sabato 25 aprile 2015

pc 25 aprile - Oltre 5000 anitifascisti in piazza a Napoli

Foto cronaca corteo di Napoli
La testa del corteo
affissione lungo tutto il percorso del corteo
Alla sede delle CGIL
Lapide posta all'angolo di via Forleo, pocho passi da Casa Pound
La conclusione alla Prefettura

pc 25 aprile - GUERRA E MODERNO FASCISMO CONTRO I MIGRANTI

Più il governo, lo Stato italiano, gli Stati europei tirano fuori le "soluzioni", più appare chiaro che hanno tutte il sapore di guerra per salvaguardare gli interessi dei propri paesi imperialisti e di moderno fascismo/razzismo contro i popoli.
La distruzione dei barconi, l'uso dei Droni, tra le principali decisione della riunione Ue, sono un vero e proprio atto di guerra.
Essa non solo non intaccherà per nulla la presenza e il ruolo criminale delle bande di scafisti - che hanno i loro "amici" in giacca e cravatta, basi in Italia e si ricicleranno a seconda della situazione - ma attaccherà la popolazione, i migranti provenienti anche da altri paesi.
I morti invece che nelle acque internazionali, questo intervento li farà direttamente in Libia, siano pescatori, abitanti libici, siano migranti; o per mano degli scafisti (per nascondere "l'oggetto del reato") o per mano delle armi "legittime" degli Stati imperialisti, con le cannonate sui barconi e i Droni che dall'alto non distingueranno certo una imbarcazione per trasportare migranti, da una imbarcazione di pescatori libici.
Quanti altri casi "marò" avremo ora? In cui dopo anni i pescatori assassinati e i loro familiari non hanno ancora giustizia mentre agli assassini lo Stato italiano riserva "tappeti d'oro"?
"Bombarderemo, senza provocare "disatri collaterali"?... Ma ci fate o ci siete? Appena mercoledì (?) è venuto alla luce il "danno collaterale" dell'uccisione da un drone del cooperante Lo Porto...!

Questa azione militare vuole reprimere in maniera fascista e razzista nel senso pieno della parola la stessa possibilità di uomini, donne, bambini di circolare, attaccando un diritto umano sacrosanto ed elementare.
E in realtà sono le proposte razziste e fasciste dei Salvini, delle Santachè, che da un lato nei mass media si respingono, dall'altro in questo modo verrebbero attuate. Salvini e Renzi hanno la stessa faccia di assassini!

C'è anche poi un aspetto di pura "stupidità" nell'idea del bombardamento dei barconi e della lotta agli scafisti. Potranno affossare tutti i barconi che vogliono, ma non potranno mai affossare il bi/sogno di uomini, giovani, donne, bambini di scappare dalla guerra e dalla miseria. "Ho rischiato di morire - dice uno dei migranti salvatosi dall'ultimo naufragio - ma quel viaggio lo rifarei di nuovo perchè nel mio paese morire di fame o di guerra non è diverso"...
Gli scafisti sfruttano barbaramente la necessità di scappare dei migranti, ma per le ragioni della loro fuga gli Stati imperialisti devono guardare le loro facce di assassini allo specchio della storia! Sono le vostre guerre imperialiste che alimentano le guerre locali, che portano distruzione, miseria, divisioni tra le popolazioni, lotte intestine; sono i vostri capitalisti che vanno a razziare, sfruttare, realizzare superprofitti d'oro sulla miseria e l'affamamento dei popoli; sono i regimi "amici" da voi aiutati e sostenuti; sono i vostri "eserciti umanitari" che arrivano da "padroni" in una terra non loro e che hanno dato egregia prova di razzismo, di torture (come in Somalia...); è tutto questo che crea e creerà sempre le migrazioni, fino a che i popoli armati non rovesceranno i regimi e lotteranno contro l'imperialismo.

Si pensa poi di dare aiuti ai paesi africani - non certo per combattere la fame, la miseria - ma... per controllare le loro frontiere e impedire che fuggano i migranti. Quindi un aiuto perchè i governi dei regimi oppressori, reazionari, abbiano più mezzi per rafforzare la loro repressione verso i loro popoli.
Anche altre proposte come quella di centri e Uffici gestiti dai governi europei in Libia e negli altri paesi di partenza dei migranti per gestire in loco i permessi di asilo, sono una tragica soluzione. Essa prevede una stretta cooperazione con le stesse dittature, gli stessi regimi reazionari di Libia, Tunisia, Egitto, Sudan, ecc. - sostenuti dai paesi imperialisti europei e/o Usa - da cui i migranti fuggono, per sottrarsi alla guerra, alla feroce repressione, alle torture, all'affamamento.
Sarebbe come consegnare direttamente alla feroce repressione dei loro aguzzini liste di uomini, donne, bambini.

E che lo scopo dell'Italia e dei paesi europei, sia contro i migranti, per impedire con la forza il loro arrivo, è chiaro anche dall'altra soluzione che ha deciso l'Europa. Non certo quella, come da molte parti viene chiesto, di ritornare a "Mare nostrum" che, facendolo male e sempre nell'ottica di frenare il flusso di migranti, cosa che aveva insieme ai soccorsi prodotto comunque morti, aveva comunque come compito istituzionale il soccorso, di garantire la salvaguardia della vita dei migranti anche nelle acque vicine ai paesi di partenza; bensì quella di investire più soldi, si parla di raddoppio, più mezzi nell'operazione Triton, operazione istituzionalmente di respingimento e quindi di morte, avendo come compito solo e soltanto il controllo delle nostre frontiere.

