sabato 17 gennaio 2015

pc 17 gennaio - La scontata abiura del sindaco di L'Aquila di fronte a re Giorgio e le opinioni di un'aquilana terremotata e licenziata

Per una cosa giusta che ha fatto nel post terremoto il sindaco Cialente (riconsegnare nel 2013 la fascia tricolore per denunciare la scarsità di fondi per la ricostruzione di L'Aquila), ora egli abiura e sbava davanti a re Giorgio Napolitano in nome del "suo paese" mentre re Giorgio se ne va tranquillamente a godersi la sua alta pensione di fronte "al suo paese", di fronte a chi:
  • Non ha avuto giustizia per la perdita dei propri cari e ora deve anche subire la beffa di pagare la TASI per la casa inagibile
  • Non ha avuto un alloggio agibile provvisorio grazie alla protezione incivile di questo stato, a Berlusconi, a re Giorgio e ai governi Letta, Monti e Renzi (quindi, chi ha avuto la "fortuna" di alloggiare nel progetto case o nei map, ora inagibili, deve pagare la TASI per questi e per la casa vera, ancora, anche essa, inagibile!)
  • Non ha avuto né alloggio provvisorio (anche inagibile), né contributi dello Stato per rendere agibile la casa vera
  • Oltre a perdere la casa, i propri cari, ha perso anche il lavoro, il proprio unico mezzo di sussistenza
Questo è il paese di re Giorgio e del sindaco Cialente! Quindi il sindaco Cialente non ha alcun diritto di scusarsi con re Giorgio a nome del "suo paese" (di cosa poi dovrebbe scusarsi? Di ammainare il tricolore? Ma per piacere!...) e re Giorgio dovrebbe piuttosto scusarsi con il "suo paese" per aver bloccato, durante la sua visita ai funerali di stato, ogni emergenza sanitaria nella provincia di L'Aquila durante lo sciame sismico (durante il G8 e i funerali di Stato, chi doveva recarsi al lavoro o al pronto soccorso doveva vedersela con i vertici dello Stato e se riusciva a dimostrare telefonicamente lo stato di necessità, in quei giorni in cui le comunicazioni telefoniche erano praticamente impossibili, veniva prelevato con l'elicottero perché ai comuni mortali era praticamente impedito l'accesso alla città e all'ospedale, a causa della capillare e massiccia militarizzazione del territorio, perché ci doveva essere il G8, perché doveva venire re Giorgio).
Il "paese" di re Giorgio e di Cialente è quello di milioni di disoccupati, di proletari senza tetto ma legge, quella che non protegge, quella di Renzi e di Lupi, quella della borghesia al potere, quella delle masse oppresse, quella che reprime le masse in lotta contro l'oppressione...
Perciò, sindaco Cialente, sbava per te e i comitati d'affari che ancora ti tengono in carica e non in nome del "paese": NON IN NOSTRO NOME!
Giorgo Napolitano è stato il peggiore dei presidenti della repubblica borghese che abbiamo avuto e al peggio non c'è mai fine, se questo fine non lo pone il proletariato, le masse in lotta contro il sistema capitalistico!

Luigia De Biasi

pc 17 gennaio - CHARLIE-HEBDO proletari comunisti stà in questi giorni diffondendo ovunque il suo comunicato sui fatti di Parigi e abbiamo indetto una giornata di controinformazione per domenica 18 gennaio - innanzitutto là dove siamo presenti - in rapporto con le manifestazioni che si tengono a Parigi e in Francia - contro la caccia alle streghe e l'islamofobia

Gli/le antifascisti/e parigini chiamano tutti a scendere in piazza il 18 gennaio. Ecco l’appello tradotto di AFA (Action Antifasciste Paris-Banlieue):

CONTRO GLI ISLAMOFOBI AUTODIFESA POPOLARE
altMercoledì 7 gennaio la sede del giornale Charlie Hebdo è stata attaccata, i colpi di fucile hanno provocato la morte di 12 persone. Non cadremo nel sostegno cieco a questo giornale perché non dimentichiamo che ha contribuito ad accentuare l'islamofobia generale in Francia in questi ultimi anni in nome di una certa "libertà d'espressione". Questa "libertà d'espressione" che permette d'attaccare i più deboli socialmente e di rinforzare il sentimento d'oppressione dei musulmani.

pc 17 gennaio - COORD. NAZ. SLAI COBAS SC - INTERVENTI: CEMENTIR TARANTO, ENI MARGHERA, DISOCCUPATI PALERMO

TARANTO – Operaio rappresentante della Cementir 
 

La Cementir produce cemento per le grandi opere. Come siamo entrati in contatto con lo Slai cobas per il sindacato di classe. In Cementir c'era una storia consolidata di sindacati confederali a braccetto con l'azienda. Il gruppo che è internazionale nasce in Italia con 5 stabilimenti. Quando il mercato in Italia era fiorente e la Cementir faceva introiti esagerati, il proprietario, il famoso Caltagirone, decide di frazionare la Cementir in holding e Cementir Italia, e di costruire le fabbriche in paesi dove il costo del lavoro era nullo ed erano possibili violazioni ambientali. Questo ha determinato il fatto che all'estero era in attivo spaventoso, in Italia in passivo spaventoso.

