sabato 6 maggio 2017

pc 6 maggio - Vercelli, crolla il muro di un magazzino di riso: muore immigrata filippina

Nuove mondine, sempre sfruttate, ora immigrate

Ha ceduto una parte divisoria del locale facendo cadere quintali di cereale sulla donna che è rimasta soffocata
È morta schiacciata dal muro del magazzino in cui lavorava. Ma soprattutto dai quintali di riso che il locale ospitava che le sono caduti addosso e l'hanno di fatto soffocata. L'incidente è avvenuto nella cascina Colombina di frazione San Marco, nella campagne di Villarboit, nel vercellese. La donna, di origine filippina, si chiamava Engracia Yuncion e aveva 51 anni. Insieme al marito stava preparando un locale che avrebbe dovuto contenere il cereale quando una parete divisoria ha ceduto all’improvviso e la donna è stata schiacciata morendo soffocata. Inutile i soccorsi, arrivati sul posto: i medici del 118 non hanno potuto che costatarne il decesso.

pc 6 maggio - SOMMARIO DEL RICCO DOSSIER "TANTEDIPIU'" - tanti materiali sulla storica giornata dello sciopero delle donne

Organizzare la diffusione nelle piazze, nelle fabbriche e posti di lavoro, nelle scuole, nei collettivi e organizzazioni femministe...
Richiedetelo a: mfpr.naz@gmail.com

Sommario


Editoriale
- Dalla scintilla ai fuochi
- La piattaforma proletaria, di lotta dei bi/sogni delle donne
- La proclamazione dello sciopero dei sindacati di base e di classe
- La lotta tra le due linee e due prassi nel movimento delle donne
- La condizione delle donne proletarie: contro padroni, governo, Stato borghese, uomini che odiano le donne

- La Cgil è contro lo sciopero delle donne
- Il combattivo sciopero delle operaie nelle fabbriche dal nord al sud
- La manifestazione proletaria a Palermo
- Dalle città, dalle piazze: lavoratrici, precarie, immigrate, studentesse... 40mila in sciopero
- Sul separatismo

- La dichiarazione internazionalista del Mfpr su 8 marzo
- Lo sciopero delle donne e le manifestazioni nel mondo
- Canti di lotta delle donne

pc 6 maggio - Elezioni in Francia - il boicottaggio attivo dei maoisti francesi - pubblicata la posizione di appoggio di proletari comunisti - PCm Italia

Déclaration de soutien des camarades du PCm Italie de la position du boycott des élections présidentielles du PCm en France. Vive l'internationalisme prolétarien !

traduction non-officielle Le PCm Italie appuie et soutient pleinement la position de boycott de...
pcmaoiste.org

pc 6 maggio - L'imperialismo italiano - Eni distrugge la Nigeria - un intervento - leggi sul blog l'editoriale: "Dietro la guerra profitti... dell'ENI"

(Di Paolo Colonnello)
Non c’è solo la grana delle presunte tangenti pagate in Nigeria. Dallo stato africano questa volta a denunciare l’Eni si è alzata nientemeno che la voce di un Re, il sovrano degli Ikebiri, tribù composta da diversi villaggi situati sul delta del Niger nello stato di Bayelsa. Secondo il monarca, la multinazionale petrolifera italiana non avrebbe pagato il giusto risarcimento per il danno ambientale provocato dalla rottura di una conduttura petrolifera a 250 metri da un torrente con sversamenti che hanno inquinato il fiume e gli stagni adiacenti, fondamentali per la vita dei villaggi, danneggiando la fauna ittica e la vegetazione, compromettendo in modo irreparabile le fonti di sostentamento della comunità.

La vecchia storia di Davide (Ikebiri) contro Golia (Eni)
Re e sudditi Ikebiri, grazie all’aiuto di Friends of The Eart, dopo essersi rivolti alla giustizia nigeriana, hanno deciso, attraverso l’avvocato Luca Saltalamacchia, di depositare un esposto anche a Milano, competente sulla sede centrale di Eni a San Donato. E oggi la citazione è stata notificata all’Ente controllato dal Tesoro, chiedendo la bonifica del territorio e un risarcimento “adeguato” pari a due milioni di euro. Si tratta del primo giudizio nel nostro ordinamento introdotto da una comunità straniera nei confronti di una multinazionale italiana.

Le trattative interrotte per un risarcimento
Il 5 aprile del 2010 la conduttura petrolifera, di proprietà della Naoc, società controllata dall’Eni in

pc 6 maggio - La grande manifestazione NOTAV di oggi - massima informazione e sostegno in tutta Italia

Dai NOTAV
 Il Il percorso è lungo circa 5 km (ne abbiamo fatte di molto più lunghe) ed è tutto in piano (in statale).Si parcheggerà nell’ampia piazza del mercato di Bussoleno (Piazza Cavalieri Vittorio Veneto per chi usa i navigatori) che è raggiungibile da entrambe le statali, poichè la manifestazione partirà dalla Stazione (a pochissimi minuti di distanza a piedi).


