sabato 12 settembre 2020

pc 12 settembre - Elezioni Usa - O caduta di Trump fascio-razzista/imperialista e negazionista o rivolta popolare e rivoluzionaria

La partita all'interno dell'imperialismo americano nelle prossime elezioni è davvero epocale.
proletari comunisti dedicherà il massimo di attenzione nei prossimi 2 mesi a questo, in rapporto stretto con i compagni americani che operano nel ventre della bestia, e nel nostro paese considerando tutto quello che rappresenta l'imperialismo USA come obiettivo sensibile di manifestazioni di ogni genere e tipo.
Massima attenzione sarà data ai proletari e popoli del mondo che considerano l'imperialismo USA il nemico principale e verso i quali gli effetti delle elezioni USA saranno decisivi e importanti.
Comunque queste elezioni avranno un effetto nelle contraddizioni interimperialiste sul piano economico/politico/geostrategico/militare e occorre dare ai proletari e alle masse popolari una visione chiara della situazione mondiale e dei suoi effetti nella situazione nazionale, contro ogni forma di sovranismo, di destra o di 'sinistra' che nei paesi imperialisti come l'Italia è sempre socialsciovista e filo proprio imperialismo.
Nella settimana che contiene il giorno delle elezioni - 3 novembre - saremo mobilitati ovunque è possibile e in tutte le forme.
Naturalmente disponibili a condividere con tutti un documento comune che faccia da base alle mobilitazioni.

proletari comunisti/PCm Italia
pcro.red@gmail.com
12 settembre 2020

pc 12 settembre - Il Covid arricchisce i giganti: «Multinazionali da record»

Il capitalismo non si smentisce mai origina pandemie che uccidono milioni di persone e le multinazionali si arricchiscono

- Riccardo Chiari, ROMA,11.09.2020
Il rapporto Oxfam. Il dossier «Potere, profitti e pandemia» registra l’impennata dei guadagni, già abitualmente da capogiro, delle 32 aziende più grandi del globo, a fronte della perdita di 400 milioni di posti di lavoro, e del rischio chiusura per 430 milioni di piccole imprese. «Il problema non è tanto la creazione degli utili, quanto il mancato reinvestimento nella produzione e nel lavoro»
Dopo il rapporto di aprile «Dignità, non miseria», in cui Oxfam stimava per gli effetti della pandemia 500 milioni di poveri in più nel pianeta (una soglia fissata dalla Banca Mondiale a meno di 1,9 dollari

pc 12 settembre - Nuova intesa in Libia? - Info ne parliamo i prossimi giorni

Libia: tutti i punti dell’intesa raggiunta in Svizzera, "Nova" parla in esclusiva con uno dei mediatoriLibia: tutti i punti dell’intesa raggiunta in Svizzera, "Nova" parla in esclusiva con uno dei mediatori

Roma, 11 set 16:27 - (Agenzia Nova) - L’intesa raggiunta a Montreux, in Svizzera, sotto gli auspici del Centro per il dialogo umanitario (Hd, think tank con sede a Ginevra) e alla presenza della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) dal 7 al 9 settembre, è “una tappa” di un percorso per redigere una “road map” da presentare Libyan Political Forum (Lpf), il processo che dovrebbe riunire tutte le iniziative diplomatiche svolte fin qui: da Berlino a Palermo, da Parigi ad Abu Dhabi passando per il Cairo. Lo afferma Naoufel Omeyya Seddik, senior advisor per il Medio Oriente e il Nord Africa del Centre for Humanitarian Dialogue, raggiunto al telefono da “Agenzia Nova” appena rientrato dalla Svizzera. Elezioni presidenziali e parlamentari in Libia entro 18 mesi, riforma del Consiglio di presidenza, istituzione di un nuovo governo a Sirte, dove avrà sede anche il

pc 11 settembre - Torre del Greco costringe Salvini alla fuga

È durato meno di 5 minuti l’intervento di Matteo Salvini a Torre del Greco nell’ambito del suo tour elettorale in vista delle Regionali del 20 e 21 settembre.
Fischi, slogan, contestazioni e perfino lancio di pomodori hanno accolto le sue parole sul palco allestito nella zona tra via Roma e corso Vittorio Emanuele chiusa al traffico.
Del resto il leader della Lega, dopo essere stato a Pompei, doveva anche visitare le aree mercatali di largo Santissimo e passeggiare in via Salvator Noto, ma le condizioni ambientali – è stato organizzato anche un corteo composto da almeno un migliaio di manifestanti partito da piazza Santa Croce – hanno consigliato ai responsabili del servizio d’ordine di puntare direttamente al gazebo dove erano presenti già gli attivisti locali.
Troppo pochi, comunque, per compensare “il volume” di voci della fiumana di contestatori. Neanche con gli altoparlanti installati sul palco si riusciva a sentire una sola parola del “Truce”.
C’erano certo anche alcuni ragazzi dei detestati “centri sociali,” ma come si nota dai video per la gran parte si trattava persone comuni, anche anziani. Popolo, insomma.
E l’inchiesta ancora in corso, che ha portato all’arresto di tre commercialisti del Carroccio per una squallida vicenda di compravendite e mazzette ai danni della regione Lombardia, non aiuta certo a trovare “simpatie” in una regione che non dimentica i coretti “lavali col fuoco” e “senti che puzza, scappano anche i cani”, ecc.

pc 11 settembre - Marsala: aggressione di una banda fasciorazzista a due coppie "miste"

Ai fasciorazzisti assassini sparsi per l’Italia si aggiungono questi vigliacchi di Marsala: in decine hanno aggredito due coppie “miste” (perché si tratta di due giovani di origine africana e due ragazze di Marsala) li chiama il Giornale di Sicilia di oggi, tra cui una ragazza incinta. E c’è mancato poco che anche in questa occasione questi vili fascisti ammazzassero qualcuno.

pc 11 settembre - Ravenna: condannati antifascisti per avere coperto simboli nazisti. Appello di proletari comunisti-Ravenna per una mobilitazione cittadina antifascista

https://www.fanpage.it/
 Ravenna, coprirono le svastiche con dei fiori: attivisti condannati per imbrattamento.

Tre attivisti ravennati di 26, 38 e 54 anni della locale rete antifascista sono stati condannati per imbrattamenti aggravati a pene comprese tra venti giorni e un mese. Avevano coperto delle svastiche disegnando dei fiori e contestato, con una scritta, la commemorazione della morte di un gerarca fascista.
ATTUALITÀ 10 SETTEMBRE 2020  Disegnare dei fiori per coprire una svastica realizzata sul muro di una scuola o fare una scritta sulla recinzione di un cimitero per contestare la commemorazione

pc 11 settembre - Una presa di posizione verso l'assemblea nazionale di Bologna dello Slai cobas per il sindacato di classe

