sabato 16 dicembre 2017

pc 16 dicembre - Modena fascisti in piazza - mobilitazione antifascista e cariche poliziesche


Oltre 300 antifascisti si sono radunati nel tratto iniziale di via Emilia Centro e sono stati chiusi tutti quanti gli accessi alle vie secondarie: polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno infatti presidiato ogni singola strada, per evitare che i manifestanti potessero raggiungere il presidio fascista al Monumento ai Caduti.
Gli antifascisti si sono schierati in modo compatto, caschi o cappucci in testa, ombrelli in mano e volti coperti, iniziando una lunga e ormai nota "trattativa" con le forze dell'ordine. Si sono susseguiti cori contro la piazza rivale e slogan contro il fascismo e le forze dell'ordine e i due schieramenti si sono fronteggiati a pochi metri di distanza sul lato di largo Garibaldi.
Canti e offese si sono protratti per oltre un'ora, fino a quando il blocco degli antogonisti è arretrato e ha iniziato il lancio di petardi, fumogeni e bottiglie verso i reparti antisommossa. Quando i potenti botti hanno incominciato ad esplodere fra gli stivali della Polizia, è arrivato l'ordine di caricare e gli agenti si sono lanciati verso i manifestanti con manganelli e scudi. Gli scontri sono stati violenti, con diversi esponenti dei centri sociali colpiti e costretti a terra,
Tutto è durato pochi minuti - erano circa le 21.45 - e le fasi sono state davvero concitate. Alcuni manifestanti sono stati fermati, un altro paio sono rimasti feriti e sono state fatte intervenire due ambulanze. La sortita ha però messo in rotta il corteo, che si è radunato nella parte centrale di corso Canalgrande, proseguendo poi verso il parco Ducale.

pc 16 dicembre - L'imperialismo italiano in Niger - una missione di guerra neocoloniale

G5 Sahel, il missionario: “Una vergogna i militari italiani in Niger”



ROMA – “Vergogna: seguiamo Macron su una strada pericolosa, violando nei fatti la sovranità del Niger e abbracciando una classe politica corrotta al soldo di Parigi“. Padre Mauro Armanino, missionario da anni a Niamey, parla con la DIRE dopo l’annuncio dell’impegno militare italiano per “la sorveglianza e il controllo del territorio” del Paese del Sahel. Secondo il premier Paolo Gentiloni, l’obiettivo della missione sarà “addestrare forze che possano contribuire alla stabilità e alla lotta contro il terrorismo”. A questa prospettiva, però, padre Armanino non crede. “Ci aggiungiamo a chi con il pretesto del contrasto al terrorismo persegue solo la geopolitica delle risorse” accusa il missionario: “Uranio e non solo, in Niger, in Mali e fino alla regione del Lago Ciad”.
C’è poi il rapporto con le comunità locali
Parte della popolazione e della società civile – spiega padre Armanino – vede di malocchio che forze esterne possano impiantarsi impunemente nel Paese e denuncia la

pc 16 dicembre - Sicilia: giunta Musumeci… e poltrone e stipendi d’oro!

È passato oltre un mese dalle elezioni e abbiamo la “nuova” giunta Musumeci, le prime grane e forse il presidente dell’Assemblea, ma soprattutto c’è la corsa alle poltrone d’oro e c’è chi avrà il doppio stipendio

 Per adesso ci occupiamo delle poltrone degli “onorevoli”… come riportato dal GdS

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Ars, è corsa alle poltrone d’oro e c’è chi avrà il doppio stipendio

Nel centrodestra è partita la corsa alle poltrone d’oro dell’Ars. Intorno all’elezione di Gianfranco Miccichè alla presidenza del Parlamento regionale si stanno muovendo i big di partito, tutti a caccia di incarichi nel consiglio di presidenza che valgono più di un assessorato, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. In ballo ci sono 9 posti al vertice del Parlamento regionale. E almeno cinque portano con sé stipendi superiori a quelli di un assessore e una maggiore capacità di nominare personale esterno. I conti li hanno fatti in tutti i partiti. Lo stipendio base è identico per i deputati e per gli assessori: 11.100 euro lordi. Ma sono le indennità extra che cambiano: un assessore aggiunge 1.100 euro lordi mentre i due vicepresidenti dell’Ars ancora da eleggere aggiungeranno 1.800 euro in più al mese,

pc 16 dicembre - Stato-mafia… "Dell'Utri opzione politica individuata da Riina"

Inizia la requisitoria dei pubblici ministeri nel processo “Trattativa Stato-mafia”, proseguirà sino a fine gennaio. Sentenza, probabilmente, in primavera

"Si rassegnino certi commentatori. Una sentenza ormai definitiva dice che una trattativa si verificò". 
Dice il giudice Di Matteo.
Trattativa Stato-mafia, la requisitoria: "Dell'Utri opzione politica individuata da Riina"
Il pm Tartaglia: "Contatto stabilito dopo gli incendi alla Standa di Catania". Un pentito parla di un incontro con il boss Santapaola. Di Matteo: "L'intransigenza dell'ex ministro Scotti un ostacolo per la trattativa, ecco perché fu sostituito". I pm: "Sono stati Mori e De Donno a parlare di trattativa nel 1998". L'ex senatore in carcere sospende lo sciopero della fame ma rifiuta i farmaci

“FU Marcello Dell’Utri il mediatore delle minacce lanciate da Cosa nostra”, esordisce il pubblico ministero Roberto Tartaglia, nel secondo giorno della requisitoria al processo “Trattativa Stato-mafia”. Nella ricostruzione della procura di Palermo, dopo il delitto dell’eurodeputato dc Salvo Lima, il vertice dell’organizzazione mafiosa sarebbe andato alla ricerca di un nuovo referente politico. “Dell’Utri fu l’opzione politica individuata da Totò Riina in persona”.

L'inizio della requisitoria. "Ecco i rapporti fra i boss e le istituzioni"

Così il nome di Dell'Utri torna in primo piano nel processo proprio mentre l'ex senatore è al centro

pc 16 dicembre - 300 migranti morti nel 2013: a giudizio di due ufficiali della marina italiana

Il naufragio con 300 vittime del 2013, chiesto il rinvio a giudizio di due ufficiali
(ansa)
La tragedia di Lampedusa: la procura di Roma ha chiesto il processo per i responsabili delle sale operative di Marina e Guardia costiera
La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Luca Lucciardi, ufficiale della Marina responsabile della Sala Operativa, e di Leopoldo Manna, capo della Centrale Operativa della Guardia Costiera, per il naufragio di una imbarcazione di siriani avvenuto l'11 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, ma in acque maltesi, nel quale morirono circa 300 persone, tra cui molti bambini. Sono accusati di rifiuto di atti d'ufficio e di omicidio colposo per aver colpevolmente ritardato l'intervento della nave militare italiana Libra.

pc 16 dicembre - TORINO: SGOMBERATO IL FENIX. VERGOGNA!