Tutto il gruppo Cementir Italia inizia, quindi, con gli ammortizzatori sociali. Accettati dai sindacati confederali. Questi si trovavano bene quando c'era da discutere per il “buono pasto”, ma per la difesa del lavoro e del salario firmavano tutti gli accordi presentati dall'azienda.

Stanchi di questo, un gruppo di noi operai si rivolge allo Slai cobas sc.

L'azienda all'inizio non ci voleva riconoscere, dopo presidi, picchetti, denunce la Cementir

pc 17 gennaio - CONTRO IL CONVEGNO DEGLI INTEGRALISTI SULLA FAMIGLIA DELLA REGIONE LOMBARDIA - IL MFPR ALLA MANIFESTAZIONE PROMOSSA DA GAY E LESBICHE A MILANO

L’ Expo e la famiglia

Grande risalto ha avuto la notizia in merito al convegno che si terrà a Milano “Difendere la famiglia per difendere la comunità”. I riflettori sono puntati, da un lato, su un mal celato attacco ai gay e ai matrimoni gay- visto l’elenco dei promotori e partecipanti al convegno stesso-, dall’altro, sull’uso strumentale del logo di Expo. Noi crediamo che il punto centrale sia proprio la questione della “Festa della famiglia Naturale e del ruolo in essa delle donne, che, naturalmente, esclude le coppie gay: non è un caso che, in una sua nota l’assessore alle Culture, Cristina Cappellini, afferma: “Il convegno promosso legittimamente e convintamente da Regione Lombardia ha come unico scopo quello di riflettere sul valore e

pc 17 gennaio - "LO STRISCIONE ALL'IST. TUMORI A MILANO RESTA!" - NUOVA SENTENZA - UN UTILE PRECEDENTE

DOPO LA SENTENZA DEL 6 NOVEMBRE SCORSO, NUOVA SENTENZA POSITIVA CHE RIGETTA IL RICORSO IN APPELLO DELL'IST. TUMORI DI MILANO CONTRO LO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.

Questa nuova sentenza è importante soprattutto per le motivazioni contenute e costituisce per lo Slai cobas sc e per tutti i lavoratori un buon precedente.

In tutti questi mesi vi sono state pressioni e minacce (velate e no) da parte della Direzione dell'Istituto in particolare contro il rappresentante dello Slai cobas sc, Giuseppe Gaglio. Ma il compagno è andato avanti nel suo lavoro, anzi ha rafforzato la denuncia delle condizioni di lavoro in cui sono costretti a lavorare. Queste pressioni hanno ora trovato la giusta risposta! 

L'oggetto del "reato"...
DALLA SENTENZA: 

(La Fondazione Istituto tumori di Milano) Ha chiesto che fosse revocata l’ordinanza del 6 novembre 2014 e che, accertata la diffamatorietà e l’illiceità delle frasi riportate sullo striscione, fosse ordinato a SLAI Cobas di rimuoverlo con pubblicazione del provvedimento cautelare...
lo SLAI Cobas ha ripreso le argomentazioni già svolte in primo grado, osservando: che nella gestione del lavoro straordinario la Fondazione non rispetta le disposizioni in materia di orario di lavoro e di turnazione...

pc 17 gennaio - Milano, con tristezza solidale il saluto dei compagni a TEO


Con profondo dolore e sgomento abbiamo appreso della morte del compagno Matteo Cirese, 25 anni, avvenuta domenica scorsa, in un incidente stradale in zona Lambrate a Milano, incidente in cui sono stati coinvolti anche altri due giovani compagni, Elena e Francesco. Teo era uno studente universitario, faceva parte del collettivo studentesco della Facoltà di Scienze Politiche e insieme a lui, ad Elena e Francesco, noi insegnanti del Coordinamento 3 ottobre, abbiamo spesso organizzato e condiviso lotte, iniziative  e manifestazioni. In particolare, Teo ci ha appoggiati, insieme al collettivo di cui era membro attivo, nella costruzione dello sciopero Invalsi dello scorso maggio 2014 e ha partecipato agli appuntamenti di fine 2014 dell’Assemblea su “Scuola vs Produttività, Merito e Valutazione”, occasioni in cui, questo nostro giovane compagno, ci aveva colpito per la volontà, l’intelligenza, l’intuizione politica e la simpatia mostrate. Matteo lascia un vuoto enorme non solo nella famiglia, negli amici e in tutti colori che lo hanno conosciuto, ma anche nella sua e nostra causa, a cui si dedicava con grande impegno e passione quotidiani, contro i progetti neoliberisti a danno della Scuola e dell’ Università pubbliche.

Ci uniamo al dolore dei genitori  e dei suoi amici e compagni dell'Assemblea di Scienze Politiche di Milano e della Panetteria.
Auguriamo alla compagna Elena di vincere la lotta per la vita che sta conducendo e a Francesco inviamo il nostro più caldo abbraccio.
 
Coordinamento Lavoratori della Scuola “3 Ottobre” - Milano

A seguire il comunicato girato dalle compagne e compagni dell'Assemblea di Scienze Politiche 

pc 17 gennaio - Napoli ancora processi contro chi lotta per il lavoro - la solidarietà di Soccorso Rosso Proletario

foto di Giulia Valle.
Siamo in presidio fuori il palazzo di giustizia in solidarietà ai Disoccupati e Precari BROS. Le lotte non si processano!
foto di Giulia Valle.

pc 17 gennaio - Germania, i neonazisti islamofobi di PEGIDA uccidono e scatenano manifestazioni antimmigrati - forte risposta degli antifascistiti

Germania, simpatizzanti di Pegida uccidono il rifugiato Khaled Idris Bahray

Germania, nuove provocazioni di Pegida. Scontri con gli antifa a Düsseldorf

altKhaled Idris Bahray aveva 20 anni ed era arrivato in Germania dall'Eritrea come rifiugiato politico. Abitava a Dresda, in un prefabbricato del quartiere Leubnitz-Neuostra, e divideva una camera insieme ad altre sette persone, anche loro rifugiate.
La sera di lunedì, intorno alle 20, mentre 25.000 persone marciavano per il centro cittadino scandendo gli slogan razzisti e xenofobi di Pegida (“Patrioti europei contro l’islamizzazione del Paese”), Khaled è uscito di casa per comprare le sigarette e non è più tornato. Il mattino seguente, alcuni residenti del palazzo hanno trovato il suo corpo accasciato nel cortile interno dell'abitazione, ricoperto di sangue e con diversi tagli.
La polizia ha subito negato che si trattasse di un omicidio, tentando così di insabbiare il caso, ma l'autopsia ha poi rivelato che era stato ucciso.
La sporca propaganda anti-immigrati di Pegida è così riuscita a fare la sua prima vittima.
Gli amici e i coinquilini di Khaled denunciano infatti una situazione gravissima di insulti, intimidazioni e minacce continue nei loro confronti, specialmente nei lunedì durante i quali i razzisti di Pegida tentano le loro parate in città. Già durante i precedenti raduni era stata presa a calci la porta della struttura che ospita i rifugiati, mentre alcune persone urlavano slogan razzisti in strada; difficilmente, dicono i residenti, passa una settimana senza che il clima xenofobo si faccia sentire.
Immediata la risposta degli antifascisti tedeschi, che già da diverse settimane organizzano partecipatissime manifestazioni contro il dilagare del movimento islamofobo.

pc 17 gennaio - Carlo Giuliani - non sono nè saranno i tribunali di questo Stato che renderanno giustizia!

Carlo Giuliani: per il Tribunale una morte senza responsabili

altNella giornata di ieri il Tribunale ha respinto il ricorso che era stato intentato dai parenti di Carlo Giuliani nei confronti dei Ministeri della Difesa e dell'Interno, chiedendo che ne venisse stabilita la responsabilità nell'uccisione di Carlo durante il G8 di Genova (e un relativo risarcimento). Per i giudici, quindi, anche in sede civile non ci sono responsabili per quella morte del 20 luglio 2001.
Ad essere citati come rappresentanti dei ministeri nel ricorso della famiglia Giuliani erano l'allora vicequestore Adriano Lauro, incaricato di gestire l'ordine pubblico nella zona di piazza Alimonda, e il carabiniere Mario Placanica che esplose il colpo che uccise Carlo. Nel respingere il ricorso, il Tribunale ha riproposto le stesse tesi con cui proprio Placanica venne assolto dal suo gesto infame, ribadendo l'"uso legittimo delle armi" da parte del militare nei confronti dei manifestanti e difendendo la criminale gestione della piazza da parte di Lauro e della Questura tutta.
E nel testo con cui il Tribunale ha bocciato il ricorso non c'è "giustizia" nemmeno per quella sassata inferta sul corpo già a terra di Carlo, gesto estremo di spregio e tentativo di depistaggio da parte dei suoi assassini: per il giudice non ci sono prove che a scagliarlo sia stato un appartenente alle forze dell'ordine.
Ora i familiari di Giuliani dovranno decidere se presentare ricorso in appello.
Nel frattempo, la decisione di ieri conferma ancora una volta lo stravolgimento prodotto per anni dalle aule di Tribunale dei fatti di quel 20 luglio a uso e protezione degli assassini di Carlo e delle copertura delle violenze di quei giorni da parte delle fdo, ripetutamente assolti (quando non promossi!) per le responsabilità delle loro infamie.
Pubblicato in varie

pc 17 gennaio - L'assemblea nazionale NO EXPO si fa lo stesso - ma all'università statale da lunedì bisogna tornare!

No Expo: Università chiusa? Prendiamo spazio - in via mascagni 6

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Dopo che il Prefetto di Milano ha ordinato la chiusura dell'Università Statale in vista delle iniziative No Expo e dell'assemblea nazionale che si terrà domani, nel pomeriggio-serata di oggi è stato occupato uno spazio. Riportiamo qui sotto il comunicato del Comitato No Expo che dà notizia dell'occupazione, rilanciando sulle inizitive che si terranno domani.
Nella Milano che rivendica la libertà di espressione le porte dell’Università statale rimangono chiuse a studenti, docenti, lavoratori e la città intera.
Nella Milano dove Expo patrocina iniziative omofobe perché “Expo lascia spazio a posizioni diverse e a volte antitetiche tra di loro”, si chiude un luogo di cultura per impedire dibattito e confronto

pc 17 gennaio - CONTRO L'EUROPA DEI BANCHIERI E DEI PADRONI manifestazione a Firenze

RENZI E MERKEL, FIRENZE NON E' LA VOSTRA VETRINA!

I prossimi 22 e 23 gennaio Firenze ospiterà il vertice bilaterale Italia-Germania, alla presenza di Renzi e della Merkel. Dal punto di vista mediatico sarà l'ennesimo appuntamento per rilanciare la retorica dell'unità e dei "valori europei" e per spacciare illusioni sulla fine dell'austerità, ma la realtà è ben diversa. Questo vertice è promosso da chi tutti i giorni, in Italia, Germania, come in tutta Europa, attacca le condizioni di lavoro e di vita di milioni di lavoratori e non esita un attimo a bombardare e uccidere per i propri interessi. La realtà è che l'Unione Europea è strumento di sfruttamento e repressione nelle mani delle classi dominanti e che le nostre vite, dopo l'approvazione del jobs act, saranno usate da Renzi come merce di scambio sul tavolo delle trattative. 
In questi mesi stiamo rispondendo come lavoratori, disoccupati, studenti, sfrattati, con manifestazioni, scioperi, presidi. Sappiamo bene che possiamo ottenere risultati solo contando sulle nostre forze, fuori dalle mediazioni e dalle false divisioni tra precari e garantiti, rifiutando la logica della guerra tra poveri e individuando i nostri veri nemici. Perciò saremo in piazza giovedì 22, per ribadire con forza che Renzi e la Merkel a Firenze non li vogliamo.

CONTRO L'EUROPA DEI BANCHIERI E DEI PADRONI
MANIFESTAZIONE GIOVEDI' 22 GENNAIO 17:30
PIAZZA DELL'UNITA'

Assemblea NO JOBS ACT - Firenze

venerdì 16 gennaio 2015

pc 16 gennaio - Cresce la rivolta operaia in Cina

In Cina lo sciopero è virale

Scioperi in Cina nel 2014 - 1378, questo il numero degli scioperi in Cina nel 2014 secondo il China Labour Bulletin di Honk Kong. Quasi il doppio rispetto all’anno precedente. I nuovi dati raccolti evidenziano inoltre un’accelerazione della tendenza: nell’ultimo trimestre dell’anno i numeri sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2013.

I lavoratori cinesi scesi in sciopero - operai, camionisti, insegnanti, lavoratori edili, minatori, ecc. - rivendicano salari più alti, arretrati e pensioni. Attraverso l’utilizzo di smartphone e social network, le mobilitazioni si sono diffuse di fabbrica in fabbrica, espandendosi oltre la provincia industriale del Guangdong, da sempre epicentro delle proteste. Scioperi sono stati indetti infatti anche nelle ricche province di Jiangsu e Shandong, nonché nella Cina centrale nella più povera Henan.

Le autorità cinesi, di fronte al rallentamento dell’economia e all’aumento delle proteste, hanno mostrato maggior cautela, rispetto al passato, nella repressione del fenomeno.

La stessa cautela adottata in occasione delle proteste nella metropoli finanziaria e bottegaia di Hong Kong, dove gli studenti, consueta cartina di tornasole del malessere sociale, hanno manifestato per una "vera democrazia" sotto l'etichetta per niente casuale di Occupy Central. In realtà si è trattato di una reazione all'impoverimento degli strati bassi, colpiti dall'emigrazione di molti servizi verso le aree portuali dei distretti produttivi cinesi (come Shanghai); a cui ha risposto, solidarizzando timidamente, la megalopoli operaia confinante di Shenzhen, con volantini a stampa e attività su Internet a firma Occupy Shenzhen.

Cina: secondo le statistiche del China Labour Bulletin, gli scioperi e le proteste dei lavoratori sono in ulteriore aumento.

Nel 2014, i lavoratori edili, i minatori, gli insegnanti, gli autotrasportatori e gli operai di fabbrica sono stati protagonisti di un numero di scioperi e manifestazioni doppio rispetto a quello dell'anno precedente. Questa tendenza, in particolare, ha subito un'accelerazione nell'ultimo trimestre dell'anno, allorché il numero degli scioperi è più che triplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.


da operaicontro
Operai cinesi, un esercito in movimento
14 gennaio ’15 Centinaia di operai edili dei cantieri di Kunning nello Yunan sono scesi in piazza per chiedere il pagamento dei salari arretrati-
http://wickedonna2.tumblr.com/post/108099962658/2015
13 gennaio ’15 Gli operai di un calzaturificio di Dongguan nella provincia i Guangdong protestano contro la ristrutturazione e i licenziamenti volontari.
http://wickedonna1.tumblr.com/post/108017053420/2015-1-13
13 gennaio ’15 Operai edili dei cantieri i Dali, Yunan in presidio davanti al palazzo del governo,chiedono il pagamento dei salari arretrati
http://wickedonna1.tumblr.com/post/108068083450/2015-1-13
Gli operai edili di una scuola in costruzione nel distretto di Chongqing protestano chiedendo il pagamen to dei salari arretrati
http://wickedonna1.tumblr.com/post/108018685905/2015-1-13
12 gennaio ’15 Caricati dalla polizia gli operai edili in Tibet mentre protestano per chiedere il pagamento dei salari arretrati
http://wickedonna1.tumblr.com/post/107937261110/2015-1-12
Operai di uno stabilimento chimico di Jiansou manifestano in piazza per  rivendicare sicurezza sul lavoro, sicurezza sociale e stipendi arretrati 
http://wickedonna1.tumblr.com/post/107930851905/2015-1-12
7 gennaio ’15 Centinaia di operai di uno stabilimento farmaceutico scendono in strada a Zhengzhou nello Yunan per chiedere il pagamento dei salari arretrati.
http://wickedonna1.tumblr.com/post/107430274650/2015-1-75t
gennaio ’15 300 operai di uno stabilimento di componenti elettroniche di Shangai scendono in sciopero  di essere ricollocati e pagati
http://wickedonna2.tumblr.com/post/107234847943/2015
26 dicembre 2014  Circa 500 operai di una fabbrica di biciclette Huizhou, Guandong protestano, bloccando le strade chiedendo il pagamento degli arretrati e l’indennità di licenziamento. Molti vengono arrestati .
http://wickedonna2.tumblr.com/post/106340958098/2014
25 dicembre 2014 Oltre 1000 operai di una centrale elettrica nella Mongolia interna, scioperano e scendono in strada contro il taglio dei salari.
http://wickedonna2.tumblr.com/post/106159784193/2014

pc 16 gennaio - Milano - salto di qualità del moderno fascismo - Il Prefetto chiude la Statale per impedire l'assemblea nazionale NO-EXPO!

1striscione

Tempi da caccia alle streghe e decisione gravissima da parte del Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, che ha ordinato la chiusura per tutto il fine settimana – da oggi fino a domenica – dell’Università Statale. "Motivi di sicurezza", nessuna spiegazione dettagliata. Raduni fascisti? Macché, quelli le loro assemblee le possono fare tranquillamente in sedi istituzionali.


L’obiettivo delle autorità è impedire che all’interno della sede di via Festa del Perdono dell’ateneo milanese si possa svolgere la programmata assemblea nazionale dei comitati No Expo prevista per la giornata di domani e anticipata da alcune iniziative già oggi. 

"La decisione, condivisa con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica – ha spiegato laconicamente la direzione dell’Università - si è resa necessaria a tutela della sicurezza di studenti, personale e docenti, a fronte della manifestazione nazionale autoproclamata da alcuni centri sociali e dall'area antagonista".
Per autorità accademiche e autorità di pubblica sicurezza la mobilitazione contro la kermesse – sotto accusa per l’infiltrazione della malavita organizzata e per altri consistenti motivi – non sarebbe altro che una scusa, insomma, per occupare i locali dell’ateneo.
Per ora non è dato sapere cosa pensa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco ‘arancione’ Pisapia, rappresentata all’interno del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha adottato la draconiana e intollerabile decisione di chiudere letteralmente le lotte in faccia a chi si batte contro la speculazione e la devastazione ambientale.

Gli organizzatori dell’assemblea nazionale - Comitato abitanti San Siro, centro sociale Il Cantiere e Cut- Collettivo Universitario The Take e altri ancora - non ci stanno, denunciano l’atto d’imperio e informano che le attività di dibattito già previste si terranno altrove. A Milano il fine settimana si annuncia più caldo del previsto. Intanto a metà mattinata un gruppo di attivisti ha affisso davanti alla sede universitaria sbarrata uno striscione che recitava, in riferimento alla retorica utilizzata dai governi e dai media mainstream europei dopo gli attacchi alla redazione del giornale francese satirico Charlie Hebdo, "Tutti paladini della libertà d'espressione. Chiudono l'Ateneo per bloccare un'assemblea".

pc 16 gennaio - Lo scandalo delle primarie del PD di Genova- esponente renziana vince coi voti fascisti

PROFONDO NERO
Nonostante sia già passata quasi una settimana dall’esito infausto delle primarie della destra moderata in Liguria - che hanno incoronato l’estremista renziana Raffaella Paita candidata, alle prossime elezioni, alla carica di presidente della Regione - non accennano a diminuire le polemiche sul risultato.
Esse sono dovute in massima parte alla partecipazione attiva di esponenti della destra radicale e fascista - solo per fare due nomi, ci si può limitare al ‘soccorso nero’ di gentaglia fascista quali l’ex consigliere regionale Alessio Saso, e l’ex coordinatore regionale forzitaliota Eugenio Minasso - nel sostenere l’ex assessore alla Protezione civile della Giunta uscente, quella guidata dall’altro estremista renziano Claudio Burlando detto Bofonchio.
Il portavoce della campagna elettorale della ‘signorina’ spezzina è stato tale Simone Regazzoni: costui, nato a Genova nel 1975, è un professore (a contratto) di Estetica presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Pavia, balzato agli onori delle cronache per aver accettato di presentare il suo ultimo libro - dal titolo “Sfortunato il Paese che non ha bisogno di eroi” - dai microfoni di Radio Bandiera Nera, l’emittente radiofonica di Casapound.
Il docente si difende affermando che “non ha senso rifiutare il confronto con i nostri avversari”; si tratta di una mistificazione della realtà: i fascisti non sono solo avversari, ma veri e propri nemici del popolo, coi quali nessuna persona che si proclami anche solo vagamente di sinistra può avere alcun tipo di rapporto amichevole.
Ecco che si scopre ufficialmente qual è il vero colore della coalizione che presumibilmente guiderà la Regione Liguria nei prossimi cinque anni: nero, che più profondo non si può immaginare; ora si comprende definitivamente perché la Paita ha voluto il sostegno dei fascisti travestiti da diversamente forzitalioti, disdegnando invece quello di svendolini ed affini.
Genova, 16 gennaio 2015

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 16 gennaio - COORD. NAZ. SLAI COBAS SC - INTERVENTI DEI RAPPRESENTANTI COBAS - OGGI: Milano Istituto Tumori; Palermo Cooperative sociali; Bergamo Dalmine e logistica



MILANO – Lavoratore dell'Istituto Tumori

Sono dell'Istituto tumori, impegnato nel settore della sanità. Nel 2014 noi abbiamo preceduto quello che poi è stato stabilito a fine anno dal governo Renzi. Un lavoro sempre più precarizzato con meno diritti, sul fronte soprattutto della sicurezza e salute.
Abbiamo avviato una battaglia contro tutto questo. Tra le altre iniziative, abbiamo appeso (anche in termini di sfida) uno striscione all'ingresso dell'Istituto, che diceva: “Basta con gli straordinari illegali all'Istituto tumori. Per la sicurezza sul lavoro e contro la precarietà: vogliamo nuove assunzioni!!”. Questo ha colpito nel segno perchè si rivolgeva ai lavoratori e all'utenza, e ha fatto incazzare l'azienda che ha fatto una diffida nei confronti dello Slai cobas, perchè quello striscione causava un “danno di immagine” all'Istituto tumori.

pc 16 gennaio - Bonus 80 euro: il grande flop!

In questo post non aggiungiamo una sola parola – ve lo presentiamo così come lo abbiamo letto!

Bonus 80 euro: il grande flop certificato pure dal Tesoro.


Da il “Fatto quotidiano” del 14/01/2015 – firmato da Stefano Feltri

Se non ci fosse stato l’eccidio di Parigi, le prime pagine dei giornali in questi giorni sarebbero andate al flop degli 80 euro, ora definitivamente certificato dall’Istat e ammesso dal ministero del Tesoro. Il 9 gennaio l’Istituto di statistica ha pubblicato il documento “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”. La parte importante è questa: tra il secondo e il terzo trimestre 2014 (cioè luglio-settembre confrontato con aprile-giugno) il reddito lordo delle famiglie è aumentato dell’1,8 per cento. Grazie ai prezzi stabili o in calo, il potere d’acquisto (cioè il reddito al netto dell’inflazione) è salito addirittura dell’1,9. Il merito è del bonus da 80 euro che Renzi ha fatto trovare in busta paga ai lavoratori dipendenti a reddito medio-basso da maggio. Di quanto è aumentata la spesa per consumi finali, cioè la cosiddetta “domanda interna”? Zero. Anzi: “0,0”. C’è un piccolo aumento dello 0,4 per cento tra terzo trimestre 2014 e terzo 2013, ma per definire un successo la scelta del governo l’aumento doveva essere rispetto ai mesi precedenti.
Qualche settimana fa, in un’intervista al Fatto, lo psicologo Paolo Legrenzi aveva spiegato bene il problema: in questa crisi gli italiani hanno visto ridursi i risparmi (crolli di Borsa), intaccati anche per compensare il calo dei redditi dovuti alla perdita di lavoro, e perfino le case hanno iniziato a scendere di valore. Le ricerche sulla psicologia degli investitori dimostrano che le perdite sono percepite molto più dei guadagni. Appena possibile, gli italiani hanno cercato di ricostruire quel cuscinetto di risparmi che considerano prioritario rispetto all’aumento dei consumi. Il Tesoro, con un comunicato, non solo ammette questo meccanismo, ma specifica che “non sorprende”. Si legge che “il ministro Padoan ha più volte sostenuto che le famiglie tendono a ricostruire lo stock di risparmio intaccato durante la crisi prima di riprendere il livello adeguato di consumi e investimenti”. Ma se Padoan lo sapeva, perché ha avallato una misura che costa 10 miliardi all’anno e il cui unico scopo (a parte far vincere le europee al Pd) è stimolare i consumi interni?

L’ex ministro Enrico Giovannini ha spiegato che con la somma spesa per il bonus da 80 euro si sarebbe potuta azzerare la povertà assoluta in Italia (la soglia varia dagli 820 euro per una persona nelle grandi città ai 549 del Sud), cioè permettere un livello di consumi dignitoso a chi oggi non può affrontarlo. Magari l’impatto politico sarebbe stato minore, ma quello economico superiore: i poveri, per definizione, non possono risparmiare. Renzi però ha scelto un’altra strada e Padoan, pur sapendo evidentemente che era sbagliata, ha applicato la scelta.

giovedì 15 gennaio 2015

pc 15 gennaio - Ricostruzione a L'Aquila: l'affare di milioni di euro per una cricca di imprenditori e funzionari di Stato

L'AQUILA. Dodici indagati, tra cui gli ex vertici del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Abruzzo-Lazio-Sardegna-Campania, Giovanni Guglielmi e Giancarlo Santariga, e il sequestro di immobili tra L'Aquila e Tortoreto (Teramo) eseguito dalla Guardia di Finanza dell'Aquila, per un equivalente di 2 milioni e mezzo di euro ai danni di due imprese aquilane. È il risultato di un'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila sull'appalto per la ricostruzione post terremoto della caserma degli alpini Campomizzi, ora anche residenza per studenti universitari e sede dell'Azienda per il diritto agli studi universitari dell'Aquila.

Nei guai sono finiti Giovanni Guglielmi, 61 anni di Lecce, allora provveditore interregionale Opere pubbliche; Giancarlo Santariga, 58

pc 15 gennaio - FORMAZIONE OPERAIA - COSA DICONO I LAVORATORI

AI NOSTRI LETTORI,


il corso di formazione di guida/sintesi su "Il capitale" verrà ripreso, giovedì prossimo, 22 gennaio e da questo mese si svolgerà ogni 15 giorni, perchè tra un lezione su "Il capitale" e l'altra, affronteremo risposte a domande, richieste chiarimenti, ritorno su cose già scritte ponendole in distinzione ad altre teorie, analisi critiche di posizioni presenti nella classe, sempre attinenti alle questioni della teoria marxista.

Questo, lo abbiamo detto fin dall'inizio, lo facciamo perchè la "formazione operaia", lo studio del fondamentale libro de "Il capitale", non è per una mera acculturazione degli operai, ma perchè loro stessi ne facciamo un' "arma" di lotta e di liberazione, contro la "spazzature di idee" che hanno il solo scopo di mantenere il cervello dei lavoratori all'ammasso e di farli essere strumento innocuo di teorie borghesi, riformiste o qualunquistiche (come, la sparizione delle classi e del conflitto di classe, lo sfruttamento come cosa del passato, ecc).

Per questo, è anche importante interloquire, come cominciamo a fare oggi, con quello che dicono i lavoratori-lettori di questi "giovedì rossi". 



Ricordiamo che abbiamo raccolto nel dossier "I Giovedì rossi" tutti gli scritti usciti nei giovedì di questo blog, dal 18 settembre al 18 dicembre 2014. 

Questo dossier si può ricevere in PDF, richiedendolo a:

pcro.red@gmail.com 

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UN OPERAIO DELL'ILVA DI TARANTO HA DETTO:
"Certamente questa "formazione operaia" è importante ed è interessante conoscere le analisi di Marx, ma si tratta comunque di cose vecchie, di più di 150 anni fa. Attualmente la situazione è cambiata, sia per gli operai che per i capitalisti... Ho saputo recentemente di un libro intitolato "Il capitale nel Ventunesimo secolo", che

pc 15 gennaio - Genova uno striscione giusto e sacrosanto


Piccapietra, striscione di protesta davanti a statua Guido Rossa

"Contro la repressione e la cassa integrazione facciamo la rivoluzione" . 
Uno striscione è stato affisso nelle prime ore del mattino in largo XII Ottobre, nei pressi della statua di Guido Rossa. 

E' intervenuta la Digos per rimuoverlo.

pc 15 gennaio - Torino - a dar man forte al razzismo istituzionale, Il giudice sequestra l'ex Villaggio olimpico occupato dai profughi: "Va sgomberato"

Torino, il giudice sequestra l'ex Villaggio olimpico occupato dai profughi: "Va sgomberato"

Una protesta degli immigrati davanti all'ex Moi contro la visita di una delegazione del Comune

La decisione sul cosiddetto "Ex Moi", teatro nelle ultime settimane di tensioni, violenze e visite di consiglieri comunali respinte tra le proteste, presa su richiesta della procura. La polizia dovrà agire "con tempi e modalità in base a esigenze sociali e di ordine pubblico"

l giudice ha disposto il sequestro preventivo delle palazzine olimpiche dell'ex Moi a Torino, occupate da famiglie di immigrati e profughi e teatro, nelle ultime settimane, di tensioni, violenze, sopralluoghi di consiglieri comunali in un caso respinti tra le proteste. Il provvedimento è stato emesso dal gip Luisa Ferracane su richiesta della procura, da parte del pm Paolo Borgna.

E' stato delegato alle forze di polizia,

pc 15 gennaio - COORD. NAZ. SLAI COBAS SC - 4° parte 10 pomeriggio - IMPEGNI NAZIONALI SULL'ILVA

La riunione del coordinamento nazionale Slai cobas per il sindacato di classe nel pomeriggio di sabato 10 gennaio si è aperta, ricollegandosi, e facendo le conclusioni, al dibattito della mattina.
Come Coordinamento nazionale – è stato detto nell'introduzione - dobbiamo recepire il dibattito di questa mattina che ha dato un'idea dell'importanza nazionale della vicenda Ilva-Taranto, la più grande fabbrica siderurgica d'Europa, una delle prime 20 nel mondo, la più grande fabbrica in Italia per concentrazione di operai, la più grande città che sia coinvolta in problemi di inquinamento, una fabbrica non chiusa su cui si regge il 40% dell'industria italiana, costituendo, quindi, una importante fetta della classe operaia industriale. Quando si dice Ilva, non è di Taranto ma di una fabbrica che ha preso il posto della Fiat che si parla.
Siccome lo Slai cobas è un sindacato di classe, anche se non stavamo a Taranto sarebbe dovuto venire a Taranto; noi siamo piccoli ma abbiamo la fortuna di combattere in una situazione chiave del nostro paese, delle vicende generale della classe operaia.
Per questo non è un fatto locale, è la grande questione nazionale del sindacato di classe in Italia. Non è un caso che sull'Ilva il governo ha “messo i piedi nel piatto”, per cercare di salvare lo stabilimento e venderlo, molto probabilmente, ad uno dei tre padroni del mondo, Mittal. Questo vuol dire che ogni stormir di fronda che succede all'Ilva di Taranto, uscirà a Mumbai...
Per questo come coordinamento nazionale daremo il volantino sul decreto Ilva,in tutte le fabbriche e posti di lavoro in cui siamo presenti.

