sabato 19 maggio 2018

pc 19 maggio - Compagni del circolo proletari comunisti oggi a Palermo per la Palestina





pc 19 maggio - Elezioni amministrative in Tunisia: stravince l’astensione con oltre il 66%


 da tunisieresistant


Abstention
Lo scorso 6 maggio si sono tenute le prime elezioni municipali della storia della Tunisia, dopo essere state rinviate per circa due anni per meri calcoli di equilibrio di potere tra i due principali partiti governativi: Nidaa Tounes definito partito “laico” dalla stampa (fascio-laicista) e Ennahdha definito “islamista moderato” dalla stessa stampa (in realtà fascio-islamista).
Elezioni a cui è stata data eccessiva importanza soprattutto da chi sostiene la storiella della Tunisia come unico paese uscito con successo dal ciclo di rivolte arabe del 2010/2011 entrando in una fase di cosiddetta “transizione democratica”. Questa fase politica sarebbe iniziata, dopo la caduta del regime di Ben Ali, con l’elezione dell’Assemblea Costituente, le elezioni politiche e adesso, ulteriore tappa di rafforzamento della neonata “democrazia”, con le elezioni municipali.
Il “fronte” eterogeneo che condivide questa impostazione mette insieme tutti i partiti politici istituzionali, oltre ai già citati partiti di governo, il resto dei partiti parlamentari da destra fino alla

pc 19 maggio - Napoli e Caserta: "Reddito e diritto per tutte e tutti”


Due giorni di mobilitazione, 18/19 maggio a Napoli e Caserta, per la mobilitazione “Nessuno escluso – Reddito e diritto per tutte e tutti” che prevede per Venerdì 18, a Napoli, con partenza alle ore 10 da Piazza Garibaldi, un Corteo e per Sabato 19 una Manifestazione a Caserta.
L’esigenza impellente di rilanciare la battaglia politica, sociale e culturale per il Reddito Garantito, per la pienezza dei diritti sociali per i disoccupati, gli immigrati ed i precari tutti è sempre più urgente.
E’, quindi, importante e politicamente rilevante, che proprio da Napoli e Caserta – due territori simbolo delle tante vertenze per il lavoro, il reddito, i diritti dei fratelli immigrati – si rimetta in moto un movimento di lotta generale, ampio ed articolato attorno a temi e questioni che interessano concretamente le condizioni di vita e di lavoro di ampi settori dei ceti popolari della società.
Unione Sindacale di Base 

pc 19 maggio - PARLANO GLI OPERAI DELL'INDOTTO ILVA, QUELLI COME ANGELO: operai di serie B, senza stipendi certi, precari, appalti al massimo ribasso e si taglia sulla sicurezza, nessuna manutenzione... E' PER QUESTO CHE SI MUORE E SI RISCHIA OGNI GIORNO



Noi dell'indotto saremo sempre lavoratori di serie B. Sia per le garanzie economiche sia per quelle di sicurezza, che spariscono sempre di più ogni anno che passa». Eppure il loro lavoro è fondamentale per tenere aperta la più grande acciaieria d'Europa, che cade a pezzi per carenza di manutenzione. 
Per la fabbrica fanno di tutto: dai lavori di manutenzione a quelli di pulizia, dalla ristorazione all'edilizia. E però nei tavoli delle trattative fra Ilva, la nuova acquirente Arcelor Mittal e i sindacati i

pc 19 maggio - ILVA TARANTO - la lotta per il lavoro, il salario, i diritti, la salute e la sicurezza in fabbrica vanno insieme

Appello odierno all'Ilva Taranto
Serve uno sciopero grande/prolungato

OPERAI

La morte di Angelo Fuggiano nell'appalto si sposa con la situazione generale di insicurezza e rischio infortunio e vita quotidiana in fabbrica.
Operai nell'indotto non pagati - sfruttati - e che devono anche morire...
Ora dobbiamo venire a capo della questione unendo la lotta su questo a quella contro il piano Mittal di esuberi – divisione dei lavoratori – taglio di salari e diritti

Siamo sempre stati convinti che la lotta deve cambiare passo e rovesciare i tavoli e non moltiplicarli. Questo i lavoratori se lo devono mettere in testa,
non è un problema di governo né nemico, né amico. I 5 stelle non sono amici e l'incontro da essi proposto per lunedì va disertato, come certo è che inutile continuare a sedersi ai tavoli con Calenda e Bellanova

I padroni non sono così forti come vogliono apparire. Mittal ha enorme bisogno di questo stabilimento nella guerra dell'acciaio mondiale quanto mai acuta, quindi se lottiamo sono gli operai che hanno il cortello dalla parte del manico

Il lavoro per tutti può e deve essere tutelato, la spirale di infortuni e morti può essere fermata, la fabbrica radicalmente bonificata e cambiata, i diritti acquisiti, che sono costati lotte e sangue operaio, salvaguardati, l'unità operai-masse dei quartieri popolari inquinati ricostruita a tutela della salute, lavoro e ambiente.

E' giusto ora fare un grande sciopero che blocchi la fabbrica e unisca la città alla fabbrica con un grande corteo.  Ci vuole unità e non divisione fomentata in fabbrica da aziendalisti e area liberi e pensanti. Ci vuole chiarezza e non confusione che fa il gioco di padroni e governi.