Corso San Maurizio è uno stradone alberato alle spalle di Palazzo Reale a Torino; qui insistono alcune piccole costruzioni da lungo tempo oggetto di contendere tra il Comune ed alcuni esponenti del movimento anarchico cittadino.
Oltre trenta anni fa qui nacque l’osservatorio astronomico Fenix, una realtà aggregativa giovanile che sin da subito ha subito le particolari attenzioni dell’amministrazione civica, all’epoca guidata dal revisionista Diego Novelli; gli attacchi peggiori, però, avvennero sotto l'amministrazione guidata da Sergio Kiamparino.
Il servetto renzista ordinò a più riprese lo sgombero dei locali, con il pretesto di voler rendere alla popolazione un luogo arbitrariamente occupato e quindi inusufruibile dal resto dei cittadini torinesi: peccato che quelle stanze siano rimaste regolarmente vuote.
Alcuni mesi fa la nuova occupazione anarchica, mal digerita dalla nuova Giunta comunale in mano ai pentastellati e guidata dal primo cittadino Chiara Appendino: sin da subito si parlava di sgombero imminente.
Anche la nuova sindaca, per giustificare un atto di violenza come quello dello sgombero di una comunità, sostiene che la città ha bisogno di quegli spazi: vedremo come andranno le cose, ma abbiamo poche speranze.
La sola cosa certa è che la tanto sbandierata differenza tra i pentastellati ed il resto delle forze politiche è sempre più soltanto una rappresentazione irreale di quello che davvero avviene dove sono i grillini a comandare.
Bosio (Al), 16 dicembre 2017

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 16 gennaio - Governo Minniti mandante delle stragi di migranti. L'ong accusa: soccorsi in mare fermati anche da Roma

Redattoresociale.it - Soccorritori di "Sos Mediterranee" costretti a restare 4 ore senza intervenire a largo della Libia mentre due barconi rischiavano il naufragio: lo denuncia la stessa organizzazione. A intimare alla nave Aquarius di "restare a distanza" per via della presenza della Guardia costiera di Tripoli sono state anche le autorità italiane.


pc 16 dicembre - LO STATO NAZISIONISTA DI ISRAELE, PUNTELLO DEL FASCIO-IMPERIALISMO DI TRUMP, PRATICA IL TERRORISMO DI STATO ANCHE CONTRO I BAMBINI PALESTINESI

SOLDATI ISRAELIANI SEQUESTRANO BAMBINI PER RAPPRESAGLIA


Martedì 12 Dicembre 2017 a Betlemme. 
Vicino alla Tomba di Rachele scoppiano tafferugli tra palestinesi che protestano e soldati israeliani. A quel punto un gruppo di soldati, per rappresaglia di stile nazista intesa ad intimorire i protestanti, va ad arrestare tre o quattro bambini di 7 e 8 anni d’età che giocano in una strada a 400 metri di distanza dal luogo degli scontri.
Solo l’intervento di abitanti (palestinesi) del luogo riesce ad evitare che i bambini vengano portati via e rinchiusi in una prigione (dove d’abitudine è loro impedito per molti giorni di vedere i propri genitori o un avvocato difensore, e dove quindi vivranno giornate di terrore).
Nel caso di questo filmato i soldati cedono alla folla, forse perché sono isolati e temono di essere sopraffatti per numero nel caso che arrivino altri adulti palestinesi.
Ormai il sequestro dei bambini è una tecnica abituale di rappresaglia e di dissuasione utilizzata sistematicamente dai militari: è studiata a tavolino e autorizzata dagli stati maggiori dell’esercito e della polizia allo scopo di terrorizzare la popolazione palestinese. Israele dunque pratica il terrorismo di stato.
https://www.alganews.it/2017/12/14/soldati-israeliani-sequestrano-bambini-rappresaglia/

pc 16 dicembre - Migranti: la politica italiana in Libia continua a fare morti e vittime di ogni tipo di violenze - ultimo dossier dell’Espresso

I paesi imperialisti, compreso quello italiano, hanno distrutto la Libia, rendendolo un paese nelle mani di bande armate, senza un vero governo centrale. L’imperialismo italiano, tramite il governo Gentiloni e il suo attivissimo ministro degli Interni Minniti, considerano la Libia “terra di conquista” per le materie prime come petrolio e gas ma anche per proiettare “la nostra profondità strategica in Africa” come dice in un’intervista il viceministro degli Esteri Mario Giro che aggiunge tra l’altro: “Le priorità del nostro paese [intende dell’imperialismo italiano, ndr] sono la Libia e il suo retroterra strategico…”
E va subito in fumo, quindi, ogni parola sui migranti, sui “successi della politica italiana” e menzogne varie per cercare di ingannare e tenere buona l’opinione pubblica. Chiacchiere smentite ancora una volta per esempio dall’ultimo dossier dell’Espresso che riportiamo in fondo:
In questa parte della Libia non ci sono stati cambiamenti, degli accordi con l’Europa abbiamo solo sentito parlare ma gli effetti qui non sono arrivatiI capannoni di Garabulli sono pieni oggi come lo erano due mesi fa.”
“Dalle coste di Garabulli dieci giorni fa è partito un barcone, sovraffollato. È affondato a poche miglia dalla costa, centoquaranta persone sono state portate indietro dalla guardia costiera arrivata ore dopo da Tripoli, i corpi di quelli che non ce l’hanno fatta - almeno trenta – sono stati chiusi in buste bianche e trasportati nella capitale. Trenta buste senza nome. Trenta morti senza identità…”

Questo è tra i tanti “risultati straordinari” di Gentiloni!

Gentiloni ha espresso soddisfazione per quello che ha definito un ‘risultato straordinario’: il

venerdì 15 dicembre 2017

pc 15 dicembre - La Spezia, scritte neonaziste contro la sede della Cgil - non lasciare impunita nessuna provocazione fascio razzista

L'hanno trovato appeso alla porta della sede del Spi Cgil di Ceparana, in provincia di La Spezia. È un telo bianco, con una scritta in blu:  "Siete servi di uno Stato corrotto" con a lato una svastica. L'intimidazione è contro uno dei punti di rifermento della comunità: "La settimana scorsa abbiamo partecipato alla manifestazione contro l'apertura della sede di Casapound nel quartiere di Canaletto- spiega Carla Mastrantonio, segretaria del Spi locale -. Eravamo in tanti della nostra comunità e ci siamo uniti all'Anpi e alle altre associazioni. Questa cosa ha dato fastidio. Ma noi non ci pieghiamo e continuiamo con il nostro lavoro d'assistenza alle migliaia di persone che vengono da noi".

"Abbiamo provveduto a denunciare subito il fatto - continua Mastrantonio - e aspettiamo l'esito delle indagini. Ma quello che conta è prendere coscienza del fatto che questi individui, legati all'estrema destra, stanno alzando, di nuovo, la testa ed è nostro dovere, e di chi condivide i nostri valori, di dare una risposta seria e determinata "queste siano atti che mirano a colpire i luoghi dove si esprime la democrazia e la partecipazione. Noi lavoriamo a contatto con la nostra popolazione e siamo frequentati da tantissimi cittadini, non solo pensionati. 

