pc 22 novembre - rappresaglia poliziesca contro il 15 ottobre 2011, ma anche contro il 14 novembre 2012

Blitz da Milano a Cosenza, 5 arresti

L'operazione di Ros, carabinieri e Digos è scattata all'alba. In manette persone vicine agli ambienti dell'anarchia e delle tifoserie violente. Sarebbero responsabili di "devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale" al corteo degli Indignati nella capitale di un anno fa


Blitz dalle prime ore del mattino. Il Ros e il Comando provinciale dei carabinieri, con la Digos della capitale, stanno eseguendo cinque provvedimenti cautelari a Roma, Savona, Milano e Cosenza, emessi dal gip del Tribunale di Roma a carico di altrettante persone, ritenute vicine agli ambienti dell'anarchia, del movimento antagonista e delle tifoserie violente.

Si sarebbero resi responsabili di "devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale" durante gli scontri del 15 ottobre 2011 alla manifestazione per la giornata mondiale degli indignati a Roma. Una delle cinque persone arrestate era già in carcere a Milano per vicende analoghe. Ritenuto vicino all'area antagonista, il giovane era finito in cella nei mesi scorsi per gli incidenti avvenuti durante una manifestazione. L'ordinanza di custodia cautelare gli è quindi stata notificata in carcere.

L'operazione di oggi, coordinata dal pool antiterrorismo della locale Procura della Repubblica, segue quelle che, tra il 15 ottobre e il 20 aprile 2012, avevano già coinvolto circa 40 persone. Alla base dei provvedimenti restrittivi "il sussistente pericolo di reiterazione dei reati", come rilevato dal gip. Sempre su disposizione della stessa Procura della Repubblica sono in corso diverse perquisizioni.

pc 22 novembre - onore a Stefano Musacchio

proletari comunisti salute il compagno Stefano

lo slai cobas per il sindacato di classe si unisce al rimpianto e alle
condoglianze per la morte di Stefano Musacchio

>----Messaggio originale--Da: coordinamento.nazionale@slaicobas.it
 Ciao Stefano
E' morto Stefano Musacchio  Un grande compagno.
Per tutta la vita ha lottato per i diritti e la dignità dei lavoratori alla FIAT di Termoli, e non solo.
Prima come segretario della FIOM e come militante del PCI, poi -dal 1994- come fondatore dello Slai Cobas.
Licenziato vergognosamente  dalla FIAT nel 2003(e poi riassunto dal tribunale) perché espose la bandiera della pace in fabbrica contro la guerra in  Iraq, Stefano è stato ed è un esempio per tutti coloro che non intendono abbassare la testa davanti all'ingiustizia, alla tracotanza di LORSIGNORI.
Ciao Stefano. I tuoi compagni terranno alta la bandiera rossa e della pace!




pc 22 novembre - Uso di armi chimiche contro la guerriglia maoista in Kurdistan



Durante una battaglia tra l'esercito turco e i guerriglieri maoisti del HKO - dell'Esercito Popolare di Liberazione a Dersim (Kurdistan), l'unità di guerriglia è stata attaccata con armi chimiche.

Durante l'operazione su vasta scala condotta dai militari turchi il 15 novembre 2012 a Dersim, ci fu uno scontro con i guerriglieri maoisti del MKP (Partito Comunista Maoista di Turchia / Kurdistan del Nord) - HKO (PLA). La battaglia è durata circa un giorno. Nei media borghesi è stata agitata la notizia che l'unità partigiana si sarebbe arresi senza combattere. Da parte della milizia invece è stato annunciato che durante i combattimenti tra l'esercito fascista turco e il MKP - HKO sono state usate armi chimiche contro i guerriglieri.

A causa del fatto che l'unità partigiana si era rintanata in una grotta e questa a sua volta è stata nuovamente bombardata con armi chimiche, i militari sono riuscito a catturare 24 guerriglieri.
I guerriglieri maoisti del MKP - HKO negano questa affermazione.

I guerriglieri del MKP-HKO che il 16 Novembre 2012 sono stati arrestati dopo uno scontro con l'esercito turco, hanno rigettato l'affermazione rimanendo in silenzio durante l'interrogatorio da parte dei militari. I 24 guerriglieri del MKP-HKO hanno contemporaneamente iniziato uno sciopero della fame.

Il 20 Novembre 2012, i 24 guerriglieri sono stati trasferiti da Dersim al carcere di massima sicurezza di Malatya. Durante il trasferimento sono stati accompagnati da veicoli militari blindati. Arrivati a Malatya i guerriglieri hanno lanciato parole d'ordine e slogan coem: "Nessuna resa, non abbassiamo la testa – non lasciamo zittire i fucili". “Viva il Partito Comunista Maoista”, "La vostra repressione non può distruggere il nostro spirito combattivo".

Dopo questo scontro c'è stata una ondata di arresti contro la DHF - Federazione per i diritti democratici e DGH - organizzazione giovanile democratica così come per il giornale Halkin Günlüğü. Con una operazione a livello nazionale in 14 città della Turchia circa 70 persone sono state messe in prigione. Anche 31 attivisti e attiviste del DHF e della DGH sono stati arrestati per ordine del tribunale e portati in prigione.

Le ragioni degli arresti addotte da parte del governo fascista turco è che presumibilmente il DHF e la DGH sono la base giuridica della costruzione MKP - Partito Comunista maoista, e quindi recluterebbero studenti per la lotta clandestina.

L'attacco e gli arresti da parte del governo fascista turco nella forma del governo AKP, ancora una volta mostra il suo vero volto. I partiti progressisti rivoluzionari, come DHF o DGH sono presentati insieme come cosiddetti "nemici dello stato" e "terroristi" nei media, al fine di soffocare sul nascere ogni opposizione progressista in Turchia.

Questo odio per il governo dell'AKP contro i movimenti progressisti in Turchia è stato anche evidente quando, il giorno dopo gli arresti contro DHF - DGH ha circondato i locali della DHF a Izmir con i fascisti turchi che hanno sparato.

La polizia è stata avvisata solo successivamente. La polizia è stata avvisata del fatto che coloro che si trovavano sul luogo e i visitatori, attivisti e attiviste della DHF sono stati minacciati da provocatori fascisti. Poi la polizia ha chiesto solo se c'erano sono stati feriti. Quando è stato risposto loro "No", la polizia ha suggerito allora di “sporgere denuncia” contro.

La DHF ha dichiarato che i fascisti non possono essere attaccati dai fascisti e che i responsabili di tutto questo sono i fascisti, la polizia, i media e i politici.

Più tardi, verso sera, sono arrivati molte e molti attivisti di altre organizzazioni progressiste come Partizan, ESP, Kaldıraç, IHD, CHD, Alinteri, SDP, 78'er club, club di İzmir Dersim

mercoledì 21 novembre 2012

pc 21 novembre - NO TAV E GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


Report a cura della compagna del Movimento femminista proletario rivoluzionario che ha partecipato.


Importante e bella iniziativa organizzata dalle Donne In Movimento No Tav “No Tav e giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, come compagne del mfpr abbiamo partecipato a una della due giorni, che ha portato la questione di genere nell'ambito della lotta in Val di Susa all'alta velocità.
La giornata del 17 ha visto lo snodarsi lungo via Fontan a Bussoleno di banchetti di donne con prodotti artigianali, di artiste, ma anche di gruppi e collettivi femministi con materiali, manifesti, striscioni, locandine.

Nel pomeriggio, nella sala consiliare di Bussoleno strapiena l'assemblea che ha visto anche la presenza di compagne e collettivi femministi da Torino, Genova, Roma, Milano, Bologna, Bergamo, Varese. Una bella sala piena, attenta, partecipe.
Gli interventi introduttivi sono stati tenuti da: Elina Colongo del Soccorso violenza sessuale del Sant' Anna di Torino che, attraverso i dati delle violenze e dei femminicidi, ha ben chiarito il quadro di bassa intensità dispiegato in questo paese contro le donne in cui i femminicidi rappresentano la punta di un iceberg, le forme delle violenze sono molteplici: svalorizzazione delle donne, isolamento, controllo del comportamento, ma, anche, con i riferimenti legislativi e le ricadute di essi su concezioni diffuse: in Italia, ad esempio, è recente l'abrogazione del matrimonio riparatore, come anche del delitto d'onore. Ha tenuto a sottolineare come nei casi in cui ad uccidere sono le donne, questo avviene dopo anni di violenze e soprusi: che, nella maggior parte dei casi, non vengono denunciati o, quando le donne denunciano, non trovano un'accoglienza adeguata.
Non ha fatto mancare la critica a forme di comunicazione che mascherano quelli che oggi definiamo femminicidi con l'uso di termini quali “delitti passionali”. Importante anche il riferimento a violenze usualmente poco affrontate, ad esempio su donne in gravidanza, durante la quale le donne si trovano in condizione di maggiore vulnerabilità o verso transgender, omosessuali.
Noi donne sopportiamo la violenza di genere, di classe, economica, culturale, religiosa.

A seguire l'intervento del collettivo Medea di Torino, affidato alla compagna Cristina Albino che ha reso bene il cuore, il senso profondo dell'iniziativa, a nostro parere: “ Nella lotta in Val Susa cambiano le donne e cambiano le comunità. le donne in lotta lottano un po' per se stesse.” (Le donne quando lottano portano nella lotta la famiglia, rotture nei rapporti uomo-donna, portano più determinazione. nda)
Altri spunti importanti, significativi dell'intervento “Come trasformare la violenza in rabbia?” E, come spesso vediamo, “il ritorno a casa è il rischio che si corre”.
La presenza delle donne nelle lotte dei territori, quanto ha cambiato.
Quanto viene assunto in maniera collettiva? Sembra ci siano due livelli: da un lato c'è una donna che ha subito una violenza, dall'altro c'è una donna che partecipa alla lotta. Questa noi la chiamiamo autodeterminazione.
Per le Re.Fe l'intervento di Nicoletta Poidimani ha legato il pensiero e la pratica dell' ecofemminismo di Vandana Shiva e la lotta in Val Susa, in particolare sul concetto di mal sviluppo.

L'intervento di Marzia per Donne di Giaglione: come dalla lotta contro la TAV le donne abbiano cominciato anche ad organizzarsi come donne.

Laura della casa protetta di Susa ha messo in evidenza come possono accogliere solo donne che abbiano subito violenza con bambini.

