sabato 30 giugno 2012

pc 29-30 giugno - a taranto sulla torretta - la lotta continua degli operai della castiglia

In cima ad una torretta per salvare il lavoro

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cobas castiglia 30-06TARANTO - Due lavoratori si arrampicano in cima ad una torretta per protestare contro la cessazione del servizio di raccolta differenziata e quindi del loro lavoro. Attimi di tensione questa mattina all’interno della sede della Castiglia. Sul posto alcune pattuglie della Polizia. La fabbrica, che si erge nella zona industriale di Massafra, è stata presidiata dai Cobas e dai lavoratori impegnati nel servizio “porta a porta”. IL BANDO. L’affidamento del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” nella zona di San Vito - Lama è partito il 30 gennaio.

pc 29-30 giugno - l'oscena realtà delle carceri assassine

Teramo, donna si suicida in carcere
Ieri un altro detenuto si era tolto la vita

Una 55enne si è impiccata con un lenzuolo alla finestra della sua cella. Il sindacato della polizia rilancia l'allarme: Penitenziari sovraffollati. Non si sta facendo nulla per fronteggiare l'emergenza"

TERAMO - Ancora un detenuto che si toglie la vita in carcere, a Teramo. Ne dà notizia il sindacato di polizia, sottolineando che la tragedia è avvenuta a sole 24 ore da un altro suicidio nello stesso penitenziario. La vittima si chiamava Tereke Lema Alefech, etiope di 55 anni. Si è impiccata legando un lenzuolo alla finestra della sua cella. A marzo era stata condannata a 18 anni per l'omicidio di un'altra donna.

Subito dopo il delitto Tereke Lema Alefech aveva già detto di volersi suicidare. Ed era anche stata ricoverata in ospedale per ferite da autolesionismo. Una perizia medica specialistica l'aveva però definita capace di intendere e volere, respingendo la tesi della difesa parlava di precarie condizioni psichiche della donna.

Ieri nello stesso carcere si era tolto la vita un pescarese di 44 anni. Anche lui impiccandosi alle sbarre della cella in cui era rinchiuso. Da poco meno di un mese, l'uomo era stato trasferito a Teramo per motivi sanitari legati a una probabile patologia psichiatrica. Tentativo di suicidio anche nella struttura di detenzione di Mammagialla, a Viterbo. Un detenuto ha cercato di togliersi la vita nella sua cella nel primo pomeriggio di oggi. L'uomo è stato soccorso dagli agenti e trasportato all'ospedale cittadino, dove è stato ricoverato in codice rosso. Le sue condizioni, secondo quanto si è appreso, sono gravi.

Il sindacato. "La questione dei frequentissimi suicidi in carcere ci allarma e rinnoviamo le nostre preoccupazioni al riguardo: non vediamo provvedimenti concreti per fronteggiare questa costante e frequente criticità penitenziaria" ha dichiarato Donato Capece, segretario del Sappe. "Il triste episodio è l'ennesima dimostrazione dei drammi umani che quotidianamente si compiono nei sovraffollati penitenziari italiani - sostiene il segretario - con un sovraffollamento di oltre 66 mila detenuti in carceri costruite per ospitarne a malapena 43 mila, con 7mila poliziotti penitenziari in meno negli organici".

Il segretario del Sappe ricorda poi alcuni dati: "Nel 2011 in Italia ci sono stati 734 ferimenti, 3455 colluttazioni, 5693 atti di autolesionismo, 1003 tentati suicidi, 63 suicidi dei quali 27 di stranieri, 102 decessi per cause naturali. Se gli agenti non potranno controllare stabilmente le celle - avverte Capece - le eventuali responsabilità non potranno essere le loro ma di chi quella nota circolare ha firmato, il capo dell'amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino". "Con il caldo soffocante di queste settimane la situazione nelle carceri è tesa. Bisogna aumentare il ricorso alle misure alternative alla detenzione", conclude Capece .

pc 29-30 giugno - FA CALDO A TARANTO: LA LOTTA DEI LAV. RACCOLTA DIFFERENZIATA

Altra giornata molto calda oggi a Taranto delle lavoratrici e lavoratori slai cobas per il sindacato di classe della raccolta differenziata.

Dopo la rumorosa mattimanata di ieri in cui le lavoratrici e i lavoratori della Ditta Castiglia hanno bloccato con decine di camion prima il piazzale del Comune, poi il ponte girevole e quindi le strade sotto la Prefettura,
questa, ultimo giorno ufficiale di lavoro, appena arrivati si sono trovati senza la possibilità di lavorare perchè l'azienda aveva tolto le chiavi dei camion, mentre è arrivata digos, polizia. Immediatamente i lavoratori hanno
dato l'allarme e sono arrivati a sostegno i responsabili dello slai cobas per il sindacato di classe e Disoccupati Organizzati.
Quindi è iniziata una mattinata molto calda, da tutti i punti di vista: la presenza in azienda si è trasformata in assemblea permanente all'interno della fabbrica, sono stati messi striscioni, bandiere ai cancelli. Poi due
lavoratori sono saliti con la bandiera su una torretta molto alta e sono rimasti per ore.
Solo l'impegno della Provincia e della stessa azienda ad adoperarsi per l'incontro di lunedì prossimo, per la continuazione del lavoro di raccolta differenziata ma anche per il suo allargamento con l'assunzione di altri
Disoccupati Organizzati corsisti, ha fatto decidere di sospendere l'occupazione della fabbrica; ma fino a lunedì, continua il presidio giorno e notte davanti alla ditta Castiglia, lunedì i lavoratori e le lavoratrici
rientrano in fabbrica, mentre una loro rappresentanza con i Disoccupati Organizzati va all'incontro con la Provincia.
Come si vede anche dalle foto le lavoratrici sono l'anima più combattiva di questa lotta.

le lavoratrici di Castiglia srl

pc 29-30 giugno - ABUSI IN DIVISA

LE SOLITE “MELE MARCE”, CHE “INFANGANO” “L’ONORABILITA’” DELLE COSIDDETTE FORZE DELL’ORDINE, O IL PROGRESSIVO AFFERMARSI DI UNA PRASSI-CULTURA-VALORI MODERNO FASCISTA?
LA SECONDA CHE HAI DETTO….
Ormai non passa giorno che dai giornali, tv, non ci giungano notizie dei tanti abusi/pestaggi/arroganza, sino all’omicidio, perpetrato nelle strade/dentro caserme e CIE/davanti le fabbriche/nei siti web, con protagonisti gli uomini in divisa. Che non guarda in faccia a nessuno. Puoi essere giovane che vuol divertirsi con gli amici e festeggiare la vittoria dell’Italia sulla Germania (magari esagerando un po’) , che un carabiniere si senta autorizzato a puntarti la pistola in faccia (come è successo Piacenza, vedersi il video in merito); puoi essere un “giovane” di 63 anni, con un tasso alcolico sopra la norma sic., che infastidito dall’atteggiamento “goliardico” di due giovani “virgulti” poliziotti, non in servizio, ti fracassino la faccia con lesioni permanenti e dichiarino il falso, come è successo a Milano; puoi essere un lavoratore immigrato, che ha perso il lavoro e sei senza il permesso di soggiorno, per essere rinchiuso nei CIE e subire torture e abusi di ogni sorta (denunciate anche da organizzazioni umanitarie internazionali), da Corelli a Lampedusa; puoi essere un lavoratore, con “l’aggravante” di essere immigrato, che sciopera contro l’ingiusto licenziamento per essere caricato/picchiato/arrestato dai “fedeli nei secoli” caramba pronti a difendere gli affari sporchi delle cooperative, come a Basiano; puoi essere una madre che chiede giustizia per l’assassinio del proprio figlio, per vederti coprire di infami insulti sul web, da chi ha commesso, ed è stato condannato, l’omicidio ed è ancora in servizio, come è successo per la mamma di Aldrovandi. Nessuno deve turbare la quiete del sistema e ai loro servi in divisa non si può contestare nulla. Questa è la morale della “favola”! D’altronde non sono anche questi fatti la conferma dell’affermarsi di uno stato di polizia che, da Genova 2001, colpisce chi lotta e si organizza per un'altra società così come chi chiede diritti, o chi “semplicemente” prova sdegno o chiede giustizia? Noi pensiamo di si e riteniamo necessario contrastarli.