Intanto, è già stato organizzato un presidio per giovedì prossimo alle 11 davanti alla sede della Cgil davanti alla quale è stata attaccato il drappo con la svastica:

pc 15 dicembre - info - per il dibattito - HURRIYA: "NO, IL 16 DICEMBRE NON SAREMO IN PIAZZA"

Pubblichiamo questo comunicato di Hurriya di cui condividiamo dei passaggi critici - fermo restando che rispetto a questa manifestazione, in una fase in cui non vi sono grosse mobilitazioni in corso contro il piano Minniti di pesante attacco ai migranti, occorreva e occorre separare la partecipazione che pensiamo significativa dei migranti dalle realtà organizzatrici del 16 dicembre. 

No, il 16 dicembre non saremo in piazza.



Il 16 dicembre è stata convocata una manifestazione a Roma per i “diritti dei migranti”. La proposta di una riunione nazionale era stata lanciata ufficialmente a fine settembre dal CISPM (Coalizione Internazionale Sans-Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo), e cioè nei fatti dal sindacato USB , ed era stata seguita da assemblee a Roma basate su un appello intitolato “Le leggi repressive sono un ostacolo per un’accoglienza dignitosa, un inserimento socio-lavorativo e per la giustizia sociale in generale”.
Senza voler entrare troppo nel merito della piattaforma, che contiene alcuni punti storicamente espressi dalle lotte delle persone immigrate, non possiamo non notare l’ambiguità nel rivendicare ad esempio “un’accoglienza dignitosa”, senza mettere in discussione l’intero sistema di controllo e selezione delle persone che va dagli hotspot, ai centri di prima e seconda accoglienza, ai campi di lavoro per finire con i centri di deportazione. Come si fa a conciliare la libertà di movimento e residenza con un sistema che decide se, dove e per quanto tempo le persone saranno “accolte”, senza che queste ultime abbiano la minima voce? Come conciliare la richiesta di documenti di soggiorno per tuttx con un meccanismo che segrega le persone proprio per permettere la loro selezione tra regolari e irregolari? Perché le persone dovrebbero continuare a essere differenziate tra chi, autoctonx, vive nelle case, e chi, immigratx, deve essere costretto e gestito in centri, campi, tendopoli? Anche il punto “Contro i lager” ci sembra davvero scarno e poco chiaro, si intendono forse solo quelli in Libia o, come espresso in tante lotte dalle stesse persone immigrate, gli hotspot, i CPR, i centri di accoglienza, i campi di lavoro di stato?
E questa chiusura come dovrebbe avvenire, aspettando una decisione governativa o appoggiando le lotte reali, le uniche che sono davvero riuscite a distruggere dall’interno i vari tipi di lager di stato?
A prescindere dalla piattaforma, ci sono altri aspetti di questa mobilitazione che consideriamo inaccettabili. Al corteo hanno aderito vari gruppi e organizzazioni (il centro sociale Je so pazz di Napoli, il PRC, il PCI, la piattaforma Eurostop – dove è presente la stessa USB – e altri) che poco più di un mese fa hanno dato vita a un percorso per la costruzione di una lista elettorale alle prossime elezioni politiche previste nel 2018. L’adesione di questa cordata intende la manifestazione di sabato come parte di una due giorni che vedrà, nella successiva giornata di domenica, l’assemblea nazionale per costruire la lista elettorale.
La manifestazione arriva inoltre al termine di un anno che ha visto l’organizzazione che ha lanciato questo percorso, l’USB, cercare di conquistarsi un’egemonia intervenendo nei luoghi dove dure lotte sono in corso da anni, dalle campagne ai centri di accoglienza. Un intervento che non riconosceva nemmeno l’esistenza dei precedenti percorsi autorganizzati e delle chiare rivendicazioni delle persone immigrate, di una coscienza delle proprie condizioni di vita e della determinazione a cambiare queste condizioni attraverso le lotte. L’USB ha agito come se, prima del suo intervento di “sindacalizzazione”, ci fosse un deserto, concetto chiaramente espresso da queste loro parole: “È stata un’estate diversa, perché per la prima volta i lavoratori, gli operai agricoli che comunemente chiamiamo braccianti, c’è stata una presa di coscienza collettiva, che già esisteva sul piano individuale per alcuni. Questo è merito di un’attività sindacale che ha consentito quest’anno ai braccianti, attraverso un lavoro di informazione e sensibilizzazione, di avere coscienza dei propri diritti.”
Per l’Usb dunque prima del suo intervento salvifico, le campagne così come i centri di accoglienza erano una tabula rasa, senza lotte, autorganizzazione, coscienza, piattaforme di rivendicazione politica. Viene cancellata una lunga storia di mobilitazioni, scioperi, lotte autorganizzate.
Mettendo come al solito davanti a tutto i propri interessi di bottega sindacali e mostrando così la reale consistenza degli appelli all’unità delle lotte, l’USB infatti non aveva ritenuto di partecipare nel recente passato alle numerose mobilitazioni locali e nazionali autorganizzate dalle persone immigrate, da quelle nazionali del 12 novembre 2016 e 24 aprile 2017, alla giornata di mobilitazioni diffuse del 6 febbraio 2017, e nemmeno ai tanti altri cortei tenutisi, dal foggiano alla Piana di Gioia Tauro, nel corso di quest’anno.
Eppure il tempo della lotta, la necessità di confluire in tanti e tante e in quali giornate farlo, è stato spesso dichiarato apertamente dai soggetti attivi in determinati territori. Appelli che sono caduti, per molti e molte, nel vuoto. Sulle modalità di azione dell’USB, e sulle contraddizioni tra le loro prese di posizione pubbliche e quanto realmente fatto, ci siamo già espressi qui, e lo raccontano gli stessi abitanti della tendopoli di San Ferdinando.
Purtroppo concentrarsi su un solo episodio non descrive la complessità delle manovre becere del suddetto sindacato, il quale, in combutta con le istituzioni, ha creato un doppio livello in diversi contesti, nel clima di repressione feroce, nel quale agitarsi: da una parte il tesseramento come garanzia di poter accedere a servizi base che le stesse istituzioni devono garantire (es: lo sportello dentro il comune di San Ferdinando dove si concede la carta d’identità, gestito da USB), dall’altra l’altisonanza di comunicati combattivi, capaci, nonostante la fuffa contenuta, di raggruppare alcune realtà sociali confuse.
Ora, un corteo organizzato con queste premesse, che si inserisce in un contesto di campagna elettorale da parte di vari gruppi partecipanti, è quanto di più lontano, a nostro vedere, da un reale sostegno alle persone in lotta che sanno autorganizzarsi quotidianamente in questo paese, e diventa strumentale ad altri fini.
La natura gerarchica, egemonica e di potere di questa manifestazione, apre sicuramente delle riflessioni su quanto potrebbe avvenire nella prossima “stagione” di mobilitazioni: se è in questo modo che il movimento scandisce i propri tempi d’intervento, “il consentito” per chi è determinatx a portare avanti le proprie lotte continuerà a restringersi fino a scomparire, e la repressione frontale si potrà concentrare esclusivamente su chi si autorganizza rifiutando le mediazioni. Il carattere “pacifico” della giornata, sottolineato in un articolo dalla redazione di Contropiano in risposta agli allarmi questurini, ci fa pensare al “controllo popolare” del servizio d’ordine del corteo che lascia poca immaginazione alla conflittualità oltre gli slogan.
Noi preferiamo invece contribuire a continuare e rafforzare le lotte autonome, ecco perché non ci saremo.

