sabato 29 ottobre 2016

pc 29 ottobre - L'HOTSPOT DI TARANTO SEMPRE PIU' LUOGO DI DEPORTAZIONE E DI VIOLAZIONEDEI DIRITTI UMANI - DEVE ESSERE CHIUSO!

Avevamo già denunciato mesi fa la deportazione da Ventimiglia e da Como di tanti migranti all'hotpost di Taranto, con il chiaro scopo di ricacciarli dai paesi da dove provengono e dove subiscono violenze, fame e guerre, per cui i principali responsabili sono i nostri stessi paesi imperialisti; avevamo denunciato che questa deportazione in alcuni casi serviva solo a rimandare al nord i migranti, ma per rinchiuderli nei Cie - su uno di questi casi esemplari vi è stata la denuncia/ricorso contro il Questore e il Prefetto di Taranto da parte dell'Avv. Vitale di Torino,

ORA SI DEPORTANO ALL'HOTSPOT DI TARANTO ANCHE I MIGRANTI IN REGOLA COL PERMESSO DI SOGGIORNO, CON LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE ATTIVATA, E CHE PER QUESTO LAVORANO ANCHE REGOLARMENTE.


Questo è accaduto il 21 ottobre in cui cento migranti sono stati improvvisamente e senza fornire loro alcuna motivazione, presi e obbligati a salire su un treno e ad essere deportati da Milano a Taranto.

Associazioni di Taranto, dall'ass. Babele, a Welcome Taranto, a associazione Ohana, a campagna LasciateCIEntrare, lo hanno subito denunciato, a cui ha risposto, guarda caso, un assordante e complice silenzio stampa dei giornali locali. Oggi questa denuncia è stata ripresa con un'interrogazione parlamentare urgente dalla deputata tarantina di Sel, Donatella Durante - insieme al gruppo di Sinistra Italiana - che tra l'altro denuncia che "fra di loro (vi è) addirittura un migrante in piena condizione di “vulnerabilità”, con regolare permesso di soggiorno, deportato da Milano all’Hotspot jonico e da questo allontanato ed abbandonato per strada.

L'Hotspot di Taranto è sempre più, quindi, un luogo di deportazione e di violazione aperta dei diritti umani.

E' un luogo in cui può succedere di tutto e nessuno deve saper niente, perchè nessuno può accedervi, se non i parlamentari, soprattutto PD - che dicono che va tutto bene.
Un luogo gestito direttamente da forze militari, con la complicità di un'associazione e del Comune.
Un luogo in cui le identificazioni vengono fatte anche usando metodi violenti verso i migranti che vi si oppongono; in cui non viene fornita informazione sui loro diritti legali.
Un luogo in cui si fa una selezione tra migranti "buoni", quelli pronvenienti da zone di guerra e che quindi possono entrare (essere mandati in Centri di accoglienza, le cui condizioni di assistenza il più delle volte sono vergognose) e migranti "cattivi", quelli cosiddetti "economici", che (per loro fortuna...) possono morire solo di fame o di persecuzioni, non sotto le bombe...; che vengono buttati fuori dall'hotspot senza un minimo di assistenza.
Un luogo in cui vengono ammassati uomini, donne, bambini in numero superiore alle capacità di accoglienza, e quest'estate sotto un pesante caldo, in una struttura senza un filo di ombra - nei giorni scorsi sono stati 521 i migranti in un centro hotspot che ne può contenere al massimo 400, e tra di loro vi erano 14 donne incinte, 119 minori, di cui 90 non accompagnati; nella stessa giornata erano arrivati altri 100 migranti, 50 provenienti da Ventimiglia e 50 da Como.

QUESTO LUOGO E' UNA VERGOGNA CHE VA CHIUSO CON LA LOTTA UNITA DEI SOLIDALI E DEI MIGRANTI!

BASTA CON LE DEPORTAZIONI! 
I 100 MIGRANTI DEVONO TORNARE A MILANO!
Queste aperte violazioni dei diritti umani, di civiltà, sono il retroterra quotidiano che creano l'humus della gentaglia razzista di Gorino, e delle sparate fasciste di Lega, casa Pound a Milano.
Il Ministro Alfano invece di arrestare questi fascisti e razzisti che violano anche le leggi di questo paese, deporta o incarcera nei Cie i migranti. 

pc 29 ottobre - NOTAV/Terzo Valico - le carogne corrotte del Cociv vanno gettate in pattumiera

Terzo valico, vertici Cociv  querelarono i Notav per diffamazione, oggi sono agli arresti

Terzo valico, vertici Cociv  querelarono i Notav per diffamazione ,oggi sono agli arresti

I vertici Cociv finiti in manette contro un 72enne. L'ambientalista li aveva accusati di corruzione
Delle due l'una. O il 72enne Antonello Brunetti, anima del movimento No Tav tra Genova e Alessandria, possiede doti divinatorie oppure, in maniera un po' arrischiata, anticipando troppo i tempi, ha messo nero su bianco quanto sostengono oggi due procure della

pc 29 ottobre - Ora che è chiaro che il movimento NOTAV aveva ragione - intensificare la lotta in tutte le forme è giusto e necessario!