Verso l’assemblea nazionale di BOLOGNA

Lo Slai cobas per il sindacato di classe sostiene sin dal primo momento il Patto d’azione per un fronte unito anticapitalista nella fase attuale e ha dato il suo contributo al suo lancio e attività iniziale, che ha visto nella giornata del 6 giugno una prima iniziativa di rilievo nazionale significativa che ha portato alla ripresa delle piazze da parte delle organizzazioni sindacali e politiche che aderiscono al PdA, dando un rilievo e una dimensione nazionale alle lotte degli operai, lavoratori, lavoratrici espressesi nella fase acuta della pandemia e continuate a macchia di leopardo in diverso focolai di lotte in tutto il paese fino ad oggi.
Noi riteniamo che il PdA e la sua piattaforma siano la vera novità prodottasi in questi mesi e come abbiamo detto nelle assemblee telematiche che si sono tenute il problema che abbiamo è di consolidarlo, estenderlo a partire dalla piattaforma in 12 punti approvata, sapendo che ha molti nemici espliciti – padroni, governo, sindacati confederali a cui va associata l’azione dell’Usb e delle forze politiche sovraniste e partitini di falsa sinistra sempre a caccia di nuove avventure elettorali – e impliciti come coloro che agiscono fuori di esso con spirito parassitario e/o gruppi dediti essenzialmente a fare propaganda di proprie proposte
Il Patto invece deve servire a delineare un effettivo fronte di classe basato sulle lotte e un’effettiva opposizione politica e sindacale contro questo governo, contro gli sciacalli fascio-populiste Salvini/Meloni, volta al cambiamento dei rapporti di forza politici e sociali.
Questo è per noi la vera priorità e l’aspetto principale.
In questo quadro vediamo come positivi, se inserito in questo percorso, l’assemblea nazionale dei lavoratori e lavoratrici che definiamo classisti e combattivi indetta a Bologna per il 27 di questo mese e sosteniamo in generale l’appello di convocazione
Vi partecipiamo, con i compagni, lavoratori, lavoratrici rappresentanti delle lotte, da Bergamo, a Taranto, a Palermo, ecc. Interverremo con il contributo che viene da queste lotte all’unità di classe, ad accendere dieci, cento, mille fuochi di guerra di classe sindacale e politica, puntando a rafforzare il rapporto fondamentale tra i lavoratori già in lotta e i grandi settori di operai che ancora non lo sono - ingabbiati dal controllo del sindacalismo confederale, dalle illusioni riformiste sul governo, Ministri, Istituzioni locali e dall’arretratezza della coscienza di classe nel comprendere l’effettiva sostanza della situazione che tocca gli operai e le masse popolari nel nostro paese e come combatrterla.
Siamo contro il resuscitare lungo strade già battute ‘coordinamenti intersindacali’ e/o unità di vertice tra sigle per l’indizione di un rituale sciopero generale.
Serve a nostro avviso un movimento di lotta con posizioni di classe e forme di lotte nuove, riprendendo l’esempio che viene dalle lotte in corso in tanti altri paesi con spirito classista e internazionalisti
Questo porteremo nelle assemblee che preparano Bologna e con gli interventi in tutte le forme dei lavoratori e lavoratrici slai cobas per il sindacato di classe all’assemblea del 27 settembre

slai cobas per il sindacato di classe – coordinamento nazionale
11-9-2020.

PS. E’ stato scelto il metodo per l’assemblea di un lungo elenco di adesioni nella maggiorparte dei casi scontato, dato che si tratta delle naturale adesione dei lavoratori attivi nel Si.cobas e di altri lavoratori che già partecipano alle lotte in corso delle forxe che comprendono il Patto d’azione. Mentre è naturalmente utile che nel quadro della preparazione dell’assemblea vengano raccolte adesioni in tutti i posti di lavoro dove ci siamo o possiamo arrivare oltre i confini di chi già sostiene l’assemblea nazionale.

APPELLO
PER UN’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI COMBATTIVI
L’impatto dell’emergenza ancora in pieno corso è epocale, con una recessione generale che colpisce

pc 11 settembre - PANDEMIA IN GRECIA - DICHIARAZIONE DEL PAME

Dichiarazione del


PAME - Fronte di Tutti i Lavoratori | pamehellas.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
25/08/2020

Impediamo che la salute delle persone sia messa a repentaglio per i profitti dei capitalisti
Prendiamo la nostra vita nelle nostre mani


Il ritorno della pandemia in Grecia è una tragica conferma della previsione secondo cui l'indebolimento dei protocolli sanitari per il profitto dei gruppi imprenditoriali creano enormi rischi per la vita e la salute delle persone.
In queste circostanze, il governo cerca provocatoriamente di nascondere le responsabilità della sua politica parlando di "responsabilità individuale" dei lavoratori, soprattutto dei giovani e delle persone per la nuova diffusione del coronavirus. Ma le bugie hanno le gambe corte. In realtà, dove sarebbe la "responsabilità individuale" dei lavoratori delle aziende in cui sono scoppiati i focolai se i padroni e il governo non attuano nemmeno le misure di base per la salute e la sicurezza?
Qualche esempio:
Industria di macellazione della carne di Kavala: 34 casi
Fabbrica di olio d'oliva di Halkidiki: 50 casi
1° ufficio IRS di Salonicco: 17 casi

È responsabilità del lavoratore se non ha abbastanza soldi per pagare a fine mese anche i test e i

pc 11 settembre - COVID A POLIGNANO A MARE - CENTINAIA DI LAVORATRICI CONTAGIATE

Covid all'azienda di Polignano - 300 contagi in isolamento e il contagio si estende a Taranto, Bari, Brindisi.
L'Azienda Sop pretende di autoassolversi, il Direttore della Asl Taranto, Coversano, di minimizzare - ma vogliono solo nascondere che è la realtà delle condizioni di lavoro che sta estendendo il contagio.
Una forte testimonianza di come lavorano le operaie nelle aziende agricole in Puglia verrà portata nell'assemblea telematica donne/lavoratrici del 17 settembre dalle ore 16 - per collegarsi e intervenire: link https://meet.google.com/tnq-kqph-zkg - tel 3475301704.

Anche all'Ilva un nuovo contagio 
Da Il Quotidano - In 72 ore sono stati eseguiti 412 tamponi e sono almeno 108 i positivi, ma il numero è destinato a salire. Il focolaio generato dall'azienda di ortofrutta Sop di Polignano assume, con il passare delle ore, dimensioni sempre più importanti e preoccupa tre province, Taranto, Bari e Brindisi. La Procura di Bari ha aperto un'inchiesta che è alle battute iniziali, ieri c'è stata una ispezione congiunta tra azienda, operatori Spesal e personale Sian (competente nella sicurezza dei prodotti alimentari) per verificare il rispetto delle norme anti contagio. Parallelamente prosegue lo screening di massa svolto dalle Asl, l'attività sta riguardano non solo i dipendenti della azienda, ma

pc 11 settembre - ARCELORMITTAL TARANTO - UN'ALTRA VIA - dal blog tarantocontro

Questa mattina alle portinerie - prossima settimana iniziativa 
dello Slai cobas in funzione delle assemblee.

Le assemblee che dovrebbero tenersi nei prossimi giorni in fabbrica - come annunciato dalle RSU - non devono essere "normali assemblee", in cui parlano gli stessi, si sente qualche denuncia un pò più forte, ma poi non sono gli operai come realtà collettiva a poter decidere; e le assemblee così finiscono come sono cominciate, in cui vanno avanti solo le proposte dei vertici sindacali, che finora non hanno alcuna possibilità di rovesciare una situazione grave, confusa e bloccata.

