sabato 5 dicembre 2020

pc 5 dicembre - Lombardia - A riprova della gestione criminale di Fontana-Salvini mancano i vaccini anti-influenzali

Fontana scrive ai Pm che stanno indagando per l’acquisto dei camici anti covid dall’azienda del cognato e della moglie

"Difficile reperirli perchè i miei dirigenti temono le inchieste"

Il fallimento della Lombardia nella vaccinazione antinfluenzale

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha fatto scrivere dai legali della Regione una lettera indirizzata ai magistrati milanesi. Sostiene Fontana che i funzionari della Regione incaricati degli acquisti avrebbero paura delle inchieste. Già questo sarebbe sufficiente per connotare l’operazione. Ma la cosa è ancora più grave perché i magistrati a cui gli avvocati della Regione hanno scritto sono gli stessi che indagano su Fontana, sotto inchiesta per l’acquisto dei camici anti covid dall’azienda del cognato e della moglie. Quella a cui lui stesso erogò un cospicuo bonifico a titolo di risarcimento quando la fornitura, prevista a titolo oneroso, fu conclusa a titolo gratuito dopo che lo scandalo era emerso.

Un atteggiamento di assoluta arroganza istituzionale e politica.

Al di là delle considerazioni sulle regole, con questa mossa si tenta di scaricare altrove la responsabilità del fallimento della Regione Lombardia sui vaccini. Ancora oggi sono troppi i cittadini che non sono riusciti a essere vaccinati, mentre in altre regioni le campagne sono partite a ottobre. Ritardi e inefficienze che preoccupano molto i leghisti. Forse addirittura più che la gestione della pandemia. Perché il vaccino contro l’influenza se lo vanno a fare tutti e quando il medico ti dice “il vaccino non c’è perché la Regione non ce lo ha dato” è chiarissimo di chi sia la colpa. La Lega e Fontana cercano di scaricare altrove. Un colpevole è l’assessore al welfare Gallera, che è di Forza Italia e su questo si gioca davvero il posto, molto più che sul disastro della risposta al covid. Gli altri colpevoli potrebbero diventare i magistrati.(di Luigi Ambrosio) da radio popolare.

pc 5 dicembre - L'ENI spinge Guerini e Di Maio a riprendere terreno in Libia

Il governo di Tripoli cerca di non rimanere legato esclusivamente alla Turchia e firma un nuovo accordo con Roma sulla difesa. Così l’Italia prova a tornare protagonista in Libia.

Il riavvicinamento con l'Italia favorito anche dalla visita a Tripoli, lo scorso 30 novembre, dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.

Al governo di Tripoli la Turchia non basta più. Ieri Salah Eddine al Namrush, ministro della Difesa del Governo di accordo nazionale libico, ha incontrato a Roma l’omologo Lorenzo Guerini per firmare un accordo congiunto di cooperazione tecnico-militare già preparato da mesi. L’obiettivo è quello di definire in generale il ruolo e gli obiettivi della cooperazione tra Italia e Libia nel settore della Difesa. “Quella di oggi può essere considerata la prima seduta della Commissione congiunta italo-libica, che ci consentirà di dare continuità al nostro dialogo e decidere assieme le modalità e la priorità del supporto italiano allo sviluppo di capacità delle Forze armate libiche”, ha detto il ministro Guerini.

Il blitz del ministro della Difesa tripolino a Roma ha visto anche un “fuori programma”. Cioè l’incontro alla Farnesina con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Al centro dell’incontro “gli ultimi sviluppi della situazione corrente in Libia e l’importanza di attivare una cooperazione costruttiva e fruttuosa, data l’importanza che essa ha nel sostenere sicurezza e stabilità dei due paesi”, si legge in un comunicato.

pc 5 dicembre - La questione della patrimoniale - cartina di tornasole delle classi sociali in Italia, che diventi tornasole della lotta di classe reale!

A fronte della gravità della crisi economica, preesistente alla pandemia, e accentuatasi sempre di più, ogni governo si trova di fronte al problema di dove prendere i soldi per tenere in piedi l'economia e per sostenere le 'fasce più deboli' su cui la crisi pandemica viene scaricata.

I governi dei padroni in tutti i paesi imperialisti e capitalisti cercano con meccanismi interni - in Europa, Mes, Recovery fund - di fronteggiarla, ma naturalmente a chi dare questi soldi e come spenderli è segnato dalla società divisa in classi - in cui il potere economico e politico è nelle mani dei padroni, intesi sistema del capitale con tutte le varie entità. I soldi, quindi, vanno ai padroni innanzitutto, poi alle classi legate ai padroni, media e piccola borghesia bottegaia e proprietaria, e il resto sono mance al popolo perchè non si ribelli.

E' giusto e necessario che 'il popolo' inteso proletari e masse popolari, abbia un'altra idea e rivendichi per sè una parte maggiore di questi soldi per salari, lavoro, sanità, scuole, ecc, ed è altrettanto giusto che rivendichi una cancellazione delle tasse per salari e masse povere e più tasse per i padroni e i ricchi.
In primis una patrimoniale sulle grandi ricchezze e sui padroni che accumulano profitti. 

Non sia mai...! Quando qualche esponente del 'loro parlamento' per demagogia elettorale e/o per convinzione riformista accenna alla cosa, scatta il fuoco di fila di NO, Orrore..., sembra che gli hai ucciso la mamma o almeno il cane...

Per questo in Parlamento non ha alcuna possibilità attuale di passare. Come pure nessuna fiducia bisogna avere su quegli esponenti economici del capitale, che consigliano di pensarci...

Se i proletari sollevano il problema della patrimoniale, poi bisogna essere coerenti nelle forme di lotta per rivendicarla, che in parte sono quelli tradizionali: scioperi, piattaforme, manifestazioni; in parte però ci vuole altro, ci vogliono forme di lotta non tradizionali..., assediare banche e centri della ricchezza, prendere senza pagare merci e beni necessari, andare a disturbare le case dei padroni e dei veri ricchi.
Questo si deve e dobbiamo farlo prima in forme simboliche poi reali... 
Che la festa cominci!

proletari comunisti/PCm Italia

5 novembre

pc 5 dicembre - Sicilia: migliaia di lavoratori positivi, i padroni di Sicindustria preoccupati per lo stop alle linee produttive! … e continua il disastro Musumeci… ancora troppe infezioni e morti per covid

L’interesse improvviso dei padroni siciliani per lavoratrici e lavoratori positivi non è certo dovuto alla preoccupazione per la loro salute, infatti le dichiarazioni di Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria, sono chiare: “Secondo Sicindustria – riporta la Repubblica Palermo online di oggi - il 40 per cento delle imprese ha almeno un paziente positivo.”

E se i conti sono giusti, essendo ufficialmente le imprese in Sicilia oltre 350mila, il 40% fa oltre 100.000! e qual è la conseguenza per i padroni?

“E la conseguenza, secondo l'associazione degli industriali, è il frequente stop di intere linee produttive, causato da quarantena e isolamento.”

