pc 9 maggio - Bolsonaro fascista e criminale minaccia per il popolo brasiliano

The Lancet: “Sulla pandemia Bolsonaro è una minaccia per il Brasile”.


La rivista scientifica britannica The Lancet ha descritto il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, come una “minaccia” alla lotta contro il coronavirus, che ha già causato oltre novemila vittime e contaminato 135 mila persone nel più grande paese latinoamericano.
“Forse la più grande minaccia per combattere il Covid-19 in Brasile è il suo presidente Jair Bolsonaro”, afferma l’editoriale della autorevole rivista

pc 9 maggio - La polizia turca attacca il funerale e “arresta” la salma di Ibrahim Gokçek

Nella giornata  era prevista la cerimonia funebre, alla quale però non ha potuto partecipare Sultan Gökçek, moglie di Ibrahim, anch’ella membro del Grup Yorum e detenuta in carcere da 4 anni. Sin dalla mattina, la polizia turca ha assediato il quartiere di Gazi, impedendo l’accesso alla strada dove si trova il Cemevi.
L’intera zona circostante è stata isolata da centinaia di poliziotti, assediata da camionette e auto blindate della polizia. Uno scenario simile a quello a cui si è assistito durante il funerale di Helin Bölek, cantante del Grup Yorum.


Di fronte al clima di repressione generale, il Grup Yorum ha chiamato a partecipare politici del partito HDP, artisti e attivisti per denunciare quanto stesse accadendo e dar prova della solidarietà popolare nei confronti dei membri del gruppo, accusati di terrorismo dal regime fascista guidato dall’AKP di Erdogan.
Migliaia di poliziotti hanno circondato il quartiere dove si sarebbe dovuta svolgere la

pc 9 maggio - Sciopero all'Elettrolux indetto dalle RSU - senza sicurezza non si lavora


Sciopero anti mascherine all’Electrolux di Susegana

Oggi c’è stato un importante sciopero all’Electrolux di Susegana (TV). Gli operai attraverso le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) chiedevano di adeguare i ritmi di lavoro alle difficilissime condizioni imposte dall’uso dei DPI, che rendono difficile anche respirare: senza ottenere alcuna risposta. Parla con noi A.B., sindacalista dell’Electrolux, che ci spiega cosa sta succedendo, quali sono le richieste dei lavoratori, come si pone il sindacato.

Come si è svolta la riapertura e quali sono stati i problemi?
La riapertura si è svolta gradualmente. L’azienda è partita la settimana scorsa, gradualmente: circa 200 persone su 900 operai. È partita con i primi problemi, soprattutto perché l’azienda ha deciso di adottare delle misure precauzionali indirizzate alla massima protezione dei lavoratori, con degli occhiali e delle maschere particolarmente performanti. Questo si è tradotto in una fortissima

pc 9 maggio - All'ArcelorMittal di Genova 15 operai positivi

Arcelor Mittal: a Genova a oggi fatti 700 test covid, 15 positivi

I controlli secondo l'accordo sottoscritto sono su base volontaria. Nello stabilimento lavorano complessivamente 1015 dipendenti.

pc 9 maggio - A Torino mentre non riescono a contenere contagio e morti - Giunta e polizia militarizzano i quartieri ' scomodi'

la sindaca di Torino Chiara Appendino in un lungo post pubblicato questa mattina sulla pagina Facebook dopo la decisione -  emersa al termine dell’ultima riunione dl comitato per l’ordine e la sicurezza - che ha deciso di istituire nei quartieri di Barriera e Aurora presidi fissi dopo i disordini delle ultime settimane. 

“Parliamo di presidi fissi delle Forze dell’Ordine - prosegue Appendino - Ma anche di accordi con le attività commerciali per regolare le modalità di svolgimento delle stesse alla luce delle peculiarità del quartiere, al fine di garantire ordine e sicurezza pubblici. E, ancora, di fare una ricognizione sui sistemi di video-sorveglianza, pubblici e privati. Il messaggio delle Istituzioni vuole essere chiaro, ancora una volta: tutta Torino deve essere vivibile e sicura”.
Tra le posizioni critiche c’è anche quella del Siap che parla, a differenza della prima cittadina, di un “fallimento della politica”.


pc 9 maggio - Il governo si incarta su sanatoria e reddito d'emergenza piegate alle esigenze dei padroni e delle forze fascio/populiste interne al governo e all'esterno

I padroni dicono no a riduzioni di orario di lavoro a parità di paga e nazionalizzazioni, cioè salvataggio comunque qui e ora dei posti di lavoro a rischio - la "piattaforma" degli operai e lavoratori l'hanno fatta loro...
A noi tocca unire le forze e passare alla "fase 2" della lotta, al cui culmine vi è uno sciopero generale vero che va fatto con chi ci sta e con chi se ne assume la responsabilità portando le sue forze reali allo sciopero, in piazza, fino a risultati concreti.

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
9 maggio 2020

pc 9 maggio - Sono più di 37mila i contagiati sui luoghi di lavoro. In venti giorni novemila in più

Dati Inail 

di S.P.


Sui 211mila contagi in Italia registrati alla data del 4 maggio, oltre 37mila sono avvenuti sul luogo di lavoro. L’aggiornamento pubblicato dall’Inail  registra infatti  alla data del 4 maggio quasi novemila infezioni in più rispetto alla prima rilevazione del 21 aprile.
Sui posti di lavoro i casi mortali sono stati 129 (+31 rispetto alla rilevazione precedente), con una netta prevalenza degli uomini (82,2% del totale) rispetto alle donne (17,8%). I contagi da Covid 19 sul lavoro arrivati all’Inail tra la fine di febbraio e il 4 maggio sono stati  37.352.
Ma la stessa Inail precisa che: “Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati

pc 9 maggio - Nulla e nessuno può fermare a Istanbul il funerale rosso per Ibrahim Gökçek


