sabato 7 aprile 2018

pc 7 marzo - I COSTI DELLE VIOLENZE DEL G8 - MA NESSUNA SOMMA PUO' RISARCIRE QUELLA 'MACELLERIA MESSICANA', CIOE' ITALIANA

I costi delle violenze del G8, dopo Bolzaneto tocca alla Diaz

Successivamente alla condanna da 6 milioni di euro inflitta dalla Corte dei Conti per la prigione del 2011, arriveranno le citazioni ai 25 poliziotti dei falsi verbali
E dopo Bolzaneto, sta per essere presentato anche il “conto” per la macelleria messicana della scuola Diaz... è arrivata la prima sentenza per danno erariale relativa ad una delle due grandi vergogne del G8 di Genova del 2001.
La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti ha condannato 26 persone – fra medici e agenti dell’amministrazione penitenziaria, funzionari di polizia, tutti ritenuti responsabili, alcuni civilmente a seguito di prescrizione, dal processo penale – compresi due soggetti mai processati penalmente come l’ex pm antimafia Alfonso Sabella all’epoca alto dirigente dell’Amministrazione penitenziaria e come il generale della penitenziaria Oronzo Doria. Dovranno risarcire 6 milioni e 31 mila euro. Si tratta della somma derivante dalla provvisionali stabilite dai giudici come risarcimenti alle decine di manifestanti rinchiusi nella prigione di Bolzaneto e vittime di violenze, umiliazioni e privazione dei diritti, nonché delle spese legali derivanti dai tre gradi di giudizio. Il risarcimento – è comunque logico attendersi ricorso in appello – è destinato al Ministero di Grazia e Giustizia che sostenne le spese per gli indennizzi alle vittime di quella che una sentenza della Cedu (Corte Europea Diritti dell’Uomo) ha definito tortura.

pc 7 aprile - Tirreno Power - una strage realizzata e coperta da padroni e governi - fino all'ultimo di Renzi

Tirreno Power, il Cnr: “Fino al 60% di morti in più vicino alla centrale”

Vado Ligure - Usando i dati dell’indagine si calcolano quasi 4 mila vittime oltre la media. Ma la Regione non ha reso nota la ricerca
Tirreno Power, il Cnr: “Fino al 60% di morti in più vicino alla centrale”
Finora le perizie chieste dai pm che hanno indagato sulla centrale Tirreno Power di Vado avevano parlato di circa 440 morti: da 251 a 335 per le malattie cardiovascolari e 103 per quelle respiratorie. Poi migliaia di ricoveri. Sono stime, appunto, non dati certi. La difesa ha negato un legame tra malattie e centrale. Spetterà ai magistrati valutare se il dossier del Cnr sia attendibile e se le morti in eccesso siano da riferire alla centrale (la ricerca sottolinea la presenza di altri fattori inquinanti).

pc 7 aprile - Le manifestazioni di oggi in solidarietà con il popolo palestinese Bologna/Milano/Roma





MILANO
Sabato 7 aprile corteo in solidarietà al popolo palestinese contro le stragi sioniste con concentramento ore 16 piazza San Babila
ISRAELE FASCISTA STATO TERRORISTA!

Una marcia per libertà e per la terra.
Una marcia per ricordare l’anniversario dell’ esproprio e della rapina israeliana nel 1976 di interi pezzi di territorio con decine di vittime palestinesi durante le proteste a queste seguite.
Una marcia per denunciare che Gaza è una prigione a cielo aperto, così come i vari banthustan sparsi in tutta la Palestina storica.
Una marcia orgogliosa di un popolo che ancora una volta denuncia la violenza sionista/fascista che deve subire da ormai 70 anni, dalla tragica Nakba del 1948.
Una violenza israeliana sionista/fascista che anno dopo anno espropria terre, si appropria delle risorse idriche utilizzandole come ricatto, caccia, tortura imprigiona e uccide il popolo palestinese, negandogli di fatto il diritto all’esistenza stessa in quanto popolo, strappandolo dalle proprie radici e affamandolo, con la copertura ipocrita e  complice delle cosiddette democrazie occidentali.
Ma la marcia è anche un dimostrazione determinata ed un atto di forza del popolo palestinese: perché da una parte dichiara la propria dignità e la propria esistenza, dall’altra dichiara che la resistenza è unita e non finirà mai.
ED E’ PROPRIO DI QUESTO CHE IL GOVERNO DEL TERRORISTA NETANYAHU  HA PIU’ PAURA : ossia che il POPOLO PALESTINESE NON SMETTA MAI DI LOTTARE PER LA SUA LIBERTA’ E LA SUA AUTODETERMINAZIONE .

Roma 5 presidi di solidarietà

I mezzi di informazione del nostro paese in occasione della sanguinosa repressione israeliana della manifestazione svoltasi a Gaza nella ricorrenza della Giornata della Terra si sono segnalati ancora una

pc 7 aprile - Storia di classe: Mario Salvi comunista rivoluzionario di 21 anni ucciso dal piombo di stato mentre manifestava il suo odio di classe contro la giustizia borghese. Il suo ricordo vive nelle lotte degli sfruttati

Il 7 aprile 1976 Mario Salvi, militante del Comitato Proletario Zona Nord, struttura del quartiere di Primavalle legata all'Autonomia Operaia, di 21 anni, veniva ucciso durante una manifestazione antifascista a Roma.

