sabato 4 dicembre 2010

pc quotidiano 4 dicembre - SPAGNA: STATO DI ALLERTA – CODICE PENALE MILITARE - CONTRO I LAVORATORI IN SCIOPERO, il moderno fascismo avanza

Dopo il grande sciopero generale di settembre contro la riforma del lavoro con scontri tra lavoratori e polizia, 60 arresti e 30 feriti, il governo spagnolo passa alla pesante minaccia dello stato di allerta per la prima volta in assoluto contro i lavoratori…

La protesta è scattata dopo l'approvazione dei nuovi orari di lavoro

Spagna, caos voli per lo sciopero. Zapatero 'riapre' lo spazio aereo

(Xinhua) ultimo aggiornamento: 04 dicembre, ore 16:40

Madrid - (Adnkronos/Ign) - Sciopero selvaggio dei controllori di volo paralizza il traffico aereo. Disagi anche in Italia. Poi, per la prima volta nella storia democratica della Spagna, il capo del governo decreta lo stato di allerta. I voli riprendono dalle 19. Iberia ha cancellato tutti voli. Disagi anche per il maltempo sul centro e nord Europa. Sciopero generale in Spagna, scontri tra polizia e manifestanti

Madrid, 4 dic. (Adnkronos/Ign) - Dopo ore di caos nei cieli spagnoli, soltanto l'intervento del capo del governo Josè Luis Rodriguez Zapatero è riuscito a riportare la situazione alla normalità. Il premier spagnolo, per la prima volta nella storia democratica della Spagna ha decretato oggi lo stato di allerta in seguito allo sciopero selvaggio dei controllori di volo deciso a sorpresa venerdì sera che ha creato il caos nel settore dei trasporti. L'agitazione ha colpito circa 600.000 passeggeri.

La misura è stata decisa nel tentativo di costringere i controllori di volo a interrompere immediatamente la protesta. E infatti lentamente tutti gli uomini-radar sono tornati a lavoro. In caso contrario, avrebbero rischiato di essere incriminati dalla magistratura militare, ha spiegato il vicepremier e ministro dell'Interno Alfredo Perez Rubalcaba.

Nel pomeriggio quindi è stato completamente riaperto lo spazio aereo spagnolo e l'Aena, l'autorita' spagnola per l'aviazione civile, ha in effetti affermato che tutti i controllori di volo sono tornati a lavoro, specificando che i voli riprenderanno dalle 19.

"Comincia a tornare la normalita'" ha detto Jose' Blanco, ministro dei Lavori pubblici intervistato dalla catena tv Cnn+. "In questo momento - ha proseguito - lo spazio aereo e' totalmente aperto". Il ritorno alla normalita', ha detto ancora Blanco, "sara' lento, ma praticamente tutti i controllori di volo sono tornati al loro posto di lavoro". Il ministro ha tuttavia esortato alla prudenza. "Per ora - ha avvertito - non e' stato effettuato alcun volo, credo che inizieranno gradualmente, questo pero' non vuol dire che tutti partiranno oggi".

Blanco ha usato parole dure nei confronti dei controllori di volo autori dello sciopero selvaggio. "E' un ricatto - ha detto - senza precedenti nella democrazia".

Il governo di Madrid aveva già affidato ieri il controllo degli aeroporti ai militari, dopo che il 70% dei controllori di volo non si era presentato al lavoro o aveva abbandonato il posto nel corso della giornata.

Il traffico aereo alle Canarie stava ritornando alla normalità fino a quando i controllori ritornati al lavoro sono stati messi sotto pressione dai colleghi in sciopero, ha riferito l'Aena. I voli a lunga percorrenza in arrivo dal Sudamerica sono stati deviati da Madrid a Siviglia.

A terra sono rimasti oltre 250mila viaggiatori. Stando alla radio RNE, sono stati cancellati quasi 1.800 voli.

Lo sciopero selvaggio è scattato dopo l'approvazione dei nuovi orari di lavoro al Consiglio dei ministri di ieri. I controllori di volo avevano discusso a lungo nei mesi scorsi di aumenti salariali con il ministero dei Trasporti e con l'Aena.

Disagi si sono avuti anche negli aeroporti italiani. Numerose le cancellazioni, come ha riferito l'Enac che, nel monitorare la situazione in relazione all'assistenza, alla riprotezione e alle informazioni fornite ai passeggeri, consiglia a chi deve partire di contattare preventivamente le compagnie aeree per avere informazioni sull'operatività e sullo stato dei propri voli. Si stanno verificando, inoltre, anche disagi dovuti alle avverse condizioni meteo su Parigi, Amsterdam e, più in generale, sul centro e nord Europa. Anche in questo caso è consigliabile contattare le compagnie aeree per verificare l'effettiva operatività dei voli in arrivo e in partenza.

In seguito allo stop dei controllori spagnoli, anche la compagnia low cost britannica Easyjet ha deciso di cancellare tutti i voli per Spagna, Portogallo, Marocco e isole Canarie per tutta la giornata.

pc quotidiano 4 dicembre - ALL'EURECO COME ALLA THYSSEN:

A un mese dallo scoppio alla Eureco siamo qui, in piazza a Paderno, per rendere omaggio a Sergio Scapolan e Harun Zeqiri, i due operai morti, I NOSTRI MORTI, che si aggiungono alla strage infinita di lavoratori, che ad oggi ha fatto più di 500 morti. Siamo qui nella speranza che gli altri operai ustionati non facciano la stessa fine, anche se sappiamo che il fuoco assassino li ha segnati dentro per sempre. Siamo qui perchè avremmo voluto stringerci, nel dolore, ai loro familiari, parenti, amici, anche se questo, sappiamo, non potrà consolarli della perdita dei loro cari.
Siamo qui per gridare la nostra VERITA' : questi non sono “incidenti”, non sono “morti bianche”; queste sono morti annunciate, questi sono OMICIDI commessi in nome del profitto e del malaffare. E i fatti lo confermano.
Sono anni che all'Eureco si susseguono incidenti e scoppi, che giustamente hanno allarmato i lavoratori, ma anche la popolazione che vive intorno alla fabbrica.
Sono anni che gli organi competenti e le istituzioni, Regione in testa, “rassicurano tutti”, della serie “non sta succedendo niente”. E i padroni dell'Eureco si sono visti rinnovati la convenzione, continuando a fare i loro affari. E come se non bastasse il padrone, il “signor” Merlino, nel 2005 era stato imputato per omicidio colposo per la morte di un operaio in provincia di Pavia, mentre ora il suo avvocato dice che è: “tutta colpa di un errore umano”..
Ma come è emerso dalle indagini, all'Eureco si effettuavano lavorazioni pericolose e non autorizzate. Così come questi lavori erano stati dati in appalto alla Cooperativa TNL, che aveva inquadrato gli operai, in maggioranza albanesi, con un contratto di facchinaggio anziché con un contratto da chimici, aggirando così le normative, molto più restrittive, sulla sicurezza. Per non parlare dell'anomalia del delegato alla sicurezza, RLS, che lavorava in un altro sito.
Insomma più che al lavoro si va in guerra senza la certezza di portare la pelle a casa.
E ancora una volta temiamo che non sia fatta giustizia, “grazie”, si fa per dire, all'operato del governo Berlusconi, con il ruolo di punta dei Ministri Sacconi e Tremonti, con il collegato lavoro che taglia ulteriormente i controlli ispettivi che devono “collaborare” con le aziende; che smantella pezzo-pezzo il Testo Unico sulla sicurezza; con la depenalizzazione e la riduzione delle sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro.
La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro è stata finora l'unica realtà in grado di condurre una battaglia unitaria e nazionale con le lotte/manifestazioni nazionali a Torino, Taranto, e in ogni luogo in cui è stato possibile arrivare, unendo operai, delegati RLS, familiari, tecnici, medici, associazioni e ogni energia disponibile.
La Rete è stata l'unica alternativa praticata al sindacalismo confederale, in generale complice e inefficace, tranne rare eccezioni, alle politiche di padroni e governo su questo terreno; la Rete è stata ed è alternativa unitaria al vuoto lasciato dall'attività ristretta e puramente episodica dei sindacati di base su questi temi e una linea pratica e metodo contro il settarismo autoreferenziali con partiti, gruppi e organizzazioni che agitano questa battaglia solo come autopropaganda non come battaglia per farla avanzare nell'interesse dei lavoratori.
Ma le forze sono ancora insufficienti, per questo c'è bisogno che altre energie che si vogliono veramente impegnare nella lotta contro le morti sul lavoro, si uniscano nella Rete per sviluppare quel movimento operaio, popolare, sociale, politico e culturale, necessario per incidere in questa battaglia, fino ad arrivare ad uno sciopero generale per la sicurezza sul lavoro, nel quadro della lotta per una rivoluzione politica e sociale che affermi la vita degli operai sul profitto dei padroni e del sistema del capitale.

Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro : bastamortesullavoro@gmail.com
retesicurezzamilano@gmail.com tel. 338-7211377
blog: bastamortesullavoro.blogspot.com

pc quotidiano 4 dicembre - Dal nord al sud ancora morti e incidenti sul lavoro: oggi Manifestazione a Paderno Dugnano

Ad oggi siamo a circa 1000 morti e quasi un milione di infortuni

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4 DICEMBRE 2010 MANIFESTAZIONE A PADERNO DUGNANO (MI)
DALLE 14.30 ALLE 16.30 PRESIDIO IN PIAZZA DELLA RESISTENZA
(vicino al Municipio)ore 15
"cosa è morto con i ragazzi della Thyssen"
lettura teatrale di Massimo de Vita del Teatro Officina (locandina allegata)
nel corso dell'iniziativa:
- sarà disponibile una mostra e un dossier sulla vicenda della Eureco
- intervento di Najat, rappresentante del comitato immigrati in lotta sulla torre di via Imbonati a Milano, (la metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto)
- intervento di operai e delegati Rls aderenti alla Rete che forniranno il quadro delle ulteriori iniziative in programma nelle altre città, tra cui quella conclusiva del 10 dicembre a Torino per il processo Thyssen,
- conclusione alla fabbrica Eureco con uno striscione

rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com

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Bologna, due morti sul lavoro in 24 ore
e a Persiceto un grave infortunio

A Calderara, all'interno della ditta Geodis, un egiziano stava trasportando dei materiali quando ha urtato un furgone. E' sceso per controllare i danni dimenticando di tirare il freno a mano: è rimasto schiacciato dalle casse. Stava per andare in pensione. Nel pomeriggio un lavoratore delle Officine Martini di San Giovanni in Persiceto cade e batte la testa: è ricoverato in gravissime condizioni al Maggiore

di MARCO BETTAZZI e CARLO GULOTTA

Due morti sul lavoro in ventiquattro ore nel Bolognese. Dopo l'operaio schiacciato dalla grata dei rifiuti all'inceneritore del Frullo, a Granarolo, un altro lavoratore ha perso la vita la notte scorsa, nell'azienda Geodis di Calderara di Reno.

L'uomo, I.M.E.H., egiziano, intorno alle 3.30 - l'ora dell'incidente è incerta perché era da solo - stava trasportando delle casse su un muletto (la ditta si occupa di trasporti internazionali) quando ha urtato contro un furgone. E' sceso dal mezzo per verificare i danni provocati al veicolo, ma si è dimenticato di tirare il freno a mano, e il muletto stesso lo ha investito, schiacciandolo fra le casse a terra e quelle sul trattorino.

L'operaio lavorava per la cooperativa H.S., del gruppo L.H.S. di Lippo di Calderara. Era regolarmente assunto, e in Italia da diversi anni. Gli mancava un mese, e poi sarebbe andato in pensione; lascia un figlio di sette anni. Alcuni anni fa avrebbe avuto gravi difficoltà economiche, risolte però recentemente.

Grave infortunio a Persiceto. Si conta anche un gravissimo infortunio a San Giovanni in Persiceto. Verso le 15.30 un operaio di 53 anni delle Officine Martini - che si occupa di riparazioni di mezzi pesanti - si stava occupando di un mezzo quando è caduto a terra battendo il capo. E' stato dapprima trasportato all'ospedale di San Giovanni e poi in elicottero al Maggiore di Bologna, in gravissime condizioni. Degli accertamenti si sta occupando la polizia del locale commissariato

Incidenti lavoro: esplode forno nel palermitano, grave operaio

Giovedì 02 Dicembre 2010 15:50

CARINI (PALERMO) - Si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Villa Sofia, a Palermo, un 41enne, rimasto ferito mentre lavorava all'interno del locale "Il Dolce forno", alle porte di Carini, lungo la SS 113. L'operaio e' stato investito dall'esplosione del forno di cottura alimentato a gas. Immediatamente e' stato soccorso dal titolare dell'esercizio commerciale e da altri colleghi presenti sul posto, dove sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Gli investigatori non escludono che la deflagrazione sia stata causata da un cattivo funzionamento di una valvola. Il forno e' andato completamente distrutto. Il locale e' stato messo in sicurezza. L'operaio, secondo una ricostruzione dei carabinieri, al momento dell'esplosione si trovava nei pressi del forno ed e' stato investito da alcuni frammenti, che gli hanno procurato gravi ferite, soprattutto al volto. Non sono state coinvolte altre persone presenti. I militari hanno accertato che era assunto con regolare contratto.

TRENO CONTRO BUS IN PASSAGGIO A LIVELLO CANICATTÌ, 6 FERITI,

MACCHINISTA E CAPO TRENO IN OSPEDALE, SOLO CONTUSI I PASSEGGERI

(ANSA) - CANICATTÌ (AGRIGENTO), 3 DIC - Sei persone sono rimaste ferite (di cui quattro lievemente contuse) nello scontro tra un treno regionale, il 12828, e un autobus avvenuto oggi pomeriggio all' altezza di un passaggio a livello nei pressi di Canicattì, nell' Agrigentino. Il pullman, della ditta Riggio Tour di San Cataldo, che è rimasto completamente distrutto, aveva appena accompagnato a casa gli alunni della scuola materna di Canicattì che avevano partecipato a una gita. Il mezzo stava poi tornando nel deposito quando si è bloccato sui binari. Dalle prime ricostruzioni effettuate dai tecnici delle Ferrovie dello Stato il passaggio a livello era regolarmente funzionante e con le sbarre abbassate al momento dell' impatto. Alla vista del bus il macchinista ha subito azionato il freno di emergenza ma non ha potuto evitare l'impatto che è stato violentissimo. L'autista del bus, Nunzio Felici, 38 anni di Butera, ha raccontato che non c'era alcun segnale di stop e che le sbarre si sono abbassate mentre stava passando, intrappolandolo. Il conducente è riuscito ad abbandonare il pullman prima dell' impatto. È però stato accompagnato al pronto soccorso in stato di choc. Nell' incidente sono rimasti leggermente contusi quattro passeggeri del treno e il macchinista, Giovanni Pontelli, 52 anni, di Campobello di Licata con ematomi su tutto il corpo. Ferito più gravemente il capo treno Mario Salvaggio, 59 anni, originario di Realmonte ma residente a Licata. Le condizioni di quest'ultimo, ricoverato nell'ospedale Barone Lombardo di Canicattì con numerose fratture. Ma secondo i sanitari, che pure si sono riservati la prognosi, non sarebbe in pericolo di vita: appare vigile e cosciente. Sul convoglio, formato da un locomotore e da una carrozza, viaggiavano in tutto sei passeggeri, alcuni dei quali studenti pendolari che stavano tornando a casa al termine delle lezioni. Intanto si sta cercando di accertare la dinamica e le responsabilità dello scontro, avvenuto in contrada Carlino, alla periferia di Canicattì. La circolazione ferroviaria è stata sospesa sulla linea per i rilievi e poi riaperta al traffico. Per accertare le cause dell'incidente sono state aperte due indagini: una della procura e una interna delle ferrovie.(ANSA). 03-DIC-10 20:11

pc quotidiano 4 dicembre - Disoccupati organizzati di Taranto ancora in piazza contro Riva e per il lavoro

Contro Riva, le sue bugie e le istituzioni al suo servizio!
Lavoro! non morti sul lavoro!
Salute non inquinamento!


Lottiamo per 1000 posti di lavoro subito, nelle bonifiche ambientali dei
quartieri più degradati!

Sabato 4 dicembre ore 18 presidio itinerante in piazza Immacolata e per le
vie del Centro

Solidarietà con gli studenti in lotta contro la riforma Gelmini e il governo.
Solidarietà coi fratelli immigrati in lotta per i diritti.
Per l'unità delle lotte sociali per il lavoro reddito, salute, diritti, libertà!

Invitiamo tutti a partecipare!

Disoccupati Organizzati SlaiCobas per il sindacato di classe
Rete Nazionale sicurezza sui posti di lavoro - Taranto.
info: cobasta@libero.it - 3281660678

pc quotidiano 4 dicembre - VELENI E OCCUPAZIONE


Spinetta Marengo è un quartiere industriale della zona sud di Alessandria; sul suo territorio insiste una considerevole quantità di siti produttivi, tra cui l'azienda chimica Solvay Solexis, protagonista nel 2009 dello sversamento, nelle acque del vicino fiume Bormida e nei terreni circostanti, di notevoli quantità di cromo esavalente.
Per bonificare il territorio dal veleno in questione occorreranno decenni, ma l'azienda evidentemente vuole rifarsi velocemente un'immagine verso l'opinione pubblica locale; per questo motivo, in questi giorni la direzione ha voluto trasmettere - attraverso gli organi di stampa borghesi - i dati relativi agli investimenti effettuati nel sito alessandrino dal 2002 ad oggi: si tratta di 250 milioni, impegnati per migliorare la competitività a livello internazionale e ridurre l'impatto ambientale.
Visto il disastro del 2009, ci si può immaginare quale possa essere la quantità di denaro investito nell'ambiente, rispetto a quanto impegnato per il miglioramento degli impianti di produzione, ossia per ottenere maggiori profitti sulla pelle degli operai.
A dire il vero c'è anche l'altra faccia della medaglia, che in tempi come questi caratterizzati da una profonda crisi economica non è da sottovalutare: nel 2010 l'azienda ha effettuato cinquanta assunzioni di giovani sotto i venticinque anni, portando il totale dei dipendenti alla cifra di 524.
Resta una considerazione da fare: è possibile sorvolare sugli effetti dell'avvelenamento dell'ambiente pur di avere un po' di occupazione in più?
E ancora: a quale qualità della vita vanno incontro gli operai, le loro famiglie e tutti gli abitanti di Spinetta Marengo?

Alessandria, 03 dicembre 2010

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino

pc quotidiano 4 dicembre - I giovani rivoluzionari delle Filippine osano sfidare il governo

Gruppo giovanile clandestino osa portare avanti una manifestazione lampo

2 Dic 2010


Promesse di accelerare la rivoluzione, invito ai giovani ad unirsi al NPA


Nel giorno della celebrazione del 46o anniversario del Makabayan Kabataang (KM), centinaia di membri del KM hanno oggi partecipato apertamente vicino a Malacanang [il palazzo del governo], facendo appello al sostegno per l’avanzamento del movimento rivoluzionario e far avanzare la guerra popolare. Più di cento studenti e giovani con la maschera sul volto portando cartelli con su scritto "Kabataan, TUMUNGO SA KANAYUNAN, SUMAPI SA NPA!", "US-REHIMENG AQUINO IBAGSAK!", "Giovani filippini, svegliatevi, UNITEVI AL NPA!", "ABBASSO L’IMPERIALISMO USA!"