Occorrono "assemblee di guerra", in cui gli operai impongano, sia con gli interventi, sia soprattutto con la protesta e l'azione durante l'assemblea, un'altra via: una piattaforma operaia e una

pc 11 settembre - Fermiamo la campagna d'odio contro i migranti rinchiusi nel centro di Monastir


In questi ultimi mesi, sui media locali, così come negli organi istituzionali della Regione Sardegna, è stata lanciata una asfissiante campagna stampa, dal sottotesto incontestabilmente razzista, tesa ad alimentare la tensione intorno agli sbarchi degli algerini nel Sud Sardegna, statuendo il nesso algerini Covid-19. Questa campagna è stata messa in piedi nel chiaro tentativo di usare gli algerini come capro espiatorio per tutte le tensioni irrisolte determinate dalla pandemia, deviandole dal contesto dell’intoccabile economia turistica e dei trasporti, prima che, come era ovvio che fosse, questa dimostrasse la sua ben maggiore pericolosità.
Questa campagna ha avuto un effetto fortemente destabilizzante nel paese di Monastir, alimentando un clima di tensione sempre più esasperato intorno alla presenza degli algerini, internati dentro la struttura totalmente inadeguata e mal gestita del Centro di Prima Accoglienza, dando spazio ai gravissimi episodi di intolleranza di queste settimane.
La paura del Covid-19 agitata intorno agli algerini è propaganda pura e semplice: si tratta infatti degli unici viaggiatori provenienti da fuori Sardegna che sono sempre stati

giovedì 10 settembre 2020

pc 10 settembre - Colombia: la repressione alimenta la ribellione delle masse!

Colombia: la polizia del criminale Uribe continua ad uccidere manifestanti.
Massacro a Bogotà nella Giornata nazionale dei diritti umani,
dopo la violenta repressione con armi da fuoco contro i manifestanti sono 8 i morti, 58 i feriti colpiti da armi da fuoco, 258 i feriti nel massacro poliziesco contro chi manifestava rabbia ed indignazione contro la violenza della polizia


dai compagni maoisti colombiani di REVOLUCIÓN OBRERA
Dopo la vigorosa giornata di protesta contro l'assassinio di Javier Ordoñez da parte di agenti di polizia, conclusasi con la repressione delle forze pubbliche, la città si apre con un agghiacciante

pc 10 settembre - I deportati del capitalismo imperialista scappano da fame e guerre e muoiono sul lavoro per ingrassare i profitti dei padroni italiani

Lo sfruttamento dei lavoratori indiani nelle campagne di Latina
Due braccianti indiani al lavoro sopra una serra senza protezioni nelle campagne pontine
Braccianti indiani in sciopero contro AgriLatina
Caporalato e Sicurezza sul Lavoro. Un morto e un incidente grave in due settimane nelle serre pontine. Oggi alle 16 protesta davanti alla Prefettura
Il caso di Singh Guarjant arriva infatti dopo quello di Amrinder Singh, indiano di 32 anni che sabato 22 agosto è caduto nello stesso modo e rischia ancora di rimanere paralizzato.
Due infortuni sul lavoro molto simili nel giro di due settimane nelle campagne pontine. Stessa dinamica: un bracciante sikh indiano che cade da sopra una serra che stava lavando, l’imprenditore che lo sposta in un altro luogo «per soccorrerlo». Lunedì però il 26enne Singh Guarjant è morto.
Nel silenzio della stampa dei padroni:
Qualche mese fa un bracciante indiano si suicida dentro casa A Bella Farnia. Un lavoratore indiano a Terracina è stato picchiato perché si è permesso di chiedere una mascherina per lavorare..... (denunce fatte da Marco Omizzolo)

pc 10 settembre - Le guerre e le occupazioni imperialiste scatenate dagli USA con la partecipazione dei vari governi europei, tra cui quello italiano, hanno cacciato dalle loro terre 59 milioni di persone dal 2001 al 2019

L'imperialismo occidentale assieme a quello russo, cinese e a potenze reazionarie minori come Turchia, Israele, India, con la divisione del mondo in sfere d'influenza, con il controllo delle materie prime come petrolio e gas, con il furto delle risorse e la distruzione ambientale, sono i responsabili dell'emigrazione di massa
La mappa dei paesi analizzati nel rapporto della Brown University
e i luoghi di destinazione dei rifugiati 

da ilmanifesto

Dal rapporto della Brown University. Dati raccolti dall'11 settembre 2001 al

pc 10 settembre - LOMBARDIA, IN CONTINUITÀ CON LA FASE 1 MANCANO I DPI PER GLI OPERATORI SANITARI!

I LAVORATORI DELLA SANITÀ, principalmente pubblica, NON POSSONO CONTINUARE A STARSENE ZITTI, NON POSSONO FARSI TRATTARE COME “CARNE DA MACELLO" LAVORANDO A MANI NUDE.
Slai Cobas sc sanità Milano

Continuano i loschi affari della criminale giunta Fontana/Salvini, che anziché stare sui banchi di un tribunale per “crimini contro l’umanità”, visto che hanno trasformato una pandemia in strage, dirottano fondi ad imprese farlocche, come la Fippi, o favoriscono l’infame speculazione di quelle che producono i guanti passando per gli affari di “famiglia/cosa nostra” dei camici. Hanno detto che “rifarebbero tutto” e lo stanno facendo….


Il grande bluff delle mascherine “pannolino”. Ora la Lombardia le spedisce in Kazakhstan

A marzo la giunta fece produrre 18 milioni di dispositivi dall’azienda Fippi: un’operazione da 8,1 milioni di euro. Risultate inutilizzabili, la procura ha aperto un’inchiesta. Ora la Regione ne riacquista una parte e le dona al Paese asiatico
.quindi una distribuzione bloccata solo dopo esposti, che hanno avviato l’inchiesta della procura, ma che prima di allora erano stati distribuiti/imposti sia agli operatori sanitari che ai malati, oggi vengono pagati un’altra volta e la giunta Fontana, si erge a “benefattore” distraendo altri fondi per reperire DPI a norma per la sanità pubblica e di fatto esportano il modello lombardo verso altri paesi

Guanti per gli ospedali: le aziende vogliono alzare il prezzo e le scorte stanno per finire
Ne servono 2 milioni al giorno, i fornitori chiedono un aumento da 65 a 95 centesimi
 di ALESSANDRA CORICA
.Il problema è iniziato a metà agosto quando, come raccontato da Repubblica, il fornitore con il quale Palazzo Lombardia ha un contratto sin da prima dell'emergenza Covid, ha praticato un rialzo importante dei prezzi, passando da 0.20 a 1.20 euro a pezzo. Di qui l'inizio della corsa per reperire nuove risorse: si tratta dei guanti, non sterili, usati nei reparti e negli ambulatori, in nitrile e vinile. Una gara è stata quindi bandita da Aria, valore 9,1 milioni di euro, per 51 milioni di guanti in nitrile e altri 90 milioni per quelli in vinile. La convezione con l'azienda vincitrice sarebbe di tre mesi, rinnovabili di altri tre. Base d'asta, 65 centesimi per coppia di guanti. La gara, però, è ancora in corso di valutazione, e quindi la fornitura per ora all'orizzonte non si vede. Non solo: la base d'asta sarebbe ritenuta dalle aziende troppo bassa, tanto che a fine agosto alcune ditte interessate hanno chiesto, con un chiarimento scritto inviato alla centrale acquisti regionale, se si potesse alzare la cifra a 95 centesimi per coppia di guanti. Niente da fare, però. Di qui, l'empasse. E la fornitura che arriverà nei prossimi giorni da Roma, ma che rischia di essere ben poca cosa, rispetto al fabbisogno effettivo.

