sabato 13 gennaio 2018

pc 13 gennaio - "COSA E' LA GUERRA? PROFITTI!

Per fermare i migranti, per il controllo delle rotte del Mediterraneo e nei mari del Nord nella contesa interimperialista (motivo molto più contundente), la UE ha deciso di varare un programma "futuribile di sorveglianza marina": Ocean2020: una flotta militare del futuro, con una "nave da guerra con una plancia di comando iper-teconologica, sistemi satellitari di comunicazione, cyber-security e droni. mezzi aerei, navali e subacquei senza pilota. In grado di spiare (e colpire) tutto quello che si muove in mare".
"Tutto quello che si muove in mare"..., migranti, bambini, donne... Si muovono? E allora, vanno "colpiti" - E purtroppo, non è un film dell'orrore.

Ma i morti, le missioni di guerra, valgono bene i profitti!
E l'imperialismo italiano in questa corsa agli armamenti più sofisticati ed efficaci, si prende il boccone più grosso.
La Finmeccanica-Leonardo sarà la capofila di un consorzio di 42 imprese, spagnole, francesi, svedesi, inglesi e tedeschi. Per ora si tratta di 500milioni di euro all'anno. Ma è una produzione in grande ascesa e il patron Profumo, AD di Leonardo, si sfrega le mani.

Anche qui, più di qualcuno "ride" sui morti...

pc 13 gennaio - Trattativa Stato-mafia, il pm Di Matteo accusa Mancino: "Ha scelto l'omertà istituzionale"… l’intervento a favore di Mancino dell’ex presidente Napolitano… e quello contro del giudice Grasso che era sicuramente meglio continuasse a fare il giudice

Sottolineiamo alcune frasi di questo aspetto della fogna del potere borghese
"Mi sembrava singolare che i carabinieri volessero fare affidamento su Vito Ciancimino". Dice l'ex ministro della Giustizia Martelli

“… Mancino aveva "vera e propria ossessione" e "fece un pressing costante nei confronti della presidenza della Repubblica, per ostacolare le indagini della procura di Palermo"

“Il pubblico ministero cita l'allora presidente Napolitano: "Fu irrituale il suo suggerimento, esternato da D'Ambrosio al telefono, di fare un confronto fra Mancino e Martelli, soluzione che lo stesso Mancino scartò subito".

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Trattativa Stato-mafia, il pm Di Matteo accusa Mancino: "Ha scelto l'omertà istituzionale"
Contro l'ex ministro dell'Interno le parole dell'allora Guardasigilli Claudio Martelli. "Gli avevo detto che il Ros incontrava Ciancimino". Mancino nega. "Fece pressioni sul Quirinale per condizionare indagini"
 

pc 13 gennaio - LA VERA MISSIONE DI GUERRA IN NIGER, ALTRO CHE "ADDESTRAMENTO"...

Un editoriale di Marco Bertolini apparso oggi su La Stampa “Quello che serve all’Italia in Niger”, spiega, senza peli sulla lingua, cosa è realmente questa “missione” (decisa tra l’altro a Camere sciolte) e cosa deve comportare per l’Italia.

L’operazione in Niger… per l’addestramento di forze addette al terrorismo e al controllo dei suoi confini settentrionali, attraverso i quali trafila buona parte del flusso migratorio che arriva in Italia…”. Secondo Gentiloni – scrive l’editorialista – non dovrebbe trattarsi di un’operazione di combattimento, in rinforzo alle attività francesi nell’Africa subsahariana”.

Ma... questa operazione che “dovrebbe implicare l’impiego iniziale di 120 uomini, da portare a 470 in sei mesi”, gli “addestratori” sarebbero appena qualche decina “mentre il resto avrà funzioni di supporto (a cosa e a chi?) e sicurezza”.

E qui si sciorinano i numeri, ben oltre la decina:
per la sicurezza, una “componente di fanteria inferiore ai 100 uomini in caso di schieramento in una base nel sud del paese già presidiata dai locali, mentre potrebbe triplicare in caso di schieramento in una base indipendente in pieno Sahara… “; per la logistica, “aumenterà di peso”.
Poi si passa ai bollettini sui mezzi militari:
la componente aerea includerà alcuni elicotteri NH-90, e, auspicabilmente, almeno un aereo da trasporto tattico… gli elicotteri dovranno essere mantenuti a piè d’opera delle unità terrestri, sia per consentire eventuali spostamenti tattici delle unità di manovra, in caso di minaccia, sia per effettuare eventuali evacuazioni sanitarie d’urgenza”.
Per l’attività sanitaria – che evidentemente in una situazione di guerra è centrale – si “dovrà prevedere un presidio di primo intervento di capacità adeguate a garantire la stabilizazione di eventuali feriti, dal quale trasportarli in più idonee strutture in tempi ristretti, anche appoggiandosi ai reparti francesi, tedeschi o Usa...”.

Lo stesso giornalista deve dire, a conclusione, di questo bollettino di necessità di intervento bellico vero e proprio: “Come si vede, le variabili della pianificazione in questione sono notevoli anche per un’operazione che si vorrebbe di solo addestramento e – aggiunge – mal si combinano con la necessità di definire l’entità dello sforzo complessivo (= risorse finanziarie da impiegare, senza stare a sottilizzare con le “nostre esigenze di politica interna e finanziaria”) col bilancino del farmacista...” - perché, conclude alla fine, lì si spara e noi dobbiamo sparare!

pc 13 gennaio - Un Parlamento sempre aperto per le missioni militari dell'imperialismo italiano - Tutte le forze della borghesia grande, media e piccola presenti in parlamento, e lo saranno anche nel futuro, sono d'accordo con questo - E' fuori da questi parlamenti che può esistere la battaglia proletaria antimperialista e anche nelle elezioni questo va messo in chiaro con denuncia, iniziativa, contestazione! proletari comunisti/PCm italia

Presidio a Milano oggi  H 14.30 davanti alla caserma Santa Barbara, piazzale Perrucchetti Milano.


.......120 soldati in Niger (diventeranno presto 470), altri 100 in Libia (ce ne sono già 700), 60 in Tunisia. Poi ce ne sono già circa 1000 in Libano. L’Italia sta riconvertendo la presenza delle missioni militari all’estero soprattutto nell’area mediterranea. Per fare fronte a questa revisione strategica, verranno ridimensionati i soldati impegnati in Afghanistan e Iraq.
.....
In questo continuo riemergere dell’ambizione dell’Italia a ritagliarsi un ruolo di potenza, sia nei rapporti con il direttorio europeo franco-tedesco sia verso la nuova frontiera coloniale, a farne le spese sono stati lavoratori, disoccupati, pensionati sul “fronte interno” e saranno le popolazioni della sponda sud del Mediterraneo e dell’Africa, a pagarne i prezzi.
La prossima settimana in Parlamento si vota sulla missione militare italiana in Niger. 

pc 13 gennaio - Nello scacchiere mondiale India e Israele fanno parte dello stesso fronte - info parte della campagna internazionale a sostegno della guerra popolare in India - csgpindia@gmail.com

PRIMO PIANO
India-Israele: premier israeliano Netanyahu, “straordinaria crescita delle relazioni su tutti i fronti”

Nuova Delhi, 12 gen 12:03 - (Agenzia Nova) - Il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, in vista dell’imminente viaggio in India, dal 14 al 18 gennaio, ha auspicato un nuovo impulso ai rapporti tra i due paesi, nonostante la recente scelta di Nuova Delhi di votare all’Assemblea generale delle Nazioni Uniti la risoluzione di condanna del riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale israeliana. “Avrei preferito un voto diverso a essere sincero, ma non penso che cambi concretamente la straordinaria fioritura delle relazioni tra l’India e Israele. Penso che tutti possano vederlo. La visita del primo ministro Modi è stata una pietra miliare importantissima. Lo è anche la mia visita in India”, ha dichiarato Netanyahu in un incontro con la stampa estera riferendosi al viaggio del leader indiano dello scorso luglio.