Notte agitata al cantiere Tav di Chiomonte, tra i dimostranti pure la "pasionaria" agli arresti

Notte agitata al cantiere Tav di Chiomonte,  tra i dimostranti pure la "pasionaria" agli arresti

Fuochi artificiali e "battitura" delle reti, Nicoletta Dosio "evade" per partecipare alla manifestazione

Notte di tensione al cantiere di Chiomonte. E tra i manifestanti, in prima fila, c’è anche Nicoletta Dosio, "pasionaria" No Tav ai domiciliari da circa un mese, una misura cautelare che non ha mai voluto rispettare, sottraendosi per protesta ai vincoli imposti dai magistrati come aveva già fatto con l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora. Ora rischia l’arresto in carcere per evasione.
Per tutto il fine settimana il movimento No Tav ha in programma azioni di protesta a Chiomonte. Ieri sera un gruppo di manifestanti è partito per una passeggiata sui sentieri sopra il cantiere.

Quasi subito è iniziata la solita battitura delle reti con pietre e bastoni. Dosio è stata immortalata in una foto pubblicata sul sito Notav.info mentre batte con una pietra contro le maglie metalliche di un new jersey. Al termine della manifestazione alcuni attivisti  hanno poi "scortato Nicoletta con un lungo serpentone di macchine fino alla Credenza, in attesa della prossima evasione", si legge in un post sul sito del movimento.

Durante la notte gli attivisti hanno lanciato fuochi artificiali in direzione del cantiere e la polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni per disperdere il gruppo di un centinaio di persone.
La situazione è tornata alla normalità intorno all1.30. Le indagini della Digos sono in corso per identificare gli autori del lancio di fuochi artificiali.

Mentre i No Tav si radunavano a Giaglione per incamminarsi verso i cantieri, ieri sera a San Didero l’amministrazione ha organizzato un incontro per informare i proprietari dei terreni destinati all’esproprio. In questi giorni infatti è partita una ventina di lettere con cui Telt, la società che sta realizzando la Tav, invita i proprietari dei terreni che dovranno essere espropriati a presentarsi nei pripri uffici per le prime verifiche e valutazioni. Sui terreni sarà spostato l’autoporto di Susa dove invece sorgerà la nuova stazione.

pc 29 ottobre - La Grande Rivoluzione Culturale in marcia - presentazione a Milano del libro a cura di 'proletari comunisti'

Nel Punto libreria Metropolis, presso il CS Transiti, addobbato come una sede maoista anni 70, con foto e posters riproposti e alcuni inediti e ritrovati, con libri maoisti spesso introvabili, ma forti e chiari nella loro pregnante attualità, si è tenuta la prima presentazione a Milano dell'Antologia di documenti della Rivoluzione Culturale - a 50 anni dal suo anno di esplosione, il 1966.
Una presentazione con niente di meramente 'celebrativo e autocelebrativo', ma volta a riproporre ai militanti e compagni e compagne intervenuti - di diversa età e di diversa matrice, quasi tutti lavoratori e lavoratrici - la necessità urgente di riproporre i temi della terza grande rivoluzione del nostro secolo, dopo la Comune di Parigi e la Rivoluzione d'ottobre.
Temi esposti peraltro nella prefazione al libro già pubblicata in questo blog.
La GRCP, combatte la restaurazione capitalistica in Cina per lunghi 10 anni - anni che valgono secoli - con la forza delle masse giovanili - le Guardie Rosse - al grido 'E' giusto ribellarsi', delle masse operaie - la Comune di Shangai - all'insegna de 'La classe operaia deve dirigere tutto', delle masse contadine della sterminata Cina che vogliono andare oltre le conquiste della nuova Cina rivoluzionaria e socialista, delle donne, guidate da Chiang Ching in una 'rivoluzione nella rivoluzione' dell'altra metà del cielo. La Grcp costruisce così sul campo, nel fuoco della lotta di classe, con le masse protagoniste, l'esperienza storica che fa del 'maoismo' la terza tappa del pensiero e dell'azione rivoluzionaria del proletariato nella sua marcia per il socialismo e il comunismo.
Su questa base la GCRP lancia il suo messaggio e sfida all'imperialismo e al socialimperialismo affermatosi intanto in URSS, al revisionismo vecchio e nuovo, a ogni forma di deviazione opportunistica e 'estremista piccolo borghese', nel mondo.
Il Vento dell'est scavalca mari e montagne e si incontra con la guerra del Vietnam, l'opposizione alla guerra del Vietnam nel ventre della bestia imperialista, i movimenti di liberazione armata di Asia, Africa, America Latina e, nel cuore dei paesi imperialisti europei, il maggio francese, il biennio rosso 68-69 in Italia, l'esplosione rivoluzionaria studentesca e antimperialista negli altri paesi d' Europa.
Questa è la Grande Rivoluzione Culturale proletaria, che ricordiamo, celebriamo e riproponiamo, non come recupero 'vintage', ma come attuale programma e necessità se si vuole in ogni parte del mondo sviluppare la nuova fase dell'assalto al cielo, la nuova ondata della rivoluzione proletaria mondiale.
La rivoluzione culturale, contagia giovani, operai e intellettuali, e ispira la nuova cultura in ogni campo, proponendo il principio guida di 'servire il popolo' - mettersi al servizio delle lotte rivoluzionarie del proletariato e delle masse popolari - come ideologia, teoria, programma e prassi, che cambia la vita e trasforma le persone in strumento e bersaglio della rivoluzione.
E' questo che ne faceva, e ne fa, la risposta a sinistra alla crisi del socialismo e alla sua degenerazione in URSS e  a quella dei pariti comunisti dell'allora movimento comunista internazionale.
E' questo che crea una generazione che si mette all'opera per costruire sulla base del marxismo-leninismo-maoismo partiti comunisti di tipo nuovo capaci di percorrere la via della guerra popolare adeguata alla realtà di ogni paese, nuove società socialiste illuminate dalle esperienze straordinarie degli anni della grande rivoluzione culturale.