Serve autonomia operaia per  prendere la lotta nelle nostre mani e portarla fino in fondo, fino a risultati reali per operai e masse popolari della città

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto 
slaicobasta@gmail.com info 3475301704
via Rintone 22 Taranto
blog tarantocontro.blogspot,com

pc 19 maggio - Indicazione sui muri delle fabbriche per il prossimo possibile varo lunedì del nuovo governo


pc 19 luglio - Marx a Marsiglia

pc 19 maggio - 25 maggio Sciopero dei postini: al centro la battaglia contro aumento dei ritmi e morti sul lavoro


Poste italiane, ancora un morto! Dobbiamo fermarli: il 25 maggio sciopero nazionale! 
Nell’incidente in via Marina a Comacchio perde la vita il 26 enne portalettere Nicola Benetti di Formignana.
Vani i tentativi di rianimarlo. La tragica morte del giovane portalettere, assunto con un contratto a tempo determinato a Comacchio


Ancora un morto nel recapito. Fino a quando dovrà continuare questa strage?
Dobbiamo fermarli!
25 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE
Quando finirà questa strage? Ma soprattutto perché questi morti nel recapito? Paradossalmente ci sentiamo di condividere le affermazioni dei due sindacalisti citate nell’articolo; hanno ragione: “Il portalettere, svolge questo servizio di consegna con carichi di lavoro sempre maggiori, dovuti ad una costante riduzione del personale data dalla consegna della posta a giorni alterni per risparmiare sui costi di gestione, fattori che hanno posto un serissimo problema come la tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro”. C’è però una discordanza assoluta sul resto. Ai due andrebbe ricordato che i sindacati che

pc 19 maggio - Gli "invisibili" delle consegne a domicilio, quelli del "corri, produci, crepa": Milano, finisce sotto il tram: ragazzo di 28 anni perde un piede. Mercoledì 23 maggio presidio a Palazzo Marino. Sostenere - partecipare


Via Montegani, il giovane vivo per miracolo. Conducente aggredito
di GIULIA BONEZZI e NICOLA PALMA
Pubblicato il 18 maggio 2018
Milano, 18 maggio 2018 - Sotto il tram. Con i passanti che provano a fargli forza e a tenerlo sveglio, in attesa che il mezzo speciale dei vigili del fuoco lo tiri fuori. Una scena incredibile: si vede un ragazzo, un fattorino italiano di 28 anni della società che porta cibo a domicilio «Just Eat», che spunta con il busto dal fondo di un Sirietto della linea 3, incastrato con le gambe. Vivo per miracolo, il 28enne ha perso un piede, tranciato dal tram


MAG23
Presidio davanti a Palazzo Marino #nonaspetteremoilmorto

NON ASPETTEREMO IL MORTO, ANCORA UN INCIDENTE SUL LAVORO: UN FATTORINO PERDE UNA GAMBA.
Abbiamo appreso quanto è riportato da alcuni giornali, l'ennesimo infortunio sul lavoro oggi ha colpito drammaticamente un nostro collega fattorino di 28 anni, causandone la perdita di una gamba. Non entriamo nel merito della dinamica dell'incidente che non conosciamo. Ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore e a chi è rimasto vittima dell'infortunio. Conosciamo bene i pericoli della

pc 19 maggio - BELGIO - POLIZIOTTI ASSASSINI DI BAMBINI MIGRANTI - PROTESTE A BRUXELLES

(Da Infoaut)

Mons (Belgio): bimba migrante di due anni uccisa dalla polizia


Nella notte tra mercoledì e giovedì la polizia belga ha sparato contro un furgone carico di migranti sull’autostrada E42 Namur-Mons: durante la sparatoria è rimasta uccisa Mawda, una bimba curda di 2 anni, colpita in pieno volto da un proiettile della polizia.

La notizia si è diffusa solo nella mattinata di venerdì, a causa di una precisa opera di depistaggio da parte delle forze dell’ordine e del governo, che tuttora si dicono “dubbiosi” del fatto che siano stati i poliziotti ad uccidere la bimba. Il Ministro degli Interni, Jan Jambon, membro del partito di estrema destra NVA (Alleanza Neo-Fiamminga), solo poche ore fa ha rilasciato un’ipocrita dichiarazione su twitter secondo cui quello di ieri notte è stato un “evento tragico con conseguenze drammatiche che testimonia le tristi condizioni in cui si svolge il traffico di esseri umani”.

E’ evidente il tentativo di depoliticizzazione e creazione di false responsabilità da parte del governo

pc 19 maggio - UN'INTERVISTA AL PROF. DI MARCO SUL FILM "IL GIOVANE KARL MARX"

Intervista al filosofo Giuseppe Di Marco, tra i ragazzi dei collettivi e gruppi di
operai: «Film riuscito, mostra l’attualità del suo pensiero»

  • Corriere del Mezzogiorno (Campania) - di Mirella Armiero
«Il Giovane Marx? Un bel film. Fedele. I veri protagonisti, com’è giusto che sia, sono i lavoratori. Ho apprezzato molto le imponenti inquadrature delle enormi fabbriche. Oggi poi delle lotte di classe si parla sempre di meno».
Giuseppe Di Marco insegna Filosofia della storia alla Federico II e nel suo programma di esame non mancano mai gli scritti del pensatore tedesco di cui quest’anno cade il bicentenario della nascita. Di Marco non ha certo timore di dichiararsi marxista convinto, senza ripensamenti. Al cinema ci è andato con i ragazzi dei collettivi napoletani, commentando poi il film con loro e con alcune operaie di Palermo. In effetti la pellicola dell’haitiano Raoul Peck in alcuni ambienti è diventata un piccolo caso. Il Marx raccontato nel film è quello dell’incontro con Engels e della stesura del Manifesto, alla vigilia dei moti rivoluzionari in Europa.
Professore, è un film riuscito?
«È piaciuto sia a me sia ai gruppi che l’hanno visto con me. Una delle operaie di Palermo ha scritto sul suo blog: da vedere cento, mille volte, un grande uomo che si mette al servizio dei proletari

pc 19 maggio - MANIFESTO PALESTINA - DA AFFIGGERE E FAR CIRCOLARE

pc 19 maggio - MOBILITAZIONE PER LA PALESTINA - OGGI CORTEO A PALERMO

MAG19

Corteo in Solidarietà Al Popolo Palestinese - Israele stato assassino!