Riguardo alla cancellazione da parte del governo indiano di un appalto della difesa da mezzo

pc 13 gennaio - Il pantano libico a cui l'Italia imperialista va a dare manforte - vedi precedente articolo su questo blog

Libia: attaccata abitazione ministro Difesa al Baraghathi a Tripoli
Tripoli, 12 gen 15:59 - (Agenzia Nova) - Un commando di miliziani armati ha attaccato all’alba di oggi l’abitazione del ministro della Difesa del governo di Accordo nazionale libico, al Mahdi al Baraghathi, nel quartiere Janzuri, nella periferia di Tripoli. Lo ha annunciato Fathi al Fituri, portavoce del ministero della Difesa di Tripoli, ad “Agenzia Nova”. Erano due le auto con a bordo diversi miliziani che hanno aperto il fuoco e lanciato alcuni razzi Rpg contro la villa di al Baraghathi. Non si contano vittime perché al momento dell’attacco la casa era vuota. Al momento non è chiaro chi sia stato a compiere questa aggressione anche se nel luglio del 2016 al Baraghathi è sfuggito ad un attentato  condotto con un’autobomba all’uscita da una caserma di Bengasi, per contrasti con il generale Khalifa Haftar. Secondo la stampa egiziana, di recente sarebbero sorti forti contrasti anche con il premier Fayez al Sarraj che, sempre secondo queste fonti, non gli consentirebbe di partecipare alle riunioni di governo avendo deciso di sostituirlo. Al Baraghathi era stato sospeso e messo sotto inchiesta da Sarraj per la strage avvenuta nella base militare di Barak al Shati nel maggio scorso. Da questa mattina circolano sui social network video e foto che riprendono l’abitazione del ministro danneggiata dall’attacco.

venerdì 12 gennaio 2018

pc 12 gennaio - Solidali con la gioventù proletaria e studentesca in lotta in Tunisia - Un fine settimana tra estensione e repressione

video

pc 12 gennaio - PER LE MISSIONI DI GUERRA LA LEGISLATURA NON E' FINITA...


Mercoledì diciassette gennaio la Camera dei Deputati si riunisce per concedere il via libera al finanziamento degli interventi dell’imperialismo italiano all’estero: tra questi ne spiccano di nuovi.
In particolare in Niger, ed in generale nell’Africa saheliana, saranno impegati – per il solo primo semestre centoventi uomini – che diventeranno 470 a regime – centotrenta mezzi terrestri, e due mezzi di trasporto merci e truppe, per un impegno totale, per il solo 2018, di Euro 30.050.995,00.
Indiscrezioni giornalistiche affermano che, ad approvare il provvedimento, saranno il Partito Democristiano, Forza Italia, e Alternativa Popolare, anche la sua componente che è tornata con la destra radicale; contrarie saranno le formazioni che compongono Liberi e Uguali e il Movimento 5 Stelle.


pc 12 gennaio - Caso Saibaba: l’Unione Europea complice del governo indiano! Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, risponde ad una interpellanza sul genocidio in corso in India e la repressione di intellettuali come il Professor Saibaba

La risposta, come si può vedere, è intrisa di ipocrisia e cinismo, nonché complicità di fatto con ciò che il governo indiano sta attuando in India contro il suo stesso popolo. Si tratta di un continuo genocidio di popolazioni tribali, innanzi tutto; operazioni che vanno sotto vari nomi, l’ultima in ordine di tempo è quella conosciuta come “Green Hunt”. 

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E-006242/2017
Risposta data dal vicepresidente Mogherini
a nome della Commissione
(4.1.2018)
Come firmataria delle principali convenzioni internazionali sui diritti umani e dato il suo impegno nei confronti delle Nazioni Unite (ONU), la Repubblica dell'India ha compiuto sforzi costanti per progredire nel rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. In connessione con la sua appartenenza al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e più recentemente nel contesto della sua terza Rivista Periodica Universale, con una forte partecipazione degli Stati membri dell'UE, ha promesso ulteriori azioni per migliorare la situazione dei diritti umani e per adempiere ai suoi obblighi sui diritti umani, con particolare attenzione allo sviluppo socio-economico e all'eliminazione della povertà.
L'UE continua a seguire il caso del professor Saibaba condannato dal tribunale del distretto di Gadchiroli del Maharashtra nel marzo 2017. Poiché il professor Saibaba ha presentato un ricorso contro il verdetto con l'Alta corte di Nagpur, il caso è ancora sub judice. L'UE ha sollevato il caso per
motivi umanitari con le autorità indiane.”

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pc 12 gennaio - Al maxiprocesso Ilva, il sistema assassino di padron Riva nelle testimonianze sui 'fiduciari'

Ilva, ‘Ambiente Svenduto’: è il turno dei ‘fiduciari’ dei Riva. Il caso dell’Ing. Lalinga - La testimonianza di un operaio che racconta i fatti reali
E’ ripreso martedì 9 gennaio il processo ‘Ambiente Svenduto’ sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, nell’aula bunker della Procura situata nel quartiere Paolo VI, dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto presieduta dal giudice Stefania D’Errico, e del giudice a latere Fulvia Misserini.

Da martedì si è aperto il filone d’inchiesta legato ai così detti ‘fiduciari’ della famiglia Riva, che secondo l’accusa sin dall’insediamento del gruppo lombardo nel lontano 1995, hanno dato vita ad un vero e proprio ‘governo ombra’ della fabbrica che rispondeva direttamente ai componenti della famiglia Riva, bypassando completamente la filiera di comando del sito tarantino.
Il capitolo dei presunti ‘fiduciari’ dei Riva 
Lo ‘scandalo’ dei fiduciari, scoppiò il 6 settembre del 2013, quando furono tratti in arresto nelle province di Genova, Brescia, Varese, Verona e Taranto, dai militari della Guardia di finanza di Taranto nell’ambito dell’inchiesta ‘Ambiente Svenduto’, Lanfranco Legnani, direttore ‘ombra’ dell’Ilva; Alfredo Ceriani, responsabile dell’area a caldo; Giovanni Rebaioli, gestore dell’area parchi minerali e impianti marittimi; Agostino Pastorino, responsabile dell’area ghisa e degli investimenti nell’Ilva; Enrico Bessone, responsabile dell’area manutenzione meccanica delle acciaierie. Legnani finì ai domiciliari nella sua abitazione di Bussolengo (Verona), per tutti gli altri il gip, che il 12 agosto 2013 ricevette la richiesta di misure cautelari dalla Procura di Taranto, dispose l’arresto e la traduzione nel carcere di Taranto. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati ambientali, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.
Le accuse della Guardia di Finanza e del gip Todisco sulla struttura piramidale
Il provvedimento – si leggeva nella nota della Guardia di Finanza – è scaturito da approfondimenti

pc 12 gennaio - DA BERGAMO: UNA RIFLESSIONE SULLA LOTTA DELLA LOGISTICA, PER CAPIRE E RICOMINCIARE - da un intervento al Coord. nazionale dello Slai cobas per il sindacato di classe