Le compagne del Laboratorio Sguardi Sui Generis hanno messo in evidenza come, nella lotta No Tav, i mass media usano immaginari sessisti volti a criminalizzare e delegittimare le lotte partecipate dalle donne, esempio, in occasione dell'arresto di Nina e Marianna.

Purtroppo il ritardo con cui è iniziata l'assemblea non ci ha permesso di seguirla sino in fondo né di poter intervenire direttamente e dare il nostro contributo a questa prima, importante iniziativa o, per meglio dire, prima serie di iniziative visto che per l'indomani era organizzata una marcia in Clarea e per sabato 24 si prosegue




pc 21 novembre - la lotta dei braccianti di Nardò' - arriva in tribunale A giudizio imprenditori e caporali l'accusa è di riduzione in schiavitù

Dopo la rivolta alla masseria Boncuri capeggiata dallo studente camerunense Yvan Sagnet: alla sbarra sette imprenditori salentini e nove caporali africani

di CHIARA SPAGNOLO

LECCE - Dai campi delle angurie alle aule del Tribunale. Sette imprenditori salentini, accusati di avere sfruttato decine di braccianti extracomunitari, e nove complici africani, che degli stessi extracomunitari avrebbero organizzato l’arrivo illegale in Italia, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Lecce Alcide Maritati. Saranno giudicati a partire dal 31 gennaio dalla Corte d’assise perché su di loro pende un’accusa gravissima: riduzione in schiavitù di numerosi lavoratori. Solo quattro di loro per ora hanno avuto il coraggio di costituirsi parte civile, capeggiati ancora una volta da Yvan Sagnet, lo studente camerunense del Politecnico di Torino che nell’estate 2011 diventò il leader della rivolta dei braccianti dalla pelle scura.

Alla luce del decreto che dispone il giudizio per quelli che la Dda di Lecce ha considerato gli schiavisti del terzo millennio, Yvan non ha dubbi: "La giustizia italiana ha dimostrato di essere imparziale” e lancia un appello a quanti, in tutta la penisola, vivono condizioni inumane di sfruttamento professionale: “Denunciate, bisogna avere il coraggio, anche mettendo a rischio la nostra vita, perché quando le denunce sono vere, la giustizia sa dare risposte”. L’euforia di Yvan è contagiosa, passa dai volontari dell’associazione
Finis Terrae (che gestivano la masseria Boncuri deputata all’accoglienza dei migranti), per i quali “la decisione del gup è un passo importante nella tutela futura dei diritti dei braccianti sparsi nelle tante bidonville d’Italia”, ai sindacalisti della Cgil e della Flai, costituitisi parte civile nel processo, perché – a detta del giudice – sono stati direttamente lesi dai reati contestati.

Oltre alla riduzione in schiavitù il pm Elsa Valeria Mignone ha contestato, a vario titolo, le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e permanenza in stato di irregolarità sul territorio nazionale, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estorsione. Le indagini del Ros dei carabinieri, negli anni tra il 2009 e il 2011, portarono alla luce l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, che aveva come fine lo sfruttamento lavorativo degli immigrati e il loro mantenimento in condizioni disumane. Un cartello tra gli stranieri, che organizzavano i viaggi della speranza, e gli imprenditori italiani che utilizzavano la manodopera dei disperati, con un posto anche per i caporali che concretamente tenevano sotto scacco i raccoglitori.

A far emergere l’inferno vissuto ogni estate tra i filari di angurie e pomodori di Nardò furono servizi di osservazione e intercettazioni ma anche le denunce dei lavoratori, che si spaccavano la schiena per dodici ore al giorno, finendo a dormire in casolari fatiscenti o sotto gli ulivi. «La nostra giornata lavorativa durava circa dodici ore, per i pomodori venivo retribuito 4 euro a cassa, per i meloni 15 euro al giorno, dai quali mi venivano decurtati 4 euro per il trasporto ai campi, 1 euro per ogni bottiglia d’acqua (ne bevevo due), 4 euro per un panino e 4 euro e 50 per le sigarette», raccontò un tunisino ai carabinieri  e lo stesso fecero molti suoi compagni di lavoro, compreso Yvan Sagnet. Per il pm Mignone questo trattamento era da considerarsi pari alla riduzione in schiavitù. Il Tribunale del Riesame di Lecce ha poi ritenuto diversamente facendo venire meno l’imputazione, ma la Dda ha contestato ugualmente il reato, con l’ostinata volontà di far finire a processo imprenditori e caporali anche per l’articolo 600 del Codice penale. Il primo round è stato vinto dalla Procura. Gli imprenditori salentini (a partire dal “re delle angurie” Pantaleo Latino, considerato il capo e promotore del sodalizio, passando per Marcello Corvo, Livio Mandolfo, Corrado Manfredo, Giuseppe Mariano, Salvatore Pano e Giovanni Petrelli) e i loro presunti complici africani dovranno difendersi davanti alla Corte d’assise.

pc 21 novembre - Napoli è solidale con Gaza e la Palestina! Un report dell’iniziativa


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>> alcune foto della giornata

Doveva essere un presidio fuori la Prefettura per manifestare solidarietà alla popolazione palestinese e condanna per l’aggressione israeliana: è invece diventato un partecipatissimo e determinato corteo che ha attraversato tutte le vie del centro di Napoli. Questo ci sembra il dato più notevole della giornata di oggi, che dimostra come – anche in tempi di crisi e nonostante tutte le menzogne che i media ci stanno propinando – il popolo napoletano si senta vicino a quello palestinese e non sopporti più le genocide politiche sioniste…
Oggi in piazza si sono ritrovate infatti oltre cinquecento persone, nonostante la chiamata per forza di cose “frettolosa” e tutta autorganizzata. Tanti sventolavano le bandiere della Palestina, altri quelle dell’FPLP, una delle più importanti organizzazioni della Resistenza. Napoletani, palestinesi, arabi: tutti insieme nello striscione di apertura a intonare slogan e cori che chiedono la fine dei bombardamenti su Gaza, un deciso intervento della comunità internazionale contro Israele, una pace giusta in Medioriente. Tanti interventi hanno ricordato la terribile situazione che stanno vivendo i palestinesi in queste ore (sono ormai oltre cento i morti, fra cui molti bambini), altri hanno ricordato Piombo Fuso (la terribile “operazione” israeliana, che giusto quattro anni fa ha mietuto oltre 1400 vittime fra i palestinesi), altri hanno ricordato come sia la stessa occupazione della Palestina da parte di Israele a dover essere messa in discussione, perché è dal 1948 che il popolo palestinese è sprofondato in un incubo senza fine…
Il corteo ha continuato a sfilare per Via Roma e via Monteoliveto ricordando ai cittadini, molti dei quali coinvolti e partecipi, che non c’è da aspettarsi nulla da Obama, presidente di un Paese, gli USA, che ha sempre sostenuto i massacri sionisti, né dall’ONU, le cui risoluzioni sono sempre state ignorate da Israele, né tantomeno dall’Unione Europea, ipocrita premio Nobel per la pace, e dall’Italia, entrambe completamente asservite ai voleri della potenza sionista. Bisogna invece impegnarsi nel diffondere ovunque solidarietà con la popolazione palestinese, nel portare avanti la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per Israele, nel pretendere verità dai media e nel fare circolare una corretta informazione su quanto sta accadendo e soprattutto nel combattere innanzitutto i potenti e i governanti di casa nostra, che di Israele sono complici.

Il corteo si è infine sciolto a Piazza del Gesù, promettendo quanto prima nuove iniziative di protesta! Nel frattempo il nostro pensiero sarà vicino ai cooperanti italiani a Gaza, ai compagni che continuano a gridare la verità dalle strade dei villaggi della Cisgiordania, dalla striscia di Gaza, dai campi profughi, dalle carceri sioniste della Palestina occupata e sotto assedio, con una dignità, un coraggio, una determinazione e un amore per la libertà che non ha eguali…

Per questo invitiamo tutti a diffondere questo report, a difendere la Palestina, a criticare Israele ad alta voce, perché si sappia che tutto ciò non sta accadendo con la nostra complicità!

Con la Palestina nel cuore!

pc 21 novembre - FREE GAZA!!! – Presidio solidale NOTAV con la Palestina a Bussoleno

Questa sera presso il Ponte Vecchio di Bussoleno, Presidio in solidarietà col popolo Palestinese.
Il presidio inizierà alle 18:00 per dimostrare piena solidarietà con il popolo Palestinese sotto attacco in queste ore.  È ora di dire basta a questo massacro di anziani e bambini voluto da Israele, popolo che ha già sperimentato sulla propria pelle quello che è il genocidio. Israele in questo momento si è trasformata da vittima a carnefice, 70 anni sono stati sufficienti a cancellare ciò che è stato l’olocausto nazista per gli ebrei. Ciò che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, dichiarato e tecnicamente pianificato.Come sempre avviene a pagarne le conseguenze sono i più deboli: in gran parte gli anziani ma soprattutto i bambini. Un orribile strage di innocenti.
È ora di dire basta a tutto questo. Per Questo motivo vi aspettiamo questa sera al Presidio di solidarietà al popolo Palestinese e contro il massacro di Gaza.
Comitato di Lotta Popolare Bussoleno


pc 21 novembre - No Tav a processo a Torino


Bagarre all'udienza No Tav
ma il processo è rinviato
al 2013

Cominciata in un clima di tensione l'udienza per gli scontri di Chiomonte dell'estate 2011. Aggredito un cameraman della Rai. Alla fine la decisione di rinviare tutto al 21 gennaio

di MEO PONTE
E' cominciato in un clima di tensione il processo a carico di 45 persone per gli scontri al cantiere di Chiomonte dell'estate 2011. Un centinaio di militanti No Tav arrivati al Palazzo di giustizia, presidiato dalle forze dell'ordine, per un presidio in sostegno dei 45 imputati ha bloccato la strada davanti al Tribunale. Gli attivisti si sono posizionati in mezzo alla carreggiata costringendo le auto a fare inversione.Un cameraman della Rai è stato aggredito da alcuni attivisti mentre effettuava all'interno dell'aula.  E' stato raggiunto da un pugno al basso ventre e da uno sputo dopo che si è rifiutato di spegnere la telecamera alla richiesta dei manifestanti. Il cameraman si è recato in ospedale.
In un nota della Rai si afferma che  "Il direttore generale Luigi Gubitosi, appresa la notizia dell'aggressione subita a Torino dai colleghi della TgR impegnati in un servizio sul processo ai no-tav, si è informato sulle condizioni di salute ed ha espresso solidarietà e definito un atto vergognoso l'aggressione subita dai colleghi impegnati nel loro lavoro". Nel frattempo l'udienza è stata sospesa perchè l'aula è troppo piccola. In aula gli attivisti hanno protestato, gridando "vergogna" all'indirizzo dei magistrati, e hanno chiesto la liberazione dei due imputati ancora detenuti  (Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo) che si trovano dentro le gabbie. Il presidente del collegio giudicante Quinto Bosio ha sospeso l'udienza in attesa dell'eventuale trasferimento in aula più capiente.
Alla fine è arrivata la decisione di rinviare alal 21 gennaio l'apertura del processo Il presidente  Quinto Bosio, ha poi stabilito il calendario che prevede ulteriori 21 udienze.

pc 21 novembre - Aggressione a Gaza. La diretta (21 novembre)




Niente tregua, almeno per ora. Israele prosegue i bombardamenti e fa strage di civili. I palestinesi manifestano in Cisgiordania. La cronaca della giornata di oggi: 145 morti.