È INDISPENSABILE CONTINUARE A MOBILITARSI! 
CHI NON SI SCHIERA È COMPLICE!

Le realtà solidali al popolo palestinese hanno deciso di organizzare un corteo che sfilerà tra le vie del centro di Palermo.

venerdì 18 maggio 2018

pc 18 maggio - Dalla lotta antifascista di ieri l'esempio da seguire oggi e sempre: onore all'operaio, partigiano, comunista Dante di Nanni

"Trent'anni son passati, da quel giorno che i fascisti
Ci si son messi in cento ad ammazzarlo
E ancora non si sentono tranquilli, perché sanno che 
gira per la città, Dante di Nanni
gira per la città, Dante di Nanni".
Stormy Six

Brevissimo dialogo tra Di Nanni e Pesce, tratto da "Senza Tregua":
«Quando sarà finita con i fascisti e i tedeschi, saremo veramente liberi?»
«Saremo liberi di ricominciare a lottare per una vera libertà, che si ha quando ogni uomo ha e vale per quello che è.»
«Sarà difficile ma qualche volta penso che sarà ancora più difficile quando sarà finito. Vorrei vivere per vederlo.»
«È un grande partito il nostro» dice Ivaldi.
«Sì, ed è grande perché ci sono dei giovani come te."
«Il partito conta molto sui giovani, non è vero?» chiede Di Nanni.
«Molto» risponde Ivaldi.
«Anche per dopo?» mormora quasi tra sé Di Nanni.
«Certamente anche per dopo, quando la guerra sarà finita e ci vorrà tanta forza per rimettere tutto in piedi.»
«Sì, per oggi e per dopo.»

Il 18 maggio ricorre l’anniversario della morte di una figura storica dell’antifascismo italiano: quella di Dante Di Nanni, giovane militante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all’età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste.

"Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l'ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L'ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c'è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell'attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio.“
Giovanni Pesce
Nato a Torino il 27 marzo 1925, caduto nella stessa città il 18 maggio 1944, motorista, Medaglia

pc 18 maggio - Se nasce il governo fascio/populista Di Maio/Salvini è il governo peggiore di sempre!

Prepararsi a una mobilitazione straordinaria ed eccezionale

Salvini pone il Ministero degli Interni a lui o a un suo uomo, per lanciare la sua campagna razzista di espulsione dei migranti, ma anche di sgombero dei centri sociali, mano libera alla polizia per la repressione, armi in mano ai fascio leghisti in nome della 'legittima difesa', ecc.

E' evidente che ove si concretizzi una prospettiva del genere, già dalla prossima settimana bisogna scendere in piazza ovunque e mobilitarsi perchè questo governo non si insedi neanche, costi quel che costi, come fu con il governo Tambroni del luglio '60

proletari comunisti/PCm 
18 maggio 2018

pc 18 maggio - Dichiarazione Congiunta: GLORIA A IBRAHIM KAYPAKKAYA IN OCCASIONE DEL 45° ANNO DEL SUO ASSASSINIO!

fe2e7-ibrahimkaypakkaya Il rappresentante in Turchia del Movimento del proletariato internazionale, fondatore e teorico del TKP/ML, il leader İbrahim Kaypakkaya è stato assassinato 45 anni fa.

Il compagno İbrahim Kaypakkaya è stato assassinato a soli 24 anni, il 18 maggio 1973 dallo Stato fascista della Turchia, dopo intense torture. A 23 anni, Kaypakkaya fondò il Partito comunista della Turchia/Marxista-Leninista.

İbrahim Kaypakkaya, si è affermato come leader immutabile del pensiero comunista in Turchia, nonché della linea rivoluzionaria corretta.

Kaypakkaya è uno dei migliori allievi della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Ha considerato le sue idee e il TKP/ML da lui fondato un prodotto della GRCP. A livello globale, negli anni '60 e '70, l'emergere delle idee marxiste-leniniste hanno avuto molta influenza con l'ascesa del socialismo e

pc 18 maggio - Manifestazione a Parigi il 23 giugno per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah

pc 18 maggio - Canada - si prepara la grande mobilitazione contro il G7



L'appello del Partito Comunista Rivoluzionario

in via di traduzione
Les 8 et 9 juin prochains, les dirigeants de sept des plus grandes puissances impérialistes mondiales – les États-Unis, le Canada, la France, l’Allemagne, l’Italie, le Japon et le Royaume-Uni – se réuniront

pc 18 maggio - Di nuovo in marcia con un’idea chiara: NO TAV - Sabato 19 maggio.

