sabato 16 maggio 2015

pc 16 maggio - Volantinaggio alla Breda: I vostri compagni uccisi dall'amianto! I nostri familiari bruciati dal fuoco!

Sono passati 6 anni dal disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009. Una strage che ha provocato 32 vittime, feriti gravi e gravissimi e la distruzione di case ed edifici situati in via Amilcare Ponchielli, la piccola strada che costeggia la ferrovia. Siamo familiari delle Vittime, ferrovieri, cittadini di Viareggio. Siamo qui per invitarvi alla manifestazione del 29 giugno a Viareggio. La manifestazione del 29 luglio 2009, ad un mese dalla strage, si apriva con lo striscione “Organizzarsi e mobilitarsi per la sicurezza e la salute”. Non abbiamo cambiato idea: senza lotta per i lavoratori e le lavoratrici non c’è alcuna possibilità di avanzamento. E’ questo l'insegnamento che viene dal movimento operaio e popolare di ogni parte del mondo. E' anche l’insegnamento che abbiamo tratto dalla nostra esperienza in questi 6 anni.
La strage di Viareggio si è scatenata in 38 secondi, producendo morte, ustioni indelebili e distruzione. Per noi il killer è stato il fuoco. Il killer che uccide nella vostra fabbrica si chiama amianto e uccide anche a distanza di anni. Si può, inoltre, morire in altri modi e in tempi diversi, immediatamente o dopo giorni o mesi d'agonia. Ma per tutti il mandante è unico. E’ questo sistema i cui profitti, evidentemente, valgono più di 100, 1.000, 10.000 persone e delle loro famiglie. Questo confermano le sentenze di assoluzione o prescrizione per padroni e manager della Thyssen, dell’Eternit, della Marlane, e quelle che riguardano la Breda.
Questa “giustizia” rasserena molto chi, come il presidente della Thyssen krupp, all’indomani della sentenza storica di 1° grado che condannava per omicidio volontario l’Ad Espenhahn, si chiedeva quale sarebbe stata la conseguente giurisprudenza in tema di sicurezza sul lavoro: “Noi restiamo in Italia, ma dopo la situazione venutasi a creare con il verdetto di Torino, sarà difficile lavorare da voi”.
Ma non basta. Vogliono e ottengono una protezione a 360 gradi, quella che serve sul mercato globale. Come la protezione assicurata all’ex Ad di Ferrovie Moretti, primo imputato nella strage ferroviaria di Viareggio, rinominato AD di ferrovie dal governo Berlusconi ad un anno dalla strage, rinominato dal governo Letta a pochi giorni dal rinvio a giudizio, promosso Ad di Finmeccanica dal governo Renzi. Lo stesso che definì la strage ferroviaria di Viareggio uno “spiacevole episodio” e che minacciò di andarsene se il governo gli avesse ridotto lo stipendio. Ed è stato assecondato, dagli 873.000 mila euro in Fs è passato ad un milione e 400 mila in Finmeccanica. E al suo posto ha preteso che fosse nominato il suo braccio destro, Michele Elia, pure lui rinviato a giudizio.
Perché lo Stato li assolve e li protegge? Moretti è arrivato a Finmeccanica sull’onda, a 300 all’ora, del Frecciarossa. I morti non contano. De Gennaro (altro che dimissioni!) era capo della polizia e responsabile durante il G-8 a Genova. E' la sua lunga carriera che lo fa stimare all'estero. La “macelleria messicana” alla Diaz conta, eccome. Fare a meno di loro significa rischiare di uscire dalla scena economico-politica internazionale. Questo è il mercato, dove si compra e si vende. Nel vostro caso, della Breda, siete stati venduti per rafforzare i settori di business di Finmeccanica legati all’Hi-Tech Aerospaziale, Difesa e Sicurezza. Settori stimati in salita da 445 miliardi di dollari del 2014 a 550 nel 2019 e a 630 nel 2023. Per i lavoratori, fra l’acquisto di un padrone e la vendita a un altro, c’è sempre sfruttamento, repressione, esuberi, licenziamenti, malattie, incidenti sul lavoro.
In questi anni, e continueremo a farlo, abbiamo ricordato a tutti cosa è accaduto a Viareggio e come e perché è accaduto. Non per chiuderci nella nostra particolare tragedia ma per aprirci e unirci. Anche a voi. Cominciando dal prossimo 29 giugno.

- Associazione “Il mondo che vorrei” (info@ilmondochevorreiviareggio.it)

- Assemblea 29 giugno (assemblea29giugno@gmail.com

pc 16 maggio - India appello del PCI Maoista contro la riorganizzazione dei paramilitari fascisti Salvajudum

Solleviamoci contro l del salva judum-2  sotto il nome di Vikas Sangharsh Samithi (Comitato di lotta per lo sviluppo)!


Comitato Speciale di Zona - Dandakaranya
Partito Comunista dell'India (Maoista)