Tanti i piacentini che hanno festeggiato in centro l’accesso dell’Italia in finale agli Europei, anche se non tutto si è svolto senza incidenti. A causa dell’esultanza di alcuni, come testimoniato dai video, i carabinieri di una pattuglia hanno perso il controllo. Uno dei militari, accerchiato da una trentina di giovani, ha infatti estratto la pistola in segno di minaccia.
Tra l’altro, lo stesso militare, dopo che i tifosi gli tirano acqua addosso, si avvicina a uno di loro e lo spintona fino a farlo cadere a terra. Poi si volta e torna verso la macchina, ma senza identificarlo. Sull’argomento il comando dei carabinieri di Piacenza non è intervenuto. Lo ha fatto il questore, Calogero Germanà, nella sua veste di responsabile territorialmente per l’ordine pubblico: “Evidentemente il contesto era tale per cui l’operatore ha ritenuto opportuno esibirla. E basta”.
Quattro i denunciati, tre per danneggiamento di un palco nella zona di piazzale Genova mentre un altro ragazzo è stato sanzionato per guida in stato d’ebrezza.
di Gianmarco Aimi

Picchiano con violenza 63enne e lo accusano di resistenza.
Arrestati due poliziotti - Gli aggressori sono stati incastrati dalle telecamere
I due agenti, 25 anni, non erano in servizio. Sono accusati di lesioni gravissime, ma anche di calunnia. Una quarantina le fratture sul viso della vittima. Il questore Marangoni: "’Un poliziotto che sbaglia dovrebbe pagare il doppio"
Milano, 29 giugno 2012 - Due poliziotti di 25 anni di origini siciliane, Federico Spallino e Davide Sunaseri riferisce l'agenzia Kronos, sono stati arrestati a Milano per un pestaggio ai danni di un uomo di 63 anni avvenuto mentre erano liberi dal servizio il 20 maggio scorso. Le accuse nei confronti degli agenti sono lesioni gravissime, falso ideologico (perche’ hanno dichiarato il falso dicendo che il 63enne era caduto a seguito di una spinta), calunnia (per aver detto di essere stati aggrediti dall’uomo). I due sono stati incastrati dalle immagini delle telecamere nel luogo dove e’ avvenuto il pestaggi
LA VICENDA – L’aggressione è avvenuta alle 3 di notte in strada. Ancora da chiarire i motivi che hanno spinto i due agenti - in servizio alle volanti di Milano da un anno - ad aggredire con tanta violenza Vittorio M., ricoverato al Policlinico con numerose lesioni al volto che hanno richiesto una prognosi di 40 giorni. "Gli hanno fracassato la faccia", hanno riferito i sanitari. Sembra che siano stati provocati dall’uomo, risultato con un tasso alcolemico superiore alla norma. I poliziotti, che non erano in divisa perche’ liberi dal servizio, pare avessero fiori che offrivano alle passanti e il fatto di non averli offerti alla compagna dell’aggredito, una donna di 50 anni, potrebbe aver scatenato la lite.
Dopo averlo picchiato a mani nude, i poliziotti hanno chiamato il 118 e atteso l’arrivo dei soccorsi. Successivamente hanno dichiarato il falso accusando l’uomo di resistenza a pubblico ufficiale (cosa per cui era stato denunciato), ma le telecamere di vigilanza urbana hanno dimostrato l’infondatezza del racconto. Il questore di Milano, Alessandro Marangoni, ha dichiarato a margine della notizia dell’arresto che ‘’un poliziotto che sbaglia dovrebbe pagare il doppio’’.

PM: "AGGRESSIONE BESTIALE NELl'INDIFFERENZA" - ''Pochi minuti di drammatiche immagini rese ancor piu' crude dalla indifferenza del mondo circostante''. Cosi' il pm di Milano Tiziana Siciliano descrive, nella richiesta di custodia cautelare accolta dal gip Alessandra Clemente, ''i filmati della telecamera di videosorveglianza'' della polizia locale che hanno ripreso il brutale pestaggio di due poliziotti, fuori servizio, ai danni del 63enne in una zona della movida milanese.
LE IMMAGINI DELLA TELECAMERA - ''La telecamera posizionata lungo viale Gorizia'', in zona Darsena (erano le 3 di notte del 20 maggio), scrive il pm, ''documenta una narrazione del tutto differente'', rispetto a quella riportata nella ''relazione di servizio'' dei due agenti, i quali avevano detto di essere stati aggrediti dall'uomo che era poi caduto ''di faccia''. Sul volto dell'anziano, invece, sono state riscontrate ''un impressionante numero di fratture''. L'uomo, ''certamente alterato da assunzione di alcol'' compie un ''gesto tanto insensato quanto risibile'' e si ''toglie la giacca'' e segue i due, ''rimanendo poi fermo al centro della carreggiata''. Il pm scrive che non si puo' sapere cosa l'anziano ''abbia detto, possiamo ipotizzare che fossero le frasi sconclusionate e, perche' no, provocatorie di un ubriaco un po' molesto''.
Quello che ''nemmeno un pubblico ministero con anni di esperienza quale chi scrive avrebbe mai potuto immaginare e' la reazione fredda ma bestiale dei due'' che dovrebbero essere ''rappresentanti dell'ordine''. Prima un ''pugno'' quando l'uomo e' ancora in mezzo alla strada, poi ''un calcio in pieno volto di violenza inaudita'' da parte dell'altro poliziotto. ''Nel lieve sobbalzo del corpo - si legge ancora - le cui immagini la telecamera impietosamente ci trasmette, sembra poter percepire il rumore delle ossa che si frantumano''. L'uomo ''esanime'' viene ''trascinato'' dall'altro lato della strada dove l'aggressione prosegue. Le fratture in faccia, una quarantina in totale, sono elencate nelle carte delle indagini.

venerdì 29 giugno 2012

pc 29-30 Giugno- Sul gay pride palermitano e sulla polemica in corso.


Anche quest’anno a Palermo si è svolto il gay pride attraversando le vie centrali della città.
Come gli scorsi anni anche alcune componenti del movimento palermitano vi hanno partecipato e organizzato i propri carri; le novità invece, seppur di natura differente, sono due:
la prima è stata la partecipazione delle istituzioni cittadine a partire dal sindaco Orlando.
La seconda è che in maniera inedita si è sviluppata una polemica “a sinistra” sulla natura del gay pride come strumento di lotta.

Le due questioni, come scrivevamo, seppur differenti, a nostro avviso sono correlate e le tratteremo insieme.
Innanzitutto incominciamo col dire che anche quest’anno non abbiamo partecipato al gay pride perché non ne condividiamo le forme, non le rivendicazioni.
Come successo con gli interventi critici precedenti al nostro, in particolare quello di 3 giovani compagni, ci aspettiamo già di essere sommersi da offese ed epiteti come “omofobo”, “fascista”, intollerante”, non ci interessa.

Crediamo che in una società come la nostra dove il maschilismo/machismo impera, le istanze della comunità LGBT siano giuste e vadano supportate con iniziative CONCRETE E MATERIALI DI LOTTA insieme a quelle contro la doppia oppressione sulle donne.
Le nostre compagne organizzate nel Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario a livello locale e nazionale sono in contatto e in alcuni casi lottano con soggetti, individuali o collettivi, facenti parte della comunità LGBT che abbiano questa discriminante.
Come tutte le lotte, anche questa non è “neutra”, può essere condotta con posizioni di “destra”, di “centro” o di “sinistra”.

Anche qui i paladini del post-moderno sicuramente ci accuseranno di essere vetusti, dimostreremo con un esempio concreto quello che vogliamo dire riferendoci alla questione dell’emancipazione femminile: da un punto di vista borghese di “destra”, questa, può essere rappresentata dalla piena integrazione delle donne nella società e nello stato (entrambi borghesi e  quindi per natura maschilisti): l’ingresso delle donne nell’esercito, la donna manager, le donne ministre nonché prime ministre. Una posizione centrista reclama “più diritti” senza ritenere necessario un cambiamento radicale della società odierna, una posizione di “sinistra” incompatibile con le altre due prende atto che perché avvenga la piena emancipazione/liberazione delle donne (e anche della comunità LGBT) questa società deve essere abbattuta e ricostruita secondo nuove basi, e perché ciò avvenga il soggetto distruttore e costruttore allo stesso tempo deve essere in gran parte “donna”. Quest’ultimo punto lo approfondiremo dopo con un esempio.

Tornando al tema principale, la sfilata del gaypride a nostro avviso ha connotazioni compatibili con questa società ed è per questo fatto specifico che non vi partecipiamo e neanche ci interessa prendere parte alle discussioni preparatorie perché da un lato ogni soggetto è libero di organizzarsi come vuole  e secondariamente proprio per questo motivo non c’è da convincere nessuno a seguire questa o quella pratica, quindi non avrebbe senso proporre agli organizzatori del gay pride di costruire una manifestazione sulla stessa questione ma con forme diametralmente opposte a quella che praticano da anni.

Per chiarire, noi ai differenza dei 3 giovani non abbiamo nulla da “dissentire”,  ci limitiamo a non partecipare ad una street parade che in quanto tale non ha nessun elemento di lotta bensì al contrario scimmiotta in maniera speculare e contraria i canoni imposti da questa società come la commercializzazione dei corpi, l’esibizionismo, la cultura dello sballo, la propaganda dell’immagine senza sostanza, la “cultura” televisiva di bassa lega e che abbrutisce le masse, altro che “dare fastidio” come si dice in alcuni comunicati di esponenti LGBT locali!
Un’immagine che sintetizza tutto ciò: il ruolo di “madrina” dell’evento che ricopre la Luxuria dell’Isola dei Famosi…
Come si fa a definire “di lotta” una sfilata che come pratica si riduce ad un corteo festoso, goliardico, dove il consumo di alcohol o cannabis è una delle azioni principali?
Non che ci sia qualcosa di male in tutto questo in generale, ma la lotta è ben altra cosa, è una cosa seria.
Cosa c’entra tutto questo con la denuncia della precarietà come hanno annunciato alcuni compagni? Mistero. O meglio controsenso rappresentato dalla partecipazione al corteo del Sindaco Orlando e di alcuni membri della sua giunta in particolare di Rifondazione Comunista.
Camminare a braccetto con esponenti istituzionali non fa onore agli organizzatori: questi personaggi sono esponenti degli stessi partiti che negli anni passati hanno appoggiato governi che l’hanno inventata la precarietà (Governo Prodi e pacchetto Treu), governi appoggiati dai “comunisti” di rifondazione che in maniera criminale hanno ucciso con le bombe nella Ex Jugoslavia e Afghanistan, personaggi che a livello locale già hanno governato e creato problemi sociali vedi gli ex Pip in particolare, giusto per rimanere sul terreno della precarietà.
Oggettivamente personaggi incompatibili con qualsiasi istanza di cambiamento.