Il "caso Marini" era stato assurto in quegli anni a simbolo dell'"antifascismo militante", producendo una grande mobilitazione.
Dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione, un gruppo di militanti dei Comitati Autonomi Operai aveva deciso di staccarsi dal presidio di piazza Cavour per effettuare un'azione contro il Ministero di Grazia e Giustizia, durante la quale vengono lanciate alcune molotov verso il lato posteriore dell'edificio. Alcuni agenti, tra cui l'agente di custodia Domenico Velluto, si erano lanciati all'inseguimento dei manifestanti.
In via degli Specchi, ormai lontano dal luogo dove era avvenuto il lancio, l'agente apre il fuoco, uccidendo sul colpo unl giovane. Mario Salvi viene colpito alla nuca, mentre camminava, una volta terminata la fuga.

L'8 aprile, i Comitati Autonomi Operai di Roma, nel corso di una manifestazione di protesta, diffusero un documento sulla morte di Mario Salvi in cui si

pc 7 marzo - LA "BUONA SCUOLA" E I "BUONI METODI MAFIOSI"



Punisce uno studente per un ritardo e viene riempito di botte

E' successoall'istituto tecnico commerciale Russel-Moro di Torino. 
L'allievo (minorenne) è arrivato in ritardo e la docente in classe in
quel momento lo ha invitato ad andare in presidenza.
Lui si è rifiutato e la professoressa ha avvertito il vicepreside
e un altro collega, che hanno allontanato il ragazzo. Più tardi,
però, lui è tornato a scuola con il padre e con un altro giovane
maggiorenne (probabilmente un cugino). I tre hanno avvicinato
il docente che aveva allontanato lo studente e, stando al racconto
di alcuni presenti, lo hanno aggredito "a freddo",
tirandogli due pugni e e prendendolo a calci mentre era a terra.
I Cobas condannano l'episodio: "Non c’è altra soluzione
se non quella di rimettere al centro la scuola come
ambiente educativo e la funzione docente.
Non c’è altra possibilità: se gli insegnanti non riavranno
quel ruolo istituzionale che con la “buona” scuola hanno
definitivamente perso, la situazione andrà sempre a peggiorare. 
Dura anche la Cub Scuola di Torino: "Siamo di fronte ad un
crescendo di comportamenti analoghi fra di loro strettamente
uniti dalla riduzione delle scuole ad aziende che devono
soddisfare una clientela e del loro personale ad addetti
a questo soddisfacimento. Fatto salvo ovviamente che
va ricercato, nel rispetto dei reciproci ruoli, la massima
collaborazione fra insegnanti, studenti, educatori, è 
altresì evidente che è necessaria una radicale correzione
di rotta". In più, nota il sindacato, "il diffondersi di queste

pratiche di violenza inoltre mette in evidenza uno stato generale di disagio".

pc 7 aprile - CONOSCERE IL PIANO DI ARCELORMITTAL PER COMBATTERLO - Ma seriamente, non con le finte trattative a Roma

(dal blog tarantocontro)

QUAL'E' QUESTO PIANO?
1) L'Ilva di Taranto è la più grande fabbrica d'Italia con 10.980 lavoratori diretti (e 15mila famiglie) e 7.600 lavoratori dell'appalto e indotto (e loro familiari). "Quindi - come scrive F. Pirro nell'articolo in foto - è la più grande comunità di lavoro dell'intera Puglia e fra le maggiori del Paese"; l'Ilva è il perno della produzione dell'acciaio; è il maggior stabilimento siderurgico in Europa.  
Quindi, di questo si deve parlare quando si parla di questa fabbrica e quando si prospettano "soluzioni".
2) "ArcelorMittal è il primo produttore di acciaio al mondo, acquistando il gruppo Ilva, vorrebbe creare una sua quarta 'business division' in Europa. Taranto costituirebbe un completamento delle attività in Europa, con operazioni di "supporto alle altre divisioni"
La produzione che ArcelorMittal intende mantenere in Ilva è soprattutto quella dei laminati piani, e il suo mercato sarebbe l'Italia - "tuttora il secondo mercato siderurgico d'Europa... sottraendo quote alla concorrenza internazionale". Non è chiaro poi "quale fine sia prevista dagli acquirenti per la produzione dei tuti che è tuttora, nonostante la pesante flessione della domanda, un asset strategico dell'impianto con un forte impatto occupazionale".  Quindi, il piano di ArcelorMittal è di ridimensionare, e non di poco, il mercato dell'Ilva, tagliare l'export sui mercati esteri e limitare la vendita dell'acciaio Ilva solo al mercato interno italiano, ridimensionando di conseguenza l'impianto di Taranto, perchè gli altri mercati esteri li ha già "occupati" con le altre produzioni in Europa. Quindi il taglio degli operai è posto dalla Mittal come inevitabile e non modificabile conseguenza di questo ridimensionamento. Limitare, poi, la produzione ai soli laminati piani, eliminando quella dei tubi, può portare ad aumentare il numero degli esuberi.
In questo senso non sono certo le "trattative" a Roma che possono impedire gli esuberi dei 3.331 lavoratori su Taranto che vuole la Mittal.
3) Sull'ambiente ArcelorMittal ci mette solo 1,15 miliardi fondamentalmente per contenere le

pc 7 aprile - Sardegna - fuori i militari dall'università di Cagliari


A Foras lancia un sit-in per denunciare le collaborazioni con l’apparato militare
A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna e il Collettivo Universitario Autonomo Casteddu, mercoledì 11 Aprile alle ore 10 organizzano un sit-in sotto il Rettorato dell’Università di Cagliari, per denunciare e protestare contro le ingerenze e

pc 7 aprile - I barbari inquisitori della Procura di Torino e l'infinità dignità, coraggio, civiltà di Lavinia

