sabato 20 gennaio 2018

pc 20 gennaio - MILANO: A LUIGIA E ALLE ALTRE COMPAGNE PROCESSATE A L'AQUILA IL 22



Ieri al corteo a Milano delle maestre in lotta che stanno subendo
l'ennesima violenza è stata portata la necessità della solidarietà tra le donne che lottano su diversi fronti e che su diversi fronti questo sistema opprime e reprime.

In tante hanno chiesto il volantino e fotografato lo striscione.

In tante saremo con voi anche se lontane il 22!

Se toccano una ci ribelliamo tutte!

le compagne dell'mfpr  di Milano


pc 20 gennaio - Elezioni: quanto sono affidabili i sondaggi? Il "sondaggio" che nessuno può smentire è quello del crescente numero di coloro che non vanno a votare!

A PROPOSITO DI SONDAGGI POCO VERITIERI
Il fogliaccio telematico Democratica, nella sua edizione di giovedì diciotto gennaio, riporta un articolo di tale Francesco Gerace dal titolo «Renzi: no partiti di plastica che falsificano sondaggi».
All’interno del pezzo si trovano le tabelle di due presunti sondaggi – l’uno targato Euromedia Reasearch, l’altro Istituto Piepoli per il quotidiano La Stampa – secondo i quali non solo il Partito Democristiano godrebbe di ottima salute, ma sarebbe in testa alle intenzioni di voto dei più giovani.
Basta scorrere le quattro tabelle – due per ognuno degli istituti demoscopici – e leggerne le intestazioni, per capire che non è proprio così; intanto, il primo dei due si riferisce al voto di coloro che hanno meno di venticinque anni: quindi si deve dedurre che il titolo dello scritto è già un falso.
In seconda battuta, tanto per far capire qual è il grado di attendibilità di certe rilevazioni, se si confrontano le due tabelle del sondaggio Euromedia, appare evidente che i risultati sono falsificati: dal prospetto riguardante gli under ventiquattro sparisce la voce riguardante la lista denominata Insieme.
Proseguendo, non si può non notare che l’Istituto Piepoli non considera parte della coalizione della destra moderata la lista +Europa, anzi non la menziona affatto; si può pensare che i suffragi che saranno raccolti dai “radicali” siano stati conteggiati del piddì: anche in questo caso siamo di fronte alla distorsione della realtà.
Se questa è la realtà – ed è facilmente verificabile visitando la pagina web https://www.democratica.com/focus/sondaggi-diciottenni-pd-m5s-fi-lega – davvero fa sbellicare dalle risate la sparata del Presuntuoso Toscano sopra citata, che viene riportata anche dal quotidiano la Repubblica di venerdì diciannove gennaio.
Bosio (Al), 20 gennaio 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 20 gennaio - INDIA: I maoisti ricostruiscono comitati popolari nel Kerala, anche nel profondo sud del Paese

riportiamo dalla stampa borghese online

I maoisti alzano di nuovo la testa, formano comitati popolari in Kerala
combattenti dell'EGPL
"Mappa" riportata dalla stampa sulla presenza e influenza del Partito Comunista dell'India (Maoista)


