sabato 9 febbraio 2019

pc 9 febbraio - ANCHE IL GARANTE DELLA PRIVACY DICE CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA ATTUA UN CONTROLLO ILLEGALE

Ma chi dovrebbe fare reale opposizione a questo provvedimento e al governo parla di "controllo" dell'attuazione del Reddito - Gli oppositori sono più indietro dei democratici istituzionali?

Reddito di cittadinanza, il Garante Privacy boccia: il monitoraggio delle spese, sito e banche date
...il reddito di cittadinanza, presenta “rilevanti criticità” dal punto di vista della privacy dei cittadini. Lo scrive Antonello Soro, il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, nella memoria che ha depositato presso la Commissione permanente XI (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato della Repubblica. Il Garante ha utilizzato questa modalità perché non è stato audito, come previsto invece dal GDPR, sul disegno di legge di conversione del decreto che introduce il reddito di cittadinanza.
Sono ben 5 gli aspetti della disciplina del reddito di cittadinanza bocciati, sostanzialmente, dal Garante Privacy.

    Il monitoraggio delle spese è un Grande Fratello
“Alle attività di monitoraggio centralizzato e sistematico degli acquisti effettuati tramite la carta – suscettibili di comportare l’acquisizione anche di dati particolarmente sensibili – si aggiungono, quindi, i controlli puntuali sulle scelte di consumo individuali, condotti dagli operatori dei centri per l’impiego e dei servizi comunali, in assenza di procedure ben definite e di criteri normativamente individuati”. Tutto questo per Soro non è altro che “una sorveglianza su larga scala, continua e capillare sugli utilizzatori della carta, determinando così un’intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati”.

Altro che “nessun rischio privacy sul sito governativo”, come sostiene il ministero del Lavoro. Anche il sito del reddito di cittadinanza, “rivela alcune carenze”, si legge ancora nella memoria del Garante, in particolare, “nell’informativa sul trattamento dei dati e nelle modalità tecniche della sua implementazione (che, ad oggi, comportano un’indebita e non trasparente trasmissione a terzi dei dati di navigazione, quali indirizzi IP e orario di connessione, da parte dei visitatori del medesimo sito”).

    Massivo flusso di dati tra molti database, senza adeguate misure di protezione
Per la verifica dei requisiti dei beneficiari, il decreto-legge prevede l’accesso agli archivi dell’Inps, ma non solo anche dell’Anagrafe tributaria, il PRA e delle altre amministrazioni pubbliche detentrici dei dati. Parallelamente, i comuni verificano i requisiti di residenza e di domicilio e ne comunicano i risultati alle due nascenti piattaforme digitali presso l’Anpal e il Ministero del lavoro. Secondo il Garante Privacy per tutto questo flusso di informazioni non sono state previste adeguate misure di sicurezza dei dati di milioni di cittadini che faranno domanda e quelli che beneficeranno del reddito di cittadinanza.

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