Torino. La procura insiste: chiesta “una misura restrittiva” per Lavinia

Implacabili con i deboli, certi magistrati sembrano animati da un sacro furore classista.
La procura di Torino ha chiesto ieri una non specificata “misura restrittiva” per Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante di scuola elementare indagata per avere insultato i poliziotti durante un corteo antifascista lo scorso 22 febbraio.
La notizia è trapelata dal tribunale del capoluogo piemontese: la prima richiesta era stata respinta da un giudice, ma i pubblici ministeri hanno presentato un appello al riesame, che ha fissato un’udienza per la discussione del provvedimento.
In pratica quel tribunale dovrà decidere se accettare o no la “proposta” dei pm.
Bontà loro, si spiega l’Ansa, “non si tratta comunque di un ordine di custodia cautelare in carcere”. Anche perché i reati contestati (con molta fantasia) nel fascicolo aperto dalla procura – istigazione a delinquere, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale – la custodia in carcere dipende comunque dai “riscontri obiettivi” relativi alla “istigazione a delinquere”.
E un normale insegnante di scuola media (ops…) potrebbe agevolmente spiegare ai suoi fanciulli che augurare la morte a qualcuno può certamente esser considerata una frase poco gentile, ma da qui all’”istigazione a delinquere” (il reato più grave ipotizzato) corrono alcuni anni luce.

pc 7 aprile - Zucca e i torturatori: l’orrore di Genova 2001 G8

di Simone Pieranni *
Un estratto dal libro “Genova Macaia” (ed.Laterza), di Simone Pieranni, in cui l’autore racconta le testimonianze raccolte nelle aule di tribunale di quanto accaduto nei giorni del G8 nel carcere di Bolzaneto
Sulla caserma ho affrontato in tribunale gli sguardi degli imputati, di tutti gli imputati, compresi gli sguardi dei «colleghi». Lo sguardo poco rassicurante di chi sa che certe cose

pc 7 aprile - Israele apre il fuoco: 9 palestinesi uccisi, centinaia di feriti


Migliaia di palestinesi hanno raggiunto per il secondo venerdì consecutivo le linee di demarcazione tra Gaza e Israele. L’Onu condanna l’uso di “forza eccessiva” da parte dell’esercito dello Stato ebraico
AGGIORNAMENTI
ore 19:30 Media palestinesi: “6 giornalisti palestinesi feriti per colpi di arma da fuoco nonostante fossero chiaramente identificabili come operatori dell’informazione”
ore 19 – Settima e ottava vittima palestinese a Rafah
Il Ministero della Salute di Gaza riporta di altri due manifestanti uccisi dall’esercito

venerdì 6 aprile 2018

pc 6 aprile - Il fascioleghista Salvini: soldi (pubblici) fatti sparire e investiti in modo illegale, “Quel che non dice l’uomo che vuole l’incarico di governo” nell’inchiesta esclusiva dell’Espresso

L’Espresso approfondisce con altri documenti l’inchiesta su Salvini e i soldi (pubblici) della Lega che aveva già trattato in un precedente reportage che aveva questo titolo. “… anche Matteo Salvini ha usato i soldi rubati da Bossi …. L’attuale leader della Lega e Bobo Maroni hanno utilizzato una parte dei 48 milioni di euro frutto della truffa orchestrata dal Senatur e dall’ex tesoriere. Lo dimostrano le carte del partito tra la fine del 2011 e il 2014 che abbiamo consultato”, del 2 ottobre 2017.


Esclusivo: caccia ai soldi della Lega
Il denaro investito in modo illegale. E la onlus “Più voci” per sfuggire ai giudici. Quel che non dice l’uomo che vuole l’incarico di governo
DI GIOVANNI TIZIAN E STEFANO VERGINE
03 aprile 2018
Un’associazione senza scopo di lucro. Una onlus usata per ricevere finanziamenti dalle aziende e girarli subito dopo a società controllate dalla Lega. La porta girevole è stata creata da tre commercialisti fedelissimi a Matteo Salvini nell’ottobre del 2015, nel pieno del processo per truffa che ha poi mandato sul lastrico il partito imponendo il sequestro dei conti correnti. Ma questo non è l’unico segreto finanziario del nuovo leader della destra italiana, in corsa per diventare capo del governo. Al riparo da occhi indiscreti ci sono anche milioni di euro investiti in obbligazioni

pc 6 aprile - G8 di Genova, 28 tra medici, poliziotti e carabinieri condannati a pagare 6 milioni di danni allo Stato, ovvero lo Stato torturatore mandante del massacro del G8 di Genova si rifà dei soldi sui suoi stessi sicari…

…altro che “danno all’immagine”, è proprio questa, non solo l’“immagine”, ma la sostanza dello Stato!