Ci sarà il punto di accoglienza in Piazza del Mercato a Bussoleno già alcune ore prima della manifestazione.

Ai manifestanti

Abbiamo organizzato la manifestazione con il cuore e con la testa, per questo abbiamo deciso di ribadire ancora una volta che ci siamo, c’eravamo e ci saremo. A dimostrazione che le menzogne che circolano ad arte su alcuni quotidiani, imbeccate dallo staff di Telt, sono solo propaganda. Non solo

pc 6 maggio - Il fasciorazzismo del decreto Minniti nell'analisi di un avvocato

Un diritto speciale per i migranti. 


Schermata del 2017-05-01 18-15-19
Abbiamo come tutti immediatamente notato alcune delle più clamorose negazioni del diritto contenute nel Decreto Minniti sui migranti. E’ però necessaria un’analisi tecnica molto più precisa, tale da poter costituire i tratti fondamentali di una linea di difesa per i diretti interessati – i migranti e richiedenti asilo – e di contestazione del Decreto (ora approvato dal Parlamento e dunque diventato “legge”) davanti alla Corte Costituzionale.
E’ infatti palese – vista l’identica filosofia ispiratrice del secondo “Decreto Minniti”, relativo al “decoro urbano” e all’ordine pubblico – che siamo tutti sotto il tiro di un potere irresponsabile, servile con i forti e dispotico con i deboli (quelli che l’hanno votato sono gli stessi che hanno difeso il “diritto” di restare senatore di Augusto Minzolini, condannato in via definitiva), fasciorazzista nel profondo. Lo siamo come semplici cittadini e lavoratori, non come presunte “avanguardie” politiche impegnate nel conflitto sociale e sindacale.
La definizione di "fasciorazzismo" è supportata da due elementi convergenti: a) l'istituzione di una "giurisdizione separata per stranieri deboli" e b) l'introduzione di un sistema di regole giuridiche unitariamente miranti ad eliminare le possibilità di difesa legale. Dunque si vanno a sommare un orientamento tecnicamente "razzista" perché differenzia i sistemi di regole a seconda delle nazionalità e del colore della pelle e una filosofia giuridica altrettanto tecnicamente "fascista" perché considera irrilevante ogni essere umano sottoposto all'esame degli organi dello Stato.
E' appena il caso di sottolineare come l'atteggiamento "favorevole all'accoglienza" dei migranti e richiedenti asilo sia tutto delegato alla sfera mediatica, delle "dichiarazioni", al "buonismo parolaio" (peraltro in via di riduzione, come si può avvertire nelle polemiche sui salvataggi in mare). Un regime politico deve ovviamente essere giudicato dalle leggi che emana, non dalle narrazioni edificanti che diffonde.
Vi proponiamo qui la puntualissima analisi elaborata dall’avvocato Gian Andrea Ronchi, del Foro di Bologna.
*****
Il 18 febbraio 2017 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 13, noto come Decreto Minniti, avente ad oggetto “disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”.

pc 6 maggio - Il sostegno organizzato alla guerra popolare diretta dal PCI maoista in India - la Jan Militia





Qui sont les 12 000 membres de la Jan Militia qui soutiennent les maoïstes?


Les naxalites ont des yeux et des oreilles dans chaque village. Comment les ‘jan milita’ les aident-ils?
C’est une formation de 12 000 membres qui est connue sous le nom de jan-milice. C’est l’épine dorsale des Naxalites, qui se déplacent comme des poissons dans l’eau et sont ainsi capables de frapper facilement les forces de répression.
Le gouvernement central, à l’aide d’informations des services secrets pense que la milice Jan compte

pc 6 maggio - Palestina - muore un prigioniero politico in sciopero della fame - mentre si sviluppano proteste e repressioni

In spagnolo facilmente comprensibile


Más de 800 presos se encuentran en huelga de hambre en la cárcel Ofer de Israel en contra de las condiciones a las que son sometidos.
Un joven palestino falleció este lunes de una enfermedad renal tras participar en la huelga de hambre abierta en la ciudad de Cisjordania, Palestina.
Mazan al Maghrebi, de 30 años de edad, murió en su casa en la ciudad de Ramallah, convirtiéndose en la primera víctima de la huelga, informó la agencia de noticias Saba.
El medio denunció que los huelguista de la cárcel Ofer de Israel padecen fuertes dolores de cabeza, presión arterial baja, dolores de estómago y articulaciones. Incluso algunos presos han bajado hasta nueve kilos desde que comenzó la huelga.
Desde hace 16 días más de 1.600 presos palestinos en cárceles israelíes iniciaron una huelga de hambre, en protesta por sus condiciones carcelarias. Sin embargo, su estado de salud ha ido deteriorándose al pasar de los días.
La huelga fue impulsada por el exlíder del movimiento Fatah, Marwan Barghouti, con el objetivo de mejorar su situación en las cárceles, aumentar el número de visitas de los familiares y terminar con la política de aislamiento y detención administrativa, que es usada por Israel para detener sin presentar cargos ni realizar juicios.