Il musicista Ibrahim Gökçek della band Grup Yorum all’età di 39 anni è morto in un ospedale di Istanbul per le conseguenze di uno sciopero della fame. Il bassista aveva rifiutato l’assunzione di cibo per 323 giorni per protestare contro la repressione statale nei confronti del suo gruppo. Gökçek chiedeva la liberazione dei componenti della sua band in carcere con l’accusa di appartenenza al Partito/Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo DHKP – tra cui anche sua moglie Sultan Gökçek da quattro anni in carcerazione preventiva – nonché la rimozione del divieto di esibizione del suo gruppo in vigore da cinque anni, la fine dei processi arbitrari e l’annullamento delle liste di ricercati sulle quali si trovano altri componenti della band. Martedì Gökçek aveva dichiarato concluso il suo sciopero della fame dopo che Grup Yorum aveva dichiarato che l’obiettivo dell’azione era stato raggiunto e deputati e artisti avevano promesso di essere granate per le sue richieste. Già all’inizio di aprile la sua collega della band Helin Bölek era morta in sciopero della fame.
 07 05 2020 ISTANBUL Grup Yorum ueyesi Ibrahim Goekcek binler tarafindan anildi 5ced11pre
ANF Images
Giovedì sera in un baleno si è diffusa la notizia della morte di Ibrahim Gökçek. Molte nelle prime ore della sera si sono recate nella casa di riunione e preghiera alevita (Cemevi) nel quartiere Gazi dopo aver appreso la notizia che salma sarebbe stata trasportata lì. Tra i presenti, oltre alla famiglia di Gökçek, anche i parenti di Helin Bölek Mustafa Koçak, un prigioniero politico che con uno sciopero della fame aveva chiesto un processo giusto e che è morto alla fine di aprile in un carcere nei pressi di Izmir. Anche artist* come la cantante Pinar Aydinlar e il deputato HDP Musa Piroğlu sono arrivati per prendere commiato da Gökçek.
 07 05 2020 ISTANBUL Grup Yorum ueyesi Ibrahim Goekcek binler tarafindan anildi db74a7pre
ANF Images
Dopo un minuto di silenzio, la folla ha intonato la popolare canzone del Grup Yorum „Uğurlama” – turco per „commiato”. Il testo del pezzo, come altre canzoni della band, è stato scritto dal poeta Ibrahim Karaca e parla della situazione degli attivisti di sinistra in Turchia, per i quali la persecuzione e la prigionia fanno parte della quotidianità politica. Uğurlama quindi racconta in modo molto poetico la storia di una coppia di amanti che è costretta a separarsi perché uno dei due deve sparire per motivi politici. Il ritornello recita: „Quando la solitudine irrompe in questa città, un uccello muore durante il suo sonno, tu che parti e te ne vuoi andare, le strade scure sono cieche, sorde e mute. Ehi tu, che ti metti in cammino avvolto nell’amore, sappi, che queste strade passano per le montagne. Se cadi prima di raggiungere il tuo amore, al tuo amore resta l’eco della tua voce.”

pc 9 maggio - E venne il tempo delle manifestazioni - Bologna

#Fase 2 delle lotte - Manifestazione sotto la regione Emilia Romagna

Centinaia di persone sotto la Regione Emilia Romagna manifestano a Bologna per aprire una #Fase 2 delle lotte e dei conflitti sociali.
Sotto la spinta del sindacalismo conflittuale di Bologna e con l'adesione di numerose realtà sociali, si è svolta una prima iniziativa pubblica del conflitto sociale a Bologna. Una città che negli scorsi mesi è stata attraversata da numerosi conflitti nei magazzini logistici, nelle agitazioni dei rider e del lavoro dello spettacolo, nella campagna Rent Strike per lo sciopero dell'affitto e in molte altre forme che proseguono anche in questi giorni, come con la mobilitazione in corso a TNT. La Regione è stata individuata come una controparte effettiva di questo periodo, per impostare un terreno di rivendicazione e mobilitazione.
Davanti allo striscione "Fase 2 delle lotte: reddito Welfare diritti, per non pagare noi la crisi" si sono

pc 9 maggio - Una risposta ai Carc per chiarire la nostra azione

Da una lettera ai Carc stralci

Compagni,
abbiamo fatto molte cose sia nel 25 aprile e nel primo maggio e lo abbiamo fatto in due contesti, quello del lavoro come 'partito' e quello come lavoro di massa - visitando i blog proletari comunisti, slai cobas sindacato di classe, mfpr se ne può trarre una informazione e una idea.

Come proletari comunisti/PCm Italia non è nostra intenzione praticare unità d'azione senza effettiva concordanza politica almeno tattica.
E questa come voi potrete ben capire leggendo quello che scriviamo e facciamo non c'è,
non solo con voi ma neanche con le forze interne al Coordinamento per l’Unità d’Azione delle Sinistre di Opposizione.
Quindi perchè dovremmo farla?

E' altro  il lavoro di cui abbiamo bisogno su questo fronte e speriamo prima o poi di riuscire a farlo,
ovvero una polemica marxista-leninista-maoista che spieghi ai compagni tutti perchè non consideriamo voi e le forze del coordinamento le forze di riferimento per una politica nè di partito nè di  fronte nel nostro paese - anzi pensiamo che voi siate parte del problema e non della soluzione al problema del partito e del fronte.


Circa il lavoro di massa non è certo un problema, come voi dite, per cui noi saremmo sostenitori di una linea di “piattaforme rivendicative comuni” e su “parole d’ordine unificanti” e per questo saremmo nel PATTO D'AZIONE proposto e attivato dal SI.COBAS, ma di nostra attività nella  lotta di classe reale, in rapporto con avanguardie di classe reali entro/tra cui condurre la battaglia per l'unità di classe, la lotta tra le due linee, la separazione tra rivoluzione e riformismo movimentista e massimalista.
Altro sono parole d'ordini assolutamente vaghe quali 'organismi operai e popolari' che si basano non sulla realtà oggettiva della lotta di classe, ma sulle definizioni autoreferenziali del vostro agire.
E' tutto compagni.