A Bergamo tra i lavoratori della logistica da un lato c'è una resistenza, una fase che potremmo chiamare di "difensiva strategica" nei settori che hanno avviato da anni la lotta e l'organizzazione nello Slai cobas per il sindacato di classe, come a Brignano; dall'altra ci sono nuove realtà. A Opera avevamo avviato una trattativa e un accordo disatteso dalla cooperativa, che ha applicato solo la parte economica, mentre ha disatteso la parte di riconoscimento e delle condizioni di lavoro e sicurezza.
Abbiamo fatto un presidio alla confindustria, per riunificare la battaglia delle cooperative, parzialmente riuscito.
Ma è sempre più complicato muoversi nella logistica. La questione repressione è la causa centrale. Nei processi sui licenziamenti il fronte è ancora aperto, ma qui c’è una tendenza dei giudici a dare ragione alle cooperative: pochi lavoratori vengono reintegrati, altri licenziamenti, pur considerati illegittimi, non portano al rientro al lavoro.
A Mondello, dove vi è una buona tenuta delle lavoratrici e delegati slai cobas sc, appena i lavoratori si muovono parte la repressione, lettere di contestazioni, ecc. Qui la parte centrale sono le operaie immigrate, e cerchiamo a tutti i costi di difendere la loro presenza. 

Siamo obbligati a fare i conti con il cambiamento del settore della logistica. I padroni stanno portando avanti un processo di automazione. Ma le condizioni di lavoro sono sempre peggiori (un operaio

pc 12 gennaio - Elezioni - 2° parte

Bisogna fare una battaglia per indirizzare l’astensionismo. Abbiamo davanti il compito di dare una prospettiva al non voto. Dobbiamo far bene il lavoro alle fabbriche sulla base della nostra esperienza, positiva e negativa. Nei quartieri è più complicato, ma dobbiamo lavorare per radicarci, perché il carattere del non voto è proletario e popolare. 
E' questa la sfida che noi dobbiamo accettare.
La nostra battaglia alla fabbrica va fusa con il lavoro di formazione operaia. Abbiamo avuto una buona reazione nella campagna per il centenario della Rivoluzione d’Ottobre. Questo ci aiuta e ci apre le porte. Le fabbriche sono il terreno favorevole per noi nello scontro con gli opportunisti, che  portano ideologicamente e politicamente il riformismo. Coloro che riempiono le liste anche di 'Potere al popolo' si sono già schierati contro le masse, contro le lotte fatte e da fare e non ne possono essere i rappresentanti, neanche elettorali.
Potere al popolo non è in grado di recuperare voti tra gli operai... Gli operai stanno cercando un'altra strada. Il problema per noi è riuscire a essere un punto di riferimento. Siamo attrezzati per combattere i nuovi riformisti perché li conosciamo.
Il nostro obiettivo è di combattere queste posizioni in questi due mesi, poi prendiamoci gusto e sloggiamoli casa per casa.
E' importante la critica a 'Potere al popolo'. Dietro le assemblee, nelle facce di chi sta facendo questa campagna, non c’è nulla, c’è la diserzione dalle lotte; nè si tratta, al di là delle apparenze, di giovani se si guarda alle liste in preparazione, nè deve essere concesso troppo spacciarsi come giovani, nuovi, ecc. Noi dobbiamo opporre fatti a fatti.

da un intervento al seminario di proletari comunisti
gennaio 2018

giovedì 11 gennaio 2018

pc 11 gennaio - Massimo sostegno alla rivolta proletaria in Tunisia - Il regime procede ad arresti di massa - Nei prossimi giorni reportage


DRL’incandescence protestataire que nous connaissons depuis une semaine n’est pas fortuite. Elle n’est pas un simple mouvement revendicatif suscité par les récentes hausses de prix. Elle n’est pas comparable aux grandes mobilisations sectorielles du printemps dernier. Elle a peu à voir également avec les mouvements de grèves impulsés par les syndicats. Ce qui s’exprime actuellement dans la rue, c’est toute la colère accumulée depuis la révolution.
Un mort déjà. Des dizaines d’arrestations. Tel est le premier bilan des journées d’intenses mobilisations qui se sont étendues dans de nombreuses villes du pays depuis jeudi dernier dont

pc 11 gennaio - Operai in sciopero in Germania - info in inglese in via di traduzione


Around 160,000 employees in the automotive, steel and electrical industries have engaged in token strikes called by the IG Metall union, which is currently negotiating a new wage contract for 3.9 million workers in Germany’s largest industrial sector. The actions include workers at Porsche, Daimler, Bosch and other auto, auto parts and electrical companies like Siemens and AEG.
A rally at Daimler in Berlin
The union says the job actions will be expanded in coming days, and IG Metall leader Jörg Hofman has threatened to call one-day strikes or hold a vote on an open-ended strike if the employers’ association does not make concessions by the end of January. This would be the first full strike called

pc 11 gennaio - SULLE ELEZIONI - Appunti da un intervento al recente seminario - 1

Ogni elezione ha le sue caratteristiche, e ai comunisti tocca analizzare la singola elezione.
I comunisti non si astengono mai dal prendere sempre posizione.
Il partito rivoluzionario utilizza le elezioni in alcune fasi.
Oggi servirebbe una polarizzazione sociale e politica. Questa condizione non è ancora presente.

In questa fase la borghesia imperialista cerca il suo governo, non lo trova a e ha paura del buio.
Di conseguenza, tutte le cose che vuole fare le fa male, senza convinzione, fa fatica a portare a casa risultati su economia, questione istituzionale, questione imperialista, questione della stabilità del sistema.
In questa situazione, Gentiloni, Minniti e Calenda le vanno bene, ma questi non sono pronti ad essere il governo che deve uscire dalle elezioni. La borghesia non è convinta che ci debba mettere la faccia direttamente, quindi, si deve accontentare di ciò che "offre il convento".
Il PD è in calo di consenso, si avvicina ad essere il morto che cammina e che non può  resuscitare. può finire terzo, perchè comunque il centrodestra sarà unito ed è in crescita di consenso.
Berlusconi il giorno dopo tiferà per il governo di grande coalizione, senza i grillini... Se il governo di grande coalizione non si può fare, si stanno predisponendo ad un governo di scopo, temporaneo e possono essere buoni Gentiloni, Minniti e Calenda.
La borghesia, avanza nella sua arroganza, ma è preoccupata della crisi di consenso sistemica, dell’astensione. Ma non vuol dire che si preoccupa abbastanza, perché le masse non hanno votato ma non è successo niente.

Ci sono le condizioni per  far irrompere i proletari nella lotta politica, ma la strada non è quella elettorale.
Noi comunisti abbiamo due problemi:
l’astensione deve uscire dal silenzio assordante del ‘non voto’. Dobbiamo dare voce, si deve vedere chi non vota. L'area proletaria del non voto deve visibilizzarsi e fare incursioni nella lotta ai fascisti e nella contestazione attiva della campagna elettorale del nemico di classe.
Un nuovo insidioso ostacolo a questo cammino è "Potere al popolo".
Con questa lista vecchi rottami si mettono il ‘vestito nuovo’, e questi neoriformisti vanno a pescare voti di chi ha già votato. Questa lista dà una versione giovane di argomenti vecchi, per cui è già “il morto che si è già mangiato il vivo”.
Ma il collettivo che l'ha lanciata, Jsp, è impermeabile alle critiche. Non hanno fatto un bilancio dell'appoggio a De Magistris. O meglio lo hanno fatto e lo tengono per sè e non hanno il coraggio di parlarne apertamente. Jsp ha fatto un’operazione efficace, grazie ad uno sforzo concentrato, chiarezza di linea, combattività . Ma questa operazione è stata preceduta da un cambio di natura, hanno cambiato identità e dicono cose che la giustificano. A questo si aggiunge un elemento di furbizia: es. il programma di Potere al popolo, fatto "perché si doveva fare" e pieno di una serie eclettica di copia e incolla... Questo elemento di furbizia va smascherato, perchè al di là delle 'buone intenzioni' è un politicantismo per ingannare le masse. 