Informazioni riprese da Nena News, dalle agenzie di stampa e dalle corrispondenze do alcuni giornalisti italiani e di altre nazionalità presenti nella Striscia di Gaza.

12.35
L'aviazione israeliana ha appena bombardato lo stadio di calcio Al Yarmouk a Gaza City con oltre dieci aerei da guerra: numerose vittime.

12.32
Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhrim, ha elogiato l'attentato ma non ha fatto alcuna dichiarazione su eventuali responsabilità del partito islamista nell'esplosione del bus 66 a Tel Aivi. Hamas definisce l'attacco "la risposta naturale ai massacri israeliani a Gaza".

12.25
- E' stato rilasciato il sospetto che era stato arrestato mezz'ora dopo l'attentato di oggi a Tel Aviv contro un autobus pubblico. Ora la Polizia starebbe cercando una donna palestinese.

12.10
- Due palestinesi uccisi in un bombardamento a Khan Younis, a Nord di Gaza: Ibrahim Abu Nasr, 60 anni, e sua figlia Ameera, 16.

12.08
- Hamas ha rivendicato l'attacco contro un bus a Tel Aviv. Lo ha riferito il sito web della 'Bbc', precisando che il movimento palestinese ha annunciato, attraverso gli altoparlanti delle moschee di Gaza, di essere riuscito a piazzare un ordigno sul bus. Nella Striscia sotto bombardamenti non sono mancati i festeggiamenti.

12.00
- La polizia israeliana ha arrestato quello che considera un "sospetto" in relazione all'attentato avvenuto meno di un'ora fa a bordo di un autobus nel centro di Tel Aviv, a poca distanza dal quartier generale del Comando delle Forze di Difesa: secondo i media locali, si tratta di un uomo. In tutta la citta' intanto sono stati eretti posti di blocco e cordoni di sicurezza. E' salito a diciassette il numero dei feriti accertati, nessuno dei quali verserebbe peraltro in condizioni critiche: solo tre persone avrebbero riportato ferite di seria entità, gli altri solo graffi o escoriazioni. Fonti degli inquirenti hanno precisato che l'ordigno impiegato era uno solo. Il veicolo é rimasto quasi completamente carbonizzato.

11.53
- Gli Stati Uniti si oppongono alla richiesta da parte dell'Autorità nazionale palestinese di ottenere il riconoscimento della Palestina come stato non membro dell'Onu: é quanto ha detto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, al presidente dell'Anp, Abu Mazen, nel corso dell'incontro a Ramallah. Lo riferisce la corrispondente di Al Jazira su Twitter.

11.48
- Un missile israeliano é caduto nei pressi di un hotel di Gaza City che ospita molti giornalisti stranieri. Lo riferisce l'inviata della Bbc, spiegando che l'esplosione provocata dal missile, lanciato da un aereo israeliano, ha fatto andare in frantumi i vetri di alcune stanze dell'albergo.

11.44
- Non è ancora chiaro cosa abbia fatto esplodere il bus N.66, all'angolo tra Shaul Hamelech e Henrietta Street. Sono state schierate le forze dell'ordine, inseguimento al presunto responsabile.

11.40
- Un'altra vittima a Gaza: Faris Sabtiye, 23 anni, ucciso a Gaza City.

11.30 - ISRAELE: “UCCISI 108 TERRORISTI”. MA I MORTI SONO BAMBINI E CIVILI

11.28
- Secondo l'emittente tv israeliana Channel 10, ci sarebbe un'altra bomba all'interno del bus. Diciotto feriti. Un checkpoint temporaneo è stato disposto dalla polizia israeliana vicino al luogo dell'esplosione.

11.20
- Esplosione in un bus a Tel Aviv. Lo riporta il quotidiano israeliano Ha'aretz. Non è ancora chiaro cosa abbia causato l'esplosione, la polizia sospetta che sia un attentato terroristico. Dieci i feriti. Un testimone riporta che al momento dell'esplosione era vuoto. Lo scoppio è avvenuto nel viale Shaul ha-Melech.

10.49 - 
Altra vittima del conflitto a Gaza: Ahmad Abu 'Alaian di 15 anni, nella zona di Beni Suhela, morto in seguito a gravi ferite causate un raid israeliano nei giorni scorsi.

10.45
- L'impegno di Washington per la sicurezza di Israele "é incrollabile'' e resta ''solido come una roccia'', anche se gli Stati Uniti credono che sia essenziale porre fine alle violenze'' nella regione. Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton, al termine del suo incontro a Gerusalemme con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. ''In questi giorni - ha aggiunto - lavoreremo con i nostri partner per un risultato che rafforzi la sicurezza per la pace dello Stato ebraico e migliori le condizioni del popolo di Gaza''. La Clinton ha iniziato in queste ore i colloqui con il presidente dell'Anp Abu Mazen a Ramallah (Cisgiordania), dopo di che proseguirà la missione in Egitto, dal presidente Mohammed Morsi.

10.32
Nella conferenza stampa dopo il meeting tra Abbas e la Clinton, il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, ha accusato Israele di essere il responsabile del ritardo nel raggiungimento della tregua, riporta l'inviata di Al Jazeera. Secondo Erekat, Israele sta ricattando la Palestina.


10.30
E' sempre più strage di bambini a Gaza dove il 25% delle vittime é rappresentato da minori. Lo denuncia Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine stranieri (Amsi) e del Co-mai (Comunità mondo arabo in Italia) in contatto con la Mezza Luna Rossa palestinese. Secondo i dati più recenti si contano 29 piccole vittime palestinesi su 140 morti. Su 1100 feriti poi 310 sono minori.


10.19
- Manifestazioni violente in corso nei pressi del campo profughi di Sho'fat, al'Aisawie e Al-Ram (periferia di Gerusalemme). Durante gli scontri sono stati feriti degli studenti a causa dell'ingente numero di gas lacrimogeni lanciati da parte dell'esercito israeliano. Fonti sul posto riferiscono che i ragazzi stanno dando fuoco ad ai copertoni delle gomme delle macchine per bloccare l'accesso dell'esercito israeliano nelle strade principali adiacenti ai campi.

10.06 - 
L'esercito israeliano ha arrestato 18 palestinesi in raid notturni nei campi profughi e i villaggi dell'area di Betlemme. 

10.02 - 
L'aviazione israeliana bombarda la sede governativa di Hamas, Abu Khadra, dove vengono rilasciate le carte di identità: almeno sei le bombe sganciate sul complesso.

10.00 - 
Un centinaio di attivisti palestinesi e internazionali stanno protestando contro l'arrivo di Hillary Clinton a Ramallah, facendo una manifestazione davanti al complesso della Muqata, la sede della palestinese a Ramallah. Sono presenti sul posti decine di agenti della polizia palestinese in assetto anti sommossa. (Michele Giorgio)

9.51
La Cina ospiterà domani un inviato dell'Autorità Palestinese, Bassam Al-Salhi, segretario generale del People's Party. Al-Salhi, in rappresentanza del presidente palestinese Abbas, resterà in Cina tre giorni.
"La Cina è molto attenta alla situazione attuale a Gaza - ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri, Hua Chunying - La Cina è in contatto continuo con Israele, Palestina e altri Paesi".

9.45
Reso noto il nome del palestinese ucciso a Jabaliya: Abdullah Asaliyeh.

9.43
Il sindacato dei lavoratori di Gerusalemme ha organizzato stamattina di fronte alla rappresentanza dell'Unione europea un sit-in protesta contro il silenzio dell'Unione Europea sull'aggressione a Gaza. Oggi sciopero in tutta la Cisgiordania: scuole chiuse e trasporti fermi.

9.27
Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, ha detto in un'intervista che il premier Netanyahu non prenderà decisioni in merito all'invasione via terra di Gaza prima delle elezioni del 22 gennaio prossimo: "Il governo non può prendere una simile decisione a due mesi dalle elezioni. Dovremo lasciare tale scelta al prossimo governo".

9.10
Uno dei leader di spicco di Hamas, Mousa Abu Marzouk, ha condannato l'uccisione di sei uomini accusati di essere collaboratori di Israele, sottolineando che tali esecuzioni non hanno nulla a che vedere con il rispetto della legge.

9.07
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà oggi ad oltranza sulla questione Gaza nel caso in cui non si raggiunga la tregua.

8.45
Continuano le proteste contro la visita del segretario di Stato americano Hillary Clinton. Le forze di sicurezza palestinesi stanno impedendo ai manifestanti di avvicinarsi al palazzo presidenziale. Circa una trentina di palestinesi stanno protestando fuori dal quartier generale Al-Muqata'a. In seguito alla riunione con il presidente palestinese Abu Mazen, Hillary Clinton incontrerà il segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.

8.42
Il portavoce dell'esercito, Yoav Mordechai, ha detto che Israele continuerà con i bombardamenti di Gaza, ma anche con il dialogo politico: "L'IDF procederà con l'operazione e i bombardamenti oggi, allo stesso tempo partecipa al dialogo".

8.40
L'esercito israeliano ha deciso di ridurre il numero dei soldati al confine con Gaza dopo la morte di un caporale ieri, ucciso dal lancio di un missile.

9.30 - "GAZA COME AUSCHWITZ": BUFERA SUL PD DI CAGLIARI

9.20
- Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà oggi ad oltranza sulla questione Gaza nel caso in cui non si raggiunga la tregua.