G8 di Genova, 28 tra medici, poliziotti e carabinieri condannati a pagare 6 milioni di danni allo Stato
La Corte dei Conti di Genova ha stabilito che devono rifondere i soldi pagati a chi subì gli abusi nella caserma di Bolzaneto. Tra i condannati anche Alfonso Sabella, all’epoca capo dell’Ispettorato del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nonostante la sua posizione fosse stata archiviata. I pm avevano chiesto che a questa cifra si aggiungesse anche il danno di immagine
Dovranno restituire allo Stato 6 milioni di euro per i danni causati in seguito ai risarcimenti pagati a chi subì gli abusi nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2001. Lo hanno stabilito i giudici della Corte dei conti di Genova che hanno condannato 28 persone, tra personale medico-

pc 6 aprile - Corteo per la Palestina a Milano il 7 aprile - piazza Cavour ore 16

CONTRO LA STRAGE DI PALESTINESI
A FIANCO della RESISTENZA POPOLARE

SABATO 7 APRILE CORTEO a Milano
concentramento piazza Cavour ore 16,00

Venerdi  30 aprile scorso è cominciata la marcia del ritorno del popolo palestinese.
Una marcia per libertà e per la terra.  
Una marcia per ricordare l'anniversario dell' esproprio e della rapina israeliana nel 1976 di interi pezzi di territorio con decine di vittime palestinesi durante le proteste a queste seguite.
Una marcia per denunciare che Gaza è una prigione a cielo aperto, così come i vari banthustan sparsi in tutta la Palestina storica.

Una marcia orgogliosa di un popolo che ancora una volta denuncia la violenza sionista/fascista che deve subire da ormai 70 anni, dalla tragica Nakba del 1948.

Una violenza israeliana sionista/fascista che anno dopo anno espropria terre, si appropria delle risorse idriche utilizzandole come ricatto, caccia, tortura imprigiona e uccide il popolo palestinese, negandogli di fatto il diritto all'esistenza stessa in quanto popolo, strappandolo dalle proprie radici e affamandolo, con la copertura ipocrita e  complice delle cosiddette democrazie occidentali.

Ma la marcia è anche un dimostrazione determinata ed un atto di forza del popolo palestinese: perché da una parte dichiara la propria dignità e la propria esistenza, dall'altra dichiara che la resistenza è unita e non finirà mai.

ED E’ PROPRIO DI QUESTO CHE IL GOVERNO DEL TERRORISTA NETANYAHU HA PIU’ PAURA : ossia che il POPOLOPALESTINESE NON SMETTA MAI DI LOTTARE PER LA SUA LIBERTA’ E LA SUA AUTODETERMINAZIONE .

Usurpatori di terra, di acqua e di vita, i cecchini sionisti hanno sparato vigliaccamente contro questa marcia dichiaratamente non armata.
Sul campo il sangue palestinese a oggi è arrivato a 17 morti e arrivano notizie di più di 2000 feriti e, mentre la strage di innocenti continuava, andava in scena la criminale opera di disinformazione dei media internazionali che parlavano genericamente di scontri. 

Ma su quello stesso campo per ore decine di migliaia di manifestanti hanno resistito, dichiarando ancora una volta che Gaza è una prigione e che i confini sono muri che vanno abbattuti.
Ed è chiaro che la lotta andrà avanti anche contro le grandi potenze imperialiste che continuano a sostenere e garantire assoluta impunità a Israele, propria testa di ponte nell'area, utile per mantenere il proprio controllo geopolitico. 

Al popolo palestinese è poi altrettanto chiaro che non potrà assolutamente contare su falsi amici che, per costruirsi consenso, si schierano ipocritamente con la sua lotta ma che, nel contempo, sono responsabili del tentativo di genocidio di un intero popolo. Il fascismo in ogni sua forma verrà respinto compreso quello di Erdogan che, oltre alla scientifica eliminazione del popolo curdo, partecipa al massacro di intere popolazioni in Siria e in Iraq.

L'unico modo per respingere i sionisti e fascisti  è la solidarietà internazionalista tra i popoli. I palestinesi conoscono la lezione della storia e ci insegnano quotidianamente cosa voglia dire la parola RESISTENZA  ben consci che sono solo i popoli che lottano a poter scrivere il proprio futuro.

Per questo partecipiamo convintamente al corteo che si terrà
sabato 7 aprile corteo in solidarietà al popolo palestinese contro le stragi sioniste con concentramento ore 15,30 piazza cavour a Milano

ISRAELE FASCISTA STATO TERRORISTA!

I compagni e le compagne del Csa Vittoria
www.csavittoria.org - info@csavittoria.org

pc 6 aprile - Verso il 25 aprile a Napoli

foto di Rete Antifascista Napoletana.


Appello-Assemblea per un 25 Aprile di LiberAzione

Il razzismo abbiamo visto moltiplicarsi le aggressioni neofasciste e la violenza xenofoba fino alla tentata strage di Macerata e all'assassinio di Firenze!
La drammatica sequenza di femminicidi, di violenze (fisiche, morali, economiche) e la conseguente strumentalizzazione del corpo delle donne contro cui si sta sollevando un movimento femminista sempre più connesso e globale, racconta quanto profonde siano ancora le radici del modello patriarcale/capitalistico.
Gli attacchi prodotti attraverso le politiche di destra e reazionarie, accompagnati da un comunicazione mainstream modellata sul discorso della donna- vittima da difendere (retorica abbracciata dalle destre nazionali) dal carnefice (molto spesso nero e/o straniero) hanno prodotto e favorito deliranti forme di propaganda razzista, fascista e sessista da cui è necessario liberarsi.