Saluti comunisti
proletari comunisti

maggio 2020

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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it
Direzione Nazionale


Milano, 20.04.2020
Ai compagni di Proletari Comunisti
Cari compagni,
con la presente vi inoltriamo il nostro comunicato nazionale con cui rispondiamo pubblicamente alle risposte pervenute al nostro appello per costruire insieme la Settimana Rossa 25 aprile – 1 maggio.
Nel comunicato affrontiamo anche le questioni da voi poste. Come potrete leggere consideriamo positivo il vostro intento di mobilitarvi nella settimana 25 aprile – 1 maggio anche se preferite un altro appello a quello da noi promosso. L’appello per la Settimana Rossa non è in contrapposizione con altri appelli e iniziative in atto verso la settimana 25 aprile – 1 maggio. Anzi siamo attivi nel sostenere tutte le iniziative che vanno in questa direzione e vi chiediamo di aggiornarci sui risultati di quelle che intraprenderete.
Saluti comunisti
Andrea De Marchis – Direzione Nazionale P.CARC
Per contatti: 3338448606 – andreademarchis2015@riseup.net
Ai compagni di Proletari Comunisti diciamo che il nostro appello non è in contrapposizione o in concorrenza con quelli promossi da altre organizzazioni o aree. All’opposto vuole essere uno strumento per alimentare l’unità d’azione dei comunisti per una celebrazione di lotta e riscossa nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, economica, sociale e politica. Quindi ben venga chi aderisce, ma ben venga anche l’azione di chi pur non aderendo, contribuisce con proprie iniziative e attività alla più generale mobilitazione. In questo senso segnaliamo e sosteniamo le iniziative programmate da organizzazioni e aree che, pur non essendosi espresse sull’appello che abbiamo inviato loro, hanno perfettamente colto l’importanza di dispiegare la mobilitazione tra il 25 Aprile e il 1° Maggio. È il caso, fra gli altri, del SI.COBAS, che dando seguito a quanto emerso nella sua assemblea nazionale del 2 aprile sta promuovendo l’organizzazione di due giornate di lotta e mobilitazione nazionale per il 30 aprile e il 1° Maggio. E’ il caso di Eddy Sorge, dirigente nazionale del SI.COBAS che dalla sua pagina Facebook ha lanciato l’appello a organizzare nella settimana 25 aprile – 1 maggio, azioni e scioperi diffusi.
Quanto scritto in risposta a Proletari Comunisti vale anche per il PMLI, con l’aggiunta di una specifica esortazione, data la comune adesione (nostra e del PMLI) al
Coordinamento per l’Unità d’Azione delle Sinistre di Opposizione. Pratichiamo l’unità d’azione necessaria e possibile! Uniamoci nella pratica e sugli obiettivi immediati comuni che legano i comunisti variamente collocati, non su quella caricatura dell’unità d’azione che è la formulazione di piattaforme rivendicative “accontenta tutti” e di parole d’ordine che per essere unificanti finiscono con il degradare ruolo, compiti, obiettivi dei comunisti. Quest’ultima è una tendenza particolarmente dannosa per lo sviluppo dell’unità d’azione che ha ampiamente preso piede nel Coordinamento per l’Unità d’Azione delle Sinistre di Opposizione. Unità d’azione non è incartarsi in “piattaforme rivendicative comuni” e su “parole d’ordine unificanti”. Unità d’azione dei comunisti è andare alle masse per promuovere la formazione di organismi operai e popolari, per sostenere operai e masse popolari che resistono, per aiutarli a lottare con maggiore efficacia, per fornire l’esperienza e gli strumenti necessari a organizzarsi in maniera duratura. È questa l’unità d’azione dei comunisti di cui c’è bisogno e auspichiamo che i suoi fautori più sinceri e determinati all’interno del Coordinamento per l’Unità d’Azione sappiano trarre giuste lezioni dall’attuale stallo dell’organismo.
Un discorso analogo vale per i tanti compagni di base dei circoli del PC Rizzo, del PCI Alboresi e del PRC che in questi giorni ci hanno contattato, manifestando accordo e sostegno alla Settimana Rossa, ma anche le difficoltà causate dai veti delle dirigenze dei loro partiti all’adesione ad un appello lanciato dal P.CARC. A tutti questi compagni diciamo: se siete d’accordo con il contenuto della Settimana Rossa, ancor più importante di aderirvi è che vi attiviate e diate battaglia nel vostro circolo per non sottostare alla soppressione delle libertà costituzionali e organizzare iniziative e attività per fare delle celebrazioni del 25 Aprile e del Primo Maggio l’occasione per promuovere la riscossa della classe operaia e delle masse popolari. Bando ai formalismi, diamoci dentro con l’organizzazione della Settimana Rossa!

venerdì 8 maggio 2020

pc 8 maggio - La contesa interimperialista non si ferma davanti alla pandemia: esercitazione USA con navi da guerra in funzione anti-Russia e al via l'operazione UE "Irini" a guida italiana in Libia

Da quando è scoppiata la pandemia, gli analisti legati ai governi imperialisti spingono per un incremento di risorse finanziarie per la Difesa, per il rilancio di un settore "strategico" dal punto di vista imperialista e contrastare il movimento che sta chiedendo invece di tagliare i budget pubblici nel settore armamenti a favore della sanità, dello stato sociale, dei salari.
Intanto in lockdown non ci sono andati esercitazioni (Defender Europe 2020 è stata ridotta) e missioni internazionali.
In Italia, nel settore industriale, Leonardo ha avuto un finanziamento da banche internazionali per 2 miliardi di euro.



Movimenti navali tra i mari europei. L’esercitazione congiunta Usa e UK in funzione antirussa.
Tre navi da guerra USA saranno nel Mare di Barents per esercitazioni congiunte insieme ad una fregata britannica. Le navi fanno parte del “Phased, Adaptive Approach for Missile Defence in Europe”, strategia "per proteggere il continente europeo dalle minacce dei missili balistici russi"- come scrivono gli analisti al servizio dell'imperialismo italiano. Che continuano: "È la prima volta dalla fine degli anni Ottanta che il Pentagono pianifica esercitazioni del genere.
Nelle scorse settimane unità americane hanno lavorato in integrazione con i mezzi militari degli stati nel Mediterraneo orientale, nel Mar Nero e nel Baltico (si chiama Trimarium, l’iniziativa geopolitica-infrastrutturale diretta dall'imperialismo USA, che ha come obiettivo quello di sottrarre alla Russia le sfere d’influenza dell’Europa di mezzo, fascia geografica orientale del continente composta da Paesi un tempo sotto l’ombrello sovietico). L'operazione non ha lasciato immobile la Russia che ha mosso i comandi regionali per compiere attività di interferenza, disturbo e contro-presenza.

pc 8 maggio - 70 MILIONI AL GIORNO PER LA SPESA MILITARE E... RACCOLTA SOTTOSCRIZIONE PER LA SANITA'...