Ormai tutti voi saprete che il figlio di Mahendra Karma, il compradore numero uno delle classi dominanti e sfruttatrici, morto per mano del PLGA [Esercito Popolare Guerrigliero di Liberazione] nell'imboscata di Jeeramghati, Chavindra Karma, insieme con Chaitram Attami, P.Vijay, Sathar Ali e altri sicari dello stesso tipo sopravvissuti agli attacchi del PLGA durante la precedente operazione salwa judum insieme agli scagnozzi del BJP [Bharatiya Janata Party], ha annunciato il 5 maggio che avrebbero dato inizio all'operazione salva judum-2 per il bene della "pace" e dello "sviluppo" del Bastar, con il nome di Vikas Sangharsh Samithi (che significa comitato di lotta per lo sviluppo). Questo cosiddetto comitato di lotta per lo sviluppo non è altro che una banda organizzata di assassini prezzolati della famiglia del [Partito del] Congresso Karma a protezione del governo fascista indù del BJP, sicari del BJP e potenti famiglie antipopolari. Questo per contribuire ad intensificare l'attuale crudele, militare, repressiva campagna che va sotto il nome di Operazione Greenhunt.
Perché un'altra operazione salva judum?
In nome della "pace" e dello "sviluppo" il salva Judum-2, in sostanza, serve ad intensificare l'attuazione della campagna repressiva fascista organizzata militarmente Green Hunt, al fine di vendere le risorse naturali dello Stato ai giganti capitalisti nazionali ed esteri e per eliminare il potere del popolo, il janathana sarkar che sta fiorendo nel Dandakaranya per una vera autonomia e un vero sviluppo.
L'obiettivo reale di questa campagna è quello di spianare la strada alla borghesia burocratica compradora dei Tata, Essar, Jindal, Mithal, Neco e alle Multinazionali come TPG nel Dandakaranya ricco di risorse. Con queste multinazionali sono stati firmati MoU [Memorandum of Understanding – Accordi] per centinaia di milioni di rupie. Il MoU nel campo dei progetti per l'acciaio con Tata ed Essar è pari a circa 17 milioni. Secondo una stima, è in corso attualmente una corsa all'acquisizione di quasi centomila acri di terra, che è per lo più quella degli adivasi. Tutto ciò equivale alla violazione dei diritti previsti in favore degli adivasi secondo il 5° paragrafo della Costituzione e la legge PESA. Le miniere di ferro di Raoghat, Chargaon, Barabaspur, Kuvve, Budhiyarimad, AMDAI, Thulad situate da un angolo all'altro di tutto il Bastar, più di due dozzine di miniere di ferro, tra cui Pallemad in Rajnandgaon, Surjagarh in Gadchiroli e molte altre miniere sono state date in affitto ai capitalisti nazionali ed esteri. In aggiunta a questo, diversi MoU sono stati firmati per giganteschi impianti siderurgici con Tata, Essar e altre società e anche NMDC [multinazionali minerarie]. Al fine di depredare le risorse facilmente e agevolare la circolazione delle forze armate, la linea ferroviaria Dalli Raoghat-Jagadalpur è stata creata con la forza con l'aiuto della polizia. Un quarto del territorio della tribù primitiva Madia gond nel Maad, distretto di Narayanpur, sarà trasformato in un centro militare con una scuola di formazione militare. Tutti questi progetti si trovano ad affrontare una dura resistenza da parte del movimento popolare. È al solo scopo di avviare questi progetti, che le forze di polizia statali, le forze statali paramilitari centrali come CRPF, BSF, ITBP vengono dispiegate in decine di campi e stazioni di polizia. Questo processo è ancora in corso. Con il pretesto del pattugliamento, queste forze stanno scatenando continui attacchi contro i villaggi. Falsi scontri, massacri, falsi arresti sono diventati una caratteristica normale in questa area. Nel protestare contro questa repressione, si sta intensificando la lotta popolare contro gli sfollamenti forzati. Gli abitanti di questa zona sono in prima linea nella lotta contro la legge del governo centrale sull'acquisizione della terra. L'annuncio del salva judum-2 poco prima della visita del principale servo dei giganti delle multinazionali, nazionali ed estere, Narendra Modi, è da vedere in questo sfondo.
Qual è il significato di pace e sviluppo per le classi dominanti?
Per le classi sfruttatrici e dominanti, il significato della pace è violenza, razzia, atrocità e
sfruttamento del popolo. E, inoltre, che il popolo deve sopportare la repressione in silenzio. Se parla allora si dice che la pace è stata violata. Coloro che mettono in dubbio, protestano e alzano la voce contro gli stessi vengono marchiati come terroristi, estremisti, naxaliti e maoisti. Gli si può dare la caccia. La pace in sé per loro significa violenza. Il silenzio delle masse in lotta è la pace. Le normali masse popolari sono tenute in fame, povertà, vergogna e morte per il profitto dei capitalisti.
Sviluppo nei termini usati dai governi dello sfruttamento è lo sviluppo dei latifondisti, dei capitalisti burocratico-compradori e degli imperialisti e dei dirigenti dei burocrati.
Sviluppo significa mega industrie, grandi progetti minerari, grandi dighe, zone economiche speciali, corridoi industriali, progetti atomici, centri dell'esercito e dell'aviazione, scuola di addestramento militare, ampie e splendenti strade, superautostrade, hotel a 5 stelle, grattacieli, torri per la telefonia mobile, banche e stazioni e campi di polizia.
Sviluppo significa distruggere acqua foresta e terra e le risorse minerarie del popolo. Sviluppo significa per loro distruzione dell'ambiente. L'estrazione indiscriminata di risorse da parte dei capitalisti sta causando la perdita irrecuperabile dell'ambiente. Prendiamo l'esempio di Raoghat. Raoghat è considerata importante per i monsoni in Asia. L'industria mineraria in questa catena montuosa ha effetti sui monsoni nel Bastar. È un fatto noto che il progetto minerario Bailadilla ha creato un sacco di distruzione che ha toccato il popolo del Bastar. È noto a tutti che la tubazione sotterranea della Essar da Bailadilla a Visakhapatnam ha portato alla diminuzione del livello dell'acqua sotterranea in Bastar. La tubazione ha abbassato il costo del trasporto del minerale di ferro di Bailadilla da 300 rupie a tonnellata mediante collegamento ferroviario a 50 rupie per tonnellata che avvantaggia la società Essar. Il lavaggio del minerale di ferro di Bailadilla ha inquinato il fiume Malinger e così non solo gli esseri umani ma anche animali e gli uccelli non possono bere l'acqua. Il popolo inquinato a causa dell'acqua rossa di Bailadilla sta resistendo fortemente. Anche il fiume Mendki ha scatenato la stessa ira a causa del progetto Raoghat. Così come sviluppo significa spostamento forzato e distruzione del popolo.
Sviluppo per il popolo significa cibo, acqua, vestiario, alloggio, terra, educazione, salute, occupazione, irrigazione e altre strutture. Ma i governi dello sfruttamento non sono per niente disturbati dai problemi e dalle strutture di base del popolo. I governi stanno attuando false riforme con lo scopo di distrarre il popolo dal movimento rivoluzionario e di attirare verso di sé una piccola parte del popolo. Stanno spendendo milioni di rupie tratti dai fondi del popolo per le infrastrutture di base per il profitto dei giganti capitalisti nazionali ed esteri e per la macchina statale repressiva fatta di strade, torri per la telefonia mobile, campi di polizia, linea ferroviaria e dighe. Solo una piccolissima parte viene spesa per i servizi infrastrutturali per la gente comune. Nel tempo che impiega a raggiungere il villaggio partendo dall'alto della macchina statale diventa meno di un quarto del budget assegnato. Secondo una stima più di 2 milioni e mezzo di persone stanno migrando in disperata ricerca di sostentamento dal Chathisgarh ogni anno lasciando amici e parenti. In questo processo si trovano ad affrontare saccheggi e atrocità. Il tanto propagandato MANREGA o qualsiasi altro progetto non sembra essere in grado di fermare la migrazione. Chathisgarh si trova al centro della vicenda dei suicidi di agricoltori. Tutti i dipendenti insieme con gli insegnanti sono frustrati da molti problemi. I governi usano lathi [grossi bastoni in dotazione alla polizia], carcere e armi come unica risposta ai problemi del popolo. Dai governi dello sfruttamento in quanto rappresentanti delle classi sfruttatrici e dominanti non ci si può mai aspettare che intraprendano un vero sviluppo per il popolo.
Al fine di mascherare il volto del terrorismo delle forze armate del governo si stanno mettendo in pratica programmi di azione civica. Le mani delle forze armate intrise di sangue del popolo distribuiscono articoli. Perciò salva Judum non è né una campagna di pace né per lo sviluppo.


Questo è lo sviluppo delle classi dirigenti
Questi sono i cosiddetti campi di accoglienza
Questo è il significato della pace delle classi dirigenti