"La gioventù rivoluzionaria del KM dichiara il suo pieno impegno per far avanzare l'invito del Partito Comunista delle Filippine a portare a termine l’equilibrio strategico nei confronti del marcio regime reazionario USA-Aquino e le sue forze di sicurezza statali mercenarie entro cinque anni" afferma Ma. Laya Guerrero, portavoce del KM.


I partecipanti al raduno lampo si sono riuniti intorno al 12:30 nella via R. Papa, appena ad un chilometro dal palazzo Malacanan, e hanno marciato verso Morayta e Recto e si sono poi dispersi vicino l’Avenida St. All'angolo di Morayta e Recto, il gruppo ha messo su una manifestazione per 10 minuti esortando i giovani ad unirsi al Nuovo esercito del Popolo (NPA).


"Sotto l'egida dell'imperialismo, in particolare gli Stati Uniti d'America, il regime di Aquino ha rapidamente mostrato la sua vera essenza antipopolare e contro i giovani. Non si è discostato dalle politiche dell’odiato regime Arroyo che ha dissanguato l'economia e spinto ancora più avanti l’impoverimento per il nostro popolo. La gioventù filippina ha visto il mostro in Aquino fin dall’inizio e ha promesso di trasformare ogni giorno che passa in questo senso, in un incubo di proteste."


"Finché il sistema marcio semi-feudale e semi-coloniale persiste, il popolo filippino e, soprattutto, il popolo filippino e in particolare i giovani si solleveranno per rispondere all’appello dei tempi. Non vi è altra soluzione per le masse se non quella di percorrere il sentiero della lotta rivoluzionaria e unirsi al NPA per garantire un vero cambiamento e un futuro più luminoso per i giovani filippini e la prossima generazione. "


La KM, l'organizzazione clandestina dei giovani e parte dell’organizzazione della sinistra rivoluzionaria Fronte democratico nazionale delle Filippine (NDFP) è stata fondata nel 1964 dall’allora giovane professore Jose Maria Sison e suoi coetanei che hanno portato alla rinascita del movimento di protesta nel paese dopo il 1950 . Il KM è stata in prima linea nella storica prima ondata degli anni ‘70 che ha spianato la strada alla radicalizzazione dei giovani e degli studenti. Molti di loro sono diventati i primi guerriglieri del Nuovo Esercito del Popolo (NPA) che è entrato in clandestinità durante la dittatura di Marcos.


"Siamo decisi a portare avanti il nostro ruolo storico, per riprendere l 'aspirazione rivoluzionaria a vincere la lotta del popolo oppresso filippino contro la tirannia dell’imperialismo, del capitalismo burocratico, e del feudalesimo. Promettiamo di intensificare le proteste e ci impegniamo nella sollevazione dei giovani militanti nei prossimi giorni e mesi ", ha detto Guerrero.

COMUNICATO STAMPA
Information Bureau
Partito Comunista delle Filippine

venerdì 3 dicembre 2010

pc quotidiano 4 dicembre- Continuano le mobilitazioni contro il ddl Gelmini.

Da Palermo, una settimana di lotte:
La notte tra Lunedì 29/11 e Martedì 30/11, contemporaneamente vengono appesi 30 manichini nei pressi del rettorato e vengono scaricati sacchi dell'immondizia davanti l'ingresso dell'ex provveditorato agli studi.
Martedì 30/11 blocchi stradali e manifestazioni non autorizzate hanno letteralmente paralizzato la città. Come nei giorni precedenti gli studenti medi sono usciti dalle loro scuole con cortei spontanei ricongiungendosi nella centrale Piazza Croci per poi proseguire in corteo per le vie del centro bloccandolo. Gli universitari in mattinata hanno occupato la Cattedrale e in seguito una parte si è diretta verso Via Regione Siciliana (il tratto autostradale che attraversa la città) bloccandola, bruciati anche dei copertoni. Un altro spezzone universitario si è diretto verso quello degli studenti medi bloccando il porto, arterie principali della città e in seguito la stazione ferroviaria Notarbartolo.
Complessivamente sono scesi in piazza 50.000 studenti e studentesse.
Dopo un' intera giornata di cortei, alla notizia dell'approvazione del ddl in serata, circa 200 studenti prettamente universitari, hanno occupato la sede del comune a Piazza Pretoria.
Gli occupanti si sono riuniti in assemblea nel salone del consiglio comunale, presente una larga rappresentanza delle varie facoltà palermitane tra cui studenti di lettere e filosofia occupata, scienze occupata e accademia di belle arti nonché una rappresentanza di studenti medi di varie scuole. L'assemblea ha deciso all'unanimità di proseguire le occupazioni di scuole e facoltà almeno fino al 14 (quando si voterà la fiducia al governo) con il fine di organizzare una grande mobilitazione contro il governo.
Mercoledì 01/12sera un corteo di circa 200 studentesse e studenti partito dalla facoltà di scienze politiche ha bloccato nuovamente il centro storico dalle 20:00 alle 22:00.
Giovedì 02/12: si intensifica la protesta con l'occupazione dell'Accademia di Belle Arti che ha sede nel palazzo storico Santa Rosalia e l’occupazione di Architettura. Questo è il breve comunicato degli studenti dell’Accademia di Belle Arti: “Saluti di lotta dall'accademia occupata di Palermo a tutti gli studenti che lottano attivamente per dare la spallata a questo governo. Questa mattina abbiamo occupato a maggioranza ed è in corso la strutturazione di una didattica autogestita e l'apertura degli spazi dell'accademia alle soggettività esterne. Ci teniamo a precisare che all'accademia vi è il blocco totale delle lezioni. L'accademia da ora è una base di lotta 24 ore su 24. Seguiranno comunicati e documenti. Fate girare.”
Venerdi 03/12: Cortei, occupazioni, striscioni e cori: oggi gli studenti palermitani sono scesi nuovamente in piazza contro la riforma Gelmini, paralizzando ancora la città. Un sit-in nella centralissima piazza Politeama, decine di studenti distesi a terra all'incrocio tra via Emerico Amari e via Ruggero Settimo, un blitz a Ingegneria per bloccare la cerimonia del «Premio nazionale all'Innovazione» e un altro nel teatro Massimo. Un corteo formato da circa duemila ragazzi, poi, ha paralizzato il traffico per le vie del centro di Palermo, bloccando le auto in piazza Indipendenza e corso Vittorio Emanuele, davanti alla Cattedrale. Sentendo i cori degli studenti molti negozianti sono usciti battendo le mani e la gente si è affacciata ai balconi.
da Palermo a Torino centinaia di migliaia di studenti rispondono con la lotta alla propaganda del governo e dei suoi lacchè.
Quando Berlusconi dice che gli studenti sono a studiare e non vanno in piazza, forse si riferisce ad un' infima minoranza figlia dell'alta borghesia che è già predestinata per sua appartenenza di classe ad essere futura classe dirigente (sfruttatrice) non di certo a quelle centinaia di migliaia che sono figli dei lavoratori e del popolo, chi in sostanza sono escluse per censo dal "diritto allo studio". Questa riforma classista colpisce i figli del proletariato e della classe lavoratrice a cui si vorrebbe fare pagare quest'ultima crisi capitalistica.
Finalmente anche in Italia, dopo la Grecia, la Francia e la Gran Bretagna, gli studenti scendono in massa contro un sistema sociale che" produce" solo disoccupazione, miseria e guerre...
Come a Londra, anche a Roma si assaltano i palazzi del potere, i "santuari della democrazia"( borghese) così come li chiamano i vertici delle forze dell'ordine ed il ministro dell'interno Maroni.
La "democrazia" che fa gli interessi dei grandi banchieri e capitalisti a discapito dei diritti conquistati dopo decenni di lotta.
Di fronte questo scempio sociale e ad un governo formato da veline con a capo il grande puttaniere Berlusconi , assaltare il palazzo che consacra questo stato di cose presenti è il minimo che possiamo fare.
Come abbiamo gridato numerosi in questi giorni:
Cosa vogliamo? Vogliamo tutto! Questo sistema deve essere distrutto!
È necessario che gli studenti siano affiancati dai lavoratori per dare una spallata e fare cadere questo governo. È necessario lo sciopero generale subito!
Ribellarsi è giusto!
Red block
Palermo 03/12/2010

pc quotidiano 3 dicembre - 4 dic. Manifestazione a Paderno Dugnano (MI)

rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com

4 DICEMBRE 2010 MANIFESTAZIONE A PADERNO DUGNANO (MI)
DALLE 14.30 ALLE 16.30 PRESIDIO IN PIAZZA DELLA RESISTENZA
(vicino al Municipio)ore 15
“cosa è morto con i ragazzi della Thyssen”
lettura teatrale di Massimo de Vita del Teatro Officina (locandina allegata)
nel corso dell’iniziativa:
- sarà disponibile una mostra e un dossier sulla vicenda della Eureco
- intervento di Najat, rappresentante del comitato immigrati in lotta sulla torre di via Imbonati a Milano, (la metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto)
- intervento di operai e delegati Rls aderenti alla Rete che forniranno il quadro delle ulteriori iniziative in programma nelle altre città, tra cui quella conclusiva
del 10 dicembre a Torino per il processo Thyssen,
- conclusione alla fabbrica Eureco con uno striscione


30-11-2010 Comunicato stampa

PADERNO DUGNANO -QUASI COME LA THYSSEN !

La rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro nel quadro della settimana nazionale di mobilitazione dal 4 al 10 dicembre in tutta Italia ha indetto una manifestazione a Paderno Dugnano per il 4 dicembre.
L'esplosione e il ferimento grave di 7 operai, di cui due deceduti nelle scorse settimane e altri due sospesi tra la vita e la morte all’ospedale Niguarda, sono l'ultimo crimine sul fronte della sicurezza sul lavoro.
Una catena di lavoratori morti (più di 1000 dall’inizio dell’anno) che dimostra la necessità di una mobilitazione permanente contro un sistema incivile e barbaro che riduce a tragiche fatalità quello che noi chiamiamo gestione criminale della sicurezza sul lavoro.
Per questo dopo un mese dall'esplosione alla Eureco Holding, avvenuta alle ore 15 del 4 novembre 2010, non possiamo restare ad aspettare in silenzio che aumenti il tragico bilancio di lavoratori, senza manifestare la nostra rabbia e la necessità di costruire una campagna di massa attraverso lo strumento della rete nazionale per affermare il primato della vita operaia e non del profitto.
invitiamo tutte le realtà impegnate e sensibili ad aderire e partecipare.

pc quotidiano 3 dicembre - Ancora attaccato il Centro sociali di Banchi Nuovi a Napoli

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ribadisce la sua solidarietà ai compagni di Banchi Nuovi.

E' chiaro, dopo questo secondo attacco e dopo questa rivendicazione, che siamo di fronte al tentativo di cancellare l´esperienza storica dei disoccupati organizzati di orientamento classista e che ciò risponde alle esigenze di Stato e padroni e si inserisce come anello dello Stato di guerra contro i movimenti dichiarato dal governo e realizzato dalle istituzioni e apparati repressivi locali per Napoli

Di qui la necessità di una massiccia ondata di comunicati locali e nazionali da inviare ai compagni di Napoli, che preceda e prepari una assemblea nazionale che proponiamo per il 15 gennaio, per decidere il proseguimento del percorso di lotta per il lavoro e il salario garantito.

Disoccupati organizzati Taranto

Slai cobas per il sindacato di classe coordinamento nazionale

1 dicembre 2010


Comunicato da Banchi Nuovi

Ancora un altro attacco squadristico al Centro sociale Banchi Nuovi

Dopo il vile attacco squadristico del 26 novembre anche stanotte estranei sono entrati nel Centro sociale Banchi Nuovi distruggendo tutto anche nelle stanze occupate dai disoccupati del Movimento di lotta Pontenuovo. Le uniche stanze risparmiate dagli atti di vandalismo sono state quelle protette dalle porte in ferro difficili da forzare.

Questa volta gli autori dell’aggressione hanno lanciato un chiaro monito “Andate via questa struttura è nostra”.

A prescindere da chi sta dietro a questo ennesimo episodio contro il centro sociale Banchi Nuovi, ci sembra sempre più chiaro che si tratta di un attacco all’azione politica autonoma e radicale portata avanti dai disoccupati organizzati di questa città e ad uno spazio occupato che è diventato in questi anni, un punto di riferimento per il quartiere, un centro di iniziative legate alle varie lotte che hanno percorso la metropoli napoletana.
Riteniamo necessario dare una risposta da parte di tutte le realtà, dai disoccupati agli studenti, dagli attivisti per l’ambiente ai compagni tutti, per lanciare un messaggio chiaro: difenderemo da chiunque gli spazi occupati, non faremo un passo indietro, tanto nell’ambito della nostra specifica vertenza per ottenere lavoro e salario garantito quanto nella difesa delle condizioni di vita e di lavoro di tutti gli altri proletari.

Chi pensa di intimidire la nostra lotta farà i conti con la nostra determinazione. Difenderemo il nostro centro con i denti.

Invitiamo tutti i disoccupati ed i compagni all’assemblea che si terrà domani, giovedì 2 dicembre, presso il centro sociale Banchi Nuovi alle ore 17,00.

Movimento dei disoccupati organizzati Banchi Nuovi

pc quotidiano 3 dicembre -contro le morti e le stragi da lavoro e sul lavoro

4-10 dicembre settimana di mobilitazione della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
iniziative a
paderno dugnano
taranto
ravenna
palermo
torino

contro i padroni assassini
contro il governo che li sostiene

pc quotidiano 3 dicembre - dal presidio imbonati la lotta continua

I nostri fratelli immigrati sulla Torre di via Imbonati sono scesi. La loro lotta ha vinto moralmente e politicamente. E' stata in continuità, in condizioni molto più difficile, della lotta degli immigrati sulla gru di Brescia.
Ha mantenuto aperto il fronte intransigente contro il governo razzista. Ma ha anche dovuto lottare quasi ogni giorno, nelle ultime due settimane, contro i nemici interni alla lotta, contro la linea che li voleva giù subito, come volevano i partiti riformisti, i sindacati amici, ma una linea che certo non poteva dire di aver dietro gli immigrati in lotta.
I nemici interni hanno contribuito all'isolamento e al risultato della lotta.


La lotta continua contro le espulsioni; la lotta continua con il presidio permanente e creando nuovi punti di lotta; la lotta continua portando gli immigrati in lotta e le loro ragioni nel movimento degli studenti impetuoso che lotta contro gli stessi nemici dei proletari immigrati. La lotta continua nelle fila operaie perchè in queste fila deve diventare ancora più chiaro che senza unità di classe con i proletari immigrati non si può vincere.

proletari comunisti

pc quotidiano 3 dicembre - napoli...La vostra violenza… la nostra determinazione!

La vostra violenza… la nostra determinazione!
Venerdì 03 Dicembre 2010 10:50 cau .Autunno 2010: in tutta Italia studenti universitari e medi scendono in piazza per bloccare l’approvazione del ddl 1905. Rispetto al 2008, quando la legge 133 apriva la stagione di lotte per difendere il diritto allo studio, il movimento è più maturo, siamo più maturi.

E chi è dall’altra parte se n’è accorto: la discussione viene più e più volte rimandata, continui litigi in Parlamento, politicanti vari fanno a gara a timbrare il cartellino di “amici degli studenti”, i professori vengono ascoltati, ma sappiamo che la lotta è nostra e no n si ferma al blocco della Riforma, le forze dell’ordine caricano, cercano di disperdere, ma raccolgono solo più rabbia e determinazione.

A Napoli, in una settimana, le scuole, le facoltà sono state occupate (l’Orientale, Lettere e Architettura della Federico II), siamo scesi in piazza sotto la pioggia tutti i giorni, per bloccare la stazione, le strade, per sanzionare il CEPU, il Mattino, la Provincia, il Comune, Confindustria.

Ieri siamo andati al San Carlo, abbiamo legato la nostra lotta a quella più generale dei tagli alla cultura, abbiamo cominciato un’assemblea con i lavoratori e gli artisti che preparavano la prima della Tosca. Ma forse era un po’ troppo e Polizia e Carabinieri, entrati da un ingresso secondario, hanno caricato più volte gli studenti in assemblea. Ma non hanno ottenuto nulla, hanno raccolto solo più determinazione e consapevolezza dei nostri mezzi; hanno mostrato l’intolleranza di chi non ascolta e risponde cercando di distruggere ciò che si prova a costruire: l’unità delle lotte.

Non siamo scappati, siamo rimasti insieme, anche sotto la Questura, per aspettare i due studenti fermati e subito rilasciati e poi siamo tornati all’Università, ancora in tanti. Abbiamo deciso di continuare, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che non ci avevano spaventati e costretto a fare un passo indietro; che hanno provato a farci indietreggiare ma non ci sono riusciti. Ora siamo ancora più consapevoli dei nostri mezzi e consapevoli che facciamo paura, che quella minoranza che decide sta cominciando a fare i conti con quella maggioranza che lotta.

pc quotidiano 3 dicembre - Fincantieri Palermo: continuano i processi per i morti e gli ammalati di amianto

Fincantieri, operai si ammalano dopo esposizione all'amianto senza precauzioni

ieri, 02 dicembre 2010 21:09

Non avevano mascherine, non erano tutelati in alcun modo ed erano a contatto con l'amianto ogni giorno. Così due operai di una ditta dell'indotto di Fincantieri di Palermo hanno descritto al giudice monocratico Monica Sammartino le loro condizioni di lavoro. Entrambi, ora, si sono ammalati di due gravissime forme tumorali, legate, secondo la procura, proprio all'esposizione alla pericolosa sostanza. Il processo, che vede imputati 10 tra legali rappresentanti di Fincantieri e ditte dell'indotto, è il quinto celebrato a Palermo sulle morti da amianto: uno si è già concluso con pesanti condanne. Gli accusati rispondono di lesioni e omicidio colposo plurimo. Davanti al giudice hanno deposto oggi anche due specialisti, uno dell'Inail, l'altro della Asl, che hanno curato la pratica per il riconoscimento dell'invalidità da esposizione all'amianto di alcuni dipendenti. Il processo è stato rinviato al 3 febbraio. Molti dei reati di lesioni contestati agli imputati sono a rischio prescrizione.

© Riproduzione riservata

Fonte: ansa

pc quotidiano 3 dicembre - India: tre settimane di sciopero generale

in attesa di traduzione

jueves 2 de diciembre de 2010

Maoístas convocan tres semanas de bandh (huelga) en Chhattisgarh


1 de diciembre de 2010

El Partido Comunista de India (Maoísta) ha realizado una convocatoria de bandh (paro general) para un período de tres semanas de duración en Bastar, en Chhattisgarh. La bandh se iniciará a partir del 2 de diciembre y se ha pedido a las personas que se abastezcan de productos básicos y se abstengan de viajar fuera de sus pueblos.