Come è successo per le zone rosse non fatte , a partire dal Alzano/Nembro, la giunta leghista si mette al servizio degli interessi dei padroni per continuare a fare profitti sulla pelle degi lavoratori che della collettività
 
..."A distanza di settimane, mentre a livello nazionale si sta risolvendo la questione, gli operatori in Lombardia vengono lasciati soli dalla Regione che ancora non ha risolto la problematica", attacca allora il Pd Pietro Bussolati. "Ma in questo momento un problema urgente non c'è, perché comunque le strutture hanno delle risorse - puntualizza Trivelli -. Purtroppo non è possibile avere delle scorte a livello centrale, per essere pronti per qualsiasi evenienza, a differenza delle mascherine".

 
Allo stesso tempo risulta sterile e fuorviante la denuncia dell’esponente del PD a difesa del governo Conte, per due ragioni: 1) per il fatto che quando è “scoppiato il caso Nembro/Alzano, il governo aveva tutti i presupposti, giuridici/costituzionali per imporre le zone rossa nella bergamasca ed il dovere di commissariare manu/militare la giunta Fontana; 2) cacciare dalle proprie fila i collaborazionisti di IV, vera e propria lunga mano della Lega, che durante la discussione sulla mozione di sfiducia di lunedì ha difeso a spada tratta Fontana

pc 10 settembre - FORMAZIONE OPERAIA - RIPRENDIAMO ENGELS: "LA CONDIZIONE DELLA CLASSE OPERAIA IN INGHILTERRA"

Per riprendere il filo iniziato il 6 febbraio e sospeso il 19 marzo, riprendiamo i passaggi più importanti segnalati in quelle FO precedenti. 

Dal prossimo giovedì pubblicheremo un testo/guida alla lettura del libro "La condizione della classe operaia in Inghilterra"







Il comunismo, il socialismo scientifico è partito e si basa sulla classe operaia, la sua condizione materiale e ideale, il suo ruolo nella società.
Marx ed Engels sono partiti dalla classe operaia e hanno fondato su di essa la scienza rivoluzionaria del proletariato, il materialismo storico dialettico.
Oggi è a questo compito storico che deve essere finalizzato il lavoro teorico, ideologico, politico e pratico che abbia l'ambizione di rovesciare lo stato di cose esistente.

In quest'anno, che è il 200° anniversario della nascita di Engels, è al libro di Engels, fondamentale per Marx nel lavoro su "Il capitale", che dobbiamo tornare: "LA CONDIZIONE DELLA CLASSE OPERAIA IN INGHILTERRA".
La situazione operaia attuale, via via sempre peggiorata, fino all'introduzione di moderni metodi

pc 10 settembre - Assemblea nazionale delle lavoratrici e lavoratori combattivi - Bologna 27 settembre

APPELLO 

L’impatto dell’emergenza ancora in pieno corso è epocale, con una recessione generale che colpisce la vita di milioni di lavoratori, lavoratrici, precari/e e disoccupati/e nel mondo.
Questa recessione non è però un semplice riflesso del covid19, ma mette a nudo una crisi strutturale di lunga durata. In Italia decine di migliaia di morti (in particolare a Bergamo e in Lombardia) hanno reso evidente lo sfascio del sistema sanitario e lo sfruttamento del suo personale.
Su spinta di Confindustria, migliaia di aziende, fabbriche e magazzini sono stati lasciati aperti anche se non essenziali, con milioni di lavoratori e lavoratrici il più delle volte privi di una reale protezione.
Le misure adottate in questi mesi dal governo-Conte hanno salvaguardato ancora una volta i profitti. Cassa integrazione e ammortizzatori hanno prodotto un drammatico abbattimento dei livelli di vita di lavoratori e lavoratrici.
La moratoria sui licenziamenti è momentanea e, soprattutto, parziale: centinaia di migliaia di precari/e sono finiti per strada; si sono moltiplicati interventi mirati contro lavoratori e lavoratrici combattivi; col “decreto-Agosto” sarà anche possibile licenziare nei cambi d’appalto, terminato il

pc 10 settembre - avevamo parlato pochi giorni fa dell'orrore del campo migranti di Lesbo - ora il devastante incendio - L'imperialismo, i suoi stati e i suoi governi sono responsabili


L’isola del fuoco. L’incendio nella notte distrugge le baracche dove vivevano in condizioni disumane quasi 13 mila richiedenti asilo

Lesbo, una tragedia annunciata. Ma il premier greco accusa le vittime

Migranti. L’isola sarà in «stato di emergenza» per quattro mesi. Quanto basta per trasferire tutti gli ex ospiti di Moria nei campi situati nel continente, recintati e sotto il controllo della polizia

                     Il dramma dei 4mila minori del campo profughi sull'isola greca di Lesbo distrutto da un incendio dopo giorni di protesta per il rischi contagio e scontri con la polizia
Bambini si aggirano in quel che resta del campo profughi di Moria dopo il rogo
Bambini si aggirano in quel che resta del campo profughi di Moria dopo il rogo - Msf
Alle 22 ero in tenda, quando ho sentito persone che gridavano: al fuoco!». A. A. ha 16 anni, è un richiedente asilo d’origine afghana e uno dei 4mila minori presenti fino a ieri nel campo di Moria. L’incendio che ha devastato l’enorme tendopoli sull'isola greca di Lesbo lo ha vissuto in presa diretta. «All’inizio pensavamo che fosse un piccolo rogo, come altri in passato. Poi ci siamo resi conto della situazione». Insieme ad altre migliaia di profughi, A. ha cercato riparo dalle fiamme: «Abbiamo trascorso la notte in strada. Ogni cosa è stata distrutta dal fuoco. La polizia sta rintracciando le persone che hanno abbandonato il campo, ma non sappiamo dove li portino. Spero che nessuno abbia perso la vita nelle fiamme...».
Il ragazzo è amico di N. A. (il 17enne afghano che i lettori di Avvenire conoscono come Nico). A Lesbo da agosto, in attesa di conoscere l’esito della richiesta d’asilo, Nico viene sostenuto da Filippo e Fabiola Bianchini, i coniugi che l’hanno accolto nella casa famiglia di Atene della Comunità Papa Giovanni XXIII: «A Moria, dopo l’incendio, non esiste più neanche l’ufficio asilo – racconta Fabiola –. Proprio ieri avevamo ricevuto una risposta informale secondo cui a Nico sarebbe stato rifiutato l’asilo. E ora lui doveva andare a ritirare la comunicazione, per poter impugnare la decisione in appello. Ma adesso è tutto bloccato e non sappiamo cosa accadrà». Nico è minorenne (anche se le autorità greche finora non intendono prenderne atto) e pertanto non espellibile, in accordo con le convenzioni internazionali.