Rispetto al decreto Renzi, si sono schierati a favore tutti i partiti, i sindacati e i giornali, l'opposizione è venuta solo dagli ambientalisti e pochi altri. Perchè anche dall'Usb ci si aspettava qualcosa di più di critiche ed evidenziazione di limiti del decreto (che vengono anche dai sindacati confederali che lo appoggiano), l'unica indicazione riguarda invece soprattutto la trasparenza e la partecipazione nella gestione con il coinvolgimento di OO.SS., associazioni e comitati...
I lavoratori e cittadini non hanno alcun sindacato che non sia lo slai cobas sc, questo aumenta la responsabilità dello slai cobas.
Lo Slai cobas sc ha portato avanti in questi anni varie battaglie processuali nei confronti dell'Ilva (Palazzina Laf, Nuova Siet – la più grande condanna avuta da Riva con 150 operai parti civile, “Riva assassino”, morti operaie, abbiamo fondato un'associazione familiari...).
Orta ci tocca vincere la guerra e riuscire a mobilitare i lavoratori in una situazione in cui quasi tutti sono d'accordo e uniti con il governo.
In occasione dell'effettivo inizio del processo Ilva costruiremo una manifestazione nazionale a Taranto.
Perchè di questo che hanno bisogno i lavoratori, i cittadini dei quartieri inquinati, i familiari degli operai uccisi. Non di “collette” - Zaccaria vi è sembrato un genitore che chiedesse collette per suo figlio?

Il governo ha approvato due decreti, uno sull'Ilva e uno sul jobs act, su questi due lo Slai cobas sc deve fare dovunque la sua parte. 

Volatinaggio nazionale alle fabbriche e posti di lavoro sul decreto Ilva; promuovere fin da ora una manifestazione nazionale all'inizio effettivo del processo.

(DA DOMANI PUBBLICHIAMO GLI INTERVENTI DEI COBAS DELLE VARIE REALTA' NAZIONALI)

pc 15 gennaio - I quadri comunisti oggi... da Pillole comuniste

Dediti alla causa del proletariato, fusi con le masse, rossi ed esperti, semplici nell'agire e nell'esporre il proprio pensiero, sofisticati nella capacità di cogliere le sfumature.
Questi sono i quadri comunisti

da Pillole comuniste - 2 -
27-10-2013

pc 15 gennaio - Mafia degli appalti nella base navale della Marina a Taranto - dal blog tarantocontro

La mafia degli appalti in Marina... nessuno sapeva... e ora continuano a coprire...

La mafia degli appalti nella Marina è venuta chiaramente alla luce per effetto degli arresti effettuati dalla Procura di Taranto di ufficiali in servizio a Napoli, Roma e Taranto.
Un sistema consolidato, come si è detto, di una prassi mafiosa che si trasferisce da un comandante all'altro.
A fronte di questa inchiesta è impossibile che le gerarchie della Marina Militare di Taranto e a livello nazionale non conoscessero questo “sistema consolidato”, ed è evidente, quindi, che ne sono complici e conniventi, se non beneficiari.
La Marina e l'Arsenale militare di Taranto non sono nuovi ad inchieste gravissime. Una precedente inchiesta negli anni scorsi aveva messo in luce come tutte le imprese appaltatrici lavorassero in condizioni di assoluta insicurezza e nocività, sotto lo sguardo complice della Marina Militare. Un'inchiesta che sostanzialmente è stata messa a tacere, che non si sa che fine abbia fatto, della quale hanno subito i danni esclusivamente i lavoratori.
All'epoca tutti i padroni e padroncini ne erano complici e beneficiari.

pc 15 gennaio - Internazionalismo-guerre popolari-antimperialismo da tutti i paesi del mondo in lingua originale - leggi il blog maoistroad!

India: Naxalitas piden al pueblo condenar y boicotear la visita del presidente yanki Barack Obama a la India


MEXICO: Padres de los 43 ayotzis desaparecidos intentan entrar en cuartel militiar vinculado con la desaparición de los normalistas.

Canada Répression et résistance populaire en Inde

'Es nuestro deber apoyar todas las campañas internacionales en apoyo a la guerra popular en la India y en repudio a la represión de parte del estado reaccionario.' Declaracion conjunta


BUTAN - Statement on the thirteenth Party anniversary CPB (MLM)


from india to afghanistan CC PCI(Maoist) to CC C(M)PA

Communist Party of India (Maoist )
Central Committee
International Department

January 2, 2015

To
Central Committee,
Communist (Maoist) Party of Afghanistan.

Dear Comrades,      


Rosa Luxemburg and K.Liebknecht Demo 12 january

Bericht zur LLL-Demonstration 2014

Am Sonntag, den 12. Januar, versammelten sich tausende zum jährlichen Gedenken an die von der Reaktion ermordeten Gründer der Kommunistischen Partei Deutschlands, Karl Liebknecht und Rosa Luxemburg, und den großen Führer des internationalen Proletariats, Lenin.
LLL_2014_7
  January (100)