI DEI GRANDI GRUPPI MULTINAZIONALI, TOGLIENDO AI CONTADINI I MEZZI PER VIVERE

IN UNA BATTAGLIA APERTA CONTRO IL REGIME DI MODI AL SERVIZIO DELL’IMPERIALISMO, CHE HA GIÀ ‘SVENDUTO TUTTO IL PAESE’, E CHE ORA, MESSO IN DIFFICOLTÀ NELLO SCONTRO STORICO CON I CONTADINI, TRATTA IL MOVIMENTO DI LOTTA COME UN NEMICO INTERNO, SCHIERA RSS/BJP, POLIZIA INFILTRATI E PROVOCATORI, COSTRUISCE CAMPAGNE DIFFAMATORIE AD ARTE COSÌ COME BARRICATE DI CEMENTO CON FILO SPINATO, MILITARIZZANDO LA CITTÀ, NEL TENTATIVO DI REPRIMERE, SABOTARE E DIVIDERE IL FRONTE UNITO DI LOTTA.

DALLA PIAZZA TANTE VOCI UNITE CONTRO IL REGIME E LA REPRESSIONE, A CONTINUARE LA MOBILITAZIONE PER I CONTADINI, RICORDANDO, COME SOLIDARIETÀ CON I POPOLI CHE LOTTANO VOGLIA DIRE, LOTTARE NEL PROPRIO PAESE CONTRO IL PROPRIO IMPERIALISMO, CONTRO IL PROPRIO GOVERNO

IL NUOVO GOVERNO DRAGHI DELLE BANCHE DELLA FINANZA DEI PADRONI, CHE ANCHE QUI, SENZA UNA FORTE MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI E DELLE MASSE POPOLARI, PORTERÀ ALLA FAME E ALLA MISERIA I PROLETARI, CON UNA NUOVA POLITICA DI TAGLI  PRIVATIZZAZIONI LICENZIAMENTI...