pc 6 maggio - Verso il G7 di Taormina - donne contro Trump e G7 in assemblea a Palermo - una mobilitazione e lotta tra le due linee

Cronache ed estratti a cura delle compagne Mfpr Palermo

L’assemblea si è tenuta alla ex Fonderia del Comune, organizzata “dall’assemblea contro la violenza maschile sulle donne”, sigla che mette insieme compagne del centro sociale Ex karcere, rappresentanti del Coordinamento 21 luglio, donne area Cobas ecc,   vi hanno partecipato poi compagne del Mfpr e lavoratrici dello Slai Cobas s.c., altre compagne giovani e studentesse anche di Catania, Marsala…

Nell’introduzione  una compagna  del centro sociale ha prima fatto un brevissimo excursus su come è nata l’assemblea… violenza di genere come fenomeno sociale che ci riguarda tutte… e poi ha valorizzato l’8 marzo che a Palermo ha visto scendere in tutta la giornata un migliaio di donne in cui si sono unite diverse generazioni, lavoratrici, studentesse ecc.; ha denunciato Trump come maschilismo, sessismo, valorizzando la campagna elettorale contestata da donne, ..poi si è collegata al g7 dicendo che quelli che si uniranno sono distanti da tutti i bisogni delle popolazioni e questo g7 è un’occasione per rafforzare il filo rosso con tutte le donne che sono scese contro Trump. Questa assemblea non si vuole fermare a questo preciso evento ma vuole andare avanti nel suo percorso… l’8 marzo ci siamo prese le strade, lo sciopero, dobbiamo imparare a prenderci tutto e ha fatto la proposta pratica di uno spezzone di donne combattivo.

Sono cominciati gli altri interventi e si è delineata subito la differenze tra le due linee:

da un lato le compagne che fanno riferimento al'ex Karcere e le studentesse di Catania e Marsala… hanno tutte posto la necessità di scendere come donne in lotta per il g7 perché Trump rappresenta il sessismo, maschilismo di questa società ma non solo, quindi si sono dette di fatto d’accordo con lo spezzone, in particolare la compagna di Marsala facente parte del coordinamento provinciale in difesa del territorio ha citato la manifestazione del 21 ottobre regionale contro le esercitazioni Nato, la questione dei migranti, Messico… ha detto che l’8 marzo è stata una bellissima giornata di lotta e il g7 è un’ottima occasione per dare continuità e una ottima vetrina in cui le donne possono portare contenuti anti sessisti, Trump è contro le donne ma le donne devono essere contro Trump.

Un’altra compagna giovane ha sottolineato che la scelta della Sicilia non è casuale ma ben architettata e proiettata (vedi, tra l’altro, lo spreco di denaro che si sta facendo in infrastrutture quando fino a ieri la gente non aveva niente, facendo un collegamento anche con i terremotati); ha sottolineato la questione “sicurezza” che secondo il governo deve essere solo per loro e contro tutti gli altri, perciò essere a Taormina è importante come donne non solo per le politiche di Trump ma anche di Gentiloni… aborto, obiezione di coscienza, e ha fatto un esempio della Le Pen che non si può considerare affatto una donna femminista e si è detta d’accordo con lo spezzone
.
Poi c’è stato un  primo intervento MFPR che ha trattato diversi punti:
valorizzazione di questa assemblea dopo lo sciopero dell’8 marzo a Palermo;
analisi di Trump= fascio imperialismo che è il concentrato dell’odio fascista degli uomini verso le donne

venerdì 5 maggio 2017

pc 5 maggio - Il Parlamento Renzi-PD/LEGA/FORZA ITALIA/5 STELLE in preda al fascismo securitario

Legittima difesa= licenza di uccidere per bottegai fasciorazzisti

legittdifesaCon 225 voti a favore e 166 contrari è passato questa mattina alla Camera il disegno di legge che prevede un allargamento dei limiti di ciò che viene considerato "legittima difesa".
La proposta di legge è stata partorita dalle file del Partito Democratico e nella sua formulazione iniziale interveniva sull'articolo 59 del codice penale (riguardante le circostanze del reato), aumentando le tutele per chi si difende con l'uso di armi da un’aggressione in casa, se questa avviene in circostanze particolari di “grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione”.
Durante la discussione in aula, però, il ddl - già estremamente ambiguo e generico nel definire queste circostanze - è stato ulteriormente ampliato, arrivando a modificare anche l'articolo 52 che codifica e stabilisce i limiti della "legittima difesa". Il testo approvato alla Camera prevede ora che sia da considerarsi legittima difesa la reazione di chi si

pc 5 maggio - Bergamo - sanzionate le sedi PD e Lega - iniziative che meritano la massima condivisione