Sabato 19 maggio. Di nuovo in marcia con un’idea chiara: NO TAV

Massimo appoggio - ma non si può tacere l'appoggio dato dalla componente Perino al Movimento 5 stelle e il contributo dato, piccolo, grande che sia a Torino come a livello nazionale all'infame governo fascio populista che sta nascendo e che, siatene certi, sarà TAV e sarà repressivo per il movimento, per riuscire là dove altri governi non sono riusciti.

proletari comunisti/PCm Italia
maggio 2018
*****

Sabato 19 maggio ci rimetteremo in marcia con una manifestazione da Rosta ad Avigliana, alle porte della Valle di Susa e al centro della tratta italiana dei progetti TAV Torino Lione
Non ci siamo mai fermati a dire il vero, da ormai 30 anni, contrastiamo quest’opera inutile, devastante e finora mai cominciata sul serio.
Ragioni supportate da studi, dati e analisi che hanno dovuto far ammettere, persino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che le previsioni sulle quali si è fondato il progetto erano sbagliate (consapevolmente?!): il traffico di merci non è cresciuto e non crescerà, la linea esistente già ci

pc 18 maggio - FCA Melfi - Nelle fabbriche la lotta contro le morti sul lavoro - Dalle fabbriche un appello allo sciopero generale

20, 21 e 22 maggio 2018 sciopero alla FCA di Melfi, con le seguenti modalità: dalle ore 22.00 di domenica 20 fino alle ore 06.00 di martedì 22 maggio 2018


da USB
È in atto una vera e propria guerra che lascia sul terreno migliaia di morti e decine di migliaia di feriti ogni anno. Un conflitto in cui nessuno si sente attaccato, sotto minaccia, né in pericolo, eppure perdono la vita tantissimi lavoratori italiani.
Un nemico che apparentemente non ha un nome né un volto, colpisce come un cecchino appostato sulla torre, lo fa sapendo di uccidere, non per uno spiacevole incidente o per una sfortunata fatalità.
Le armi usate sono il ricatto, la collusione, la precarietà, la mancanza di diritti.
Ci sono guerre che si combattono per mille ragioni, tutte assurde, ci si ammazza perché di religioni diverse o per l’affermazione di una “razza” su un’altra.
Questa guerra la combattono i padroni e le istituzioni senza scrupoli contro i lavoratori perché serve a fare più profitto, più soldi.
Per profitto si decide scientemente di non investire risorse economiche sulla sicurezza, si fa un bilancio dei pro e dei contro e alla fine si sceglie di rischiare, ma a rischio è sempre e soltanto la vita dei lavoratori.
Le istituzioni e gli organismi di controllo e prevenzione sono affidabili alleati, obbediscono ai dettami imposti dalle leggi del profitto, sapendo di farla franca.
Quasi tutti i sindacati scrivono messaggi di solidarietà ma non combattono, pensano ad altro, e così facendo lasciano i lavoratori in balia del nemico.
Muoiono madri e padri di famiglia, muoiono ragazzi schiacciati da quintali di cemento, indifferenza e omertà.
È arrivato il momento di combattere seriamente e far valere il nostro diritto a una vita lavorativa sicura, il diritto a vivere, prima che il bollettino di guerra si aggiorni, non ci sono più alibi e chi gira la testa dall’altra parte è complice.

pc 18 maggio - Siracusa 19 maggio - manifestazione contro le morti sul lavoro, da lavoro, da inquinamento

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe e la Rete nazionale salute e sicurezza sui posti di lavoro e territori (nodo di Palermo) aderisce


MOVIMENTO ARETUSEO "PER IL LAVORO, LA SICUREZZA E LE BONIFICHE"

pc 18 maggio - Milano. Corteo per la Palestina

Sabato 19 maggio ore 17 corteo cittadino da Piazza San Babila 


Mobilitiamoci contro il massacro del popolo palestinese e la decisione del presidente USA di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele
Israele e gli Stati Uniti d’America, festeggiano il 70° anniversario della Nakba palestinese (la Catastrofe), il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, proclamandola come capitale dello stato d’Israele, violando le risoluzioni dell’ONU e della legalità internazionale.
Le forze militari israeliane compiono l’ennesimo massacro di donne, uomini, anziani e bambini fra le

pc 18 maggio - Scaricabile l'opuscolo sul Manifesto del Partito comunista

Cliccando sull'immagine puoi scaricare l'opuscolo in Pdf
scaricalo in fromato pdf

pc 18 maggio - PER LA MIGRANTE MORTA BLOCCHI DI PROTESTA DEI "NO BORDERS" AL CONFINE CON LA FRANCIA

Il blocco di protesta alla frontiera

(Dalla stampa) - La strada interrotta a singhiozzo dai manifestanti che distribuiscono volantini
Blocchi a singhiozzo alla frontiera tra Italia e Francia a Montgenevre. Alcune decine di attivisti "no borders" dei due Paesi si sono trovati al confine per protestare contro la politica di respingimenti transalpina e denunciare la dinamica con cui è morta, lunedì 7 maggio, Blessing Mathew. "Blessing dev'essere scivolata nel fiume mentre tentava di scappare e nascondersi dai gendarmi" si legge nel comunicato che viene distribuito agli automobilisti incolonnati in attesa ai due lati del confine.
Ieri la sorella di Blessing ha cercato di andare a Briançon per potere vedere il corpo della giovane e farne il riconoscimento, ma gli agenti francesi l'hanno fermata a Montgenevre dove è stata interrogata e le è stato prelevato del materiale organico per l'esame del Dna. "Questa morte è stata annunciata. È una conseguenza inevitabile della politica di chiusura della frontiera e della militarizzazione  - attaccano i militanti - La frontiera separata e uccide non dimentichiamoci chi sono i responsabili".
Auto e camion restano fermi per circa 10 minuti prima che gli attivisti spostino gli striscioni con cui bloccano le vetture. Al presidio è intervenuto anche Benoit Ducos, la guida alpina accusata di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver soccorso una donna incinta che cercava di arrivare in Francia.
Le forze dell'ordine italiane hanno controllato i documenti che si erano radunati davanti alla chiesa di Claviere dove da mesi è stato occupato uno spazio dal collettivo Chez Jesus, ultimo punto d'appoggio prima della traversata per i migranti che cercano di valicare dalla rotta alpina. Gli agenti hanno poi permesso ai manifestanti di raggiungere il centro di polizia di frontiera francese dove i gendarmi monitorano la protesta e i blocchi senza intervenire.