Questo e altro è stato detto nella presentazione del libro alla libreria Metropolis, ascoltato con interesse, partecipazione e forte condivisione dal pubblico presente - il testo di essa è a disposizione in video. 
Sono seguite domande che ponevano il che fare oggi, nella società di internet, e nelle gravi difficoltà poste dallo stato attuale di conoscenza, coscienza, dei lavoratori e movimenti di lotta.
Il che fare dipende da tutti noi - è stato detto dai presentatori del libro - e a questo serve il programma triennale dedicato alla rivoluzione culturale che proletari comunisti ha avviato e si prepara a sviluppare in forme e contenuti che si imporranno nella realtà italiana nelle librerie e centri militanti con questo libro e gli altri in preparazione, ma soprattutto con l'azione tra le masse operaie, giovanili e femminili.
Cosa che sta avvenendo su scala mondiale e una compagna del MFPR ha informato ed esposto la grande celebrazione internazionale tenutasi in Brasile nel mese di ottobre, a cui l'mfpr e la redazione di proletari comunisti hanno partecipato, intervenendo in ogni momento di essa - anche questa celebrazione e i suoi interventi saranno pubblicati nel blog di pc e in altre pubblicazioni, nei prossimi mesi.

venerdì 28 ottobre 2016

pc 28 ottobre - NO MILANO NON DEVE ESSERE COME GORO! CACCIAMO LE BESTIE NERE!

L'onda nera della misera gente razzista di Goro deve essere fermata subito! 
Ieri a Milano Lega Nord, Fratelli d'Italia, Lealtà e Azione, Casapound hanno fatto un presidio davanti alla caserma Montello, destinata all'alloggio da lunedì di circa 300 profughi.

Si è trattato solo di un centinaio di bestie nere. Ma, come con la gentaglia e i fascisti/Lega di Gorini, invece di essere denunciati e impedita l'azione, vengono di fatto giustificati. A Gorino con la squallida e illegale decisione del prefetto di non ospitare più le 12 donne e bambini migranti; a Milano con le dichiarazioni di Sala che portano acqua al mulino dei fascisti e razzisti: "Certamente in questi giorni andrò alla caserma, però ripeto è una soluzione temporanea di 14 mesi. Metteremo i cittadini residenti del quartiere nelle condizioni di sentirsi tranquilli dal punto di vista della sicurezza". 
Ma sono i migranti che non sono in sicurezza! 
Milano non sarà come Gorino.
"Non dobbiamo lasciare soli i migranti che verranno trasferiti, è necessario mostrare che la Milano solidale e la Milano che ripudia il razzismo non lascerà spazio a chi vuole fomentare odio e paura per il diverso. Invitiamo tutti - è l’appello dei Black Panthers - a scendere in piazza a Milano il 1° novembre assieme al comitato Zona 8 Solidale​ per mostrare la nostra solidarietà ai migranti". "Milano come Gorino", se la destra è pronta alle barricate "anti profughi"

pc 28 ottobre - Interesse e discussione alle presentazioni del libro 'Ilva la tempesta perfetta' a Milano e Bologna

A Milano al Ligera di via Padova quarta presentazione milanese del libro Ilva

Un altro spazio permette la discussione e la battaglia degli autori del libro per fare anche a Milano dell'Ilva una grande questione nazionale.
Nella presentazione si è offerta e descritta l'altra faccia del pianeta Ilva per permettere a tutti di non soggiacere alla disinformazione, alla banalizzazione mediatica, ai luoghi comuni della vulgata ambientalista.
La classe operaia Ilva è stata raccontata con le contraddizioni e limiti, ma anche con gli embrioni di coscienza contenuta nelle sue lotte e nelle sue forme organizzative attuali.
Nel dibattito è intervenuto un ex operaio della Falk portando un quadro della situazione banalizzato e rassegnato, dicendo tra l'altro che 'le acciaierie a Sesto hanno chiuso, possono chiudere anche a Taranto',
Gli autori del libro chiariscono con rappresentazione della realtà che l'alternativa è intanto la costruzione dell'unità operaia e popolare per rivendicare con la lotta, ambientalizzazione e bonifica, contro governo stato e padroni; anche se è ben chiaro che senza
partito di classe e sindacato di classe questa strada non potrà essere realmente percorsa e vincere.

A Bologna alla libreria INFOMODOSHOP di via mascarella, la presenza è stata di studenti tarantini a bologna e realta di operai impegnati in una inchiesta politica e teorica al servizio delle avanguardie operaie e del movimento comunista.
La presentazione ha avuto lo scopo di mostrare come gli operai e le masse popolari hanno

pc 28 ottobre - OBAMA-RENZI: "PATTI CHIARI, SUDDITANZA LUNGA"

(da www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 25-10-16 - n. 607

Manlio Dinucci - 25/10/2016

L'arte della guerra. Nel quadro della strategia Usa/Nato - documenta la Casa Bianca - l'Italia si distingue quale «saldo e attivo alleato degli Stati uniti». Lo dimostra il fatto che «l'Italia ospita oltre 30 mila militari e funzionari civili del Dipartimento Usa della difesa in installazioni dislocate in tutto il paese»
Dopo aver chiamato gli italiani a votare Sì al referendum, ingerendosi nella nostra politica nazionale col complice silenzio dell'opposizione parlamentare, il presidente Obama ha confermato al «buon amico Matteo» che con l'Italia gli Usa hanno «patti chiari, amicizia

pc 28 ottobre - Venti di guerra: Russia e NATO, nuove tensioni nel Mediterraneo...