Ma non è solo questa la “preoccupazione” (che non è certo il lavoro nero, quello sottopagato, quello precario, quello sottoposto a caporalato, la non applicazione dei contratti di lavoro ecc. ecc.) che interessa i padroni, ma anche il fatto che “mentre fuori il mondo continua a correre … I lavoratori – osserva Albanese – sono sotto sequestro a casa in attesa dei tamponi... È urgente affrontare questo tema, e aprire il ventaglio dei laboratori abilitati ai tamponi molecolari validi per statuire l’inizio e la fine dell’isolamento e della quarantena”.

E tutto questo addirittura “mette a rischio, secondo Albanese, la tenuta dell’intero sistema produttivo e la sopravvivenza delle imprese”. Perché “L’intervallo tra il primo e il secondo tampone – annota Sicindustria - è un tempo morto. Una insostenibile perdita di giornate lavorative, una causa paralizzante dell’attività delle imprese…”

pc 5 dicembre - DISPONIBILE REGISTRAZIONE 2° ASSEMBLEA NAZIONALE DONNE/LAVORATRICI DEL 19 NOVEMBRE

La registrazione dell'assemblea donne/lavoratrici del 19 novembre è disponibile in versione integrale al link:

https://drive.google.com/file/d/1UzhoaDJFYaqZg3KDQ19-VLYMSJ8pLk7N/view?usp=sharing
 
Chi non ha potuto partecipare e vuole inviare interventi scritti, li può inviare a: mfpr.naz@gmail.com 

pc 5 dicembre - I padroni guidati dalla Confindustria di Bonomi vogliono solo continuare a sfruttare e fare profitti ed essere riempiti di soldi pubblici dal governo e dalla UE

Nelle fabbriche le norme di sicurezza anticovid non sono sufficienti e il numero crescente di morti e malati operai vengono taciuti - i protocolli approvati o non vengono applicati o non sono assolutamente sufficienti a tutelare i lavoratori dal contagio pandemico.

Governo e istituzioni nei loro decreti non citano neanche quello che succede nelle fabbriche e sui posti di lavoro, dando per scontato la linea di 'produci e crepa'.

I sindacati confederali sono o assenti o complici di tutto questo - con ridicoli incontri telematici che lasciano le cose come stanno.

I padroni mentre vogliono tutto per loro i fondi pubblici e fondi UE respingono le richieste contenute nelle piattaforme contrattuali, continuano a chiudere e a licenziare, impongono sui posti di lavoro condizioni sempre peggiori e fanno della cassaintegrazione COVID un'arma dello scaricamento della crisi sui lavoratori, un'arma per flessibilità, ristrutturazioni e ricatto occupazionale.

Il salario operaio falcidiato dalla cassa integrazione scende ai minimi termini, il futuro lavorativo è sempre più a rischio e si vuole cancellare il già non del tutto applicato blocco dei licenziamenti - una nuova catena di esuberi sta per abbattersi sui lavoratori dell'ArcelorMittal sulla base di un nuovo infame patto Governo ArcelorMittal ai danni di operai e popolazione a Taranto.

Gli operai in tutto questo non hanno voce ne organizzazione adatta a rispondere.
Ma questa voce e forza organizzata deve costruirsi ora!
Dentro le fabbriche e posti di lavoro deve ripartire forte e chiara la lotta e la guerra di classe! Dal piccolo al grande, da pochi a tanti fino a una marea montante.
Un appuntamento importante è il 29 gennaio con lo sciopero di carattere generale indetto dall'assemblea dei lavoratori combattivi del 29 novembre. Ma nessuna attesa - ove si può e si deve, si deve lottare subito e cominciare a farsi sentire, a organizzarsi in tutte le forme possibili.

Per il salario e nuovi aumenti contrattuali - per la cassintegrazione al 100% del salario - per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga - per salute e sicurezza vera - per condizioni di lavoro dignitose - per la difesa dei diritti e delle libertà di sciopero e manifestazione - perchè nessun operaio venga licenziato o mandato a casa senza prospettive - per il salario garantito a precari e disoccupati per vivere e per togliere armi a padroni e governo per premere e ricattare i lavoratori.

proletari comunisti PCm Italia

5 dicembre 2020

pc 5 dicembre - La pandemia si aggrava con una caterva di morti e malati, e con la sanità inadeguata che torna a collassare - ma governo e istituzioni hanno a cuore solo gli interessi dei padroni e commercianti

Mentre in parlamento dilaga la guerra tra bande di ministri e parlamentari dediti alla salvaguardia delle loro poltrone e della grande mangiatoia dei fondi europei e pubblici - usati fino ad ora come misere mance buttate ai cani per tenere legate a se le masse - è assolutamente necessario per proletari e masse popolari prendere la parola attraverso la lotta e la ribellione

è assolutamente necessario riempire di contenuti e di forze di lavoratori, masse popolari l'opposizione vera a questo governo, a queste istituzioni, ai padroni che li guidano di fatto, per difendere lavoro, salario, sanità, scuola, salute, sicurezza e vita.

L'11 e il 12 dicembre proletari comunisti ovunque è presente condurrà due giornate di propaganda e agitazione per chiarire la situazione politica e sociale e indicare la via alternativa da costruire. 

Il 18 e 19 dicembre sono indette dal Patto d'azione anticapitalista - per un fronte unico di classe due giornate di mobilitazioni sui posti di lavoro e nelle piazze per dare forza e organizzazione alla piattaforma approvata dall'assemblea nazionale che risponde alle esigenze degli operai e delle masse sia sul piano sociale e sindacale, sia sul piano politico per elevare coscienza e scontro.

L'assemblea nazionale dei lavoratori combattivi del 29 novembre ha deciso uno sciopero di dimensione nazionale per il 29 gennaio 2020, preparato da un percorso di assemble, lotte e scioperi parziali, volto a innescare un'onda generale capace di imporre le esigenze dei lavoratori a governo, padroni e i sindacati confederali complici per cambiare i rapporti di forza della lotta di classe in tempi di pandemia.

proletari comunisti/PCm-Italia

5 dicembre 2020

venerdì 4 dicembre 2020

pc 4 dicembre - Effetto Covid anche sui salari. Vanno in fumo 3.500 miliardi. L’ultimo rapporto dell’Ilo: in nove mesi persi 345 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo

Da la Repubblica che riprende una indagine dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro che calcola quanti salari le lavoratrici e i lavoratori hanno perso, ma anche su chi si scarica principalmente la crisi, donne, giovani, precari e migranti…

È giusto e necessario rivendicare, quindi, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario!

“Una crisi «senza precedenti» si è abbattuta assieme al Covid sulle economie del globo. Scaricandosi sui lavoratori – specie donne, giovani, precari – in modo spietato. L’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) calcola che nei primi tre trimestri dell’anno sono andate in fumo nel mondo il 12,1% delle ore lavorate, equivalenti a 345 milioni di posti a tempo pieno. E laddove sussidi e stop ai licenziamenti hanno conservato le occupazioni, i salari sono crollati del 10,7%, bruciando 3,5 trilioni di dollari. Vale a dire 3.500 miliardi.