I maoisti che stavano tenendo un basso livello dopo il finto scontro a Nilambur non si sono arresi e stanno riemergendo velocemente nello Stato, dicono fonti dell'intelligence. I rapporti suggeriscono che BG Krishnamoorthy, membro del comitato centrale del Karnataka, ha preso in carico le operazioni del Kerala al posto di Kuppusamy, alias Kuppu Devaraj, assassinato nel controverso scontro a Nilambur.
Il gruppo è riuscito a istituire "comitati popolari rivoluzionari (RPC) in molte colonie sul confine Kerala-Tamil Nadu-Karnataka. La formazione di questi comitati preoccupa le autorità in quanto è vista come un'indicazione di una crescente influenza e supporto locale per i maoisti.
I maoisti che sono noti per far sentire la loro presenza inizialmente con rapide apparizioni e la distribuzione di volantini in potenziali aree di crescita hanno avuto il coraggio di formare le RPC solo dopo aver percepito che il terreno è fertile. I rapporti di intelligence indicano che i maoisti sono riusciti a formare RPC in una mezza dozzina di colonie tribali, tra cui alcune in Attappadi. Il nuovo coordinatore statale Krishnamoorthy ha avuto successo nell'organizzare incontri in queste aree a cui hanno partecipato membri dell'Esercito popolare guerrigliero di liberazione. Molte di queste località sono ancora insormontabili per le forze di sicurezza e le agenzie governative.
I maoisti, nel frattempo, hanno stabilito contatti e ottenuto il sostegno della popolazione locale e stanno studiando nuove adesioni per rafforzare la loro forza sul campo. Le attività del PCI (maoista) si erano indebolite nella "zona sud" dopo aver subito battute d'arresto a seguito di una forte offensiva congiunta e indipendente da parte delle forze del Karnataka, del Tamil Nadu e del Kerala.
La più grande battuta d'arresto nella storia recente è stata lo contro nella zona di Karulai a Nilambur in cui sono stati uccisi il membro del comitato centrale Kuppu Devaraj e il membro della SZC Ajitha. Maoisti e attivisti per i diritti umani hanno rifiutato di accettare l'incidente come uno scontro e lo hanno definito falso. Il governo LDF (Fronte Democratico di Sinistra) fu costretto a ordinare la ricerca di prove in seguito alle critiche del PCI che osservavano che la linea d'azione non era consona all'ideologia di sinistra.


(Fonte: http: //www.newindianexpress.com/states/kerala/2018/jan/04/maoists-raise-ugly-head-again-form-peoples-committees-in-kerala-1743997.html)

pc 20 gennaio - Sicilia: tutti in corsa per il Parlamento, ma la “famigghia” prima di tutto, ovvero come i politici perpetuano la loro dinastia!

Prima la corsa alle regionali dell’autunno scorso, adesso la corsa ad un seggio al Parlamento! Sempre di corsa, da quel viscidissimo Crocetta che ha scambiato la sua non candidatura alle regionali per un posto di senatore promesso da Renzi a tutta una serie di personaggi che hanno fatto la “storia” politica in Sicilia. Una “storia” (d’altronde sembra che in Sicilia nasca la maggior parte delle “fiction”, ma purtroppo questa è durissima realtà!) circondata sempre da un alone di “delinquenza” e naturalmente anche di pesanti liti in famiglia.

Tanti di questi figli di… (e cosa non si farebbe per i “figghi”! per trovargli una giusta “sistemazione”!), ma anche nipoti di... ce li ritroveremo seduti in Parlamento… e poi qualcuno ha pure il coraggio di invitare la “gente” ad andare a votare??? Ma boicottiamoli tutti!

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Mogli e nipoti in lista, Dynasty in Sicilia

La famiglia in Sicilia è importante, politicamente parlando. Perché nell'isola non si tramandano di padre in figlio solo case e patrimoni, ma anche pacchetti di consensi che valgono oro. Così anche in queste elezioni politiche alle porte, da Forza Italia al Pd, fioccano i nomi dei ras del voto inossidabili

pc 20 gennaio - Polonia, la ferocia del governo e della chiesa contro le donne, migliaia in piazza a protestare contro una nuova legge sull’aborto

Polonia, in piazza contro stretta aborto

Tweet 17 gennaio 2018 - 23.30. Migliaia di donne polacche sono scese in piazza a Varsavia e in altre 60 città polacche contro un nuovo tentativo di introdurre ulteriori restrizioni sull'aborto, già fortemente limitato dalle leggi polacche. A far indignare le donne una nuova proposta di legge, accolta la scorsa settimana dal parlamento (dove ha la maggioranza il partito conservatore di Kaczynski), che vieta di abortire in caso di malattia del feto scoperta con analisi prenatali.
La misura è sostenuta fortemente dall'episcopato cattolico.