Manifestazioni di questo tipo sono a nostro avviso autoreferenziali e respingenti verso l’esterno, e se ancora ce ne fosse bisogno ribadiamo che non c’entra l’oggetto in se ma è la forma che noi critichiamo.
Stesso discorso abbiamo fatto in passato per manifestazioni di diverso tipo ma con la stessa forma utilizzando carri sound system e comportando uso di canne e alcohol a fiumi come alcune manifestazioni studentesche o la may day parade (molto simile al gay pride), forme che a nostro avviso DANNEGGIANO il raggiungimento dell’obiettivo sempre che ce ne sia uno.
Quando ci siamo trovati in manifestazioni studentesche di questo tipo è stato difficile non notare lo sdegno della “gente comune” e in particolare per quanto ci interessa maggiormente, di lavoratori che GIUSTAMENTE bollano queste manifestazioni come carnevalate ridicole.
Interessante notare anche che quando il movimento studentesco si è rafforzato e ha raggiunto maggiore consapevolezza politica (vedi quello del 2010) ha bandito queste forme di “cazzeggio” prediligendo forme di protesta (nel vero senso della parola).  Non a caso quando succede questo, e si da veramente fastidio, lo stato alza il tiro dello scontro e scatta la repressione sistematica.

Chi si pone politicamente dentro queste dinamiche non può non fare questi ragionamenti e limitarsi ad enunciare che bisogna trovare l’unità con i lavoratori e le loro lotte concrete.
Non a caso molti soggetti sia individuali che politici che partecipano a queste sfilate, quotidianamente (e qui la critica dei 3 “incriminati” è giusta) neanche sa lontanamente cosa sia una lotta sul posto di lavoro, contro la guerra, contro l’attacco ai lavoratori che questo governo sta portando avanti.

Quello che gli organizzatori della comunità LGBT palermitana dovrebbero apprendere è che il diritto alla critica è sacrosanto, soprattutto quando è costruttiva. Oggettivamente equiparare il documentino dei 3 giovani compagni, che pone argomentando delle serie questioni in maniera disinteressata e sicuramente non per secondi fini politici, ai comunicati maschilisti e omofobi dei fascisti di varie organizzazione è proprio una caduta di stile di basso livello che rasenta l’idiozia.

La comunità LGBT che a causa dello humus moderno fascista è indegnamente attaccata culturalmente e spesso anche fisicamente dalla manovalanza fascista o anche da chi non essendo dichiaratamente tale lo è nei fatti, perché non ha mai partecipato a manifestazioni antifasciste?
Dov’era la comunità LGBT quando a Palermo Casapound per poter presentare un libro alla Mondadori ha chiamato a raccolta i camerati dalla Sicilia, dalla Calabria e da Roma godendo di un’indegna protezione di stato con la militarizzazione del centro cittadino?
Al contrario, tornando alle posizioni di “destra”, “sinistra” e “centro” è un bene che Paola Concia vada amichevolmente a trovare i “fascisti del terzo millennio” di CasaPound o un male?
Piuttosto qualche anno fa il movimento antifascista ha organizzato un corteo ad hoc a Catania in seguito alle provocazioni che Forza Nuova aveva fatto durante il gay pride catanese, gli “stalinisti omofobi” sono subito accorsi in solidarietà a chi aveva partecipato a quel gay pride pur non condividendolo per come stiamo dicendo qui.
Tutto questo per dire che qualsiasi lotta è giudicabile dalle pratiche e dalle posizioni concrete che assume.
Se non si pone la questione di classe sia all’interno del movimento LGBT sia riguardo al potere politico che opprime anche i LGBT in quanto scelte sessuali non si trova il bandolo della matassa. Un gay eletto in parlamento non è la stessa cosa di un gay che per camparsi lavora.

Solo la rivoluzione contro questo sistema può emancipare tutti gli sfruttati e gli esclusi, lo dimostrano le rivoluzioni attualmente in corso nel mondo e per molti (purtroppo) poco conosciute. Ad esempio la Guerra Popolare nelle Filippine che combatte un regime fascista e fantoccio filo-americano, nel corso degli anni ha instaurato delle “zone liberate” ovvero controllate dal Partito Comunista delle Filippine dove si stanno gettando le basi per costruire una nuova società, ebbene proprio in una di queste zone liberate ha avuto luogo qualche tempo fa il primo matrimonio tra omosessuali riconosciuto dal governo rivoluzionario, cosa che dove regna il governo ufficiale sarebbe impensabile. In un paese semifeudale come il Nepal dove gli omosessuali non sono proprio liberi di esprimersi senza rischiare la vita, sono stati proprio i maoisti che al culmine del processo rivoluzionario armato, abolita la monarchia fascista hindù ed eletta l’assemblea costituente hanno eletto nella loro lista un transessuale. In entrambi i casi le donne in questi processi rivoluzionari sono in prima linea.

Ma come i marxisti non erano omofobi?

Concludiamo con un messaggio di un nostro compagno che, stupore per molti dei bigotti e confusi organizzatori del gay pride palermitano oltre ad essere un “vetero marxista-leninista-maoista” è anche gay ed interpellato sull’argomento ha dato la seguente risposta:

Caro compagno,
Sono assolutamente d'accordo con chi definisce il Gay Pride una carnevalata; purtroppo sono tante/i le 'sorelle' ed i 'fratelli' che si vedono in quel giorno e poi spariscono - intanto al Pride ci si può andare mascherati, e quindi irriconoscibili - a nascondere la propria identità sessuale: non si è obbligati a metterci la faccia, purtroppo.
Personalmente non amo questo genere di manifestazioni, perché ritengo l'essere omosessuale un fatto naturale: io sono gay, e non mi vergogno affatto di esserlo; detto questo, non vedo perché ci debba essere un giorno particolare per dimostrare la propria sessualità, qualunque essa sia.
Per questo, come sono contrario al Gay Pride, a maggior ragione lo sono se si parla dell'orgoglio di essere di qualunque sesso: maschio, femmina, o gay (il cosiddetto terzo sesso).
Mi fa ridere di gusto la Giornata della famiglia, organizzata dal Pastore tedesco e dai suoi tirapiedi: forse che quella formata da me e dal mio ragazzo non è la stessa cosa, solo perché non possiamo procreare?
Esistono molte coppie eterosessuali - regolarmente sposate in chiesa - in cui uno dei due, o magari ambedue, è sterile: secondo i benpensanti questi nuclei non potrebbero essere considerati famiglia, e non mi pare logico.
Utilizza pure, se e come meglio credi, queste righe: forse potrebbero essere utile a qualcuno per uscire allo scoperto, e sarebbe un passo avanti nella civiltà.
Saluti comunisti mlm.
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

Invitiamo a riflettere su queste argomentazioni politiche soprattutto chi ha partecipato all’ultimo gay pride ed in particolare a tutti quei giovani che hanno voglia di fare politica dal basso e che si sono pure sbattuti nell’organizzarlo anche con sacrifici, di loro e della loro buona fede abbiamo rispetto, di chi invece teorizza che sia un bene la partecipazione di Orlando e dei vari politicanti di “sinistra” va tutto il nostro disprezzo.

Circolo proletari comunisti Palermo

giovedì 28 giugno 2012

pc 28 giugno - il fascismo padronale alla fiat reagisce alla sentenza su pomigliano con la naturale violenza di sistema - invitiamo gli operai fiat qualunque sia la loro organizzazione sindacale a rispondere come è necessario ! -

Marchionne: "Su Pomigliano folklore locale"

 In a Changsha (Cina Meridionale) per presentare il nuovo stabilimento torna sulla vicenda del reintegro degli operai Fiom: "Non si può appartenere a un mondo in cui esiste un'Europa unificata e pretendere di sottostare alle regole del singolo Paese".

CHANGSHA (Cina) - "Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l'attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali". Sergio Marchionne ha parlato in questi termini durante una conferenza stampa a Changsha, nella Cina Meridionale, dove ha presentato il nuovo stabilimento Fiat, rispondendo a una domanda sulla decisione del Tribunale di Roma 1 che obbliga Fiat a reintegrare 145 dipendenti Fiom dello stabilimento di Pomigliano d'Arco.
"L'Italia - ha proseguito Marchionne - ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni. Le implicazioni di questa decisione sulla situazione del business italiano sono abbastanza drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire. Allo stesso tempo, nei miei viaggi in Cina, negli Usa o altrove non vedo nessuno veramente interessato a questa decisione, non c'è nessuno che fa la fila per venire a investire in Italia. Non credo che cambierà nulla, si renderà solo tutto più complesso".Fiat "ricorrerà in appello contro questa sentenza - ha concluso Marchionne -, ma concentrarsi su queste questioni locali è un atteggiamento dannoso. Ognuno di noi deve fare una scelta precisa, e decidere quale mondo vuole. Non si può appartenere a un mondo in cui esiste un'Europa unificata e pretendere contemporaneamente di sottostare alle regole del singolo Paese".

"Nel corso della sua storia - ha aggiunto Marchionne - Fiat non ha mai deviato dall'obbligo nei confronti del rispetto della legge e continueremo a farlo. Fiat rispetterà la decisione del tribunale come ha sempre fatto. Posso dire che la decisione è in mano al nostro staff legale e che presenteremo appello contro la pronuncia della Corte. Non importa quello che io penso".