Mientras tanto, los pósters maoístas han aparecido en muchas aldeas remotas de Dantewada y Bijapur en el sur de Bastar sobre convocatoria de la bandh a partir del 2 de diciembre firmados por el PLGA ( Ejército Gerrillero de Liberación Popular) que es el brazo armado de los maoístas.

En otras acciones hoy maoístas arrestaron a un líder local de TDP en Andhra Pradesh.

Un grupo de cinco maoístas quemaron un autobús de transporte del estado en la aldea de Tupakulagudem.

En Bengala Occidental maoístas ejecutaron a dos lideres reaccionario del PCI-Marxista. Los muertos son Bikas Mondal y Arun Mahato. Mahato desapareció el 25 de noviembre mientras hacía campaña en contra de las acciones de los maoístas en la región.

En otro incidente, maoístas incendiaron la casa de Harish Mahato, un líder local de de PCI-M en Jhargram en el mismo distrito el 30 de noviembre.

giovedì 2 dicembre 2010

pc quotidiano 2 dicembre - Dalla torre di Via Imbonati

Dalla Torre di via Imbonati

Dopo quasi un mese Abdel e Marcelo sono scesi dalla Torre. Una decisione “forzata” da alcuni eventi: in primis le condizioni fisiche, in particolare di Abdel, deterioratesi con l'arrivo del freddo intenso di questi giorni; e, poi, la “necessità” di fare il punto della situazione e decidere il proseguo delle iniziative.
Ma, come Abdel e Marcelo hanno scritto nel loro comunicato di oggi, questa discesa non è la fine della lotta, ma, a partire dalla determinazione di chi è salito a 40 metri d'altezza, unite alla solidarietà che si è sviluppata in queste settimane, al fatto che il presidio sotto la Torre ha dato coraggio ad uscire e venire allo scoperto a molti immigrati, in maggioranza magrebini ed egiziani, ma non solo, che hanno gridato la loro ribellione contro la barbarie di questo governo.
Certo non sono state facili queste settimane perchè oltre all'ossessiva, arrogante, provocatoria presenza delle forze del disordine, il presidio è stato attraversato da falsi amici parolai “solidali”, i quali nei momenti in cui era davanti gli occhi di tutti la brutalità di questo governo, di questo Stato scagliato contro la civiltà delle richieste degli immigrati, hanno sbandierato parole quali “la nostra lotta deve essere pacifica” oppure come hanno fatto anche una piccola parte del comitato immigrati legati a Cgil e cisl, ma anche a rifondazione, che hanno portato via amplificazione e cucina da campo, mostrando il loro vero volto nel tentativo di dividere tra immigrati buoni e “pacifici” e immigrati “cattivi”. Ma tutto questo è stato respinto a partire da chi era salito sulla torre e ha messo in gioco, nel senso letterale del termine, la propria stessa vita, non per interessi personali, ma per interessi di tutti gli oppressi.
Oggi la situazione è questa: Abdel era stato male in mattinata e dopo estenuanti trattative era stato visitato da un medico poliziotto, che aveva constatato una grave forma di blocco renale. Se da un lato era necessario una immediata discesa di Abdel e il suo ricovero in ospedale, dall'altro ciò non era praticabile per il rischio di dover subire lo stesso trattamento dei dieci immigrati di Brescia espulsi. Un tira e molla in cui Abdel, fino all'ultimo, era determinato a non scendere, a costo della propria vita. Dopo una “trattativa”, di cui non si conoscono i particolari, Abdel è sceso ed è stato ricoverato all'ospedale Niguarda, e da ultime notizie giunte al presidio, sta bene. Alle 18 circa è stata la volta di Marcelo di lasciare “l'appartamento”, giustamente occupato in questo mese di lotta, accolto con un lunghissimo applauso, slogan, affetto, di una sessantina di immigrati e compagni italiani. In tanti volevano abbracciarlo ma questo è stato possibile, in maniera fugace, solo per la sua compagna. Poi, scortato da un esagerato dispiegamento di mezzi e uomini, due blindati-4/5 macchine digos e un'ambulanza, è stato portato anche lui al Niguarda.
Le prime decisioni ed iniziative sono: 1) il presidio non smobilita, almeno sino a giovedì della prossima settimana; 2) per sabato mattina dovrebbe esserci una manifestazione, a cui hanno aderito gli studenti, di cui nelle prossime ore uscirà comunicato; 3) la presenza di una rappresentante del Comitato Immigrati al presidio di sabato 4 dicembre a Paderno Dugnano, promossa dalla Rete Nazionale per la Sicurezza sui Posti di Lavoro, ad un mese dallo scoppio alla ureco; 4) il 7 dicembre presenza in Piazza della Scala, all'interno delle mobilitazioni di contestazione, che ogni anno sin dal lontano 1968, vedono lavoratori, studenti, associazioni, gridare il loro disprezzo alla ricca borghesia che va a teatro, mentre i lavoratori perdono il lavoro, ai giovani studenti, precari, viene rubato il futuro.
Ma riteniamo sia necessario che tutti quelli che in questi giorni sono stati solidali con gli immigrati, coerentemente, costruiscano piccole iniziative per allargare e costruire, come espresso dagli immigrati in lotta, quell'unità tra lavoratori-studenti-precari italiani e lavoratori-studenti- precari immigrati, per sconfiggere le politiche razziste di questo governo. Per questo riteniamo positiva l'iniziativa promossa dal c.o.a Transiti, in via Padova, contro le politiche repressive e razziste del governo e della giunta Moratti.
Nei prossimi giorni, come circolo, volantinaggi informativi in via Padova e luoghi di lavoro

proletari comunisti Milano
prolcom.mi@tiscali.it

pc quotidiano 2 dicembre - caricati dalla polizia gli studenti in protesta al teatro San Carlo

Comunicato del Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli

È in corso in questo momento un presidio sotto la questura per chiedere l’immediato rilascio degli studenti fermati dalla polizia che, in assetto anti-sommossa, ha vigliaccamente caricato gli studenti che erano entrati al Teatro San Carlo per protestare contro i tagli alla cultura.Gli studenti, come da giorni, erano in strada per manifestare il loro NO alla Riforma Gelmini.

Dopo aver sanzionato Agenzia delle Entrate e Comune, si erano diretti verso il Teatro San Carlo. Lì, incassata la solidarietà dei lavoratori (gli attori avevano addirittura fermato le prove per discutere assieme dei tagli alla cultura e all'università), la celere ha fatto irruzione nel teatro.
Sono partite cariche a ripetizione molto violente. Gli studenti non avevano alcuno strumento offensivo, sono stati caricati a freddo.

Questa l'immagine simbolo della situazione nel nostro paese: un luogo di cultura che andrebbe aperto a tutti, viene violato con la forza del manganello per reprimere l’unione delle lotte di studenti e lavoratori per la cultura e i diritti.

VERGOGNA!

Adesso stiamo cercando di capire se qualcuno degli studenti colpiti è stato fermato...
Il futuro non e' scritto!
I vostri profitti, i vostri manganelli, contro i nostri diritti!

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Dicembre 2010 20:06 )

http://www.caunapoli.org/


pc quotidiano 2 dicembre - Milano: Comunicato dalla Torre di via Imbonati

2 dicembre 2010 riceviamo e inoltriamo

Il 6 novembre siamo saliti sulla Torre ex-Carlo Erba di via Imbonati, affiancando la lotta di Brescia contro la sanatoria-truffa, per dire basta alla clandestinità, per un permesso di soggiorno per tutti.
Abbiamo cioè deciso di rafforzare un percorso che va nella direzione dei pieni diritti per tutti, ben sapendo che la strada è certamente lunga e piena di ostacoli; il primo di questo è il governo che, mostrandosi sordo alle esigenze basilari di centinaia di migliaia di lavoratori immigrati (ma non solo) li condanna ad una condizione di clandestinità a vita a quindi ad uno sfruttamento che rasenta la schiavitù.
Così lo stato manifesta chiaramente di rappresentare unicamente gli interessi della classe padronale che, proprio grazie alle leggi razziste (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, pacchetti sicurezza vari, sanatoria truffa, ecc) può infatti disporre di immensa manodopera ricattabile e a basso costo.

Il nostro tentativo ha comunque ottenuto qualche piccolo ma significativo risultato:
1) E' stata posta all'attenzione di tutti, a livello nazionale, il fatto che esiste una sacca di lavoratori cui vengono negati diritti fondamentali e che siamo di fronte ad una vera e propria truffa legalizzata ai danni degli immigrati
2) Si é aperto qualche piccolo spiraglio a livello locale per giungere ad una soluzione concreta per gli immigrati truffati a partire da quelli che hanno deciso di alzare la testa
3) Si sono realizzate forme di unità d’azione con gli studenti in lotta contro la riforma Gelmini e tramite la manifestazione del 20 novembre abbiamo potuto raccogliere la simpatia degli abitanti del quartiere facendoci capire che non siamo soli in questa battaglia
4) Iniziando a percorrere la strada dell'autorganizzazione dal basso, in maniera indipendente da ogni forza istituzionale, pensiamo di aver aperto la strada ad una lotta lunga e duratura

Di questi risultati, per quanto parziali, ci riteniamo soddisfatti e dopo un mese di permanenza quassù decidiamo di scendere e ricongiungerci ai compagni del presidio permanente.
La nostra non è una resa ma una scelta ben precisa che ha come obiettivo quello di rilanciare il percorso appena iniziato, consapevoli che, in un mese di mobilitazione, nulla è ancora stato concretamente risolto

Siamo quindi disposti a scendere dalla Torre, ma a condizione che vengano garantite incolumità e libertà dei compagni saliti sulla torre (e più in generale di tutti coloro che hanno preso parte alla lotta) rimandando agli incontri avuti con prefettura e questura per giungere ad una soluzione positiva dei casi denunciati

Denunciamo infatti quello che è accaduto a Brescia, dove un'operazione di rappresaglia ha condotto alla deportazione dieci nostri compagni di lotta, (particolarmente significativo il caso di Mimmo, compagno bresciano prelevato a Milano durante un presidio al consolato egiziano, trasferito nel CIE di via Corelli e, dopo due giorni di isolamento deportato in Egitto) così come riteniamo inaccettabili le minacce di denuncia verso il medico che ha dimesso dall'ospedale il nostro compagno sceso dalla torre nei giorni precedenti.