“A soffrire di più il 76% dei lavoratori impiegati nell’economia informale – 1,6 miliardi di persone – sfuggiti ai radar degli aiuti pubblici. E penalizzati soprattutto nei Paesi, come l’Italia, che non riconoscono ancora una forma di salario minimo. Sono i super precari della “street economy”, ambulanti, rider, facchini, addetti alle pulizie, sottopagati in genere. Ma anche il popolo nostrano delle partite Iva. Il 95% delle micro e piccole imprese del mondo conta su questo tipo di manodopera alimentando un’economia grigia e nera. Qui, avverte l’Ilo, è altissimo il rischio di finire in povertà. Nel primo mese di lockdown il loro reddito si è ridotto del 60%. E l’indice di povertà relativa – che misura le disuguaglianze nella capacità di spendere il giusto per vivere – schizzato dal 26 al 59%. La Banca Mondiale stima che quest’anno di pandemia potrebbe spingere tra 71 e 100 milioni di persone in estrema povertà, alzando il tasso per la prima volta dal 1998.

“Le vittime di questo tsunami vanno ricercate tra i 164 milioni di lavoratori migranti

pc 4 dicembre - Rifiuti nucleari in aumento: l’ambiente distrutto quotidianamente dai capitalisti e dai loro governi in tutto il Paese

Da Torino a Taranto, ma passando per quelli che non vengono citati, come per esempio i depositi di armi nucleari abbandonati come quello di Isola delle femmine vicino Palermo…

Bisogna distruggere il sistema capitalistico prima che esso distrugga definitivamente il pianeta, proprio come dice Engels:

“ ...noi non dominiamo la natura come un conquistatore ... come chi è estraneo ad essa, noi le apparteniamo con carne sangue e cervello… Tutto il nostro dominio sulla natura… consiste nella capacità di conoscere le sue leggi e impiegarle in modo appropriato… per realizzare questa regolamentazione occorre di più che la sola conoscenza. Occorre un completo capovolgimento del modo di produzione seguito fino ad oggi e con esso di tutto l'attuale ordinamento sociale...”

***

Rifiuti: aumentano le scorie nucleari. L'allarme arriva dal Piemonte

Il censimento dell’Isin: rifiuti radioattivi saliti a quota 32mila metri cubi. Da Legambiente lettera al governo: è urgente il deposito nazionale

Rifiuti: crescono le scorie nucleari 

L'Isin, l'autorità nazionale per la sicurezza nucleare, ha pubblicato il nuovo censimento delle scorie presenti negli stoccaggi provvisori in Italia nell'anno 2019. Il quadro mostra l'estrema urgenza, da parte dello stato italiano, di creare una rete di deposito nazionale unico, sicuro, controllato. Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore, le scorie in un anno sono aumentate di 608 metri cubi, pari a un cubo con i lati lunghi circa 8 metri e mezzo. In tutto ne abbiamo stoccati (fino al decimetro cubo) 31.027,3 metri cubi. Per quantità e volume, fa sapere il Sole 24 ore, la maggior parte dei rifiuti atomici si concentra nel Lazio e in Lombardia, ma gli ingegneri nucleari e gli scienziati alzano il sopracciglio perché quelle accumulate in Lazio sono in gran parte scorie molte voluminose ma a bassissima radioattività; radiografie industriali, puntali di parafulmine, scarti della diagnostica media, rilevatori di fumo. Il caso

pc 4 dicembre - Padroni di Bergamo/Lombardia responsabili della trasformazione della pandemia in strage - Bisognerà presentargli il conto, nei tribunali e nelle fabbriche

Le imprese fermarono la zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro: anche il New York Times dà ragione all’inchiesta di TPI 

Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia “non si poteva fermare la produzione“.

Il quotidiano statunitense ripercorre "i giorni che hanno reso Bergamo il lazzaretto d'Italia", confermando che in quel periodo esisteva una "linea diretta" tra i dirigenti locali di Confindustria e l'esecutivo di Giuseppe Conte, il quale non diede riscontro tempestivo alle raccomandazioni del Cts di chiudere la bergamasca. Quando il Covid aveva già colpito

Di Marta Vigneri

A nove mesi dall’esplosione del focolaio Covid nelle province di Alzano Lombardo e Nembro, anche il New York Times ripercorre i “giorni che hanno reso Bergamo il lazzaretto d’Italia”, ovvero quelli che vanno dal 23 febbraio al 9 marzo, quando l’epidemia aveva già colpito la Val Seriana ma le richieste del Comitato Tecnico Scientifico di istituire una zona rossa come a Codogno per contenere il virus non trovarono tempestivo riscontro. Il corrispondente del quotidiano statunitense in Italia, Jason Horowitz, ricostruisce i passaggi cruciali su cui il lavoro d’inchiesta di TPI realizzato dalla giornalista Francesca

pc 4 dicembre - Mentre all'ArcelorMittal parte uno screening di massa - il coronavirus si porta via un operaio AM a Noviligure di 51 anni

Ora bisogna rivedere protocolli di sicurezza, numeri della presenza in fabbrica, dispositivi di sicurezza, condizioni di lavoro condizione dei trasporti interni ed esterni, spogliatoi, mense in tutti gli stabilimenti

iniziativa in settimana all'Arcelor Mittal Taranto  - 18 dicembre iniziativa di lotta all'appalto AM

slai cobas per il sindacato di classe - taranto info slaicobasta@gmail.com 347-5301704

Abitava in città ma era originario di Ovada. Si è spento a Torino dove era ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni

NOVI LIGURE — Avrebbe compiuto 52 anni tra pochi giorni Giorgio Garrone, dipendente dello stabilimento novese della Arcelor Mittal che si è spento a Torino, dove era stato ricoverato a causa del coronavirus. In un primo momento era stato curato all'ospedale San Giacomo poi, visto l'acuirsi delle sue condizioni, era stato trasferito nel capoluogo. Garrone, originario di Ovada ma da tempo residente a Novi Ligure in via Trento, è morto martedì ma la notizia si è diffusa solamente ieri, dopo l’annuncio dato dalla Fiom Cgil di Alessandria.

Lo scorso 25 novembre, in occasione dello sciopero di tutto il gruppo ex Ilva, era emerso che nello stabilimento di strada Boscomarengo c'erano una quindicina di presunti casi di Covid tra i dipendenti attualmente al lavoro. Si trattava per lo più di positivi asintomatici o di persone in isolamento volontario preventivo per essere stati a contatto con altre persone e ancora in attesa di tampone.

giovedì 3 dicembre 2020

pc 3 dicembre - Ora e sempre NO TAV: una settimana di lotta in risposta alla repressione di Stato

Dopo il carcere per Nicoletta e Dana nuova iniziativa repressiva contro il movimento NoTav

E' di ieri la notizia della notifica degli arresti domiciliari a Stella, coinvolta nel processo per l'iniziativa “Oggi Paga Monti”

Da oggi fino a martedì una settimana di lotta notav: tutti i giorni un'iniziativa davanti al carcere, a Torino e in Valle.

pc 3 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA - INTERVENTI DALLA "SERATA ENGELS" - 1 - dall'introduzione: "guardare oltre la lotta quotidiana..."

Da questo giovedì pubblichiamo interventi dalla "serata Engels" del 28 novembre. 
Essi, insieme alle "lezioni" della Formazione operaia su Engels pubblicati nei giovedì nel corso di questi mesi, saranno poi riuniti in un Quaderno. 