9.15 - Continuano le proteste contro la visita del segretario di Stato degli USA Hillary Clinton. Le forze di sicurezza palestinesi stanno impedendo ai manifestanti di avvicinarsi al palazzo presidenziale. Circa una trentina di palestinesi stanno protestando fuori dal quartier generale Al-Muqata'a. In seguito alla riunione con il presidente palestinese Abu Mazen, Hillary Clinton incontrerà il segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon.

9.08
- E' di 139 morti e 1.100 feriti - in maggioranza bambini, donne e anziani - l'ultimo bilancio della situazione a Gaza raccolta da Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e del Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia), in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda. "La situazione sanitaria e umanitaria è drammatica", afferma il presidente dell'Amsi. "Manca di tutto: sacche di sangue, farmaci, attrezzature mediche. Ma, soprattutto, non c'è elettricità sufficiente per garantire gli interventi chirurgici". Aodi si rivolge quindi al ministro degli Affari Esteri, Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, affinchà attivi "un corridoio sanitario per curare i feriti e consentire a medici e infermieri che rispondono al nostro invito di recarsi sul posto".

8.30
- Manifestazioni in corso a Ramallah per la visita di Hillary Clinton, segretario di Stato Usa, al presidente dell'ANP Abbas.

8.23 - Bombardati nella notte almeno 100 siti da parte dell'aviazione israeliana. Sale il bilancio dei morti palestinesi: 141.

8.14 - Nel corso della notte l'aviazione israeliana bombarda un compound a Rafah e la sede del governo a Abu Kharda. Colpita la stazione di polizia di Khan Younis.

2.05 - Sarebbero almeno sei i palestinesi rimasti uccisi negli ultimi raid aerei israeliani. Dopo una breve pausa sono ripresi i bombardamenti

1.30 - Una ondata di violenti raid aerei israeliani si é registrata tra le 12.30 e l'1 di questa notte su Gaza city e su altre città della Striscia di Gaza. Le Brigate al-Qassam hanno risposto sparando cinque razzi Grad verso Ashdod e il Neghev. 

di  Redazione Contropiano


pc 21 novembre - Israele con la 'tregua' persegue la resa del movimento palestinese

con Gaza in piazza e in ogni forma !
Fermare subito i criminali bombardamenti e i piani di invasione di Gaza !

Proletari Comunisti aderisce e sostiene tutte le manifestazioni al fianco del popolo palestinese a fronte della nuova criminale aggressione dello Stato nazisionista israeliano a Gaza, che torna a semina morte e distruzione
anche di donne e bambini .
Lo stato d'Israele è sostenuto in questo dall'imperialismo USA a guida di Obama, dall'imperialismo europeo e come sempre dal governo dell'imperialismo italiano, oggi Monti e la sua maggioranza parlamentare.
Lo stato sionista mostra ancora una volta che l'unica politica che porta avanti è di annientamento e genocidio, calpestando non solo il popolo palestinese, ma le stesse convenzioni sui diritti umani e le risoluzioni ONU. Mentre gli imperialisti sono pronti a strillare contro le violazioni dei diritti umani e i crimini in Siria al fine di giustificare l'aggressione imperialista alla Siria, sono invece tutti pronti a coprire e giustificare i
crimini permanenti dello stato d'Israele. Tutti i regimi reazionari arabi, scossi dall'interno dalle rivolte popolari, sono a fianco in maniera aperta o mascherata dello Stato di israele e della nuova campagna di aggressione.
Tutti coloro che si oppongono all'imperialismo e al neocolonialismo nel nostro paese e e nel mondo devono unirsi nel sostegno della causa palestinese e delle forze del popolo palestinese che perseguono la
resistenza e la lotta armata contro lo stato sionista.
La soluzione 'due stati, due popoli' perorata dall'imperialismo, dal riformismo e il pacifismo si dimostrano essere la foglia di fico per mantenere il dominio e l'occupazione dello Stato di Israele sulla Palestina.
Non c'è soluzione alla questione palestinese che non passi dalla sconfitta dello stato d'Israele e dell'imperialismo che lo sostiene. Il movimento di liberazione della Palestina ha bisogno di ritrovare la strada della guerra di popolo di lunga durata come unica via per la propria liberazione nazionale e sociale antimperialista, nel contesto della sua applicazione specifica alla situazione della Palestina, del mondo arabo e del medio Oriente.
Criminale silenzio assenso del governo italiano !

Morte all'imperialismo e al sionismo israeliano !
Libertà e autodeterminazione al popolo palestinese !
dall'Intifada alla guerra popolare fino alla vittoria |



proletari comunisti - Pcm Italia
21 novembre 2012

pc 21 novembre - A fianco del popolo palestinese contro la barbarie terrorista israeliana


L’attacco criminale di Israele su Gaza ha trovato una prima risposta nei presidi di venerdì 16 e sabato 17 in varie città d’Italia, d’Europa ed USA. A Roma due manifestazioni hanno visto un’intensa partecipazione di militanti italiani e internazionali e della comunità Palestinese in Piazza Montecitorio, con un corteo direttosi verso il Colosseo nella serata di sabato. Altre si sono svolte a Milano, Padova, Udine, Bologna, Firenze, Pisa, Viareggio, Follonica, Cagliari e Palermo ma sicuramente ne dimentichiamo più di una, queste manifestazioni attestano che la solidarietà con la Palestina è un sentimento forte e radicato e che l’internazionalismo continua ad essere un valore  per la sinistra di classe.
L’azione terrorista dello Stato israeliano ha trovato il sostegno degli USA del Premio nobel per la pace  Obama, il cui governo proprio in questi giorni ha rinnovato i finanziamenti in armamenti ad Israele. Agli USA  ovviamente si sono subito aggiunti i Governi dei paesi dell’UE. Tra questi spicca il  Governo Monti che sembra gareggiare con Berlusconi in quanto a filo sionismo.  Come ha dichiarato l’ambasciatore Israeliano Gilon, “Il fatto che ci sia un governo tecnico e non politico non ha cambiato la situazione. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, è un amico. Il suo impegno nelle relazioni con Israele promette sviluppi positivi. Nell’incontro con Monti sono stati firmati molti accordi, dallo start-up all’industria tecnologica. Compreso, a luglio, un accordo militare per due miliardi di dollari”.
E’ bene ricordare che il governo Monti è sostenuto da un ampia maggioranza e che gli accordi sottoscritti con la potenza occupante sionista, sono stati  sostenuti dai partiti di centro destra e di centro sinistra. Mentre scriviamo questo comunicato, circolano notizie su possibili tregue, ma la realtà è che  Israele continua ad ammassare truppe e a bombardare Gaza ad un ritmo di 500 raid al giorno.
Al momento sono oltre 70 le vittime a Gaza, tra questi militari, bambini, donne , anziani o  più semplicemente palestinesi. Nel massacro attualmente in corso nella striscia come nell’occupazione israeliana, c’è molto made in Italy anche  grazie al contributo delle aziende del gruppo Finmeccanica.
A questo riguardo non possiamo che prendere le distanze da quanti anche a sinistra, ripropongono una impossibile equivalenza tra la resistenza del popolo palestinese e la violenza terrorista della potenza occupante israeliana. Da una parte c’è il popolo palestinese che lotta per l’indipendenza dall’altro c’è la  potenza occupante sionista  che si avvale della forza atomica e dell’alleanza con gli USA e l’UE per portare avanti la sua politica neocoloniale.
La mobilitazione di questi giorni, è estremamente importante, ed  è la giusta  risposta all’intensificarsi dell’aggressione sionista su Gaza che potrebbe portare un più devastante  attacco da terra.
A fianco della resistenza palestineseContro la politica neocoloniale di IsraeleDenunciamo la complicità del Governo Monti e delle forze di centro destra e centro sinistra che lo sostengonoPalestina libera
Il Forum Palestina

pc 21 novembre - MILANO Alla Eureco come alla Thyssen: si bruciano vite operaie venerdì 23 presidio davanti al Tribunale invito a partecipare

il caso Eureco al convegno nazionale della rete nazionale per la sicurezza
sul lavoro taranto 7 dicembre ore 14-19
info  bastamortesuullavoro@domeus.it  tel.3471102638


*ALL' EURECO COME ALLA THYSSEN: SI BRUCIANO LE VITE OPERAIE IN NOME DEL
PROFITTO E DELL' ILLEGALITA' DEI PADRONI, COPERTE DALLE CONNIVENZE
POLITICHE!*

 Con queste parole d'ordine, a un mese dallo scoppio alla Eureco- il 4 dicembre 2010-, la rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro ha dato vita a una mobilitazione nazionale e a un presidio a Paderno Dugnano, per affermare la VERITÀ: non di incidenti, non di morti bianche bisogna parlare, ma di morti annunciate, di omicidi commessi in nome del profitto e del malaffare.Intorno alla Eureco abbiamo assistito alla solita serie di affermazioni, ma anche di fatti, che tendono a sminuire, a definire fatalità, fatti non
prevedibili, errore umano. Finalmente, a quasi due anni dallo scoppio e dalla morte di quattro
operai: SERGIO SCAPOLAN, HARUN ZEQIRI, SALVATORE CATALANO, LEONARD SHEHU, e il ferimento di tre operai, il 9 luglio si è tenuta l'udienza preliminare- proseguita, poi, il 16 luglio e con l'udienza del 28 settembre-, presso il Tribunale di Milano, a carico di Giovanni Merlino, il titolare della
Eureco, società di smaltimento rifiuti, per: omicidio colposo plurimo, incendio e altre 23 imputazioni tra cui: imprudenza negligenza, imperizia, stoccaggio, traffico e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Il GUP ha accolto la costituzione di parte civile per i familiari di Sergio, Harun, Salvatore, Leonard e per i tre operai gravemente infortunati che hanno subito lesioni gravissime solo per i primi due capi di
imputazione (omicidio e incendio); sono, inoltre, stati ammessi il Comune di Paderno Dugnano, ma solo per l'incendio e la CGIL, ma solo per il danno all'immagine e l'INAIL, tralasciando le imputazioni relative al mancato rispetto delle norme sul trattamento/smaltimento di materiali pericolosi,
sulla mancata informazione ai lavoratori dei rischi cui erano, loro malgrado, esposti, e non considerando in nessun modo la recidività di Merlino, già condannato per la morte di un operaio avvenuto in precedenza
in un altro suo impianto. Sono state respinte, invece, le costituzioni di parte civile di MD, AIEA, Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco, Anmil, Allca Cub Chimici.
Facciamo appello a sostenere i familiari, gli operai rimasti feriti nello scoppio partecipando ai presidi che la Rete organizzerà davanti al tribunale, ma anche alle iniziative di informazione sui fatti della Eureco,
aderendo alla Rete stessa. Perchè per la Eureco sia come per la Thyssen, con le condanne esemplari che in quel processo si sono avute.