Ma questa guerra contro i migranti è anche l'occasione cercata da tempo per giustificare, ora con la scusa della lotta ai trafficanti di esseri umani, la frenesia del governo, dei suoi ministri (la Pinotti non vede l'ora di firmare ordini di guerra) per l'intervento bellico in Libia, per salvaguardare i profitti delle multinazionali, in primis l'ENI, per allargare le sue mani nella zona, per imporre un governo amico degli interessi imperialistici dell'Italia.
Manlio Dinucci scrive su Il Manifesto: "Lo scorso feb­braio a Roma il segre­ta­rio gene­rale della Nato, Jens Stol­ten­berg, ha avver­tito che «il dete­rio­rarsi della situa­zione in Libia potrebbe deter­mi­nare nuove minacce alla sicu­rezza euro­pea» e che «la Nato deve essere pronta a difen­dere ogni alleato da tali minacce»... La mis­sione Pesd (politica europea di sicurezza e difesa) costi­tui­sce dun­que il gri­mal­dello di un’altra ope­ra­zione sotto regia Nato, che viene pre­pa­rata stru­men­ta­liz­zando l’ecatombe di pro­fu­ghi nel Medi­ter­ra­neo per creare una opi­nione pub­blica favo­re­vole a un inter­vento mili­tare diretto in Libia... Con lo scopo di costi­tuire una testa di ponte in Libia, occu­pando le zone costiere più impor­tanti non solo per le risorse ener­ge­ti­che, ma per la loro posi­zione geo­gra­fica all’intersezione tra Medi­ter­ra­neo, Africa e Medio Oriente".

pc 25 aprile - Serve il partito per la nuova Resistenza

In questo 25 aprile le cose si presentano in forme semplici:
siamo di fronte a un governo moderno fascista che vuole costruire un regime moderno fascista.
Nel definire moderno fascista, l'accento va posto sul moderno, perchè è evidente che questo avviene in forme moderne, rispetto al passato regime mussoliniano, ma non nella sostanza.
Si va verso una dittatura aperta anche di tipo personale, si edifica anche con leggi e riforme istituzionali, prassi ecc un regime democratico-parlamentare nella forma, totalitario nella sostanza. Totalitario vuol dire globale in tutte le sfere della società, totalitario significa fondato sullo stato di polizia, totalitario significa che usa tutti i mezzi uscendo dal quadro della Costituzione per imporre la dittatura del capitale con i suoi necessari corollari, guerra, razzismo- che in questa fase di marcia svolge un ruolo di punta - economia nazionale e sindacato neocorporativo, controllo monopolistico di tutti i mezzi di comunicazione, ecc.
Naturalmente questo non è ancora un regime, ma marcia verso di esso e questo richiede il revisionismo storico, la rivalutazione del fascismo e dei fascisti, la criminalizzazione e cancellazione della Resistenza, l'alimento e protezione dei gruppi neofascisti e neonazisti ecc.
Tutto questo viene fatto dall'alto da chi il potere ce l'ha già e dall'alto edifica il sostegno organizzato e irregimentato di massa, a partire dall'organizzazione del consenso di massa con l'uso spregiudicato del fascismo mediatico.

Sapere quindi con chi si ha a che fare è necessario ai comunisti, alle avanguardie operaie e proletarie, al movimento di opposizione politico e sociale per individuare forme e mezzi della lotta politica e sociale oggi.
Bisogna opporsi su tutti i campi al moderno fascismo - moderno fascisti non sono solo Lega, Casa pound, ma vi sono dentro tutti i partiti dell'arco parlamentare, PD in testa - bisogna contrastare i singoli passi di questa marcia, ma nella convinzione che non sono il Parlamento, le elezioni, la lotta puramente democratica che fermeranno questa marcia, ma solo l'organizzazione della lotta rivoluzionaria per liberarci di questi governi e, se avanza, di questi regimi, di questo Stato per cosi dire fascistizzato.
Ovvero costruire il partito come reparto d'avanguardia organizzato della classe operaia e tutti gli organismi di massa in funzione della guerra rivoluzionaria, resa necessaria dall'avanzamento del moderno fascismo che esce dal quadro dell'attuale Costituzione e dalle condizioni generali della lotta di classe nel nostro paese.
Guerra rivoluzionaria, significa guerra popolare prolungata che avanza fondandosi sulle masse e per salti, guerra per fasi difensiva-equilibrio-offensiva che sfoci nell'insurrezione popolare per la conquista del potere da parte del proletariato, sostenuto dalle masse popolari.
Guerra popolare su scala globale vale a dire con l'uso di tutti mezzi politici e militanti necessari.
Nuova Resistenza perchè fa propria l'esperienza della Resistenza antifascista che è stata una guerra di popolo sfociata in una insurrezione popolare guidata dal partito della classe operaia, il partito comunista.
Oggi serve un partito comunista di tipo nuovo, non un nuovo pci di tipo vecchio, già dimostratosi come arnese inservibile per la rivoluzione proletaria e socialista nel nostro paese; una moderna Resistenza e non la pura riproposizione della grande e gloriosa Resistenza, con un obiettivo vecchio ma non realizzato, la rivoluzione proletaria e socialista adeguata ai nostri tempi come programma, sistema di governo e di potere, cammino di trasformazione ecc:

Proletari comunisti lavora per il Partito Comunista maoista, agendo da Partito, per la costruzione dei tre strumenti della rivoluzione indicati da Mao, nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con la classe e le masse.