pc 18 maggio - ILVA TARANTO - Vertice affollato ma inutile in Prefettura e forte contestazione del Sindaco Melucci passato al fianco di MITTAL Calenda e sindacati confederali

"Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, del Pd, è stato inseguito all'uscita del vertice in Prefettura sull'incidente mortale accaduto all'Ilva che è costato la vita ad Angelo Fuggiano, operaio di 28 anni. Melucci è stato atteso all'esterno da un gruppo di manifestanti, tra attivisti Cobas ed esponenti dei movimenti ambientalisti radicali: erano una cinquantina presenti sotto il palazzo, ed è stato inseguito per diversi metri al grido di "assassino, assassino".

video contestazione
https://www.facebook.com/groups/1836539703235330/permalink/2038452276377404/

"All’uscita del sindaco Melucci dalla Prefettura: il primo cittadino è stato infatti fatto oggetto di forte contestazione  (‘assassino, assassino’) da parte di un folto gruppo di manifestanti (una trentina), aderenti a varie organizzazioni cittadine, per le quali Melucci ha la colpa di aver manifestato l’intenzione di voler ritirare il ricorso al Tar di Lecce, presentato a novembre insieme alla Regione Puglia per chiedere la revisione del Piano Ambientale approvato lo scorso settembre dal governo".

SUL VERTICE IN PREFETTURA

Dal Corriere di Taranto - "Dopo l’incontro di appena un mese fa sulla sicurezza in Ilva, ed il prossimo convocato per il 30 di questo mese, la questione sicurezza e la mancata manutenzione degli impianti, hanno raggiunto un livello di esasperazione che lavoratori e organizzazioni sindacali non hanno più voglia di sopportare, visto che oramai la gestione commissariale può ben poco a livello di risorse e di gestione del siderurgico. Al tavolo hanno preteso che la sicurezza dei lavoratori, e quindi la loro vita, sia messa al primo posto, anche a costo di fermare la fabbrica. Per ora però, pare sia stata scelta la strada della fermezza moderata, visto che dopo aver pensato ad uno sciopero ad oltranza è stato deciso di fermarsi soltanto per 24 ore in attesa di capire i prossimi movimenti e scenari di una vertenza che dura oramai da anni. Anche la Regione ha chiesto al Prefetto di attivarsi nei confronti della Procura della Repubblica di Taranto, perché vi sia una verifica delle condizioni di sicurezza degli impianti dell’Ilva di Taranto...".

Questi Tavoli non sono mai serviti a niente, se non a lavarsi ipocritamente la coscienza, per sostituire le parole ai fatti, senza assumersi neanche un minimo di impegno pratico di cambiamento.
Un mese fa si era tenuto l'ennesimo incontro, come altri Tavoli si sono tenuti periodicamente, spesso a valle di infortuni, ma la situazione all'Ilva peggiora tragicamente di giorno in giorno
Tutti sono corresponsabili:

pc 18 maggio - ILVA TARANTO - Una giovane vita operaia spezzata nel quartiere dell'inquinamento - Padroni/governo/Stato del capitale assassini!

Angelo Fuggiano, operaio morto all'Ilva. Aveva 28 anni, due bimbi, e respirava i fumi della fabbria

Colpito da un cavo metallico in piena schiena durante il cambio funi.

Lavorava alla Ferplast, una ditta di appalti dell'Ilva, ed era nato e cresciuto a tamburi, il quartiere di Taranto a ridosso della fabbrica. Aveva due figli, un bambino e una bambina, ora rimasti senza papà per l'ennesimo incidente sul lavoro. Angelo si trovava nel reparto Ima, al quarto sporgente del porto di Taranto gestito dal Siderurgico.



Ha respirato i veleni della fabbrica. Ha cercato lavoro in quella fabbrica.  Con i suoi due bimbi viveva nel suo quartieri. Amato da tutti. Oggi, per un incidente in Ilva al quarto sporgente, Angelo é morto. Cosi non si può andare avanti. Non si può morire di lavoro. A venti mesi dalla morte di Giacomo Campo #muripecampa».

pc 18 maggio - Info: si parla di India e insorgenza maoista a Milano

Lunedi 21 maggio ore 18 casa della cultura via Borgogna

Sicurezza e sviluppo: cinquant’anni 

di insorgenza maoista in India

L’anno 2017 segna cinquant’anni di attività del movimento maoista in India, uno dei conflitti a bassa intensità più resilienti del paese, nato dalla celebre rivolta rurale avvenuta a fine maggio del 1967 nel distretto di Naxalbari in West Bengal. Nell’epoca più recente l’insorgenza ha subito una profonda trasformazione rispetto al periodo delle lotte contadine degli anni ’60 e nonostante le significative perdite subite dai ribelli a seguito delle ultime operazioni militari e delle politiche di sicurezza adottate dal governo indiano, oggi la presenza del movimento maoista rimane consolidata soprattutto nelle aree orientali e centrali del paese, in un territorio caratterizzato da un’alta concentrazione tribale e da un’elevata densità di risorse minerarie e forestali. Questi spazi geografici, in cui si concentrano lotta armata, sfruttamento delle risorse e questione del diritto alla terra, rappresentano regioni periferiche storicamente lasciate ai margini dello sviluppo socio-economico del paese. Solo di recente tali zone hanno

pc 18 maggio - Dopo l'importante e riuscita celebrazione proletaria del 200° anniversario della nascita di Marx a Palermo - ora si preparano nuove iniziative in altre città - info pcro,red@gmail.com

pc 18 maggio - Il partito rivoluzionario

da Pillole Comuniste - 1 -

Costruire il partito rivoluzionario oggi è molto più difficile di ieri, ma proprio per questo è l'unica cosa che conta.