In un articolo di ieri, il Sole 24 Ore, sottolinea l'aumento delle tensioni nel Mediterraneo dovuto allo spostamento di intere flottiglie di navi da guerra della Russia verso la Siria. Sottolineiamo alcuni passaggi.

"È destinata a fare notizia per ragioni diverse da quelle volute. La portaerei russa Admiral Kuznetsov, in navigazione verso la Siria, viaggia alla testa di una flottiglia di otto navi da guerra. Operazione intesa a sostenere la potenza di fuoco dei russi impegnati nell’offensiva siriana ma soprattutto – considerato che Mosca ha già una base aerea in zona

pc 28 ottobre - Almaviva, nuova fumata nera: nelle assemblee i lavoratori hanno detto NO alle condizioni di Exprivia

L'azienda che gestirà il call center Enel a partire dal primo gennaio si è detta disposta ad assorbire i 300 centralinisti palermitani, ma con contratti a tutele crescenti. I sindacati hanno respinto tutte le proposte. Se ne riparlerà tra due settimane

27 ottobre 2016
Almaviva, nuova fumata nera: no dei sindacati ai contratti di Exprivia
I sindacati respingono tutte le proposte, e su trecento dipendenti palermitani del call center Almaviva torna a incombere il rischio trasferimenti. Il governo sta facendo pressione su

pc 28 ottobre - ANCHE CONTRO QUESTE VIOLENZE REAZIONARIE, S/CATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE! 25 NOVEMBRE A ROMA - dal blog femminismorivoluzionario

ANCHE IO A ROMA, CONTRO TUTTE LE VIOLENZE DI QUESTO SISTEMA BORGHESE

Al fianco delle nostre sorelle migranti
A difesa del diritto d'aborto

Razzismo! Questa la violenza scatenata da gente (gentaglia) di Gorino, a cui hanno dato man forte Lega, Forza Nuova, ecc., contro 12 donne migranti, una incinta all’ottavo mese e 8 bambini.  
Una violenza a cui il prefetto di fatto ha legittimato e reso pericoloso precedente, consentendo che fossero cacciati da quel paese le migranti.

Dopo il respingimento, nella chiesa di Gorino ci si accorge di un cartello, affisso, pare, 2 mesi prima dal parroco, che esordisce con: “Visto che noi siamo, per voi, infedeli: ma perché non ve ne andate nel vostro califfato di Iraq con il santo Califfo El Bagdadi, il quale vive di armi e uccide a tutto spiano coloro che non sono sunniti?”.
Quel cartello, considerato semplicemente “inopportuno” dalle autorità di Gorino, è chiaramente istigazione al razzismo. La lista degli “eroi nazionali” di Salvini si allunga e così l’ipocrisia di questo governo.
"L'Italia che conosco li accoglie" dice Renzi, ma quella che a questo governo, a questo Stato serve, è quella che soffia sul fuoco dell’intolleranza e del razzismo per deragliare il disagio sociale, per innalzare muri contro i migranti e continuare ad attaccare sempre di più diritti e dignità. Il razzismo sarebbe perseguibile secondo le leggi di questo stesso Stato, ma ciò che a questo Stato, a questo governo serve è reprimere le lotte sociali e prevenirle, trasfigurandole in scontri di civiltà. “L’Italia ripudia la guerra” è quanto ancora scritto nella nostra Costituzione, ma ciò che a questo governo, a questo Stato, a questo sistema capitalistico serve è proprio la guerra.
Razzismo e imperialismo sono 2 facce della stessa medaglia, quella che questo marcio sistema capitalistico usa, per far pagare la sua crisi a chi non ha colpe.
Quelle 12 donne migranti, con i loro bambini sono il frutto di questa guerra, sono il frutto delle politiche di questo Stato con i suoi governi, che toglie ai poveri per dare ai ricchi, che fa affari con le borghesie più reazionarie degli altri continenti, che produce il vero “terrorismo”, devastando a suon di bombe il Medio Oriente e l’Africa, da cui quelle 12 donne migranti e quegli 8 bambini sono fuggiti.

Presto Renzi conoscerà davvero  l’Italia che li accoglie.
Il 25 novembre a Roma, davanti a Montecitorio, noi donne proletarie, lavoratrici, disoccupate, braccianti, migranti in lotta vogliamo "accogliere" con gioia le nostre sorelle della Guinea, della Nigeria e della Costa d'Avorio.
Contro il razzismo e il fascismo di Stato
Assediamo i palazzi del potere!
S/cateniamo la nostra ribellione!

Aborto, a Bari Asl consegna documento con rimprovero dopo l’intervento: “L’ivg ha implicazioni di ordine morale” 
I sepolcri imbiancati che di mestiere fanno gli obiettori, adesso cercano anche di colpevolizzare le donne che dopo aver abortito vengono "rimproverate come bambine cattive", speculano sul corpo delle donne, ne vogliono minare l'autodeterminazione, ricacciare in un moderno medioevo, sottomesse, a casa a sfornare figli a fare da serve, a sopportare violenze di ogni genere, infine se vengono stuprate e uccise se la sono cercata.
L'Asl ha garantito che il documento verrà ritirato. In Italia il 70% dei ginecologici è obiettore, senza contare che in alcune regioni questa percentuale sale al 90% e che ci sono strutture ospedaliere dove la percentuale sale al 100%
“Gentile signora su sua richiesta è stata sottoposta a ivg. Le auguriamo che l’intervento cui è stata sottoposta in data odierna rimanga unico. L’ivg ha delle implicazioni di ordine morale, sociale e psicologico e non solo una mera procedura chirurgica o farmacologica ma un rischio per la stabilità emotiva della donna con possibili ripercussioni sul piano relazionale. Perciò si dovrà adottare un valido metodo contraccettivo affinché la vita affettiva e sessuale possa svolgersi serenamente”.
Sono queste le parole che una donna ha dovuto leggere dopo aver abortito nell’ospedale Fallacara-Di Venere (Bari) e riportate in un documento della Asl che, come riporta La Repubblica, le è stato consegnato a intervento eseguito.
Ma contro questo sistema moderno fascista contro i governi, i padroni gli Stati che odiano le donne, noi proletarie, donne sfruttate, disoccupate, braccianti, immigrate, che più subiamo questa ignobile violenza, vogliamo scatenare la nostra ribellione!

IL 25 NOVEMBRE, giornata internazionale contro la violenza sessuale, TROVIAMOCI A ROMA IN P.ZZA MONTECITORIO DALLE ORE 9,30, PER DENUNCIARE E LOTTARE NON SOLO CONTRO UNA VIOLENZA MA CONTRO TUTTE LE VIOLENZE CONTRO LE DONNE DI QUESTO SISTEMA!

pc 28 ottobre - ORA FERMINO I CANTIERI!

Mercoledì ventisei ottobre, i Carabinieri eseguono, in diverse regioni italiane, ventuno misure cautelari per altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, e tentata estorsione; quattordici di queste sono personaggi legati al Terzo Valico ferroviario dei Giovi: avrebbero, negli anni, commesso gravissimi reati – corruzione, concussione, turbativa d’asta – in relazione all’aggiudicazione di appalti per 324 milioni.
“Secondo l’accusa – scrive la newsletter della televisione privata genovese Primocanale – i quattordici, che sono agli arresti domiciliari, avrebbero 'inquinato' quattro lotti di gare di appalti:

giovedì 27 ottobre 2016

pc 27 ottobre - Un saluto a pugno chiuso ad una indispensabile compagna!


E' morta oggi  la compagna Adriana Chiaia

La ricorda  Paola Staccioli
Gli indispensabili sono coloro che lottano tutta una vita, diceva Bertolt Brecht.
La compagna Adriana Chiaia sicuramente è una indispensabile.
Facciamole sentire il nostro affetto e la nostra solidarietà!

Molti ricordano questo libro, la sua decisa battaglia contro la dissociazione e a fianco dei prigionieri politici che non hanno rinnegato il proprio passato. Una lotta che l’ha portata per un periodo anche nel carcere speciale di Voghera.

Altri ricordano il suo impegno per Cuba, o quello contro tutte le falsificazioni nella ricostruzione storica del movimento comunista internazionale... di Adriana si possono ricordare molte cose, perché la sua lunga militanza non è mai venuta meno. Ora Adriana, sulla soglia dei 90 anni, ha avuto gravi problemi che per il momento la tengono bloccata in ospedale. Ma nonostante ciò non si abbatte… e anche oggi mi ha ripetuto, tra le altre cose, che la rivoluzione è possibile e necessaria... e nessuno potrà fermarla...

Adriana non ha familiari. Ma ha tutti noi, i compagni e le compagne che la stimano.

Paola Staccioli

pc 27 ottobre - FORMAZIONE OPERAIA - UN INTERVENTO: I "PROPAGANDISTI DELL'IMPERIALISMO BUONO"

Pubblichiamo oggi un intervento di un compagno di Alessandria sulla Formazione Operaia pubblicato nelle passate settimane. Prendiamo l'occasione per invitare altri compagni, compagne, lavoratori, giovani a intervenire e a leggere i 2 Quaderni sulla Formazione Operaia su L'Imperialismo, finora usciti, che raccolgono i testi della FO usciti dal 28 gennaio al 28 luglio.

Cari compagni,

leggendo la critica alla seconda parte del settimo capitolo de "L'imperialismo" di Lenin - e segnatamente la parte che riguarda i riformisti finto antimperialisti - mi è venuto da fare una considerazione, molto semplice, che concerne un'altra fondamentale opera del compagno Vladimir Ilic Uljanov: "Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa".

In questo scritto epocale Lenin sostiene che "dal punto di vista delle condizioni economiche dell’imperialismo, ossia dell’esportazione del capitale e della spartizione del mondo da parte delle potenze coloniali ‘progredite’ e ‘civili’, gli Stati Uniti d’Europa in regime capitalistico sarebbero o impossibili 
o reazionari".

Il rinnegato Kautsky afferma che "
l’imperialismo non è il capitalismo moderno, ma semplicemente una forma della politica del moderno capitalismo”, e ne fa discendere che non bisogna cambiare l'approccio verso di esso.
Per contro, Lenin dimostra che questa posizione altro non è che "una più raffinata e coperta (e perciò più pericolosa) propaganda per la conciliazione con l’imperialismo”. E’ banalmente la teoria della possibilità di esistenza di un “imperialismo buono”. E i riformisti prima chiedono agli imperialisti di essere buoni e poi si riducono a propagandisti dell’”imperialismo buono”.

Ecco, questa è, a mio avviso, la posizione corretta da cui partire per analizzare - e demolire - tutte le teorie che si sono diffuse negli ultimi decenni all'interno di quello che penso si possa definire il 'campo revisionista': dal Socialismo del XXI Secolo, al solito vecchio e trito discorso delle 'riforme di struttura' (dette anche terza via) di togliattiana memoria.

E' evidente che, almeno nel panorama italiano, si assiste ad un ritorno del togliattismo e contemporaneamente ad una affascinazione di buona parte della restante sinistra 'comunista' per quel caudillismo, che poco c'entra con il socialismo, che governa molti Stati dell'America latina.
Si tratta in ambedue i casi di teorie che negano la possibilità della trasformazione della società in senso socialista, ed in prospettiva comunista:
si ammantano di frasi 'rivoluzionarie', ma finiscono per sostenere regimi oggettivamente di altra natura.

Stefano Ghio - Alessandria/Genova

mercoledì 26 ottobre 2016

pc 26 ottobre - India: L’ESERCITO COLPISCE COME ISRAELE DICE MODI

L’INDIA IN RAPIDO MOVIMENTO VERSO IL FASCISMO SOTTO IL PARTITO INDU’ BHARATIYA JANATA PARTY. L’ESERCITO COLPISCE COME ISRAELE: DICE IL PRIMO MINISTRO DELL’INDIA
    The Asian Age 19 Oct 2016
Il primo ministro Narendra Modi ha paragonato i recenti attacchi chirurgici anti-terroristici dell'esercito attraverso la LdC (La linea di controllo è il nome dato alla linea di demarcazione militare che divide le zone del Kashmir controllate dall'India da quelle controllate dal Pakistan) agli

pc 26 ottobre - Brasile: la lotta di classe si sviluppa in tutti i campi...

Le scuole occupate promuovono manifestazioni a São José dos Pinhais
Gli studenti sostengono la lotta delle masse contro gli attacchi di Temer. Segnando l'avanzamento ad un livello più alto della lotta per l'istruzione pubblica, gli studenti delle scuole occupate a São José dos Pinhais hanno organizzato, il 18 e il 21 ottobre, manifestazioni per le strade bloccando la città.
Non senza conseguenze, hanno subito il primo giorno la repressione della truculenta PM, la stessa che si è specializzata nel riservare un trattamento speciale ai docenti della rete statale nell'episodio famigerato del massacro del 29 aprile, applicando ora  la stessa violenza contro gli studenti. Hanno cominciato con le intimidazioni: subito gli agenti della repressione hanno spruzzato spray al pepe sui volti degli studenti, che sono rimasti fermi nella loro decisione di bloccare le corsie di uno dei principali viali della città.
Gli studenti occupano IFRO
Circa 300 studenti dell’IFRO - Vilhena (liceo integrato e di laurea in Matematica) hanno occupato la mattina del 20 ottobre, gli immobili del campus. Il manifesto pubblicato afferma che l'occupazione è per fermare il PEC-241/2016, contro il taglio dei fondi per l'istruzione.
La mattina di questo giorno, in solidarietà con l'occupazione, gli studenti dell’IFRO – campus Colorado D'Oeste hanno tenuto una protesta nella BR 364, a Vilhena. Anche gli studenti del campus di Cacoal si sono uniti alla protesta.
Repressione: leader indigeni arrestati nel sud di Bahia
Il 21 ottobre, il capo Tupinambá del villaggio Tamandaré, Luciano Acauã e un altro dei suoi leader, Dinho, sono stati arrestati in un'azione irregolare della polizia militare insieme alla polizia civile.
Secondo la denuncia dei sostenitori della lotta indigena, i leader erano accusati, per giustificare gli arresti da parte della repressione, di aver piantato droga.
Denunciano anche che non è la prima volta che questo tipo di situazione si verifica, visto che si tratta del piano del vecchio stato borghese per fermare la lotta indigena.
I leader indigeni sono tenuti in carcere a Ilhéus, Bahia.

Lotta dei popoli indigeni
João Natalício dos Santos, leader storico del popolo Xukuru-Kariri è stato crudelmente assassinato per aver lottato per il sacro territorio.

(dal giornale A Nova Democracia)

pc 26 ottobre - Processo Ilva: occorre mettere fine alle udienze monopolizzate dai legali di Riva e soci! Ma per questo è necessaria una presenza di massa al processo - L'intervento degli avv. di Torino delle parti civili Slai cobas

Questa mattina è in corso una nuova udienza del processo Ilva in cui i PM dovranno respingere il nuovo tentativo degli avvocati di Riva, Ilva e soci di trasferire il processo da Taranto. 
E' chiaro che si tratta soprattutto dell'ennesima manovra di allungare i tempi, di far prescrivere buona parte dei reati - e questa volta, cosa gravissima, con una persecuzione personale dei magistrati e giudici popolari. 

Ma a questa situazione, in cui ancora non si vede quando potrà iniziare la fase dibattimentale, occorre mettere fine, altrimenti la "fine" del processo è nota...
Occorre mettere fine pretendendo una diversa linea e atteggiamento del presidente della Corte D'Assise che non mette limite al monopolio da parte dei legali degli imputati di tempi e numero di interventi.
Ma occorre mettere fine soprattutto con una presenza di massa delle parti civili e della popolazione al processo. 

Al contrario di quello che vanno blaterando alcuni ambientalisti e loro associazioni sul fatto che sarebbe bene non andare al processo per non dare adito agli avvocati dei Riva, LA REALTA' STA DIMISTRANDO CHE PROPRIO AVENDO CAMPO LIBERO GLI AVVOCATI DEI RIVA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO, CHIEDONO IL TRASFERIMENTO DEL PROCESSO E MILLE ALTRE ECCEZIONI!!
Quindi chi dice di "non andare" è criminale, sta oggettivamente favorendo Riva e complici della morte di tanti lavoratori e cittadini!

Riportiamo stralci dell'intervento dei legali di Torino delle parti civili presentate dallo Slai cobas per il sindacato di classe, su questa inqualificabile richiesta di spostamento del processo:

"... pur quando il magistrato abbia adottato, a proprio nome e per proprio conto, un atto di impulso del procedimento (quale è la denuncia) non trova applicazione il disposto dell’art. 11 c.p.p. se il magistrato non abbia poi anche assunto la veste formale di persona offesa o quanto meno di danneggiato.

Nel caso di specie, nessuno dei magistrati procedenti ha assunto la qualità di persona offesa da reato, né quella di danneggiato. Non è sufficiente la mera prospettazione astratta di un danno teorico, ma occorre, per il trasferimento di competenza, l’assunzione formale di tale qualità...


ipotizzare che sia sufficiente un mera ed astratta ipotesi che uno dei magistrati sia potenzialmente danneggiato consentirebbe di paralizzare un gran numero di processi, potendosi sempre trovare, nel distretto, un magistrato che possa astrattamente lamentare un danno, magari, a titolo esemplificativo, per aver avuto una azione della grande impresa fallita; o qui, essendosi costituiti lamentando un danno anche la regione Puglia ed alcuni Ministeri, sarebbe sufficiente che un magistrato risieda in Puglia o in ipotesi estrema sia cittadino italiano, per lamentare un danno! O chi può escludere che un magistrato anche del distretto di Potenza, o anche di altri distretti italiani, abbia acquistato e mangiato un formaggio prodotto in una delle masserie di cui al capo H, magari in quanti in vendita in un negozio sito vicino la sua abitazione di Potenza, e magari anche in un negozio di Catanzaro – e così via di distretto in distretto - ed abbia dunque forse patito un potenziale danno?)...

pc 25 ottobre - Bologna - lo Stato borghese e le autorità universitarie scatenano la polizia contro gli studenti in lotta

cuascoA Bologna succede che una iniziativa di autoriduzione sul costo del pranzo alla mensa di piazza Puntoni, focalizzata sull'attacco e sulla segnalazione dei costi proibitivi del servizio, venga affrontata con un ingente schieramento di polizia in assetto antisommossa.
I reparti celere si sono attestati a protezione della mensa sin dal mattino, con un atteggiamento provocatorio finalizzato alla difesa dei privilegi di Elior, cooperativa che gestisce il servizio di ristorazione per conto dell'Ergo, l'Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio. Elior specula su un diritto fondamentale imponendo i prezzi più alti d' Italia ad una mensa universitaria che sembra un ristorante anziché assolvere alla sua funzione di garantire un

pc 25 ottobre - i peshmerga kurdi irakeni, sempre al servizio dell'imperialismo,


Redazione di operai Contro, Dopo il Si di Obama alle riforme istituzionali, il governo incassa il grazie dei Peshmerga . “Oggi possiamo fare tutto grazie all’addestramento dell’Esercito italiano. Grazie Italia, […]

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il governo incassa il grazie dei Peshmerga .

“Oggi possiamo fare tutto grazie all’addestramento dell’Esercito italiano. Grazie Italia, il vostro popolo e il vostro governo è amato da tutti in Kurdistan”


pc 25 ottobre - Roma: Stato, Governo, Istituzioni... solo e sempre repressione! Solidarietà ai compagni

 Sorveglianza speciale a Luca e Paolo, non ci faremo intimidire

gffdg gcfÈ notizia di poche ore fa che Luca e Paolo, volti pubblici della lotta per il diritto all'abitare di Roma e del paese sono stati condannati a un anno di sorveglianza speciale.
Dopo le settimane di detenzione domiciliare, le decine di processi, le firme la procura di Roma scrive un'altra vergognosa pagina di attacco alle lotte sociali. Si conferma l'interpretazione sbirresca che relega alla condotta di singoli individui, bollati come violenti per indole e inclini a commettere reati, il giudizio su esperienze collettive di migliaia di persone che quotidianamente si organizzano per garantirsi una vita dignitosa.
Nel attesa che siano i compagni e le compagne della lotta per il diritto all'abitare di Roma a prendere parola, sentiamo l'urgenza di esprimere la nostra solidarietà ai compagni colpiti da questa infame misura. Abbiamo avuto affianco Luca e Paolo decine di volte, noi come chi a Roma paga la colpa di non avere una casa o di subire uno sfratto. Abbiamo imparato a conoscere la loro determinazione e sappiamo che non sarà questo a fermarli. Sappiamo che le ragioni di chi si oppone con coraggio alla speculazione sulle nostre vite sono più forti dei tentativi intimidatori di procure e questure. La violenza criminale è quella che priva migliaia di persone di un alloggio dignitoso non certo quella di chi alza la testa.
la redazione di Infoaut

pc 25 ottobre - Contro i cittadini-fogna razzisti, 'italiani di m...'. che disonorano la storia del nostro paese - Solidarietà con i migranti