Un discorso pericoloso che, attraverso le politiche del “decoro”, del controllo e della repressione urbana, trascrivono nell'asetticità di un linguaggio quasi “sanitario” la logica della guerra ai poveri e alle soggettività divergenti, a chi è eccentric*, marginale o indecoros* rispetto al canone dominante,

pc 6 aprile - Oggi nuova protesta di massa sul confine di Gaza


Le organizzazioni palestinesi attuano una nuova manifestazione “marcia del ritorno” al confine fra striscia di Gaza e Israele. In una dichiarazione diffusa martedì si legge: “Accogliamo tutti i partecipanti di tutte le organizzazioni e apprezziamo il loro lavoro per il successo di questa azione che ha messo in imbarazzo Israele davanti a tutto il mondo”. Hamas ha pubblicato sul web dei “consigli di sicurezza” tra cui: nascondere i volti con

pc 5 aprile - Ilva Taranto - assemblea cittadina su maxi processo/trattativa romana con Mittal/lotta sul territorio per salute lavoro, bonifiche, reddito

Convocata dallo Slai cobas per il sindacato di classe si tenuta oggi pomeriggio a Taranto una assemblea cittadina presenti rappresentanti operai Ilva, lavoratori del Cimitero e della exPasquinelli, abitanti dei quartieri Tamburi/Paolo VI - associazioni, Medicina democratica
Al centro
1 - il maxiprocesso e le nuove iniziative legali all'interno di esso
-gli avvocati di Torino e Taranto che curano le parti civili hanno deciso di approntare una richiesta di blocco dei beni degli imputati, vista la lungaggine del processo e la necessità di tutelare le parti civili e gli eventuali risarcimenti
-la diffusione dei verbali per far conoscere ai lavoratori e alle masse popolari  i contenuti delle testimonianze di operai sindacalisti, tecnici
2 - la trattativa romana - contro ogni accordo Mittal/governo/sindacati lavorare perchè gli operai prendano la parola e si autorganizzino contro esuberi/sfruttamento/cancellazione dei diritti/sicurezza e salute.
3 - la mobilitazione al quartiere Tamburi di lavoratori e masse popolari per le bonifiche/salute/lavoro
sarà organizzata una assemblea nel quartiere
4 - rilancio cittadino della lotta per la raccolta differenziata porta a porta con una campagna nei quartieri interessati che punti a imporre al Comune un piano di salvaguardia dell'ambiente  che porti alla stabilizzazione dei lavoratori expasquinelli e a nuova occupazione

pc 5 aprile - Perugia - la repressione di Stato si abbatte su chi solidarizza con il popolo Kurdo contro il genocida Erdogan

Osservatorio Repressione

Otto anni e sei mesi di Daspo per meno di 5 secondi di solidarietà
Questa è la risposta repressiva ad un pacifico atto di denuncia verso il genocidio del popolo curdo perpetrato dall’esercito turco.

Il 20 gennaio l’esercito del presidente Erdogan– col supporto di gruppi jihadisti, la complicità della NATO e dotato di armi prodotte dal gruppo Finmeccanica – ha iniziato un attacco efferato nella regione di Afrin colpendo indiscriminatamente obiettivi civili e militari: una carneficina finalizzata a cancellare l’esperienza di auto-organizzazione sviluppata nell’area negli ultimi anni.
In tutto il mondo da mesi si intensificano le manifestazioni di solidarietà. A Perugia, oltre a raccolte in sostegno delle popolazioni attaccate, volantinaggi e assemblee, il 21 Marzo, verso il termine della partita di pallavolo Perugia – Ankara, otto persone (con regolare biglietto) hanno esposto in silenzio uno striscione di dissenso alla politica terrorista di Erdogan.
Lo striscione è stato prontamente sequestrato e i manifestanti identificati ed allontanati dalle forze dell’ordine.

Ma non è finita qui!
Nei giorni seguenti ogni manifestante è stato raggiunto da un Daspo sportivo, che prevede pesanti limitazioni alla libertà di movimento, con l’accusa immotivata di “istigazione alla violenza“.
In evidente spregio all’idea stessa di Stato di Diritto la Polizia – forte di una legislazione sempre più autoritaria in tema di “sicurezza” e “ordine pubblico” ( vedi legge Orlando-Minniti) – a suo insindacabile arbitrio decide quali sono le idee e le forme di espressione del pensiero lecite.
La Polizia si sostituisce così all’autorità giudiziaria introducendo a proprio piacimento criteri di “pericolosità sociale” sulla base dei quali classificare le persone e decidere sull’esercizio delle libertà personali e politiche, impedendo agli interessati di far valere quei pochi diritti ancora riconosciuti dall’ordinamento vigente.
Mentre lo Stato Italiano che “ripudia la guerra” benedice carri armati e bombardieri impegnati a sterminare decine di migliaia di persone, la Polizia reprime coloro che si oppongono pacificamente a questa carneficina.

Per la Polizia la solidarietà è “istigazione alla violenza”

pc 5 aprile - LETTERA DI SOSTEGNO AGLI STUDENTI CONTRO L'ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Dal Coordinamento Lotte Unite

Lettera di sostegno agli studenti di Napoli e Carpi che si sono "permessi" di esprimere una loro opinione sull'alternanza scuola/lavoro.