Noi dobbiamo fare una nostra "campagna elettorale", di boicottaggio attivo e  di organizzazione delle masse. tra gli operai e le masse popolari dei quartieri, importante anche per fare inchiesta e verificare le nostre posizioni. 
La lotta contro il carovita, la  lotta per il salario sono dei temi che devono stare al centro in questa campagna elettorale. Una campagna breve e concentrata. Noi dobbiamo dare voce a chi non vuole votare.
La trasformazione di coloro che non votano in soggetti attivi dell’astensionismo è anche la migliore critica a “Potere al popolo”. Il discorso di "potere al popolo" aiuta per spiegare e delimitare chi sono i rivoluzionari veri e chi gli 'amici del popolo' opportunisti-riformisti.

fine prima parte

pc 11 gennaio - La funzione de "LA NUOVA BANDIERA" rivista marxista-leninista-maoista - a proposito del numero 1

La rivista "La Nuova Bandiera" ha la funzione, nella fase di costruzione del Partito comunista maoista di tipo nuovo di forgiare teoricamente, ideologicamente e politicamente avanguardie e compagni, gli organizzati e gli organizzabili. 
La rivista parte dall’alto, e vuole affrontare i nodi di fondo dell'analisi, della linea e azione politica dei comunisti, della battaglia teorica sui principi e l'esperienza storica del proletariato, marxista-leninista-maoista, applicati alla realtà odierna e al nostro paese, in lotta contro ideologie e posizioni non comuniste-rivoluzionarie. 

Il n.1 della nuova serie è stato fatto uscire in occasione del 50° anniversario della Grande rivoluzione culturale proletaria.
L’articolo principale del numero è l’editoriale, perché questo, riprendendo l’iter della precedente serie, da il significato della ripresa, chiarisce che non si riparte da 0 ma da quei

punti fermi che hanno segnato avanzamenti, come i fallimenti, e il suo percorso nel movimento generale.
Una "nuova serie" che ricomincia il cammino della rivista fuso col piano della ricostituzione del Partito. 
La costituzione ha avuto una serie di problemi, e la battaglia ideologica teorica della rivista punta ad affrontare i problemi non risolti.
Come è scritto nell'editoriale: "Si tratta tuttora di un importante ma piccolo passo di una marcia e di una lotta che non è giunta ancora alla sua fase conclusiva".


In questo numero della nuova serie della rivista c’è un’altra particolarità: negli anni abbiamo fatto una montagna di interventi, note, articoli, approfondimenti, ma di questo il 70% e più, è rimasto all'interno. Oggi questo lavoro viene restituito all'esterno, perchè oggi più che mai utile e attuale. La loro pubblicazione ha lo scopo di guidare la presente e futura elaborazione ma anche la conquista di nuove energie proletarie, giovanili, femminili, rivoluzionarie alla tappa della ricostituzione del Partito, perchè uno degli esiti della lotta all'interno è quello di partire alla conquista in mare aperto di nuove avanguardie, formando nuovi quadri necessari al PCm oggi.

Questa rivista è diffusa alle fabbriche, nelle manifestazioni, ecc. - in modi e a tempo debiti


Infine, in questo numero della nuova serie - ma vi saranno anche negli altri numeri - sono pubblicati materiali scritti da altri compagni non della nostra organizzazione. Li pubblichiamo perchè sono giusti e perchè aiutano il dibattito nella polemica/differenza con altre posizioni.

pc 11 gennaio - Una questione di principio

Il principio della lotta armata per la presa del potere è un principio universale della via rivoluzionaria. Questo principio è il risultato dell'analisi concreta della questione dei rapporti fra proletariato e masse popolari e Stato del capitale Sempre il braccio armato dello Stato è contro il popolo quando lo Stato è nelle mani di una classe di minoranza.

Il braccio armato della borghesia attacca in diverse forme i proletari e le masse popolari, scagliandosi contro ogni sua protesta, contro ogni espressione della volontà popolare della maggioranza, quando questa fuoriesce dagli interessi della borghesia
La via elettorale, indicata dai riformisti, non solo nasconde il fatto che il 'popolo' non può esprimere a maggioranza la sua volontà unitaria in una forma elettorale indiretta e astratta, ma nasconde anche il fatto che ogni risultato elettorale poco confacente al regime è e sarebbe annullato con l'uso del braccio armato dello stato.
La lotta armata dei proletari e delle masse popolari viene resa necessaria dalla stessa borghesia, che fa fronte alla lotta popolare contraria alla reazione con il rafforzamento del braccio armato e l'uso subordinato delle squadre armate fasciste. Gli interessi e le esigenze delle masse popolari possono avere soddisfazione solo spezzando la resistenza armata della borghesia con la forza armata del proletariato e del popolo.

La lotta armata punta a coinvolgere la maggioranza delle masse lavoratrici e per questo tiene conto della sua coscienza e della sua esperienza pratica Questo significa che la lotta armata si differenzia nelle sue fasi e nelle sue forme a seconda dei rapporti che vi sono fra masse e stato borghese.
In un paese  imperialista serve un momento di crisi rivoluzionaria generalizzata, dove la mediazione politica lascia il campo alla repressione armata per dare forza di massa e sostanza alla lotta armata fino alla fase culminante che assume la forma della insurrezione popolare.
Occorre la via della lotta armata adeguata all'Italia, occorre l'armamento delle masse nella lotta per la conquista del potere politico. La formazione e costruzione del Partito e la sua azione deve essere adeguata al compito di guidare su questa via i proletari e le le masse popolari. 

da un testo dei marxisti-leninisti- maoisti degli anni '70

pc 11 gennaio - "LE DISEGUAGLIANZE CRESCONO IN EUROPA: L'ITALIA VA ANCHE PEGGIO" - Una ricerca che conferma l'accentuarsi delle disparità di classe e della necessaria lotta di classe

Da www.resistenze.org - osservatorio - europa - politica e società - 02-01-18 - n. 656


STRALCI
Le diseguaglianze crescono in Europa: l'Italia va anche peggio
Ascanio Bernardeschi | lacittafutura.it