La sentenza. Il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del sindacato di Maurizio Landini dovranno essere assunti nella fabbrica. Inoltre, 19 iscritti al sindacato avranno anche diritto a 3.000 euro per i danni ricevuti. "Evidentemente Marchionne pensa di vivere nel paese di Pulcinella. Infatti, dire che le norme italiane sono 'folkloristicamente locali' equivale a calpestare l'ordinamento giuridico e a farsi beffa delle sentenze dei tribunali", dichiara la senatrice Giuliana Carlino, capogruppo dell'Italia dei valori in Commissione lavoro, che aggiunge: "l'ad di Fiat che discrimina i sindacati scomodi dovrebbe avere almeno la decenza di tacere. Reintegri piuttosto i tre operai di Melfi ingiustamente licenziati e assuma i 145 iscritti Fiom nella fabbrica di Pomigliano d'Arco. L'arroganza dell'ad Fiat è diventata davvero insopportabile: a questo punto le ipotesi sono due: o Marchionne  prende lezioni dal ministro Fornero o viceversa.
 
Fiat: "Sciopero Sevel per gli Europei".
"La Fiom ha proclamato per oggi alla Sevel di Val di Sangro uno sciopero di quattro ore in coincidenza con lo svolgimento della semifinale del campionato europeo di calcio tra Italia e Germania. L'iniziativa viene ufficialmente presentata come un'azione di protesta contro la politica del governo e la riforma del mercato del lavoro. Ma la scelta dell'orario e la programmazione solo sul secondo turno non lasciano dubbi". Lo afferma la Fiat in un comunicato. "Si ripropone - afferma l'azienda - un film già visto in passato, quando guardare la partita di calcio era più importante che andare a lavorare. Vale la pena di ricordare che appena due giorni fa, il 26 giugno, la Fiom aveva già indetto uno sciopero con le stesse motivazioni e che l'adesione era stata inferiore al 3% sulla media dei tre turni. Riteniamo doveroso prendere posizione contro questo uso assolutamente improprio e strumentale del diritto di sciopero. Ci preoccupa questa condotta estremamente disinvolta della Fiom che, in un momento  di grave difficoltà economica, mette la partita di calcio davanti alle esigenze produttive".

il comunicato di proletari comunisti

La sentenza del Tribunale di Roma della Giudice Barontini che impone alla Fiat di Pomigliano di riassumere immediatamente 145 operai della Fiom ha messo a nudo in forma efficace e anche originale la discriminazione scientifica delle assunzioni nella nuova Fabbrica Italia di Pomigliano. Una pulizia etnica antisindacale, antioperaia, e antidemocratica che non ha precedenti nel nostro paese ed è difficile da ritrovare anche in altri paesi imperialisti.
Ha messo a nudo la fabbrica dei mostri che Marchionne ha costruito, con gli operai resi automi, sudditi e macchiette, al servizio del profitto.
Gli operai di Pomigliano dello Slai cobas in maniera più continua e sistematica hanno denunciato e combattuto questa logica, cominciata ancor prima che la Fabbrica Italia, con le epurazioni e lo stabilimento ghetto di Nola. Allora la Fiom taceva e acconsentiva. Poi il ciclone Marchionne ha scatenato la sua offensiva producendo quello che la sentenza della giudice ha messo a nudo.
La gioia, la commozione e l'orgoglio di aver resistito che ha preso gli operai interessati alla sentenza, noi la comprendiamo e la condividiamo ed è simile a quella dei tre operai della Fiom della Sata licenziati e poi vincenti in tribunale, poi nuovamente tenuti fuori e nuovamente vittoriosi nel tribunale che ne ha imposto il reintegro immediato sul posto di lavoro, ma tuttora fuori dalla fabbrica.
La Fiat ha reagito con il solito odioso livore annunciando l'immediato ricorso e quindi la chiara intenzione di non fare realmente rientrare questi operai. Al suo fianco sono scesi in campo subito gli industriali torinesi, quei luridi fascisti compari di Biagi, Sacconi e Tiraboschi, che hanno subito parlato di colpo alle possibilità di fare industria in questo paese e di magistratura e sindacato praticamente come dei mali.
Ma dove è esplosa la reazione più rabbiosa è nelle fila dei sindacalisti asserviti al padrone che tanto hanno fatto in questi mesi per essere ammessi come servi alla gestione del piano. Questi sono arrivarti a parlare di “sentenza discriminatoria” ai loro danni, di sentenza che imporrebbe all'azienda di assumere quelli con la tessera della Fiom, e che quindi ora si attiveranno ancor più di prima anche sul piano giudiziario per impedire l'attuazione di questa sentenza. Reazioni vergognose che suscitano giuste indignazioni, tra gli operai esclusi e tra tutti coloro che li hanno sostenuto, ma sono una solare e ostentata evidenziazione di cos'è la fabbrica neocorporativa e fascistizzante nel piano Marchionne, nell'adesione progressiva dei padroni a questa logica, nell'edificazione di uno Stato e di un regime che ne dia fondamento stabile.
A fronte di questo, lontani dalla realtà appaiono le reazioni della Fiom, di Landini e di tutto l'arco che pur condivide e sostiene la sentenza e la battaglia degli operai di Pomigliano. Sembrano gli unici che non vogliono capire qual'è la realtà e la portata dello scontro in corso.
“In Fiat si ricomincia da tre: diritti, democrazia, lavoro”, scrive la Fiom nazionale. “A ripristinare la verità ci ha pensato il tribunale di Roma”, “La sentenza del tribunale riporta la Costituzione e le leggi dentro i cancelli della Fabbrica Italia P e riconsegna i lavoratori la libertà di iscriversi al sindacato che si sceglie e ad essere assunti indipendentemente da quale tessera sindacale si ha o da quale accordo si firma o non si firma”. Dire questo significa ingannare i lavoratori!
Perchè non ricomincia un bel niente nella Fiat Pomigliano con questa sentenza, come purtroppo non è ricominciato ancora un bel niente con la sentenza che ha reintegrato i tre attivisti licenziati della Sata. E' dichiarare “vittoria” quando la guerra ancora non si è vinta e in certi casi è ancora all'inizio. Il fascismo padronale non accetta le sentenze, conta anch'esso su giudici e ancor più sullo Stato, su leggi al servizio del capitale, sull'esercizio della forza del ricatto e sul comando del capitale, per continuare per la sua strada, per proseguire nella sua guerra, per rafforzare il suo esercito, rappresentato soprattutto dalle organizzazioni sindacali firmatarie, e impedire, quindi, che gli operai rientrino e la marcia venga fermata e invertita.
Landini insiste, poi, che il governo, il parlamento, le forze politiche intervengano immediatamente per ripristinare in tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat l'esercizio delle libertà sindacali e dei diritti delle persone che lavorano e per rendere certo il futuro industriale, produttivo e occupazionale del gruppo Fiat in Italia. Landini non sa o fa finta di non sapere che governo, parlamento e forze politiche sono tutte dalla parte della Fiat e contro questa sentenza; che Monti è uomo Fiat ancor più di Berlusconi; che in parlamento se c'è qualcosa che unisce veramente saldamente Bersani e Alfano è quella di essere rigorosamente dalla parte della Fiat e di Marchionne.
Questa linea e queste posizioni sono compagni di strada del fascismo padronale e non mettono in condizione gli operai , anche quando sono determinate, orgogliose, combattive di condurre questa battaglia per vincerla.
Per vincere questa battaglia bisogna fare la guerra e se vanno usate tutte le armi disponibili, una di esse è principale: gli operai riammessi devono rientrare in fabbrica con la lotta e con la forza, accettando lo scontro con l'azienda, i capi, i suoi guardiani, col sindacalismo di regime, con lo Stato e le sue forze repressive. E' in questa lotta che gli operai possono verificare chi è realmente dalla loro parte e chi no. E' questo il segnale indispensabile che può riaprire i giochi, nell'interesse della classe operaia, delle libertà sindacali, delle libertà democratiche.
Ma tutti coloro che non sono Fiom non possono pensare che facendo la stessa cosa salvano la loro anima, così come chi si limita in questo scontro ad appoggiare e stare a guardare, esaltare e coltivare gli elementi tuttora fragili di spontaneità operaia.