La repressione non è nuova per il popolo del Dandakaranya
Il popolo in lotta del Dandakaranya ha combattuto contro molte campagne repressive negli ultimi 35 anni del movimento rivoluzionario. Esso ha sufficiente esperienza per affrontare e combattere tali campagne.
Jan Jagaran: La prima campagna di repressione chiamata jan Jagaran nel 1990-'91 ha visto i sicari assassinare i dirigenti e quadri delle organizzazioni di massa e picchiare centinaia di loro. Decine di donne sono state violentate. Il popolo in lotta ha sconfitto questa campagna con la direzione del nostro Partito. Ancora una volta, nel 1997-'98 un altro jan Jagaran abhiyan è stato sconfitto dal popolo armato con la direzione del partito in un breve periodo.
Qual è stata la pace e lo sviluppo di salva judum?
Salva judum non è stata né una campagna di pace né ha fatto nulla per lo sviluppo del popolo. Salva judum è stata una campagna militare organizzata repressiva fascista del governo centrale e di quello dello stato federale volta a reprimere il popolo che lotta per la pace e lo sviluppo. Oltre alla CRPF sono stati dispiegati in questa campagna anche le forze di Naga e Mijo. Gli edifici scolastici sono stati trasformati in rifugi delle forze di polizia. Settecento villaggi sono stati distrutti negli attacchi crudeli dai sicari del salva judum e le forze armate governative. Più di millecinquecento adivasi tra cui bambini di due anni e vecchi di 70 anni, sono stati uccisi barbaramente. Decine di massacri sono stati commessi. Centinaia di persone sono state arrestate con false accuse e messe in prigione. Molti sono stati messi all'ergastolo su false testimonianze. Centinaia di giovani donne sono state violentate. Molti sono stati aggrediti in massa e poi uccisi. I seni delle donne sono stati tagliati, le donne in gravidanza sono state uccise, gli uteri aperti e i feti appesi alle porte. Gli atti atroci e crudeli del salva Judum fanno sentire vergogna. Beni mobili e immobili del valore di milioni di rupie sono stati o saccheggiati o bruciati. I giovani adivasi sono stati attratti o terrorizzati affinché diventassero Spo [agenti di polizia]. Era come costringere qualcuno a togliersi da solo gli occhi per creare divisione sociale.
Con la scusa dei campi di soccorso sono stati creati campi di concentramento nel tentativo di prosciugare il movimento popolare. Ci sono stati attacchi implacabili ai villaggi e più di 80 mila persone sono state costrette a stare in questi campi, come mucche e bufali. La vita in questi campi era peggiore di quella nelle carceri. La violenza sessuale e l'oppressione sulle donne da parte delle forze armate del campo era diventata insopportabile ed una questione normale. Grazie ai continui sforzi di partiti e democratici la maggior parte delle persone che erano stufe della vita da tortura nei cosiddetti campi di soccorso Salwa Judum è tornata ai propri villaggi. Più di centomila persone sono emigrate nel Telangana, Andhrapradesh e Orissa per paura di attacchi, massacri, falsi scontri, atrocità e torture, lasciando tutti i loro averi. Vivono una vita da sfollati. A causa degli attacchi del salva Judum migliaia di persone sono senza casa e sono costrette a vivere nella foresta. Erano in una situazione di vita o di morte. Sarebbe giusto citare un intellettuale che ha detto che nei 25 anni del movimento maoista nello Stato nemmeno una casa singola degli adivasi è stata bruciata, ma nei 4 anni del salva Judum decine di migliaia ne furono bruciate e centinaia di migliaia sono i senza tetto.
Da notare che questo salva judum è indicato come un movimento spontaneo popolare e una campagna di pace. Si può facilmente comprendere quanto sia quello passato che il salva Judum proposto adesso possano essere di pace o no.
Il forte movimento di popolo e la guerra popolare sono stati intensificati contro la campagna. Progressisti, democratici, organizzazioni sociali, intellettuali, scrittori, insegnanti, avvocati, personale dei media del paese e in tutto il mondo hanno alzato la voce contro la campagna fascista repressiva del salva Judum. Sono scesi in strada e hanno intrapreso anche la battaglia legale. Il governo ha dovuto interrompere inevitabilmente il salva Judum.
Operazione Green Hunt: A causa della campagna repressiva militare fascista su scala nazionale Operazione Greenhunt iniziata nell'agosto 2009, è stata intensificata la sicurezza nelle aree di lotta. Decine di battaglioni di polizia, forze paramilitari sono stati dispiegati e centinaia di campi e stazioni impiantati. Gli attacchi ai villaggi sono stati un fenomeno quotidiano. La politica di resa e di definitiva liquidazione è stata messa in evidenza. Stanno cospirando per terrorizzare il popolo attraverso massacri come quelli di Edsametta e Sarkingudem.
Sotto la direzione del Partito, il PLGA, il governo popolare janathana Sarkar, le organizzazioni di massa e i rivoluzionari stanno facendo sacrifici innumerevoli nella lotta contro l'Operazione Greenhunt. C'è una risposta senza precedenti contro la campagna repressiva fascista e la guerra contro il popolo e nel sostegno alla guerra popolare, da parte di organizzazioni di classe proletaria, partiti e organizzazioni maoiste, organizzazioni per i diritti umani, intellettuali, settori progressisti e democratici, personale dei media. Noi non solo speriamo, ma crediamo assolutamente che questa risposta andrà avanti in futuro e si rafforzerà.
Sponsorizzazione di Tata e Essar: si deve sapere che Tata ed Essar sponsorizzano salva Judum e che entrambe le società assegnano milioni di rupie in nome della CSR (Corporate Social Responsability) per gestire i campi di concentramento. Mahendra Karma, l'allora leader dell'opposizione e Baliram Kashyap l'allora deputato del partito di governo e altre persone anti-popolari di questo tipo che facevano propaganda per l'azienda e hanno cercato di costringere con la forza il popolo hanno ricevuto grandi quantità di soldi. Indubbiamente nel presente contesto le stesse aziende stanno anche sponsorizzando il Comitato di lotta per sviluppo al fine di avviare rapidamente i loro progetti. Non è fuori luogo citare la stampa quotidiana che parla di un ufficiale di rango IPS Giridhari Nayak, che è destinato a diventare il DGP dello Stato in un prossimo futuro e un altro dirigente IAS Durgesh Mishra che dovrebbe diventare presto segretario per l'industria hanno ricevuto migliaia di rupie per favorire la società dopo il loro arrivo a queste posizioni. Ciò dimostra chiaramente il metodo di lavoro delle grandi società. Acqua foreste e terra e le risorse potrebbero essere protetti solo intensificando la lotta contro gli sfollamenti forzati contro tutti i progetti minerari e industrie di Tata, Essar, Neco, Jindal, Mithal, TPG e altri aziende giganti nazionali ed estere.
Appello - Il nostro partito fa appello alle masse in lotta del Dandakaraya a combattere e sconfiggere l'attuale salva Judum con l'esperienza maturata negli ultimi due jan jagaran abhiyans e salva Judum.
Ci appelliamo agli adivasi, alle organizzazioni sociali non adivasi, Sarv adivasi Samaj, sarv Samaj poiché questa campagna è un grande pericolo per la sopravvivenza degli adivasi e non adivasi del Bastar, è necessario non solo stare lontano dalla campagna antipopolare, ma anche intraprendere una forte resistenza contro la stessa.
Ci appelliamo anche a tutti i progressisti e democratici, alle organizzazioni per i diritti umani, alle organizzazioni sociali di intellettuali, scrittori, artisti, insegnanti, avvocati, personale dei media a scendere in strada, alzare la voce in protesta contro la campagna organizzata repressiva fascista distruttrice e farsi avanti per proteggere acqua foresta e terra e le risorse e la sopravvivenza e l'identità degli adivasi.
Ancora una volta, il Salva Judum fatto di terrore e oppressione sta per iniziare. Il Bastar potrà essere protetto solo se questa campagna viene sconfitta. La guerra popolare e il movimento popolare devono essere intensificati e così le campagne repressive potrebbero essere sconfitte. Così l'organo del potere statale del popolo, il janathana Sarkar sarebbe rafforzato e ampliato. Solo così la fiducia in se stessi e il genuino sviluppo del popolo del Dandakaranya sono possibile.

Comitato speciale Zonale - Dandakaranya
Partito Comunista dell'India (Maoista)

pc 16 maggio - «Più diritti e più tolleranza», senegalesi in piazza a Genova


Circa 300 immigrati sono scesi in piazza per chiedere «più diritti e più tolleranza, meno razzismo»
Genova - Sono scesi in strada (nelle stesse ore in cui a Genova c'era Arnaldo Cestaro, n.d.r.) al grido "Libertà e solidarietà": erano oltre trecento le persone, in prevalenza immigrati senegalesi, in corteo dalla Commenda a piazza de Ferrari per chiedere «più diritti e più tolleranza, meno razzismo» in quella che considerano la loro città.
«Tanti fratelli nostri hanno bisogno del permesso di soggiorno e di una sanatoria - continua Olivo - ma il governo e questa città fanno finta di niente, non si trova una strada legale: ne abbiamo parlato due volte con l'ex sindaco Vincenzi, vogliamo un percorso legale per poter garantire un minimo di dignità a queste persone».
Il problema, lamentano i manifestanti, è l'aumentare dei controlli nelle abitazioni private: «Purtroppo tanti cittadini del centro storico hanno problemi ad avere come vicini persone di colore: su questo chiediamo un dialogo, abbiamo bisogno di solidarietà e unità».

Per Mamadou Bousso, presidente dell'Unione immigrati senegalesi a Genova, «la repressione è molto forte qui: siamo umani, siamo qui per dire basta, vogliamo migliorare le nostre condizioni di vita. Il razzismo è ovunque, anche tra senegalesi stessi. Il problema vero è del rispetto, della dignità umana. Quello che chiediamo è solidarietà, amicizia».

pc 16 maggio - i padroni assassini di ETERNIT al nuovo processo le tentano tutte

Eternit bis, la difesa tenta il tutto per tutto: "Trasferite il processo a Ivrea"

Eternit bis, la difesa tenta il tutto per tutto: "Trasferite il processo a Ivrea"


Il primo dei 258 decessi, per i quali Stephan Schmidheiny è accusato di omicidio, è avvenuto a Cavagnolo: quindi, secondo gli avvocati dell'imprenditore che nella prima udienza avevano parlato di "violazione dei diritti umani", la competenza non è di Torino. Il giudice si pronuncierà giovedì

Trasferire a Ivrea il processo Eternit bis. E' la richiesta presentata oggi dalla difesa di Stephan Schmidheiny, proprietario della fabbrica che produceva amianto, accusato di avere causato la morte di operai e cittadini a Casale Monferrato, al gup Federica Bompieri in tribunale a Torino. L'avvocato Astolfo di Amato, che già durante la prima udienza aveva parlato di "violazione dei diritti umani" nei confronti del suo assistito, ha detto che per stabilire la competenza territoriale nel nuovo processo per omicidio bisogna fare riferimento al primo dei 258 decessi contestati, quello di Giovanni Pagliaro, ex dipendente Eternit a Cavagnolo (Comune oggi sotto la competenza degli uffici giudiziari di Ivrea), morto nel 1984.
L'udienza è stata quindi aggiornata a giovedì, quando il giudice deciderà se spostare il processo o lasciarlo a Torino. Ma oltre alla questione sulla competenza territoriale la difesa ne ha proposta una sulla partecipazione al processo degli enti come parti civili. Ha chiesto inoltre di escludere dalle parti civili alcuni Comuni e le articolazioni locali dei sindacati. Quanto all'Inail, ha spiegato che per tutti i casi contestati, meno uno, i suoi diritti di rivalsa sono caduti in prescrizione. Se accolta, quest'istanza potrebbe portare a un lungo stop del processo. Poche persone, comunque, in aula: fuori dal tribunale non ci sono più i pullman da Casale Monferrato come in occasione del primo processo, ma solo auto. E finora non si è visto alcun avvocato delle istituzioni.

pc 16 maggio - Nuova Resistenza contro Renzi a Napoli -


Napoli. Corteo anti-Renzi nelle vie del centro. Esploso petardo, sede del Pd blindata




Corteo anti-Renzi nelle vie del centro. I manifestanti, partiti da piazza Carità, si stanno dirigendo verso Palazzo San Giacomo.

Striscioni e slogan per chiedere lavoro e protestare contro la politica attuata dal Presidente del Consiglio.

La manifestazione era stata organizzata prima che Renzi, in seguito alla strage di Secondigliano, decidesse di non venire più a Napoli.