All'attenzione di studenti, personale docente, personale non docente, dirigenti scolastici del
Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, Napoli
e dell'ITIS “Leonardo da Vinci”, Carpi

Ai volontari, ai lavoratori, ai responsabili a vario titolo del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

OGGETTO: CREDERE, OBBEDIRE, LAVORARE E ABBOZZARE sottotitolo “DELLE PRASSI INFAMI DELL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO”

Siamo il CLU (Coordinamento Lotte Unite), coordinamento di collettivi di attivisti e lavoratori autoconvocati ed autorganizzati di diverse realtà produttive romane.
In quanto lavoratori – della scuola e non – siamo interessati a comprendere il fenomeno della cosiddetta alternanza scuola-lavoro introdotta dal precedente governo. Siamo convinti che questa attività a cui sono sottoposti gli studenti non abbia un valore formativo utile alla crescita umana e civile degli individui e della comunità. Siamo convinti che “l’alternanza” sia un’attività funzionale

pc 5 aprile - INDIA: La grande protesta dei Dalit (intoccabili) paralizza il paese: cinque morti

"La protesta è stata organizzata dai gruppi Dalit contro una disposizione della Corte Suprema del 20 marzo"
Counter Currents
2 aprile 2018

Le proteste che hanno colpito l'India del nord sono costate cinque vite oggi, dal momento che i gruppi Dalit hanno cercato di mettere in atto un blocco totale in tutta l'India per una disposizione della Corte Suprema. Nel Madhya Pradesh, quattro persone sono morte durante gli scontri e un uomo è stato ucciso con spari nel Rajwarhan Alwar. Violenza è stata segnalata anche in parti del Punjab, Rajasthan, Jharkhand e Uttar Pradesh. Il Punjab si è fermato mentre il governo metteva l'esercito in stato di allerta e bloccava il trasporto per strada.
Il 20 marzo la Corte Suprema ha "diluito" le disposizioni della Legge di prevenzione delle atrocità per le caste e sulle tribù (registrate), stabilendo che i funzionari governativi non possono essere arrestati senza previa sanzione e anche i cittadini privati ​​possono essere arrestati solo dopo un’inchiesta, secondo legge. Il governo centrale ha chiesto alla Corte Suprema di rivedere la disposizione.

Nel Madhya Pradesh, un leader studentesco e altri quattro sono morti durante gli scontri tra la polizia e i manifestanti. Sei persone sono state ferite nel distretto e l'esercito è stato chiamato a Bhind per controllare la situazione. A Gwalior sono stati imposti ordini proibitivi che vietavano i grandi raduni, in quanto i manifestanti hanno bloccato i binari ferroviari e incendiato i veicoli.
Scontri e incendi sono stati segnalati dalle città del Rajasthan, tra cui Jaipur, Barmer e Alwar. Nella capitale del Jharkhand, Ranchi, la polizia ha caricato i manifestanti con i lunghi bastoni (lathi).
I servizi ferroviari sono stati colpiti in parti del Bihar, Odisha, Punjab e Rajasthan mentre i manifestanti hanno bloccato i binari ferroviari. In alcune aree sono state bloccate anche le autostrade.
Nel Punjab, centinaia di manifestanti con spade, bastoni, mazze da baseball e bandiere hanno

pc 25 aprile - Ravenna - un appello per il 25 aprile in discussione nella rete antifascista

Le straordinarie ed emozionanti giornate di mobilitazioni antifasciste di massa che abbiamo messo in piedi nelle nostre città, con alla testa i compagni delle città di Macerata, Palermo, Torino, Piacenza, Bologna, Firenze, Genova, Roma, per citarne alcune delle più importanti, che hanno manifestato contro la violenza nazifascista che ha avuto il suo culmine con la scia di sangue di immigrati durante la recente tornata elettorale, non possono/non devono "rientrare nei ranghi" ma avanzare nell'unità raggiunta sul campo dell'antifascismo, segnatamente quello militante, che, in molti casi, è riuscito a cacciare dalle proprie città i caporioni fascio-nazisti imbottiti di denaro in cerca di voti ed ha

pc 5 aprile - No alla partenza del Giro d'Italia 2018 da Israele! Campagna nazionale da sostenere

FERMIAMO LE RUOTE DELL’OCCUPAZIONE SIONISTA.
ISRAELE MAGLIA NERA!
No allo sport-washing delle barbarie sioniste contro il Popolo Palestinese!
No alla partenza del Giro d’Italia 2018 in Israele!
Il Giro d'Italia del 2018 inizierà con le prime tre tappe da Israele: partenza da Gerusalemme il 4 maggio, seconda tappa Haifa /Tel Aviv, la terza tappa attraverserà il Naqab (Negev).
Come spiegare la partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme?
La ragione ufficiale riguarda la volontà di dedicare questa edizione del Giro alla memoria di Gino Bartali, il cui nome è stato impresso sul muro dei “Giusti tra le Nazioni” per aver salvato diverse centinaia di ebrei italiani dalle persecuzioni nazifasciste. Vista, però, la mancanza di tappe che in qualche modo potessero ricondursi alla vita del ciclista e l’assenza di questo argomento nella

pc 5 aprile - FORMAZIONE OPERAIA - UN MODO DIVERSO DI STUDIARE IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA - 2° cap. "Proletari e comunisti"

Per ripercorrere a grandi linee Il Manifesto di Marx ed Engels, per focalizzare i passaggi essenziali, in modo anche piacevole, utilizziamo una pubblicazione a fumetti della metà degli anni '70. 

Oggi stralci (24 vignette) della parte che parla del 2° capitolo "Proletari e comunisti. 





pc 5 aprile - Campagne internazionaliste in corso, tempi e modi

proletari comunisti sostiene e promuove due campagne internazionaliste nel nostro paese per i prossimi tre mesi

1
E' stata lanciata dal comitato di sostegno internazionale alla guerra popolare in India
la proposta di uno Spring Thunder tour - vale a dire una serie di iniziative coordinate in diversi paesi di informazione e sostegno alla guerra popolare in India - la più grande lotta armata delle masse popolari in corso nel mondo - nel 2° più grande paese del mondo, che coinvolge un corridoio rosso
di stati indiani, con circa 100 milioni di abitanti, guidata dal Partito Comunista dell'India (Maoista)
I paesi interessati dall'appello a partecipare alla campagna sono in Europa Italia-Francia-Galizia-Spagna- Austria- Germania- Grecia- Turchia- Gran Bretagna - Olanda - Belgio- Portogallo-Norvegia- Svezia - fuori dall'Europa - USA/Canada in America Latina Brasile/Colombia/Cile /Messico/Equador
Bolivia/Panama - inoltre Filippine/Nepal/Bangladesh/Manipur/Sry Lanka/Afghanistan/Pakistan in

pc 5 aprile - PROCESSO A CHI DENUNCIAVA L'ILLEGALITA' DEI DECRETI PRO ILVA

Questa mattina a Taranto prende il via un processo assurdo, 15 lavoratori, donne, giovani, di cui 7 dello Slai cobas sc sono processati per avere manifestato contro Renzi per i decreti che sfornava a difesa del profitto dell’Ilva fatto sulla pelle degli operai e dei cittadini di Taranto.

Prima che la Corte costituzionale dicesse, come è scritto nella sentenza di qualche giorno fa, che i decreti del governo Renzi sono illegittimi, l’hanno detto centinaia di proletari e masse popolari di Taranto e il 29 luglio del 2016 circa 250 persone accolsero degnamente Renzi che pochi giorni prima aveva fatto l’ennesimo decreto e veniva a Taranto pensando di ricevere applausi e invece ricevette la giusta protesta.
Non sono i 15 lavoratori, donne, giovani che devono essere processati, ma i rappresentanti dei governi che attaccano salute e lavoro.
E lo Slai cobas sc farà di questo processo un atto pubblico di accusa.

mercoledì 4 aprile 2018

pc 4 aprile - Palermo - Per un 25 aprile antifascista militante

Dopo la grande giornata antifascista svoltasi in tutto il paese il 24 febbraio scorso e che ha preso spunto dalla tentata strage fascista e razzista di Macerata pensiamo sia necessario continuare l’esperienza organizzando il prossimo 25 aprile con le stesse caratteristiche dell’antifascismo militante.
Non si possono disperdere le energie che in quella giornata, ma anche in quelle precedenti e successive, si sono manifestate, e che hanno fatto da spartiacque tra l’antifascismo di facciata, quello elettorale, quello istituzionale, quello delle ipocrite commemorazioni, quello delle chiacchiere e quello vero.
Un antifascismo che investa tutti i campi e che riprenda il suo giusto posto tra gli operai, lavoratrici e lavoratori, giovani e masse popolari.
I fascisti non devono parlare (e anzi non dovrebbero esistere come previsto anche dalla Costituzione) e tante sono le iniziative in diverse città del nostro paese che hanno impedito ai fascisti di agire, perché il fascismo non è un’opinione, ma un crimine, come è stato ribadito in tante manifestazioni, mentre continua senza interruzione la copertura istituzionale delle organizzazioni fasciste e delle loro iniziative difese dallo Stato che mette in campo la repressione, le denunce, gli arresti degli antifascisti!
Tanto più che le ultime elezioni politiche hanno dato spazio alle forze espressamente populiste, razziste e fasciste che si affermano nel solco del moderno fascismo che avanza.
Per l’antifascismo militante, per la libertà di tutti gli antifascisti arrestati, in funzione della giornata del 25 aprile invitiamo tutti ad una riunione che si terrà nella sede di via G. del Duca, 4 - Palermo giorno 9 aprile alle ore 16.
Circolo proletari comunisti Palermo
prolcompa@libero.it - 338.7708110

pc 4 aprile - Il tribunale di Milano al servizio di Ikea dichiara legittimo il licenziamento di Marica. Illegittimo è il capitale e il doppio sfruttamento delle lavoratrici. Toccano una toccano tutte! Solidarietà a Marica, rilanciare la battaglia per la sua riassunzione


Ikea, respinto il ricorso della mamma licenziata. Il giudice: "Atto legittimo"
La donna non rispettava i turni per accudire il figlio disabile
Pubblicato il 4 aprile 2018 







Corsico (Milano), 4 aprile 2018 -  Ricorso respinto. Marica Ricutti, la mamma 39enne single licenziata da Ikea a perché non rispettava i turni per accompagnare il bambino disabile alle terapie, aveva fatto ricorso contro il provvedimento dell’azienda che l’aveva lasciata a casa dopo averle contestato ritardi sul lavoro e cambi turno non autorizzati. Niente da fare: il giudice di Milano ha respinto la richiesta valutando i

pc 4 aprile - Repressione contro gli studenti che criticano e si oppongono allo sfruttamento/schiavismo della "alternaza scuola lavoro". E le "motivazioni" dei presidi/manager confermano che gli studenti hanno ragione e che RIBELLARSI E' GIUSTO E NECESSARIO


Modena, studente critica l’alternanza scuola-lavoro su Facebook: punito con il sei in condotta
Dopo il primo giorno di lavoro il ragazzo ha scritto un post che descriveva la situazione come "sfruttamento" e lamentava di non essere pagato. Il preside: "A scuola va bene, ma volevamo dargli un segnale"
di F. Q. | 3 aprile 2018