 A Bergamo qualcuno non sta a guardare

18199349 1916738995204214 5329091351480354566 n 1Riceviamo e pubblichiamo
Questa sera abbiamo deciso di colpire simbolicamente due partiti che in queste ore si stanno macchiando di azioni fuori da ogni logica umana: da una parte abbiamo deturpato la “facciata” limpida e pulita del Partito Democratico con schizzi di sangue sulla sua sede di via San Lazzaro, dall’altra abbiamo appeso uno striscione che recita semplicemente “Salvini Sciacallo” sulla sede della Lega Nord di via Cadore e l’abbiamo chiusa simbolicamente.
I fatti di ieri (martedì ndR) a Milano e di oggi a Roma (mercoledì NdR) non ci hanno lasciati indifferenti: i fatti di Milano e Roma non ci possono lasciare indifferenti.
Vedere, in nome del decoro e della sicurezza urbana, rastrellamenti di migranti e richiedenti asilo (o semplici turisti “rei” di avere la pelle di un colore diverso dal nostro) in pieno stile nazista grazie al decreto Minniti, non ci può lasciare indifferenti.
Vedere perquisite, strattonate e caricate sui pullman della polizia tutte quelle vite umane che già

pc 5 maggio - Milano: siamo tutti clandestini - risposta di lotta ai “pattuglioni”. Presidio contro deportazione immigrati - di Dafne Anastasi



milano
"Siamo tutti clandestini, stop deportation". È lo slogan del presidio di ieri tenutosi in piazza Scala, a Milano, davanti al Municipio della città. Una cinquantina di militanti della piattaforma "Nessuna persona è illegale" ha sfilato urlando slogan antirazzisti lungo la Galleria Vittorio Emanuele.
I manifestanti hanno raggiunto in piazza Scala un altro gruppo di attivisti che li attendevano con un tappeto rosso raffigurante il sangue e delle maschere bianche, simbolo dei migranti morti in mare. Il presidio in piazza Scala circa duecento persone, è stato indetto contro il blitz della polizia di Stato di martedì scorso in stazione Centrale.
Gli attivisti al megafono denunciano : "Si tratta di un gravissimo abuso, un rastrellamento che rappresenta un pericolo per tutta la cittadinanza. Chiediamo il ritiro dei Decreti Minniti". Alla protesta aderisce l'intera piattaforma 'Nessuna persona è illegale', formata da associazioni, onlus e centri sociali. Un gruppo di manifestanti sfila in cerchio mostrando fotografie di migranti morti in mare. In contemporanea all'interno di Palazzo Marino si svolge il consiglio comunale.

pc 5 maggio - Roma - sempre solo cariche poliziesche contro la protesta per la morte di Maguette Nian

Roma. Assediato l’assessorato ai servizi sociali. Interviene la polizia, ragazza ferita



immigrati

Il comunicato del movimento:
Magatte Niang ha perso la vita inseguito dal furore di uomini in divisa che in nome della legalità eseguono provvedimenti odiosi che hanno il solo obiettivo di comprimere le libertà e cancellare le tutele sociali. Chi prova con dignità a sopravvivere alla mancanza di lavoro e di reddito sufficiente per garantirsi un alloggio e un pasto, anche superando le soglie imposte dalla legge, viene perseguito quotidianamente. Succede agli ambulanti ma non solo. I nuovi decreti governativi sulla sicurezza urbana e sui migranti sono davvero inquietanti e segnano un regresso politico e culturale non indifferente. Se a questo aggiungiamo il decreto sulla legittima difesa e sulle nuove norme giudiziarie tese a limitare gli strumenti di difesa soprattutto nei confronti di chi lotta, il quadro è devastante.
Nell’assoluta assenza di misure sociali utili a difendere milioni di persone in povertà

pc 5 maggio - CON NIAN MAGUETTE - CON LA "GENTE PER MALE"...