Ora, agli operai, ai giovani, alle donne, alle compagne e compagni che ce lo richiederanno, invieremo un nuovo importante opuscolo inedito sulla "Vita di Engels".
In questa giornata tanti altri compagni, organizzazioni stanno tenendo iniziative simili nei loro paesi. Sono compagni dell'America Latina, in primis compagni della Colombia, compagni della Tunisia, compagni della Galizia, altri compagni in Europa, in Germania dove i compagni turchi stanno facendo iniziative insieme ad organizzazioni tedesche.
La giornata di oggi è stata preparata innanzitutto con una iniziativa molto originale per il nostro paese,

pc 3 dicembre - Un tesoretto di 300 MILIARDI a disposizione dei capitalisti, ovvero il governo sempre al servizio dei padroni

I padroni, nonostante la crisi, anzi in questa occasione si può dire anche grazie alla crisi, si stanno fregando le mani sui miliardi che gli stanno piovendo addosso dal governo e che per loro si aggirano intorno a 300 miliardi, come dice apertamente e senza alcun imbarazzo, anzi con quale enfasi, questo articolo del sole 24 ore di ieri, 2 dicembre, del quale riportiamo una parte.

Un’iniezione di liquidità senza precedenti. Ai 209 miliardi del Recovery Fund [e questo ci dice dove andranno già dove andranno a finire questi soldi che il governo dovrà “gestire”, ndr] ancora in fase di gestazione a Bruxelles si aggiungeranno i fondi della programmazione Ue 2021-2027 e altri incentivi statali e regionali per l’innovazione 4,0, l’acquisto di macchinari, la liquidità e il risotto

pc 3 dicembre - Aumentano i disoccupati e i poveri... anche in tempo di pandemia

In un anno circa 800mila disoccupate e disoccupati in più!

Secondo i dati Istat di ottobre, che però vengono commentati in maniera assurda, da confondere chiunque cerchi di capirci qualcosa, abbiamo nella sostanza rispetto a febbraio 420mila occupati in meno e 80 mila disoccupati in più, e cioè circa 500 mila disoccupati in più:

“Le ripetute flessioni congiunturali registrate tra marzo e giugno 2020 hanno fatto sì che, anche nel mese di ottobre 2020, l’occupazione continui a essere più bassa di quella registrata nello stesso mese del 2019 (-2%, pari a -473mila unità).”

Dice l’Istat, che si aggiungono a quelli dell’intero anno:

Nell’arco dei dodici mesi, aumentano sia le persone in cerca di lavoro (+1,7%, pari a +43mila unità), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,9%, pari a +257mila).”

Appunto circa 800mila in più.

Ma questi sono i dati ufficiali, quelli che si possono calcolare perché in qualche modo esistono nei tabulati dell’Istat. A questi vanno aggiunti tutte e tutti quelli che non risultano, lavoratrici e lavoratori in nero o “informali” cioè che si arrangiano ogni giorno, quelli dell’“economia sommersa” che fa tanto guadagnare padroni piccoli grandi e medi.

Riportiamo questa tabella dell’Istat che rende tutto più chiaro. A parte la differenza fra il numero di occupati uomini e quello delle donne che salta agli occhi, se si sommano i disoccupati con quelli che l'Istat chiama "inattivi", cioè disoccupati chiamati con un altro nome, abbiamo oltre 16 milioni di persone in tutto il Paese stabilmente!!!

Insomma, le istituzioni della borghesia fanno i salti mortali per confondere le acque, ma poi arrivano anche i dati di altri istituti, come quelli della Caritas, per esempio, e si “scoprono” i nuovi poveri… poi “certificati” dall’Istat!


Ciò dimostra che gli “ammortizzatori” sociali e i vari “bonus” messi in campo dal governo non risolvono il problema della disoccupazione né quello della povertà! Anzi, gli incentivi di vario tipo e a fondo perduto “ristorano” soltanto i padroni, naturalmente grandi i medi e in parte i piccoli, perché c’è una fetta di quelli piccoli e piccolissimi che vanno completamente in rovina.

mercoledì 2 dicembre 2020

pc 2 dicembre - Da Soccorso Rosso Proletario - Appello internazionale a sostegno della resistenza del Dr. G.N. Saibaba!

G.N. Saibaba, docente presso l'Università di Delhi è detenuto nella prigione centrale di Nagpur dal 2014, nonostante sia disabile al 90%. Ben noto anche al di fuori dell'India, invitato a numerose conferenze all'estero, difensore dei diritti umani, il 21 ottobre 2020 Dr. G.N. Saibaba ha iniziato uno sciopero della fame per denunciare le violazioni dei diritti umani in carcere, oltre che per esigere cure mediche e la possibilità di ricevere libri e inviare lettere, diritto fondamentale di ogni prigioniero.

Saibaba, la cui vita è in pericolo per le molteplici patologie croniche di cui soffre, aveva già presentato alla Corte Suprema richiesta di trasferimento agli arresti domiciliari ma questa è stata respinta, perché la

pc 2 dicembre - LA LINEA DELLO SLAI COBAS VERSO LO SCIOPERO GENERALE NELL'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI COMBATTIVI DEL 29/11

Dall'intervento del compagno operaio dello Slai cobas sc della Tenaris Dalmine all'assemblea delle lavoratrici e lavoratori combattivi tenutasi in via telematica il 29 novembre: "Unità nella chiarezza".

"Partiamo dal fatto che in tantissime fabbriche, ad esempio la Tenaris Dalmine è una di queste, ci troviamo a contrastare i piani di ristrutturazione dei padroni che stanno cogestendo con una parte dei confederali gli interessi dei padroni e governo. In sostanza, piani in cui gli operai, che non sono più in grado di produrre al 110% e che hanno avuto negli anni migliori condizioni contrattuali, vengono sostituiti con apprendisti, con accordi che stabiliscono un prezzo per una “buona uscita” per una vita di sfruttamento, e li chiamano “volontari”... Ci troviamo di fronte ad una duplice problematica: da un lato c'è il peggioramento e l'attacco alle condizioni di lavoro per quelli che restano, ma c'è anche un attacco sul piano ideologico e di forza dei lavoratori. La forza-lavoro che rimane è quella che praticamente dice: ok, noi siamo sulla stessa barca dei padroni... Questi operai, quindi, sono quelli che quando vai fuori dalla fabbrica con l'iniziativa del Patto d'azione per rilanciare la piattaforma – che non dimentichiamo è quella che è stata assunta anche dall'assemblea di Bologna di 500 lavoratori – ci troviamo con operai che ci dicono: “eh, ma se chiudono i padroni...”, che sposano ideologicamente le questioni che pongono i padroni; in questo senso non è possibile secondo noi non fare chiarezza sui confederali e anche sul ruolo di coloro che stanno all'opposizione dei sindacati confederali. Questi

pc 2 dicembre - Decreti sicurezza: nel governo c'è il M5S che li difende con gli stessi argomenti di Salvini

I decreti sicurezza non andavano smantellati. Corda (M5S) esponente del Movimento 5 Stelle, membro della commissione Difesa della Camera e presidente della commissione per le Questioni regionali, in un'intervista a formiche.net

La mia opinione, condivisa da molti nella commissione Difesa, è che siamo usciti dai binari indicati da Mattarella arrivando a uno squilibrio soprattutto perché sono state allargate le maglie, come la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in  permesso di lavoro, senza adeguare le sanzioni.

sulle navi ONG: 

"Prima le multe erano esorbitanti, si poteva arrivare a 1 milione di euro, e Mattarella aveva anche ricordato una sentenza della Consulta sulla proporzionalità tra violazioni e sanzioni. Oggi è stata

pc 2 dicembre - Engels 200°: disponibile la registrazione della celebrazione online tenutasi il 28 novembre

Nei prossimi giorni pubblicheremo gli interventi principali della importante "Serata Engels" del 28 novembre.