Punito con il sei in condotta per aver criticato su Facebook il sistema dell’alternanza scuola lavoro. Il protagonista è uno studente di quarta superiore di un istituto tecnico di Carpi, in provincia di Modena, che lo scorso febbraio, dopo il primo giorno passato all’interno di un’azienda metalmeccanica della zona, si era lamentato del progetto pensato per

pc 4 aprile - Avanza nei call center il controllo dei lavoratori in funzione, anche, di un maggior sfruttamento. Il caso Sky Italia


Sky Italia e il software per controllare i centralinisti 
da infoaut
Ad utilizzare lo strumento di controllo Sky Italia network service s.r.l, società che gestisce i call center di Sky Italia. A dare il via agli accertamenti le segnalazioni di un sindacato di lavoratori in servizio nel settore dell’assistenza clienti. La società in questione, secondo l’Autorità Garante, avrebbe violato sia le norme in merito al trattamento dei dati personali degli operatori, sia le norme sul controllo a distanza del lavoro. Avrebbe cioè utilizzato un nuovo sistema di assistenza clienti, che doveva servire per far funzionare al meglio il servizio, per controllare le telefonate degli operatori. Nonostante, infatti, corrisponda ad ogni operatore un

pc 4 aprile - Onore a Winnie Mandela combattente rivoluzionaria con Mandela oltre Mandela!






È morta a 81 anni Winnie Mandela, ex moglie di Nelson Mandela. A dare l'annuncio è stato il suo ufficio stampa Zodwa Zwane. Nomzamo Winifred Zanyiwe Madikizela - questo il suo nome - è deceduta presso il Netcare Milpark Hospital di Johannesburg dopo una lunga malattia che l'aveva costretta a frequenti ricoveri negli ultimi tempi.
.....Nel 1985 decide di sfidare la messa al bando e torna a vivere a Soweto. In quel periodo il movimento organizza la ribellione dei ghetti neri per renderli ingovernabili e il ritorno di Winnie la trasforma immediatamente nella bandiera della protesta.e a
 Munsieville, nell'aprile del 1986 quando sostiene l'opportunità del "necklacing" (la cosiddetta "pratica del collare di fuoco" dicendo: "Le nostre scatole di fiammiferi e le nostre collane libereranno questo paese".
....si oppone alla politica di conciliazione nazionale e di classe di Mandela e per questo viene combattuta, denigrata e criminalizzata

pc 4 aprile - Arrestati due esponenti della Lega per voto di scambio in Sicilia

Oggi cominciano le consultazioni di Mattarella con tutti i partiti... sarà proprio una bella sfilata!

Voto scambio: arrestati 2 esponenti Lega

Indagati ex deputato regionale Salvino Caputo e fratello Mario. Giorgetti: 'Deluso e amareggiato'

L'ex parlamentare regionale ed ex sindaco di Monreale di An Salvatore Caputo detto Salvino, avvocato penalista e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento "Noi con Salvini" durante le elezioni amministrative della scorsa primavera, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di voto di scambio insieme al fratello Mario, anche lui avvocato, e candidato alle ultime elezioni all'Ars sempre con la Lega. L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal Gip di Termini Imerese su richiesta della Procura. I carabinieri hanno arrestato anche Benito Vercio, 62 anni, indicato dagli investigatori come "procacciatore di voti nel termitano".
Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica avrebbe accertato dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro o altre utilità posti in essere da due degli arrestati insieme ad altri indagati.

pc 4 aprile - IL JOBS ACT, IL GOVERNO BLOCCANO LE ISPEZIONI NELLE AZIENDE, PER NON "DISTURBARE" I PADRONI

La denuncia che viene fatta nell'articolo sottoriportato da un ispettore Inps di Taranto può essere fatta in tutte le città. 
Il forte ridimensionamento, l'irregimentazione burocratica degli ispettori per non fare le ispezioni necessarie, la pratica sporca delle "ispezioni annunciate", è una politica "scientifica" al servizio del capitale. L'ingabbiamento delle funzioni di vigilanza sul lavoro nero, sulle estese violazioni contrattuali, sulle violazioni sulla sicurezza è direttamente proporzionale all'azione del padronato di attacco generale ai diritti dei lavoratori, alle condizioni di lavoro. 
E' la dimostrazione palese di come il parlamento, il governo non sono altro che un "comitato d'affari della borghesia".
Questo blocco delle ispezioni va di pari passo agli stessi accordi antioperai Confindustria/sindacati confederali, come il recente "patto di fabbrica".
Anche tra gli ispettori le organizzazioni sindacali sono quelle che accompagnano questo paralisi delle loro funzioni.
Gli ispettori devono prendere il coraggio di andare controcorrente, devono mettersi al servizio dei lavoratori. 
Ma occorre soprattutto elevare la lotta perchè è il governo, e il sistema che va combattuto.

pc 4 aprile - Mignano (Cobas Fca Pomigliano): “Di Maio non rappresenta gli operai”


Giusto. Ma compagno Mimmo - M5stelle non è Rifondazione, è fasciopopulismo e reazione


Mimmo Mignano (Cobas Fca Pomigliano) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Di Maio non rappresenta gli operai. Quando è venuto qui si è fatto le foto coi padroni. I suoi voti sono una bolla di sapone che quando cadranno si schianteranno a terra e diventeranno Cernobyl. Farà la fine di Bertinotti. Dice che ancora non sta governando, ma intanto si è fregato 11 milioni di voti”

Sul successo del M5S a Pomigliano

 “Qui a Pomigliano la fabbrica è ferma per cassa integrazione – ha affermato Mignano – qua non è cambiato niente, io mi sveglio la mattina dopo le elezioni politiche e mi risveglio sempre con gli