In condizioni analoghe, fa sapere l’Acnur, si trovano altri 407 minori non accompagnati, presenti a Moria insieme ad altri 'vulnerabili' come anziani e donne incinte. «Quando ho visto il fuoco, ho preso i bambini e ho gridato a mia moglie di sbrigarsi – racconta un profugo afghano –. Ma non abbiamo fatto in tempo a prendere cibo, vestiti o sacchi a pelo. Le fiamme hanno bruciato tutto: i panni, i nostri documenti e la tenda. Tutti odiavamo Moria, era come una 'prigione preventiva'. Ma ora siamo per strada, con migliaia di altre persone frastornate, non sappiamo cosa fare, dove andare, come mangiare o dove dormire».
La preoccupazione maggiore delle Ong è per i bambini senza famiglia: «Sono spaventati, affamati e infreddoliti e sono a rischio di violenza e sfruttamento», avverte Karen Mets di Save the Children. A 150 di loro, l’Unicef ha offerto un riparo, trasformando il centro «Tapuat», nei pressi di Moria, in un rifugio d’emergenza. Ma per gli oltre 400 minori non accompagnati, la soluzione potrebbe essere il trasferimento in strutture d’accoglienza sulla terraferma, come ha chiesto la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson. Se così fosse, anche Nico potrebbe tornare alla casa famiglia di Atene, dove Fabiola e Filippo lo attendono con ansia.

pc 10 settembre - i vigliacchi e feroci assassini fasciorazzisti di Colleferro sono 'figli' di Salvini

Perché è allarmante che Salvini sia tra le pagine preferite dei due assassini di Colleferro
Matteo Salvini è assimilabile a questa cultura del degrado e della violenza, è riuscito a penetrare a fondo in un ambiente criminale e violento.È importante che Gabriele e Marco Bianchi, i due assassini di Willy Monteiro, avessero tra i vari like sulle loro pagine Facebook anche quello per Matteo Salvini? Da un punto di vista strettamente legale, no: Salvini non è il 'mandante' di questo omicidio. Fa riflettere che un altro criminale, Luca Traini, fosse iscritto alla Lega e poi abbia alzato le armi contro un gruppo di immigrati a Macerata. Una coincidenza, ma c'è in comune tra i due casi una cultura della violenza che non possiamo negare essere stata sdoganata dall'estrema destra. 
Marco e Gabriele Bianchi sono due assassini sociopatici, a quanto si apprende dalle testimonianze: violenti, attaccabrighe, appassionati di arti marziali. Praticamente, era solo questione di tempo prima che uccidessero qualcuno. Il loro apprezzamento per Matteo Salvini, in questo mix di violenza, scurrilità e culto del'onore e della violenza di stampo fascista, significa qualcosa. Significa che Matteo Salvini è assimilabile a questa cultura del degrado e della violenza, che è riuscito a penetrare a fondo in un ambiente criminale e violento. E questo dovrebbe imbarazzare un po' il Capitano: ha voluto ardentemente parlare alla pancia degli italiani, e questi sono i risultati. 

pc 12 settembre - Covid 19 - un articolo dei compagni canadesi


Au mois de mars dernier, la plupart des États impérialistes du monde déclaraient l’état d’urgence sanitaire devant la propagation incontrôlée du nouveau coronavirus à l’échelle mondiale. Six mois plus tard, malgré toutes les mesures prises par les classes dominantes pour tenter de lutter contre le virus, la pandémie aura déjà tué officiellement plus de 870 000 personnes dans le monde, dont plus de 210 000 en Europe, plus de 180 000 aux États-Unis et plus de 125 000 au Brésil. Mais le nombre réel de morts est certainement beaucoup plus élevé. Lorsque l’on prend la mesure des ravages causés par le virus parmi les populations humaines sur toute la planète ainsi que celle des bouleversements politiques et économiques que la pandémie a engendrés, il devient clair que nous vivons présentement un événement dont la portée est historique : un événement qui marquera l’histoire de l’humanité entière, un peu comme l’avait fait la pandémie de Grippe espagnole de 1918-1919.
Mais selon le point de vue de classe que l’on adoptera dans le futur, le souvenir de la pandémie de COVID-19 revêtira un caractère bien différent. Pour la bourgeoisie, ce sera le souvenir de profits perdus en même temps que celui de nouvelles conquêtes capitalistes; ce sera également le souvenir d’actions héroïques posées par des hommes politiques qui auront fait leur possible pour faire face à une nature imprévisible et incontrôlable. Pour le prolétariat, ce sera le souvenir du chaos, de la souffrance et de la mort; ce sera le souvenir d’un désastre parfaitement évitable que les classes dominantes auront laissé se produire pour préserver l’accumulation d’argent et de capital. Ce sera le souvenir d’une lutte pour mettre un frein aux actions irrationnelles et meurtrières des capitalistes : une lutte pour se protéger du virus malgré la volonté des possédants de poursuivre l’exploitation coûte que coûte. Maintenant, revenons dans le présent. La pandémie n’est pas encore un souvenir : nous la vivons à chaque instant. À chaque instant, nous pouvons sentir le poids historique des événements qui se déroulent sous nos yeux. Et face à des événements aussi lourds de conséquences, plus que jamais, nous avons le devoir, en tant que communistes, d’en faire l’analyse et d’expliquer aux masses ce qui se trame au-dessus de leurs têtes, au delà des discours officiels et des inepties propagées par les grands médias bourgeois. C’est précisément ce que notre Parti s’est évertué à faire dans les derniers mois à travers les publications de son journal.
Alors que nous nous trouvons présentement à l’aube de la deuxième vague de contamination dans un grand nombre de pays dont le Canada (et alors que cette deuxième vague déferle déjà sur les États-Unis depuis plusieurs semaines), nous souhaitons revenir sur les fondements de notre analyse de la situation mondiale, analyse que nous avions faite au moment où la pandémie commençait à frapper notre pays il y a six mois, et qui nous avait alors permis de révéler la nature de la crise et la faillite généralisée des classes dominantes dans le monde. Pour les lecteurs intéressés qui n’auraient pas encore pris connaissance de nos publications antérieures sur la pandémie, l’essentiel de cette analyse se trouve dans l’article « COVID-19 : La concurrence internationale au cœur de la crise actuelle » publié le 13 avril dernier. À présent, dans ce qui suit, nous allons résumer brièvement les éléments clés du processus qui nous a permis de développer une compréhension juste de la crise actuelle.
En tant que révolutionnaires, la première question que nous devions poser pour analyser la crise de la COVID-19 était la suivante :
Le virus qui se répand parmi la population est-il particulièrement dangereux pour la santé humaine, oui ou non?
Autrement dit, la société est-elle aux prises avec un problème sanitaire exceptionnellement grave, oui ou non?

pc 10 settembre - SULLA GRAVE E CONFUSA SITUAZIONE DELLA SCUOLA SERVE UNA POSIZIONE E LOTTA DI CLASSE - Un contributo

Un rientro a scuola all'insegna delle disuguaglianze di classe
Flavia Lepizzera e Matteo Battilani - COMMISSIONE SCUOLA FGC
05/09/2020

Settembre è arrivato e quest'anno più che mai l'attenzione mediatica è concentrata sulla riapertura delle scuole. Per il governo M5s-PD-LEU-IV si tratta di un banco di prova non trascurabile. Il governo si è dimostrato determinato fin dall'inizio della pandemia a gestire la crisi secondo le richieste dei padroni italiani. Abbiamo visto in questi mesi come si è impegnato nell'elargire ingenti somme come prestito a fondo perduto alle aziende, nell'indicare il meccanismo del debito a carico delle classi popolari come la soluzione alla crisi e nell'elaborare un piano per la ripresa, il piano Colao, che individua nel massiccio impiego del lavoro gratuito e nell'aziendalizzazione l'elemento cardine per mantenere in piedi quello che rimane dello stato sociale.