Questi interventi saranno poi raccolti, insieme ai testi della Formazione operaia nel Quaderno di FO su Engels, la cui realizzazione è prevista entro questo mese.

ascolta e scarica la registrazione

Una carrellata in una delle sedi della celebrazione

pc 2 dicembre - CHIUDERE L'HOTSPOT DI POZZALLO - Una forte denuncia

 

CONDIZIONI INUMANE ALL’HOTSPOT DI POZZALLO. LA DENUNCIA SU DUE VIDEO

di Yasmine Accardo – Hotspot di Pozzallo. Da sempre luogo a noi impenetrabile. Da un mese a Pozzallo in quarantena. Con informazioni discordanti sul trattenimento: una volta per necessità di trattenimento sanitario. Un’altra perché si doveva attendere il risultato o rifare il tamponi. Oggi 30 novembre tre tunisini ricevono la notizia del loro rimpatrio, che devono accettare senza proferire parola e senza mai aver avuto accesso ad alcun diritto. Non solo, manifestando contrarietà ad essere trasferiti come pacchi, ci riferiscono di aver subito violenze  dalle forze di polizia. In cinque armati di caschi e sfoderando i manganelli, avrebbero portato B. in bagno per picchiarlo ripetutamente.

B. ha perso molto sangue e riporta ferite al volto. Non avrebbero avuto destino diverso altri due tunisini S. e W. che ci spiegano di essere stati sottoposti a trattamenti degradante: denudati e quindi picchiati con violenza.

L’hotspot di Pozzallo si conferma un luogo fuori da ogni giurisdizione dove vale solo il potere del manganello. In altre stanze piove e sono “ospitate” persone in attesa di terminare la loro quarantena.

Nel centro uomini e donne si trovano negli stessi spazi. Tra loro una donna in stato interessante che ripete di sentirsi trattata peggio delle bestie, che il cibo è insufficiente: “Vi prego fateci uscire di qui. Fateci uscire di qui. Io sto da oltre un mese non abbiamo alcuna assistenza e guardate in che condizioni viviamo”.

Tra loro anche un minore con il padre con una grave patologia invalidante che dorme su un letto su cui cade l’acqua. A nessuno sembra importare né delle violenze sugli uni né sui trattamenti inumani e degradanti sugli altri. Funziona così quest’accoglienza carcere che è solo un prolungamento delle sofferenze subite in precedenza. Questo siamo: un Paese dove l’abuso di potere è legge indiscussa da troppo, troppo tempo

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pc 2 dicembre - Strage ferroviaria di Viareggio - Sicurezza, Verità, Giustizia!

2 dicembre, dopo 11 anni e mezzo, primo giorno di udienza in Cassazione a Roma.
Le manovre per salvare la pelle del cavaliere del lavoro Mauro Moretti, Ad della Holding Fs, al tempo dell'immane tragedia, sono in corso da tempo. Alcune manovre sono palesi, altre occulte. Vediamo, vedremo, quanto il suo perenne potere, supportato e coadiuvato dalla marmaglia dei suoi lacchè, riuscirà ad avere il sopravvento e a salvarlo da una legittima condanna.
In tutti questi anni, la politica lo ha assolto, avendolo rinominato per due volte alle Fs e poi promosso a 'Finmeccanica-Leonardo' nel corso dell'iter processuale; ma la politica dei politicanti non è riuscita ad evitare la sua condanna di 1° grado (31 gennaio 2017) e d'Appello (20 giugno 2019).
L'ex ministro Del(i)rio o Del/reo (come meglio si creda), in una trasmissione televisiva, nel settembre del 2016, si permise di entrare a gamba tesa nel processo, dichiarando che le richieste di condanna per Moretti da parte dei Pm erano esageratamente sproporzionate. Con 32 Vittime e alcuni feriti gravissimi, quanti anni avrebbero dovuto chiedere i Pubblici ministeri? Le richieste nei confronti degli altri imputati non erano, invece, sproporzionate?
2 dicembre ha inizio la Cassazione e da Viareggio un solo grido:
Sicurezza, Verità, Giustizia!

pc 2 dicembre - Imperialismo italiano: l'ENI rafforza la sua presenza nel Mediterraneo con l'ennesimo accordo con l'Egitto per la produzione del gas

L'analisi dell'imperialismo, delineata da Marx ed Engels ed analizzata scientificamente da Lenin, è di fondamentale importanza per comprendere questa nuova fase del capitalismo e lottare contro di esso. Riguarda il fondamento della lotta di classe e della lotta tra i diversi paesi, così come spiega le migrazioni di massa, le guerre, la spinta verso il fascismo da parte dei governi dei padroni.

In questo caso ENI è capitalismo monopolistico-statale, è monopolio, la posizione di dominio di un determinato settore della produzione, è profitto ai massimi livelli basato sulla rapina dei popoli, è rafforzamento dello Stato del Capitale.

ENI riapre lo strategico impianto di liquefazione GNL di Damietta. Uno degli unici 2 di Eastmed e parte della strategia energetica italiana post COVID-19.

Ahram Online , mercoledì 2 dicembre 2020

L'italiana Eni ha annunciato martedì di aver firmato accordi con l'Egitto e la società spagnola Naturgy

pc 2 dicembre - 1.2 miliardi di euro per 2 aerei-spia è una spesa necessaria? Tagliare le spese militari!

Aeronautica Militare, confermati i primi 2 velivoli SIGINT per l'arma azzurra. La Difesa acquisterà con una prima trance di finanziamento da 1.2 miliardi di euro, 2 G550 in configurazione SIGINT per la raccolta informativa sia strategica che tattica, e 6 ulteriori piattaforme “green” da riconvertire in futuro con successivi finanziamenti in altri velivoli “speciali”, presumibilmente 2 SIGINT e 4 CAEW (Conformal Airborne Early Warning). Nessuna menzione, invece, per l’azienda che curerà la modifica dei 2 aerei in piattaforme SIGINT; dunque non è ancora chiaro se questa sarà l’israeliana IAI o l’americana L3

L'alleanza di intelligence "5Eyes"consiste nella condivisione di intercettazioni e dati raccolti dalle rispettive agenzie di intelligence elettronica: per gli USA, la NSA, per UK il GCQH ecc

L'l'Italia NON è parte dei 5Eyes, ma secondo i file di Snowden, I'Italia è parte dei "SIGINT Seniors", detta anche 14Eyes, che include: 5Eyes+Belgio,Olanda,Danimarca,Italia,Francia,Germania,Spagna, Svezia e Norvegia.

pc 2 dicembre - Nella pandemia per i padroni più profitti, per gli operai più sfruttamento e morti sul lavoro!