pc 15 dicembre - Ancora sulla sentenza ETERNIT - un commento

UNA DECISIONE A DIR POCO INDECENTE
E’ sempre doloroso, per chi ha seguito l’andamento dell’intero primo grado del procedimento – per disastro ambientale doloso, conclusosi con una vergognosa sentenza di assoluzione per prescrizione del reato – a carico del magnate svizzero Stephan Schmidheiny e della sua azienda Eternit, tornare a parlarne.
Dalla memoria riaffiorano le centinaia di storie ascoltate nell’aula bunker al primo piano sotterraneo del Palazzo di Giustizia di Torino, intitolato al giudice Bruno Caccia, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983, tra il 9 dicembre 2009 ed il 13 febbraio 2012, giorno in cui il giudice Giuseppe Casalbore – che sarebbe mancato di lì a pochi mesi – pronunciò la condanna in primo grado dell’imputato per aver consapevolmente ed intenzionalmente proceduto all’avvelenamento dell’ambiente circostante gli stabilimenti Eternit.
Molte sono testimonianze "alla sbarra" delle vittime, e delle famiglie di chi purtroppo ha perso la vita in nome del profitto altrui; tante altre le si è ascoltate, nei corridoi durante le pause del dibattimento,

pc 15 dicembre - OGGI ALLA DALMINE (BG) IL PROF. DI MARCO DELLA "FEDERICO II" DI NAPOLI TIENE UNA "LEZIONE" AGLI OPERAI


DEFINIZIONE DI “PROLETARIO”
La legge generale dell’accumulazione capitalistica

LA GIORNATA LAVORATIVA E LA LOTTA PER LA GIORNATA LAVORATIVA NORMALE

NECESSITÀ DELLA COLLABORAZIONE TRA LAVORATORI OCCUPATI E LAVORATORI DISOCCUPATI
La legge generale dell’accumulazione capitalistica

CHE SIGNIFICA, NEL CAPITALISMO, “LAVORATORE PRODUTTIVO”?
Plusvalore assoluto e relativo

pc 15 dicembre - BAGNOLI LO DIMOSTRA: CHIUSA LA FABBRICA, CANCELLATI GLI OPERAI, AUMENTANO SPORCHI PROFITTI E INQUINAMENTO

Senza la lotta di massa, senza il ruolo centrale della classe operaia (all'Italsider di Bagnoli buttati prima tutti fuori e la fabbrica chiusa) non si fa alcuna bonifica!

A Taranto la bonifica si fa se ci sono gli operai in campo e in fabbrica. Ogni discorso: chiudiamo l'Ilva e poi gli operai lavorano nelle bonifiche, sono chiacchiere e illusioni. 

In questo sistema capitalista ogni intervento ambientale è inevitabilmente "inquinato" dalla legge del profitto, dalle speculazioni affaristiche e, come a Napoli e può esserlo anche a Taranto, dalle lobby criminali, che mangiano all'ombra e con la copertura di questo Stato e di questi governi. "Renzi si era vantato di aver "restituito ai napoletani" il tratto dell'arenile nord di Bagnoli... Peccato ci sia il divieto di balneazione...".

Nonostante questa "truffa legale" nessuno va in galera, nè i presidenti e ministri dei precedenti governi, nè Renzi, nè gli amministratori locali precedenti, nè il De Magistris che in poco tempo è passato dalla protesta al governo alla collaborazione e dichiara tranquillamente di fronte a questo immane disastro. "stiamo tutti rispettando il cronoprogramma in uno spirito di leale collaborazione istituzionale...".

Chi a Taranto parla di ambientalizzazione, economia "pulita" senza aggiungere che occorre rovesciare questo sistema borghese o è ingenuo o ignora (ed allora, è bene che si informi)o mente alla popolazione di Taranto sapendo di mentire. E non solo non è un compagno di strada della lotta di classe, ma ne è un ostacolo, molto fastidioso.

Bagnoli, serve la bonifica della bonifica. “I veleni nel suolo sono aumentati” - Ora serviranno altri 272 milioni!


Invitalia rilancia l’allarme: la bonifica di Bagnoli è da rifare e 600 milioni di euro sono andati in fumo durante 25 anni trascorsi tra polemiche, inchieste e rinfacci di responsabilità. Come hanno anticipato ieri il Mattino e il Corriere del Mezzogiorno, Invitalia, la società del ministero dell’Economia investita durante il governo Renzi del ruolo di "soggetto attuatore" del programma di bonifica e rilancio dell'ex area industriale, ha pubblicato i dati delle anlisi del sottosuolo... bisognerà procedere alla bionifica anche per l'area a terra, quella già sottoposta a precedenti interventi - che così come sono stati realizzati hanno "compromesso la futura fruibilità dei luoghi"

pc 15 dicembre - GIU' LE MANI DA LUCHA Y SIESTA! Massima solidarietà da MFPR

La casa delle donne autogestita Lucha y Siesta di Roma è in pericolo. Lucha si trova all'interno di uno stabile di proprietà dell'ATAC, l'azienda del trasporto pubblico romano, che dal 2008 è stato occupato e valorizzato. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto visite alla casa e informazioni dal Municipio circa l'intenzione di Atac di vendere lo stabile a brevissimo e di inserirlo - come tutto ciò che è di sua proprietà - nel concordato preventivo che dovrebbe evitare il commissariamento e il fallimento. La disastrosa situazione dell'azienda municipalizzata in questione è al centro di cronache giudiziarie da tempo e qui a Roma il patrimonio ATAC in disuso è molto consistente, anche i lavoratori sono al centro di lotte per evitare licenziamenti e tagli degli stipendi.

In questi dieci anni non è stato possibile portare a termine alcun dialogo con la proprietà visti continui avvicendamenti nel CDA della società e a causa della mancanza di volontà politica da parte del

pc 15 dicembre - Ragazzi migranti in rivolta a Roma - contro di loro massiccio intervento della polizia..


Migranti, tensione a Roma in centro accoglienza per minori: tre 16enni contro gli agenti, intervengono 11 volanti

Migranti, tensione a Roma in centro accoglienza per minori: tre 16enni contro gli agenti, intervengono 11 volanti

I tre ragazzi di origine egiziana hanno tentato la fuga dalla struttura gestita dalla onlus Virtus Italia. 

“Dovete tornare nelle case famiglia cui siete stati assegnati. Ognuno nella sua”. Sono stati minuti di fuoco quelli trascorsi questa mattina presso il centro di primissima accoglienza di Villa Spada, a Roma, nei pressi della stazione ferroviaria di Fidene, a nord della città. Tre ragazzini di 16 anni, di

pc 15 dicembre - IL GOVERNO ITALIANO E' ECCOME COMPLICE DELLE TORTURE CONTRO I MIGRANTI

Non solo Minniti, e il suo Ministero, rivendica il ruolo dell'Italia in quello che succede in Libia e ribadisce che la linea del governo non cambia, ma si prepara un rafforzamento dell'azione, questa sì "terrorista", contro i migranti: pattugliamento più attrezzato lungo tutta la costa, più forze militari contro i migranti. IL GOVERNO E MINNITI SONO DEGLI ASSASSINI!

da Il Manifesto - 
Orrore libico, per Tripoli e Minniti va tutto bene

«Il rapporto di Amnesty International è molto esagerato» così il ministro degli Esteri libico Mohamed Taher Siala, ieri a Mosca, ha liquidato la denuncia dell’Ong che martedì aveva accusato: «I governi europei, e in particolare l’Italia, sono complici delle torture e degli abusi sui migranti detenuti dalle autorità libiche». Amnesty ha anche spiegato che, in base alle testimonianze raccolte, l’Ue e, soprattutto, il nostro paese stanno sostenendo un sofisticato sistema di sfruttamento dei migranti da parte della Guardia costiera libica, delle autorità addette ai detenuti e dei trafficanti...

Secondo il ministro basta solo organizzarsi meglio: «Ci sono molti criminali e trafficanti, ma è il risultato del vuoto di sicurezza che c’è in Libia. La lotta all’immigrazione clandestina deve iniziare dal confine meridionale: serve una rete di controllo elettronica e la cooperazione dei paesi africani. A sud abbiamo un confine lungo 4mila chilometri mentre la costa è lunga 2mila, per pattugliare le frontiere servirebbe l’esercito cinese». Siala aggiorna anche la conta dei reclusi nei centri controllati da Tripoli: in 42 campi ci sarebbero 31mila persone. L’Onu a novembre aveva denunciato il patto tra Ue e Libia come «disumano»: «La sofferenza dei detenuti nei campi è un insulto alla coscienza dell’umanità» aveva dichiarato l’Alto commissario per i diritti umani. A Tripoli però sono sereni: «Noi garantiamo cibo e assistenza sanitaria... Per quanto riguarda le voci di sfruttamento di esseri umani, dell’uso della schiavitù, c’è una commissione al lavoro: è contro la nostra religione, se emergeranno dei responsabili saranno puniti secondo le nostre leggi»....
Siala ha poi rivelato l’intenzione di Tripoli di chiedere all’Onu un’attenuazione delle sanzioni utilizzando proprio il ruolo di custodi dei confini: «Il governo di accordo nazionale libico mira ad ottenere eccezioni alle sanzioni militari in corso. Non per avviare una qualche guerra civile, ma per incrementare le capacità dei corpi di contrasto alla migrazione illegale e al terrorismo. I trafficanti sono meglio equipaggiati della nostra Guardia costiera. Abbiamo l’aiuto di Regno Unito, Germania e Italia ma abbiamo bisogno di incrementarne le capacità».

...il ministro Marco Minniti. Ieri, dopo le accuse di Amnesty, ha fatto una prima timida concessione: «Forse sarò troppo convinto di me stesso, ma penso di aver messo in campo una visione delle questioni che riguardano l’emergenza migranti. Può essere sbagliata, può essere criticata ma, se non piace, deve essercene un’altra contrapposta e non un approccio mordi e fuggi, perché non risolverebbe il problema»... Il viceministro agli Affari esteri, Mario Giro, ha spiegato: «Accettiamo la denuncia, ma il nostro impegno e la nostra strategia in Libia non cambiano. Abbiamo mandato le Ong a totale garanzia»...

pc 15 dicembre - L'intervento imperialista in Libia al servizio degli affari delle multinazionali - ENI in testa

Africa: l’Italia in testa alle classifiche degli investimenti

L’Italia è il primo Paese europeo per valore degli investimenti diretti esteri (Ide/Fdi) realizzati nel 2016 in Africa, con un totale di 20 progetti per complessivi quattro miliardi di dollari. È uno dei dati più significativi contenuti nell’ultimo rapporto della società internazionale di servizi di revisione e organizzazione contabile Ernst&Young (EY) sull’attrattività delle economie africane, da cui emerge che a livello mondiale per valore degli investimenti l’Italia è dietro solo a Cina (36,1 miliardi di dollari in Ide nel 2016), Emirati Arabi Uniti (11 miliardi) e Marocco (4,8 miliardi). Complessivamente, secondo l’elaborazione di EY su dati fDi Markets (l’unità di analisi economica del Financial Times), gli investimenti italiani in Africa hanno rappresentato nel 2016 il 4,3% del totale degli Ide nel continente.
Una conferma di un cambiamento in corso
Il rapporto diffuso a maggio ha avuto una certo eco a livello nazionale solo quest’estate grazie al

pc 15 dicembre - Contro i fascisti, contro il moderno fascismo, contro lo stato borghese a Milano il 12 dicembre come ovunque l'appello di proletari comunisti/PCm Italia

I fascisti vecchi come nuovi sono sempre un prodotto della crisi del capitale e dell'imperialismo senza
il rovesciamento del capitale e dell'imperialismo non ci potremo mai liberare dei fascisti.
Così come lo Stato del capitale non esiterà mai a usare la violenza di Stato e la manovalanza fascista per impedire che il movimento operaio e popolare possa mettere in discussione il suo potere politico economico. E' quindi è sempre più necessario - mentre ricordiamo la orribile strage - che si avanzi nella costruzione degli strumenti per riprendere la strada della lotta politica e sociale fino al fine ultimo del rovesciamento dello stato di cose esistente : Il Partito – il Fronte Unito- la forza combattente.

UNIAMOCI NELL'ANTIFASCISMO MILITANTE!

UNIAMOCI NEL FRONTE UNITO CONTRO VECCHIO E

MODERNO FASCISMO E LO STATO DI POLIZIA, LA 

REPRESSIONE E IL RAZZISMO

LA STRAGE DI STATO CE LO HA INSEGNATO: 

LO STATO BORGHESE SI ABBATTE E NON SI CAMBIA!

pc 15 dicembre - Torino, Giunta grillina Appendino solo sgomberi!

A quando un autocritica pubblica di quella parte del movimento e dei compagni, che l'Appendino la 
hanno votata?