Riapertura delle scuole: chi coinvolge?
A conti fatti la riapertura dei plessi e le modalità entro cui avverrà rappresentano un problema di primaria importanza per una fetta decisiva della popolazione italiana. La scuola coinvolge, infatti, oltre un milione di lavoratori (un terzo del totale degli impiegati della pubblica amministrazione) e circa 8,4 milioni di studenti con le loro rispettive famiglie che stanno vivendo sulla propria pelle le ricadute economiche e sociali di questa pandemia, dai licenziamenti alle casse integrazioni passando

pc 10 settembre - ANCORA SUL NECESSARIO SMASCHERAMENTO DEL "NEGAZIONISMO" - Un nuovo contributo

www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 31-08-20 - n. 759
Il complottismo è il socialismo degli imbecilli
Paolo Spena | senzatregua.it
30/08/2020

Una famosa massima attribuita a Lenin definiva così l'antisemitismo. Il socialismo degli imbecilli, perché i padroni si sforzavano di fomentarlo per deviare l'odio delle classi popolari contro un falso nemico, assolvendo le responsabilità dei capitalisti. È una funzione molto simile a quella svolta da certe teorie della cospirazione che oggi, all'alba della crisi economica causata dalla pandemia, per la prima volta escono dal mondo virtuale e si legano in modo diretto agli interessi di determinati settori del capitale.
I cortei di Londra e Berlino, le piazze di Pappalardo in Italia, le dichiarazioni volutamente ambigue o provocatorie di un'ampia rosa di leader politici che vanno da Sgarbi (che nel Comune di cui è sindaco annuncia la multa per chi indossa la mascherina "senza necessità") a Trump e Bolsonaro, hanno in comune tra loro proprio la natura degli interessi che le orientano.
L'aperto sostegno che i convegni No Vax o dei negazionisti del Covid-19 ricevono da esponenti delle

mercoledì 9 settembre 2020

pc 9 settembre - La lotta contro la giunta leghista di Fontana/Salvini colpevole di aver trasformato la pandemia in strage va fatta seriamente!

La stampa reazionaria riprende la questione della 'scritta 'Fontana assassino' rifatta dai Carc 

Come abbiamo già detto appoggiamo questa iniziativa e vogliamo che sia generalizzata,
ma i i Carc ci marciano e ne fanno una pura propaganda. 
La lotta contro la giunta Fontana richiede la ripresa della mobilitazione di massa stile assedio e domanda che i lavoratori della sanità facciano sentire forte e chiara la loro voce con scioperi e ogni altra iniziativa.
Facciamo appello ai nostri compagni e a tutte le realtà di lotta di fare sul serio.
proletari comunisti/PCm italia
9 settembre 2020

 - giornale
È riapparsa, puntuale, la scritta “Fontana assassino” all’esterno di Palazzo Pirelli a Milano, sede del Consiglio regionale, dove si è votata la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Lombardia. Come è accaduto alcuni mesi fa, il cartellone offensivo e provocatorio porta la firma dei Comitati armati per la resistenza comunista (Carc), ma alla fine, per la sinistra, la sortita per sfiduciare il governatore Attilio Fontana si è rivelata un doppio flop: pochi i manifestanti antagonisti in piazza e debacle all’interno di Palazzo Pirelli, dove è stata respinta la mozione per mandare a casa il presidente della Regione, con 49 voti contrari e 29 favorevoli.

pc 9 settembre - Ogni lotta operaia va sostenuta - Bergamo Italtrans di Calcio

Sciopero al Magazzino Italtrans di Calcio: siamo operai non schiavi

Facciamo Appello ai lavoratori e a tutte  le realtà di lotta a partecipare e sostenere la mobilitazione contro questo colosso della logistica e dello sfruttamento e contro la repressione padronale.
SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE

pc 9 settembre - La barbarie da serial killer razzisti della polizia USA sostenuta dal fascioimperialismo di Trump esige la lotta armata negli Usa

riprendendo l'esempio del Black Panter Party per un partito comunista rivoluzionario di tipo nuovo adatto ai nostri tempi
proletari comunisti/PCm Italia

La polizia dello Utah spara a un ragazzo autistico di 13 anni


Un ragazzo autistico di 13 anni è stato ricoverato in ospedale in condizioni “gravi” dopo che la polizia dello Utah gli ha sparato, a seguito di una chiamata al 911 da parte della madre che chiedeva assistenza psichiatrica d’emergenza. E invece sono arrivati dei killer in divisa, sociopatici e da tso immediato.
Golda Barton, la madre dell’adolescente, ha parlato con i media dopo la sparatoria, avvenuta venerdì, spiegando di aver chiamato il 911 per chiedere l’intervento di una squadra d’intervento specializzata per assistere il figlio, Linden Cameron,

pc 9 settembre - Negazionisti sempre fascisti anche quando pseudo sinistri li sdoganano

“Sinistrainrete” scivola sui fascisti negazionisti

A “sinistra”, tanto per cambiare, regna sovrana la confusione anche sulla pandemia. Sarà perché è andata persa la memoria, sarà perché è andato perso anche “il metodo” con cui si fa politica e informazione, sarà perché – da Bertinotti in poi – l’esperienza è diventata un disvalore (sotto la parola d’ordine furbesca “avanti il nuovo”)… sta di fatto che leggiamo e sentiamo cose orripilanti.
Per esempio. Il sito “Sinistrainrete”, che fondamentalmente vive di contributi e articoli altrui (riprende spesso anche i nostro pezzi…), ha ripubblicato un articolo di Alessandra Benignetti, dal titolo apparentemente neutroGli infettivologi tedeschi bocciano il governo italiano: “Il lockdown? L’Italia ha sbagliato tutto”.
Fosse tutto qui, non ci sarebbe problema. E’ quello che fin dall’inizio – pur senza essere infettivologi, ma dando ascolto ai migliori su piazza – andiamo ripetendo tutti i giorni anche noi.
La differenza sta tutta nel “rapporto” con l’epidemia. Secondo noi, e soprattutto secondo

pc 9 settembre - Negazionisti anti-mascherina piccola borghesia reazionaria e fascista - Una nota dei compagni francesi

da la cause du peuple

8 settembre 2020
Per chi ha potuto andare in vacanza, o nei reportage televisivi, l'abbiamo ben visto: la piccola borghesia, i piccoli padroni di ristoranti, non amano la mascherina. Anche davanti alle telecamere, molti sono quelli che la indossano sotto il naso, o sul mento, rendendola completamente inutile. Sono le stesse persone che, invece, risentono maggiormente delle conseguenze dell'epidemia e della chiusura dei luoghi pubblici.
È, infatti, soprattutto la piccola borghesia ad essere anti-mascherina. Lo afferma uno studio della Fondazione Jean Jaurès, per quanto sia pronto a mettere in rilievo la cosiddetta "stupidità cospiratoria" delle masse popolari: è la piccola borghesia ad essere "anti-mascherina". Nell'indagine condotta solo il 23% degli intervistati sono lavoratori o impiegati, (50% sulla popolazione totale) contro il 36% dei dirigenti e delle categorie superiori, che sono solo il 18% della popolazione. Artigiani e commercianti rappresentano il 16% del totale, contro il 7% della popolazione. E i lavoratori, solo il 7%, contro il 21%.

È semplice: la piccola borghesia è chiusa nel mito della sua piccola proprietà, sulla quale non vuole assolutamente vincoli. Ad essa manca la forza finanziaria della borghesia e quindi si aggrappa alla sua proprietà. Questa proprietà meschina, le posizioni di potere relativo nelle aziende gli insegnano a non avere vincoli, a essere individualista, a fregarsene delle conseguenze delle sue azioni, a dare molto peso alla sua opinione.