La produzione che non si è mai fermata

Caccia F-35, come prima, peggio di prima
di Tommaso Di Francesco

A Taranto non si fanno mancare nulla. Non solo c’è l’impresa Ilva che riproduce lavoro e inquinamento mortale. Nelle prime ore di giovedì scorso la mastodontica portaerei Cavour si è riposizionata con abili manovre per riguadagnare il suo posto d’ormeggio nella Nuova Stazione Mar Grande, per prepararsi a solcare l’oceano Atlantico e raggiungere così gli Stati uniti per caricare lì i cacciabombardieri F35 modello B.
Con gran vanto di Fincantieri, Arsenale Militare Marittimo e Ministero della Difesa, perché si è trattato per due anni di riadattare ponte di volo, hangar, locali tecnici, capacità di imbarco dell’avio-

pc 8 maggio - EPIDEMIA - QUESTO SISTEMA BORGHESE INTENDE SALVARE INNANZITUTTO SE STESSO - Da un contributo

La borghesia dovrà pagare per l’ennesimo crimine contro le masse prodotto dalla sua gestione di questa crisi sanitaria ed economica. La rabbia e l’odio sociale verso di essa  richiedono una comprensione critica perché il conto che le masse gli presenteranno sia “lucido” ed estremamente fermo.
Il modo con cui il sistema borghese ha affronto questa epidemia dimostra ancora una volta che esso non intende salvare la società, intende salvare sé stesso. Non è il sistema borghese a provvedere ai bisogni della popolazione, ma è il contrario: è la popolazione a servire i bisogni del sistema capitalista.
Chiama le masse ad essere unite in questo momento e a lasciar fare al loro governo. L’appello è all’unità per riprendere a far girare il sistema, quello per cui anche le epidemie virali possono tornare ciclicamente come le crisi economiche.
Dalla comprensione del nesso tra l’epidemia in corso e le leggi capitaliste proprie di questo sistema

pc 8 maggio - COMUNICATO DEI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA FAME - Massima circolazione e solidarietà


[MAPUCHE]: COMUNICADO PÚBLICO PRESOS POLÍTICOS MAPUCHE CÁRCEL DE ANGOL
04 de Mayo de 2020.

Nos dirigimos a nuestro pueblo nación mapuche, a la comunidad nacional e internacional, organizaciones sociales, estudiantiles, trabajadores y a todos quienes se identifiquen con nuestras justas demandas territoriales y políticas.
Y señalamos a través de este comunicado, que hoy 04 de mayo del 2020 hemos tomado la decisión de iniciar una huelga de hambre líquida para exigir el Estado de Chile lo siguiente:

KIÑE1: La libertad de los prisioneros políticos mapuche o el cambio por una medida alternativa distinta a la prisión, como lo estipula el Convenio de la OIT n° 169, artículos 8, 9 y 10 y considerando también la Declaración de las Naciones Unidas sobre los Derechos de los Pueblos Indígenas.
Estimamos necesaria esta medida como prevención al contagio por la pandemia COVID-19 en
atención a razones humanitarias. Donde el gobierno no ha hecho un pronunciamiento para salvaguardar la vida de los presos políticos mapuche ni de los presos políticos en general.

EPÜ2: Rechazamos el tipo de criterio y la forma en que el Estado de Chile aplica la ley cuando se trata de persecución política, encarcelamiento y condena de personas mapuche versus agentes del Estado.

KÜLA3: Exigimos al Estado de Chile la devolución del territorio ancestral priorizando a los diferentes lof4 en resistencia. También exigimos a las empresas forestales hacer abandono del

giovedì 7 maggio 2020

pc 7 maggio - Turchia - il compagno Ibrahim Gökçek, Grup Yorum, è morto - Esprimiamo profondo rispetto, rabbia e dolore - Soccorso Rosso Proletario

Dopo 323 giorni di sciopero della fame Ibrahim Gocek che aveva interrotto il suo sciopero della fame il 5 maggio ma in seguito alle complicazioni del suo stato, è morto. Si preparano i funerali nel quartiere Gazi di Istanbul


pc 7 maggio - TNT - Fase 2 licenziamenti e repressione

Fedex-Tnt: le forze dell’ordine sgomberano i lavoratori in sciopero 

Martedì sciopero su tutta la filiera #Tnt ma la situazione alla Tnt di Peschiera Borromeo (MI) peggiora.
Gli operai in sciopero vengono buttati fuori dall’azienda dai poliziotti. Un picchetto di polizia enorme, decine e decine di camionette.
Anche nel periodo del coronavirus si vede da che parte sta lo Stato, il governo e la sua sbirraglia.
Conte ha detto che in questo periodo non si può licenziare e allora perché Tnt lo fa e la polizia accorre a difendere l’azienda di cui la proprietà e’ in mano alle poste americane?
E’ la guerra di classe! I lavoratori come carne da macello in magazzino a morire per il dio profitto e se la merce da distribuire scarseggia debbono accettare di essere licenziati e guai a difendersi con il proprio sindacato perché subito la legge del manganello interviene.
Ma noi non cediamo.
Decine di camionette e volanti pronte ad intervenire contro gli operai alla #Tnt Pescheria Borromeo (MI), Digos ed identificazioni anche in altri magazzini dove si sta scioperando per l’anticipazione della cassaintegrazione, per opporsi a licenziamenti, per far applicare gli accordi e protocolli firmati.
Questa è la fase 2 di Confindustria e Governo.
Noi non ci arrendiamo. Chiediamo a tutti di esprimersi e sostenere la lotta.
Avanti #SiCobas