Appendino sgombera: dopo il Fenix tocca all’Asilo di via Alessandria

Archiviata la pratica Fenix a Palazzo di Città si starebbe già pensando al prossimo sgombero. In cima alla black list c’è l’Asilo occupato di via Alessandria 12.
L’edificio, otto locali su due piani, che in un’altra vita ospitava la scuola materna Principe di Napoli,

pc 15 dicembre - ILVA TARANTO - CGIL e FIOM Redavid-Landini corrono in soccorso di padron Mittal e Governo

Operai e masse popolari uniti possono portare a casa risultati veri e non chiacchiere, in fabbrica come sul territoriosolo con la lotta autonoma

slai cobas per il sindacato di classe - TARANTO

Gli stati generali della Cgil e la venuta di Landini e della nuova segretaria nazionale della Fiom a Taranto sono stati l'ennesimo sostegno a padroni e al governo sull'Ilva, da parte di un sindacato che si ritiene critico verso di essi, ma che in realtà non lo è.
Qual'è infatti il messaggio fondamentale che dicono?: Ora è il tempo della trattativa, le intenzioni di padron Mittal e governo, attualmente rappresentato più da Calenda sulle grandi questioni che da Gentiloni, sono buone e si possono torcere a favore dei lavoratori e della città. Il nemico, l'ostacolo a tutto questo sarebbe il ricorso di Melucci e l'agitarsi confuso del presidente della Regione, Emiliano.

Noi la pensiamo esattamente l'opposto della Fiom – inutile dire che consideriamo già dall'altra parte da tempo e da sempre la Fim-Cisl e la Uilm, che hanno fatto in più della Fiom l'orribile sceneggiata

pc 15 dicembre - Rete nazionale sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio: Da Eternit a ILVA TARANTO nessuna vera giustizia nei tribunali borghesi

Eternit Bis: la Cassazione rigetta il ricorso. Confermato anche il "declassamento" del reato

La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro lo spacchettamento dei processi per la morte di 258 persone a causa dell'amianto Eternit. I processi rimangono quindi incardinati a Torino, Vercelli, Napoli e Reggio Emilia. Confermato anche il "declassamento" dell' accusa da omicidio doloso in omicidio colposo

CASALE MONFERRATO - La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi della Procura

pc 15 dicembre - Rifiuti tossici da Roma a Taranto! La denuncia dello Slai cobas per il sindacato di classe

Sabato 16 ore 18  piazza Della Vittoria i lavoratori della ex Pasquinelli AMIU raccolta differenziata fanno appello alla mobilitazione

Come una bomba arriva la notizia. Peraltro in un servizio del TG1 su Roma capitale mal gestita dalla Giunta grillina di Raggi come dalle giunte precedenti, e che si trova sull'orlo di una grave crisi di rifiuti, con immagini di cumuli di rifiuti a pochi metri dal Colosseo (e figuriamoci quello che c'è nelle periferie...); nel corso di questo servizio, uno degli intervistati responsabile della questione, lancia la “bomba”: i rifiuti saranno mandati a Taranto, per ora senza altre indicazioni.

E' l'ennesima riproposizione di Taranto come discarica dei rifiuti, dall'antica “nave dei veleni” all'Italcave, ecc.; rifiuti spesso tossici che alimentano anche la disastrosa situazione ambientale.
Il vicesindaco Rocco De Franchi “cade dal pero” e se la cava con una dichiarazione patetica e assolutamente inadeguata alla gravità dell'annuncio del TG1. In perfetto stile burocratese dice: Con riferimento al servizio del Tg1 edizione delle 20 di ieri nel quale si evidenziava che una parte dei rifiuti solidi urbani biostabilizzati di Roma viene smaltito presso le discariche di Taranto ho già sentito l’agenzia regionale dei rifiuti e la Regione Puglia affinché si trovino soluzioni immediate e alternative pur nella consapevolezza che si tratta di rifiuti speciali i cui flussi non sono disciplinati dalla autorità regionale. A breve comunicheremo il riscontro del livello regionale”.
Una dichiarazione con cui di fatto De Franchi e la sua amministrazione si deresponsabilizzano, rimandando alla Regione.

No, così non va. La Giunta deve dire un chiaro NO, per infinite ragioni facilmente elencabili, a questa decisione del governo. Un'emergenza rifiuti che si aggiungerebbe a tutte le altre emergenze!
A Taranto già esiste un problema “rifiuti” che tuttora è male affrontato dal Comune e dall'Amiu, di cui è parte anche il sostanziale abbandono attuale della raccolta differenziata e del piano di estensione della raccolta differenziata in tutta la città.
I lavoratori dello Slai cobas impegnati in questo saranno nei prossimi giorni sicuramente in prima fila nel sostenere questa battaglia. 

giovedì 14 dicembre 2017

pc 14 dicembre - Bagnoli, la bonifica riparte da zero: “Fatti interventi per 400 milioni, ma le concentrazioni di inquinanti sono salite”

Bagnoli, la bonifica riparte da zero: “Fatti interventi per 400 milioni, ma le concentrazioni di inquinanti sono salite”
Invitalia ha sancito che l'area ex industriale è ancora contaminata. Anche nelle parti già oggetto di attività di recupero. Lo stanziamento aggiuntivo previsto dal governo Renzi, 272 milioni di euro, non basterà. I pm di Napoli hanno chiesto condanne per truffa, disastro ambientale e smaltimento illecito di rifiuti a carico di ex dirigenti di Bagnolifutura e di un ex dg del ministero dell'Ambiente

pc 14 dicembre - La TV in tempi di moderno fascismo e farsa elettorale

Grandioso duello tra il fascista Berlusconiano Sallusti e l'ignorantone Scanzi

Sallusti a Scanzi: i 5 stelle“Hanno un programma marxista-leninista nascosto”.

Scanzi a Sallusti “Non sapevo che Crimi fosse il nuovo Bakunin”

pc 14 dicembre - La ministra, servetta di Renzi, Boschi ha sempre mentito! Spazzare via questa feccia!




Maria Elena Boschi si è occupata eccome dei problemi di Banca Etruria. Contrariamente a quanto affermò in Parlamento il 18 dicembre 2015. Giuseppe Vegas, ex parlamentare di Forza Italia oggi presidente (uscente) della Consob da un paio d’anni in rotta di collisione con il renzismo, gioca nella sua deposizione sui coni d’ombra temporali e lo dice senza mezzi termini: su Banca Etruria “ho avuto modo di parlare della questione con l’allora ministro Boschi”, che espresse “un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare 

pc 14 dicembre - Donne antifasciste a Perugia

CASA POUND NOT WELCOME

Apprendiamo con rabbia e indignazione la notizia che ai fascisti di CasaPound è stato dato il permesso di sfilare per le strade della nostra città. Una città in cui è possibile essere denunciat* per un bacio omosessuale in piazza, ritenuto dalle forze dell’ordine “disgustoso” proprio perché avvenuto in uno spazio pubblico alla presenza di “minorenni e famiglie” e che invece non ha alcun problema ad autorizzare una manifestazione dai chiari contenuti sessisti, omofobi e razzisti.
Come movimento Non Una di Meno, che raccoglie donne, lesbiche, trans e frocie, pretendiamo che a CasaPound non sia data alcuna possibilità di manifestare, né qui né altrove.
Aborriamo la retorica della supposta difesa delle donne, dove per donne s’intende chiaramente le

pc 14 dicembre - Taranto e la sua grande base navale al centro dell'azione dell'imperialismo italiano nel Mediterraneo

Guerra e questione migranti indissolubilmente legati
da circolo proletari comunisti - Taranto

Alla Base navale di Taranto avviene simbolicamente il passaggio di consegne del comando dell'operazione “Sofia”; il contrammiraglio della Marina italiana, Maffeis, assumerà il comando della missione europea, a parole contro i trafficanti di esseri umani, nei fatti per ricacciare i migranti nei campi lager della Libia, dove vengono affamati, torturati, stuprati, derubati e schiavizzati.
A questo si aggiunge l'addestramento della Guardia costiera libica e il sostegno ai “signori della guerra” che si disputano in questo momento la Libia per conto delle potenze imperialiste, dei regimi reazionari dell'area, delle grandi multinazionali, Eni in testa, che sfruttano la Libia.

Quindi, Taranto viene ad essere ancora una volta il simbolo e crocevia di questa infame politica antimmigrati e neocoloniale; Taranto viene ad essere il centro del lavoro sporco - vedi l'hotspot e la gestione di esso. Mentre sul territorio i migranti sono distribuiti e polverizzati in decine di

pc 14 dicembre - 12 dicembre 1970 - 2017 - ricordando il compagno Saltarelli, nel fuoco di quell'anniversario della strage di piazza Fontana

due pezzi storici

La Comune di Dario Fo Sull'assassinio di Saltarelli

La canzone rivoluzionaria degli anni '70 a lui dedicata

 

Il 12 dicembre un anno era passato

dal giorno delle bombe della strage di stato
e in uno scontro in piazza, con una bomba al cuore
ammazzan Saltarelli gli sbirri del questore.

Se cambiano i governi, i mezzi, sono uguali:
padroni e riformisti ammazzan proletari.
Restivo e Berlinguer, con le stesse parole
dicono: «Sì, è morto, gli si è fermato il cuore».

Ma la gente dei quartieri dice: «Ieri Pinelli
ce l’hanno assassinato, ed oggi Saltarelli».
Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.

Studenti del Feltrinelli, nella nebbia del mattino,
vanno tutti alla O.M. dal compagno Martino;
e lì Martino piange, non crede nel vedere
quando entrano in fabbrica con le rosse bandiere.
entro non han fatto il biglietto:
«Noi viaggiamo gratis, paga Colombo», han detto.

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Restivo e Berlinguer si sono accalorati
nel dir che gli estremisti vanno perseguitati;

Restivo e Berlinguer vanno proprio d’accordo,
le loro istituzioni valgono bene un morto!
Sei morto sulla strada che porta al Comunismo,
ucciso dai padroni e dal revisionismo.

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Le bombe e le riforme son armi del padrone,
la nostra sola arma è la rivoluzione;

ed oggi nelle piazze, senz’esser stabilito,
abbiamo visto nascere nei fatti un gran partito;
contro tutti i padroni, contro il revisionismo,
uniti nella lotta per il Comunismo!

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Compagno Saltarelli...
E poi con gli operai sono tornati in piazza:
«Basta con i padroni, con questa brutta razza!».
Operai della Pirelli, una gran folla enorme
hanno bruciato in piazza cartelli delle riforme.

Poi tutti quanti insieme, tremilacinquecento,
sono entrati alla Siemens con le bandiere al vento.
E per tornare al centro non han fatto il biglietto:
«Noi viaggiamo gratis, paga Colombo», han detto.

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Restivo e Berlinguer si sono accalorati
nel dir che gli estremisti vanno perseguitati;

Restivo e Berlinguer vanno proprio d’accordo,
le loro istituzioni valgono bene un morto!
Sei morto sulla strada che porta al Comunismo,
ucciso dai padroni e dal revisionismo.

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Le bombe e le riforme son armi del padrone,
la nostra sola arma è la rivoluzione;

ed oggi nelle piazze, senz’esser stabilito,
abbiamo visto nascere nei fatti un gran partito;
contro tutti i padroni, contro il revisionismo,
uniti nella lotta per il Comunismo!

Compagno Saltarelli, noi ti vendicheremo,
burocrati e padroni tutti li impiccheremo.
Compagno Saltarelli...

pc 14 dicembre - NELLA QUESTIONE ILVA CENTRALE SONO GLI OPERAI - intervento della coord. Slai cobas sc all'incontro Ilva del 6 dicembre

Dobbiamo decidere alcune iniziative, perchè questo incontro serva non solo a denunciare quello che avviene nel processo, ciò che avviene nella sempre più intricata vicenda Ilva, ma anche prendere iniziative.

Io propongo che si assumano le proposte fatte dagli avvocati; dall'avv. Lamanna che diceva: nel processo non aspettiamo la fine, quando i Riva e gli altri imputati hanno avuto tutto il tempo di imboscarsi i loro soldi, ma facciamo ora un'azione legale, da rendere pubblica come arma non solo legale ma politica, per mettere le mani prima sulle proprietà degli imputati; all'avv. di Palermo che dice che questa vicenda del processo Ilva di Taranto per la sua importanza, per le sue dimensioni, per l'ampiezza delle violazioni che tocca, deve interessare gli avvocati a livello nazionale; pertanto penso che in prossimità della fase in cui il processo si concentra sulle parti civili, si lanci una iniziativa nazionale, una giornata nazionale, da parte degli avvocati, che si senta e che poi non resti solo una testimonianza, sull'esempio anche di altre iniziative coordinate nazionalmente da parte di avvocati che già si stanno facendo, per esempio contro il 41bis; questa azione coordinata e nazionale è particolarmente importante per questo processo Ilva che è la “madre” di tutti i processi di questo tipo; un processo che non è solo un processo ai 45 imputati ma un processo al sistema, perchè tocca tutti gli aspetti del sistema sia economico, sia politico, sia istituzionale di attacco ai lavoratori, alle masse popolari. In questo processo mancano purtroppo i sindacati confederali che, fin dall'inizio noi l'abbiamo detto, dovrebbero starci nel banco degli imputati.

Altra questione. Noi abbiamo fatto a Taranto una buona manifestazione a un anno dalla strage della Thyssen e nell'anniversario della morte di un altro operaio all'Ilva, Antonino Mingolla; una manifestazione importante perchè unì varie realtà del nord, centro, sud. Questa mobilitazione va ripresa, perchè dobbiamo riporre la lotta al centro. Anche sul piano processuale è la lotta l'aspetto principale, è la ribellione, è riprendere da parte dei lavoratori e dei cittadini ad essere loro in primo piano, altrimenti la fine è nota.