giovedì 17 maggio 2018

pc 17 maggio - Trento - Violenze, molestie e razzismo al raduno nazionale degli Alpini a Trento

Basta con queste manifestazioni nazional militariste

Trento, 91° raduno nazionale degli Alpini, tre giorni e tre notti di inferno per le donne che ci sono capitate.
Fiumano le testimonianze spontanee di donne che, per lavoro o perché semplicemente si trovavano nella loro città, hanno subito molestie sessuali e razziste di ogni genere da parte della folla maschile di militari e simpatizzanti ritrovatisi nella località trentina per la loro festa. E sottolineiamo la loro, erano circa 600.000.
Nei giorni precedenti, l’università di sociologia era stata occupata e aveva ospitato delle iniziative contro la presenza della celebrazione e l’arrivo di migliaia di alpini da tutta Italia.
Non una di meno- Trento  e altre associazioni, attraverso la pubblicazione delle testimonianze delle donne presenti, stanno aiutando a far emergere la verità: quei giorni è successo di tutto ma l’alcool e la musica sono bastati per silenziare momentaneamente le violenze sessuali perpetrate dai militari.
Fra queste violenze, quella più pubblica è stata la serata “Miss Alpina Bagnata”, in cui gli uomini erano invitati a votare la loro alpina preferita lanciandole addosso della birra. Non c’è nient’altro da scorgere oltre a un gesto pubblico di umiliazione.
Le violenze meno esplicite sono state però anche le più gravi e ora l’ ANA (Associazione Nazionale Alpini) dichiara di cadere dalle nuvole visto che 400 alpini erano in servizio il giorno - una grande rassicurazione essere protette dai propri molestatori!
“Che bela moreta, fammi un pompino”, “non mi faccio servire da una marocchina” sono alcuni degli insulti rivolti a una studentessa mulatta che ha deciso di raccontare il suo estenuante turno di lavoro.
"Scappate scappate che tanto primo poi vi ritrovate il nostro uccello in bocca", inseguimenti, palpeggiamenti, minacce.
Le donne sono un terreno su cui si giocano tutte le campagne securitarie, creando nuove paure e celebrando le forze dell’ordine come la possibile soluzione. Ma quei giorni, in cui un’intera città è rimasta sotto lo scacco dei militari alpini, proprio nessuna si è sentita al sicuro. Violenze sessuali agite come se fossero naturali apprezzamenti, commenti sessisti cammuffati in libertà d’espressione e la donna diventa oggetto di tutte le fantasie di violenza.
La vera terra di nessuno è quella dove festeggiano gli Alpini.
Da Non una di meno - Trento alcune testimonianze:
" Stavo tornando da lavoro, erano le sei di sera, una sera molto luminosa eppure non mi sentivo sicura O meglio, sentivo che il mio corpo mi voleva dire qualcosa... Ho la fortuna di abitare vicino all'ufficio dove lavoro, per tutto il giorno ho sentito gli schiamazzi di sottofondo, un

pc 17 maggio - Caso Uva, ribaltato il processo in appello: chiesti 89 anni di carcere per gli sbirri assassini

Nella notte del 14 giugno 2008. Giuseppe Uva viene arrestato, nel centro storico di Varese, con un amico, ubriaco, sta facendo schiamazzi e spostando delle transenne in mezzo alla strada. Intralcio al decoro. Di quell’arresto non c’è verbale, un sequestro annunciata dalla frase di due dei carabinieri che effettuano il “fermo” dicendo “proprio te stavo cercando questa non te la faccio passare”. Preparano la vendetta contro un personaggio fuori dalle righe, un rompiballe, che, in più, si vanta di avere una storia con la moglie di un carabiniere. In caserma l’amico fermato con Giuseppe lo sento urlare, chiama l’ambulanza “lo stanno massacrando”, i carabinieri levano i cellulari e rassicurano i medici, non sta succedendo niente. Alle 4 li richiamano per un TSO. La mattina Giuseppe muore in ospedale. 
Nonostante il corpo sia pieno di ferite il PM non vuole nemmeno procedere, si rifiuta di indagare sul come e perché è morto Giuseppe Uva. Soltanto grazie a una lunga battaglia per chiedere verità e giustizia della famiglia  la storia non finisce nel dimenticatoio degli abusi di polizia. Il processo comunque non va molto lontano, il giudice non ne vuole sapere, tutti assolti gli “angeli in divisa”. 
Ieri, a sorpresa, c’è stato invece un importante ribaltamento dell’andamento processuale. Durante l’appello il procuratore capo di Milano ha deciso di procedere per omicidio preterintenzionale e sequestro di persona aggravato chiedendo 13 anni di reclusione per i due carabinieri che effettuarono il fermo, i CC Stefano Dal Bosco e Paolo Righetto, e 10 anni e 6 mesi per i sei agenti di polizia.

pc 17 maggio - Altri operai a rischio vita nelle Marche - La nuova emergenza morti e infortuni sul lavoro richiede una mobilitazione nazionale

Tre operai che stavano eseguendo lavori di sistemazione dei piloni della strada delle Tre Valli Umbre nel territorio di Arquata del Tronto, danneggiata dal terremoto, sono rimasti seriamente feriti in un incidente sul lavoro. Erano su una piattaforma che, per cause che sono al vaglio degli investigatori, si è ribaltata facendoli precipitare... Tutti hanno riportato gravi traumi al torace. Uno di loro, il più grave, è già stato trasferito in eliambulanza al Torrette. 

pc 17 maggio - Manifesto antiabortista a Genova

Il sindaco della coalizione di centro-destra composta da Lega NordForza ItaliaFratelli d'Italia-Alleanza NazionaleDirezione Italiarifiuta di rimuoverlo come successo a Roma.