 *Presidio Venerdì 23 novembre h. 9.00 davanti al Tribunale di Milano,
corso di Porta Vittoria, in concomitanza con l'udienza Eureco*

Per aderire, organizzare, proporre iniziative: cell: 3387211377;mail:*
retesicurezzamilano@gmail.com* <retesicurezzamilano@gmail.com>

pc 21 Novembre- UNIVERSITARI PALERMITANI AL FIANCO DI GAZA

Facoltà di Scienze della Formazione


IERI MATTINA STUDENTESSE E STUDENTI UNIVERSITARI DELLE FACOLTA' DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, LETTERE E FILOSOFIA E DELL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI HANNO CALATO CONTEMPORANEAMENTE DEGLI STRISCIONI SULLE FACCIATE DELLE LORO FACOLTA' PER ESPRIMERE SOLIDARIETA' AL POPOLO PALESTINESE CONTRO L'ENNESSIMA AGGRESSIONE MILITARE GENOCIDA ISRAELIANA. SEGUE IL COMUNICATO STAMPA DEGLI STUDENTI.


Facoltà di Lettere e Filosofia

Oggetto: solidarietà al popolo palestinese

Noi studenti universitari palermitani firmatari del presente comunicato stampa:

Esprimiamo massima solidarietà al popolo palestinese tutto e, in particolare, agli abitanti della Striscia di Gaza vittime di una brutale aggressione militare da parte dello stato d'Israele.

Condanniamo, con forza, tale aggressione che sta avvenendo per mezzo di droni, elicotteri apache, caccia militari f-16, bombardamenti da cielo, terra e mare, così come hanno documentato i cooperanti, nostri connazionali, rientrati da poco in Italia da Gaza.

Condanniamo questa aggressione che in poco meno di una settimana ha già mietuto più di un centinaio di vittime, per la stragrande maggioranza civili e, tra questi, molti bambini (numeri provenienti da stime ufficiali- da ritenersi inesatte per difetto).

Condanniamo la propaganda che confonde vittime e carnefici e che, in relazione a tale aggressione, parla di "diritto alla difesa di Israele".

Con la presente convochiamo gli organi di informazione domani martedì 20 c.m. alle ore 13:30 davanti la Facoltà di Scienze della Formazione (Edificio 15) dell'Ateneo di Palermo dove, dopo una breve conferenza stampa, verrà calato uno degli striscione sulla facciata della facoltà; contemporaneamente verranno affissi altri due striscioni presso la facoltà di Lettere e Filosofia e l’Accademia delle belle arti.

Studenti di Cooperazione e Sviluppo (Facoltà di Scienze della Formazione)
Studenti di Lingue in Lotta (Facoltà di Lettere e Filosofia)
Studenti di Audio e Video e Multimedia (Accademia delle Belle Arti)



Accademia delle Belle Arti




















martedì 20 novembre 2012

pc 20 novembre - CI SI PUO' RIFIUTARE DI LAVORARE SE MANCA LA TUTELA DELLA SALUTE


Il 5 novembre è uscita un'importante sentenza della Cassazione, in un certo senso innovativa, anche perchè non parla solo di "sicurezza" ma anche di tutela della salute.
E' una sentenza che può essere utilizzata anche in presenza di altre sostanze pericolose per la salute, pensiamo ai lavoratori dell'Ilva.

"Il datore che non adotta le misure necessarie di tutela della salute sul lavoro è da considerare inadempiente rispetto al lavoratore. Questa condotta giustifica dunque, in base al l'articolo 1460 del Codice civile, il rifiuto di lavorare in ambienti non sicuri e fa permanere, a carico del primo, l'obbligo di retribuire chi si sia astenuto in ragione di quell'inadempimento. È l'interpretazione che si desume dalla sentenza della Cassazione n. 18921 del 5 novembre 2012 (sezione Lavoro).
Il caso riguarda una parte del personale di una grande officina, nei cui locali erano state svolte lavorazioni che avevano determinato un inquinamento da amianto. Nonostante la bonifica realizzata dal datore, i dipendenti, preoccupati anche dai contenuti di un verbale di sopralluogo svolto da specialisti della società, chiedono la sospensione del lavoro e ulteriori interventi. Il datore li nega e i lavoratori si astengono dal continuare a lavorare, pur rendendosi disponibili a farlo in altri locali aziendali. Intervenuto il giudice penale, il pericolo alla salute è scongiurato e le maestranze decidono di ritornare in azienda. Il datore, a quel punto, rifiuta, però, di pagare la retribuzione per il mese e mezzo di astensione.
Inevitabile il ricorso da parte dei dipendenti al giudice del lavoro: essi sostengono che la loro condotta fosse da considerare legittima reazione all'inadempimento di obblighi di sicurezza gravanti sul datore e chiedono il pagamento della retribuzione. I due giudizi di merito si concludono positivamente per i ricorrenti. La decisione di secondo grado, in particolare, si basa su perizie che evidenziano difetti nell'organizzazione delle operazioni di bonifica con conseguente dispersione di residui di amianto nei locali di lavoro.
Proprio questo aspetto, secondo i giudici, rappresenta il nucleo dell'inadempimento del datore sugli obblighi previsti dall'articolo 2087 del Codice civile e giustifica, sul piano giuridico, il rifiuto di lavorare dei prestatori. La società ricorre in Cassazione. La Corte sottolinea, principalmente, due profili. In primo luogo, i giudici d'appello hanno bene interpretato l'articolo 2087 del Codice civile, secondo cui ogni datore deve adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica dei prestatori di lavoro: essi, infatti, hanno censurato il datore per la violazione delle regole di comportamento che la stessa società aveva fissato ed emanato per eliminare/ridurre i rischi. La decisione di merito, inoltre, rivela una corretta applicazione del l'articolo 1460 del Codice civile, in base al quale, nei contratti con prestazioni corrispettive come è quello di lavoro, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la propria obbligazione, se l'altro non adempie.
In questo senso, i giudici hanno valutato la condotta dei lavoratori come reazione al l'inadempimento datoriale.
La Corte dunque ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente".

pc 20 novembre - dal Brasile alla conferenza internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

VERSO LA CONFERENZA INTERNAZIONALE- ADESIONE DAL BRASILE


Cari compagni,

Vorremmo confermare la nostra presenza alla Conferenza di Amburgo il 24 Novembre, vorremmo esprimere il nostro pieno supporto per la tenuta di questa conferenza. Manderemo presto il nostro intervento.

Saluti internazionalisti,

FRONTE RIVOLUZIONARIO PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEL POPOLO- BRASILE

pc 20 novembre - L'ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA' E' UNA CORDA AL COLLO DEGLI OPERAI

L’accordo sulla produttività che dovrebbe essere firmato domani nella parte che riguarda la contrattazione di secondo livello di fatto è un estensione del piano Marchionne-Fiat a tutte le fabbriche  (Marchionne ora può benissimo rientrare in Confindustria, visto che tutta l’associazione dei padroni è sulle sue posizioni), con l’utilizzo dell’art.8 della di Sacconi che consente accordi in deroga a contratti e leggi.
La Cisl non aspettava altro e non solo lo ha firmato ma lo sponsorizza, la Uil segue a ruota; la Cgil della Camusso ‘se la tira’, in realtà non può essere veramente contraria visto che questo accordo è in sintonia con l’intesa firmata tra Confindustria e OO.SS., compresa la Cgil, il 28 giugno 2011, che affermava essere comune obiettivo “favorire lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello” facendo del CCNL solo una cornice sempre più inutile e demandando alla contrattazione aziendale le stesse questioni ora oggetto dell’accordo sulla produttività (gestione orari, organizzazione del lavoro, aumenti salariali, ecc.).
Pertanto, il NO – momentaneo della Camusso – è legato essenzialmente alla richiesta che in questo accordo venga inserito subito anche la questione dei criteri per misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali, per far rientrare la Fiom ai Tavoli di trattativa. Se questo avvenisse, la Cgil firmerebbe.

Il cuore di questo accordo è aumentare la produttività per favorire una miglioramento delle condizioni di competitività delle aziende, cioè per favorire l’aumento dei profitti capitalisti.
Per questo si deve derogare a vincoli ancora posti da norme contrattuali e leggi su orario, prestazione lavorativa, organizzazione del lavoro, salario e delegare queste materie alla contrattazione aziendale per legare più strettamente le sorti dei lavoratori alle esigenze dei padroni.

Per i lavoratori vuol dire il venir meno, dopo anni passati di lotte e sacrifici per conquistarlo, di un salario unico e di un contratto unico, dal nord al sud e in tutti i posti di lavoro, che, comunque, al di là della sua deriva, stabiliva un principio di uguaglianza della condizione salariale degli operai, e l’unità dei lavoratori.
Ora, con questo accordo sulla produttività si vogliono dividere i lavoratori tra di loro e unirli alle proprie aziende, cancellare anche l’idea della difesa delle condizioni salariali come frutto della forza collettiva stabilendo invece uno stretto legame tra i loro interessi e gli interessi e difesa dei profitti padronali.

L’effetto immediato, generale e prevalente non sarà affatto un aumento del salario, ma una diminuzione generalizzata dei salari, una differenziazione salariale, comunque al ribasso, sia tra lavoratori di diverse aziende sia tra lavoratori della stessa azienda, dato che gli elementi retributivi da collegarsi ad incrementi di produttività non seguiranno neanche criteri oggettivi ma saranno pattuiti tra azienda e OO.SS., che potranno anche stravolgere il rapporto stabilito nella contrattazione nazionale tra mansioni e livello, dando – come è scritto nell’accordo -  alla contrattazione di secondo livello “piena autonomia negoziale rispetto alle tematiche relative all'equivalenza delle mansioni”.
Nessuno si può illudere di ottenere attraverso l’aumento della produttività più salario.
La questione a fondo di questo accordo soprattutto in questa fase di crisi è il taglio del costo del lavoro e l’estorsione di maggiore pluslavoro con aumento, flessibilità di orario di lavoro, peggioramento delle condizioni di lavoro.