Il processo poi è anche espressione della situazione più generale all'Ilva di Taranto, non va visto come una cosa a sé. In gioco a Taranto c'è la questione della salute e del lavoro, entrambi vengono attaccati, non viene attaccata solo la salute, ma i posti di lavoro, i diritti dei lavoratori, le condizioni di lavoro e salariali – oggi, per la legge di Renzi del jobs act si vuole far tornare operai Ilva che lavorano da 20 e più anni, come se fossero al primo giorno di lavoro.
Quindi, non vi sono compartimenti stagno, separati, ma occorre trovare un'unità.
Ora, qui, su una cosa io credo dobbiamo essere tutti d'accordo. Possiamo anche avere delle opinioni diverse (considerare prioritaria sola la salute e allora si chiede che l'Ilva chiuda, considerare il lavoro un altro diritto umano fondamentale, ecc.), a volte anche in contrasto, in alcuni momenti in maniera pure eccessiva... Ma su una cosa dobbiamo essere d'accordo, ed essere uniti: che in questa battaglia i principali protagonisti sono gli operai, chi concretamente subisce non uno di questi aspetti ma

pc 14 dicembre - Manifestazione a Milano - TRUMP/NETANYAHU TERRORISTI! Con il popolo Palestinese che resiste contro l'imperialismo e il sionismo

SABATO 16 DICEMBRE CORTEO a Milano
concentramento ore 15.00 in Porta Venezia
L'ennesimo colpo che mira al cuore della Palestina è stato sparato.
La dichiarazione di Trump che sostanzialmente riconosce Gerusalemme capitale di Israele, alla faccia della praticamente intera comunità internazionale, rappresenta l'ennesimo sostegno della politica di espansione coloniale e di conquista dell'intera Palestina storica.
Il progetto sionista è dato.
Gli USA (e non crediamo che altre nazioni tarderanno a sostenere l'alleato israeliano) hanno semplicemente avallato l’attuale passo voluto da Israele nel cammino di progressiva conquista dei territori mai messo in discussione.
D'altronde la stessa polemica sul Giro d'Italia, che in modo del tutto assurdo parte da Israele, verteva

pc 14 dicembre - L'imperialismo italiano a fianco dello stato nazisionista d'Israele... sempre!

Italia-Israele, la «diplomazia dei caccia»

Manlio Dinucci | ilmanifesto.it
12/12/2017

I governanti europei - dalla rappresentante esteri dell'Unione europea Federica Mogherini, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dal presidente francese Macron alla cancelliera Merkel - hanno preso formalmente le distanze dagli Stati uniti e da Israele sullo status di Gerusalemme. Si sta creando una frattura tra gli alleati?

I fatti mostrano il contrario.
Poco prima della decisione di Trump su Gerusalemme capitale di Israele, quando già essa era preannunciata, si è svolta la Blue Flag 2017, la più grande esercitazione internazionale di guerra aerea nella storia di Israele. Alla quale hanno partecipato Stati uniti, Italia, Grecia e Polonia e, per la prima volta alla terza edizione, Francia, Germania e India.
Per due settimane piloti degli otto paesi, di cui sei membri della Nato, si sono esercitati con 70 aerei nella base israeliana di Ovda nel deserto del Negev, assistiti da 1000 militari del personale tecnico e

pc 14 dicembre - I soldati si addestrano a “fronteggiare le folle”... La guerra interna degli stati imperialisti e reazionari chiama alla guerra di classe!


Il rafforzamento degli apparati coercitivi sembra essere l’unico terreno di investimento messo in campo dai governi. E’ una scelta coerente con la loro preoccupazione sulle reazioni sociali ai danni che hanno provocato e continuano a provocare....L’ultima notizia è questa, la riproduciamo testualmente dalla nota emessa dallo Stato Maggiore dell’Esercito:
Si è appena concluso presso la Scuola di Fanteria dell’Esercito il corso per istruttori controllo dalla folla rivolto ai militari provenienti dai reparti operativi della Forza Armata. I frequentatori del corso, sotto la guida degli istruttori del Dipartimento di Fanteria, hanno ricevuto le conoscenze di base per interagire con il comportamento della folla e la capacità di poter pianificare, organizzare e condurre tutte le azioni di controllo della folla, nonché il riconoscimento e l’isolamento degli elementi chiave che la condizionano. Tale tipologia di addestramento scaturisce dal costante impiego della Forza Armata in operazioni di sostegno della pace dove, spesso le unità impiegate si trovano a fronteggiare situazioni caratterizzate dalla presenza di aggregazioni di folla con atteggiamenti più o meno ostili.
Il corso appena terminato rientra nell’attività formativa che svolge quotidianamente la Scuola di Fanteria dell’Esercito a favore dei militari di ogni ordine e grado dell’Esercito e delle altre Forze Armate”.

In pratica stanno addestrando i militari a funzioni di ordine pubblico e di “repressione della folla”. Una novità relativa, perché già oggi gran parte degli organici di polizia e carabinieri provengono dalle forze armate, spesso rodatisi sui teatri di guerra (Afghanistan, Iraq, Libano, Balcani etc.). Ma nell’attività di “repressione della folla”, fino ad oggi si era almeno mantenuta la divisione tra i corpi preposti all’ordine pubblico e quelli propriamente militari. ....

pc 14 dicembre - G20 Amburgo: La polizia tedesca agì fuori dallo stato di diritto... dice l'europarlamento europeo. Quello che non dice che ricevette per questo 3 giorni di inferno per la straordinaria battaglia dei ribelli di Amburgo!


L’Europarlamento approva il rapporto Lebreton sulla scandalosa gestione tedesca dell’ordine pubblico

A Strasburgo, nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo, è stato approvato il rapporto Lebreton sulla richiesta di difesa della mia immunità parlamentare, lesa quando fui posta in stato di arresto per ore dalla Polizia di Amburgo mentre partecipavo pacificamente a una manifestazione di protesta a luglio contro il G20. La Polizia di Amburgo, secondo il rapporto, aveva piena consapevolezza di aver arrestato, insieme ad altri 15 attivisti italiani, una deputata europea. E lo scrisse anche via twitter.
Al di là del mio caso specifico, il rapporto è importante perché l’Europarlamento ha di fatto ammesso che in quei giorni la gestione dell’ordine pubblico da parte delle autorità tedesche è stata ampiamente fuori dallo stato di diritto. Lo dimostrano soprattutto le decine di arresti, così come i mesi di custodia cautelare a cui sono stati sottoposti numerosi attivisti italiani ed europei, persone incensurate, come Fabio Vettorel, rilasciato solo pochi giorni fa.
Siamo soddisfatti dunque della presa di posizione dell’emiciclo di Strasburgo contro la stretta autoritaria e repressiva messa in atto dalle autorità tedesche e che purtroppo continua a ripetersi in Europa: il diritto di protestare, esprimere le proprio opinioni e dissentire, contro summit antidemocratici come il G20 non può essere cancellato né in Germania né in Europa. Pensiamo che ora la Polizia di Amburgo e il Governo tedesco debbano rispondere ufficialmente di quanto accaduto.
 Forenza * eurodeputata de L’Altra Europa (gruppo Gue/Ngl)