L'area fetida del nuovo governo fascio-populista in formazione fa tornare in campo la feccia antiabortista.
Nel 40° anniversario della Legge 194 queste nere avvisaglie non sono a caso, preannunciano una ripresa dell'attacco al diritto d'aborto, a cui il movimento delle donne saprà ben rispondere.
Questi manifesti vanno tolti comunque! O li tolgono i sindaci o li strappiamo noi!

MFPR 

 Il sindaco Bucci: "C'è libertà di espressione"
mercoledì 16 maggio 2018

GENOVA - "C'è la libertà di pensiero e di espressione in Italia, cosa che talvolta a me negano, ma andiamo avanti lo stesso, c'è la libertà, quindi non mi sembra il caso che noi interveniamo su queste cose". Il sindaco di Genova Marco Bucci, a margine della presentazione del Salone Nautico, fa sapere che l'amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di intervenire in merito al cartellone pubblicitario anti-aborto dell'associazione ProVita che ha fatto scoppiare tante polemiche in città.
Nelle ultime ore, sul tema, si sono espresse anche Forza Nuova e Lega. Il movimento di estrema destra, che in passato è stato più volte associato a ProVita, ha invitato a prendere esempio "da chi non accetta sudditanze alle lobbies abortiste e antipopolari di Bruxelles".
Mentre la Lega, con la presidente della commissione Pari opportunità in Comune Francesca Corso afferma di non capire "dove stia l'offesa nell'affiggere un manifesto che oltretutto non dichiara nulla di falso, preso atto dell'evidente messaggio di invito alla riflessione prima di compiere un gesto estremo come quello dell'aborto".

pc 17 maggio - ILVA ora bisogna fermare tutto e imporre con la lotta vera lavoro, sicurezza, diritti - Ora le masse popolari devono schierarsi con gli operai in questa lotta fino in fondo - Sciopero prolungato e manifestazione cittadina - Slai cobas per il sindacato di classe Ilva Taranto

"Mentre era in corso l'assemblea un delegato Fiom ci dice che al quarto sporgente è successo un grave incidente e forse un operaio è morto...": Questa è la telefonata che arriva al coordinamento provinciale dello Slai cobas per il sindacato di classe da un operaio iscritto...

Angelo Fuggiano aveva 28 anni con due figli era un operaio  della ditta di carpenterie metalliche Ferplast dell'appalto Ilva

Era un operaio precario in una situazione quella dell'appalto dove oltre che precarietà 
non si pagano regolarmente gli stipendi e le condizioni di sicurezza sono sempre insufficienti
Secondo fonti sindacali, durante il cambio funi per la macchina scaricatrice DM6, un cavo sarebbe saltato durante la fase di ancoraggio della parte finale travolgendo il lavoratore

Perchè è saltato quel cavo? Quali sono le condizioni degli impianti?
.... è accaduto all'area Ima, Impianti marittimi, quarto sporgente. Il lavoratore stava provvedendo ad un cambio fune a una delle gru che scaricano i minerali che servono alla produzione dell'acciaio, quando, secondo le prime ricostruzioni, la fune stessa si è staccata dall'alloggiamento del carro ponte colpendolo. Si tratta di funi molto pesanti ed è evidente che anche se si è colpiti di striscio, le conseguenze sono molto gravi.
E da tanto che si denunciano le condizioni di sicurezza e degli impianti
e ora muore un altro giovane operaio Nella stessa zona morì un altro operaio nel 2012. Francesco Zaccaria: stava lavorando in cima a una gru quando l'area dello stabilimento fu investita da una violenta tromba d'aria

pc 17 maggio - Giovane operaio dell'appalto muore all'Ilva di Taranto - Nella catena delle stragi operaie l'Ilva non poteva mancare - Sciopero immediato in fabbrica - Sciopero generale a livello nazionale

Ilva, operaio 28enne muore travolto da una fune a Taranto. Sciopero immediato dei lavoratori fino a venerdì mattina

Ilva, operaio 28enne muore travolto da una fune a Taranto. Sciopero immediato dei lavoratori fino a venerdì mattina


L'incidente nello stabilimento di Taranto, in cui ha perso la vita Angelo Fuggiano, che lavorava per una ditta in appalto, è avvenuto nel reparto Ima durante il cambio funi di una macchina scaricatrice. Sindacati proclamano sciopero immediato fino venerdì mattina: "Nell'appalto e nell'indotto continue tensioni di precarietà, mancanza di stipendi, incertezza sul futuro e minori condizioni di sicurezza"



Un operaio della ditta di carpenterie metalliche Ferplast, società che lavora in appalto per le acciaierie Ilva, è morto travolto da una fune. L’incidente è avvenuto nel reparto Ima, al quarto

pc 17 maggio - “Con il Giro della vergogna ci vediamo in Valsusa!” Solidali con la Palestina

Ieri anche a Torino, come in molte altre città, in tanti sono scesi in piazza in solidarietà alla resistenza palestinese. Nonostante la sistematica censura sui principali mezzi d’informazione italiani tutti noi abbiamo visto le immagini di quelle che si ostinano a chiamare “scontri”: migliaia di persone disarmate sfilano davanti al confine dove i cecchini israeliani, sdraiati su apposite posizioni da tiro, sparano ormai da un mese, con il principale intento di mutilare i manifestanti. La “violenta” reazione palestinese all’essere usata come tiro a segno si traduce nel lancio di sassi e a bruciare copertoni per disturbare la mira dei cecchini. Nonostante ciò il bilancio è impressionante e dovrebbe far riflettere chi ancora parla di conflitto e non di massacro: ad oggi sono 62 le persone assassinate e migliaia quelle rimaste ferite anche gravemente a fronte di nessun danno riportato dall’esercito sionista.