proletari comunisti _PCm italia
26-6-2012



pc 28 giugno - Taranto Senza luce e acqua, rivolta in carcere

detenuti hanno appiccato incendi e tentato di forzare le porte delle celle di Annalisa Latartara
Al buio, senz’acqua, in quattro stretti in una cella, con una temperatura che superava i quaranta gradi. La scorsa notte, nel carcere di Taranto, è esplosa la protesta dei detenuti. Già provati dai disagi causati dalle ripetute interruzioni nella fornitura dell’acqua, quando si è verificato anche un black out elettrico, si sono ribellati appiccando il fuoco ad alcune bombolette a gas usate per scaldare il cibo, gettandole nei corridoi delle sezioni e nei cortili. Detenuti e agenti della Polizia penitenziaria, a causa del fumo, hanno accusato malori. Due reclusi e alcuni poliziotti sono stati soccorsi dalle ambulanze del 118 e trasportati in ospedale. Dopo le cure, sono stati subito dimessi. La protesta ha avuto un prologo nel corso della giornata di avantieri per l’erogazione a singhiozzo dell’acqua nelle celle roventi a causa della temperatura esterna molto alta. A completare lo scenario di tensione e malessere ha contribuito il black out verificatosi intorno alle 21 (in diversi quartieri del capoluogo ionico) che ha oscurato l’intera casa circondariale. Alla mancanza di erogazione si è aggiunto un problema al gruppo elettrogeno che non è entrato in funzione. A quel punto sono scattate le prime proteste da parte dei reclusi che hanno cominciato a sbattere le pentole contro le inferriate. Il direttore Stefania Baldassari e il comandante della Polizia penitenziaria Giovanni Lamarca sono subito rientrati disponendo il richiamo dalle proprie abitazioni degli agenti liberi dal servizio che, prontamente, hanno raggiunto il carcere per aiutare i colleghi in una situazione che stava diventando sempre più critica. I detenuti, dopo le prime rimostranze, hanno tentato di forzare le porte delle celle, sbattendo contro le brande sulle quali dormivano. Da quanto si è appreso da fonti sindacali, la situazione è precipitata quando da alcune celle sono state lanciate bombolette di gas utilizzate per cucinare nei corridoi delle diverse sezioni o all’esterno, provocando incendi e piccole esplosioni. I più esagitati hanno dato fuoco anche a materassi e lenzuola. Mentre l’atmosfera all’interno è diventata incandescente, all’esterno del carcere i mezzi delle altre forze dell’ordine e dei vigili del fuoco inviati dal prefetto Claudio Sammartino e dal questore Enzo Giuseppe Mangini, erano schierati, pronti ad intervenire qualora la situazione fosse degenerata e si fosse verificata un’evasione in massa. «L’azione di supporto delle altre forze dell’ordine è stata immediata e rassicurante. L’emergenza è stata gestita nel migliore dei modi grazie alla collaborazione di tutti, a cominciare dal personale della struttura». Ha commentato il direttore della casa circondariale, Baldassari. A causa del black out, la cerimonia di commemorazione di San Basilide, patrono del Corpo di Polizia Penitenziaria, programmata ieri mattina, è stata rinviata a data da destinarsi. I vertici della casa circondariale sono stati impegnati nella gestione della situazione di emergenza. Anche perchè i disagi si sono protratti per l’intera giornata a causa dell’erogazione a singhiozzo. Il servizio è stato parzialmente ripristinato col ricorso all’approvvigionamento con autobotti. L’invio è stato disposto anche dal sindaco Ezio Stefàno per alleviare i disagi ai circa 700 detenuti ospiti della struttura che potrebbe ospitarne soltanto la metà.

pc 28 giugno - Parma: chiudere CasaPound. Sabato 30 Giugno Manifestazione antifascista


"Il 12 maggio scorso il gruppo fascista CasaPound ha assaltato il Circolo Arci Minerva armato di bastoni catene e armi da taglio. L'azione di contrasto gestita dagli antifascisti lì presenti e dai soci del circolo ha evitato il peggio. I venti fascisti non sono riusciti nel loro intento di devastare il circolo e provocare gravi danni fisici alle persone.
Non è la prima volta che CasaPound compie azioni di questo tipo. Da anni, in tutta Italia questo gruppo si rende protagonista di una condotta tipicamente squadrista e violenta che tramite aggressioni fisiche cerca di guadagnarsi spazio e visibilità. CasaPound si dichiara "non conforme", ribelle e dalla parte degli italiani ma i fatti dimostrano quanta distanza ci sia tra i loro slogan e la realtà. Più volte si sono candidati nelle file del PDL, da sempre favorevoli al nucleare, sono arrivati ad ospitare Dell'Utri, a rivalutare Craxi o a farsi patrocinare alla Camera da Scilipoti pur di prendersi un posticino ai piani alti.
Ma non è solo CasaPound il fascismo che ci deve preoccupare. Le scelte politiche imposte dal governo, gli operai caricati davanti alle fabbriche, l'isolamento e la repressione che riceve chiunque cerchi di opporsi a questo sistema di poteri hanno ben poco da spartire con la democrazia. Un contesto di crisi economica e politiche autoritarie simili in tutta Europa che favorisce l'emergere di gruppi neonazisti come avvenuto in Grecia. Per questo un gruppo fascista come CasaPound non deve essere sottovalutato, ignorato o accettato, per questo non va dimenticata l'aggressione del 12 Maggio. Parma è da sempre antifascista e non può accettare la sua presenza."

Ritrovo ore 17,00, Parco Montermini- Via Ognibene- Q.re Montanara.

pc 28 giugno - la piattaforma dei padroni per il contratto dei metalmeccanici presentata da FIM_UILM - combatterla è necessario

Il contratto dei metalmeccanici si apre all'insegna degli interessi dei padroni e dell'applicazione a livello contrattuale della riforma Fornero. Questo viene chiaramente espresso dalla piattaforma presentata da Fim-Uilm. Questa parte dalla premessa neo corporativa e padronale che discussione, trattativa e firme, avvengano dentro questo recinto, che esclude di fatto la Fiom.
Quindi, non solo questa  piattaforma si presenta come pessima ma vuole portarci al primo di una nuova era di contratti fondati sulla cancellazione degli interessi di classe e del sindacato di classe.
L'attuale uomo forte dei padroni nel sindacato metalmeccanici è il sindacalista venduto proveniente dall'Ilva di Taranto, Palombella ,segr. nazionale della Uilm, il quale chiarisce:
“E' un contratto di controtendenza con le idee di politica industriale egemone in questo periodo di crisi. Riconfermiamo la contrattazione di secondo livello e la discussione col mondo industriale in una logica non conflittuale”.
In questa piattaforma l'aumento salariale sostanzialmente non c'è, perchè non si può chiamare tale un aumento medio di 150 euro, come richiesta che alla conclusione andrà molto al di sotto, e che trattandosi di aumento medio significa la miseria di un caffè al giorno di aumento per la maggioranza operaia. Ma d'altra parte questa miseria di aumento è programmatica nelle intenzioni dei sindacati di regime, perchè si dice espressamente che non si vuole tanto puntare sul salario ma su altre cose chiamate ampollosamente “conciliazione tra tempi di vita e di lavoro”, “nuovi strumenti di welfare integrativo”, “partecipazione dei lavoratori alla vita aziendali”, “proposte per il riconoscimento e la valorizzazione della professionalità”. E qui  partono tutta una serie di proposte che si prestano ad una gestione individuale dei rapporti con l'azienda, volte a conciliare con le esigenze familiari: tre giorni di permesso retribuito durante la nascita del figlio, incentivi alla scelta del part time e, per gli extra comunitari, utilizzo di permessi particolari per ricongiungersi coi loro familiari; quindi in stile Ratzinger, Palombella conclude: “il contratto va interpretato in una chiave familiare e sociale”.
E' evidente quindi che si tratta di un contratto che mira a cancellare nella testa dei lavoratori qualsiasi idea di difesa di interessi di classe e collettivi rispetto ai padroni, qualsiasi idea di combattere lo sfruttamento, di aumentare i salari e ridurre il lavoro, qualsiasi idea di tutela di diritti collettivi; per ridurre gli operai a casi individuali che con il tramite del sindacalista vanno gestiti in A questo va aggiunta l'applicazione contrattuale della riforma Fornero. E qui tocca, in una divisione dei compiti, al sindacalista Farina dell'altro sindacato venduto, la Fim, spiegare la cosa: “creare un percorso di accompagnamento alla pensione attraverso il part time in cambio di assunzione di apprendisti, affiancando lavoratori giovani ad anziani in uscita”.
Praticamente lavoratori con diritti e salari acquisiti negli anni vengono messi a part time a dividersi lo stesso stipendio sostanzialmente con giovani apprendisti, precari e ricattati. In alcune fabbriche ci immaginiamo perfino che, data la chiave familistica di tutta l'operazione, si possa arrivare a un sistema di affiancamento-ostituzione figlio/padre.
Arriviamo al welfare integrativo, a partire dalla sanità. Integrativo un cazzo! Con la cancellazione della sanità pubblica significa indirizzare i lavoratori verso il fondo integrativo Meta salute, per cui i lavoratori perdono i diritti in cambio di fondi previdenziali a gestione sindacal-padronale che ovunque nel mondo dove sono stati attuati hanno provocato sfracelli.
Infine la riforma dell'inquadramento. Per la centesima volta contenuta nelle piattaforme contrattuali ma fondata sull'unico imprescindibile criterio del padrone: niente passaggi automatici, terzi o quarti livelli in eterno e passaggi individuali pilotati fondati sulla meritocrazia del padrone che negli ultimi anni si è arricchita di servilismoai limiti dello “schiavo contento”.

Una piattaforma nel complesso non da approvare o disapprovare ma da combattere.
Riprendersi il contratto nazionale è divenuto ormai un obiettivo storico della classe operaia che richiederà in questa occasione come nel futuro una guerra e una lotta di classe e una ricostruzione del sindacato di classe. Certo, a partire da ciò che c'è, l'opposizione della Fiom, la presenza qua e là di spezzoni del sindacalismo di classe, ma sapendo che non basta.
Rispetto alle rivendicazioni per il nuovo contratto nazionale è evidente che esse debbano andare in direzione realmente opposta alla piattaforma Fim-Uilm. Sia pure nella difficoltà di conquistare gli obiettivi va tenuto conto dell'importanza di schierare i fronti, di difendere e incentivare la coscienza di classe, gli interessi di classe che nella crisi sono l'unica arma che hanno gli operai per non ridursi a schiavi.
L'aumento salariale neve essere in linea con le lotte operaie dell'intero arco dei paesi europei, e quindi essere nell'ordine didi almeno il doppio della richiesta Fim_Uilm. L'importante è legarlo al livello di forza che i lavoratori riusciranno ad esprimere e anche al fatto che esso debba essere sbilanciato soprattutto verso la maggioranza della categoria collocata tra il terzo e i quarto livello.
All'aumento salariale bisogna aggiungere l'irrigidimento sulla difesa del lavoro, di condizioni di lavoro e di sicurezza, contrastando sul campo la riforma Fornero, combattendo quindi i contratti precari e l'uso, abuso dell'apprendistato.
Infine, strappare dalle mani dei padroni lo strumento dei livelli, dell'inquadramento e dei permessi, stabilendo nuovi automatismi e diritti collettivi.
Comunque non c'è scelta: contrapporsi agli interessi dei padroni e al sindacalismo del padrone e al neo corporativismo come sistema funzionale al fascismo padronale; far rinascere nel fuoco di questo scontro l'unità di classe e il sindacalismo di classe.
Si può perdere questa tornata contrattuale, ma se facciamo questo sarebbe l'inizio per cominciare a vincere.

proletari comunisti -PCm Italia
28 giugno 2012

pc 28 giugno - In Nepal - una assemblea nazionale della frazione rivoluzionaria decide di formare il nuovo Partito Comunista del Nepal maoista - proletari comunisti _PCm Italia esprime il suo pieno appoggio alla decisione che corrisponde alla posizione sostenuta da sempre in questi anni di lotta e di confronto con i compagni nepalesi


il comunicato stampa - traduzione non ufficiale - a cura di Basanta Membro del Politbureau del Partito Comunista del Nepal-Maoista.

Partito Comunista del Nepal-Maoista.Comitato Centrale.
Una Assemblea Nazionale della frazione rivoluzionaria del Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista) si è svolta con successo il 16-18 Giugno 2012. Con una sessione inaugurale, una sessione chiusa e una sessione conclusiva, si è conclusa nei pressi dell’edificio di Sherpa Sewa Samaj a Buddha, Kathmandu.
La storica assemblea nazionale ha preso molte importanti decisioni.
Lo svolgimento è avvenuto come segue

1. Sessione inaugurale:
a. Una grande sessione inaugurale, tenuta dal compagno C. P. Gajurel, segretario del UCPN (Maoist), ha visto una grande partecipazione delle masse tra cui il segretario generale del partito Badal, i membri del comitato permanente compagno Dev Gurung e compagno Netra Bikram Chand, membri del Politbureau, membri del comitato centrale e membri del consultivo centrale: La sessione si è svolta sotto la presidenza del vice presidente del Partito compagno Kiran.
b. La sessione inaugurale è iniziata con il canto vivo ed entusiasta dell’Internazionale del gruppo culturale Samana.
c.  Un minuto di silenzio è stato osservato di tributo ai martiri della gloriosa Guerra Popolare e dei vari altri movimenti popolari.  
d. Il Vice Presidente compagno Kiran ha inaugurato formalmente l’Assemblea accendendo una tradizionale lampada ad olio e ha pronunciato un discorso mettendo in luce la necessità di costruire un nuovo tipo di partito comunista rompendo le relazioni con il gruppo opportunista.
e. Il compagno Netra Bikram Chand (Biplab) membro del comitato permanente ha pronunciato un discorso di benvenuto e ha messo in luce il significato dell’assemblea.
f. Il Presidente del Fronte di Liberazione Dalit di tutto il Nepal compagno Tilak Pariyar, il Presidente del Fronte di Liberazione Madhesi compagno Krishnadev Singh Danuwar, la presidentessa dell’ Associazione delle Donne di tutto il Nepal (Rivoluzionario) compagna Jayapuri Ghartimagar, il presidente della Federazione delle Nazionalità Indigene di tutto il Nepal compagno Suresh Alemagar, il presidente dell’Associazione delle Famiglie degli Scomparsi durante la Guerra Popolare compagno Ekraj Bhandari, il compagno Parbat a nome dell’associazione dei combattenti feriti e disabili durante la Guerra Popolare ecc. hanno pronunciato i loro discorsi augurando il successo dell’Assemblea.
g. La sessione inaugurale, infine, è stata dichiarata conclusa.

2. Sessione chiusa:
Essa è stata presieduta dal compagno Mohan Baidya 'Kiran', presidente senior del nostro partito, il Partito Comunista del Nepal Unificato (Maoista), e diretta dal segretario generale Ram Bahadur Thapa 'Badal'. La sessione chiusa dell’assemblea nazionale della frazione rivoluzionaria del nostro grande e glorioso partito, è iniziata dal mattino presto. Nella sessione chiusa, la discussione si è svolta ulla base dell’agenda proposta, in un’atmosfera democratica e le decisioni prese sono state le seguenti:
a. Il Compagno Kiran ha presentato il rapporto politico a nome del Comitato Centrale
b.  Pampha Bhusal membro del Politbureau ha letto il rapporto politico.
c. Dev Gurung membro del comitato permanente ha presentato la costituzione a interim del partito.
d. Hitman Shakya 'Suman' membro del Politbureau ha annunciato la decisione del Comitato Centrale di dividere i partecipanti in 21 gruppi per sistematizzare la discussione sul rapporto politico e la costituzione ad interim del partito e di conseguenza si è proceduto con la discussione per gruppi .

e. I capigruppo dei differenti gruppi hanno presentato le conclusioni della discussione e i loro suggerimenti all’Assemblea. Compagno Prithivi Karki gruppo 1, compagno Sharada Pokhrel gruppo 2, compagno Mousam gruppo 3, compagno Roshan Janakpuri gruppo 4, compagno Suvas gruppo 5, compagno Dhiran gruppo 6, compagno Laxmi Mudbari gruppo 7, compagno Sudip gruppo 8, compagno Birgunj gruppo 9, compagno Gunaraj Lohani gruppo 10, compagno Ajit Singh gruppo 11, compagno Indrajit Tharu gruppo 12, compagno Akhanda gruppo 13, compagno Gambhir gruppo 14, compagno Sarad Singh Bhandari gruppo 15, compagno Ishwar Chandra Gyawali gruppo 16, compagno Laxman Pant gruppo 17, compagno Ramdip Acharya gruppo 18, compagno Ekraj Bhandari gruppo 19, compagno Udaya Chalaune gruppo 20, compagno Hasta Bahadur KC gruppo 21, hanno presentato i loro punti di vista e suggerimenti dei loro rispettivi gruppi sul rapporto politico e la costituzione ad interim su cui c’era un accordo generale nello spirito ed essenza di base del rapporto politico.
f.  Seguendo la presentazione dei suggerimenti dai differenti gruppi, una riunione del Comitato Centrale della frazione ideologica si è riunito e ha deciso di rispettare le opinioni e i punti di vista presentati dai differenti gruppi e di conseguenza ha arricchito il rapporto politico e la costituzione ad interim incorporando importanti suggerimenti.
g. Basandosi sulla posizione del Comitato Centrale, il Vice Presidente compagno Kiran ha presentato le sue chiarificazioni sul rapporto politico. Similmente, il membro del comitato permanente compagno Dev Gurung ha presentato una necessaria chiarificazione sulla costituzione ad interim.
h. Il Segretario Generale  compagno Ram Bahadur Thapa 'Badal' ha posto il rapporto politico e la costituzione ad interim all’adozione dell’Assemblea Nazionale. E l’Assemblea Nazionale ha adottato entrambe le proposte all’unanimità.
i. Le questioni salienti e la conclusione del rapporto politico possono essere presentate come segue.
Innanzitutto, il rapporto ha analizzato l’attuale situazione nazionale. E' stato detto che le principali ragioni dietro la dissoluzione dell’Assemblea Costituente senza scrivere la costituzione sono state l’inazione e le incompetenze dei principali leader dei grandi partiti insieme alla cospirazione reazionaria interna e straniera. E' stato detto che la contraddizione tra compradori, borghesia burocratica e classe feudale e l’espansionismo indiano in un polo e l’ampio popolo nepalese dall’altro è la principale contraddizione, il rapporto politico ha quindi sottolineato il bisogno di alzare una forte voce in difesa dell’indipendenza nazionale. Similmente, analizzando la situazione internazionale, è stato dichiarato che la contraddizione tra imperialismo e nazioni oppresse è la principale contraddizione al momento. In questa fase, dice il rapporto, gli USA e altri paesi imperialisti sono attraversati dalla crisi economica; questo ha avuto un serio impatto negativo sulla vita delle masse popolari in tutto il mondo e che questa situazione sta portando alla creazione di un mondo multi-polare. Il rapporto ha affermato che le forze soggettive sono deboli in confronto alla situazione oggettiva e ha gettato un’enfasi speciale sul bisogno di creare il tipo di forza necessaria per affrontare la situazione costruendo dei genuini partiti comunisti rivoluzionari nel mondo.
Il rapporto ha elencato gli eventi sviluppatisi dopo l’inizio della grande Guerra Popolare e i compiti del partito e della rivoluzione. Essi sono i seguenti:
1. La politica che la Seconda Conferenza Nazionale aveva adottato nella conferenza di tutto il partito, il governo ad interim e la scrittura della costituzione sotto la sua leadership come tattica era sostanzialmente corretta, ma il rapporto ha tratto come conclusione che essa ha aperto la porta nel partito per rimanere intrappolato nell’opportunismo e ha concluso che definire una serie di idee sviluppatesi nella forma di espressione centralizzata di una leadership collettiva nella forma del Cammino Prachanda si è verificato essere sbagliato nella pratica.
2. Nella bozza di proposta sulla Democrazia del 21esimo secolo, il Comitato Centrale aveva accettato che il ruolo dei partiti amici sarebbe stato competitivo non solo cooperativo. Ma nel corso dei negoziati di pace, è sembrato che il partito ha iniziato a competere politicamente con altre forze che non sono amiche. Quindi è stato concluso che il principale obiettivo della presentazione di quella proposta nel Comitato Centrale è stato quello di abbandonare l’obiettivo del potere statale democratico e proletario del popolo. È stato anche affermato che è necessario sviluppare la democrazia nel Partito Comunista, nell’Esercito di Liberazione Popolare e nel Nuovo Stato.
3. in questo quadro, la repubblica democratica adottata come tattica dal meeting di Chunwang si è trasformata in realtà in strategia e ha mostrato che la posizione di Chunwang affermando che l’analisi dell’imperialismo di Lenin e Mao è rimasta indietro, ha adottato la posizione strategica della politica del vecchio parlamentarismo. Dicendo di voler sviluppare la strategia e la tattica in un nuovo modo si è giunti a una posizione sbagliata.
4. Senza garantire il rafforzamento dei risultati della Guerra Popolare e del Movimento di Massa, il compromesso frettoloso raggiunto negli accordi inclusi. quelli dei 12 punti, 8 punti, Accordo Comprensivo di Pace ecc. hanno seriamente colpito il credito e il valore della rivoluzione nepalese, la guerra popolare, le aspettative e le aspirazioni di trasformazione del popolo nepalese. Nel processo rivoluzionario gli accordi possono e dovrebbero essere fatti. Ma, facendo questo, l'interesse del proletariato, delle masse popolari e della rivoluzione non devono essere traditi. Invece, è successo proprio questo.