Al contrario, nei circoli proletari, si impara ad assumersi la responsabilità del collettivo. Il lavoro abitua alla disciplina e allo sforzo collettivo. I quartieri popolari sono molto più colpiti dall'epidemia; e la mascherina è spesso un vincolo finanziario (per una protezione adeguata è necessario spendere almeno 30 € a persona del nucleo familiare, con conseguente aumento del bilancio). Se è vero che c'è una legittima sfiducia nello Stato negli ambienti proletari e una legittima sfiducia nelle tesi ufficiali, c'è però un minimo di buon senso e spirito collettivo. L'opposto di questa piccola borghesia reazionaria, che vuole trattare i lavoratori con l'idrossiclorochina, rifiuta di limitare gli spostamenti allo stretto necessario, insomma, vuole mantenere in funzione la produzione di merci indipendentemente dal costo umano.
Il proletariato non ha altra scelta che essere responsabile rispetto all'epidemia. La piccola borghesia, invece, sta cercando di mobilitare il popolo per salvare un liberalismo distruttivo che si sta gradualmente trasformando in fascismo.

Les anti masques : la petite bourgeoisie réactionnaire à l’offensive

pc 9 settembre - Modena: operai in lotta trattati da criminali

Inizia un procedimento penale per 67 persone che si sono trovate a difendere un principio di giustizia davanti ai cancelli di Italpizza.

Ricordiamo alcuni passaggi:
  • A dicembre del 2018 viene comunicata la costituzione del sindacato SI-Cobas presso due delle cooperative che gestiscono le quasi mille persone impiegate nel cantiere Italpizza che lavorano con il contratto “Pulizie – Multiservizi”; sono le 10,00 del mattino e la pec parte dall’ufficio del legale, perché si contestano anche diversi illeciti;
  • Alle ore 12,00 di quello stesso giorno tutte le donne iscritte al sindacato ricevono una comunicazione di spostamento della sede di lavoro: la maggior parte debbono andare a Bologna per “improrogabili esigenze di servizio”;
  • Quello stesso pomeriggio il SI-Cobas apre lo stato di agitazione, lamentando che lo spostamento richiesto si configurava come un licenziamento mascherato, data l’impossibilità per diverse di loro di effettuare quel tipo di spostamento, aggravato dall’assenza di ogni tipo di preavviso perché l’ordine arriva oggi per domani.
L’attacco padronale è immediatamente durissimo, con un padrone che non intende sedersi ad alcun tavolo di trattativa che non sia presso la prefettura, in cui le lavoratrici ed i lavoratori vengono reintegrati nel cantiere.
Tuttavia, dato che i lavoratori chiedono di avere il contratto alimentari (sembrava che nessuno sapesse che facevano pizze), vengono tutte e tutti messi a fare pulizie, alcune degradanti, altre a rischio vita, poiché le donne vengono mandate sul tetto a pulire i vetri senza nessuna imbragatura di sicurezza nel periodo della neve, quindi della massima scivolosità della struttura.
Lavoratrici e lavoratori reagiscono ai soprusi con la resistenza passiva, per poi scoprire che i poliziotti che li gasavano, dotati di manganelli, scudi, parastinchi, strutture atte ad affrontare i corpo a corpo sono stati misteriosamente sopraffatti da donne e uomini seduti a terra.
Un tempo in questa città operaie ed operai erano una categoria rispettata ed ascoltata: oggi sono diventati criminali da processare? Perchè sono ormai quasi quattrocento le operaie e gli operai indagati nel tribunale di Modena.
Cosa è successo?
E soprattutto: Vi sembra giusto?
***
di Giovanni Iozzoli (*), 4 set. 2020
Dici “maxiprocesso” e vengono alla mente le memorie complicate degli anni ’80 – Michele Greco e Pippo Calò dietro il gabbione dell’aula bunker di una

pc 9 settembre - ArcelorMittal Taranto - assemblee subito e piattaforma operaia alternativa!

Da Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

Dopo molti nostri appelli condivisi da una significativa minoranza operaia finalmente vengono convocate dal Cdf di ArcelorMittal, che si tiene il 9 settembre, le assemblee perchè la parola passi ai lavoratori; così come sono positivi gli scioperi al Pla 2 e al Laf con buona riuscita. 
Ma e' importante che gli operai approvino una nuova piattaforma fondata non certo sulla chiusura della fabbrica - che e' e resta un rimedio peggiore del danno. Bisogna dire no a esuberi e cassa integrazione permanente con uso pretestuoso Covid - vedi esposti Slai cobas e Fiom all'INPS, oggetto di  sciopero nei reparti interessati -, bisogna pretendere un piano straordinario di ambientalizzazione della fabbrica usando tutti i lavoratori richiamando i cassaintegrati Ilva as, a fronte della crisi siderurgica bisogna pretendere anche a livello europeo la riduzione del l'orario di lavoro a parità di paga a partire da stabilimenti come quello di Taranto - e varare un massiccio piano di prepensionamenti - che a Taranto ha anche una funzione di risarcimento per morti e malattie operaie e perchè 25 anni bastano in una fabbrica siderurgica.
Su questo ha senso una lotta prolungata nei confronti di AM e Governo.

pc 9 settembre - MA COSA E' IL PATTO DI FABBRICA?

Nel ritorno dei tavoli OO.SS/Confindustria, a partire dalle decine e decine di contratti scaduti da anni - di cui parliamo in altro post - si torna a parlare del "Patto di fabbrica". Esso è stato siglato nel gennaio 2019 tra l'allora presidente della Confindustria Boccia e i segretari di Cgil, Cisl, Uil.
MA RICORDIAMO DI CHE SCHIFEZZA SI TRATTA...

Come a suo tempo l'aveva definito la Furlan della Cisl si tratta di "nuovo sistema di relazioni industriali incentrato sulla partecipazione, sulla maggiore produttività e sulla qualità di ciò che le imprese realizzano... Un nuovo modello di relazioni industriali partecipative e stabili per alzare la produttività, con più salari (per una ristretta fascia di aristocrazia operai e invece meno salari per tutti - ndr), più formazione, più competenze per i lavoratori».

Il "patto di fabbrica" codifica il pesante attacco al salario della stragrande maggioranza dei lavoratori (oggi ancora più reclamato dai padroni con la giustificazione della crisi pandemica); il salario verrà ridotto per tutti a "salario minimo" (ma oggi Bonomi chiede che sia meno del salario minimo), a cui si potranno eventualmente aggiungere forme di welfare che di fatto sono soldi sottratti al salario dei lavoratori;
Questo Patto opera una divisione tra lavoratori che neanche ai tempi delle "gabbie salariali" era così rilevante, dato che non solo ogni territorio avrà il suo salario rapportato allo stato economico delle aziende, ma ogni azienda darà un salario diverso - fino, con la questione della produttività anche individuale, a  dare a stessi lavoratori che lavorano in una stessa fabbrica o posto di lavoro un salario differente.
Ciò che c'è di certo e, questo sì, unificante è l'aumento dello sfruttamento (nascosto dietro il nome "incremento della produttività").
E' chiaro che perchè tutto questo passi senza ostacoli, questo "patto" doveva mettere e mette il "catenaccio" alle rappresentanze sindacali, leggi sindacati di base, di classe (in particolare a quelli che non hanno accettato il TU sulla rappresentanza già firmato il 10 gennaio 2014). I mass media fanno passare questo punto dell'accordo soprattutto come "certificazione della rappresentanza datoriale"; ma in realtà mentre questa certificazione è solo fumo, rinviata sine die, ciò che è certa e agisce da subito è il nuovo pensante attacco al sindacalismo di classe, ai diritti sindacali dei lavoratori.