Sciopero in tutta la filiera #Tnt da #Napoli a #Milano passando per #Torino#Bologna#Modena#Bergamo#Parma#Ancona#Alessandria#Roma ecc..
Per la sicurezza sui posti di lavoro, per l’anticipazione della Cassa Integrazione ed in solidarietà per i lavoratori della Tnt Pescheria Borromeo (MI) in occupazione contro i licenziamenti di 66 lavoratori con la scusa #covid19 non rispettando gli accordi firmati.
Digos e polizia subito nei magazzini.
Ma noi non molliamo:
se lavoriamo, possiamo scioperare

pc 7 maggio - Padroni assassini, coscienti e arroganti - Una lettera li smaschera

Marta Fana - ricercatrice e coautrice del libro Salari di fame - fanpage

Caro Presidente Bonomi,
le sue parole riportate nell’intervista del 4 maggio al Corriere della Sera sono un insulto ai lavoratori che in questi due mesi hanno garantito a noi cittadini di sopravvivere, nonostante tutto. Non sono le prime e sappiamo che non saranno neppure le ultime. Dalla pretesa di non bloccare alcuna attività perché la produzione prima di tutto, al tacciare di irresponsabilità i lavoratori che hanno scelto di scioperare quando erano costretti a lavorare senza protezioni, fino a chiedere che si deroghi ai contratti collettivi così da darvi mandato di spremerci un po’ di più.
Le sue parole sono un insulto ai tanti che sono rimasti a casa senza un lavoro perché assunti con contratti a termine e oggi non rinnovati, milioni di lavoratori che avete usato uno dopo l’altro, con

pc 7 maggio - Unirsi alla campagna internazionale per la liberazione di Georges Abdallah - Soccorso Rosso Proletario

Esigiamo la liberazione immediata di Georges Abdallah!

Il 25 marzo 2020, il ministro della giustizia francese Nicole Belloubet ha annunciato che il governo, in considerazione della crisi sanitaria causata dalla pandemia di COVID-19, aveva preso la decisione di rilasciare diverse migliaia di prigionieri prima della fine delle loro condanne.
Da allora, molte voci sono state sollevate ancora una volta per chiedere il rilascio di Georges Abdallah: non contiamo più le lettere indirizzate a questo proposito al Ministro da collettivi e organizzazioni di solidarietà a livello nazionale e internazionale, nonché gli appelli di parlamentari e funzionari eletti, sempre più attivi in questa lotta.
Eppure è chiaro che anche questa volta, ancora una volta, nonostante la situazione eccezionale di crescente pericolo e urgenza di provvedimenti, attraverso un silenzio assordante e criminale si conferma rifiuto di accettare questi appelli da parte delle autorità politiche e giudiziarie, che pienamente responsabili e colpevoli espongono Georges Abdallah alla minaccia del coronavirus.
Per l’ennesima una volta, a quanto pare, non si parla di liberare Abdallah! Non si parla di rilasciare

pc 7 maggio - Tunisi - contro le politiche migratorie del governo italiano - Corrispondenza da "tunisieresistantin"

Iniziative a Tunisi contro le politiche migratorie del governo italiano
Queste iniziative sono state fatte a febbraio prima della emergenza coronavirus  
da tunisieresistantin

Mercoledì 19 febbraio a Tunisi, vi sono state due iniziative importanti a sostegno dei migranti, del loro diritto alla vita e allo spostamento.
La mattina in una conferenza stampa presso la sede della Federazione Tunisina dei Diritti Economici e Sociali (FTDES) alla presenza di Alessandra Sciuba, della ong Mediterranea, vi è stata la denuncia del governo italiano che procede a rimpatri forzati dei tunisini con ben due voli settimanali (ogni lunedì e giovedì).
Nel pomeriggio invece il COMITES (Comitato degli Italiani in Tunisia) che ha sede presso l’Istituto Dante, ha organizzato un incontro in cui la discussione è proseguita ascoltando il racconto di Alessandra circa l’attività di Mediterranea, vi è stato infine un dibattito alla presenza di una trentina di persone.
Antonio Margonella, attivista di Avvocati senza Frontiere e attivo in Tunisia ha iniziato presentando Alessandra: “Stare un anno in mezzo in mare è una certa esperienza, ma fare questa iniziativa qui, nell’altra sponda è un’esperienza particolare” ha esordito.
Ha quindi spiegato le difficoltà e l’impegno di attivisti “normali” che per la prima volta si sono messi

pc 7 maggio - FORMAZIONE OPERAIA - IN TEMPI DI PANDEMIA ANCORA PIU' NECESSARIO ARMARSI DEL MARXISMO - Le risposte del Prof. Di Marco

Dopo la "Lezione" del prof. Di Marco sui fondamenti marxisti utili a comprendere e inquadrare anche la questione Coronavirus, e riportata in questo blog il 27 marzo:

https://proletaricomunisti.blogspot.com/2020/03/pc-27-marzo-formazione-operaia-lezione.html


si sono sviluppati vari interventi, domande, considerazioni, richieste di chiarimenti, approfondimenti, ecc. da parte di compagni, compagne, lavoratori che avevano partecipato o ascoltato l'intervento di Di Marco.

A queste ha risposto in tre appuntamenti on line Di Marco. 
In questa FO riportiamo la registrazione del primo di questi appuntamenti - negli altri giovedì riporteremo le altre risposte.   
ascolta la registrazione

Stiamo preparando un nuovo appuntamento, questa volta aperto, chiunque voglia potrà partecipare. La data verrà comunicata nei prossimi giorni come le modalità di collegamento telematico.

pc 7 maggio - COMPRENDERE LA FASE ATTUALE CON LA SCIENZA DEL MARXISMO - Un contributo