Si può e si deve fare meglio e di più in primis sul fronte del Partito, unire i comunisti, conquistare le avanguardie operaie e proletarie, dirigere la lotta sindacale di classe, organizzare e formare i giovani e le donne ribelli, sostenere, organizzare dirigere le diverse forme di lotta democratica subordinate alla battaglia per il nuovo inizio della lotta rivoluzionaria.
Lo si deve fare insieme in tutte le forme possibili con chi condivida sostanzialmente analisi, battaglie e obiettivi.
Questo lo facciamo e intendiamo sempre più farlo senza alcuna boria di "Partito", settarismo, autoproclamazioni, arroganza, sfoggio retorico, ma come militanti marxisti-leninisti-maoisti di base, per primi e in prima persona strumento e bersaglio della rivoluzione.
Tutto il resto... gli economicisti e operaisti, i revisionisti e neorevisionisti, i beati costruttori di nuovi partiti comunisti morti o nati vecchi, i soggettivisti militaristi, gli autopropagandisti ed elettoralisti, il rivoluzionarismo piccolo borghese, sono programmaticamente e praticamente slegati dalla concezione "nel fuoco della lotta di classe,
in stretto legame con le masse operaie e proletarie".

proletari comunisti - PCm Italia
25 aprile 2015

pc 25 aprile - Conoscere la storia reale della Resistenza

Solo una nuova Resistenza proletaria e popolare, diretta da un Partito Comunista rivoluzionario autentico, una 'guerra di popolo' ci può liberare dall'odierno dominio del capitale!

pc 25 Aprile - Continua l'informazione sullo sciopero generale dal basso e "l'inchiesta operaia" al polo industriale di Carini (Palermo)

Ieri 24 Aprile una nostra squadra di propaganda è tornata all'Italtel al polo industriale di Carini e conoscendo anche una nuova fabbrica la Omer,

Proprio in quest'ultima abbiamo concentrato il nostro intervento informando innanzitutto gli operai circa lo sciopero della scuola di ieri come primo passo dello sciopero generale che deve essere costruito anche dagli altri settori lavorativi ed in particolare dalla classe operaia.
Anche questa volta abbiamo ascoltato diversi pareri e punti di vista dagli operai, generalmente si sono trovati tutti d'accordo circa le nostre proposte di sciopero contro il governo anche se permane sempre una certa sfiducia e disillusione verso lo strumento dello sciopero.
Questa è una questione seria dato che si ripropone ogni volta a causa della mala abitudine  dello sciopero/sfilata a cui i sindacati confederali (Fiom compresa) hanno abituato gli operai.

Ancora una volta abbiamo spiegato pazientemente che lo sciopero di cui parliamo noi è cosa ben diversa da quello dei confederali e abbiamo portato ancora una volta come esempio la linea di condotta dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe facendo esempi concreti di vertenze dei nostri cobas. Abbiamo aggiunto che in questa fase l'obiettivo dello sciopero è innanzitutto la caduta del governo Renzi, abbiamo quindi denunciato brevemente il moderno fascismo in costruzione citando ad esempio il fascismo padronale di Marchionne e il fenomeno Salvini. Spesso dopo questo tipo di spiegazione capiamo di trovarci d'accordo su quale forma dovrebbe prendere lo sciopero per essere un mezzo utile alla raggiungimento dei propri obiettivi.

La Omer è una fabbrica metalmeccanica che produce componenti di vagoni ferroviari e in generale materiali ferroviari. Un operaio nello spiegarci come i 140 operai sono suddivisi nei 3 turni (mattutino, pomeridiani e serale) ha sottolineato che la suddivisione della forza lavoro tra di essi è strettamente correlata alle fasi della produzione. Per questo motivo circa il 50% di essa entra al primo turno e poi progressivamente entrano nei restanti due turni, in quello notturno ci sono solo 20 operai.
Quest'azienda nonostante un primo momento di crisi nel 2008 continua ad avere commesse da parte delle ferrovie quindi non sono previsti licenziamenti o cassa integrazioni, ciò provoca una sorta di "fiducia" da parte degli operai verso il padrone, anche se come abbiamo iniziato a notare e ad affrontare, alcuni operai appartengono a ditte esterne e ciò implica tutele inferiori rispetto agli altri. 
Questo clima di "pace sociale" a cui aspirano i padroni è ben sintetizzato simbolicamente dalla strada in cui sorge lo stabilimento intitolata ad un padrone.
Per quanto riguarda l'Italtel da segnalare una riflessione di un operaio circa il contratto di solidarietà di cui ci dicevano la scorsa settimana. Vi è un malcontento serpeggiante riguardante una clausola di esso che prevede la messa in ferie forzate non retribuite da parte dell'azienda.

pc 25 aprile - Insieme allo sciopero della scuola, la giornata di lotta a Taranto del 24 - da tarantocontro.blogspot.com

Al presidio per il lavoro, solidarietà con i migranti, contro il governo della guerra e della miseria


GIORNATA DI LOTTA: i Disoccupati Organizzati: non vogliamo misure paraelettorali per pochi disoccupati

Tanti disoccupati, tante donne, spesso sole 
con figli da mantenere, da sempre in lotta, 
oggi si sono uniti agli lavoratori degli 
appalti comunali e amiu.