La Polonia e l’aborto, di nuovo
Il Parlamento polacco vuole eliminare il diritto all'aborto anche nei casi di malformazione e malattie genetiche del feto

 Protesta della donne per il diritto all'aborto, Varsavia, Polonia, ottobre 2017 (AP Photo/Alik Keplicz)
Il parlamento della Polonia ha respinto una proposta di legge che avrebbe portato a una minima liberalizzazione al diritto di aborto e ha rimandato in commissione per ulteriori controlli un’altra proposta che impone nuove restrizioni e che proibisce l’interruzione di gravidanza anche in caso di

pc 20 gennaio - Trump, il presidente più cesso fascio-imperialista della storia americana, nell’anniversario del suo insediamento “spegne” tutta l’amministrazione americana, licenziando migliaia di dipendenti

Magari! Visto che questo provvedimento prevede che “I militari, considerati essenziali, restano in servizio durante lo shutdown ma non vengono pagati, anche se impegnati in operazioni di guerra ... I parlamentari continuano a ricevere lo stipendio perché lo prevede la legge.” E ti pareva! e anche “la messa in congedo forzato dei dipendenti pubblici [circa 1 milione, nda]...”

Pur di non riconoscere i diritti dei “dreamers” i bambini nati in America da immigrati considerati clandestini e in attesa del permesso di soggiorno Trump a mezzanotte ha fatto scattare lo “shutdown”! confermandosi per quello schifosissimo razzista che è!

Dal Corriere della sera online:

“Usa, scatta lo «shutdown»: il Senato non approva bilancio, bloccati i fondi federali
Trump archivia il suo primo anno alla presidenza con lo shutdown, ovvero il blocco dell’attività amministrativa federale, a partire dai servizi meno essenziali, per mancanza di fondi: «congelati» gli stipendi dei militari, disagi nelle attività pubbliche
Il presidente Donald Trump celebra il suo primo anno alla Casa Bianca con lo «shutdown», ovvero con la chiusura di tutte le attività non essenziali dell’amministrazione per mancanza di fondi. Il

venerdì 19 gennaio 2018

pc 19 gennaio - Governo Gentiloni e finta opposizione votano le missioni militari in Africa...

Sia detto en passant: il governo "non trova" i soldi per il contratto dei lavoratori della scuola circa 2 miliardi...
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Niger, ok della Camera alle missioni: Forza Italia vota a favore
   17 gennaio 2018
Sì dell'Aula della Camera alla prosecuzione per il 2018 delle missioni internazionali, tra cui quella nuova in Niger. L'Assemblea di Montecitorio ha approvato la risoluzione di maggioranza in tal senso, che ha incassato anche il voto a favore di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. La Lega si è astenuta. Contro le premesse di parti della risoluzione, relative a singole missioni, hanno votato i deputati di M5S e di Leu. Tutte respinte le altre risoluzioni presentate dai gruppi opposizione. Quello sulle missioni internazionali è stato quasi sicuramente l’ultimo voto della diciassettesima legislatura.

Copertura finanziaria per ora fino a settembre
Complessivamente nel 2018 saranno 6.698 i militari impegnati in teatri internazionali, per una spesa di 1,5 miliardi di euro. Ma il voto di oggi autorizza le missioni fino a settembre perché, in base a quanto si legge nella relazione tecnica, manca la copertura finanziaria per l’inero anno. Sul Fondo missioni sono stanziati infatti 995,7 milioni ai quali vanno aggiunti 17,7 milioni di rimborsi Onu. Restano da reperire entro il 30 settembre 2018 ulteriori 491 milioni di euro

Le missioni nuove e da prorogare
Il documento votato oggi si riferisce alla missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia; a quella

pc 19 gennaio - Vittoria contro il governo in Francia: dopo anni di lotte l'aeroporto non si farà!

da infoaut


Notre-Dame-Des-Landes: VICTOIRE!
17 GENNAIO 2018
Colpo di scena in Francia, il governo Macron decide di abbandonare il progetto del mega “aeroporto del Grand Ouest” ovvero quello di Notre-Dame-Des-Landes ormai in dibattito da 50 anni.