 Inail, in 10 mesi calano infortuni ma casi mortali crescono del 15,6%

Nei primi dieci mesi dell'anno calano gli infortuni sul lavoro, ma aumentano i casi mortali. Lo rileva l'Inail. Tra gennaio e ottobre le denunce di infortunio sono state 421.497 (- 21,1% pari a circa 113mila in meno rispetto alle 534.314 dello stesso periodo del 2019), 1.036 delle quali con esito mortale (+ 15,6% pari a 140 casi in più rispetto agli 896 dei primi dieci mesi del 2019). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 36.619 (- 28,3%).

I dati di quest`anno, sottolinea l'istituto, sono "fortemente influenzati" dall`emergenza coronavirus.

Il calo degli incidenti si è registrato nonostante la presenza delle denunce di infortunio sul lavoro a seguito dei contagi da Covid-19, che rappresentano circa il 16% del totale.

La diminuzione riguarda tutti i mesi e, in particolare, a maggio con denunce praticamente dimezzate rispetto allo stesso mese del 2019. Seguono aprile e giugno, con una riduzione di circa un terzo nel confronto con l`anno precedente, luglio con un calo del 20%, marzo, settembre e ottobre che presentano una riduzione tra il 15% e 16%, e infine agosto con un più contenuto

martedì 1 dicembre 2020

pc 1 dicembre - India - appello per Saibaba - a cura del comitato di sostegno italia

 

Il Comitato per la Difesa e la liberazione di G. N. Saibaba fa appello alle autorità della prigione centrale di Nagpur per ché forniscano immediatamente al dottor G. N. Saibaba cure mediche adeguate, libri e lettere!

Il Comitato per la Difesa e liberazione di GN Saibaba apprende con preoccupazione che il dottor GN Saibaba è in sciopero della fame per rivendicare i diritti fondamentali di ogni prigioniero, l'accesso a alla lettura, alle lettere e medicinali, che gli sono nonostante il peggioramento della sua salute e il rischio di contrarre COVID-19. Il dottor G. N. Saibaba ha deciso di osservare lo sciopero della fame a partire dal 21 ottobre 2020. per la negazione di cure mediche elementari nella prigione centrale di Nagpur e il fermo di libri e lettere inviatigli da familiari e amici. A queste ingiuste e persecutorie restrizioni da lui subite si aggiungono l'impossibilita per la famiglia e gli avvocati di fargli visita in carcere, a causa della pandemia COVID-19 in corso.

Il dottor GN Saibaba, professore di inglese all'Università di Delhi, affetto da disabilità al 90%, detenito nella prigione centrale di Nagpur, dal 2014 è incarcerato per una legge draconiana, Unlawful Activities Prevention Act (UAPA). Negli ultimi anni ha sofferto di gravi disturbi fisici, tra cui la graduale paralisi degli arti, dovuta all'incuria e alla continua negazione di cure adeguate da parte delle autorità carcerarie. La ripetuta negazione della libertà su cauzione o per condizioni mediche, nonostante il peggioramento della salute fisica e le vulnerabilità di una persona già affetta da malattia, esposta alla minaccia di contrarre COVID-19 in una prigione sovraffollata, è una grave minaccia per la sua vita. In questa situazione, negare i medicine inviatigli è estremamente preoccupante e lo priva di medicinali indispensabili per salvare la vita o Gli è stato negato perfino il permesso per partecipare al funerale di sua madre . Ha trascorso gli ultimi anni in una cella, leggendo e traducendo testi e scrivendo poesie. Libri e lettere sono fondamentali per il benessere di ogni detenuto e negare loro l'accesso ad essi è una violazione dei loro diritti. I libri che la famiglia e gli avvocati hanno inviato al dottor G. N. Saibaba, testi in inglese e liberamente disponibili sul mercato, sono stati indebitamente confiscati e trattenuti senza motivo dalle autorità carcerarie.

Anche le lettere dei familiari vengono confiscate e trattenute dalle autorità. Questa è una grave violazione dei diritti di un prigioniero. Inoltre, vengono fermati anche giornali e ritagli inviatigli per posta.

Così come sono trattenuti i farmaci necessari per i diversi disturbi sofferti dal Dr. G. N. Saibaba, mettendone in pericolo la vita. Inoltre, in nome della pandemia viene violato anche il diritto che ogni detenuto ha all'assistenza legale, concedendogli non più di due chiamate al mese e negandogli l'opportunità di discutere il suo caso con i suoi avvocati. Il dottor Saibaba richiede che questi diritti fondamentali gli siano garantiti, per una vita dignitosa in carcere. In assenza di questi, è costretto a decidere di iniziare uno sciopero della fame. Considerando la sua salute, la pandemia in corso, l'impossibilità per i sui familiari e amici di incontrarlo e le pessime condizioni dentro il carcere, uno sciopero della fame non può che mettere in pericolo la vita del Dr. G. N. Saibaba.

Il Comitato per la Difesa e Liberazione del dottor GN Saibaba fa appello alle autorità della prigione centrale di Nagpur perché intervengano e garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali del dottor GN Saibaba, perché gli vengono forniti medicinali, libri e lettere e si metta in sicurezza la sua vita. Facciamo appello a tutte le organizzazioni e gli individui democratici perché sollevare proteste verso la direzione della prigione di Nagpur per garantire che i diritti del Dr. G. N. Saibaba in custodia dello Stato, non siano violati.

Commitato per la Difesa e la Liberazione del Dr. G. N. Saibaba

pc 1 dicembre - La patrimoniale non serve per salvare il capitale dalla sua catastrofe sociale ed economica ma per aumentare la necessità da parte del proletariato di rovesciarlo

Dal numero speciale "coronavirus" del giornale proletari comunisti 

"...E' del tutto giusto che le masse lavoratrici e in particolare le loro organizzazioni sindacali oppongano la rivendicazione di una patrimoniale, indicata nel testo, del 10%, ma è sbagliato far diventare questo una enfatica affermazione che con questo provvedimento si comincia ad “espropriare gli espropriatori” e che questa rappresenterebbe la madre di tutte le battaglie nel contesto attuale...
Le leggi dei governi non si adattano certo alle "esigenze sociali". Solo in periodi di forti lotte di classe, di rivolte possono rispondere parzialmente e momentaneamente alle esigenze sociali per contenere e deviare quelle lotte.

Un contributo sulla questione:



La patrimoniale, il lato fiscale della lotta di classe

di Alberto Ferretti

C’è un pezzo di lotta di classe da sempre sottovalutato se non dimenticato in Italia, in nome del quale sarebbe giunto il momento invece di ingaggiare una decisa battaglia politica: quello fiscale, con particolare riguardo, viste le circostanze, all’urgente introduzione di una imposta patrimoniale.

Questa pandemia ha infatti messo in luce le crepe dovute al sottofinanziamento cronico della sanità che ne hanno amplificato a dismisura l’impatto sulle classi lavoratrici e sui ceti popolari. Sottofinanziamento e tagli che hanno da un lato disarticolato la capacità di

pc 1 dicembre - Nessuna sicurezza sul lavoro e lavoro in nero... gli operai continuano a rischiare la vita ogni giorno! Altri controlli a Cefalù...

Come dicevamo in un altro articolo - (https://proletaricomunisti.blogspot.com/2020/11/pc-11-novembre-sicilia-57-padroni.html) - la sicurezza sul lavoro per gli operai è un miraggio e i padroni grandi  medi o piccoli, spesso veri delinquenti, fanno profitti sulla loro pelle. E' quello che viene riportato da questo articolo di oggi: ponteggi metallici non conformi, mancanza di parapetti, mancata messa a terra di grosse masse metalliche... ecc. ecc.

Giornale di Sicilia

pc 1 dicembre - Il governo italiano non ha mai interrotto l'accordo per armare l' Egitto. I profitti dell'imperialismo sono più importanti del processo a Giulio Regeni

Secondo il periodico on line Al-Araby Al-Jadeed, i colloqui in corso tra il Ministero della difesa e dell'intelligence egiziano da un lato, e l'Autorità italiana per lo sviluppo delle esportazioni "SACE" dall'altro, sono validi e non si sono interrotti, alla luce del sostegno politico della presidenza egiziana e dei ministeri degli affari esteri, della difesa e dell'economia di Roma, per ottenere un prestito tra 500 e 650 milioni di euro, da un gruppo di banche e altri istituti di finanziamento, per finanziare la seconda fase dell'operazione. "

"il caso Regeni non ha oscurato i colloqui tra l'Egitto e una serie di importanti produttori di armi in Italia sui progetti per la creazione di importanti fabbriche e officine in Egitto per la produzione di pezzi marini e terrestri in vendita agli stati arabi del Golfo e in Africa, e per trasformarli in un centro regionale a tal fine. È un'idea che il presidente Abdel-Fattah El-Sisi ha presentato al primo ministro italiano Giuseppe Conte all'inizio di quest'anno e rivelata da Al-Araby Al-Jadeed lo scorso giugno"


La prima delle due fregate multiruolo italiane Fremm, che sono state acquistate dal Cairo per un importo superiore a 1,1 miliardi di dollari, arriverà in Egitto entro la fine di quest’anno. Quanto alla seconda fregata, arriverà nella primavera del prossimo anno, secondo le stime dell’azienda italiana Fincantieri.


GLI ACCORDI ITALIA-EGITTO SU FINCANTIERI E NON SOLO

Sempre secondo il periodico online il caso dell’italiano Giulio Regeni non ostacolerà l’attuazione dell’accordo italo-egiziano. Tuttavia gli accordi italo-egiziani vanno ben oltre la trattativa relativa alle fregate Fremm.

I DETTAGLI SULLE COMMESSE DELL’EGITTO PER FINCANTIERI E LEONARDO

Ma il periodico online ha fatto altre interessanti rivelazioni sui rapporti nell’ambito dell’industria di armamenti tra Italia ed Egitto. In primo luogo sarebbe infatti previsto l’acquisto di 24 veivoli da addestramento M-346 prodotti da Leonardo per un valore complessivo che si aggira tra i 370 e 400 milioni di euro; in secondo luogo la partnership tra Italia ed Egitto prevederebbe la costruzione di fabbriche e officine di armamenti in Egitto, allo scopo di produrre localmente armi, sia terrestri sia marittime, da vendere agli altri Stati del Golfo e africani con lo scoop di consentire all’Egitto di diventare un centro regionale in materia di industria bellica.

I NUMERI IN BALLO IN EGITTO PER FINCANTIERI E LEONARDO

Complessivamente, secondo l’autorevole periodico online Al-Araby Al-Jadeed, il volume complessivo tra Italia ed Egitto raggiungerà circa 11 miliardi di euro consentendo all’Egitto di diventare uno dei maggiori importatori di armi a livello internazionale.

IL TREND

D’altra parte il volume degli affari tra Italia ed Egitto nel settore degli armamenti, rispetto al 2018, è triplicato. Se infatti l’importo complessivo nel 2018 era di circa 69 milioni di euro nel 2019 ha raggiunto quasi 240 milioni di euro.

lunedì 30 novembre 2020

pc 30 novembre - 200° DI ENGELS NELL'ASSEMBLEA DEI LAVORATORI COMBATTIVI - 2

Dall'intervento dell'operaio della Tenaris Dalmine dello Slai cobas sc all'assemblea delle lavoratrici e lavoratori combattivi del 29 novembre:

"Per prima cosa voglio informare tutti i lavoratori dell'importante iniziativa che si è tenuta ieri e a cui abbiamo partecipato come lavoratori dello Slai cobas sc per il 200° anniversario della nascita di Engels, in via telematica con tanti altri operai, lavoratrici, compagni, intellettuali. 
La partecipazione di noi operai è per la straordinaria importanza di Engels insieme a Marx nell'analisi scientifica della condizione operaia, delle sue lotte e della teoria e prassi, appunto perchè ci sia l'emancipazione della classe operaia dal capitalismo. Pensiamo importante che in questa assemblea di operai, di lavoratori ci sia un saluto collettivo per celebrare in maniera concreta Engels e ricordare la necessità della rivoluzione ancora oggi a fronte della dura condizione della classe operaia".

pc 30 novembre - 200° di Engels nel mondo - 1

200th - Engels - Turkye- Germany

Friedrich Engels hacia 1848

Hace 200 años, el 28 de Noviembre de 1820, nació Friedrich Engels en Barmen, Prusia. Hoy los revolucionarios del mundo celebramos su vida y obra que sirvió a resolver problemas esenciales para la emancipación de la clase obrera. En ese camino se reunió con Karl Marx y trabajaron en conjunto desde la teoría y la práctica, tomando posición por los oprimidos, participando en la formación de importantes organizaciones obreras y en la lucha armada que se levantó en la oleada de revoluciones en Europa hacia 1848. El estudio y práctica de Marx y Engels dieron forma al marxismo, la ideología científica del proletariado.

Engels y su posición de clase

Engels fue hijo de un gran propietario textil, lo cual podría haberlo llevado a vivir una vida burguesa

pc 30 novembre - I PADRONI USANO ANCHE LA PANDEMIA PER AVERE MASSIMA FLESSIBILITA'

Dal Sole 24 ore: "...uno dei maggiori problemi nella gestione efficiente del personale: si tratta della tendenza al "mansionismo",cioè all'estremizzazione di una interpretazione dell'esigibilità della prestazione lavorativa esclusivamente definita dalla storia professionale personale di ciascun dipendente, che poco si concilia con la flessibilità nell'utilizzo delle risorse umane. Se questa tendenza risultava problematica in condizioni normali oggi, a causa della situazione dovuta all'emergenza epidemiologica, essa può determinare esiti paradossali... 
(l'interpretazione per cui) "...le mansioni possono essere considerate equivalenti... da parte della contrattazione collettiva, indipendentemente dalla professionalità acquisita... rappresenta proprio nell'attuale emergenza, una notevole opportunità per rispondere alle accresciute esigenze di flessibilità gestionale...".

Non è un attacco nuovo alla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici, ma ora i padroni, come dei vampiri, usano la pandemia - le malattie, le morti - per imporre dappertutto la massima flessibilità per aumentare lo sfruttamento e salvaguardare i loro profitti (ricordano quegli imprenditori che durante il terremoto de L'Aquila ridevano e si "stropicciavano le mani soddisfatti", pensando ai nuovi profitti che grazie a quei disastri e morti avrebbero fatto). 
La flessibilità delle mansioni permette ai padroni di elevare la produttività degli operai senza elevare il salario, come di pretendere lo svolgimento di mansioni superiori (oltre quelle inferiori) senza che questo comporti aumenti salariali o passaggi di livello; quindi è un attacco al salario anche per questa via, nel momento in cui il salario viene impoverito, tagliato dai periodi di cassintegrazione. 
Nello stesso tempo, sul fronte appunto della "emergenza epidemiologica", questa flessibilità con un utilizzo più intenso del lavoro, più carichi di lavoro, se è pretesa dalle aziende per salvaguardare la loro salute economica, per i lavoratori, le lavoratrici potrà comportare un maggior rischio di contagio. 
Anche questa volta le aziende avranno la piena collaborazione dei sindacati confederali. E non c'è dubbio che questa "flessibilità delle mansioni" entrerà ufficialmente negli accordi in corso sul rinnovo dei CCNL.
 

PC 30 novembre - IL VACCINO NON CI LIBERERA' DALLA PANDEMIA... SE NON CI LIBERIAMO DAL SISTEMA CHE LA PRODUCE

La dittatura del proletariato è lo strumento per eliminare, in un percorso prolungato di transizione socialista, le cause che producono le pandemie; è lo strumento... per intervenire radicalmente là dove esse esplodono... che dà il potere tutti i giorni ai proletari e alle masse popolari e le rende quindi autocoscienti, disciplinate e organizzate nella vita quotidiana e sicuramente enormemente più in grado di fronteggiare, senza i grotteschi decreti quotidiani dei Conte di turno, qualsiasi minaccia venga alla vita collettiva delle masse.

Tratto dal blog proletari comunisti 10 novembre - PANDEMIA - TORNIAMO ALL'ORIGINE: IL RUOLO DI GOVERNI E STATO - LA "SOLUZIONE" COMUNISTA

pc 30 novembre - Indonesia: stupri e abusi nelle coltivazioni di olio di palma legati ai maggiori marchi di prodotti di bellezza


riprendiamo da Pungolo Rosso

Margie Mason e Robin Mcdowell

SUMATRA, Indonesia (AP) – Con la mano stretta sulla  bocca, non poteva urlare, ricorda la ragazza di 16 anni – e comunque nessuno poteva sentirla. Descrive come il suo capo l’ha violentata tra gli alberi ad alto fusto di una piantagione di olio di palma indonesiana che alimenta alcuni dei marchi di cosmetici più famosi al mondo. Poi le ha messo un’ascia alla gola e l’ha avvertita: non dirlo a nessuno.
In un’altra piantagione, una donna di nome Ola si lamenta di febbre, tosse e sangue dal naso dopo anni passati a spruzzare pericolosi pesticidi senza equipaggiamento protettivo. Guadagnando solo $ 2 al giorno, senza benefici per la salute, non può permettersi di vedere un medico.
A centinaia di chilometri di distanza, Ita, una giovane moglie, piange i due bambini che ha perso nel terzo trimestre. Trascinava regolarmente carichi diverse volte il suo peso durante entrambe le gravidanze, temendo che sarebbe stata licenziata se non lo avesse fatto.
Queste sono le donne invisibili dell’industria dell’olio di palma, tra i milioni di figlie, madri e nonne

domenica 29 novembre 2020

pc 29 novembre - L'importante "serata Engels" - Comunicato

già disponibile

Si è tenuta ieri la celebrazione proletaria e comunista del 200° anniversario della nascita di Engels, fondatore con Marx del marxismo, autore del 'Manifesto del Partito comunista', fondatore della I Internazionale.

Abbiamo scelto di celebrarlo attraverso l'azione. L'azione fondamentale, discriminante è stata la diffusione nelle fabbriche ove siamo presenti e siamo riusciti ad arrivare di un depliant con frasi fondamentali, centrali e attuali del pensiero e dell'opera di Engels, per ogni operaio dotato di coscienza di classe, per ogni intellettuale che voglia contribuire al legame tra teoria scientifica e movimento operaio, per ogni comunista che lavori per costruire il Partito, per la rivoluzione proletaria, il socialismo e il comunismo.

Nel fare questo abbiamo risposto all'impegno che ci eravamo assunti: restituire agli operai, alle donne proletarie, ai giovani "ribelli controcorrente" il grande lavoro teorico di Engels, immenso e su tutti i campi della scienza del proletariato, dell'umanità; e abbiamo applicato l'insegnamento di Lenin: “Il nome e la vita di Engels devono essere conosciuti da ogni operaio"; lo abbiamo fatto da maoisti che considerano il loro essere comunisti al servizio del proletariato e del popolo.

L'assemblea tematica, collegata ad altri comunisti come noi dei 4 continenti, ha visto insieme compagni e militanti tutti attivi e d'avanguardia nelle lotte operaie e proletarie in corso nel nostro paese in questa fase, operai d'avanguardia, giovani del Fronte della gioventù comunista di Taranto, compagne del Mfpr, intellettuali, innanzitutto il prof. Giuseppe Di Marco. Essi hanno ripreso con loro parole i grandi insegnamenti di Engels, con la determinazione a condurre questa battaglia in ogni ambito della lotta di classe e in primis nelle fila delle avanguardie operaie di lotta, per prendere nelle proprie mani gli strumenti della teoria, porli a guida della politica proletaria e rispondere senza ombra di dubbio e contro ogni tipo di revisionismo e opportunismo alla frase del grande Engels: "...nella lotta politica di classe contro classe, l'organizzazione è l'arma più importante...". 

Non è che l'inizio, di una nuova fase della guerra di classe necessaria qui ed ora al nostro paese.

Gli interventi della celebrazione e l'informazione sulle analoghe iniziative nel mondo saranno tutti pubblicati attraverso gli strumenti disponibili, a partire dal prossimo giovedì dedicato alla Formazione operaia.

Il nuovo libricino realizzato sulla vita di Engels, inedito nel nostro paese, sarà inviato ad ogni operaio, donne, giovani, compagni e compagne che lo richiedano all'indirizzo email di proletari comunisti.

Un Quaderno di Formazione operaia è in realizzazione uscirà agli inizi del prossimo anno, per essere presentato e diffuso in tutte le forme che saranno a disposizione.

pc 29 novembre - COVID: “L’AQUILA COME BERGAMO? I RESPONSABILI SIETE VOI”, SIT-IN AL “SAN SALVATORE”

DI COVID SI MUORE, SENZA TAMPONI DI PIÙ 

“L’Aquila come Bergamo”? I responsabili siete voi

Marsilio/Testa/Biondi Dimissioni

Il comunicato del 3x32:

Oggi siamo volut* stare davanti l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, con i nostri corpi, per non farlo sentire come un’area estranea al territorio in cui viviamo, nemmeno, soprattutto, ora che all’Aquila è in vigore di nuovo una zona rossa. In pochi e distanziati siamo stat* lì per un gesto che sappiamo vuole essere un abbraccio simbolico di tutta la città a chi sta lì dentro, soffrendo perché malato o lavorando con turni massacranti, come accade in tutta la provincia.

Ci siamo ritrovati e ritrovate davanti al nostro  ospedale anche per denunciare che se all’Aquila il contagio da Covid ha preso queste dimensioni ci sono dei motivi precisi e delle precise responsabilità e non c’è zona rossa che possa impedirci dall’indicarle pubblicamente.

Di Covid infatti si sta morendo troppo a L’Aquila e in provincia, come