5. La frazione rivoluzionaria del partito lavora ora duro per correggere ogni problema, debolezza e deviazione e in questo nelle assemblee e i meeting tra cui a Kharipati e Palungtar ha assunto un importante ruolo al riguardo.

6. La creazione dell’Esercito Popolare di Liberazione , la fondazione di aree base e governo popolare, il ruolo assunto dai lavoratori, contadini, donne, nazionalità indigene e Dalits; e la consapevolezza sviluppata in questo intero processo sono alcuni dei principali risultati che abbiamo ottenuto e vanno visti in senso positivo. La conclusione è che dobbiamo andare avanti partendo da questa base.

7. Una delle principali decisioni prese dalla storica assemblea nazionale è che c’è una seria deviazione neo-revisionista di destra sia in Prachanda che in Baburam. Pur ammettendo che essi hanno assunto un ruolo positivo nel corso della rivoluzione e della grande Guerra Popolare,va tratta la conclusione che essi hanno subito una grave deviazione nell’ultimo periodo. Questo tipo di deviazione è apparsa in ogni campo della teoria, politica, filosofia, strategia, tattica e anche nella condotta. In questa situazione questa deviazione si è apertamente manifestata in liquidazionismo di destra, capitolazionismo di classe e nazionale e dato che il partito ormai ha cambiato il suo colore, è stato deciso che la formazione un partito comunista di tipo nuovo è un dovere. E, dato che ci sono ancora diversi compagni rivoluzionari dentro questo gruppo neo-revisionista, abbiamo preso la decisione di fare appello a tutti loro adessere parte della corrente rivoluzionaria ribellandosi a questo opportunismo.

8. E' stato deciso di organizzare il Congresso del Partito il prossimo 12 Febbraio 2013. E' stato anche deciso di mantenere la porta aperta per l’unità fino al Congresso del Partito se la leadership del gruppo neo-revisionista corregge i problemi e trasforma se stessa.

9. L’assemblea ha deciso di difendere gli attuali risultati quali Repubblica, Federalismo e secolarismo.
Nell’attuale situazione dove il paese è ancora in una condizione semi-feudale, semi-coloniale e neo-coloniale, il bisogno di fare una rivoluzione di nuova democrazia in Nepal è un dovere e la Convenzione ha deciso di portare avanti il processo della rivoluzione. Nell’attuale contesto, l’instaurazione di una Repubblica Popolare Federale e la questione di difendere l’indipedenza nazionale sono state adottate come principali tattiche politiche.

10. Dato che i sogni di lavoratori, contadini, donne, Dalit, nazionalità indigene e le masse delle regioni oppresse manifestatisi nella grande Guerra Popolare, nei movimenti di massa, nei movimenti Madhesh e in quelli condotti dalle nazionalità indigene e dalle masse delle regioni oppresse non sono stati raggiunti e i reazionari interni e stranieri e anche gli opportunisti del partito hanno tradito il processo di scrittura della costituzione, è stata presa la decisione di marciare avanti lungo la direzione di preparazione della rivoluzione nepalese per mezzo dell’insurrezione popolare assumendo le questioni dell’emancipazione di classe, il federalismo con l’identità, rappresentazione proporzionale inclusiva, privilegi e prerogative ecc

11. Facendo attenzione all’inutilità della riabilitazione e rielezione dell’Assemblea Costituente nell’attuale contesto dove l’Assemblea Costituente è stata dissolta, è stato deciso che la tattica dell’Assemblea Tavola Rotonda di Tutti i Partiti, Governo Ad Interim Unito per una nuova via d’uscita politica è la tattica corretta in questa fase e dovrebbe essere portata avanti in maniera complementare alla principale tattica della lotta per la Republica Popolare Federale e la difesa dell’indipendenza nazionale.

12. Mediante la conduzione della battaglia ideologica contro il neo-revisionismo, l’assemblea ha preso la decisione di organizzare un partito disciplinato e rivoluzionario, preparando un codice di condotta ad opera del Comitato Centrale e implementandolo fermamente e sistematizzando volontari del popolo e organizzazioni di massa. È stata presa anche una decisione di costruire un fronte unito comprendente le forze patriottiche, repubblicane,di sinistra e federaliste.

13. Sono state prese decisioni per condurre la battaglia per l'organizzazione del l’Assemblea Tavola Rotonda, costruire il Governo Unito ad Interim, sviluppare la tattica immediata per una nuova via d’uscita politica, difendere l’indipendenza nazionale, provvedere al pieno rispetto delle famiglie dei martiri, rendere pubblici i combattenti fatti scomparire dallo stato durante la Guerra Popolare, condurre una lotta di resistenza contro gli elementi compradori e corrotti, risolvere i problemi scottanti della vita del popolo e combattere contro l’aumento dei prezzi e la corruzione.

14. Gli aspetti principali della costituzione ad interim del partito adottata dall’Assemblea sono i seguenti:
- il principio guida del partito sarà il Marxismo-Leninismo-Maoismo
- il partito, che è organizzato rompendo le relazioni con gli opportunisti sarà chiamato Partito Comunista del Nepal-Maoista.
- i compiti connessi all’organizzazione del Partito, organizzazioni di massa, dipartimenti ecc. saranno sistematizzati, il partito sarà ben disciplinato e militante sulla base delle decisioni collettive e il sistema dei comitati. Sarà dato rilievo alla trasparenza finanziaria e il sistema di controllo.

15. Dopo che la risoluzione politica e la costituzione ad interim del partito sono state adottate, è stata tenuta la riunione del Comitato Centrale con la presidenza del membro più anziano Compagno Ishwori Dahal alias. Ashare Kaka. La riunione ha eletto il Compagno Kiran come Presidente, il Compagno Badal come Segretaio Generale, il compagno C. P. Gajurel come Segretario, il Compagno Dev Gurung e il compagno Netra Bikram Chand come membri del Comitato Permanentee ha anche deciso di continuare con gli stessi membri del Politbureau, membri del Comitato Centrale, e i membri del Comitato Consultivo che erano precedentemente nella frazione rivoluzionaria. E' stato inoltre decisor il mandato di includere più compagni nel Comitato Centrale.

  1. Il Compagno Ram Bahadur Thapa ha presentato le decisioni adottate dal Comitato Centrale prima dell’Assemblea Nazionale, e tutte le decisioni sono state adottate all’unanimità.
  2. Il Compagno C. P. Gajurel ha presentato la proposta sulle questioni attuali ed è stata adottata all’unanimità

3. Sessione conclusiva
a. Infine, l’Assemblea Nazionale è stata dichiarata conclusa. In questa sessione conclusiva il compagno Kunta Sharma membro del Comitato Consultivo, il compagno Takma K.C. della famiglia dei martiri, il compagno Bishnu Pukar Shrestha dagli intellettuali, il compagno Maila Lama dal Fronte Culturale hanno indirizzato i loro migliori auspici e felicità per il successo dell’Assemblea. Infine il compagno Kiran, nel suo discorso conclusivo ha riaffermato insieme al suo impegno di spingere avanti il compito del partito e la rivoluzione, ha ringraziato tutti quelli che hanno contribuito al successo dell’Assemblea.

b.  Infine, il programma è stato concluso cantando slogan rivoluzionari in un’atmosfera animata ed emozionata.

19 Giugno 2012

Con saluti rivoluzionari!