 Contrade: storie di ZAD e notav

Notre-Dame-Des-Landes: VICTOIRE! Notre-Dame-Des-Landes: VICTOIRE!

Il primo ministro francese, Edouard Philippe, ha dichiarato oggi che “non ci sono le condizioni per continuare il progetto dell’aeroporto di Notre-Dames-Des-Landes. Un tale progetto di pianificazione che strutturera il territorio per un secolo non può farsi in un contesto di opposizione esacerbate tra due parti quasi uguali della popolazione”

Protestano politici di destra e sinistra, denunciando “una capitolazione davanti alla violenza” o “l’abbandono dello Stato di diritto”, tuttavia sembra proprio che la scelta dell’ammodernamento dell’aeroporto già esistente, quello di Nantes-Atlantiques, sia ormai presa.

La zona di Notre Dame des Landes era occupata da ormai dieci anni da contadini e allevatori supportati da centinaia di attivisti che avevano creato la Zone A Defendre (ZAD) per impedire con tutti i mezzi l'ennesima violenza sui territori in nome del profitto.

Nel 2012 il governo francese aveva tentato una prova di forza inviando centinaia di agenti per sgomberare gli occupanti trovando una strenua resistenza. Un corteo di decine di migliaia di persone aveva poi permesso di occupare di nuovo la ZAD e ricostruire le case distrutte dalla furia della polizia.

pc 19 gennaio - “Potere al popolo”: un gioco di parole per dare più “Potere alla borghesia”

(Corrispondenza da Genova)
ANCHE ALTRA LIGURIA CADE NELLA RETE DI POTERE AL POPOLO
Essendo iscritto alla mailing list della associazione Altra Liguria – il progetto, nato nel 2015 per sostenere la candidatura di Antonio Bruno, ex consigliere comunale genovese del Forum Ambientalista-Sinistra Europea, alla presidenza della Regione Liguria, e tutt’ora agente sul territorio – ricevo le loro elaborazioni.
Da qualche settimana questo gruppo, che per la maggior parte raccoglie pezzi del cattolicesimo meno oscurantista, ha dato l’adesione al percorso elettorale di Potere al Popolo: la sera di lunedì quindici gennaio il suo ufficio stampa dirama una autointervista nella quale i coordinatori tentano di giustificare la vicenda.
Il passaggio più importante è quello nel quale, a domanda su quali siano i punti di forza dell’accrocchio elettorale, si risponde: «Sicuramente la presenza di tanti militanti di diverse generazioni che si confrontano nella pluralità di idee, di radice saldamente comunista e socialista, con la consapevolezza che il nemico da combattere è uno solo: il neoliberismo, che genera diseguaglianze, ed il predominio della finanza sulle persone».
Colui che è da sconfiggere, o meglio da abbattere – ma questo non potrà mai avvenire per via elettorale – non è esclusivamente il neoliberismo, che è soltanto una forma (certamente tra le peggiori) in cui si manifesta il capitalismo, ma proprio il sistema politico-economico stesso: per fare questo le elezioni non servono.
Anzi, esse sono deleterie per la lotta per la costruzione di una società diversa: questo perché, la presenza di un soggetto politico che propaganda la presa del potere per via elettorale, porta una certa quantità di proletari a credere nella fasulla alternativa parlamentare, e ad abbandonare la lotta per una società realmente di liberi e uguali.
Genova, 17 gennaio 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 19 gennaio - Gentiloni l’uomo della guerra e dei "conti a posto" della borghesia non vuole che si tocchino le "conquiste" di Renzi

In un discorso sulle prossime elezioni Gentiloni, anche in formato bradipo, ma che come i padroni italiani “mai non empie la bramosa voglia”, ammonisce tutti quanti a non toccare le “grandi” riforme di Renzi: Jobs Act, Pensioni, Scuola… Minniti! Insomma tutto ciò che ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro della maggioranza assoluta delle masse popolari e dei proletari che si sono espresse anche nel referendum del 4 dicembre 2016... che hanno mandato a casa Renzi!