Una ricerca del Centro Per le Opportunità e l'Uguaglianza (COPE) dell'OECD, Understanding the socio-economic divide in Europe, ha analizzato l'andamento della disuguaglianza nei vari paesi dell'Europa. La ricerca ha carattere prevalentemente statistico e quindi presenta pregi e difetti di approcci simili, i quali presentano il limite principale di attestarsi poco oltre la pura constatazione dell'andamento dei fenomeni, non andando quindi a fondo sulle relative cause. Tuttavia, ecco il pregio, forniscono informazioni indispensabili per le analisi della fase...
...nel periodo dal 2007 al 2014. Se in Europa i più poveri si sono visti ridurre il reddito disponibile del 2%, contro una sostanziale stabilità dei redditi del 10 per cento più ricco e di chi sta in mezzo, in

pc 11 gennaio - Documento sulla strategia militare dell'imperialismo USA

da un articolo di
Manlio Dinucci | ilmanifesto.it

09/01/2018
Un libro dal contenuto veramente esplosivo, uscito poco prima a firma del presidente Donald Trump: «Strategia della sicurezza nazionale degli Stati uniti». È un documento periodico redatto dai poteri forti delle diverse amministrazioni, anzitutto da quelli militari.
Rispetto al precedente, pubblicato dall'amministrazione Obama nel 2015, quello dell'amministrazione Trump contiene elementi di sostanziale continuità. Basilare il concetto che, per «mettere l'America al primo posto perché sia sicura, prospera e libera», occorre avere «la forza e la volontà di esercitare la leadership Usa nel mondo».
Lo stesso concetto espresso dall'amministrazione Obama (così come dalle precedenti): «Per garantire la sicurezza del suo popolo, l'America deve dirigere da una posizione di forza».
Rispetto al documento strategico dell'amministazione Obama, che parlava di «aggressione russa

pc 11 gennaio - LA GROSSA MOBILITAZIONE DELLE MAESTRE NELLA SCUOLA CONTINUA PER ESTENDERE LA LOTTA A TUTTI I LAVORATORI DELLA SCUOLA

pc 11 gennaio - UN PRIMO BILANCIO DELLA LOTTA DEI PRECARI DELLE COOP SOCIALI di Palermo al Coord naz dello SLAI COBAS SC

Pubblichiamo stralci  - l'intervento integrale è sul blog dello slai cobas per il sindacato di classe

Chiudiamo questo anno di lotta per iniziarne un altro per il quale occorrerà tanta pazienza proletaria e altrettanta determinazione, coraggio e grinta. 
Quest’anno diversamente dagli altri anni (non dimenticando assolutamente l’anno scorso, con la battaglia vinta dell’abolizione del famoso art. 10), il servizio di assistenza igienico personale agli studenti disabili di Palermo e provincia ha subito nuovamente in diverse forme svariati attacchi da parte delle istituzioni, inseriti in una fase in cui, nella  crisi che continua, per i lavoratori, i precari ecc. l’attacco dei padroni e del governo alla condizione di lavoro e di vita si appesantisce ogni giorno. 

Da gennaio a marzo 2017, il vergognoso ritiro di una delle cooperative dall’appalto (padroncino) ha causato un gravissimo danno agli studenti che non hanno potuto frequentare la scuola per mesi e un

pc 11 gennaio - l'ILVA Genova sacca neocorporativa della classe operaia - I sindacati neocorporativi, Fiom in testa, si battono per un accordo con padroni e governo ai danni degli operai Ilva e le masse popolari di Taranto

La celebrazione di Guido Rossa, di governo e sindacati all'Ilva di Genova, è la celebrazione dello Stato del capitale.
Una iniziativa da fascismo di Stato controrivoluzionaria
Ci sono compagni a Genova che, al di là delle etichette che contestano apertamente questo? altrimenti di che parliamo?

proletari comunisti/PCm Italia

GENOVA - Ora c'è l'ufficialità definitva: si terrà il 17 gennaio al Ministero dello sviluppo economico la prima riunione del tavolo tecnico sull'Accordo di programma per lo stabilimento Ilva di Cornigliano.
All'incontro, convocato dal ministro Carlo Calenda, a seguito di quanto concordato nella prima riunione del Tavolo istituzionale su Ilva, parteciperanno con i sindacati e Arcelor Mittal e i commissari di Ilva lo stesso ministro e la viceministra Teresa Bellanova e tutti i rappresentanti delle istituzioni che firmarono l'Accordo di programma nel 2005: Regione, Comune, Autorità portuale, Confindustria Genova, Società per Cornigliano.
"Dobbiamo preparaci bene per quell'incontro a cui andremo con una ferma convinzione - dice il
segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro -.Se Mittal vuole un milione e centomila metri quadri di aree dovrà assumere direttamente tutti i 1500 dipendenti di Cornigliano, non uno di meno". Il timore è che "Governo e Mittal provino a mediare sui numeri collegando la situazione di Genova con quella tarantina, ma noi siamo gli unici ad avere l'accordo di programma e lo faremo valere in modo determinato".
"Oggi il viceministro Bellanova ha detto che vorrebbe stringere i tempi per tentare di chiudere l'accordo nazionale entro febbraio - spiega Manganaro - ma mi sembra molto difficile. Quel che è certo è che già questo governo dovrà prevedere nuove risorse per la gestione commissariale dell'Ilva perché a breve serviranno soldi per pagare i fornitori e gli stipendi dei lavoratori".

Il Mise intanto ha rinviato un ulteriore tavolo previsto per il 24 gennaio dal mattino al pomeriggio per consentire la partecipazione del governo alla tradizionale commemorazione di Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle brigate rosse, che si terrà il 24 nello stabilimento Ilva di Cornigliano.

mercoledì 10 gennaio 2018

pc 10 gennaio - OCCUPAZIONE = MASSIMA PRECARIETA' - MA SOPRATTUTTO, MASSIMA SALVAGUARDIA DEL PROFITTO PADRONALE

"Su 10 nuovi assunti nell'ultimo anno uno è a tempo indeterminato, nove sono a termine"; per i giovani si chiama "occupazione", stage, tirocinio, apprendistato, lavori in somministrazione e interinali, ecc. D'altra parte "il glossario accluso alla rilevazione sulla forza lavoro dell'Istat precisa che la "qualifica di occupato viene conferita a tutti coloro che nella settimana di riferimento "hanno svolto almeno un'ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura". Ecco, tutto questo viene contabilizzato come  "incremento dell'occupazione".

Nello stesso tempo il salario scende precipitosamente, per i contratti precari, per assunzioni ai livelli più bassi, per la politica del demansionamento del jobs act, per i settori in cui si è assunti di massimo sfruttamento e di bassi orari e altrettanti bassi salari, vedi nei servizi, nelle pulizie, nel turismo.

E' come se il capitale, la sua legge - per cui acquista la merce forza-lavoro, la mette al lavoro, oltre il tempo di lavoro necessario per ricostruirla, e trae dal tempo di pluslavoro il suo profitto - ora la spalma su tanti lavoratori, su più forze-lavoro; il problema di ricostruire quella forza-lavoro per averla il giorno dopo e il giorno dopo ancora, viene risolto con la "sostituzione" quasi giorno per giorno, al massimo mese per mese, con la "rotazione" delle forze-lavoro. Quindi il tempo di lavoro necessario (abbassato già per l'aumento della produttività, dell'automazione) si abbassa ulteriormente, perchè c'è "nuova carne" a sostituire il lavoratore di prima, e si abbassa il salario che così può partire sempre da zero, dal più basso livello.
E I PROFITTI SONO SALVAGUARDATI, E POSSONO AUMENTARE...!

pc 10 gennaio - ALTRI 100 E FORSE PIU' MIGRANTI MORTI - MENTRE IL GOVERNO GENTILONI SI OCCUPA DELLE MISSIONI MILITARI IN AFRICA

E' il nostro imperialismo che ha sulla coscienza uomini, donne, bambini morti, meglio dire "uccisi". Ma la sua "coscienza" sono gli interessi economici dei capitalisti italiani che devono fare i loro profitti, sulle armi, la guerra, la conquista di nuove posizioni nei territori strategici.
I partiti, tutti, "super impegnati" nelle prossime votazioni, hanno il tempo di votare, "velocemente", le missioni di guerra, mentre si tappano le orecchie alle grida dei migranti che affogano in mare.
Missioni di guerra che mentre danno affari e lustro all'imperialismo italiano, in nome della lotta al "terrorismo" e della questione flussi migranti, significheranno per migliaia di uomini, donne, bambini, lager, bloccarne i viaggi, riportarli all'orrore dei paesi da dove sono fuggiti.
L'ignobile sceneggiata di Minniti a Natale sul trasporto areo di migranti, ha avuto, come era prevedibile, solo un sapore elettorale. La politica neocoloniale, moderno fascista dell'Italia prevede anche queste "recite di umanità", mentre va avanti la azione assassina del governo, per cui più accordi con il regime della Libia, meno navi di salvataggio, vuol dire centinaia di morti in più e migliaia di migranti, giovani, donne, bambini
Questo parlamento, questo governo, questo Stato non hanno diritto di esistere! 