Facciamo appello a tutti coloro che, a livello collettivo o a titolo individuale, hanno scelto di schierarsi con questo atto di protesta, ad essere presenti oggi pomeriggio alle 18 e proseguire sulla strada intrapresa, ad estendere le iniziative, sia a livello locale che nazionale, per ottenere la revisione di tutte le pratiche bloccate o respinte con la sanatoria-truffa e quindi l'apertura di una sanatoria vera e generalizzata che vada al di là delle colf e delle badanti

pc quotidiano 2 dicembre - Prima vittorira della mobilitazione studentesca

le grandi manifstazioni di piazza del movimento degli studenti ha ottenuto un primo successo, la pressione si è fatta sentire sui capigruppo che non hanno dato corso alle richieste della Gelmini.

non è bastata dunque la sua ultima minaccia disperata di blocco dei concorsi e dei fondi, la discussione al senato è stata spostata a dopo il 14 dicembre giorno della fiducia al govenro


Università, slitta il voto al Senato: riforma in Aula dopo la fiducia

ultimo aggiornamento: 02 dicembre, ore 13:24

Roma, 2 dic. - (Adnkronos/Ign) - La riforma dell'università approvata dalla Camera sara' esaminata dal Senato solo dopo il voto di fiducia al governo previsto per il 14 dicembre. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama.

Il Pdl, spiega il capogruppo Maurizio Gasparri, aveva proposto "una discussione immediata gia' la prossima settimana, ma abbiamo preso atto che il presidente del Senato Renato Schifani, ascoltati i pareri degli altri gruppi, ha proposto che sia la conferenza dei capigruppo del 14 dicembre a decidere, anche in ragione della precedenza che ha il ddl stabilita' che ha la sua importanza e del passaggio, su cui noi siamo ottimisti, della fiducia al governo".

Il Pd si e' opposto a che in commissione Istruzione si avviassero delle audizioni sul tema dell'universita'. Per Italia dei valori , dice Felice Belisario, "un governo in crisi politica e morale non poteva forzare la mano". Palazzo Madama, a questo punto, lavorera' fino al 7 per l'approvazione del ddl stabilita' (ma i senatori sono convocati fino all'8), quindi appuntamento al 13 per la discussione sulla fiducia al governo.

Il ministro Mariastella Gelmini però lancia l'allarme: "E' necessario approvare la riforma in tempi rapidi altrimenti si bloccheranno tutti i concorsi per ricercatori e docenti in atto" sottolinea intervenendo a Radio Anch'io.

La Gelmini punta il dito contro l'opposizione che "per motivi di pura propaganda politica, mette a rischio provvedimenti urgenti e indispensabili per l'universita' italiana. Senza l'approvazione rapida del ddl non si potranno bandire posti da ricercatore, non potranno essere garantiti gli scatti di stipendio, non saranno banditi nuovi concorsi''. ''Sono comunque fiduciosa: il 14 dicembre il governo Berlusconi incassera' la fiducia del Parlamento e il ddl diventera' legge entro l'anno".

Il rinvio dell'esame in Senato viene invece accolto positivamente dagli studenti. L'Unione degli universitari lo considera un successo: "Si tratta di una grande vittoria degli studenti e dei ricercatori, il risultato di un anno di mobilitazione che mese per mese ha alzato la sua voce''.

pc quotidiano 2 dicembre - Per non morire di lavoro: una settimana di mobilitazione

Riportiamo dal sito dell'ANFOS (Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro)

http://www.quotidianosicurezza.it/

Scritto il da Daria De Nesi

LA RETE PER LA SICUREZZA

ROMA – La Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro ha lanciato per i prossimi giorni una settimana di mobilitazione perché si moltiplichino iniziative di protesta per dire BASTA ALLE MORTI SUL LAVORO! e per chiedere con forza che sia tutelato il diritto alla sicurezza dei lavoratori.
La settimana di mobilitazione va dal 4 al 10 dicembre, una settimana dall’alto valore simbolico per i lavoratori:

  • il 4 dicembre cade un mese esatto dall’incidente di Paderno Dugnano, dove presso l’Eureco due operai sono morti a causa delle gravi ustioni riportate;
  • il 6 dicembre ricorre il terzo anniversario dell’incidente alla Thyssenkrupp di Torino, incidente che per dinamica e gravità ha assunto il ruolo di simbolo della battaglia dei lavoratori contro le morti sul lavoro;
  • il 10 dicembre è prevista l’udienza presso il Tribunale di Torino del processo Thyssenkrupp.

Intorno a queste tre date sono già fissati i momenti più importanti della mobilitazione.
Una manifestazione si svolgerà proprio a Paderno Dugnano in data 4 dicembre per chiedere che le famiglie abbiano giustizia e che le istituzioni intervengano drasticamente per arginare questo fenomeno anche apportando necessarie modifiche alle normative affinché siano sempre rispettate e migliorate le misure di sicurezza in particolare dei lavori fatti attraverso appalti e subappalti che rappresentano un pericolo di vita per gli operai due iniziative. Il 7 dicembre a Ravenna due iniziative: una alle 10,00 al Centro Informazioni per Immigrati del comune e una alle 11,00 presso il Centro per l’Impiego di Ravenna. Queste iniziative rilevando e sottolineando l’aumento di incidenti mortali tra la popolazione immigrata, si pongono l’obiettivo di costruire una campagna contro le morti degli immigrati sul lavoro.
Altro appuntamento di rilievo sarà la presenza della Rete all’udienza del Processo Thyssenkrupp il 10 dicembre.
Inoltre iniziative sono previste a Taranto, Palermo e Marghera.
Nel sito si può leggere il testo dell’appello della Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro

pc quotidiano 2 dicembre - al fianco di Joy e delle donne migranti

2 dicembre alle 12 udienza preliminare del processo contro Vittorio Addesso!

Ci sono voluti mesi – dopo l'incidente probatorio dell'8 giugno- perchè il giudice si esprimesse, prima di accogliere la denuncia di Joy per molestie sessuali subite all'interno del Cie di via Corelli a Milano da parte dell' ispettore-capo del Cie Vittorio Addesso e dare il via al processo e, poi, fissare, finalmente, l'udienza preliminare.

Pochi giorni dopo l'incidente probatorio Joy ha ottenuto l'art. 18.

Tante piccole vittorie, ma significative ed importanti per Joy, per le immigrate. Piccoli passi avanti, in questa battaglia, frutto della lotta di Joy e delle altre migranti che si sono ribellate e di una campagna articolata e prolungata promossa dalle femministe, da realtà antirazziste, antifasciste che hanno permesso di far conoscere da vicino il coraggio e la determinazione di Joy, e la condizione disumana nella realtà “all'interno” dell'inferno Cie che per le donne vuol dire anche molestie ed abusi sessuali.

Ora occorre moltiplicare LA SOLIDARIETA’ PER JOY, UNITE PERCHE’ CHI ABUSA DI NOI DONNE PAGHI

Il 2 dicembre saremo davanti al Tribunale di Milano per continuare questa emblematica battaglia, per portare solidarietà e sostegno a Joy perchè sappiamo bene che già per le donne italiane è difficile fare una denuncia per molestie, per stupro, quanta riprovazione, isolamento sociale ricevono a meno che gli stupratori non siano immigrati: immaginiamo cosa possa significare per Joy sostenere una denuncia per tentato stupro di un ispettore, subito all'interno di un Cie.

Contro moderno fascismo razzismo sessismo!

movimento femminista proletario rivoluzionario Milano

pc quotidiano 2 dicembre - Un altro immigrato morto sul lavoro a Ravenna. 7 dicembre mobilitazione della Rete per la sicurezza

Un'altro infortunio mortale al porto. La vittima un senegalese 51enne schiacciato da sacchi di una tonnellata

La Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna organizza un presidio il 7 dicembre davanti al centro immigrati e al centro per l'impiego

mercoledì 01 dicembre 2010

Nel primo pomeriggio un grave incidente sul lavoro si è verificato in un capannone di Marina Romea, zona porto, dove alcuni operai stavano movimentando grandi sacchi contenenti circa una tonnellata ognuno di una sostanza fertilizzante dalla consistenza sabbiosa.
Uno degli operai, D.G., classe 1959, originario del Senegal e da tempo residente nel Ravennate, era proprio intento a coadiuvare un collega alla guida di un muletto che doveva spostare tali grandi sacchi, predisponendoli per essere agganciati e movimentati.
Purtroppo, per cause ancora in corso di accertamento, alcuni dei sacchi impilati sono crollati addosso al malcapitato, causandogli gravi lesioni per le quali è deceduto immediatamente. Fortunatamente illesi gli altri operai e l'operatore del muletto, in quell'istante lontano qualche metro.
Sul posto i Carabinieri di Ravenna e la medicina del Lavoro per il primo sopralluogo e per accertare le cause della disgrazia e i vigili del fuoco.

comunicato Rete sicurezza sul lavoro in diffusione tra i lavoratori in questi giorni:

Ai lavoratori immigrati, a tutti i lavoratori

Gli infortuni, le morti sul lavoro sono in aumento tra i lavoratori immigrati. Le statistiche ufficiali già rivelano questo dato ma molti di più sono gli infortuni che non vengono denunciati perchè i lavoratori sono assunti in nero, oppure a giornata o a chiamata, ricattati dal legame lavoro/permesso di soggiorno, supersfruttati con paghe da fame.
La metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto.
A Ravenna ieri è morto al Porto un operaio immigrato, Diop Gougnao e proprio una settimana fa è morto in un cantiere Doka Besnik.
Come Rete abbiamo pure appoggiato la vertenza dei lavoratori immigrati dell’Akron-Hera/coop Omega di Imola che ha mandato gli immigrati a lavorare senza alcuna protezione tra i rifiuti speciali con salari da fame.
Queste sono solo alcune vicende recenti che nella provincia riguardano le condizioni di lavoro degli immigrati.
Più sfruttamento per i lavoratori, più infortuni e morti sul lavoro, più profitti per i padroni.