A sentirlo parlare di sacrifici delle famiglie e di lavoratori viene il voltastomac! Bisogna mandare a casa quanto prima anche questo servilissimo servo del capitale.

Naturalmente come sempre le cifre che sparano in questi casi, queste sì delle vere e proprie fake news, servono solo a tranquillizzare padroni e ricconi vari.



·         ELEZIONI
Giovedì 18 gennaio 2018 - 10:27
Elezioni, Gentiloni: conti in ordine, guai a dilapidare risultati
"Sono costati sacrifici a famiglie e lavoratori"
Roma, 18 gen. (askanews) – “Abbiamo i conti non in ordine ma molto in ordine, il deficit era al 3% e nell’anno che si è appena concluso sarà al 2%”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni intervenendo all’inaugurazione dell’Anno accademico della Luiss. “Questi risultati, che sono costati sacrifici alle famiglie e ai lavoratori, non vanno dilapidati, sarebbe irresponsabile” farlo nella prossima legislatura.

pc 19 gennaio - Tunisia, Rivolta proletaria e giovanile, aggiornamenti 17/01/2018

(Corrispondenza dalla Tunisia)
Rivolta proletaria e giovanile, aggiornamenti 17/01/2018
(africanquarters.com/scores-injured-over-200-arrested-in-tunisia-protest)
  
·         Kram: la notte del 15 gennaio si sono verificati scontri tra giovani e polizia, i ragazzi hanno bloccate le strade principale del quartiere settentrionale di Tunisi tirando pietre ai polizziotti
·         Ahmed Alawee, membro dell’Istanza Dignità e Verità (un organismo previsto dalla nuova costituzione tunisina per indennizzare le vittime dei regimi di Bourguiba e Ben Ali) è stato arrestato dalla polizia per aver filmato una manifestazione contro la legge finanziaria 2018. E’ stato trasferito nel carcere di Bouchoucha a Tunisi.
·         33 persone arrestate durante gli scontri dei giorni scorsi a Beja sono state rinviate a giudizio e si trovano in stato di fermo.
·         Amina Sboui, nota ex attivista del movimento “Femen”, attualmente attivista dell’associazione “Shems per la depenalizzazione dell’omosessualità in Tunisia” è stata denunciata dalla polizia per “oltraggio a pubblico ufficiale” e “incitamento all’odio” per aver pubblicato delle dichiarazioni a sostegno delle manifestazioni contro la legge finanziaria 2018 e per aver apostrofato i polizziotti autori della repressione “cani”.
·         Il Sindacato Nazionale dei Giornalisti Tunisini denuncia le restrizioni imposte ai giornalisti stranieri da parte della polizia durante le manifestazioni contro la legge finanziaria 2018. Il comunicato dello scorso 15 gennaio chiede che venga permesso ai giornalisti di spostarsi liberamente e che non si verifichino più intimidazioni e interrogatori come successo ai corrispondenti francesi de “Liberation” e “Radio France International”.

·         Il partito di opposizione “Harak Tounes al-Irada” denuncia l’arresto di giovani, attivisti e blogger nelle città di El Hamma, Korba, Takelsa, Senad, Sidi Bouzid, Goubollat, Tunisi e in altre regioni. accusa inoltre il governo di attentare alle libertà democratiche e di libertà di espressione e di deriva autoritaria.

pc 19 gennaio - mentre gli operai muoiono sul lavoro uccisi dal profitto assassino dei padroni, Marchionne butta via Renzi e esalta Trump



Mentre gli operai muoiono sul lavoro uccisi dallo sfruttamento dalla fame insaziabile di profitto dei  padroni assassini,  padron Marchionne butta via Renzi ma esalta la riforma di Trump = taglio delle tasse ai padroni da un lato, più sfruttamento per gli operai

 






Marchionne: "Il Renzi che appoggiavo? Non lo vedo più"


E l'ad di Fca esalta la riforma fiscale di Trump, quella di un taglio cospicuo delle aliquote alle imprese (dal 35% al 21%)...