Il presidio, chiamato da varie realtà in Piazza Castello, si è presto trasformato in un partecipato corteo che dopo aver attraversato il centro si è fermato sotto la Rai per denunciare la censura mediatica che viene operata a favore di Israele. Censura mediatica vista anche in occasione del Giro di Italia, che quest’anno è partito da Gerusalemme e ha attraversato i territori palestinesi occupati, legittimando di fatto l’occupazione israeliana e la decisione unilaterale di proclamare Gerusalemme capitale di Israele. I manifestanti hanno quindi bloccato l’accesso alla Rai chiedendo che scendesse un operatore e un giornalista, repentino l’intervento della celere che ha separato parte del corteo, bloccato all’ingresso della struttura, e il resto che viene violentemente allontanato. Dopo quasi un’ora di tensione, di cori e minacce di cariche il corteo riesce ad ottenere che la protesta venga ripresa e vengano intervistati alcuni attivisti mandati in onda nell’edizione del tg regione Piemonte. È stato importante cogliere quest’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui crimini commessi da Israele nel silenzio assordante dei governi europei, ma anche per rilanciare le importanti iniziative che con la campagna CambiaGiro si stanno organizzando per le tappe del Giro di Italia del 25 maggio a Venaria e del 26 maggio in Valsusa.

mercoledì 16 maggio 2018

pc 16 maggio - Prima di tutto i vili stupratori italiani in divisa di Firenze

Firenze, lo stupro dei carabinieri: accolta la versione delle ragazze Usa - Chiuse le indagini: 
La procura ha chiuso l’inchiesta sui due carabinieri accusati di aver violentato lo scorso settembre due ragazze americane. Nella serata di mercoledì il sostituto procuratore Ornella Galeotti e il procuratore capo Giuseppe Creazzo hanno firmato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di Marco Camuffo e Pietro Costa, in servizio al radiomobile, oggi sospesi. L’accusa per entrambi è di

pc 16 maggio - Prima di tutto gli orribili stupratori italiani - Sorrento

Sorrento, stupro di gruppo in albergo: “Violentata dai dipendenti”
Meta (Napoli) - Una turista inglese di 50 anni stordita con le benzodiazepine. In cella cinque lavoratori dell’hotel: “L’abuso è stato filmato e condiviso”
Sorrento, stupro di gruppo in albergo: “Violentata dai dipendenti”
La donna spiega al magistrato i dettagli di uno stupro di gruppo consumato in albergo. Una decina di uomini avrebbero abusato di lei in tutti i modi nella stanza di servizio dei dipendenti. Avrebbero anche filmato i rapporti sessuali, e nei giorni successivi si sarebbero scambiati le immagini

pc 16 maggio - Prima di tutto i criminali assassini italiani in divisa - Processo Cucchi


Il maresciallo, principale teste nel processo contro cinque carabinieri, tre dei quali accusati della morte del geometra romano, in aula riprende le sue accuse ai colleghi. Ilaria Cucchi: «Mandolini responsabile morale della mancata verità»

«Nell’ottobre 2009, il maresciallo Roberto Mandolini si è presentato in caserma: mi confidò che c’era stato un casino perché un giovane era stato massacrato di botte dai ragazzi, quando si riferì ai “ragazzi”, l’idea era che erano stati i militari che avevano proceduto all’arresto». Processo bis per la morte di Stefano Cucchi, nell’udienza di oggi il maresciallo dei carabinieri Riccardo Casamassima, principale teste nel processo contro cinque carabinieri, tre dei quali accusati della morte del geometra romano. in aula ribadisce le sue accuse ai colleghi.
I segni del pestaggio
Ha aggiunto Casamassima: «Il figlio del maresciallo Mastronardi, anche lui carabiniere, mettendosi le mani sulla fronte mi raccontò che nella notte dell’arresto vide personalmente Cucchi e lo vide ridotto male a causa del pestaggio subito. Disse che non aveva mai visto una persona combinata così. Il nome di Stefano Cucchi come del massacrato di botte fu percepito dalla mia compagna, Maria Rosati (anche lei nei carabinieri) che era dentro quell’ufficio e aggiunse che stavano cercando di scaricare la responsabilità sulla polizia penitenziaria». Casamassima ha aggiunto anche di avere suggerito al maresciallo Roberto Mandolini nell’ottobre 2016 durante un incontro di andare «dal pm a dire le cose che sai: mi rispose “No. Il pm ce l’ha a morte con me”».
«Il processo giusto»
«Per anni io e la mia famiglia abbiamo rincorso la verità, abbiamo atteso troppo. Ritengo che il principale responsabile di questa attesa sia il maresciallo Mandolini». Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, a commento della testimonianza oggi in aula del maresciallo Casamassima al processo bis per la morte del fratello. «Ricordo bene quando Mandolini venne in aula nel primo processo, quello sbagliato - ha aggiunto Ilaria Cucchi - a raccontarci la storiella che quella era stata una serata piacevole e che Stefano era stato anche simpatico. Adesso è il processo giusto, si parla di pestaggio. E ogni volta che entro in quest’aula ho la pelle d’oca. È inaccettabile, e lo dico da sorella di Stefano ma anche da cittadina, che si sia cercato di scaricare tutto sulla polizia penitenziaria».