Si stanno arrampicando sugli specchi. Cercano testimonianze che dicano che Nian Maguette, l'ambulante senegalese è morto per infarto, per "cause naturali" sul lungotevere, che quindi i vigili non c'entrano niente.
Sono doppiamente degli assassini, perchè non solo vogliono negare la realtà, ma scaricare di fatto la "colpa" sullo stesso Nian che correva; come se, tra l'altro, fosse differente il fatto che sia stato ucciso perchè investito da una moto dei vigili o perchè per sfuggire ai vigili, evitare che lo fermassero, gli sequestrassero la merce, Niam sia accasciato al suolo. 
I vigili, i loro comportamenti da "sceriffi", li conosciamo bene. Sempre più dei miserabili, frustrati, che si accaniscono contro i migranti, sequestrano la loro merce, togliendogli quella minima possibilità di vivere alla giornata, li fermano, li denunciano, li tartassano con mega multe, ecc.
Certo, questo non è da oggi. Ma oggi si sentono con le spalle più coperte, dal governo, dalle amministrazioni locali, dalla campagna mass mediatica, fascista, razzista contro migranti; tanto che non cercano neppure di nascondere tutta il loro odioso, schifoso humus: "sulla pagina Fb del corpo di polizia locale di Roma Capitale si esulta per il successo del blitz: sequestri e multe per trentamila euro, somme che verosimilmente non verranno mai pagate. Con l’aggiunta della foto della catasta di borsoni di merce requisita, si rileva come la presenza dei venditori abusivi risultasse «dannosa anche dal punto di vista del decoro urbano in un sito sottoposto a vincolo paesaggistico». Nemmeno un accenno a Nian Maguette, morto di decoro" (Da Il Manifesto). 
E dopo i vigili, è entrata in campo la polizia. Accorsa sul posto, non certo per accertare perchè Nian era morto, ma per allontanare con i manganelli i suoi compagni senegalesi che erano accorsi subito, appena sparsa la notizia.
Il blitz avvenuto a Roma e quello in grande sfoggio avvenuto alla stazione centrale di Milano sono una prova di applicazione sul campo del decreto Minniti, che verso i migranti unisce le sue due facce: la repressione razzista e il daspo sociale. Un decreto di classe che in nome della "gente per bene", della sua tranquillità, del suo "decoro", deve reprimere la "gente per male", che sono la maggioranza della popolazione. E non bastano neanche i provvedimenti repressivi, deve mettere in piazza esageratamente, ostentare la sua "forza" - è inevitabile che si arrivi anche a mettere a rischio la vita delle persone.
Su questo spariscono ogni divisione dei partiti borghesi, tutte le querelle di cui fanno mostra in parlamento di fronte alla difesa del "decoro", della "gente per bene", stanno da una sola parte. 
A Milano la mega retata ha avuto il plauso dalla Lega alla maggioranza del PD che sprona a fare le "stesse operazioni di pulizia di massa" (notare il termine "pulizia", per dire che ciò che è stato sgomberato sono rifiuti, "sporco") in decine di periferie - tanto che il sindaco Sala, ha dovuto un pò farsi sentire, ma soprattutto per dire; io non ero stato informato.
A Roma la "nuova" amministrazione dei 5 stelle, fa anche peggio. Utilizza la situazione per proporre il divieto dei pasti serali ai "senza tetto di Colle Oppio": "La Caritas somministra i pasti serali ai senza tetto, che poi restano a dormire e diventa una pensione completa (dormire per terra è "pensione completa"); quindi, evitare i pasti serali "per capire se questa strada è percorribile. E' un tema di sicurezza e anche di decoro". Evidentemente il presidente della Commissione ambiente di Roma non ha neanche il senso del ridicolo: chi è a rischio sicurezza non sarebbe chi dorme per terra, ma chi passa e potrebbe anche sfogare la sua impotenza fascista sui senzatetto (come già è successo); il "decoro" non è messo sotto i piedi dai disastri di "mafia capitale", ma dai poveri, dagli ambulanti...
Il moderno fascismo avanza rapidamente. E la "gente per male" deve unirsi per combatterlo qui ed ora.

pc 5 maggio - Cronache dall' anti/G7 della Sicilia: l'assemblea del 27 a Palermo esprime la determinazione a contrastare e scendere in piazza contro il G7

Stralci dagli interventi - su estratti e testi, la responsabilità è di scrive
Una compagna del Cs ex karcere
spiega che nel meeting del G7 i 7 potenti del mondo si riuniranno per decidere assetti di guerra e che i temi trattati saranno la cyber  security e il tema delle smart city (città intelligenti) che di intelligente hanno ben poco. Ma che in realtà sono solo la transizione della popolazione dal centro città alle periferie, e questo implica l'aumento della povertà sociale. Il G7 quindi sarà un’occasione per decidere gli interessi delle lobbies, nella costante privatizzazioni dei beni primari. Quindi non hanno gli interessi di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, ma solo di riuscire a trarre profitti da essi, precarizzando ai massimi livelli queste persone. Poi spiega che l'obbiettivo di questa società è anche quello di creare scuole e università non a misura di chi le vive ma a misura del capitale. Conclude dicendo che bisogna contrastare il G7 a testa alta per rivendicare il diritto al proprio territorio, non per chi lo sfrutta ma per chi lo vive.
Altra compagna Cs ex karcere
.. entra un po’ più nel merito dei temi che saranno trattati al G7 di Taormina. .. nel G7 saranno decisi i nuovi assetti di guerra, sapendo bene che gli assetti verranno poi definiti in maniera riservata e non

pc 5 maggio - Firenze antifascista oggi in piazza.presidio davanti alla Prefettura dalle 17

Nessuno spazio ai fascisti! No al razzismo di Stato! No al decreto Minniti / Orlando!