E le loro rivendicazioni sono state 
anche nell'incontro molto precise e 
chiare:
- i cantieri di cittadinanza perchè non 
siano solo uno spot elettorale di 
Regione e governo, devono essere estesi 
a tutti i disoccupati; 
questo vuol dire togliere quei paletti che 
restringono a pochi "disperati" la possibilità 
di usufruire di questa misura, allargare fondi 
e numero di posti di lavoro;
- chiediamo un impegno preciso all'Ass. 
al lavoro sull'assunzione dei 
disoccupati nella nuova raccolta differenziata che inizierà a Paolo VI 
(a inizio estate);
- un impegno diretto del Comune anche per i corsi di formazione a questo scopo, investendo di questo Enti, come la Scuola edile.


 Su questo l'ass. Cosa farà alcune verifiche.
MA OCCORRE MOLTO MA MOLTO DI 
PIU'.
I Disoccupati e le disoccupate a Taranto 
sono migliaia e non si può rispondere 
con mini misure tampone, per pochi 
mesi e pochissimi soldi.
Il lavoro ci può e ci deve essere, ma anche 
qui occorre un piano di vere assunzioni 
stabili, a partire dalla raccolta differenziata 
e ciclo rifiuti.

PER QUESTO I DISOCCUPATI ORGANIZZATI 
SLAI COBAS SI SONO DATI INSIEME 
AGLI OPERAI DEGLI APPALTI 
APPUNTAMENTO AL 4 MAGGIO.


GIORNATA DI LOTTA: i lavoratori degli appalti comunali: 

basta con un lavoro sempre precario e sottopagato


Questa mattina vi erano anche rappresentanti 
dei lavoratori degli altri appalti Amiu e 
comunali, a denunciare lo scandalo di appalti 
tutti in scadenza, tutti a rischio perdita di 
posti di lavoro o di ore, tutti con gare al 
massimo ribasso; e con alcuni appalti che 
vanno avanti da anni con mini 
proroghe - un esempio è l'appalto del verde 
per cui è in corso una gara aperta per 
la bellezza di... 88 giorni di lavoro!
Nell'incontro un lavoratore rappresentante 
slai cobas ha detto: Basta con questi lavori 
sempre precari, nessuno di noi ce la fa a 
vivere e mantenere una famiglia con 480 
euro al mese!
Ma ha anche spiegato ad assessori e presidente/dirigente dell'Amiu, come 
ùquesto andazzo di mini appalti è anche un maggior costo per il Comune 
e quindi per i cittadini.
Lo Slai cobas ha potato delle precise proposte:
un appalto-ponte di almeno 6 mesi per tutti gli appalti in scadenza, 
garantendo posti di lavoro e ore;
fare un piano generale che permetta di unificare tutti i servizi di 
pulizia, guardiania, ecc. in un solo appalto, creando anche una 
multiservizi che occupi tutti i lavoratori attualmente divisi e 
quindi più deboli, stabilendo contratti dignitosi uguali per tutti.  

Su questo il Comune ha dichiarato di 
voler lavorare in questa direzione.
Ma occorrono piani precisi e tempi certi, 
hanno detto i lavoratori slai cobas - e i 
tempi massimi sono questi sei mesi.

UNA NUOVA MOBILITAZIONE CI 
SARA' IL 4 MAGGIO
una lavoratrice della pasquinelli salita sul nastro durante il blocco
Mercoledì avevano improvvisamente fermato il nastro dell'impianto di 
selezione e questa mattina gli operai della pasquinelli erano in sciopero, 
indetto dallo Slai cobas sc, e in presidio sotto il Comune. Al presidio, e 
poi all'incontro con Comune e Amiu, gli operai hanno portato tutta la loro 
rabbia, contro i licenziamenti annunciati, a sorpresa, dalla coop. L'Ancora 
per tutti i 23 operai, lì dove invece negli incontri precedenti si trattava per 
migliorare, ampliare il servizio e dare finalmente stabilità ai lavoratori, dopo 
due proroghe.
Come ha detto una lavoratrice all'incontro: abbiamo dato in questi anni la 
nostra salute per questo lavoro, tuttora lavoriamo costantemente sotto 
rischio di amianto, di pungerci con siringhe piene di sangue (vedi foto sotto 
di un lavoratore che è dovuto andare per la seconda volta al pronto soccorso), 
di toccare materiale tossico, di avere dolori alle braccia, spalle, ecc., e ora ci 
volete buttare in mezzo ad una strada!?...
NON VE LO 
PERMETTEREMO!!
La lotta e la forte denuncia dei lavoratori ha costretto oggi Comune e Amiu a 
prendere degli impegni precisi:
- nessun lavoratore sarà licenziato
- tutti i 23 lavoratori rientreranno contemporaneamente nel
- nuovo appalto, indipendentemente se resta la stessa ditta o viene una nuova
- se ci fossero problemi di tempi tra la fine di questo appalto, il 5 maggio, e il 
nuovo, vi sarebbe comunque continuità del lavoro e gli operai non 
perderebbero nè un giorno nè un'ora di lavoro.

Ma, chiaramente non bastano gli impegni a parole, ci vogliono passi concreti 
e precisi.
Non solo. restano tutti i problemi di prima: carico di lavoro eccessivo, 
necessità del terzo turno e incremento di personale, problemi di sicurezza 
e di salute.

Per questo i lavoratori hanno deciso di continuare lo stato di agitazione; 
il 28 aprile si riuniranno alle 18,30 nella sede slai cobas per decidere nuove mobilitazioni, e si preparano alla nuova giornata di lotta del 4 maggio, 
giorno di apertura delle buste della nuova gara d'appalto. 
un lavoratore pasquinelli mostra il referto del
pronto soccorso. In pochi giorni per la seconda
volta si punge ad una siringa infetta

pc 24 aprile - Giù le mani dalla scuola pubblica... Sciopero e giornata di lotta oggi a Palermo

Una manifestazione vivace e combattiva oggi a Palermo per lo sciopero nazionale della scuola indetto dai sindacati di base e di classe.
L'iniziativa di lotta, organizzata dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, ha visto scendere in piazza alcune centinaia di lavoratori e lavoratrici della scuola, docenti e Ata, ma avendo lanciato il 24 anche come giornata di lotta di altri settori, ai lavoratori della scuola se ne sono uniti altri, dai comunali agli ex pulizieri del policlinico, agli assistenti degli studenti disabili nelle scuole superiori delle Coop Sociali, ai giovani disoccupati...
In piazza hanno partecipato anche delegazioni dell'USB scuola e dell'Unicobas ma anche lavoratori singoli di altre sigle sindacali come l'Anief ecc.

La manifestazione si è aperta con un momento condiviso da tutti di forte denuncia e solidarietà verso gli immigrati “Basta con le stragi umane... la scuola pubblica in difesa della quale oggi siamo in piazza deve essere fondata sui principi di uguaglianza, condivisione, accoglienza... rigettiamo una riforma che invece il governo basa su principi ideologici di disuguaglianza, discriminazione, guerra tra poveri... un governo che leva soldi alla scuola per darli alle missioni di guerra imperialista vera causa delle stragi di migliaia di immigrati...”

Quindi vi è stato un susseguirsi di interventi dal microfono di docenti, lavoratori ATA che hanno denunciato tutti gli aspetti di una riforma della scuola reazionaria, che è palesemente contro i lavoratori e gli studenti, che è sempre più al servizio del sistema del Capitale... “l'istruzione non è una merce, le scuole non sono aziende, gli studenti non sono macchine senza cervello da immettere nel vostro “mercato”.... basta con i proclami bluff delle mega-assunzioni di Renzi... No ai presidi neo-padroni cui si dà con questa riforma la piena libertà di spadroneggiare sulla vita lavorativa di docenti e Ata... No all'organico funzionale e agli albi territoriali... No ad una scuola che uccide o ferisce gli alunni... niente soldi alle scuole private, risorse per la scuola pubblica, per l'assunzione immediata di tutti i precari... basta tagli ai posti degli ATA che nella scuola per questo governo sono invisibili... no allo sfruttamento al ribasso di lavoratori demansionati a gratis come gli ex LSU (ATA)... ma che “bontà è quella di una scuola che permette un “diritto allo studio” per gli studenti disabili a singhiozzo???...

E' una riforma che non si può modificare o migliorare con qualche emendamento!!!
E' una riforma che rimandiamo al mittente!!!




I lavoratori della scuola hanno oggi cominciato con uno sciopero giusto, necessario, tempestivo... NON E' CHE L'INIZIO! è stato detto, di un percorso che deve continuare verso un VERO! Sciopero generale per la caduta del governo Renzi che attacca tutti avanzando nel moderno fascismo in tutti gli ambiti, dall'attacco ideologico e concreto all'art.18 oggi Renzi passa all'attacco al diritto di sciopero, della libertà dei lavoratori di organizzarsi sindacalmente... i padroni ringraziano e agiscono, vedi Marchionne con il suo “sindacato unico” nella FCA...

E gli interventi di altri lavoratori e lavoratici di altri settori lavorativi presenti in piazza hanno messo in evidenza come dinnanzi ad un attacco a 360 gradi occorre mettere in campo una “NUOVA RESISTENZA E LOTTA” ha detto una lavoratrice Slai “visto che domani ricorre il 70° del 25 Aprile”, andare avanti già da domani senza fermarsi...


Quindi è partito il corteo lungo il centro e si è arrivati in Prefettura, con denuncia e slogan continui, dove è stata ricevuta una delegazione che ha consegnato la piattaforma dello sciopero e si sono esposte le vertenze in corso di tutti i settori dei lavoratori presenti in piazza, a cominciare da quelli della scuola.