E’ ORA DI DIRE BASTA AL MODERNO SCHIAVISMO E ALLA MORTE SUL LAVORO DEI LAVORATORI IMMIGRATI!

La Rete per la sicurezza sul lavoro ha lanciato una campagna nazionale di mobilitazione contro le morti sul lavoro nella settimana dal 4 al 10 dicembre.

Il 7 dicembre a Ravenna iniziative

Ore 10 al Centro Informazioni per Immigrati del Comune (Via Alberoni, 16) e

ore 11 al Centro per l’impiego (Via Teodorico, 21)

Costruiamo una campagna contro le morti degli immigrati sul lavoro

Rete per la sicurezza sul lavoro-Ravenna
tel. 339/8911853 begin_of_the_skype_highlighting 339/8911853 end_of_the_skype_highlighting e mail: cobasravenna@libero.it

e mail nazionale: bastamortesullavoro@domeus.it
visita il blog: bastamortesullavoro.blogspot.com

settimana nazionale di mobilitazione 4-10 dicembre

dall'Appello della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

Le morti sul lavoro stanno crescendo, nonostante padroni, governo e i loro mass media dicano il contrario.
Dopo una settimana di agonia è morto uno dei 7 operai del rogo di Paderno Dugnano, bruciato come gli operai della Thyssenkrupp.
Questa morte si aggiunge alla strage infinita di lavoratori che, ad oggi, ha fatto più di 1000 morti dall'inizio dell'anno, da Capua e Napoli divenuta nuova capitali delle morti sul lavoro, al nord est, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Trentino alla Puglia, soffocati nelle cisterne, caduti e schiacciati nelle fabbriche e nei cantieri, folgorati, travolti sulle rotaie..
Il 27% delle vittime sono operai edili, meridionali e immigrati soprattutto, impiegati nei subappalti nei cantieri del nord, e poi ci sono le morti che non rientrano nelle statistiche che avvengono sulle strade mentre i lavoratori vanno o tornano dai turni massacranti di lavoro.
L'intensificazione dello sfruttamento della "moderna" catena di montaggio, con in testa la Fiat, fa aumentare il rischio per la vita e la salute degli operai e aumentano le malattie professionali in tutte le fabbriche anche quelle non toccate dalla morte.Gli operai immigrati, i precari, non sono liberi di scegliere se accettare o meno il ricatto del padrone: le sue regole sono le catene per i moderni schiavi del profitto per cui anche la sicurezza sul lavoro non dev'essere un diritto. Ma troppe sono anche le morti anche per il non lavoro, il lavoro negato per i licenziamenti, com'è successo a Taranto e a Bologna, oppure per il futuro negato a tanti giovani con contratti precari, come a Palermo.
Il governo mette in campo tutta la sua politica e il suo odio di classe contro i lavoratori con il collegato lavoro, apripista per la cancellazione dello Statuto dei lavoratori, con il taglio ulteriore ai controlli ispettivi di apparati di vigilanza, controllo e prevenzione che devono "collaborare" con le aziende, con lo smantellamento pezzo-pezzo del Testo Unico sulla sicurezza, con la depenalizzazione e la riduzione delle sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro, con la cancellazione del registro degli infortuni.
Con la Finanziaria è stato soppresso un istituto come l' ISPESL, unico ente di ricerca nel settore della prevenzione della sicurezza del lavoro e ci ha voluto umiliare col vergognoso spot sulla sicurezza che scarica la responsabilità unicamente sui lavoratori.
La Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro è stata finora la più attiva realtà in grado di condurre questa guerra di classe come battaglia unitaria e nazionale con le lotte manifestazioni nazionali, è in ogni luogo in cui è stato possibile arrivare unendo operai, delegati rls, familiari, tecnici, medici, associazioni e ogni energia disponibile.
Serve lo sciopero generale nazionale e una manifestazione una nuova manifestazione nazionale di lotta e di combattimento nel senso letterale della parola, a partire da una settimana di mobilitazione nazionale che abbiamo lanciato dal 4 al 10dicembre da realizzarsi a livello territoriale e nei luoghi di lavoro
Manifestazioni e iniziative sono già programmate in tutta Italia tra cui a Ravenna il 7 dicembre
invitiamo ad aderire e partecipare

Rete nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro
bastamortesullavoro@gmail.com

mercoledì 1 dicembre 2010

pc quotidiano 2 dicembre - all'Eurecocome alla Thyssen: giustizia per Sergio Scapolani e Harun Zeqiri

rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro bastamortesullavoro@gmail.com http://bastamortesullavoro.blogspot.com/
4 DICEMBRE 2010 MANIFESTAZIONE A PADERNO DUGNANO (MI)
DALLE 14.30 ALLE 16.30 PRESIDIO IN PIAZZA DELLA RESISTENZA
(vicino al Municipio)
ore 15
“cosa è morto con i ragazzi della Thyssen”
lettura teatrale di Massimo de Vita del Teatro Officina (locandina allegata)

nel corso dell’iniziativa:
- sarà disponibile una mostra e un dossier sulla vicenda della Eureco
- intervento di Najat, rappresentante del comitato immigrati in lotta sulla torre di via Imbonati a Milano, (la metà delle morti sul lavoro di lavoratori immigrati si concentra in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto)
- intervento di operai e delegati Rls aderenti alla Rete che forniranno il quadro delle ulteriori iniziative in programma nelle altre città, tra cui quella conclusiva
del 10 dicembre a Torino per il processo Thyssen,
- conclusione alla fabbrica Eureco con uno striscione


30-11-2010 Comunicato stampa

PADERNO DUGNANO -QUASI COME LA THYSSEN !

La rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro nel quadro della settimana nazionale di mobilitazione dal 4 al 10 dicembre in tutta Italia ha indetto una manifestazione a Paderno Dugnano per il 4 dicembre.
L'esplosione e il ferimento grave di 7 operai, di cui due deceduti nelle scorse settimane e altri due sospesi tra la vita e la morte all’ospedale Niguarda, sono l'ultimo crimine sul fronte della sicurezza sul lavoro.
Una catena di lavoratori morti (più di 1000 dall’inizio dell’anno) che dimostra la necessità di una mobilitazione permanente contro un sistema incivile e barbaro che riduce a tragiche fatalità quello che noi chiamiamo gestione criminale della sicurezza sul lavoro.
Per questo dopo un mese dall'esplosione alla Eureco Holding, avvenuta alle ore 15 del 4 novembre 2010, non possiamo restare ad aspettare in silenzio che aumenti il tragico bilancio di lavoratori, senza manifestare la nostra rabbia e la necessità di costruire una campagna di massa attraverso lo strumento della rete nazionale per affermare il primato della vita operaia e non del profitto.
invitiamo tutte le realtà impegnate e sensibili ad aderire e partecipare.
Per contatti retesicurezzamilano@gmail.com 335 5244902

pc quotidiano 1 dicembre - I COMUNISTI MAOISTI NELL'ARENA DELLE LOTTE

La situazione internazionale è in rapida evoluzione, da un lato si rinnova e approfondisce la crisi economica con nuovi paesi soprattutto nell'Europa imperialista che vengono trascinati nel suo vortice, dall'altro si estendono le lotte operaie e sociali che scuotono in forme più acute l'assetto politico degli Stati. In particolare, però, assistiamo a un grande sviluppo in termini impetuosi delle lotte degli studenti che segnano una sorta di ingresso di una nuova generazione nell'arena politica e sociale dei paesi imperialisti.
In Inghilterra è da tempo immemorabile che non si assisteva ad una tale ondata di lotte. E anche in questi giorni in Italia l'esplosione del movimento sembra senza precedenti rispetto agli ultimi anni.
L'unità tra le lotte studentesche e operaie ha sempre svolto nella lotta di classe nei paesi imperialisti un ruolo decisivo nella trasformazione del movimento, e oggi più che mai lo può svolgere.

Questo pone ai comunisti rivoluzionari, marxisti leninisti maoisti in particolare, l'urgenza di partecipare, organizzare, assumersi le responsabilità di direzione rispetto a questa ondata di lotte.
Le lotte operaie e le lotte studentesche attuali, per quanto ampie e impetuose non sono ancora lotte rivoluzionarie, rispondono all'esigenza di non pagare la crisi dei padroni e di non accettare i tagli all'Università e alla scuola pubblica. Serve, quindi, che i comunisti diano ad essi indicazioni che permettano al movimento di avanzare, crescere, ottenere risultati concreti nei confronti dei governi, affinchè traggano dalla lotta fiducia e nuove leve di quadri proletari e giovanili emergano da queste lotte e crescano in coscienza e organizzazione.