E’ bastato che il Dossier su Lealtà azione Firenze / Progetto Dinamo, preparato da Firenze Antifascista, rimanesse su Internet poche ore insieme all'appello a scendere in piazza per protestare contro la presenza di Lealtà Azione in Regione, e il segreto di Pulcinella dietro alle iniziative “culturali” promosse dal consigliere regionale leghista Jacopo Alberti ha cominciato evidentemente a creare grattacapi ai politici locali del PD, tanto da indurli a far cancellare rapidamente l’iniziativa
Siamo soddisfatti che questo sia avvenuto, e vigileremo in futuro nel caso a qualcuno venga in mente

pc 5 maggio - Leggi su questo blog e fai circolare in tutte le forme 3 importanti editoriali di proletari comunisti/PCm Italia

 Dietro la guerra profitti... dell'ENI

L'imperialismo italiano interviene più o meno intensamente su tutti gli scacchieri del mondo, ora al servizio ora in alleanza dell'imperialismo Usa e della Nato, sempre per tutelare in proprio i propri interessi economici, diplomatici e militari. Gli interessi principali sono quelli dell'Eni......

la situazione politica - primarie/ decreto Minniti

La farsa delle primarie si è finalmente conclusa con il plebiscito a Renzi e Orlando ed Emiliano a fare da utili partecipanti al teatrino e inutili strumenti di opposizione alla marcia neofascista in doppio petto di Renzi.....

la questione Alitalia - la posizione di proletari comunisti / PCm Italia

La questione Alitalia è importante per tutto il movimento dei lavoratori, tutto il movimento sindacale. Ma in che senso e con quale obiettivo, è importante discuterne.

L'Alitalia è in crisi perchè nei cieli, come in terra si sviluppa una guerra commerciale acuta che si contende un mercato mondiale, comunque in sviluppo. Chi taglia i costi, chi ha i governi dietro, vince questa guerra, e i gruppi monopolistici più piccoli soccombono.
Questa è una legge del capitale che nel sistema imperialista diventa più acuta e più stringente che mai.....

pc 5 maggio - Cronache di denuncia e lotta da Taranto - leggile sul blog TARANTOCONTRO

  • http://tarantocontro.blogspot.it

  • prossimi appuntamenti dello slai cobas per il sind...
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  • lo sciopero delle donne proletarie dell'8 marzo a ...
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pc 5 maggio - Il quadro ampio ed entusiasmante del 1° Maggio rosso, rivoluzionario, internazionalista pubblicato sul blog maoistroad in lingua originale

  • http://maoistroad.blogspot.com

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  • Canada - JD/MD and RCP May Day 2017 Statement
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pc 5 maggio - DAI MIGRANTI IN LOTTA DI TARANTO - DOPO LA MANIFESTAZIONE DI FOGGIA

Dai migranti in lotta, autorganizzati nello Slai cobas, di Taranto un nuovo appello dopo la manifestazione di Foggia:

Vogliamo la chiusura dell'Hotspot, a Taranto e dovunqueQui vengono rinchiusi i nostri fratelli e sorelle che arrivano dopo viaggi tragici. All'Hotspot di Taranto poi avvengono anche violenze e trattamenti da tortura, per imporre l'identificazione dei migranti. E sempre più sta diventando un luogo di deportazione, con migranti spostati da Ventimiglia, Milano, ecc. a Taranto, per poi essere ributtati in mezzo alla strada.

Noi pensiamo che la battaglia per la chiusura dell'Hotspot di Taranto è una battaglia nazionale, che deve vedere nel prossimo futuro anche una mobilitazione nazionale.

Migranti autorganizzati di Taranto 
Slai cobas per il sindacato di classe Taranto
info slaicobasta@gmail.com - via rintone 22 Taranto – 3475301704 - tarantocontro.blogspot.co

giovedì 4 maggio 2017

pc 4 maggio - L'USO DA PARTE DELL'IMPERIALISMO DELL'IMMIGRAZIONE E LE SUE CONTRADDIZIONI

Riportiamo un breve stralcio di uno scritto di Luca Mandara “Stiamo tutti sullo stesso barcone” (contenuto nel libro “Crisi, governance, imperialismo), che spiega (utilizzando anche un testo del Prof. G.A. Di Marco: Migranti ed emancipazione umana nel mercato mondiale - ricordiamo che Di Marco spesso collabora sia con scritti che con “lezioni” dirette ai lavoratori, lavoratrici alla nostra Formazione operaia) come la presenza dei migranti nelle cittadelle dell'imperialismo è una inevitabile conseguenza delle stesse leggi del capitale e una necessità per mantenere il saggio medio di profitto; ma come nello stesso tempo anche la questione migranti non fa che mettere in luce la contraddizione irrisolvibile del capitale e il suo necessario superamento.
Questa faccia dell'immigrazione, spesso celata dagli Stati, dai governi, dai mass media borghesi, e che crea a volte anche contrasti tra l'interesse politico dei governi e quello economico dei capitalisti, è importante anche per comprendere come non ha alcuna base reale la “guerra tra poveri” creata dal sistema.

*****
“... le bombe (delle guerre - ndr) hanno uno strano potere contrattuale nell'aprire nuovi mercati e nuovi orizzonti di espansione ai capitali delle potenze dominanti. La mobilità della forza lavoro, inoltre, è una condizione soddisfatta dalla soppressione di tutti i vincoli che impediscono lo spostamento di manodopera da un ramo all'altro della produzione (flessibilità) o da un luogo all'altro (mobilità); l'indifferenza del lavoratore verso il tipo specifico di lavoro che dovrà compiere; la semplificazione del lavoro e altre. Anche in questo caso la guerra ha la sua funzione, in quanto ha come effetto di generare il lavoratore mobile per eccellenza: “il migrante della globalizzazione sembra incarnare quella necessità suddetta di un rapido movimento della forza-lavoro, gettabile da una sfera di produzione all'altra affinchè più rapidamente si livellino le differenti composizioni organiche dei capitali nel saggio medio del profitto. Infatti, in particolare la forza-lavoro migrante è indifferente, ovvero è ridotta e costretta all'indifferenza, verso il contenuto del suo lavoro (…). E i

pc 4 maggio - Nulla e nessuno può fermare la lotta NOTAV - 6 maggio manifestazione - massimo sostegno

Dalle stanze del potere escono ogni giorno fiumi di parole che trasmettono un messaggio rassicurante: “Siete in buone mani, potete guardare con fiducia al futuro”.
Ma ogni volta che piove siamo in ansia perché nulla è stato fatto per frenare il dissesto idrogeologico, ogni volta che la terra trema sappiamo con certezza che molte persone non avranno più una casa e i rapporti sociali di intere comunità saranno distrutti.
Ad ogni viaggio in autostrada bisogna fare gli scongiuri per non finire schiacciati da un cavalcavia che crolla o da un tratto di strada che sprofonda.
Ogni mattina, quando portiamo i nostri figli a scuola, siamo più preoccupati del soffitto che rischia di crollargli sulla testa , che della loro verifica di matematica.
Assistiamo ogni giorno al crescere dei tempi di attesa per una visita specialistica e non abbiamo alternative.
Dobbiamo fare i conti, dopo una vita di lavoro, con pensioni che non permettono d’invecchiare serenamente, senza l’opportunità di poterci prendere cura dei nostri figli, e di nuovi progetti, e se siamo costretti e fare i conti con una disabilità, siamo lasciati soli.
Ai giovani il futuro è negato, condannati alla precarietà e nell’incertezza di tirare a campare secondo canoni imposti che legittimano sfruttamento e lavoro nero, e se conquistano un lavoro dignitoso, rischiano di perderlo con poche speranze di ritrovarne uno.
Viviamo un presente fatto di annunci, incertezze e sperpero di denaro pubblico, e non ci

pc 4 maggio - Digos antiNOTAV di Torino: inattendibili bugiardi

Digos: “Sono Del Tutto Inattendibili”, lo dice anche un giudice del Tribunale Di Torino

955F7820 FCB1 4DFA A221 29D0DFB67D50 684 000000CF58D1FD93Finalmente anche un giudice del tribunale riconosce quello che sappiamo da tempo: buona parte delle testimonianze delle forze dell’ordine, della Digos il più delle volte, sono montate ad arte per far condannare i notav durante processi imbastiti molte volte sul nulla. O meglio, imbastiti sulle “note di servizio” e “verbali” che gli agenti consegnano ai pm che le trasformano in capi d’accusa che ci portano ai tribunali.
Succede sempre e succede su ogni fatto, come quello in oggetto dove tre notav sono stati portati a processo per nona ver rispettato la ormai innumerevole “zona rossa” intorno al cantiere Tav. Potremmo discutere di come la libertà di circolazione è del tutto negata in Valle, arbitrariamente da ordinanze prefettizie che abusano del loro potere in maniera ossessiva
Anche questa volta a processo siamo stati portati dalle solite note degli zelanti agenti della Digos, la vecchia polizia politica per capirci, che però in questo caso era palesemente falsa, anzi “inattendibile” come scrive un giudice del tribunale nn soddisfatto evidentemente dalle troppe balle raccontate dai soliti “colleghi” in borghese.
E così i tre notav vengono assolti e gli agenti della questura torinese sbugiardati, senza

pc 4 maggio - Sbirri vigliacchi e picchiatori al carcere di IVREA

x carcere striscione presidio 13 11 2016

Sette agenti indagati per i pestaggi nel carcere di Ivrea

Parziale svolta nelle indagini sui pestaggi avvenuti nel carcere di Ivrea tra il 2015 e l’ottobre scorso. Indagati dalla procura eporediese 7 agenti della polizia penitenziaria per i reati di lesioni nei confronti di alcuni detenuti. Oltre questi, per il periodo contestato, sono in totale una dozzina i fascicoli aperti dalla procura per i maltrattamenti denunciati a carico di ignoti. Parziale svolta perché, oltre gli agenti, sono indagati anche 5 detenuti per lesioni e resistenza per le proteste relative allo scorso ottobre. Una sorta di “par condicio” tra le parti, un modo per non screditare troppo il proprio apparato.

L’indagine parte dopo mesi di denunce di diversi detenuti all’interno del carcere, nonostante difficoltà oggettive nel comunicare con l’esterno ed il blocco della posta a diversi di loro. Tutto

pc 4 maggio - G7 di Taormina - mentre i padroni imperialisti del mondo si blindano in una fortezza assediata per imporre guerra, militarizzazione, fascismo e repressione al servizio della difesa del profitto, un altro documento inutile per un inutile controvertice del riformismo e opportunismo nostrano

Il documento-appello della “Rete catanese contro il G7” di Taormina




Comitato No Muos – No Sigonella, Cobas Scuola, La Città Felice, La Ragna-Tela, L.I.L.A., Rete Antirazzista CT, Partito Comunista Italiano CT, Partito della Rifondazione Comunista CT, Sinistra Anticapitalista CT, Federazione di Catania USB, Azione Civile, Coordinamento Democrazia Costituzionale-CT, Catania Bene Comune, OPEN MIND lgbt, FEMMINISTORIE e tantissime individualità hanno dato vita alla "RETE CATANESE CONTRO IL G7". La Rete si è articolata attraverso assemblee pubbliche provinciali e regionali e, al suo interno, con quattro tavoli tematici, sintesi del documento-appello che segue:
 
No al G7 di Taormina
Il 26 e 27 maggio prossimi, si svolgerà a Taormina il G7, la riunione dei capi di stato e di governo delle sette maggiori potenze mondiali (U.S.A., Canada, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia). La riunione servirà a definire e coordinare linee comuni di intervento sui problemi fondamentali della politica e dell’economia mondiale. In un mondo nel quale gli 8 uomini più ricchi dispongono di risorse uguali alla somma di quelle a disposizione di 3,6 miliardi di persone più povere (in Italia l’1% della popolazione possiede un quarto di tutta la ricchezza nazionale), questa riunione,

pc 4 maggio - Dichiarazione comune per la manifestazione europea del 5 maggio di sostegno ai prigionieri politici di ATIK





Déclaration pour la manifestation européenne en soutien aux prisonniers de l’ATiK qui aura lieu le 5 mai à Munich. Le PCm est signataire et exprime sa plus grande solidarité envers les prisonniers révolutionnaires de l’ATiK. 
Le 15 avril 2015, 7 activistes de l’ATIK (Confédération des Travailleurs de Turquie en Europe) ont été arrêtés en Allemagne, et 3 autres simultanément en France, en Suisse et en Grèce, qui ont depuis été transférés en Allemagne.
Cette opération qui s’est déroulée en Europe est le résultat de la procédure judiciaire initiée par le

pc 4 maggio - FORMAZIONE OPERAIA - GRAMSCI: LA SUA VITA, IL SUO IMPEGNO COMUNISTA - 1° parte

Antonio Gramsci, capo del partito comunista, dirigente del proletariato italiano, dedicò tutta la sua vita alla causa rivoluzionaria.
Gli operai, tutti i lavoratori, i giovani, le donne, devono conoscere la sua-nostra storia. Chi non ha passato, chi vuole cancellare la memoria della grande storia dei proletari e delle masse popolari, dei comunisti (quelli veri, rivoluzionari) in Italia, non può avere futuro. E' il nostro filo rosso, che nessuno può spezzare, che deve dare oggi fiducia e certezza che anche ora è possibile costruire un vero partito comunista, di tipo nuovo, riaffermare la via rivoluzionaria, della guerra di popolo nel nostro paese, traendo tutte le lezioni necessarie dalla nostra storia - la più importante nei paesi europei  - e dal pensiero e azione di A. Gramsci. 

























Antonio Gramsci, sardo di nascita, alla età di circa 25 anni, forma le prime solide basi del suo pensiero e della sua militanza rivoluzionari, durante la prima guerra mondiale, a Torino.
La guerra imperialista rende ancora più profonde le sofferenze delle masse lavoratrici operaie e contadine nel nostro paese. Milioni di lavoratori lasciano la vita al fronte costretti a combattere per gli interessi del governo reazionario italiano; nel paese mancano i viveri per il popolo e i prezzi aumentano a dismisura; un grande moto di protesta diffuso ovunque prepara un'imminente tempesta rivoluzionaria contro lo stato imperialista.
Torino è la massima città industriale del paese: la classe operaia giovane, combattiva e ben organizzata accoglie con entusiasmo le idee della rivoluzione e le traduce nella sua pratica di lotta.
Gramsci, membro della sezione torinese del PSI, redattore dell'Avanti, è l'unico in Italia che