Un imponente schieramento di forze dell'ordine è stato posto dinanzi alla sede della segreteria provinciale del Pd in via Toledo. I manifestanti si stanno dirigendo in via Medina. In via Cesare Battisti è stato esploso un petardo.

Tra i presenti anche Mimmo Mignano, l'ex operaio dello stabilimento Fca di Pomigliano d'Arco, che ha trascorso la sua ultima notte sulla gru del cantiere di piazza Municipio e ora attende il corteo contro i provvedimenti del governo Renzi, per scendere dalla struttura e partecipare alla manifestazione.

Nel frattempo, al presidio degli altri quattro licenziati dello stabilimento, è arrivato Giorgio Cremaschi, già presidente del comitato centrale della Fiom, il quale ha riferito agli ex lavoratori che parteciperà anche al presidio davanti al tribunale di Nola il prossimo 21 maggio, in occasione della prima udienza della causa per discutere dei provvedimenti adottati da Fca lo scorso giugno nei confronti dei cinque dipendenti.

Mignano ha annunciato che dopo aver partecipato al corteo, svolgerà una conferenza stampa davanti all'ingresso principale della metropolitana di piazza Municipio, dove oggi il premier Renzi avrebbe dovuto tagliare il nastro inaugurale con il sindaco Luigi De Magistris.

pc 16 maggio - caccia a salvini - ogni giorno una città

 Perugia. Salvini, stattene a casa tua...

    Perugia. Salvini, stattene a casa tua...
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Ormai non dovrebbe far più notizia. Dovunque vada, fuori dal suo stretto giro casalingo, Matteo Salvini rimedia solo fischi, contestazioni, vaffa...
E' accaduto anche nella tranquillissima Marsciano, in provincia di Perugia, e stavolta non può neanche accusare i soliti "comunisti estremisti", né qualche parente dei black bloc. "Normali" cittadini umbri, che l'hanno sempre sentito vomitare le peggiori contumelie contro chi vive a sud del Po, l'hanno accolto come merita: fischi, urla, qualche sputo. Al risparmio, insomma. Perché spendere anche in uova e ortaggi?
In Umbria ci sono le elezioni regionali, con un pathos che sarebbe difficile definire inesistente. Quindi non c'è neanche quel tanto di mobilitazione febbrile che potrebbe supportare un di più di "focosità". Solo lui riescea portare gente in piazza, ma per trovarsela contro.
Stavolta, però, il troglodita con la felpa intercambiabile si è lamentato più del solito, partendo con una premessa che certo non gli moltiplicherà i consensi in questa regione: "Questi sono dei poveretti e non è l'Umbria, sono persone che hanno dei problemi". L'ha detto a Radio Padania, però, per stare più sicuro. Poi linedita richiesta di aver maggiore protezione: "Dove sono Renzi e Alfano? Dove sta la democrazia? Stamani pure uno sputo in faccia ho preso! Chi agita questo clima con 4 figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari tirando petardi tra le mamme con carrozzine? Mi viene il dubbio che a qualcuno impedire alla Lega i comizi faccia comodo". Complimenti agli umbri per la mira, ma dubitiamo ci fossero "figli di papà" a dargli il benvenuto. E poi, andiamo, quell'espressione l'ha già usata Renzi per i presunti black bloc con presunto Rolex... Un po' di fantasia in più dall'alleato di Casapound sarebbe giusto aspettarsela...

E anche la polizia stavolta si è stancata di stargli appresso. Con una nota del Viminale, infatti, sono stati quantificati i poliziotti mandati in giro a proteggere il personaggio televisivo meno amato d'Italia: "Dal 28 febbraio del 2015 a oggi, in relazione alle iniziative politiche dell'onorevole Matteo Salvini, che si sono svolte in 62 province, sono state impiegate 8.465 unità delle forze dell'Ordine".
Noi possiamo aggiungere solo un consiglio, ance per evitare che troppa brava gente si prenda una stupida denuncia per colpa di questo provocatore di bassa lega: Mattè, stattene a casa tua! Smettila di fare il migrante verso sud con una barcata di poliziotti...
Il video della contestazione.

pc 16 maggio - Napoli. Studenti irrompono a convegno istituzionale sulla scuola -

ieri 15 maggio come studenti delle scuole superiori di Napoli, studenti universitari e docenti del coordinamento Precari Scuola abbiamo interrotto il convegno Internazionale “Migliorare la scuola” curato dall’Indire (Istituto Nazionale di Documentazione , Innovazione, Ricerca Educativa) che si teneva presso l’hotel Ambassador di via Medina.
Singolare che nessuno studente fosse presente ad un convegno sul miglioramento della scuola, riservato, a quanto pare, solo a presidi, docenti e figure istituzionali. Erano presenti, infatti, l’attuale e l’ex presidente delle prove Invalsi, presidi, docenti, il consigliere del Ministro Giannini.
E’ singolare, inoltre, che l’accoglienza riservata a studenti e docenti sia stata la prepotenza di chi organizzava e di chi ospitava il convegno che al tentativo da parte degli studenti di prendere parola ha provato ad impedirglielo fisicamente con spintoni e calci, creando una colluttazione all’interno della sala, e chiamando le forze dell’ordine.
Abituati alla prepotenza che ogni giorno siamo già costretti a subire nelle scuole come sui posti di lavoro, non ci siamo fatti intimidire e, bloccando di fatti il convegno internazionale, siamo riusciti a dire quello che pensiamo sulle prove invalsi e sulla “buona scuola”: non hanno niente a che vedere con il miglioramento della scuola e delle nostre vite! Sono un ulteriore mezzo autoritario per distruggere la scuola, sia per chi la vive come studente che come lavoratore!
Sono gli stessi motivi che ci hanno spinto il 5 e il 12 maggio a mobilitarci; le stesse ragioni che domani ci porteranno a manifestare ancora contro “buona scuola” e Jobs Act in occasione della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Napoli.
Se la normalità è: scuole che ci crollano in testa , presidi-manager, tirocini obbligatori, competizione imposta agli insegnanti allora… Je s'o pazzo!
Studenti AutorganizzatiCampani
Coordinamento Precari Scuola - Napoli
Ex OPG Occupato - Je so' pazzo

venerdì 15 maggio 2015

pc 15 maggio - LA CAMERA APPROVA L'ART. 1 DEL DDL... E LA LOTTA CONTINUA...

"La Camera ha, oggi, approvato l’articolo 1 del DDL “Buona scuola” in cui viene “ribadita” l’autonomia scolastica attraverso la possibilità di rimodulare il monte ore annuale di ciascuna disciplina; il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari; la programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo. Le scuole potranno, dunque, garantire l’apertura pomeridiana e la riduzione del numero di alunni e studenti per classe". (da Repubblica)

Il DDL “Buona scuola” nasce da una questione annosa che, con la sentenza della Corte di Giustizia europea, chiedeva di trovare finalmente giustizia: la illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato a cui si poteva rispondere con un semplice decreto.
Renzi cerca, invece, di far piazza pulita di diritti, contratti, del sistema d’istruzione. Basta ascoltare la sua “lezione” sulla “Buona scuola”: alternanza scuola-lavoro: cioè manodopera gratis per le aziende; valutazione; autonomia scolastica. Scuola classista, lavoratori asserviti!
Questo all’indomani di scioperi (il 24/4; il 5/5; il 6/5; il 12/5) e manifestazioni che hanno coinvolto la quasi totalità dei lavoratori della scuola. “La scuola pubblica non si tocca, il DDL deve essere ritirato! Assunzioni subito!” I lavoratori della scuola hanno capito e risposto in maniera chiara.

Di quale confronto si parla, di quali spiegazioni. Lo sciopero è lo strumento che i lavoratori hanno nelle loro mani per dire la loro! E l’hanno detto con le parole d’ordine e, soprattutto, con i numeri! Altro che le 7.417 lettere sulla “Buona scuola” che avrebbe ricevuto Renzi che, però, non ha gradito proteste e boicottaggio degli Invalsi! Lasciate lavorare il manovratore! Con dichiarazioni-spot cerca di minare la giusta ribellione a un DDL che di buono non ha niente e ha mostrato pienamente la sua natura profondamente antidemocratica.

Il potenziamento del tempo scuola deve avvenire con il ripristino delle ore tagliate dalla Legge 133 (Riforma Gelmini)
Il numero degli alunni per classe deve essere contenuto per la normativa sulla sicurezza.
I finanziamenti alle scuole private devono essere ritirati e utilizzati per la scuola pubblica, a cui sono stati sottratti: 8 miliardi di euro con la riforma Gelmini e  circa 130.000 tagli di personale; tagli al FIS; blocco dei contratti. Non vogliamo “nuovi investimenti”, ma il ripristino dei soldi sottratti!
Ora che il DDL è alla Camera occorre intensificare la lotta, che a partire dalle prime mobilitazioni all’indomani della presentazione de la “Buona scuola”non si è mai fermata e, anzi, con lo sciopero del 24 aprile su proposta di organismi di base di lavoratori in lotta ha avuto una accelerazione e un salto quantitativo e qualitativo strabiliante, contro Renzi e il suo governo. L’unità dei lavoratori che si è espressa negli scioperi e nelle piazze si deve rafforzare e deve mantenere gli obiettivi da raggiungere.

pc 15 maggio - ONORE A CHIANG CHING

Il 14 maggio del 1991 muore la compagna Chiang Ching

“… Le classi dominanti hanno distorto il significato della vita e della morte di Chiang Ching e molti di lei conoscono solo le menzogne e le calunnie riportate dalla stampa borghese.
E’ ovvio che gli oppressori hanno odiato Chiang Ching, ma proprio per questo dovrebbe suscitare la curiosità degli oppressi che hanno bisogno di sapere di più su una delle maggiori dirigenti rivoluzionarie del nostro tempo, che ci lascia un esempio e uno spirito di ribellione cui tutte noi, che speriamo in un mondo libero dallo sfruttamento e dall’oppressione, dovremmo guardare…”
“… Chiang Ching, in quanto donna, dovette lottare contro il peso della tradizione maschilista ed affrontare enormi ostacoli, in tutta la sua vita. Fu un vivo esempio di ciò che significa ‘ scatenare la furia delle donne, forza poderosa per la rivoluzione’…”
“… Per 15 anni, Chiang Ching è stata incarcerata dai revisionisti che avevano preso il potere e restaurato il capitalismo in Cina nel 1976, ed è stato nelle loro indegne mani lorde di sangue che la sua vita è giunta alla fine, in circostanze sospette il 14 Maggio 1991…”

Dall’opuscolo “Chiang Ching - la rivoluzione nella rivoluzione di una donna comunista”
del Movimento femminista proletario rivoluzionario

pc 15 maggio - Dal blog di Redblock - Rivolta di Baltimora! La nostra lotta è appena cominciata

Rivolta di Baltimora! La nostra lotta è appena cominciata


Libera traduzione di parti di alcuni articoli tratti da Revolution.com, organo del Partito Comunista Rivoluzionario degli USA. Pur non condividendo la linea di tale partito neo-revisionista, gli estratti sono utili per capire come si sta evolvendo la rivolta popolare a Baltimora contro gli omicidi polizieschi e razzisti degli apparati repressivi americani contro la popolazione nera in prticolare


Ribellarsi è giusto! Organizziamoci per una vera rivoluzione!

Rivolta di Baltimora! La nostra lotta è appena cominciata

4 Maggio 2015

Il 12 aprile la polizia di Baltimora ha  inseguito Freddie Gray, 25 anni nero, per il "crimine" di aver guardato un poliziotto. Lo gettarono a terra e lo legarono. Poi lo hanno gettato in un furgone della polizia. Hanno ignorato cinicamente  le sue grida di aiuto e poi il suo silenzio mortale mentre giaceva paralizzato e soffocato. E da qualche parte tra il brutale arresto di Freddie Gray e tutto ciò che è accaduto nel furgone della polizia stessa, i maiali hanno assassinato il giovane.
Giorni di protesta, di resistenza, di ribellione sono seguiti alla morte di Freddie Gray. Poi, il 1 ° maggio, il procuratore capo di Baltimora, Marilyn Mosby, ha portato una serie di accuse contro sei poliziotti per il loro ruolo nell’ arresto, ferita, e morte di Freddie Gray.
La gente era scioccata quando questo atto d'accusa è stato annunciato. E perché questo? Perché di volta in volta, nel corso degli anni, la polizia ha effettuato omicidi di questo tipo e non sono nemmeno stati incriminati. Questo è ciò che è accaduto nel caso di Michael Brown a Ferguson, Missouri, mentre era voltato con le mani alzate. Questo è ciò che è accaduto nel caso di Eric Garner, il padre soffocato a morte a New York City. Questo è ciò che è accaduto ad Andy Lopez, il ragazzo latino di 13 anni uccisi per avere una pistola giocattolo a Santa Rosa, in California, nel 2013. Questo è ciò che sembra accadere nel caso di Tamir Rice, il ragazzo dodicenne ucciso dalla polizia a Cleveland per il "crimine" di giocare con una pistola giocattolo, mentre i mesi trascorrono senza accusa.
C'è soddisfazione per il fatto che questa accusa è venuto fuori. Ma ci sono domande, domande che le persone hanno, e domande che devono essere fatte. Perché la polizia è stata incriminata, cosa succederà dopo, e ciò che deve essere fatto non solo per incriminare, ma per inviare questi poliziotti assassini in prigione? Poi c'è un'altra serie di domande: Perché un giovane uomo, senza aver commesso alcun crimine di sorta, deve essere assassinato dalla polizia? Perché questo continua a succedere? E che cosa deve essere fatto per mettere finalmente fine a tutto questo?
Entriamo nel merito

Ciò che il popolo ha fatto.
Ciò che ha fatto la differenza è, in primo luogo, che dopo giorni di manifestazioni e di agitazione, Lunedi 27 aprile I neri a Baltimora sono insorti con una ribellione. Hanno reso inequivocabilmente chiaro che ne avevano avuto abbastanza, e non erano più per chiedere, ma esigonoche giustizia sia fatta. Hanno osato mettere in pratica ciò.
Carl Dix, co-fondatore di Movimento Stop all’incarcerazione di Massa e rappresentante del Partito Comunista Rivoluzionario parla il 2 maggio 2015 a Baltimora.
Per questo sono stati attaccati, sia fisicamente dai maiali e poi attraverso le parole di politici e media. Obama e il sindaco di Baltimora hanno chiamato i giovani e gli altri che si sono sollevati "teppisti", un codice-parola razzista inteso a demonizzarli, e per incriminarli per omicidio. Il governatore del Maryland ha inviato la Guardia Nazionale per terrorizzare e intimidire, e ha assunto poteri per indire il coprifuoco. Deputati del Congresso, troppi predicatori nel quartiere, e le teste parlanti in TV tutti si sono scagliati contro la cosiddetta "violenza" degli “insorti”-mentre hanno coperto la violenza che questo sistema porta verso il basso contro  le persone, qui e in tutto il mondo, in un milione di modi diversi. A tutti è stato detto, 24-7, che non ci sarebbe stata quasi certamente l’incriminazione annunciata Venerdì 1 maggio, il giorno in cui avevano in un primo momento promesso informazioni.
Ma poi una cosa divertente è accaduto. Persone in tutto il paese hanno iniziato a sostenere la ribellione. Hanno criticato Obama e il sindaco per demonizzare questi giovani. Hanno cominciato a criticare la violenza istituzionalizzata che è la vita nell’ America nera. E anche loro si sono alzati, prendendo le strade e venendo arrestati, non solo a Baltimora, ma in tutto il paese, da New York a Oakland. Studenti e borghesi persone di tutte le nazionalità, così come le persone provenienti dai “cappucci”, sono andati là fuori e non avrebbero giocato seguendo le regole”. Il mondo intero stava prendendo nota. Persone, un sacco di gente, ha nno cominciato a parlare di come la polizia deve fermare questi omicidi e che ciò che ha dato origine a questo deve essere identificato e sradicato, e che l'intero programma di carcerazione di massa deve avere fine. Le persone tutti i giorni e i ribelli di nuova generazione, entrambi dicevano che questo è un sistema, e che tale sistema non è stato progettato per dare giustizia alle persone di colore. E loro non avevano l’atteggiamento come  "bene, che cosa hai intenzione di fare al riguardo", ma più come "non tollererò più questa merda." Alcuni parlavano di rivoluzione, anche se persone diverse danno significati differenti quando dicono ciò.

Il problema non è la violenza…

Il problema non è la "violenza" svolta da persone che si alza in piedi contro l'oppressione. Chi, oggi, non direbbe che la violenza del popolo schiavo in rivolta contro la schiavitù era giusta e positiva? E chi, oggi, avrebbe difeso la violenza degli schiavisti, la violenza che ha reso possibile il loro stesso sistema, la violenza usata ogni giorno per mantenere le persone schiave, o la violenza che è stata utilizzata per difendere quel sistema quando è stato, infine, sotto attacco? Solo un razzista reazionario. Allo stesso modo, oggi il problema non è la resistenza del popolo, ma la massiccia violenza reazionaria effettuata per difendere un sistema di schiavitù moderna, da parte della polizia, dell'esercito, e di tutto l'apparato di forza per schiacciare la gente.
Tutto questo ha dato ulteriore cuore e incoraggiamento al popolo oppresso di Baltimora, che ha mantenuto la lotta. Ora i commentatori hanno cambiato la loro melodia. Cominciano a parlare con toni preoccupati su ciò che sarebbe successo il Venerdì se non ci fosse stata l’accusa. Un deputato del consiglio municipale è andato così lontano da dire che Baltimore sarebbe bruciata se non ci fosse stata l’accusa. Con tutto quello che si profila, la prospettiva di una più ampia e più feroce ribellione da quelli che la società ha gettato via ... di crescere e (forse) un sostegno sempre più militante da studenti e giovani in tutto il paese (e non solo) ... di aumentare le richieste al sistema stesso e quello che ha fatto e sta facendo per le persone di colore ... e di fronte a tutto ciò tutto questo preso insieme significherebbe per la posizione internazionale dei teppisti veri che gestiscono questo sistema se qualcosa è saltato fuori all'improvviso ... hanno scoperto che, ecco, POTREBBERO incriminare alcuni maiali.
Quindi cerchiamo di essere chiari: senza la lotta, poi la rivolta, e quindi il sostegno di tutti ... senza domande taglienti sollevate nella mente di milioni di persone ... non ci sarebbe quasi certamente stato alcun atto d'accusa. Per dirla chiaramente, tutta la rivolta intorno all'omicidio ingiusto, brutale, e insensibile di Freddie Gray, la rabbia che ha  illuminato le strade Lunedi notte e la crescente ondata di protesta a sostegno venuta nei giorni successivi, ha forzato questa accusa. Non è stato qualcosa di '"eroico" DA che hanno fatto contando solo sulle proprie forze, hanno calcolato che dovevano fare qualcosa … per ora… per raffreddare le cose.
Ma cerchiamo di essere anche chiari su questo, un atto d'accusa è solo un atto d'accusa. Non è una condanna e non è una punizione. Prendiamo il caso di Trayvon Martin, la cui madre Sabrina Fulton era a Baltimora e mostra il supporto per la lotta. Hanno incriminato il vigilante che ha ucciso Trayvon, ma poi, quando lo hanno portato al processo, gli stessi pubblici ministeri che lo avevano incriminato hanno dimenticato come perseguirlo e l’assassino di Trayvon non era nemmeno un poliziotto! E se volete un grafico, un esempio terribile di questo, prendiamo il caso di Rekia Boyd, un inerme donna 22enne nera uccisa da un poliziotto a Chicago nel 2012, mentre passava il tempo fuori con gli amici (nessuno dei quali era armato) . Dopo tre anni, quando il poliziotto assassino finalmente si è presentato in tribunale, il giudice ha respinto tutte le accuse e questo maiale è stato liberato, e la sua famiglia e i suoi compagni  maiali gli hanno dato pacche sulla schiena per l’ allegria. E questa assoluzione è accaduta proprio il giorno che la gente a Baltimora è insorta! Quindi, no, non dobbiamo dimenticare che questi poliziotti assassini devono essere condannati e incarcerati per quello che hanno fatto perché ci sia la giustizia, e che questo necessiterà di una continua, ripetuta e molto feroce lotta di popolo.
Combatti il ​​potere, e trasforma le persone, per la rivoluzione!

Ma c'è un punto più profondo. L'orrore che è successo a Freddie Grey accade a molti altri, e non mancherà di accadere ancora fino a quando esiste questo sistema. Ed è parte di un orrore più grande, un programma che è stato inflitto agli afro-americani nel corso degli ultimi 40 anni che ha un elemento genocida definito, una spinta, e direzione di esso. Entriamo nel merito in ciò che il sistema è, perché questo continua a succedere.
Come si dice in questo articolo:
La rivoluzione non è solo uno slogan. Significa qualcosa, qualcosa di reale. Come abbiamo detto:
Una vera e propria rivoluzione è molto più di una protesta. Una vera e propria rivoluzione richiede milioni di persone coinvolte, in modo organizzato, in una lotta decisa a smantellare questo apparato statale e questo sistema e sostituirlo con un apparato statale e con un sistema completamente diverso, un modo completamente diverso di organizzare la società, con obiettivi e stili di vita per il popolo tutti diversi. Combattere il potere oggi deve aiutare a costruire e sviluppare e organizzare la lotta per il tutto, per una vera e propria rivoluzione. In caso contrario, saremo a protestare contro gli stessi abusi per generazioni da ora!
Non c'è da girarci intorno: sarà una lotta massiccia, piena di sacrifici, per fare una tale rivoluzione. Ma questo "apparato statale e sistema completamente diverso " potrebbero rappresentare gli interessi delle masse sostenerle per cambiare tutta la società, emancipando tutta l'umanità. La rivoluzione di cui stiamo parlando potrebbe facilmente risolvere il problema degli omicidi polizieschi, per esempio, il primo giorno, con un ethos nelle file delle sue forze di sicurezza in cui tali forze preferiscono sacrificare la propria vita piuttosto che mettere in pericolo una di quelle delle masse e tale forza sarebbe complessivamente diretta per tutelare le masse in lotta per superare lo sfruttamento e l'oppressione, e non (come è oggi) diretta a rafforzare quegli orrori. Alcuni problemi potrebbero richiedere più tempo, ma il punto è, la strada dovrebbe essere ora chiara per farlo.

Abbiamo bisogno di lavorare in questo momento per preparare questa rivoluzione e avvicinarla. Dobbiamo costruire su ciò che è stato raggiunto nelle ultime due settimane. Dobbiamo continuare a lottare per la giustizia per Freddie, non facendo affidamento su di loro e i loro politici che ci ritroviamo solo per un minuto. Dobbiamo continuare a lottare contro la persecuzione dei combattenti per la libertà, compresi quelli che potrebbero essere stati arrestati per aver violato lo scandaloso, il coprifuoco repressivo. E dobbiamo mobilitare le masse per perseguire questi maiali questa estate per le strade. 

pc 15 maggio - Se Renzi è "atteso" domani a NapolI, Salvini è "atteso" a Massa Carrara

Evento: 'SALVINI, MASSA-CARRARA NON TI VUOLE! MASSA-CARRARA NON SI LEGA!'

Data: Sabato, 16 Maggio, 2015 ore 09:00

Il 16 Maggio alle ore 15:00, la città di Massa riceverà la sgradevole visita di Matteo Salvini, leader leghista e fomentatore della più becera guerra tra poveri.
La politica xenofoba portata avanti da Salvini spera di trovare un consenso tra le fasce della popolazione più impoverite dalla crisi stigmatizzando la presenza degli immigrati in Italia.
Ma come ben tutti sappiamo la realtà è un altra: a licenziare e a chiudere i luoghi di lavoro continuano i padroni, a sfrattare le famiglie dalle case continuano i palazzinari, a privatizzare e a creare sempre meno posti di lavoro continuano tutti i governi che si sono succeduti in questi anni. Mentre a pagare gli effetti di una crisi voluta dai padroni come Salvini continuano i lavoratori, i disoccupati, i precari e gli studenti, italiani o stranieri che siano.
E' per questo che anche a Massa, come già accaduto in tantissime città italiane, saremo pronti ad impedire in maniera determinata il comizio razzista del solito padroncino di turno.
SUI GOMMONI 
MANDIAMOCI I PADRONI!

pc 15 maggio - Coordinamento operaio della Fca meridionale solidale con Mimmo Mignano e gli operai sulla gru in lotta


  •  Coordinamento Lavoratrici/ri Fca
Coordinamento operaio della Fca meridionale solidale con Mimmo Mignano
"E se salissimo sulla gru?"
Il Coordinamento di lavoratori/ci delle realtà meridionali  Fca (Cassino-Melfi-Termoli-Sevel) esprime solidarietà al compagno operaio Mimmo Mignano e  agli 4 operai licenziati dallo stabilimento Fca di Pomigliano,costretto in questi giorni a praticare un gesto estremo  per rivendicare il diritto al lavoro e alla giustizia sociale richiamando l'attenzione dei cittadini/e e delle istituzioni, portandoli a conoscenza delle condizioni di vita e delle vicissitudini di migliaia di disoccupati, cassintegrati, precari e lavoratori sempre più spesso discriminati dalle multinazionali e dai dirigenti aziendali per il loro coerente impegno sindacale e politico.

 "E se salissimo sulla gru?"

  • Marilena Scuotto

La rabbia, un pensiero, l'immaginazione e insieme, Marco Cusani e Mimmo Mignani, due dei cinque operai licenziati politici del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati FIAT, alle 02.00 di lunedì, 11 maggio, entrano nel cantiere metro di Piazza Municipio di Napoli occupando una gru a più di 50 metri di altezza. Dalla gru svettano striscioni e messaggi di protesta, sotto i compagni di Marco e Mimmo: Antonio Montella, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano, insieme ai compagni delle diverse aree del Movimento napoletano, presidiano la piazza e non abbandonano mai Marco e Mimmo.
Marco non resiste, dopo l'intera notte tra domenica e lunedì trascorsa al fianco di Mimmo viene portato d'urgenza al pronto soccorso per malore, vertigini e disidratazione. E' proprio Marco che mi parla, durante la giornata di presidio mi racconta la storia estenuante di un gruppo di operai che dal 2006 non ha mai smesso di lottare per la difesa della dignità del proprio lavoro.
In otto anni, Marco, Mimmo, Antonio, Roberto e Massimo subiscono tre licenziamenti. Il primo nel 2006. Il gruppo e altri tre operai vengono licenziati, altri quattro operai sospesi dopo "l'assemblea del lancio delle uova" che vede la partecipazione di 4.000 lavoratori contro CGIL, CISL, UIL, FIOM.
 La FIOM denuncerà il gruppo di operai per istigazione alla violenza definendolo "sobillatore" e "squadrista". Dopo quattro mesi in liquidazione, gli operai, avvalendosi dell'articolo 18, rientrano al lavoro per altri due anni.
Nel frattempo, l'azienda pensa bene di costituire un "Reparto di Confino" che Marco definisce "un Gulag" all'interno del quale confinare, appunto, il gruppo di operai più attivo politicamente e più fastidioso. Il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati FIAT non accetterà né la repressione né l'isolamento e organizzerà dei picchetti che avranno durata di una settimana a causa dello sgombero a suon di manganello da parte della polizia.
Nell'aprile 2008 avviene il secondo licenziamento. Stesso iter: quattro mesi di liquidazione, rientro in cassa integrazione.
In otto anni, alla FIAT di Pomigliano, si sono suicidati due operai, colleghi e amici del gruppo del Comitato: Peppe e Maria. Peppe, attivo nelle lotte politiche della fabbrica, si è impiccato a 43 anni in casa con una corda della tapparella. Maria, separata con due figli, si è inferta quattro coltellate allo stomaco. Nel silenzio totale e assordante dei sindacati e delle istituzioni.
Dopo il suicidio dei due compagni, il gruppo di lotta organizza un'iniziativa di protesta che simula il suicidio di Marchionne. La risposta arriva il giorno seguente. E' il terzo licenziamento.
Dalla notte tra domenica e lunedì, Mimmo è ancora lì, sulla gru, sospeso. Guarda il cielo, ogni tanto saluta i compagni, mostra il pugno chiuso. Sotto, i compagni a lui tendono le speranze. Sperano che resista. "Non ha più importanza il posto in fabbrica", dice Marco. "Sappiamo che non vi rimetteremo più piede". Lottiamo per Peppe, per Maria, per urlare a tutti i lavoratori terrorizzati dal sistema aziendalistico e dalla crisi che niente è più importante della dignità del lavoratore e della solidarietà tra chi vive gli stessi drammi.

pc 15 maggio - Contro i padroni indiani sviluppare l'iniziativa di denuncia e lotta - slai cobas per il sindacato di classe-coord.nazionale

Tata, una saga indiana. Viaggio all'interno di un gruppo tentacolare
  • Jyotsna Saksena
Tata, una saga indiana. Viaggio all'interno di un gruppo tentacolare
In Lorena, a Hayange, dove produce rotaie d’acciaio, il gruppo indiano Tata offre un’immagine «gentile» rispetto al connazionale Mittal, che ha brutalmente chiuso gli ultimi due altiforni. Questo non gli ha impedito di tirarsi indietro vendendo la filiale. Anche in India la corsa al profitto scuote la multinazionale, che finora era riuscita a combinare paternalismo, nazionalismo e capitalismo.

Dalla nostra inviata speciale JyoTsna saKsena, (Traduzione di Alice Campetti). Tratto da Le Monde Diplomatique

«Valori più forti dell’acciaio»: questo slogan del più grande complesso siderurgico indiano, Tata Steel, sottolinea la singolarità del gruppo, primo conglomerato privato del paese. I valori in questione – fiducia, affidabilità, responsabilità sociale – rispecchiano i principi fissati dal suo creatore, Jamshedji Nusserwanji Tata (chiamato più semplicemente Jamshedji).
In India, tutti conoscono la leggenda della famiglia Tata, fondatrice di un impero presente in quasi tutti gli ambiti della vita: dall’agroalimentare all’informatica passando per l’acciaio, la chimica, l’energia, l’automobile, i cosmetici. Impossibile sfuggire ai prodotti concepiti dal gruppo. Per la popolazione, il nome Tata rimane associato alla costruzione nazionale: si confonde con lo sviluppo del paese e con il suo destino economico a partire dalla fine del XIX secolo.
La sua storia inizia nel 1868, quando Jamshedji si lancia nel tessile dopo aver abbandonato la società

pc 15 maggio - Napoli aspetta Renzi... per una Nuova Resistenza



Napoli. Renzi statte a' casa. Anche oggi proteste in piazza
Continuano e crescono a Napoli le proteste contro la visita di Renzi prevista per sabato prossimo in occasione dell'inaugurazione della stazione Municipio della linea 1 della metropolitana.
Oggi in piazza Municipio un gruppo di manifestanti aderenti a vari movimenti dei disoccupati ha affisso alla staccionata del cantiere di Piazza Municipio un grande striscione con la scritta "Per una nuova resistenza" e una figura ritagliata di Renzi a testa in giù. Intanto i disoccupati restano nella piazza in attesa di un incontro con i rappresentanti dell'amministrazione.

Nel frattempo Mimmo Mignano, operaio Fiat licenziato, rimane ancora sulla gru del cantiere in piazza Municipio. Ieri sera c'è stata forte tensione, e si è sfiorata la rissa, con i vigili urbani dopo un tentativo di occupare il cantiere per poter ospitare oggi una conferenza stampa della realtà di lotta napoletane che si stanno mobilitando contro la visita di Renzi.
Nel pomeriggio di ieri alcuni attivisti che stavano affiggendo dei manifesti che pubblicizzano l'iniziativa di sabato sono stati aggrediti da un consistente gruppo di vigili urbani che hanno usato le maniere forti per impedire l'attacchinaggio.
Laboratorio politico Iskra, Mensa occupata, ex Lido Pola occupato, centro sociale Zero81, Cobas, Unione sindacale di base, disoccupati organizzati, coordinamento Magnammec ‘o pesone, collettivi studenteschi e organizzazioni politiche della sinistra radicale sono mobilitati da giorni, in vista del corteo indetto per il 16 maggio, che partirà alle 9.30 da piazza Dante e che cercherà di avvicinarsi il più possibile al luogo dell’inaugurazione della stazione della metropolitana, per fare arrivare al presidente del consiglio la voce e la protesta di chi contesta le sue politiche sul lavoro, le sue riforme istituzionali, il decreto Sblocca Italia.

pc 15 maggio - IL GOVERNO SI STA PREPARANDO A STRAVOLGERE LA NORMATIVA DI PREVENZIONE INFORTUNI - una lettera denuncia

Ciao a tutti,
dopo la vergognosa e pericolosissima iniziativa sulla legge elettorale e dopo la vergogna del Jobs Act, il governo si sta preparando a stravolgere la normativa di prevenzione infortuni.
Dopo aver cancellato l’obbligo per il datore di lavoro della denuncia di infortuni al posto di polizia territorialmente competente, entro le 48 ore dell’accaduto, il governo prova a inserire il principio della “massima sicurezza concretamente realizzabile” in luogo della “massima sicurezza realizzabile” a carico del datore di lavoro, già prevista dal Codice Civile articolo 2087 e dal Testo Unico delle leggi sulla sicurezza del lavoro [D.Lgs.81/08], laddove il legislatore aveva dedicato un intero articolo (l’articolo 15) alle misure generali di tutela.
Questo, anche se sembra una diversa articolazione dell’obbligo di legge (addirittura inoffensiva), è in realtà letale per i lavoratori e per ciò che riguarderà eventuali inchieste infortuni.
Infatti la “massima sicurezza concretamente realizzabile” è di fatto un espediente per mitigare la responsabilità dei datori di lavoro sempre più incentivati a fare i loro comodi che, a fronte di dati statistici dubbi (ad esempio l’indice di infortuni aziendali) e dopo le recenti modifiche normative, potranno essere relativamente tranquilli in caso si incidente. Basterà fare il minimo e non il massimo.
In più è prevista l’introduzione di elementi tali da definire indici già esistenti (ma verrà formalizzato meglio sulle imprese a basso rischio di infortuni, che non si sa bene a quale titolo vengano così definite) sulle ridotte dimensioni (dipendenti + bilancio) che serviranno da contesto per spiegare che il datore di lavoro avrà sicuramente fatto tutto ciò che era possibile (per lui!!!).
Il tutto sarà spiegabile a quel punto come una disgrazia, il caso avverso o la colpa del lavoratore e l’avvocato di parte, avranno fatto il resto. Per buona pace di vittime e familiari.
A quel punto rimarrà la volontà del magistrato di applicare il Codice Penale in tutta la sua pienezza, ma la recente norma che ha introdotto la responsabilità civile dei magistrati (quelli giudicanti in particolare) farà si (presumibilmente) che il datore di lavoro, specie se potente, avrà fatto tutto quel che poteva con i mezzi a sua disposizione.
Inoltre vogliono eliminare il registro infortuni e i registri degli esposti, per trasportarli in via telematica su programmi che di fatto non esistono, come il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) dell’INAIL.
La situazione è gravissima. Poca consapevolezza su leggi che cambieranno effettivamente la vita ai lavoratori e legalizzeranno di fatto il principio della sicurezza e salute sottomessa al profitto delle aziende. Neanche il sindacato ne parla.
Altro problema sarà la riorganizzazione dei servizi ispettivi che vengono tolti, secondo le idee della Pubblica Amministrazione, dal territorio, per cui, se così dovesse esserci un lavoratore che deve presentare la denuncia contro il suo datore di lavoro, dovrà andare per forza nel capoluogo delle regione di appartenenza.
Il 14 maggio a Roma facciamo una prima iniziativa presso il circolo che Guevara (via Fontanellato, telefono 06 540 43 93) con la partecipazione anche dei compagni del Comitato 5 Aprile come il sottoscritto, proprio per accendere quella spia di allarme.
Si proverà a discutere quindi di lavoro e di sicurezza: due facce della stessa medaglia.
Nella logica e nella convinzione che: la sicurezza si progetta, il lavoro si rispetta e il lavoratore si tutela e noi vogliamo dare battaglia.
L’idea è di lanciare una mobilitazione su questo.
Vi chiedo quindi la cortesia di diffondere quanto più potete.
Grazie anticipatamente.
Un abbraccio.

Claudio  

giovedì 14 maggio 2015

pc 14 maggio - Dopo 1° Maggio a Milano continua la repressione tra Provocazioni e Montature poliziesche, riceviamo e pubblichiamo

Con richiesta di massima diffusione:

Oggi pomeriggio,  martedì 12 maggio 2015, a Milano si è verificato un episodio che riteniamo importante denunciare. Un manipolo di loschi individui (7/8), in borghese, ma qualificatisi come poliziotti (senza esibire alcun documento né alcun mandato di perquisizione), si sono presentati alla porta di due appartamenti occupati da alcuni compagni, già perquistiti lo scorso 30 aprile, nel quartiere Prealpi di Milano. I loschi individui erano dotati di chiavi (sottratte durante la precedente perquisizione) e sono riusciti a entrare in uno dei due appartementi, mentre nell’altro, non riuscendo a entrare a causa del cambio della serratura, stavano provando a scassinare l’entrata quando sopraggiungevano sul luogo i primi compagni allertati da persone del quartiere. Dopo un breve ed edificante scambio di battute, i compagni decidono di chiamare un avvocato di fiducia. A questa notizia, i loschi individui hanno deciso prontamente di andarsene, con fare circospetto e con un raccoglitore sotto braccio. Alcuni di loro salivano poi su una Fiat Punto bianca (targata EK 612 HW) e se ne andavano. Non sappiamo quale furfanteria andassero menando (collocare microspie? spaventare qualcuno?). Quello che sappiamo è che negli ultimi giorni in quartiere sono state più volte avvistate macchine in borghese di loschi individui aggirarsi nei paraggi, così come sappiamo che alcuni compagni sono stati apertamente minacciati dalla polizia del Commissariato di Quarto Oggiaro che a conclusione delle perquisizioni del 30 aprile dichiaravano: “da ora in poi il nostro commissariato vi dichiara guerra”. Sappiamo infine che non saranno questi atteggiamenti pseudo-mafiosi ad intimorirci.

Compagni e compagne del quartiere

pc 14 maggio - FORMAZIONE OPERAIA: "IN CHE SENSO IL LAVORATORE E' "LIBERO"?.... - DOMANDE E RISPOSTE SUL CAPITOLO DI GIOVEDI' 7/5:

Sono arrivate alcune domande di chiarimento e commenti sulla "Formazione operaia": Trasformazione del denaro in capitale / COMPERA E VENDITA DELLA FORZA-LAVORO.

Cominciamo oggi a rispondere ad una richiesta di chiarimento: 



"Credo andrebbe spiegato meglio il senso di "lavoratore libero" e di vendita di forza lavoro che deve avvenire "sempre e soltanto per un tempo determinato"
scrive una lavoratrice, che prosegue: 

"Mi riferisco in particolare alla prima parte del capitolo, quando dice: La vendita della forza-lavoro deve avvenire “sempre e soltanto per un tempo determinato; poiché se la vende in blocco, una volta per tutte, vende se stesso, si trasforma da libero in schiavo, da possessore di merce in merce”. E questo lavoratore, come detto, deve essere proprio “libero” da tutto, non deve avere “la possibilità di vendere merci nelle quali si sia oggettivato il suo lavoro, ma anzi, sia costretto a mettere in vendita, come merce, la sua stessa forza-lavoro, che esiste soltanto nella sua corporeità vivente.” Deve vivere, quindi, e perciò ha bisogno di mezzi di sussistenza che lo mettano in condizioni di poter lavorare.
Per il possessore di denaro, che trova il mercato del lavoro come sezione particolare del mercato delle merci, non ha alcun interesse il problema del perché quel libero lavoratore gli si presenti nella sfera della circolazione. E per il momento non ha interesse neppure per noi.”

Ho sottolineato le contraddizioni più evidenti che mi metterebbero in difficoltà nello spiegare la teoria alla pratica, alla realtà del lavoro-non lavoro e prima di tutto a me stessa.
Libero/a da che?
Come può un lavoratore essere libero se è "costretto a mettere in vendita, come merce, la sua stessa forza-lavoro"? E perché dovrebbe accettare di vendere la sua forza lavoro per un tempo determinato, se la sua vita e quella dei suoi figli non lo è e dipende dal lavoro?
O fame o schiavitù. D'altra parte, come si precisa più avanti: quando la forza-lavoro “non è venduta, quella capacità non serve niente al lavoratore, anzi in tal caso questi sentirà come crudele necessità di natura il fatto che la sua capacità di lavoro ha richiesto, per esser prodotta, una certa quantità di mezzi di sussistenza e continua a richiederla, per essere riprodotta.”
Inoltre non credo che oggi, per il possessore di denaro, non abbia alcun interesse il problema del perché quel "libero" lavoratore gli si presenti nella sfera della circolazione. Ai colloqui di lavoro la prima cosa che fanno sono i test della personalità, vogliono conoscere le tue condizioni (e il tuo livello di scolarizzazione - se è alto difficilmente ti faranno lavorare), sapere se sei "libero" o coniugato, se hai figli, se sei "libero" da impegni famigliari, se sei autonomo oppure no e, specie se sei una donna, cercano furbescamente di farti dire se vuoi/puoi avere figli, una famiglia ecc.. In questo senso si capisce meglio il concetto di "lavoratore libero": vogliono un lavoratore tutto per loro, corpo e anima. Se questa non c'è meglio, se no deve essere ben chiusa dentro al corpo, sequestrata con questo nella "fabbrica", alienata dall'amore, dalle emozioni, dalla solidarietà e oggettivata nella produzione.
Se questa non è schiavitù ci manca poco. E' una schiavitù moderna e più sottile, ma tale resta per me
A parte questa premessa, tutti gli altri concetti sono utilmente ribaditi ed esposti in maniera chiara in questo capitolo".

RISPOSTA
La forza-lavoro è la capacità lavorativa umana, cioè, spiega Marx, l'insieme delle attitudini fisiche e intellettuali che esistono in un uomo e che egli mette in movimento ogni volta che produce valori d'uso di qualsiasi genere. Queste capacità perchè l'uomo le possa vendere come merce è necessario che il possessore di forza-lavoro sia un uomo legalmente libero, in un doppio significato: cioè che possa disporre della propria forza-lavoro e venderla come merce, e che sia libero da tutte le cose necessarie per la realizzazione della sua forza-lavoro, cioè non deve avere alcun mezzo di produzione né di sussistenza, vale a dire che non deve avere risorse all'infuori della possibilità di vendere la propria forza-lavoro.
Se la sua forza-lavoro non gli appartenesse non potrebbe decidere di venderla – lo schiavo di un padrone non poteva andare da un altro padrone e dire io voglio lavorare per te, non poteva andarsene, non poteva neanche decidere di non lavorare; così come non era “libero” il servo della gleba. 
Infatti, “le condizioni storiche in cui la forza-lavoro diventa merce non si verificano affatto in tutte le epoche, ma solo quando la società si è sviluppata fino ad un certi stadio. Nelle società che precedettero il capitalismo, gli schiavi e i servi della gleba, anche se avevano perso i mezzi di produzione, non disponevano però del fattore libertà personale, in quanto le loro persone appartenevano agli schiavisti e ai feudatari; la loro forza-lavoro non poteva dunque