Boccia, presidente della Confindustria, siglando l'intesa sul "patto di fabbrica" disse: "L'intesa è un esempio di come si possa passare dalla stagione del conflitto a quella del confronto...", affermando la centralità del capitale, dei suoi interessi, le sue line-guida.
Allora Tiziano Treu, attuale presidente del Cnel, dichiarò: "L'accordo riconosce la possibilità e l’utilità di diverse sperimentazioni... a questo proposito i contratti di categoria hanno autonomia di individuare i percorsi più adatti... l’accordo prevede che le parti considerano «una opportunità la valorizzazione di forme di partecipazione nei processi di definizione degli indirizzi strategici dell’impresa».
Cioè, sulla pelle dei lavoratori, delle lavoratrici, azienda e OO.SS. faranno "sperimentazioni", con un sindacato che parteciperà in prima persona agli "indirizzi strategici dell'impresa".
Questo si chiama "CORPORATIVISMO", che non solo subordina ancora più strettamente le condizioni dei lavoratori agli interessi del profitto padronale, ma chiama una parte di essi a farsi agenti, pratici, politici, ideologici, tra la massa dei lavoratori di tali interessi.

pc 9 settembre - I padroni portano avanti la loro piattaforma nei contratti - i sindacati confederali a diverso titolo colludono - tocca agli operai sviluppare lotta di classe e sindacato di classe

info dal Sole 24 ore - Lavoro, record di contratti scaduti: 14 milioni in attesa di rinnovo

Confindustria: rinnovo nella cornice di regole del patto della fabbrica. Nelle piattaforme sindacali, il focus delle richieste è in prevalenza sui minimi
di Cristina Casadei

Di questo passo il 2020 ce lo ricorderemo come l’anno del record dei lavoratori con il contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto. Sono tanti i comparti ancora impegnati nei negoziati, a partire da metalmeccanici, alimentaristi, sanità privata, per citarne solo alcuni: oltre 14 milioni le persone coinvolte.

Cgil, Cisl e Uil
Le tre confederazioni, Cgil, Cisl e Uil hanno una posizione molto netta e compatta sul rinnovo dei contratti. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini afferma che «è un diritto di tutti i lavoratori, di tutti i settori, del nostro Paese». Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, spiega che «il contratto nazionale è un istituto fondamentale per la redistribuzione della ricchezza e per la garanzia dei diritti dei cittadini. Se non si rinnovano i contratti, lo scontro sarà inevitabile. Non ci saranno sconti per nessuno». Per Sbarra «bisogna arrivare alla buona chiusura di tutti i tavoli, garantire rinnovi che facciano progredire tutele e competitività, partecipazione e buona flessibilità incrementando il protagonismo sociale nelle dinamiche di crescita e coesione».
La rosa dei contratti
Nel manifatturiero i sindacati hanno presentato numerose piattaforme, ma in nessun settore – fatta eccezione per l’intesa separata dell’alimentare e per quella del vetro – si è arrivati a una conclusione. Nell’orbita di Confindustria, per esempio, ci sono 57 contratti, che vanno dai più piccoli e relativi a professioni molto specializzate come quelle del mondo dello spettacolo, fino al maggiore, quello della meccanica che riguarda quasi un milione e 500mila addetti. Nel novero dei 57 ci sono alcuni contratti che hanno da sempre una storia travagliata, dovuta anche al fatto che si intreccia con quella degli stessi comparti pubblici: è il caso dei servizi ambientali o della sanità privata, dove la mancanza di garanzie sulla parte di risorse pubbliche a copertura del rinnovo ha fatto saltare la ratifica della preintesa siglata da Aiop (Confindustria) e Aris (associazione religiosa istituti socio-sanitari) e dai sindacati.
Piattaforme: focus sui minimi
Del novero dei contratti di Confindustria una parte consistente è scaduta nel 2019, dalla meccanica, all’alimentare, alla cartotecnica, al legno arredo, alla ceramica. Quest’anno sono arrivati a scadenza tessili, calzature, terme, minerario, orafi solo per citarne alcuni. Le piattaforme sindacali ci sono già e alcune sono in fase di discussione. Prendendole in rassegna il filo rosso è che le richieste di aumento sono fatte con focus prevalente sui minimi e sono di molto superiori rispetto all’Ipca. Nella meccanica Fiom, Fim e Uilm hanno chiesto un aumento del salario dell’8% sui minimi contrattuali per il periodo 2020-2022 che va molto al di là dell’indicizzazione secondo l’Ipca e che resta il cuore della richiesta salariale, per via della scarsa diffusione della contrattazione di secondo livello nel settore. Ci sono poi numerosi altri capitoli che vanno dalla salute e sicurezza al welfare, ma tra questi il diritto alla formazione continua, già formalmente introdotto nel precedente rinnovo, è uno di quelli di cui i sindacati in questa tornata rivendicano l’attuazione. Il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia dice che «il rinnovo dei contratti nazionali deve essere l’occasione per qualificare il lavoro e rilanciare le attività produttive. Serve interpretarli senza blocchi o tatticismi. Non si esce dalla crisi con una contrattazione più debole o ridotta».
Il Patto della fabbrica
Per i rinnovi uno slittamento di qualche mese, data la fase molto complessa, deve essere messo in conto, ma è chiaro che per le imprese i contratti collettivi nazionali rimangono uno strumento importante. «Nel rispetto degli accordi fatti con i sindacati confederali, devono però essere rinnovati nella cornice di regole definite con il Patto della fabbrica. Il contratto, è bene ricordarlo, non è un fine ma uno strumento – spiega il direttore dell’area lavoro di Confindustria, Pierangelo Albini -. Oggi che cambia il mondo anche i contratti devono cambiare e non si può immaginare una contrattazione come quella del passato. Il Patto della fabbrica ha definito un trattamento economico minimo che va indicizzato secondo l’Ipca e un trattamento economico complessivo in cui rientrano tutti i diversi istituti che fanno parte del contratto, compreso il welfare. La somma fa il totale, ma data l’incertezza delle future possibili scelte del legislatore e le ipotesi che spesso ritornano a circolare sul salario minimo legale, per le imprese diventa importante non caricare eccessivamente i minimi che, tra l’altro, hanno un effetto moltiplicatore su molti istituti, e demandare il recupero della produttività là dove viene prodotta ossia al secondo livello, nelle aziende». Il sindacato, però, da tempo, ha avanzato la proposta di detassare gli aumenti dei contratti collettivi e ragiona molto di più sulla contrattazione nazionale che sul secondo livello.
Oggi dopo molto tempo sindacati e Confindustria si rivedranno attorno a un tavolo. È il primo incontro nella stagione della pandemia... Si andrebbe dai rinnovi contrattuali ai criteri della rappresentanza, dalla gestione delle crisi aziendali alla riforma degli ammortizzatori sociali per finire poi alla definizione delle priorità di investimento del Recovery fund. Su tutte queste materie manca non solo una posizione comune delle parti sociali ma persino un lavoro preliminare tra gli sherpa...
Un contributo particolare poi sarebbe auspicabile che venisse dalla Cgil. Dall’esterno l’impressione è che nella maggiore confederazione al culto del dialogo tra le parti sociali si sia affiancata o addirittura sostituita l’idea di poter ottenere di più lasciando la mesta compagnia e privilegiando l’azione di governo. È da tempo, ad esempio, che i sindacati non redigono documenti comuni. L’ipotesi di sostituire lo spazio autonomo dei corpi intermedi con una qualche forma di collateralismo al governo amico ha fatto molte volte capolino nella storia del sindacalismo italiano ma non ha portato mai grande fortuna...