LA SCUOLA PUBBLICA NON SI TOCCA LA DIFENDEREMO CON LA LOTTA!


CONTRO LA SCUOLA DEL CAPITALE SCIOPERO, SCIOPERO GENERALE...

PRECARIETA', LICENZIAMENTI, TAGLI, PRIVATIZZAZIONE... NON FERMEREMO LA NOSTRA LOTTA E RIBELLIONE!|

pc 24 aprile - Si avvicina il 1 maggio... scatta la repressione a Torino

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Operazione di polizia questa mattina a Torino che ha coinvolto diversi compagni torinesi. Dodici persone coinvolte, diverse perquisizioni,
due misure cautelari ai domiciliari,
quattro obblighi di dimora (al momento questo sembra il computo, eventuali aggiornamenti seguiranno).
L'operazione riguarda due episodi differenti; per la maggior parte delle persone coinvolte,
esponenti del csoa Askatasuna e del Collettivo Universitario Autonomo, si tratta della contestazione al vertice europeo dei ministri del lavoro.
Per tre No Tav tra Torino e Valle di Susa, invece, si tratta dell'episodio legato al corteo di solidarietà con i NoTav condannati al maxiprocesso lo scorso gennaio.
Evidente il tempismo con cui la Questura di Torino decide di intervenire su molti militanti attivi nelle lotte sociali una settimana prima del corteo No Expo di Milano.

pc 24 aprile - A Napoli lo stato borghese a difesa delle sedi fasciste per il 25 aprile - ma gli antifascisti ribadiscono: il 25 non è una ricorrenza ma una Nuova Resistenza. Cacciamo il governo Renzi, liberiamoci da Salvini e Fascioleghismo”"…

25 aprile: a Napoli vigilia rovente

 25 aprile: a Napoli 
Clima rovente alla vigilia della manifestazione del 25 aprile a Napoli.

...il questore Marino  vieta parte del percorso, in quanto in via Foria è ubicata la sede di Casapound.
Sarà bene dunque fare un passo indietro. Infatti negli ultimi tempi in via Foria, in quella che i fascisti napoletani "del terzo millennio" considerano la loro zona, vi sono state diverse aggressioni da parte dei balilla a danno di giovani dei collettivi territoriali e universitari. Prima è stato aggredito un militante dei ClashCityWorkers che rincasava da una serata all’Ex OPG, la più recente occupazione nel quartiere Materdei, e poi sono stati presi di mira degli studenti dell’Istituto superiore Della Porta, scuola a pochi metri dalla sede dei fascisti. In entrambe le occasioni è stato fatale per gli aggrediti l’essere riconosciuti come attivisti dei movimenti antagonisti. Da allora la sede di Casapound è presidiata praticamente giorno e notte da un blindato della polizia e talvolta da un cordone di celerini.
Possiamo pure tralasciare le considerazioni sulle guardie dello Stato in difesa permanente di una sede fascista. Appare invece più interessante rileggersi le motivazioni, messe nero su bianco dal questore: “ACCERTATO DA VERIFICHE EFFETTUATE IN INTERNET, è stata acquisita documentazione su siti d’area antagonista nello specifico dal sito Rete Antifascista Napoletana che in riferimento alla manifestazione in oggetto riporta quanto segue “il 25 non è una ricorrenza ma una Nuova Resistenza. Cacciamo il governo Renzi, liberiamoci da Salvini e Fascioleghismo”"….
Insomma parole d’ordine squisitamente politiche e assolutamente normali per una manifestazione del genere ma per il questore la teoria degli opposti estremismi è sufficiente per limitare il diritto di manifestare, ovviamente solamente agli antifascisti.
Del resto il questore dovrebbe essere anche a conoscenza (considerate le sue letture internettiane ) che la Rete Antifascista Napoletana ha riparametrato l’iniziativa di quest’anno mettendo al centro della manifestazione la questione rifugiati e migranti. I 700 e oltre morti a largo delle coste libiche hanno reso palese a tutti che il fascismo in questi anni ha le sembianze della Fortezza Europa, che con le sue politiche antipopolari finisce per alimentare guerre tra poveri in cui spadroneggiano i Salvini e le Santanchè che cinicamente soffiano sul fuoco dell’intolleranza.
Al corteo di quest’anno saranno presenti anche i rifugiati degli Hotel Sangiorgio e Hotel De La Ville, arrivati anche loro su barconi, e parcheggiati in alcuni hotel in zona stazione, accatastati in sei in camere di pochi metri quadrati, nutriti male, non indennizzati neanche dei 2.50 euro a cui hanno diritto giornalmente, tutti con il permesso scaduto e che una decina di giorni fa hanno inscenato una protesta spontanea

E' una vergogna che non si possa passeggiare accanto alla sede di Casapound nell'anniversario della Liberazione dal nazifascismo.
Contropiano - Redazione Napoli

pc 24 aprile - Riesce a Roma la manifestazione per lo sciopero della scuola - lo Slai cobas per il sindacato di classe manifesta nelle diverse citta italiane - scelta sbagliata e filoconfederale della Confederazione cobas




Diecimila contro la S(cu)òla di Renzi. Lavoratrici asserragliate in assessorato
Con in testa lo striscione 'Disegno di legge la buona scuola bocciato! La scuola la cambiamo noi'’, diecimila tra insegnanti e altri lavoratori della scuola hanno attraversato questa mattina le vie del centro storico della capitale, sfilando da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli. Insieme a loro anche alcune delegazioni dei vigili del fuoco e degli ex Lsu hanno protestato contro il Governo Renzi rispondendo all’appello di Usb, Unicobas, Anief e altri sindacati di base (Orsa e Cub), mentre la Confederazione Cobas ha preferito rimandare la protesta al prossimo 5 maggio, unendosi ai sindacati confederali. L’iniziativa è proseguita poi nel pomeriggio sotto le finestre di Montecitorio, mentre gli ex Lsu si sono spostati al Miur in Viale Trastevere per denunciare gli effetti disastrosi delle esternalizzazioni dei servizi scolastici, per manifestare a favore della reinternalizzazione di questi servizi e per l’assunzione dei lavoratori precari. Tra gli striscioni esposti: 'No al dirigente padrone senza eccezioni- esitazioni Renzi dimissioni'. Alcuni manifestanti indossavano cartelli con la scritta: 'Vendesi libertà di insegnamento'.
“Le letterine di Renzi agli insegnanti, in cui il premier ci ‘spiega’ il Ddl scuola, insultano la nostra intelligenza e confermano la necessità di scioperare oggi” “Il “Il Ddl sulla ‘buona scuola’ ha un impianto inaccettabile – sottolinea il rappresentante dell’USB - e per questo va semplicemente ritirato. Occorre piuttosto aprire un confronto per l’immediata stabilizzazione dei precari, con diritti certi, la restituzione della quota di salario sottratta con 7 anni di blocco contrattuale ed il ripristino di 200.000 mila posti di lavoro nelle nostre scuole, tanto per cominciare”. Aggiunge Bonfini: “E' questo il messaggio che l’USB consegna al Governo con lo sciopero di oggi, insieme ad Anief, Unicobas e molte altre sigle sindacali alternative. Il resto, a partire dalla tardiva mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda su posizioni molto arretrate, sono chiacchiere da bar che vanno avanti da anni e che i lavoratori della scuola stanno imparando a non considerare”.

pc 24 aprile - Il Movimento femminista proletario rivoluzionario sostiene attivamente le lavoratrici della scuola che oggi scioperano contro la riforma della "buona scuola " del Governo Renzi.

Un governo sempre più reazionario che fin da quando si è insediato ha sfornato tutta una serie di  leggi antiproletarie e antipopolari che attaccano tutti ma che nello specifico attaccano le donne doppiamente, sia sul piano della classe che sul piano del genere.

La "buona scuola" di Renzi  di "buono" non ha proprio nulla; sempre più a misura degli interessi dei padroni colpirà tante donne visto che la popolazione lavorativa del mondo scolastico è  in maggioranza al femminile. Dietro termini quali meritocrazia, organici funzionali, sburocratizzazione, digitalizzazione, esternalizzazione dei servizi di segreteria… e dietro i proclami  sulla stabilizzazione dei precari, il governo infatti si prepara a ricacciare a casa tante lavoratrici tagliando ulteriormente sugli organici, eliminando la chiamata dei supplenti temporanei, trasformando i presidi in "neopadroni" e dando  loro il potere di decidere quali docenti dovranno lavorare e quali no...

Ma di contro  le lavoratrici della scuola sono quelle che in tantissime hanno costituito una parte luminosa della scintilla dello storico SCIOPERO DELLE DONNE che si è fatto il 25 novembre 2013 contro doppia oppressione, doppia violenza, doppio sfruttamento...

Come per lo sciopero delle donne facciamoci sentire anche oggi con  grande ribellione dando un forte segnale di  lotta nel percorso che deve portare allo sciopero generale per la caduta del governo Renzi.

Movimento femminista proletario rivoluzionario

pc 24 aprile - Donne in sciopero sempre in prima fila a Palemo

LA NOSTRA LOTTA NON SI FERMA!

PRECARIE  E PRECARI COOP SOCIALI 

SLAI COBAS per il sindacato di classe Palermo

pc 24 aprile - Anche dallo sciopero e giornata di lotta di oggi, l'appello allo sciopero generale dal basso

Le lavoratrici e i lavoratori del Policlinico di Palermo, aderenti allo SLAI Cobas s.c., aderiscono all’appello per la costruzione dal basso di uno
SCIOPERO GENERALE VERO PER LA CADUTA DEL GOVERNO RENZI CHE STA COLPENDO SEMPRE PIU’ PESANTEMENTE
ANCHE LA SANITA’ PUBBLICA E I LAVORATORI DEL COMPARTO

Nel frattempo, in occasione dello sciopero generale della scuola del 24 aprile p.v., aperto ad altri settori dei lavoratori, precari, disoccupati in lotta,  indetto dal sindacalismo di base contro la riforma reazionaria della “buona scuola“, anche una delegazione di lavoratrici/lavoratori del Policlinico scenderà in piazza 
Inevitabilmente  i massicci tagli anche alla sanità pubblica previsti sia per il 2015 che per il 2016  - 2,352  miliardi di Euro per ogni anno - oltre a colpire  ammalati/utenti, si abbattono anche sui lavoratori del comparto, che vengono spogliati progressivamente di ogni diritto e della dignità professionale ed umana, oltreché della sicurezza sul lavoro.
A fronte del perenne blocco dei contratti e dei salari, i dipendenti vedono accrescere il proprio sfruttamento ed il peggioramento delle proprie condizioni di lavoro. Inoltre, si assiste anche qui ad una crescente precarizzazione  e flessibilizzazione del rapporto di lavoro (interinale, co.co.co. cooperative ecc.). Tutto ciò rafforzato dal massiccio ricorso alla esternalizzazione dei servizi.
Grazie a disastrose riforme il SSN è stato trasformato via via in un sistema di tipo privatistico, dove la salute viene considerata una vera e propria una merce, subordinata, di fatto, al risparmio e ai profitti delle aziende ospedaliere, divenendo un LUSSO per la maggior parte della popolazione.  Infatti, solo i più facoltosi possono permettersi di ricorrere alla prevenzione e alle cure, in barba all’art. 32 della Costituzione.
Altresì, la drastica sforbiciata ai fondi sanitari, con l’imposizione alle regioni del contenimento della spesa, malgrado in questi anni questa sia notevolmente scesa divenendo tra le più basse d’Europa,  in pratica, oltre ad accrescere notevolmente la malasanità, con punte di 32 mila morti l’anno,  si traduce anche in un ennesimo aumento delle tasse regionali, in nuovi ticket, in tagli alle ASL e agli ospedali che hanno visto un progressivo deperimento della qualità dell’assistenza e delle prestazioni.  Per non parlare dell’emergenza igienico-sanitaria, dovuta al numero del tutto insufficiente di pulizieri, così come accade anche al Policlinico di Palermo, definito una “fogna a cielo aperto” dallo steso ex direttore generale.

BASTA AL RISPARMIO SULLA PELLE DI MALATI E LAVORATORI
BASTA ALLA POLITICA DELLA MACELLERIA SOCIALE,
QUESTO GOVERNO SE NE DEVE ANDARE!

Pa. 20.04.2015

pc 24 aprile - Al carcere di La Spezia i criminali non sono i detenuti

Carcere della Spezia, 3 inchieste della Procura

Il carcere della SpeziaIl carcere della Spezia
La Spezia - Il quadro accusatorio è sembrato chiaro fin dal principio. La Procura, così, non ha perso tempo e, dopo un’indagine protrattasi poco più di un anno, ha chiesto il giudizio per Maria Cristina Bigi, direttrice del carcere di Villa Andreini. Il Secolo XIX , nel novembre scorso, aveva pubblicato la notizia riguardante il fascicolo che la vede iscritta sul registro degli indagati. Una vicenda che, in prima battuta, sembrava di poco conto. Ora, invece, assume un peso differente. L’accusa ritiene che sia stato distribuito del cibo, delle fritture, a un detenuto affetto dal morbo di Crohn (infiammazione cronica dell'intestino).
La responsabilità sulle condizioni del carcerato, almeno secondo quanto sostenuto dal pm Tiziana Lottini, ricade sulla direttrice Bigi. L’udienza preliminare è fissata per la seconda decade di maggio. Il carcerato ritiene di aver patito danni gravi. Gli agenti della polizia giudiziaria avevano acquisito le documentazioni riguardanti i generi alimentari distribuiti a Villa Andreini e si erano accorti che c’erano corrispondenze con quanto denunciato dalla parte offesa.
La dirigente del penitenziario però respinge tutte le accuse, ritiene che non siano sue le responsabilità, i controlli sarebbero stati portati avanti come da protocollo. Chi ha sbagliato allora? Difficile rispondere.
Di certo, risulta impossibile non rilevare che la Procura, da tempo, ha puntato i fari sulla casa circondariale di via Fontevivo. Ad allarmare gli inquirenti spezzini era stato anche un telefono cellulare rinvenuto da un secondino all’interno di una cella. I militari della Guardia di Finanza avevano sospettato che si potesse trattare di telefonino utilizzato per coordinare un traffico di stupefacenti all’esterno del carcere. Il pm Giovanni Maddaleni aveva deciso di monitorare le telefonate provenienti da quell’utenza. Non era saltato fuori però nessun indizio rilevante, il procedimento infatti era stato archiviato: il cellulare veniva usato soltanto per parlare con i familiari. Non è dato sapere invece come il telefono sia finito all’interno di una cella.
Non è tutto. Anche un terzo magistrato della Procura spezzina si sta occupando di un fatto verificatosi all’interno della casa circondariale. Il pm Claudia Merlino indaga su un furto da 800 euro avvenuto nel bar collocato nella struttura. Qualcuno era riuscito ad aprire un cassetto in cui venivano custoditi i contanti. Il fascicolo risulta privo di indagati, i gestori dell’esercizio non avevano alcun sospetto e avevano presentato una denuncia verso ignoti.
nsomma, tre magistrati della stessa Procura hanno cercato di venire a capo di alcune notizie di reato. Pensare che a vigilare sui detenuti fino a qualche tempo fa c’era un soggetto come Salvatore Gesualdo, 32 anni, con una vita da secondino nel carcere spezzino e, parallelamente, un’altra da presunto capo malavitoso di una cosca di Enna.