Il razzismo sarebbe perseguibile secondo le leggi di questo stesso stato e invece la Prefettura cede ai razzisti-fascisti

goro2Barricate per impedire la sistemazione di dodici donne migranti con i loro figli a Goro e Gorino, due paesini del Delta del Po. La decisione finale da parte delle istituzioni di cercare altri luoghi da deputare all'accoglienza, creando un pericolosissimo precedente. Questa la cronaca della nottata che ha visto i paesini della provincia ferrarese macchiarsi di una pesante pagina di razzismo e di disprezzo. Dopo ore di blocchi stradali, iniziati nel pomeriggio di lunedì, le autorità si piegano e accettano di spostare le donne (tra cui una incinta) provenienti da Guinea, Nigeria e Costa d'Avorio, in altre soluzioni tra Ferrara e zone limitrofe.
La decisione delle forze dell'ordine di non intervenire, ponendo fine al blocco, rende bene l'idea di

pc 25 ottobre - Per gli operai e lavoratori migranti sempre più rischi per la sicurezza sul lavoro

Circa 5 milioni di lavoratori stranieri in Italia - tantissimi nel settore costruzioni.
La maggioranza sono rumeni, seguiti da albanesi. marocchini, cinesi e ucraini - dati naturalmente delle statistiche ufficiali.
Tantissimi non risultano perchè a nero in tutti i settori lavorativi.
Svolgono le mansioni più pericolose, e in posti di lavoro in generale non a norma sicurezza, quindi con un rischio infortuni e vita ancora più alto dei lavoratori italiani.
La percentuale di morti sul lavoro è il 18%, percentuale relativa ai lavoratori stranieri che risultano; quindi molto più alta in realtà se si tiene conto del loro numero - più basso di quello dei lavoratori italiani - e ancora.. dei tanti lavoranti a nero che non risultano.

Organizzare la lotta dei lavoratori migranti, significa organizzare una reale difesa sul fronte della sicurezza e salute.

lunedì 24 ottobre 2016

pc 24 ottobre - Che succede alla Fiom di Pisa? “Il sindacato è un’altra cosa” continua a denunciare la mancanza di democrazia dentro la Fiom… dopo tutto quello che la Fiom ha già fatto? sarebbe ora di smetterla ogni volta di “cadere dal pero”



Comunicato sindacatoaltracosa in FIOM – Pisa
Alla CGIL provinciale
Alla CGIL regionale
Alla CGIL nazionale
Alla FIOM nazionale
Agli iscritti FIOM della provincia di Pisa
Agli organi di informazione
Nella FIOM di Pisa, in particolare nel suo Direttivo, da quando ne è segretario Marco Comparini, ex “Coordinatore Unico” della RSU della Continental, continuano a verificarsi violazioni dei  principi della democrazia interna e dello Statuto della CGIL.
1) Negli ultimi due Direttivi si trattava di sostituire membri dimessi del Direttivo e dell’Assemblea Provinciale della FIOM, in rappresentanza dell’Area di minoranza “Il sindacato  è un’altra cosa”. Per Statuto, e prassi consolidata,  nella CGIL ogni Area sceglie i propri rappresentanti negli organi dirigenti. Nei due Direttivi, l’Area di maggioranza ha invece per due volte affermato il diritto e il potere della maggioranza di scegliere anche i rappresentanti  della minoranza. Infatti, ha respinto la lista proposta, ha imposto modalità di votazione al di fuori di qualsiasi prassi nella CGIL e ha preteso di esaminare e votare separatamente ciascun rappresentante della minoranza. Il tutto per mettere il veto su uno dei compagni proposti, lavoratore della Continental.
2) Nel penultimo Direttivo, la maggioranza ha votato un “Regolamento” interno che viola apertamente  sia la lettera che lo spirito di quanto esplicitamente previsto dallo Statuto della CGIL. Il “Regolamento” approvato prevede infatti  che per ogni assenza dal Direttivo debba essere prodotta una “giustificazione”, sottoposta alla valutazione non si sa di chi, e che dopo tre assenza “ingiustificate”  decada l’appartenenza al Direttivo.
Attribuire alla maggioranza il potere di scegliere tutti i componenti degli organi dirigenti significa abolire la rappresentatività di questo organi e far saltare le basi stesse di un’organizzazione democratica. Per questo,  in 14 membri dell’area di opposizione,  abbiamo abbandonato i due Direttivi, non intendiamo parteciparvi finché non saranno ristabilite le garanzie democratiche statutarie e abbiamo deciso di denunciare pubblicamente, a tutti gli iscritti FIOM della provincia di Pisa, questa situazione di autoritarismo e di arbitrio.  Abbiamo presentato in proposito ricorso agli organi preposti della CGIL.
Autoritarismo e arbitrio che caratterizzano tutta la gestione della FIOM di Pisa, come dimostrano diversi altri episodi:
Il Segretario Provinciale ha tentato, in occasione dell’elezione della RSU Piaggio, di imporre ai candidati la sottoscrizione di un documento dai contenuti arbitrari e in violazione dello Statuto della CGIL, facendo marcia indietro solo all’ultimo momento e di fronte al rifiuto di candidati dell’area di maggioranza.
In Piaggio è arrivato a consentire il finanziamento della FIOM alla stampa dei volantini solo per quelli da lui approvati.
Nell’ultimo  Direttivo, dopo la nostra uscita, è stato messo in votazione,  e poi approvato, senza alcuna verifica sui fatti, un documento, presentato da due membri del Direttivo, uno dei quali è della Continental  e molto legato al Segretario, che altro non è che un elenco di calunnie  nei confronti di delegati Piaggio e Continental della nostra Area.
                                                        L’Area “il sindacato è un’altra cosa” nella FIOM – Pisa 
(ripreso da Operaicontro)