Si chiama gli operai a farsi sfruttare di più per permettere ai padroni – come si legge nell’accordo – “di rispondere alle diverse dinamiche temporali della produzione e dei mercati”.
In questo quadro, l’accordo pone, in termini di fatto ricattatori, la questione che “queste soluzioni contrattuali di secondo livello, peraltro, possono anche rappresentare un'alternativa a processi di delocalizzazione, divenire un elemento importante di attrazione di nuovi investimenti anche dall'estero, concorrere alla gestione di situazioni di crisi per la salvaguardia dell'occupazione”.

In sostanza, si dice ai lavoratori e alle lavoratrici: se volete che l’azienda non chiuda e vada in piazze dove il costo del lavoro è più basso e i diritti dei lavoratori maggiormente calpestati, accettate voi di lavorare di più e di rinunciare ai diritti su orari, pause, riposi, rispetto delle mansioni, ecc.; se volete che aziende estere investano in Italia diventate “attrattivi” per gli appetiti famelici dei capitalisti; se volete che i padroni non vi licenzino accettate che scarichino su di voi la loro crisi, fatevi abbassare salari, diritti mentre aumentate il lavoro.

L’accordo sulla produttività, quindi, se passa è una corda al collo degli operai che si stringerebbe sempre di più..

 

pc 20 novembre - I lavoratori rottamano il PD: contestati Bersani e Renzi


Operai Alcoa contestano Bersani



CAGLIARI - "Alcoa chiude, Bersani traditore". Questo lo striscione che ha accolto il segretario del Pd a Cagliari per la campagna elettorale delle primarie. Un gruppo di operai dell'azienda di Portovesme ha raggiunto il teatro Massimo, presidiato dalle forze dell'ordine, urlando slogan al megafono contro Bersani, accusato di aver abbandonato il territorio. Con gli operai ci sono anche le Donne indipendentiste e il Popolo antiequitalia.


Renzi contestato da dipendenti comunali. 
Protesta dei dipendenti comunali a Palazzo Vecchio a Firenze, fuori dalla sala dove si sta svolgendo il consiglio comunale. La manifestazione, alla quale hanno preso parte circa 200 lavoratori, è stata indetta per chiedere all'amministrazione di applicare la delibera con cui il sindaco Matteo Renzi "si è impegnato a mantenere i livelli del fondo per il contratto integrativo per il 2012 sui livelli del 2011", ha spiegato il rappresentante della Rsu Mauro Comi.

pc 20 novembre - Israele bombarda, Gaza resiste! Presidio di solidarietà da Napoli.

Martedì 20, ore 17 presidio di solidarietà a Piazza Plebiscito (di fornte la Prefettura)



Gaza è di nuovo sotto attacco. L'operazione militare “Colonna di nube”, annunciata pubblicamente dall'esercito israeliano lo scorso mercoledì, ha già ucciso 24 palestinesi (tra cui moltissimi bambini), ferendone più di 200.
Mentre scriviamo, i bombardamenti si susseguono sempre più intensi, droni continuano a coprire il cielo della striscia, carri armati israeliani sono schierati in vari punti al confine per un'invasione via terra che sembra sempre più probabile.
Dopo aver vietato l'ingresso nella striscia ai giornalisti internazionali, aver annunciato che verranno bloccate l'elettricità e la rete telefonica (lasciando, di fatto, Gaza ancora più isolata dal resto del mondo), aver richiamato oltre 30.000 militari per il prosieguo di un'operazione che assomiglia sempre di più ad un'offensiva militare su scala più larga, i vertici militari hanno, ancora una volta, rispolverato il pretesto di sempre: l'assurda, ridicola pretesa del diritto all'”autodifesa” di Israele da terroristi “sempre in agguato”, ad una sicurezza che giustifica la condanna, per la popolazione palestinese, ad un'esistenza di terrore, ingiustizia, disumanità. Impossibile scacciare dagli occhi le immagini delle tre lunghissime settimane di Piombo Fuso che, quattro anni fa, seppellì quasi 1500 palestinesi sotto piogge di fosforo bianco.
Tutto questo avviene nel silenzio assordante e complice dei media e della comunità internazionale che, quando non sostiene esplicitamente lo stato di Israele (come nel caso del rieletto Obama o del nuovo premio Nobel per la pace, l'Unione Europea), tace vergognosamente sulle azioni criminali e sulle politiche razziste e di apartheid che il sionismo genera ed avalla.

In un contesto simile, riteniamo fondamentale ribadire, ancora una volta, forte e chiara, la nostra piena solidarietà ed il nostro sostegno alla lotta ed alla resistenza del popolo palestinese. Il nostro pensiero è lì, insieme ai compagni che, soprattutto in questi giorni difficili, continuano a gridare la verità dalle strade dei villaggi della Cisgiordania, dalla striscia di Gaza, dai campi profughi, dalle carceri sioniste della Palestina occupata e sotto assedio, con una dignità, un coraggio, una determinazione e un amore per la libertà che non ha eguali.

Con la Palestina nel cuore!
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 19 Novembre 2012 21:06 )  

pc 19 novembre - corteo contro Napolitano a napoli

Napolitano, Monti, Unione Europea... Il nostro futuro lo decidiamo noi!

Mancava solo lui all'appello... Dopo una prima settimana in cui il paese è stato attraversato da un’ondata di proteste, in cui decine di migliaia di persone sono scese in piazza per contestare il governo, i ministri e le loro politiche di austerity, esprimendo una radicalità che le forze dell'ordine hanno brutalmente tentato di reprimere, oggi è toccato a Napolitano animare l'ennesima passerella istituzionale.
Così nel pomeriggio del 19 novembre, un corteo spontaneo di circa 500 persone si è mosso da palazzo Giusso (università Orientale) per dirigersi verso il palazzo Reale, luogo in cui si è svolto il vertice sull'integrazione europea tra Napolitano, Joachim Gauck, capo di stato tedesco, e Komorowski, capo di stato polacco.
La risposta del governo e delle forze dell'ordine è stata quella che ci aspettavamo: strade blindate a chilometri dal vertice, centinaia e centinai di agenti in assetto antisommossa pronti a reprimere qualsiasi forma di dissenso.
Ma chi è Napolitano? Non è, come ci dicono i media, una figura super-partes che agisce nell'interesse di tutti gli italiani: è il principale artefice del Governo Monti, governo che il Presidente ha fortemente voluto e al quale ha dato, in ogni momento, copertura politica. Per questo è responsabile, esattamente come Monti e i suoi ministri, delle misure anti-popolari che stanno massacrando lavoratori, pensionati, giovani...

Ma Napolitano può contare su un curriculum ancora più “ricco”: è stato l'autore di una delle leggi più razziste della storia italiana (la Turco-Napolitano che istituì i Centri di Permanenza Temporanea, veri e propri lager), è fra i più convinti sostenitori dell'impegno militare dell'Italia all'estero, è colui che ha zittito la magistratura mentre si stava rivelando l'accordo che ci fu fra Stato e mafia all'inizio degli anni '90... e potremmo continuare.
Il vertice di oggi, intitolato all'“integrazione europea”, è l'ennesima ipocrisia di un'Europa che – mentre affama interi popoli e pretende che a fare i sacrifici siano sempre gli stessi, mentre manganella chi osa ribellarsi a questo destino tetro, mentre sostiene i bombardamenti di Israele contro la Striscia di Gaza – si presenta come una “libera associazione di Stati” al punto di meritarsi il premio Nobel per la pace!
La Grecia, la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda ce lo insegnano: in nome della loro Europa, le uniche misure che si prospettano sono quelle che interessano chi governa e chi ha assoluta necessità di rilanciare i profitti. Quello che le strategie europee di uscita dalla crisi finora hanno prodotto sono solo licenziamenti, diminuzione dei diritti, dei salari, del potere d'acquisto, politiche securitarie sui migranti.
In tale contesto, che vede la crisi anche delle mediazioni sociali tradizionali (partiti, sindacati, associazioni etc) e che vede il sistema politico fortemente screditato, incapace di ottenere il consenso dei cittadini, Napolitano gioca un ruolo fondamentale: fa da collante fra le varie forze politiche, cerca con la sua retorica sulla “coesione nazionale” di far digerire i sacrifici in nome di una presunta comunanza di interessi fra noi e chi ci governa.
Noi invece siamo convinti che non abbiamo niente da spartire con chi sfrutta il nostro lavoro e ci preclude ogni futuro decente, ogni possibilità di vivere in maniera degna. Pensiamo invece che dobbiamo organizzarci dal basso e riprenderci tutto quello che ci spetta! L'unica Europa che ci interessa è quella che nasce dalle lotte contro i padroni del continente, nella fratellanza degli sfruttati!
We are choosy, we choose to fight!
Che i sacrifici li facciano i padroni!

pc 19 novembre - Aggressione a Gaza. La diretta (19 novembre)


 

I bombardamenti sono incessanti, il bilancio dei morti è salito già a 108. Ma secondo i sondaggi la stragrande maggioranza degli israeliani sostiene la strage.

seguite gli aggiornamenti al link
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41460&typeb=0&DIRETTA-Gaza-sotto-attacco

21.55 - Nel bombardamento di Beit Lahiya è morta anche la madre della famiglia Hijazi, Amna. (Nena News)

21.40 - Il leader di Hezbollah, Nasrallah, ha detto oggi che Israele ha fallito nel raggiungere l’obiettivo che si era prefissato con l’attuale operazione militare contro Gaza: “I bombardamenti sono chiaramente e deliberatamente diretti sui civili, uccidendo donne e bambini. L’operazione militare ha fallito: le stragi erano volte a fare pressioni sulla leadership della resistenza della Striscia perché accettasse le condizioni della tregua”. (Nena News)

21.25MAGGIORANZA DEGLI STATUNITENSI CON ISRAELE. MA IN CALO

21.05 - È morto anche Foad Hijazi, padre dei due bambini, uccisi nel bombardamento di Beit Lahiya pochi minuti fa. (Nena News)

20.46 - Hamdi Jawad Salah, 22 anni, è stato ucciso questa sera durante violenti scontri contro l'esercito israeliano nella città di Hebron. Secondo l'agenzia Wafa, il giovane è morto a seguito delle ferite riportate durante una manifestazione di solidarietà con il popolo di Gaza.

20.35 - Due bambini, di 4 e 2 anni, Sohaib e Mohammed Hajazi, sono rimasti uccisi in un bombardamento aereo sul campo profughi di Jabaliya. Lo riferisce radio Al-Aqsa (Nena News)

19.58
L'associazione Internazionale dei Giuristi Democratici (IADL) condanna l'illegale aggressione israeliana a Gaza e invita la comunità internazionale e porre fine all'impunità di Israele adottando misure concrete per far terminare la violenza.

19.22
Due palestinesi sono stati uccisi nel bombardamento del campo profughi al-Nuseirat nel centro di Gaza.

19.08
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, incontrerà il presidente palestinese Abbas e il premier israeliano Netanyahu dopo la visita al Cairo.

19.02
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si sta riunendo a porte chiuse in questo momento a New York insieme allo staff del segretario generale Ban Ki-moon.

18:57
Ahmad Ismael, 21 anni, è in questo momento in sala operataria per rimuovere una pallottola dalla sua testa. Ahmad era stato colpito questo pomeriggio durante una manifestazione di proteste a Betlemme.

18:27
La Federazione Internazionale dei Giornalisti ha chiesto alle Nazioni Unite di investigare sul "deliberato attacco" israeliano contro l'edificio che ospita le emittanti televisive a Gaza.

18.02
I ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno fatto appello oggi per l'immediata fine delle ostilità: "L'immediata cessazione delle violenze è nell'interesse di tutti, soprattutto in un periodo di instabilità nella regione".

18.00
Altre due vittime palestinesi: un bombardamento contro il campo profughi di Bureij ha ucciso Arkan Abu Kmayel e Ibrahim Al-Hawajri.

17:18 
Manal Tamimi, del comitato popolare di Nabi Saleh ha riferito a Nena News la morte di Rushdi Al Tamimi, il ragazzo di 28 anni di Nabi Saleh gravemente ferito sabato durante gli scontri con le forze israeliane durante la manifestazione in solidarietà con Gaza. I funerali si svolgeranno domani mattina nel villaggio.

17.22  "Se Israele vuole la tregua, deve prima fermare i suoi raid" perché sono stati gli israeliani "a iniziare la guerra". E' quanto ha detto oggi al Cairo il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, precisando che "Gaza resisterà con fermezza alla macchina omicida di Israele".
"Noi non abbiamo aggredito nessuno. Chiunque attacchi la Palestina sarà ucciso e sepolto", ha aggiunto Meshaal. "Questo è un momento difficile, ma è anche un momento glorioso nella storia del popolo palestinese", ha concluso il leader di Hamas.

17.16 
Due dei feriti dell'attacco israeliano a Media Center di Gaza city sono cameramen, di cui uno del canale saudita Al-Arabiya.

17:11 
Il quotidiano israeliano Haaretz riporta di almeno due razzi, pronti per essere lanciati contro Israele, ritrovati nel sud del Libano. "I due razzi di fabbricazione sovietica, Grad, fatti sono stati trovati nel villaggio libanese di Hilta, al confine con Israele", ha riferito la fonte libanese a Haaretz.

17:04
Il Primo Ministro egiziano Hesham Qandil afferma che un cessate il fuoco può essere firmato tra breve tra Israele e Hamas. "I negoziati continuano, e mi auguro che presto arriveremo a qualcosa che metterà fine alla violenza reciproca. Penso che siamo vicini, ma questo tipo di negoziati è molto difficile, ed è difficile fare previsioni. Il Presidente Morsi è impegnato a adempiere al suo ruolo di principale attore dell'area e ad aiutare la ricerca di una soluzione." (Reuters)

16.39 
Secondo fonti egiziane, il presidente americano Barack Obama ha chiesto al presidente Morsi di arrivare ad una tregua tra Israele e Hamas entro 24 ore.

16.33
Altra vittima dell'operazione militare israeliana: Ziaad Tabil 25 anni, ucciso da un raid aereo israeliano nella zona centrale di Gaza.

16.31
Israele nega quanto riferito oggi dal leader di Hamas Khaled Meshaal, secondo il quale il premier israeliano Netanyahu ha richiesto una tregua: "I commenti di Hamas riguardo una tregua sono accurati quanto gli annunci di missili sulla Knesset o dell'abbattimento di un F16". Meshaal aveva detto in conferenza stampa al Cairo che il premier Netanyau, e non Hamas, ha chiesto per primo una tregua.

16.07 La seconda vittima palestinese del bombardamento del palazzo dei media a Gaza City è Ramez Harb, il leader delle Brigate Al Quds, ala armata della Jihad Islamica.

15.58
L'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair, ha incontrato oggi a Gerusalemme il presidente israeliano Shimon Peres.

15.38 Altre tre vittime al campo profughi di Nuseirat, bombardato dall'aviazione israeliana: si tratta Ramez Harb, Aaed Radi e Ameer Al-Malahy. Cento i morti palestinesi da mercoledì.

15.31
Dal Cairo il leader di Hamas, Khaled Meshaal, avverte il premier israeliano Netanyahu: un'operazione via terra sarà "un disastro politico, una guerra criminale e un genocidio di bambini". E aggiunge: "Se lancia l'invasione, ci trova già pronti".

15.01 Il direttore dell'ospedale Owde di Gaza, Fadel Joude, è rimasto ucciso da un raid aereo che ha colpito la sua macchina. Bilancio: 96 morti palestinesi

14.55 - Un morto e tre feriti: il palazzo Burj al Shuruq, che ospita Aqsa TV e altre emittenti televisive straniere, è stato nuovamente colpito da un raid aereo israeliano. L'edificio era stato bombardato domenica : Israele si era giustificata dicendo che l'obiettivo dell'operazione era un'antenna di comunicazione usata da Hamas, sul tetto del palazzo. (Nena News)

14.45 - Un edificio nel centro di Gaza che ospita diverse redazioni giornalistiche é stato colpito e severamente danneggiato dall'aviazione israeliana. Si tratta del secondo attacco su quell'edificio in 24 ore. Fra i detriti, riferiscono testimoni, sembrano esserci morti e feriti.

14.35 - ''La Caritas, in questo momento, e' impegnata a mantenere il contatto con gli ospedali. Abbiamo un centro medico a Gaza, una clinica mobile in grado di raggiungere sei zone diverse di Gaza. Gli ospedali, insieme al nostro centro medico, hanno lanciato un appello per chiedere medicine, disinfettanti perche' ci sono centinaia di feriti gia' ricoverati negli ospedali. Le strutture sono stracolme di feriti, ma noi dobbiamo poter fornire agli ospedali il materiale di cui hanno bisogno''. E' la testimonianza rilasciat alla Radio Vaticana di Claudette Habesch, direttrice di Caritas Gerusalemme che spiega: ''Abbiamo gia' comprato gran parte dei medicinali necessari che abbiamo potuto trovare a Gaza; nel frattempo, la Caritas ha lanciato un appello d'emergenza a tutta la rete Caritas, affinche' si possa continuare a Gaza la nostra importante opera''. La direttrice di Caritas esprime poi tutta le sua preoccupazione per i bambini, finora le vittime piu' colpite dal riaccendersi del conflitto. ''I nostri bambini - racconta - sono traumatizzati da sempre, non e' cosa di oggi. Purtroppo, oggi ancora di piu' perche' i bombardamenti non fanno differenza tra un bambino, una donna e gli esseri umani in generale. Si', i nostri bambini sono traumatizzati ma la Caritas ha gia' avviato un programma sociale a Gaza per assisterli; abbiamo intenzione di impegnare ancora piu' assistenti. Il problema piu' grande che abbiamo incontrato in questi ultimi due-tre anni con i bambini traumatizzati e' stato raggiungere quei bambini ai quali sono stati amputati gli arti''.

14.30MANIFESTAZIONI IN ISRAELE: "CANCELLATE GAZA"

14.00 - Ci sono progressi nella mediazione per una tregua a Gaza anche se rimangono tre punti in sospeso. E' quanto fanno sapere all'ANSA, fonti qualificate, secondo le quali i negoziatori egiziani presenteranno agli israeliani l'esito del negoziato di questa mattina con Hamas. I nodi ancora aperti sono il no di Hamas alla consegna delle armi, alla tregua lunga, ultra-decennale, chiesta da Israele e il rifiuto della politica degli assassini mirati condotta da Israele.

13.40 - Omar al-Mashharawi, 11 mesi. Rinan Arafat, 7 anni; Essam Abu-Alma'za, 20. Heba al-Mashhaarawi, 19 anni e incinta di sei mesi: la blogger palestinese Shahd Abusalama non si limita a tenere la triste contabilità dei morti palestinesi della Striscia di Gaza caduti sotto le bombe israeliane, ma fornisce nomi ed età di ognuna delle vittime. "Perche' non siamo solo numeri".

13.35 - Un palestinese è stato ucciso durante un raid aereo che ha colpito la sua macchina nei pressi di Duwar Al Saftawi a Nord della Striscia di Gaza. (Nena News)

13.30GAZA, NUOVE ARMI PROVOCANO MALFORMAZIONI NEI NEONATI

13.10 - Ultimatum di Israele: se entro 36 ore non cesserà il lancio di razzi contro il territorio controllato da Tel Aviv, inizierà la "grande offensiva". Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano, Yuval Steinitz, alla radio militare. "Siamo ad un bivio: si va verso la calma o verso un ampliamento significativo dell'operazione a Gaza" ha detto Steinitz. Israele chiede che il cessate il fuoco dei razzi duri "diversi anni" e che fermi il contrabbando di armi a Gaza, ma anche che Israele possa continuare gli omicidi mirati di 'terroristi' all'interno dei territori della Striscia: queste le condizioni della proposta di sei punti avanzata dal governo israeliano al Cairo.

12.27 - Sarà composta da sette ministri degli Esteri arabi, oltre al collega turco Davutoglu, la missione della Lega araba guidata dal segretario general Nabil el Araby che domani sarà a Gaza.

12.05 - Il governo israeliano ha approvato la chiamata di 75mila riservisti dell'esercito. Di questi, 31mila hanno giaà ricevuto l'ordine di richiamo e diverse brigate corazzate e di fanteria sono state dispiegate nel deserto del Negev, in prossimità del confine con la Striscia di Gaza. I comandanti israeliani, citati dalla Bbc, hanno reso noto che circa 30mila militari sono veterani della guerra in Libano del 2006 - persa da Israele con Hezbollah - e 20mila hanno preso parte all'aggressione contro la popolazione di Gaza denominata Piombo Fuso nel 2008-2009, che costò la vita a quasi 1500 palestinesi, quasi tutti civili.

11.50 - Il Ministro degli Esteri del governo Monti sempre più schierato con Israele: "Israele può autolimitare la sua forza solo c'è la sicurezza assoluta che non si ripetano lanci di missili" ha affermato il titolare della Farnesina, che poi ha aggiunto: "alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente sarebbe opportuno rinviare il voto sulla richiesta dell'Anp di diventare osservatore qualificato presso le Nazioni Unite". E ancora ''E' necessario un rinvio della presentazione della richiesta dell'Autorità nazionale palestinese'' per un riconoscimento all'interno dell'Onu. La proposta dovrebbe essere votata dall'Assemblea generale il prossimo 29 novembre.

11.30 - Una donna palestinese è stata uccisa in un bombardamento aereo a Beit Hanoun, a Nord di Gaza. (Nena News)

11.15 - ''Il massacro che sta avvenendo in queste ore a Gaza é inaccettabile. Sono tantissimi i bambini che hanno perso la vita, vittime innocenti dei raid. Non si puo' restare inermi di fronte a tanta barbarie. Per questo, pretendiamo che il governo si attivi in tutte le sedi internazionali per fermare, con azioni diplomatiche, questa escalation di violenza''. Lo afferma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro.

11.08 - Dall'inizio dell'attacco a Gaza oltre 102 civili palestinesi in Cisgiordania sono stati arrestati dall'esercito israeliano,secondo un rapporto pubblicato dal Ministero per i Prigionieri dell'ANP. La maggior parte dei arrestati è minorenne. Secondo il rapporto, gran parte dei detenuti sono stati sottoposti a pestaggi e abusi durante la detenzione per mano dei soldati israeliani. (Nena News)

10.48 - ''Da troppe parti, in primo luogo nei media italiani, si percepisce un preoccupante sottofondo anti-israeliano, che porta numerosi osservatori a mettere tra parentesi il dato di fondo: da una parte c'è una democrazia perennemente sotto assedio, cioè Israele, e dall'altra ci sono nuclei terroristici, chiaramente sostenuti da pericolose dittature mediorientali, Siria e Iran in testa, che puntano alla distruzione dello Stato di Israele, e non si fanno scrupolo di mettere a rischio, in questo diegno, la stessa popolazione civile palestinese, non di rado usata alla stregua di scudo umano''. Autore della dichiarazione è Daniele Capezzone, portavoce Pdl. ''In particolare, chiunque voglia dare una lettura non banale e di fondo del conflitto in corso, deve considerare il ruolo dietro le quinte dell'Iran. E' Teheran che arma e incoraggia le azioni anti-israeliane, ed e' comprensibilissimo e ragionevole che il Governo di Gerusalemme pensi a difendersi'', conclude l'ex radicale.

10.45 - Ramadan Mahmoud è morto oggi a seguito delle ferite riportate nell'attacco di domenica dell'aviazione israeliana contro il campo profughi di Al Maghazi. (Nena News)

10.41 - L'esercito israeliano ha assunto il controllo delle frequenze televisive dell'emittente palestinese Al-Aqsa TV, la piattaforma tv ufficiale di Hamas, con l'obiettivo di ''trasmettere avvertimenti'' alla popolazione palestinese. In realtà per impedire la diffusione di notizie tra la gente di Gaza sotto le bombe e per inondarla della propaganda dell'esercito israeliano.

10.35 - Tre nuove vittime dei bombardamenti israeliani: a Tel Al Haua (Gaza City) è stato ucciso Muhammed Riyad Shamlakh in un attacco contro l'auto su cui viaggiava. A Khan Younis, Nord della Striscia, sono stati uccisi Mahmoud Said Abu Khatir e Abdullah Harb Anu Khatir. (Nena News)

10.33 - Bloccato l'account facebook della cooperante italiana a Gaza Rosa Schiano, colpevole secondo gli amministratori del social network di aver pubblicato le foto del massacro di Gaza...

10.25 - E' di 90 morti e 900 feriti - in maggioranza bambini, donne e anziani - l'ultimo bilancio della strage a Gaza raccolta da Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e del Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia). Aodi, che in questi giorni é in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda, riferisce inoltre che "é stato colpito l'ospedale europeo di Kan Younes, che ha provocato la fuga di pazienti e operatori sanitari". "La situazione é grave", afferma il presidente dell'Amsi. "Mancano sacche di sangue, farmaci e soprattutto elettricità e benzina, essenziali per permettere gli interventi chirurgici. Ci sono numerosi bambini gravemente feriti in attesa di un operazione. Inoltre sono aumentate le patologie legate all'ansia e al panico". Aodi rilancia l'appello al Governo italiano, affinché "attivi un corridoio sanitario per curare i feriti e consentire a medici e infermieri che rispondono al nostro invito di recarsi sul posto". Intanto, secondo le informazioni in possesso del presidente dell'Amsi, 17 medici palestinesi dalla Cisgiordania starebbero per arrivare per Gaza per dare il loro contributo.

10.11 - Un convoglio egiziano composto da otto autobus e diversi altri veicoli pieni di attivisti politici egiziani ha varcato nella notte il valico di Rafah per recarsi nella Striscia di Gaza e manifestare la propria solidarietà al popolo palestinese colpito da mercoledì dall'ennesima aggressione militare israeliana. E' quanto riporta il quotidiano al-Ahram, precisando che il convoglio é stato organizzato da numerosi partiti politici egiziani, gruppi rivoluzionari e attivisti indipendenti. Le autorità del Cairo hanno fornito al convoglio i permessi necessari per varcare il confine e sono già circa 550 gli attivisti egiziani presenti da ieri nella Striscia di Gaza. Tra i partiti che hanno aderito al convoglio c'è l'Alleanza popolare socialista, il Partito liberale della Costituzione, la Corrente popolare di sinistra, il centrista Forte Egitto e i partiti della Corrente egiziana, il partito Nasserista arabo, il movimento giovanile per la Giustizia e la Libertà, il Fronte Nazionale per la Giustizia e la Democrazia e i Socialisti rivoluzionari.

10.08 - Le autorità israeliane dell'aviazione civile hanno cambiato le rotte degli aerei che decollano dall'aeroporto internazionale Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, per evitare la traiettoria dei missili lanciati dalla Striscia di Gaza. Il responsabile dell'aviazione civile israeliana, Giora Rom, ha spiegato all'emittente dell'esercito israeliano, che la nuova normativa e' in vigore da sabato; e che grazie alle nuove rotte "non c'e' alcune pericolo" per i voli civili.

9.42IL FIGLIO DI SHARON: "RADERE AL SUOLO TUTTA GAZA"

9.35 - Continuano le manifestazioni in tutta la Cisgiordania contro l'aggressione israeliana. Scontri tra studenti ed esercito israeliano a Dar Salah (area di Betlemme). Nel villaggio di 'Urif, vicino a Nablus, l'esercito si è scontrato contro gli studenti delle scuole e due ragazzi sono stati soccorsi dagli uomini del pronto soccorso dopo aver respirato gas lacrimogeni. (Nena News)

9.30- Novanta morti e settecento feriti: questo il bilancio aggiornato dei palestinesi colpiti a Gaza dal fuoco israeliano in sei giorni di combattimenti. Lo riferiscono fonti mediche locali, mentre i raid aerei israeliani sulla Striscia proseguono. Fonti giornalistiche precisano che nelle ultime ore e' andato crescendo il numero delle vittime civili. Fra queste, agricoltori che cercavano di raggiungere i propri campi non lontano dalle postazioni israeliane.

9.20
- Dopo una notte di relativa calma, alcuni razzi lanciati dalla Striscia di Gaza sono atterrati questa mattina nel sud di Israele, e in particolare nelle zone di Eshkol e Sha'ar Hanegev. Un razzo lanciato sempre dalla Striscia di Gaza ha colpito un'abitazione nel sud di Israele, nella città di Gan Yavne, provocando un numero ancora imprecisato di feriti

9.13 - A sei giorni dall'inizio dell'operazione "Pilastro di Difesa", lanciata dall'esercito israeliano contro la popolazione della Striscia di Gaza, l'84% degli israeliani è favore dell'intervento militare deciso dal governo Netanyahu. Lo afferma un sondaggio pubblicato dal quotidiano Haaretz. Il sondaggio è stato condotto su un campione di israeliani, ebrei ed arabi. Tra gli ebrei israeliani il 90% si dice a favore dell'operazione. Allo stesso tempo, però, solo il 30% è favorevole a un'operazione di terra nella Striscia. Da mercoledì è inoltre aumento del 20% il tasso di gradimento degli israeliani nei confonti del premier Benjamin Netanyahu (55%) e del ministro della Difesa, Ehud Barak (52%). A dimostrazione del tragico e strumentale valore elettorale di questa ennesima strage. Comunque quando nel 2006 Israele fu impegnato nella Seconda guerra del Libano, il gradimento per il premier Olmert e per il suo ministro della Difesa, Amir Peretz, era all'85%, di gran lunga superiore a quello dell'attuale leadership.

9.10 - L'aviazione israeliana ha colpito e danneggiato lo stadio di calcio di Gaza. Dalle sue strutture si elevano stamane alte colonne di fumo. Accanto allo stadio vi sono scuole e un rione residenziale. Fonti locali riferiscono che molte famiglie stanno abbandonando la zona.

9.00 
Sono almeno tredici i palestinesi rimasti uccisi nei raid aerei condotti da Israele nella notte sulla Striscia di Gaza da ieri sera. Un bilancio che porta a 86 il totale delle vittime palestinesi da quando, mercoledì, è stata lanciata l'offensiva israeliana, entrata oggi nel suo sesto giorno. L'ultimo raid aereo israeliano risale alle 7 di questa mattina (ora locale, quando un elicottero israeliano ha sparato un missile su un'auto nella città di Deir Al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, uccidendo tre persone. Secondo quanto spiega l'agenzia di stampa Màan, che identifica le vittime in Tamer al-Bashir, Amin al-Bashir and Rashid Abu Amrah, i morti appartenevano tutti alla stessa famiglia.
8.50 - Caccia israeliani F16 hanno colpito tre case nel quartiere di Al-Zeitoun a Gaza, uccidendo quattro persone, tra cui un bambino e due giovani donne. In precedenza altri raid aerei avevano portato all'uccisione di tre combattenti della Jihad islamica. Nella città meridionale di Rafah, che confina con l'Egitto, un uomo di 52 anni è invece deceduto dopo essere rimasto intrappollato nelle macerie della sua abitazione. Un uomo e suo figlio sono infine rimasti uccisi in un altro raid aereo nel nord di Gaza.