Ram Bahadur Thapa "Badal", Segretario Generale, CPN-Maoist
Mohan Baidya " Kiran", Presidente, CPN-Maoist

pc 28 giugno - I soldi per i terremotati? Rischiano di rimanere ai partiti


I partiti hanno promesso di destinare i 91 milioni di euro della prossima tranche di finanziamento pubblico (rimborsi elettorali) alla ricostruzione in Emilia e a L'Aquila, ma per far sì che questi fondi vadano alle vittime del terremoto devono adottare una legge entro il 1° luglio, giorno in cui riceveranno i soldi. I partiti però hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento così da affossare la legge e intascarsi i milioni di euro.
Ad autorizzare il trasferimento doveva essere il governo, con un decreto da emanare entro 15 giorni dall’approvazione della norma.

pc 28 giugno - Contro la NATO globale


da Stop NATO -

http://rickrozoff.wordpress.com/2012/06/22/nato-expands-military-network-to-all-continents/
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org


La NATO espande la sua rete militare a tutti i continenti

di Rick Rozoff

22/06/2012

I più alti funzionari militari - capi di stato maggiore della difesa - e altri rappresentanti provenienti da 55 nazioni aderenti o con rapporti di collaborazione con l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico si sono riuniti in Croazia dal 18 al 20 giugno per la Conferenza per la cooperazione strategico militare 2012.

Il Comando Alleato per la Trasformazione della NATO (ATC) [*], istituito nel vertice del 1999 in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione a Washington e primo comando dell'alleanza con base negli Stati Uniti (a Norfolk, Virginia), riferisce che hanno partecipato "numerose nazioni con rapporti di collaborazione con la NATO di tutto il mondo, tra cui America Latina, Africa del Nord, Sud Pacifico ed Est asiatico" e che erano presenti Stati membri aderenti al Parternariato per la Pace, Dialogo Mediterraneo, Cooperazione di Istanbul e altre alleanze militari.

Il primo dei tre blocchi comprende 21 nazioni dell'Europa, dell'Asia centrale e caucasica (Armenia, Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia, Finlandia, Georgia, Irlanda, Kazakistan, Kirghizistan, Macedonia, Malta, Moldova, Montenegro, Serbia, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan). Il programma di Partenariato per la Pace è stato utilizzato per preparare l'ingresso nella NATO di dodici nazioni in qualità di membri a pieno titolo tra il 1999 e il 2009: Albania, Bulgaria, Croazia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

I membri del Dialogo Mediterraneo sono: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia. Come vedremo in seguito, è previsto che la Libia sarà il prossimo partner.
Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono membri dell'Iniziativa di Cooperazione di Istanbul, con Arabia Saudita e Oman in procinto di diventare nuovi membri, seguiti forse da Iraq e Yemen.

Tra le nazioni presenti all'incontro NATO nella capitale croata di Zagabria, intitolato Sfide attuali e future, dovevano presenziare gli Stati precedentemente chiamati Paesi di Contatto - Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud - ora inclusi in una nuova categoria denominata "Partners di tutto il mondo" insieme con Afghanistan, Iraq, Mongolia e Pakistan.

Le nazioni sudamericane non erano identificate, ma il Comandante supremo delle forze alleate in Europa, l'ammiraglio James Stavridis, ha recentemente individuato El Salvador in America Centrale e la Colombia nell'America del Sud, rispettivamente come partner attuale e futuro della NATO e fornitori di truppe in Afghanistan. Lo stesso Stavridis a marzo ha detto al Congresso che il Brasile e l'India sono potenziali partner della NATO.

Prima di assumere i ruoli congiunti all'interno della NATO di Comandante supremo delle forze alleate in Europa e Comandante del Comando Europeo degli Stati Uniti nel 2009, Stavridis era a capo del Comando Sud degli Stati Uniti e, come tale, incaricato delle operazioni militari americane e dei rapporti militari in America Centrale, Sud America e nei Caraibi. Nel 2007 il comitato permanente della NATO "Maritime Group 1" ha condotto "operazioni di presenza" nel Mar dei Caraibi, dispiegando per la prima volta navi da guerra nell'area.

L'inclusione del Sud America segna per la NATO il passaggio di una nuova frontiera, con membri e partner di tutti e sei i continenti, che rappresentano oltre un terzo delle nazioni del mondo.

Il Comitato militare della NATO a gennaio ha tenuto una riunione dei capi della difesa in cui, come si può leggere sul sito web della NATO, "i rappresentanti delle più alte gerarchie di 67 paesi [hanno discusso] in varie formazioni, dell'evoluzione della NATO e delle operazioni da essa condotte, della realizzazione della nuova struttura di comando della NATO e delle sue conseguenze militari". Per la prima volta, i capi militari presenti rappresentavano più di un terzo dei 194 stati membri delle Nazioni Unite.

La Conferenza per la collaborazione strategico militare in Croazia si è svolta un mese dopo il vertice NATO di Chicago e si è concentrata sui risultati di quest'ultimo e sull'ulteriore attuazione del Concetto Strategico adottato in occasione del vertice precedente, in Portogallo alla fine del 2010.

Il Generale francese Stéphane Abrial, comandante in capo dell'ATC, ha aperto i tre giorni di Conferenza e ha posto particolare enfasi su due iniziative NATO, denominate Iniziativa di Forze Collegate e di Difesa Intelligente. La seconda è volta a mettere in comune le risorse del blocco dei 28 Stati membri della NATO in condizioni di austerità economica e la prima ad accrescere formazione, esercitazioni e utilizzo di equipaggiamento militare compatibile: entrambe le iniziative avranno l'effetto di favorire l'integrazione dei membri della NATO attraverso l' interoperabilità nelle operazioni all'estero, facendo della necessità economica una virtù militare.

Le caratteristiche principali di Difesa Intelligente sono il sistema di missili intercettori sotto controllo USA in Europa, l'acquisto di droni americani Global Hawk da parte dei paesi europei per il programma di Alleanza per la Sorveglianza a Terra e il pattugliamento dello spazio aereo del Baltico con aerei NATO.

I partecipanti alla Conferenza hanno quindi discusso tre questioni principali: le implicazioni del vertice di maggio per i paesi membri della NATO; il partnerariato per la stabilità e la sicurezza in Medio Oriente, Nord Africa e nella regione del Golfo Persico; l'Iniziativa di Forze Collegate in relazione alla formazione, alle esercitazioni, all'istruzione e la tecnologia. Tra gli altri temi trattati, il futuro sviluppo di partnership strategiche e le implicazioni dei miglioramenti nell'efficienza militare.

Nelle discussioni sull'espansione degli accordi di partenariato è stata evidenziata la nuova struttura Partners di tutto il mondo, così come il nuovo Menù di cooperazione, il processo di pianificazione e di revisione del Partenariato per la Pace, il Concetto sulle capacità operative e il Programma di partenariato e cooperazione individuale, il cui primo membro è la Mongolia da marzo e tra i prossimi l'Iraq, entrambi altresì membri del programma Partners di tutto il mondo. Le ultime e sempre più internazionali partnership sono descritte dall'ATC della NATO come "incentrate sulle priorità di incremento delle capacità, dell'interoperabilità, e a sostegno delle riforme nel settore della difesa e della sicurezza".

Un resoconto della Conferenza NATO ha ribadito l'asserzione dell'attuale Concetto Strategico che "la promozione della sicurezza euro-atlantica è meglio garantita attraverso una vasta rete di relazioni di collaborazione con paesi e organizzazioni in tutto il mondo".

In relazione al vertice di maggio, la stessa fonte dichiara: "L'Alleanza ha ribadito la sua volontà di fornire... ulteriore supporto ai partner regionali nei settori della strutturazione delle istituzioni della sicurezza, modernizzazione della difesa, sviluppo delle capacità e delle relazioni civili-militari. Sulla base di Iniziativa Marocchina, NATO e MD [Dialogo Mediterraneo], i paesi svilupperanno un nuovo quadro politico. 

L'Alleanza, inoltre, è pronta ad accogliere la Libia come nuovo partner...".

Al vertice di Chicago è stata anche concordata l'apertura di un Centro Regionale in Kuwait dell'Iniziativa Cooperazione di Istanbul.

La Conferenza in Croazia ha enfatizzato "una struttura disponibile per le nazioni aderenti o con rapporti di collaborazione con la NATO per la formazione, lungo linee standardizzate" e la "capacità di integrare e facilitare la partecipazione dei partner alle esercitazioni".

L'approfondimento e l'ampliamento delle collaborazioni militari tra la NATO e le sue decine di partner, inclusa l'integrazione delle nazioni nella Forza di Risposta della NATO, sono state costruite in uno sforzo comune durante e dopo le guerre della NATO sui tre continenti: quelle in Kosovo, Afghanistan e Libia.

Come ha rimarcato la NATO riguardo l'Iniziativa di Forze Collegate, è "finalizzata a garantire che la NATO mantenga e costruisca avanzamenti importanti nell'interoperabilità tra alleati e partner a seguito delle recenti operazioni della NATO".

La costante espansione della partnership e delle operazioni militari della NATO in tutto il mondo, che ora coinvolgono tutti i continenti abitati, è del tutto inedita nella storia. Questo è il primo tentativo di stabilire un'alleanza militare internazionale che sia capace e pronta a intervenire in qualsiasi nazione e regione voglia, a beneficio geopolitico dei suoi Stati membri più importanti.

(*) ATC - Allied Command Transformation: Struttura responsabile per la formazione, la dottrina, la trasformazione dello strumento militare della NATO, nonché dell'attività di analisi strategica, di pianificazione e programmazione.