"Un'altra strage nel Mediterraneo. A guardare le cifre, ancora del tutto provvisorie, una vera e propria ecatombe. Tra 90 e 100 persone risultano disperse in seguito all'affondamento di un barcone al largo delle coste della Libia... i sopravvissuti sono rimasti appesi per ore alle estremità dell'imbarcazione finché non sono arrivati i soccorsi.
Tra loro c'erano anche dieci donne in stato di gravidanza. L'avvio del 2018 è stato segnato dal naufragio - il giorno dell'Epifania - di un gommone carico di migranti... I morti accertati sono stati 64. La guardia costiera libica ritiene che ci siano circa un milione di persone pronte ad imbarcarsi".
INTANTO SI VOTANO LE MISSIONI DI GUERRA
(Da Il Manifesto) - Lunedì l’avvio della discussione nelle commissioni riunite

pc 10 gennaio - Da quotidiano ilva - 1 - L'incontro al MISE di oggi sul blog tarantocontro

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Si è concluso l’incontro presso il MiSE su Ilva, tra Arcelor Mittal, AmInvestCo rappresentata da Matthieu Jehl, Carl de Mare, Rahul Bazaz e i segretari generali di Fim, Fiom, Uim e territoriali alla presenza del vice-ministro Teresa Bellanova.
Durante l’incontro odierno l’azienda ha illustrato le strategie e le prospettive dell’industria dell’acciaio a livello globale e il ruolo di Ilva nella strategia del Gruppo. “La siderurgia sta attraversando profondi cambiamenti, sul piano del riassetto produttivo mondiale e tecnologico – ha affermato l’azienda – resta un settore altamente competitivo che richiede continui miglioramenti per restare sul mercato. Per questo Arcelor Mittal continua a investire per aumentare la produttività del Gruppo”.
La domanda di acciaio grezzo nel mondo resta al di sotto dei livelli pre-crisi , con la Cina che da sola produce la metà della produzione globale di acciaio e nonostante stia riducendo la capacità produttiva, sta aumentando la sua capacità competitiva.
“Oggi – ha proseguito l’azienda – il 25% della produzione di acciaio globale non è competitiva, questo richiede per l’Europa, che non possiede materie prime, la capacità di ridurre i costi di trasformazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e tecnologie avanzate di trasformazione. Come Gruppo possediamo importanti brevetti e produzioni innovative in Europa sia nel settore dell’automotive, che quello delle energie alternative e della nautica. Inoltre ArceloMittal è pioniera nell’applicazione della tecnologia digitale nella siderurgia sia per quanto riguarda la produzione che la tracciatura dei prodotti dal momento che escono dall’impianto sino al cliente finale. Nei prossimi anni come Gruppo ci aspettiamo un aumento della produttività del nostro gruppo 30%. Per quanto riguarda l’Ilva – ha infine affermato l’azienda – il nostro obiettivo è quello portare a pieno regime nel più breve tempo possibile la produzione”.

Mittal presenta lo scenario in cui si inserisce il piano dell'ILVA centrato su esuberi e produttività - che vuol dire meno operai e più sfruttamento
Il sindacato - Fim cisl in testa - sale subito sul carro del padrone da primo della classe e si schiera con il padrone nella guerra 'anticinese' e sostiene una politica nazional protezionista
“Le importanti le informazioni date dall’azienda – per il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli – offrono un importante quadro generale del settore siderurgico a livello globale e continentale, utile a comprendere quanto la partita dell’acciaio sia importante per un Paese manifatturiero come il nostro. Sulle tematiche di cui abbiamo discusso, in particolare sulle quelle relative alla sovraccapacità produttiva della Cina, avevamo tempo fa avviato un tavolo ministeriale sull’acciaio trovando punti di convergenza tra Governo, Sindacato, Federacciai, Autorità delle Dogane, specie sugli aspetti che riguardano l’anti-dumping e sulla certificazione della qualità dell’acciaio in Europa. Sarebbe utile oggi riattivare quel tavolo e lavorare per rendere operative le proposte. I brevetti su materiali e nuove leghe, illustrati sono fondamentali, fare un up-grade di qualità sulle produzioni italiane sarà fondamentale. Ora bisogna fare al più presto un calendario degli incontri a livello territoriale che personalmente continuo a ritenere utile più a livello territoriale che ministeriale. Per quanto riguarda l’attuale gestione commissariale, bisogna uscire dal masochismo che contagia l’industria italiana e cogliere le opportunità produttive: oggi abbiamo il Pla fermo (produzione lamiere), zincatura 1 ferma, mentre Fincantieri, come FCA, continua ad approvvigionarsi di acciaio fuori dall’Italia, anche i tubifici fermi, potrebbero sfruttare le commesse per 8500 tubi di Snam, inoltre anche per la copertura dei parchi, a cui si aggiungono le lamiere da dare a Cimolai per la copertura dei Parchi. Anche le CCO sono in sofferenza e la 5 attualmente è ferma”.

Ora gita turistica a Gand per diventare propagandisti e piazzisti della Mittal tra gli operai dell'Ilva di Taranto
Lunedì 15 e 16 gennaio prevista la visita degli impianti di Gand in Belgio, mentre il 17 gennaio riprenderà il tavolo ministeriale presso il MiSE per confronto su sito Genova-Cornigliano

pc 10 gennaio - Massimo sostegno al presidio antifascista di Padova


Vile attacco al Tuttinpiedi



Il 1 gennaio 2018 alle 1.30 sono state fatte esplodere alcune bombe incendiarie davanti alla sede del

Tuttinpiedi di Mestre in Piazza Canova distruggendo la vetrina e danneggiando la serranda.



Il Tuttinpiedi in questi anni ha svolto una serie di attività politiche e sociali con gli abitanti del

pc 10 gennaio - PRESIDIO AL CARCERE DI POGGIOREALE - 27 GENNAIO - SOLIDARIETA' E SOSTEGNO

Presidio al carcere di Poggioreale


Sabato 27 gennaio porteremo tutta la nostra solidarietà ai detenuti del carcere di Poggioreale, provando a stare al fianco di chi, rinchiuso in quelle celle, resiste quotidianamente con dignità all’abbruttimento e all’isolamento dello Stato.
Saremo al carcere di Poggioreale, che rappresenta, forse più degli altri, la cartina al tornasole di quanto possa essere agghiacciante l’infame violenza della detenzione.
Non è un caso che il maxi carcere campano sia tristemente famoso per essere uno dei peggiori d’Italia. Poggioreale è sovraffollamento, sommersione farmacologica, pestaggi reiterati dai secondini e puntualmente taciuti. Rispetto a questi ultimi, inizierà il primo marzo 2018 al Tribunale di Napoli il processo contro alcuni secondini protagonisti delle vicende legate alla tristemente nota “cella zero”.
Il carcere di Poggioreale sorge in una struttura del 1905, con padiglioni talvolta senza

pc 10 gennaio - L'imperialismo italiano e l'ENI mostri responsabili del disastro ambientale in Niger - e ora arrivano i soldati italiani a difenderne gli interessi

pc 10 gennaio - Cosa c'è dietro il sostegno di Repubblica a Renzi? Affari! Cosa sono le prossime elezioni? La scelta del 'comitato d'affari' - Cosa devono fare i proletari alle elezioni prossime? Boicottarle! contro vecchi e 'nuovi ' clown che vogliono portarli ai seggi!


“Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Il 16 gennaio 2015, l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker,  Gianluca Bolengo, per invitarlo a comprare azioni di banche popolari. L’allora presidente del Gruppo Espresso (che edita Repubblica) gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore: è stato il premier in persona – dice – a riferirglielo il giorno prima. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche

pc 10 gennaio - Ignobile manifestazione fascista a Roma - senza alcun contrasto nè istituzionale nè militante - Non va bene!

I fasci truccano le foto per apparire tanti - usando la cloaca mediatica chiamata facebook
La manifestazione di Csapound nell’anniversario di Acca Larenzia è stata eccessiva, pericolosa, tollerata oltre ogni logica dalla questura di Roma. Ma assai meno “frequentata” di quanto la propaganda neonazi ha provato a raccontare.

pc 10 gennaio - All'acciaieria di Terni un'altra morte operaia - Padroni assassini!

Dopo sei mesi di agonia si è spento il 35enne rimasto vittima di un grave incidente lo scorso 10 luglio nel reparto Lac2-Pix1

È morto dopo sei mesi di agonia Gianluca Menichino, l’operaio 35enne ternano rimasto gravemente ferito lo scorso 10 luglio presso il reparto Lac2-Pix1 delle acciaierie di Terni. Dopo il primo ricovero all’ospedale Santa Maria di Terni e il successivo presso l’istituto di riabilitazione ‘Santo Stefano’ di Foligno, lo sfortunato ragazzo era stato condotto

pc 10 gennaio - Riparte in India la campagna per Saibaba - verso le due giornate internazionali di mobilitazione di fine mese

martedì 9 gennaio 2018

pc 9 gennaio - Mentre le masse tunisine sono in rivolta, il governo imperialista italiano annuncia che andranno presto più soldati italiani in Tunisia

Missione africana, altre truppe italiane in Libia e Tunisia


di Ebe Pierini
L'Italia guarda all'Africa e soprattutto al Mediterraneo. È questa la strategia del nostro Paese in ambito militare e lo scorso 28 dicembre il Consiglio dei ministri, oltre a deliberare la prosecuzione delle missioni italiane all'estero già in corso, ha approvato il programma internazionale per il 2018. Dalla relazione emerge che i nuovi impegni militari si concentrano su un'area geografica, quella africana, ritenuta di «prioritario interesse strategico in relazione alle esigenze di sicurezza e difesa...

pc 9 gennaio - Dalla parte dei giovani proletari tunisini in rivolta contro il regime reazionario agente dell'imperialismo, franco italiano innanzitutto





Nella regione di Kasserine il bilancio del secondo giorno di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine è stato di 19 feriti tra gli agenti di polizia Le proteste sono arrivate fino al quartiere 5 dicembre, del Kram ovest di Tunisi, dove gli agenti hanno dovuto usare gas lacrimogeni per disperdere una folla di manifestanti che aveva bruciato pneumatici e cassonetti. Per cercare di far fronte a questa situazione di urgenza, il Consiglio

pc 9 gennaio - Nuova rivolta proletaria in Tunisia, l'esercito spara e uccide - massima informazione e sostegno


Sono le zone del centro e del sud del paese, le più povere e da sempre marginalizzate rispetto alle regioni costiere, ad essere protagoniste.
In particolare a Tebourba, circa 40 chilometri dalla capitale, e a Cité Zouhour (governatorato di Kasserine) ci sono stati violenti confronti tra manifestanti e forze dell'ordine, che hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i cortei.
A Tebourba un manifestante di 43 anni sarebbe stato ucciso dalla polizia, la quale afferma che invece sarebbe stato vittima di malore. Secondo alcuni tweet, il nome dell'uomo sarebbe Khomsi Ben Sadek Eliferni.
Diverse sono le persone ferite dopo l'intervento dell'esercito, che afferma di essere entrato in azione per fermare alcuni ragazzi intenti a dare alle fiamme un palazzo governativo. Miccia alle proteste sono stati gli aumenti dei prezzi e delle tasse di alcuni beni (carburante, autovetture, telefonia mobile)

pc 9 gennaio - Castelfrigo - sempre più aperto il fascismo padronale e il neocorporativismo - serve non 'una legge' ma la guerra di classe e non la 'normale' lotta sindacale



Castelfrigo, gli operai licenziati in sit-in da 3 mesi davanti ai cancelli. E l’azienda ha reintegrato i 52 che non hanno scioperato

A Castelnuovo Rangone, in provincia di Modena, in pieno distretto agroalimentare, alla fine dell’anno 127 soci lavoratori sono stati lasciati a casa dalle cooperative Work Service e Ilia D.A. Per oltre due mesi e mezzo gran parte di loro ha scioperato ad oltranza. Il 29 dicembre l'annuncio della Cisl: alcuni di loro saranno riassunti. 



Hanno denunciato condizioni di lavoro al limite, chiedendo di essere remunerati adeguatamente per le mansioni che svolgevano. Poi, quando si sono visti recapitare una lettera di licenziamento, hanno fatto picchetti e persino uno sciopero della fame per chiedere di essere reintegrati. Ma alla fine, dei 127 lavoratori licenziati dalla Castelfrigo, azienda leader nella lavorazione delle carni

pc 9 gennaio - Strage di migranti nel canale di Sicilia, le vittime annegate quasi tutte donne e bambini

"... nonostante gli sforzi dell’Italia per supportare la Guardia Costiera libica e contrastare i trafficanti di esseri umani..." IPOCRITI ASSASSINI RAZZISTI E FASCISTI, MINNITI IL PRIMO DELLA LISTA!!! 


Lottare contro i mandanti di queste continue stragi umane, organizzarsi per lottare contro questo Stato borghese, per cacciare questi governi, vera causa della morte di centinaia e centinaia di migranti è non solo una necessità ma un dovere di classe


Nuovo naufragio nel Canale di Sicilia, recuperati i corpi di otto migranti














pc 9 gennaio - India - in Italia due giornate internazionali di azione 26-27 gennaio - per la libertà di SAIBABA - KOBAD GANDHY - AJITH e TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI IN INDIA

Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india - info ICSPWI csgpindia@gmail.com

In Italia manifestazioni, presidi assemblee, raccolta firme, e ogni tipo di iniziativa info ICSPWI csgpindia@gmail.com

pc 9 gennaio - Denunciata e minacciata di finire in strada perché rivendica i suoi diritti: una donna richiedente asilo e il suo bambino

Buongiorno a tutti,
vi scrivo per segnalarvi un grave sopruso commesso da una coop. dell'accoglienza ai danno di una giovane donna richiedente asilo e del suo bambino qui a Modena.
Anche qui nella "rossa" Emilia, non mancano ahimè violenze e soprusi.
Ieri Giulia Ognibene, una donna impegnata a fianco dei migranti, ha scritto questo articolo per Melting Pot, che molto gentilmente lo ha diffuso.
Leggendo l'articolo, potrete trovare tutti i particolari di questa storia tragica che grida vendetta.
E' veramente triste e assurdo che una giovane donna e madre richiedente asilo che rivendica i diritti negati per lei e per suo figlio (tra l'altro diritti tutelati dalla legge, come la residenza e i diritti sociali ad essa connessi) si trovi ad essere maltrattata, denunciata penalmente e messa sulla strada.