In questa fase è importante insistere sulle categorie fondanti del sistema capitalistico, e cioè sull’intreccio alla base che determina i fenomeni che gli esseri umani percepiscono in superficie; senza questa operazione è di fatto impossibile avere un atteggiamento scientifico e riuscire ad analizzare quel che succede, e non comprendendo i fenomeni reali, la “spiegazione” dell'emergenza pandemica prende a base e si può risolvere in questioni di morale, etica ecc. (non ciò che è, che così si è sviluppato ed è, ma se è “buono”, “giusto”…) o peggio di “complotto”, che non è un atteggiamento mentale scientifico, ma si diffonde facilmente perché trova terreno fertile; cioè cervelli cresciuti nel capitalismo, senza alcun riferimento alternativo materiale agente, e quindi ideologicamente antimaterialisti, idealisti.
Quindi, è più che necessario anche in riferimento alla fase attuale parlare di scienza, di spiegazione

pc 7 maggio - Indetta la nuova assemblea nazionale del Patto d'azione

stralci della lettera proposta

.... le numerosissime iniziative prodotte nelle strade e nelle piazze nella giornata del 1 maggio, testimoniano come la proposta del Patto d'azione abbia contribuito a mettere in moto e collegare forze e risorse che il più delle volte erano rimaste finora rintanate su un piano esclusivamente locale e/o di gruppo.
Possiamo dire a pieno titolo, e senza alcun rischio di apparire narcisisti, che la quasi totalità delle iniziative "fisiche" messe in campo a ridosso del 1 maggio siano state promosse da realtà partecipanti al Patto.

Il giudizio decisamente positivo di questa prima verifica ci spinge dunque a proporvi la convocazione di una nuova assemblea, nella quale oltre a fare un bilancio collettivo delle due giornate, proseguire il confronto e affrontare il nodo del "che fare?" alla luce della cosiddetta Fase 2 in cui siamo ufficialmente entrati in queste ore, intendiamo mettere all'ordine del giorno uno sviluppo e una strutturazione organizzativa del percorso comune che sia al passo con i compiti impegnativi che ci troveremo ad affrontare nelle prossime settimane e i prossimi mesi.

Ciò a partire dai temi e dalle emergenze politiche e sociali che riteniamo più urgenti ed essenziali, e che in questa sede ci limitiamo a sintetizziare in via sommaria:
a) scenari aperti dalla "crisi-Covid" sul piano economico interno, europeo e internazionale;
b) necessità di lanciare una campagna sul tema della sicurezza sul lavoro, per il rispetto integrale dei Protocolli e di denuncia delle stragi compiute dai padroni nelle fabbriche e nei magazzini durante l'emergenza con la complicità del governo Conte.
c) costruire una grande mobilitazione sul tema della difesa dei salari e affinché siano i padroni a pagare i costi della crisi.
d) ipotizzare forme di intervento coordinato rispetto all'esercito di nuovi disoccupati e lavoratori poveri prodotti dal binomio capitale-pandemia.
e) necessità di rispondere all'acuirsi della repressione nei luoghi di lavoro e sui territori, a partire dalla rivendicazione di una depenalizzazione generalizzata per le denunce e le contravvenzioni comminate in questi mesi ai lavoratori in sciopero, ai disoccupati e agli attivisti.

Ovviamente si tratta di una traccia di discussione "aperta" e dunque tutt'altro che esaustiva, mache riteniamo necessaria al fine di rendere la discussione il più possibile ordinata ed efficiente.

Vi proponiamo dunque un nuovo incontro sulla piattaforma Zoom (auspicando sia l'ultimo in modalità telematica) per SABATO 9 MAGGIO ALLE ORE 16,00.

Per l'esecutivo Nazionale SI Cobas



pc 7 maggio - La “Fase 2” per noi significa riunirsi in sicurezza, in assemblea, costruire scioperi, manifestazioni

Le sedi dello Slai cobas per il sindacato di classe e degli organismi di lotta vanno tutte messe in funzione subito senza alcun indugio!

Alla crisi pandemica che continua si aggiunge una devastante crisi economica che è dietro l'angolo. Fabbriche e posti di lavoro che non riapriranno, soldi che non basteranno a nessuno per vivere e meno che mai ai disoccupati, ai precari, migranti, masse povere, una sanità che scoppia, una scuola fabbrica di disoccupati, trasporti e ogni aspetto della vita sociale divenuti un inferno di file.

Noi dobbiamo organizzare la lotta nelle condizioni attuali e avendo il massimo consenso dei lavoratori perchè
nessun posto di lavoro deve essere perso - nessun posto di lavoro può rimanere come ora
nessuno può rimanere precario e disoccupato quando c'è tanto da fare nella sanità, nei servizi sociali
Tutti hanno diritto ad un salario garantito per vivere, lavoro o non lavoro.

Deve nascere una nuova unità, una solidarietà di classe che ha bisogno di un nuovo sindacato di classe – non quelli che cogestiscono con padroni e governo questa emergenza sulla nostra pelle e ai nostri danni. 
Dobbiamo assumere tutti insieme questo impegno: uscire dalla gabbia, costruire la nostra rabbia – non cieca ma organizzata per una nuova fabbrica, una nuova società senza sfruttamento, distruzione e morte.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
via Livio Andronico 47 Taranto

pc 7 maggio - Quanto denunciato il 1° Maggio diventa sempre più vero. Questo richiede lotta, ma anche nuove forme di lotta e di organizzazione

Questo sistema a livello mondiale e nazionale peggiora ogni giorno che passa.
Non bastavano sfruttamento operaio e schiavismo sui posti di lavoro; licenziamenti, disoccupazione; carovita, mancanza di case e servizi sociali; morti sul lavoro e da inquinamento; ora abbiamo la pandemia Coronavirus
I padroni e i governi in tutto il mondo - dalla Cina agli Usa, Europa, Italia - hanno trasformato con l’attacco e i tagli alla sanità pubblica, la malapolitica e il malaffare questa pandemia in una strage che continua quotidiana ancora e che rischia di essere permanente e ciclica
Tutto per il profitto del capitale, per la ricchezza di pochi padroni del mondo e del nostro paese.
Ora ci vogliono scaricare la nuova devastante crisi economica mondiale che si avvicina
per renderci più sfruttati, più poveri, più precari e disoccupati
Si vuole usare ora l’inevitabile stato di emergenza antipandemia, per rendere permanente una sorta di dittatura a tutela del potere delle classi dominanti e schiacciare le inevitabili proteste e ribellioni proletarie e popolari

proletari comunisti/Pcm Italia
7 maggio 2020

pc 7 maggio - Riders - sfruttamento senza diritti - un contributo e una intervista

L'uberizzazione del lavoro: sfruttamento e assenza di diritti
Ignazio Terrana | lordinenuovo.it
03/05/2020

Le città sono in quarantena, ma li vediamo comunque per le strade, cubi in spalla e spesso con mezzi di fortuna. Sono i riders, i lavoratori che giornalmente si occupano di consegnare cibo nelle nostre case, e non solo - a volte fanno pure la spesa, consegnano farmaci e altri beni. Il meccanismo è apparentemente semplice: sei "collaboratore" di una grande multinazionale, che ti vende le dotazioni e ti dà la possibilità di metterti a disposizione per ricevere ordinazioni di ogni tipo.
Nonostante le apparenze, dietro ciò si nasconde un intenso sistema di sfruttamento, che non si preoccupa di nascondere il suo vero volto durante questa pandemia. Le aziende del settore, infatti, non garantirebbero nemmeno le dotazioni minime di sicurezza. È importante conoscere il funzionamento di questo settore, così come le lotte e le rivendicazioni dei riders, che chiedono diritti e sicurezza. Partiamo con ordine.

Un ritorno all'800: l'uberizzazione del lavoro
La caratteristica principale dei riders è che tecnicamente non si tratta di lavoratori dipendenti, ma vengono considerati collaboratori delle multinazionali per cui lavorano. Per questo motivo, in riferimento al settore viene spesso accostata l'espressione "uberizzazione del lavoro". Uber è una

pc 7 maggio - Le potenze imperialiste deformano la storia per cancellare il ruolo dell'Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale

Il ruolo "dimenticato" dell'Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale

Annie Lacroix-Riz | monde-diplomatique.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Articolo pubblicato nel Maggio 2005

Sessant'anni fa, il 57% dei francesi considerava l'URSS la principale vincitrice della guerra. Nel 2004, erano solo il 20%. Amplificata dai media, questa graduale dimenticanza del ruolo di Mosca è anche dovuta alla controversia sulle politiche di Stalin tra il 1939 e il giugno 1941, che le recenti indagini storiche illuminano di nuova luce. Ma, qualunque cosa si pensi del patto germano-sovietico, come si può negare che, per tre anni, i russi sopportarono gran parte della resistenza, poi della controffensiva contro la Wehrmacht? Al costo di 20 milioni di morti.

Due anni dopo la sua vittoria sul nazismo, l'Armata Rossa divenne, per i popoli dell'Occidente, a causa della guerra fredda, una minaccia (1). Sessant'anni più tardi, la storiografia francese, completata la sua mutazione filo-USA, mette alla gogna l'Unione Sovietica tanto per la fase del patto germano-

pc 7 maggio - LIBERTÀ PER GEORGES ABDALLAH! ORA! - prosegue la campagna internazionale

ABBIAMO TUTTO UN MONDO DA CONQUISTARE!
LA RESISTENZA È UN DIRITTO!

Il 2020 sarà segnato dal sigillo di un anno di pandemia globalizzata, di caos generalizzato, di apocalisse e fine del mondo pianificata? Per alcuni approcci limitati o mistici, certamente. Ma ciò che sarà importante ricordare del 2020 è che è stato ed è portatore di tensioni fondamentali ma anche di giorni felici a venire!
Il 2020 è l'anno in cui l'economia è stata afflitta da una sovrapproduzione senza eguali, mentre il commercio internazionale si è ridotto dal 2018. È l'anno in cui la bolla speculativa finanziaria è stata in ogni momento sull’orlo di scoppiare. È l'anno in cui le classi dominanti sono state sempre più squalificate, screditate e contestate nelle strade, da un fronte sociale in pieno subbuglio, segnato da rivolte popolari importanti per il loro numero e per la loro durata – i gilet gialli ne sono un esempio - e che, d'ora in poi, non esita più a entrare in uno scontro diretto, sempre più radicale e violento, contro ogni forma di rappresentazione del potere.
È in questo contesto di destabilizzazione economica e di rivolta politica e sociale generalizzata che è

mercoledì 6 maggio 2020

pc 6 maggio - 2500 EURO DI SANZIONE ALLO SLAI COBAS SC PER LO SCIOPERO DELLE DONNE

 COMMISSIONE GARANZIA SCIOPERO ANELLO DI UN NUOVO PESANTE ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO PER TUTTI, UTILIZZANDO L'EMERGENZA PANDEMIA


La Commissione Garanzia Sciopero con la nota che in parte riproduciamo ha proceduto alla sanzione per lo sciopero delle donne del 9 marzo che lo Slai cobas per il sindacato di classe aveva indetto e non revocato. 
Come abbiamo già detto si vuole usare l'emergenza coronavirus per cominciare ad attaccare in generale il diritto di sciopero. Le lavoratrici, i lavoratori devono lavorare, devono farlo senza garanzia di sicurezza, di distanziamento sociale, ma non possono scioperare... tante lavoratrici della sanità, dei servizi si sono ammalate e alcune sono morte per il coronavirus, ma non possono scioperare... 
Per questo, questo provvedimento della CGS non riguarda solo lo Slai cobas sc che lo ha ricevuto ma tutti, e in primis i sindacati di base.
Dobbiamo insieme contrastare/fermare questo attacco.
E la principale azione di contrasto e opposizione sta nel fare gli scioperi - come è stato nei giorni 30 aprile e 1° maggio.

Lo Slai cobas sc da marzo ha lanciato una proposta/appello a tutti i sindacati di base, agli

pc 6 maggio - Un libro da leggere uscito in occasione del 75° anniversario della Resistenza

Descrizione

Fare la storia delle giornate dell’aprile 1945 significa fare la storia delle insurrezioni dei grandi centri urbani, delle città industriali in particolare. Se è vero che non si potrebbe comprendere il divampare vittorioso dell’insurrezione senza gli avvenimenti che diedero ad essa origine ed impulso, creando le condizioni del suo successo, è altrettanto vero che non si può considerare il 25 aprile semplicemente come lo sbocco inevitabile, fatale e obbligato della guerra di Liberazione nazionale.
Nonostante i venti mesi di lotte, di scioperi, di combattimenti che l’avevano preceduta ed organizzata, affinché l'insurrezione del Nord scoppiasse e fosse vittoriosa, fu necessario fortemente volerla e prepararla: nell'ora decisiva, nel momento opportuno e sui punti decisivi furono necessari l’ordine d'attacco e l’appello al popolo a levarsi in armi.
Senza una decisa volontà ed una adeguata preparazione l’insurrezione non ci sarebbe stata o sarebbe finita in un'avventura disastrosa. Una guerra di Liberazione che dopo essere stata condotta dalle forze popolari durante 20 mesi si fosse conclusa senza insurrezione o con una insurrezione sconfitta sarebbe stata una Resistenza senza vittoria.
Nell’aprile del 1945, per Pietro Secchia l’ora era giunta: “Aldo dice 26x1”. L’ordine era del CLN e sanciva in codice l’inizio dell’insurrezione nel Nord Italia. Secchia era a Milano, nel cuore operativo del comando generale delle brigate d’assalto “Garibaldi”. Quando nel 1963 Pietro Secchia scrive questa suo memoriale sono trascorsi 18 anni da quel 25 aprile 1945 e tanta vicenda politica, anche sua personale – e la riflessione che stava elaborando in quegli anni sul ruolo della soggettività nella storia, che rendeva gli eventi sempre imprevedibili – si era consumata sulle basi ricostruite proprio da quella giornata. Secchia non era più il responsabile nazionale dell’organizzazione del più grande partito comunista dell’occidente capitalista, il PCI, piuttosto interessato, com'era, a trasmettere memoria, storia e valori alle nuove generazioni, vera “missione” che mantenne sino al termine della sua vita, nel luglio del 1973.
Dalla Prefazione di Ferdinando Dubla

pc 6 maggio - Torino - stato di polizia, militarizzazione e repressione verso due quartieri popolari

Torino, al via la “sorveglianza speciale” per Aurora e Barriera di Milano con presidi fissi delle forze dell'ordine

La decisione è stata presa martedì mattina dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, in concerto con il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, dopo le recenti tensioni
I quartieri Aurora e Barriera di Milano saranno, d'ora in poi, “sorvegliati speciali”. La decisione era nell'aria, ma la riunione di martedì mattina del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla quale ha partecipato anche il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, ha spazzato via ogni dubbio. Il tutto alla luce dei fatti avvenuti nelle ultime settimane, tra cui i tafferugli con gli antagonisti e la rissa di domenica pomeriggio in Corso Giulio Cesare.
Tra le misure da adottare, la più “invasiva” è sicuramente quella dei presidi fissi delle forze dell'ordine nelle aree considerate più a rischio; da quanto si apprende una lista vera e propria non è ancora stata stilata, ma è probabile che a finire sotto gli occhi dei riflettori saranno soprattutto le sponde della Dora, Corso Giulio Cesare, Corso Brescia e Corso Vercelli, oltre ad alcune vie interne. A corredo dei controlli, verrà promosso un confronto con le associazioni dei commercianti (in programma la prossima settimana, ndr) sul rispetto delle norme anti-coronavirus e una ricognizione dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati.            

pc 6 maggio - L'infelice frase di Prodi su Mussolini dimostra due cose

Per Prodi Mussolini ha fatto cose buone

In un articolo scritto di suoi pugno, per Il Messaggero, Romano Prodi incita il governo a rifondare una sorta di vecchio “IRI” ovvero l’istituto per la Ricostruzione delle Imprese, fondato da Benito Mussolini e Alberto Beneduce nel gennaio del ’33.
Prodi scrive: “Quando divenni, nel 1982, presidente dell’IRI, per prima cosa chiesi consiglio al professor Paolo Saraceno che, fresco di laurea, aveva presenziato all’incontro con il Duce e Alberto Beneduce sulla fondazione dell’Istituto” e ancora “mi disse che Mussolini si espresse con una semplice frase: fate qualcosa per le imprese”.
L’ex leader dell’Ulivo continua dicendo “anche oggi, come allora, bisogna fare qualcosa, ma essendo il contesto economico totalmente cambiato conviene non rifondare un ente, ma occorre una politica pubblica che aiuti la ripresa delle nostre imprese”.

1) che il capitale può essere indifferentemente liberista e/o ultra statalista, quello che conta per esso sono i profitti e il funzionamento del sistema che in ogni crisi di ogni tipo ha una sola logica: socializzare le perdite grazie allo Stato - privatizzare i profitti
2) sul piano economico Keysenismo e Fascismo sono due facce della stessa medaglia.          

pc 6 maggio - RSA Dormitori e tamponi Torino/Piemonte - le vostre responsabilità non si cancellano!

La polizia indaga su chi denuncia con semplici volantini e non su i responsabili della trasformazione di epidemia in strage - con questo atteggiamento 'si semina vento, raccoglieranno tempesta' - proletari comunisti - 6 maggio 2020

Alle fermate Gtt di corso Regina Margherita il volantino con le foto di Appendino, Cirio e Icardi: «Le vostre responsabilità non si cancellano»
Parole già comparse sulle portiere dei tram durante i disordini scoppiati in corso Giulio Cesare lo scorso 19 aprile e adesso finite su un volantino affisso questa notte, 5 maggio, alle fermate Gtt di corso Regina Margherita. Nei manifesti, utilizzati anche per pubblicizzare una maratona radiofonica su Radio Blackout, sopra la scritta «incapaci» campeggiano le fotografie della sindaca Chiara Appendino, del governatore del Piemonte Alberto Cirio e dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. L’accusa mossa dal Network antagonista torinese è quella di non aver saputo gestire l’emergenza sanitaria in merito a Rsa, dormitori, tamponi, reddito e affitti. Sulla vicenda stanno indagando gli investigatori della Digos che sostengono sia in atto una campagna di strumentalizzazione dell’insofferenza e del malcontento dei cittadini da parte di alcuni gruppi di area anarchica e antagonista.