pc 22 novembre - MILANO - assediato il gazebo della feccia fascio-leghista


Milano, assediato il gazebo di Casapound e Lega

Milano, assediato il gazebo di Casapound e Lega

Stamattina, quando nel quartiere milanese di San Siro un gruppo di leghisti, scortati da un manipolo di picchiatori di Casapound, ha montato un gazebo per diffondere la propria propaganda razzista e fascista nei pressi del mercato rionale.
Ma nel quartiere si è sparsa presto la voce della presenza degli estremisti di destra e così poco dopo le 11 una cinquantina di esponenti dei centri sociali, dei collettivi antifascisti e del movimento per il diritto alla casa si sono presentati in Via Osoppo per sloggiare i propagandisti dell’odio. Mentre i leghisti sono immediatamente scappati, gli squadristi di Casa Pound sono stati circondati da un consistente numero di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa che li hanno protetti dal lancio di … uova e fumogeni da parte degli antifascisti. Il fronteggiamento è durato fino alle 13, quando il gazebo è stato smontato e portato via sotto scorta.

pc 22 novembre - Migliaia alle manifestazioni NOTAV contro la repressione di oggi

Notizie stampa

Migliaia in centro per il corteo No Tav, bloccati attivisti in Val Susa

E' il popolo No Tav -solidarietà nei confronti dei quattro attivisti a processo con l'accusa di terrorismo dopo l'assalto al cantiere lo scorso maggio 2014. Ma non solo, perchè a mobilitare la folla, ci sarebbero anche le cosiddette bugie del governo sui costi dell'opera. Molti gli striscioni di protesta con indicazioni chiare e precise "alziamo la testa uniamo le lotte" e "libertà per tutti", in relazione, appunto alla liberazione dei quattro attivisti in carcere.

riunitosi per
"I ragazzi hanno detto che quella notte al cantiere c'erano e la valle ha risposto che c'eravamo tutti"- ha detto Alberto Perino, storico leader No Tav, alla partenza del corteo -. "Se vogliono condannare loro devono condannare anche noi. Se loro fanno del terrorismo anche noi lo facciamo, da 25 anni".
Tra gli attivisti anche coloro che si oppongono senza riserve alla sentenza Eternit della Cassazione emessa qualche giorno fa, nella quale è stata completamente annullata la condanna a 18 anni di reclusione del magnate svizzero accusato di disastro doloso ambientale. Tanti gli striscioni a tal proposito "Eternit 2889 vittime nessun colpevole".

Di riflesso, il corteo No Tav ha attivato anche in manifestanti in Val Susa, dove centinaia sono stati bloccati dalle forze dell'ordine a Giaglione, sul sentiero che porta al cantiere dell'Alta Velocità.

pc 22 novembre - Per un'assemblea nazionale contro la repressione. 20 dicembre Teramo... una proposta da condividere - Soccorso Rosso Proletari


Appello di Davide Rosci e Mauro Gentile

Per un'assemblea nazionale contro la repressione. Appello di Davide Rosci e Mauro Gentile Davide Rosci e Mauro Gentile, compagni condannati per i fatti del 15 ottobre 2011 a Roma, lanciano un appello per una assemblea nazionale contro la repressione e per l’abolizione del Codice Rocco da tenersi a Teramo il 20 dicembre 2014
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Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito pressoché inermi ad uno dei più grandi e gravi attacchi repressivi mai attuati nei confronti dei movimenti di lotta sociale e le 17.000 denunce, censite dall’Osservatorio sulla Repressione, stanno lì a certificarlo. Consapevoli che il tempo dell’attesa sia da tempo scaduto di seguito lanciamo il nostro appello.
Il processo per gli scontri di Roma del 15 ottobre 2011, che ci vede inquisiti, riporta alla memoria il procedimento per i fatti del G8 di Genova del 2001. Allora come oggi le modalità politico-giuridiche avanzate ai danni dei manifestanti risultano essere sempre le stesse ed infatti, grazie ad un aborto legislativo di epoca fascista, chiamato reato di Devastazione e Saccheggio, questo Stato di Polizia è riuscito nel suo becero intento di ottenere pene esemplari contro i manifestanti e impunità per se stesso attraverso abili operazioni di copertura e depistaggio.
Genova, così come Roma, rappresenta una ferita ancora aperta e gli ultimi pretestuosi attacchi portati avanti ai danni dei fratelli e delle sorelle NO TAV, contro i compagni del movimento di lotta per la casa e le organizzazioni popolari e operaie rendono questa ferita ancora più profonda.
E’ inutile oggi girarci attorno o continuare a scrivere analisi fine a se stesse dopo che i resistenti vengono arrestati, è giunto il momento di reagire e per farlo dobbiamo essere uniti e decisi. E’ pertanto arrivato il tempo di aprirci tutti ad un confronto propositivo perché la fase storica che stiamo attraversando chiede, oggi come non mai, una concreta e condivisa strategia di lotta politica, una strategia da pianificare nell’immediato che porti alla nascita di un fronte unitario antifascista capace a fatti, e non a parole, di combattere la repressione e quindi abolire l’ariete legale dei padroni, il Codice Rocco, che via via che avanza la crisi viene sempre più spesso utilizzato. Non c’è più tempo da perdere!
Attraverso questo appello vogliamo esprimere un pensiero di autocritica che dovrebbe accomunare tutti/e e dire che, fatta eccezione della strenua e salda resistenza che il movimento NO TAV è stata capace di esprimere, le restanti realtà conflittuali hanno purtroppo perso la sfida nei confronti dell’apparato repressivo statale perché incapace di mobilitarsi unitariamente.
A riguardo è emblematico il caso del processo per i fatti del G8 di Genova del 2001 dove il movimento, allora forte di numeri e strutture organizzative, non riuscì a dare quella indispensabile risposta perché diviso da una condotta settaria e disfattista figlia di deleterie ed eterne divisioni.
Badate bene, noi non intendiamo additare nessuno, sappiamo benissimo quanto sia difficile trovare la giusta quadratura fra realtà tra loro differenti, ma crediamo fermamente che continuare lungo questa suicida strada ci vedrà inevitabilmente sconfitti così come crediamo che tali barriere ad altro non serviranno che agevolare il lavoro sporco dei nostri aguzzini e soffocare sul nascere ogni forma organizzata di opposizione popolare. Ci sembra quindi giunto il momento di mettere da parte l’interesse particolare per dare spazio a quello generale.
Pertanto invitiamo tutti i movimenti in lotta, tutti i sindacati conflittuali, tutte le organizzazioni politiche comuniste e antifasciste e tutti i sinceri democratici a prendere parte sabato 20 dicembre a Teramo all’Assemblea Nazionale Contro la Repressione e per l’abolizione del Codice Rocco.
Chiamiamo al dibattito tutti coloro che condividono e fanno proprio lo spirito di questo appello e quanti ritengono che sia necessaria inaugurare una pagina nuova della resistenza italiana per costruire un’alternativa politico-sociale che sia in grado di dare risposte concrete a chi ci reprime ed ai milioni di individui che credono in un mondo diverso e giusto.
E’ per questo che eravamo in piazza il 15 ottobre 2011 e per questo che dobbiamo continuare a lottare!
Davide Rosci e Mauro Gentile, prigionieri politici per gli scontri di Roma del 15 ottobre 2011

pc 22 novembre - USA dopo Ferguson ancora un omicidio poliziesco.. dopo la rivolta di Ferguson ancora rivolta!

Stati Uniti: poliziotto crivella di colpi un giovane nero disarmato, scontri a Ferguson

Stati Uniti: poliziotto crivella di colpi un giovane nero disarmato, scontri a Ferguson
  • contropiano
Mentre in Missouri la tensione è altissima in vista della possibile assoluzione del poliziotto che ad agosto uccise il diciottenne Michael Brown, un altro giovane afroamericano, questa volta il 28enne Akai Gurley, è stato ucciso da due agenti di polizia a Brooklyn.
Secondo la versione diffusa dai media statunitensi due giovani agenti erano in perlustrazione nelle scale di un edificio quando si sarebbero trovati davanti il giovane che, insieme alla sua ragazza, sta aspettando l'arrivo dell'ascensore, disarmato, e avrebbero aperto il fuoco, uccidendolo sul colpo.
Nel corso di una conferenza stampa il capo della polizia di New York, Bill Bratton, ha dovuto riconoscere che la vittima era "totalmente innocente" anche se secondo lui si sarebber trattato di un "tragico errore" dovuto al fatto che le scale dell’edificio erano in penombra e che quindi la visibilità era scarsa. Ma le circostanze di quanto avvenuto smentiscono la ricostruzione giustificazioni sta del di Bratton, visto che Peter Liang, il poliziotto che ha sparato, ha scaricato l’intero caricatore della sua arma contro Gurley che era disarmato e la cui unica colpa è stata di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, e di avere la pelle scura. Il New York Post, che ha anche pubblicato la foto della giovane vittima, riferisce che due agenti stavano effettuando quella che in gergo si definisce una perlustrazione 'verticale' di uno stabile a Brooklyn scendendo per le scale piano dopo piano a partire dall'ottavo quando la vittima è sbucata all'altezza del settimo. A quel punto l'agente Liang ha aperto il fuoco scaricando l'arma nel torace dell'uomo che era stato a trovare la fidanzata, Melissa Buttler, che abita nell'edifico.
Intanto nuovi scontri si sono registrati durante la notte a Ferguson, in attesa del verdetto sulla possibile incriminazione del poliziotto che uccise il 18enne nero Michael Brown, anche lui disarmato. Tre persone sono state arrestate dopo che la polizia ha caricato i manifestanti che protestavano davanti al quartier generale delle forze dell'ordine. La folla si è allineata davanti all'edificio urlando per circa un’ora slogan contro i poliziotti schierati in assetto antisommossa. Quando però i manifestanti si sono spostati in strada bloccando la circolazione stradale i poliziotti sono intervenuti con i manganelli caricando i dimostranti che in alcuni casi sono stati gettati a terra e malmenati. Secondo alcune indiscrezioni il poliziotto killer, Darren Wilson, starebbe negoziando le sue dimissioni in cambio dell'immunità. La notizia, riferita dalla Cnn, potrebbe alimentare ancor di più la rabbia dei cittadini di Ferguson, abitata in maggioranza da afroamericani ma dove la polizia è composta al 93% da agenti bianchi e protagonisti di numerosi episodi di discriminazione e persecuzione.
....la stampa locale ha diffuso la notizia che due uomini sarebbero stati arrestati dall’Fbi proprio a St.Louis, nel Missouri, con l’accusa di aver acquistato esplosivo da usare durante le proteste a Ferguson. I due farebbero parte del “New Black Panthers Party”, un gruppo rivoluzionario che si ispira alle “Pantere nere” degli anni ’60.

pc 22 novembre - Milano Corvetto - Pagherete caro, pagherete tutto!

Polizia assassina: procurato aborto per la donna sfrattata 

altHa perso il figlio che portava in grembo la donna incinta manganellata durante le cariche della polizia martedì scorso, giorno degli sgomberi di due spazi sociali e di alcuni alloggi occupati dell'Aler, nel quartiere Corvetto di Milano. La notizia si è diffusa nella giornata di oggi, dopo che la donna già nei giorni precedenti aveva denunciato le manganellate subite, con una polizia smaniosa di sferrare i manganelli sui corpi di chiunque capitasse sotto la loro vista.
La donna di 37 anni è stata ricoverata giovedì alla clinica Mangiagalli di Milano e nella stessa notte ha perso il bambino di venti settimane. Dopo aver denunciato l'accaduto in ospedale è quindi partita la segnalazione, firmata da quattro medici dell’ospedale e inviata alla Procura di Milano con l'ipotesi di procurato aborto.
Mentre i quotidiani mainstream danno all'unisono la notizia che, da una prima visita, sembrano non esserci segni evidenti di manganellate sulla pancia - legittimando l'idea che l'aborto non sia stato causato dai colpi della polizia -  sappiamo bene di chi è la responsabilità dell'ennesimo corpo colpito a suon di manganelli fino a causare la morte del bambino che la donna portava in grembo.
La politica criminale attuata in questi giorni a Milano non è da considerarsi in maniera estranea alle conseguenze e all'attuazione della polizia, e quello che è avvenuto non può di certo essere considerato un fatale incidente. Chi sta implementando una politica diretta all'istigazione dell'odio nei confronti di chi occupa case vuote, chi criminalizza e punta il dito sull'illegalità e chi ordina sgomberi coatti di intere famiglie ha dei nomi e diverse facce. E se alcuni giorni fa ci sono state teste rotte e lacrimogeni per eseguire uno sfratto, la morte del bambino che la donna portava in grembo è solo una riprova della meschinità più infima attuata da chi esegue gli ordini di chi sta più in alto e che conosce un'unica parola: "sfratti"; mentre il prezzo diventa sempre più alto.

pc 22 novembre - NOTAV - lo stato borghese vuole essere risarcito


Maxiprocesso: lo stato vuole 650.000 € dai no tav. Ma chiese 1.000 lire ai neofascisti imputati per Piazza Fontana.


pc 22 novembre - LA GIUSTIZIA BORGHESE... DA PILLOLE COMUNISTE

La giustizia in regime borghese non è mai giusta. 
Pretenderla ha lo scopo essenziale di smascherarla. 
Ma la pretesa deve essere seria e credibile, se si vuole ottenere questo risultato.

Pillole Comuniste - 2
8.1.14

pc 22 novembre - I Giovani disoccupati lanciano a Palermo un ulteriore appello ad organizzarsi

Ieri al centro di Palermo si è fatta conoscere e girare questa 
locandina, per lanciare ulteriormente a tutti i giovani 
disoccupati un nuovo appello ad organizzarsi, per creare un
vero e proprio movimento dei giovani disoccupati in lotta.
PIU' STIAMO FERMI E PIU' CI CALPESTANO LA TESTA 
NEGANDOCI I NOSTRI DIRITTI,
DOBBIAMO ORGANIZZARCI E REAGIRE! PERCHE' SOLO
LA LOTTA PAGA!


pc 22 novembre - PROCESSO ILVA: GLI AVVOCATI DI RIVA E COMPLICI RIGETTANO TUTTE LE PARTI CIVILI - UN'AULA CHE SI E' TRASFORMATA IN UN "TEATRINO"

L'udienza di ieri del processo Ilva ha dato una prima dimostrazione di come si possano allungare i tempi per non dare "giustizia".
Un'estenuante giornata terminata oltre le 20 che poteva essere ridotta invece a poche ore, se decine e decine di "galli e galletti" degli avvocati degli imputati grandi o piccoli per importanza e peso, non avessero in buona parte allungato i tempi per farsi vedere, ma soprattutto, al di là se pianificato o meno, per fare un processo di codici e codicilli, con l'obiettivo della prescrizione.
Già il fatto che all'apertura dell'udienza il Gup Gilli abbia dato la possibilità di presentare altre 4 parti civili, quando normalmente questo era ed è possibile al dibattimento, ha permesso un ulteriore slittamento dei tempi, assolutamente ingiustificato e rischioso perchè può aprire la strada ad altre presentazione di parti civili in questa fase che invece deve chiudersi al più presto possibile.

Il Pubblico Ministero ha chiesto di accogliere tutte le costituzioni di parte civile di lavoratori, abitanti, cittadini; mentre per Associazioni, comitati, ecc., ha detto che bisogna far riferimento ad un concetto concreto di “danneggiamento” nonchè di “territorialità”. Anche per le organizzazioni sindacali, interessate alle norme su sicurezza e igiene del lavoro, c'è la legittimazione a presentarsi.

Chiaramente tutt'altra richiesta è venuta dagli avvocati di Riva e complici.
Per questi tutte le costituzioni di parti civili di operai dell'Ilva e appalto, di lavoratori cimiteriali o operanti nei pressi dell'Ilva, degli abitanti e dei cittadini, vanno rigettate, perchè secondo questi avvocaticchi non sarebbe dimostrato il nesso di casualità, o non ci sarebbe un nesso temporale tra quanto lavoratori, cittadini lamentano e il periodo di presenza in Ilva o nelle istituzioni dei loro assistiti: Ugualmente hanno chiesto il rigetto delle parti civili di organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste, ecc. nonchè di Enti territoriali perchè qui gli unici titolati a costituirsi per danni all'ambiente e alla salute sono i Ministeri dell'ambiente e della Salute; ma
Qui se ne sono sentite di tutti i colori, e anche espressioni indegne e offensive verso operai, lavoratori popolazione di Taranto che continuano ad essere duramente colpiti.
Solo in pochissimi casi le obiezioni sono da prendere sul serio.
Unica nota positiva è che il nuovo avvocato di Nicola Riva, Annicchiarico da anni legale del Comune di Taranto, non ha chiesto termini per la sua difesa.

La prossima udienza è stata fissata per il 16 dicembre sempre nella stessa palestra dei Vigili del Fuoco a Taranto 2.
In questa udienza - cosa abbastanza rara - il Gup farà intervenire gli avvocati delle parti civili per ribattere alle "eccezioni" presentate dai legali degli imputati.
Questo se da un lato è positivo, dall'altro anche qui non mancano gli avvocaticchi che faranno perdere tempo.
Perchè anche su questo fronte dobbiamo essere chiari. Si sono presentate come parti civili una serie di associazioni di parassiti, tinte di ambientalismo che cercano solo visibilità; così come è vergognoso che i sindacati confederali complici di Riva invece che imputati siano in questo processo come parti civili; per non parlare del Comune di Taranto il cui sindaco è colluso, insieme a Vendola, che pretende di rappresentare la città offesa, ecc.
Per noi non tutte le parti civili devono rimanere. Anche la presenza di tante parti civili che non si sono mai impegnate nella battaglia per la sicurezza, la salute dei lavoratori, l'ambiente, è fattore di inquinamento e allungamento del processo - e questo deve essere evitato.

Noi ribadiamo che è decisivo perchè si svolga un processo serio che operai, lavoratori, cittadini partecipino al processo dentro e fuori per far sentire forte il loro bisogno di giustizia e di risarcimento, perchè chi ha causato morti, malati, distruzioni territoriali paghi realmente!
La minaccia che pende su questo come su altri processi della scandalosa sentenza dell'Eternit è una ragione in più per gridare forte che a Taranto NON DEVE SUCCEDERE!

Gli operai dell'Ilva, i lavoratori cimiteriali presenti al processo
Lo Slai cobas per il sindacato di classe
slaicobasta@gmail.com - 3475301704
21.11.14

pc 22 novembre - L'AVV. BONETTO SU ETERNIT: "IN QUELL'AULA C'ERA L'ANIMA DEL FASCISMO"

L'Avv. Bonetto, difensore nel processo Ilva Taranto di operai Ilva, lav. cimiteriali, abitanti dei Tamburi organizzati dallo Slai cobas e dello stesso sindacato di classe e che nella prossima udienza del processo Ilva del 16 dicembre sarà a Taranto.

Ieri durante l'udienza ci ha chiamato e ci ha detto il suo secco giudizio sulla vergognosa sentenza Eternit:

"A Roma, dentro quell'aula c'era l'anima del fascismo. Uno dei difensori dei padroni era dell'Utri - ed è tutto dire...
La sentenza è stata decisa in appena due ore, come se fosse già stato tutto deciso prima.
L'aria che si respirava era all'insegna di "Rimettere ordine in questo paese". 
E' stato affermato che poichè il tempo trascorso pone un conflitto tra diritto e giustizia, IO devo scegliere il "diritto"! Vale a dire: di fronte a 300 morti, IO scelgo le "regole" e decido io che queste valgono, mentre i lavoratori, i loro familiari sono solo dei numeri!
Nel processo Ilva di Taranto dobbiamo impedire fin da subito che succeda questo"

pc 22 novembre - Renzi contestato a Bologna e a Parma

Bologna respinge Renzi

Non c'è città in cui il Pd e soprattutto il premier più reazionario degli ultimi anni non ricevano dure contestazioni.  a Bologna Renzi ha partecipato alla chiusura della campagna elettorale in vista delle elezioni del consiglio regionale emiliano romagnolo di domenica.
La contestazione, lanciata da Ross@ Bologna e dalla campagna Noi restiamo, ha visto la partecipazione di oltre trecento persone tra studenti, collettivi, attivisti dell'Usb e di Asia-Usb.
Del fango è stato versato ai piedi del Paladozza, davanti al cordone di polizia dispiegato per difendere il palazzetto e i simpatizzanti del PD regionale perchè, come recitava lo striscione di Rossa e Noi restiamo "Gli argini si sono rotti, il vostro fango vi seppellirà" allundendo chiaramente anche alle recenti alluvioni che hanno messo in crisi migliaia di persone.

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Se lo slogan di Renzi era "La speranza batte la rabbia", lo slogan dei manifestanti è stato "La nostra speranza è la nostra rabbia", e la rabbia di tutti quelli in presidio che hanno gridato la vergogna di un partito, il "partito della nazione", che non fa che difendere gli interessi dei grandi industiali .... La conseguenza della politica renziana nella società non ha portato finora altro che repressione e disagio sociale, dalla ultra-precarizzazione del lavoro sancita con il Jobs Act, alla ultra-precarizzazione dell'abitare sancita con il decreto Lupi e ancora lo smantellamento dei diritti sindacali, la definitiva benedizione delle privatizzazioni e della speculazione edilizia.
Dopo un'ora di presidio sotto il Paladozza, sede della convention democratica, i manifestanti hanno dato vita ad un corteo selvaggio sfilando per il centro, durante il quale una sede del Pd è stata oggetto della rabbia dei manifestanti. 
...lancio delle uova contro la sede e la segnalazione di una vetrinetta andata in frantumi. 
Renzi a Parma, cariche della polizia contro i contestatori

Renzi a Parma, cariche della polizia contro i contestatori

 a Parma, dove poco prima era arrivato il capo del governo Matteo Renzi. In piazza per tributargli la dovuta accoglienza erano scesi attivisti delle organizzazioni della sinistra radicale e dei centri sociali, militanti dei sindacati di base e un gruppo di lavoratori e delegati della Fiom Cgil. Un centinaio di persone in tutto, compresi un gruppo di operai in lotta per il posto di lavoro. Ad un certo punto, raccontano i media locali, il via Mazzini alcune decine di manifestanti avrebbero cominciato a premere sul cordone di polizia in assetto antisommossa che impediva l’avvicinamento al vicino palazzo del Comune dove è atteso un incontro tra il premier e il sindaco Pizzarotti e alcuni operai avrebbero cercato di scavalcare le transenne e a quel punto è partita una violenta carica. Dopo e nonostante le manganellate, i dimostranti hanno comunque continuato la loro contestazione contro le politiche dell’esecutivo e il Pd nella strada che porta al palazzo comunale di Piazza Garibaldi esponendo cartelli e striscioni che recitano "Matteo Renzi uguale presidente di Confindustria", "Renzi buffone, Marchionne è il suo padrone", e poi ancora “La Ue vuole precarietà, Renzi gliela darà” e “Licenzi padri precarizzando i figli”.