Urge continuare a lottare per la dignità dei migranti e delle migranti, in poche parole per la dignità di tutti.
Mattia

Denunciata e minacciata di finire in strada perché rivendica i suoi diritti: una donna richiedente asilo e il suo bambino vittime della cattiva accoglienza a Modena

di Giulia Ognibene

Precious è una giovanissima madre, di 23anni, che è giunta in Italia da oltre un anno e mezzo, insieme a suo marito.
Precious è nigeriana; il viaggio verso l’Europa è stato, come per tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria terra, pieno di traversie, soprusi e rischi di morte, con l’aggravante, nel suo caso, della condizione di donna gestante. Suo figlio è nato in Italia, dopo pochi giorni dal suo arrivo e oggi ha un anno e mezzo.
Dopo essere approdata a Taranto e poi "smistata" all’hub Mattei di Bologna, nell’estate del 2016 Precious e suo marito insieme al figlio neonato sono giunti a Modena e affidati in accoglienza alla

pc 9 gennaio - Taranto - la Cementir è passata all'Italcementi - la Cementir era sotto sequestro per inquinamento e la Italcementi pure

info
Presentata a Matera l’iniziativa “Grazie, non fumi” per sostenere il ricorso al Tar contro Italcementi
Nella sede AIEA di Matera,in Viale De Martino 65, le associazioni WWF Matera, Comitato No Inceneritore, AIEA – Associazione Italiana Esposti Amianto e Medicina Democratica hanno presentato l’iniziativa “Grazie, non fumi” per consentire a tutti i cittadini di sostenere la difficile azione amministrativa al TAR contro la delibera della giunta regionale n. 1197 del 7/11/2017 che ha autorizzato Italcementi a bruciare nel suo cementificio in località Trasanello, alle porte di Matera,

pc 9 gennaio - Appoggio alla manifestazione contro la guerra... ma il nostro nemico principale è l'imperialismo italiano

pc 9 gennaio - SACCHETTI BIODEGRADABILI: BUGIARDI PATOLOGICI

Da lunedì primo gennaio gli italiani sono soggetti all’ennesima tassa occulta: i sacchetti biodegradabili, che negli esercizi commerciali servono a fare la cernita tra le varie merci acquistate, sono a pagamento.
Subito arriva una spiegazione che ha molto poco di politico ma sa tanto di “truffa”: l’unica ditta che li distribuisce è la Novamont di Terni, un’azienda di proprietà di Catia Bastioli, una “leopoldina” renzista.
Il Partito Democristiano, chiamato in causa, si difende dicendo che è una falsa notizia: sarebbero decine le aziende in Italia che potranno contendersi fette di mercato “libero”; peccato che la vera falsità sia proprio questa.
A diradare la nebbia pensa proprio la Bastioli, che dichiara – chi scrive lo apprende da Way Tv, l’emittente che viene trasmessa sui treni delle Ferrovie del Nord Barese – che «il brevetto è il nostro, è costato fatica».
Il problema è che a loro sarà anche cstato fatica, ma agli italiani costerà tanti soldini che finiranno nelle casse della azienda di proprietà della “leopoldina”, dimostrando ancora una volta la predisposizione della dirigenza piddina alla bugiardaggine.
Bosio (Al), 09 gennaio 2018

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 9 gennaio - LA MAILING LIST "NOCONFINI" CHIUDE, MA NON CHIUDONO AFFATTO IL LAVORO, SOPRATTUTTO IN PUGLIA, PER LE LOTTE DEI MIGRANTI E I NOSTRI RAPPORTI CON "CAMPAGNE IN LOTTA"

DA CAMPAGNE IN LOTTA:
abbiamo deciso di chiudere la mailing list Noconfini, data la scarsa partecipazione e il mancato interesse mostrato dai più a questo percorso. Ci tenevamo però a sottolineare che siamo felici della vostra vicinanza e del tutto intenzionati a portare avanti con voi di Taranto e con le lotte da voi sostenute un percorso comune soprattutto sulla Puglia. Non credo ahinoi che riusciremo ad organizzare un'assemblea a Gennaio, anche se apprezziamo la proposta e la teniamo in serbo per il futuro; vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi nelle campagne foggiane, dove ci auguriamo inizi un nuovo anno di forti mobilitazioni.
Vi chiediamo anche, se vi fa piacere, di continuare a tenerci aggiornati sulla situazione delle lotte delle persone immigrate a Taranto, sugli ultimi sviluppi in seguito agli attacchi repressivi subiti.
Vi auguriamo un grande anno di lotte, speriamo fianco a fianco, e sempre più numerose

Un abbraccio
Campagne in Lotta
 
DA SLAI COBAS SC:
Come abbiamo anni fa iniziato con voi di Campagne in lotta così sicuramente continueremo a tenerci in contatto, e a realizzare un percorso comune, soprattutto in Puglia.
Anche a tutte voi un grande augurio di un nuovo anno di lotta - che i/le migranti e noi siamo sempre più una spina nel fianco del governo, dello Stato italiano.

Un saluto rosso
da Slai cobas per il sindacato di classe

RIPORTIAMO ALCUNE COMUNICAZIONI PRECEDENTI.
 
Da Campagne in lotta - Tempo fa, avevamo scritto per capire se e come proseguire il percorso di ’noconfini’, iniziato ormai più di un anno fa, e più in generale per farne un bilancio. Con dispiacere prendiamo atto della evidente non volontà di confronto, espressa indirettamente attraverso il silenzio, e crediamo quindi che questa esperienza si possa e si debba considerare conclusa.
Noi ovviamente, nonostante la repressione e il forte isolamento che stiamo subendo, continuiamo a sostenere le lotte di chi vive nei ghetti, in Puglia come in Calabria. Lotte che, come ci hanno raccontato più volte le stesse persone che lì sono costrette a vivere, ricalcano le quotidiane mobilitazioni che gli immigrati portano nelle strade, in ogni angolo di questo paese. 
Così come rimaniamo apert alla discussione per unire realmente le lotte - senza nessun riformismo, velato o meno - come abbiamo provato a fare all'interno del percorso "noconfini".

Da Slai cobas per il sindacato di classe - noi pensiamo che invece questa esperienza debba continuare e che, anche rispetto alla situazione in corso, è ancora più necessario delineare e rilanciare un fronte/area di lotta, autonomo da sindacati di base da IV sindacato, e da gruppi elettoralisti (lo slai cobas sc ha appoggiato e appoggerà anche nelle prossime elezioni politiche il boicottaggio elettorale, invitando tutte le realtà di lotta dei lavoratori, sociale a organizzarlo).
Pensiamo anche che dobbiamo ancora di più essere diversi anche nei nostri metodi di organizzazione, noi siamo perchè i migranti in lotta, le loro avanguardie possano essere effettivamente protagonisti in tutto, nelle lotte, come nelle assemblee, e che questo debba pesare anche nelle nostre decisioni di dove e come organizzare i momenti nazionali.
Proponiamo, quindi, che a gennaio 2018 facciamo un incontro pubblico nel foggiano, per fare un bilancio e ripartire.