In due punti in particolare questo percorso deve essere realizzato. Le nuove forme di lotta e le nuove forme di organizzazione.
Lo sciopero generale non può nè deve essere solo sindacale nè solo svilupparsi attraverso scioperi tradizionali e manifestazioni tradizionali. Ma deve bloccare effettivamente la produzione, paralizzare ilo paese, assediare i Palazzi del potere, respingere e resistere agli attacchi polizieschi.
In questo senso il movimento degli studenti svolge effettivamente un ruolo d'avanguardia a cui l'intero movimento proletario deve guardare per rompere abitudine, linee e metodi riformisti che hanno ingabbiato in questi anni il movimento proletario e reso impotente a fronte degli attacchi di padroni e governo.
A queste nuove forme di lotta corrispondono nuove forme di organizzazione. Non è importante il nome che esse assumono, che può essere diverso da paese a paese, da settore sociale a settore sociale, ma la sostanza, quella di unire i reparti in lotta, consentire la tenuta, l'autonomia dai sindacati ufficiali e dai partiti parlamentari, pur avendo una capacità di inglobare settori rilevanti della base che si riferisce ad essi.
I comunisti devono essere sostenitori e promotori attivi di queste nuove forme di lotta e di organizzazione. Questo dà loro la possibilità di avere l'acqua in cui nuotare come pesci per deviare il corso spontaneo delle lotte di massa in direzione della lotta politica rivoluzionaria per rovesciare i governi della borghesia. Questo può permettere ai comunisti autentici nei paesi imperialisti, tuttora racchiusi in piccoli partiti o in piccoli gruppi, di fare un salto di qualità quantitativo e qualitativo che alimenta la costruzione di partiti comunisti di tipo nuovo.
Questo serve anche non solo per un processo di conquista ma anche di selezione nelle fila del movimento comunista, rispetto a dogmatici, opportunisti eterni codisti e immobili propagandisti autoreferenziali.
L'unità quindi dei comunisti può essere solo nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse. Questo per noi significa partito comunista maoista.
Questo è il ruolo che coerentemente svolge in Italia Proletari comunisti. Non per sè, per la propria crescita, ma al servizio del movimento comunista, al servizio dei proletari, del popolo, al servizio della rivoluzione.

Proletari comunisti - PCm Italia
1 dicembre 2010

pc quotidiano 1 dicembre - Palermo: la protesta contro la riforma Gelmini continua

Protesta contro la riforma Gelmini

Gli studenti continuano l'occupazione

La decisone è stata presa nel corso di un'assemblea al Comune. L'occupazione di scuole e facoltà proseguirà fino al 14 dicembre

L'assemblea nella sala consiliare del Comune

Alcuni cortei spontanei di studenti delle scuole superiori stanno bloccando il traffico in viale Strasburgo e in via Croce Rossa a Palermo. La protesta degli studenti non si ferma nonostante il ddl sulla riforma dell'università predisposto dal ministro Maria Stella Gelmini sia stato approvato ieri dalla Camera. Diverse scuole di Palermo hanno deciso di scendere di nuovo in piazza e molte restano occupate.

Si è conclusa nella notte l'occupazione da parte degli studenti del Municipio di Palermo, iniziata ieri sera. I giovani, un centinaio in tutto, hanno lasciato l'aula consiliare di Palazzo delle Aquile. Gli studenti avevano deciso, in un primo momento, di passare la notte lì dopo avere fatto saltare la seduta del Consiglio comunale di ieri sera.

Proprio nel Municipio si è tenuta un'assemblea cui hanno partecipato studenti delle tre facoltà universitarie occupate, cioè Scienze politiche, Lettere e Scienze e anche rappresentanti di circa 40 scuole superiori. L'assemblea ha stabilito di continuare l'occupazione delle facoltà e delle scuole fino al 14 dicembre, data in cui la Camera voterà sulla mozione di sfiducia al governo.

La repubblica – Palermo (01 dicembre 2010)

pc quotidiano 1 dicembre - STUDENTI IN RIVOLTA CONTRO LA GELMINI: L'approvazione della legge alimenta la ribellione

Le grandi manifestazioni di ieri degli studenti di tutto il paese hanno dimostrato l’immensa volontà di continuare la protesta contro la legge gelmini e il governo berlusconi non lasciando fuori nessuno di coloro che appoggiano la riforma, dalla confindustria alla stampa, occupando i luoghi simbolo del potere politico ed economico, dai palazzi alle stazioni ferroviarie.

L’approvazione del decreto alla Camera dei deputati dimostra il totale disprezzo che questa “classe politica” al potere ha per le masse popolari giustamente in rivolta, in questo caso centinaia di migliaia di giovani che non si lasciano ingabbiare dalle chiacchiere del potere o della finta opposizione che nella sostanza è d’accordo con la riforma ma che pensa solo che ci vorrebbero più soldi per applicarla.

Ha dimostrato anche tutta l’inconsistenza di chi straparla di giovani e del loro futuro, come la cgil all’ultima manifestazione nazionale, ma poi non alza un dito per appoggiare il movimento. Né partiti né sindacati hanno fino a questo momento indetto uno sciopero di categoria né tanto meno uno sciopero generale oramai assolutamente indispensabile.

Il governo e tutti coloro che non vogliono opporsi seriamente hanno di fatto lanciato con l’approvazione della legge un’altra sfida a tutto il movimento degli studenti e dei giovani e meno giovani oramai precari universitari.

Questa riforma è fortemente voluta dalla Confindustria della Marcegaglia, dal sindacato dei padroni, lo stesso che prova ad eliminare, con il sostegno attivo del governo, i diritti dei lavoratori per schiavizzare modernamente gli operai.

Lo scontro adesso continua fino al ritiro del ddl Gelmini. Il passaggio al senato segnerà altri momenti importanti della lotta che si deve sviluppare in piena autonomia e durante la quale tutti sono chiamati a schierarsi.

I blocchi della polizia davanti al palazzo del potere a difesa di un gruppo di delinquenti al totale servizio dei padroni non hanno fermato gli studenti che hanno provato a rimuovere gli ostacoli.

Le cariche della polizia non possono più scoraggiare giovani che hanno afferrato la sostanza della posta in gioco: il loro futuro.


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riproduciamo il comunicato del 26

Grandiosa giornata di lotta del movimento degli studenti ieri, università, strade, monumenti, invase da una marea montante di giovani, che dice basta ed è ben determinata a lottare fino in fondo per il ritiro della riforma Gelmini e se possibile per le dimissioni del ministro e la caduta del governo.

Questo movimento gode del consenso delle masse popolari perchè la riforma taglia l'università, nega il diritto allo studio ai giovani di provenienza proletaria e popolare, mette sempre più l'università al servizio degli interessi dei padroni, ne umilia la funzione culturale e critica, la riforma Gelmini è la stessa che licenzia una marea di insegnanti precari e di lavoratori della scuola, mentre sposta fondi verso le scuole privati e clericali, la riforma Gelmini è un tassello della politica antipopolare del governo, della discarica della crisi sui proletari e le masse.

Il movimento degli studenti raccoglie e porta avanti il vento dell'ovest che viene dalle grandi lotte studentesche che attraversano tutti i paesi europei e gli stessi USA, che hanno avuto nei giorni scorsi come epicentro prima la Francia, poi la Gran Bretagna.

Il movimento degli studenti va più avanti delle lotte operaie e precarie che si sviluppano nel paese, rompe con processioni e forme puramente difensive di lotte, assedia i palazzi, si sviluppa in forme generali simultanee e con quotidianità crescente, non si intimorisce di fronte alla violenza poliziesca lanciata dal governo contro di esso e in questo assolve a una funzione di avanguardia verso l'insieme del movimento operaio e proletario e all'opposizione politica e sociale contro il governo Berlusconi, attuale comitato di affari della borghesia imperialista italiana, soggetto trainante del moderno fascismo come tendenza al regime, sostenuta in diverse forme da tutti i partiti parlamentari, dalla maggioranza dei sindacati confederali.

Per questo bisogna sostenere con forza e decisione il movimento degli studenti, difenderne anche l'autonomia dai partiti parlamentari e dai sindacati confederali, ma il miglior sostegno e quello di mobilitarsi verso le fabbriche, le lotte operaie, il movimento dei precari e disoccupati, non tanto e non solo per sostenere e partecipare alle manifestazioni, ma per seguirne l'esempio assediando i palazzi del potere e i luoghi simbolo delle città, bloccando strade e ferrovie, lavorando per uno sciopero generale nazionale che paralizzi il paese, imponga la caduta del governo Berlusconi e ponga una ipoteca contro ogni governo che non raccolga le esigenze delle masse in lotta.

proletari comunisti

26 novembre 2010

pc quotidiano 1 dicembre - processo thyssenkrupp: udienza del 30 novembre

PROCESSO THYSSENKRUPP: UDIENZA DEL 30 NOVEMBRE

L'udienza in programma oggi, che comincia alle ore 9:45, vede la nona parte della requisitoria del pm.

La trattazione odierna si sofferma sul reato di 'incendio', visto - come già gli altri in precedenza - sia dal punto di vista del reato in generale, sia da quello in relazione all'eccidio avvenuto la notte del 6 dicembre 2007: il tutto citando - lo fa il procuratore Raffaele Guariniello - decine di sentenze della Corte di Cassazione che sostengono le tesi accusatorie.

Momenti di grande commozione si hanno quando la sostituta Laura Longo descrive gli avvenimenti della notte della strage.

Per concludere, il pm tratta due temi che aleggiano sul processo: le responsabilità dei lavoratori e l'affidamento degli incarichi, da parte del datore di lavoro, ad un proprio sottoposto; in entrambi i casi, è bene ricordarlo, il datore di lavoro non è affatto esonerato dagli obblighi in materia di osservanza delle norme antinfortunistiche.

La prossima udienza avrà luogo venerdì 10 dicembre, con la trattazione degli ultimi temi di prova; le richieste di condanna saranno successivamente rese note martedì 14 dicembre.

Torino, 30 novembre 2010

Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino