giovedì 22 novembre 2018

pc 22 novembre - Catania contro il razzismo e il decreto Salvini certo! Ma è necessario sostenere la lotta dei migranti di Mineo a Mineo!

Venerdì 23 novembre ore 17,30
Presidio in via Etnea, angolo via Prefettura Catania


Il decreto Salvini parte da un assunto falso e cioè che coloro che hanno diritto alla protezione umanitaria siano dei “falsi profughi”. Questo perché scappano da paesi nei quali “non c’è nessuna guerra”, come ripete ossessivamente. Il diritto a ricevere protezione, però, non è subordinato all’esistenza di guerre nel paese dal quale si scappa, ma alla storia individuale del richiedente asilo. L’articolo 10 della nostra Costituzione prescrive infatti che ha diritto d’asilo in Italia il cittadino straniero «al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana». Il decreto Salvini, al primo articolo, cancella la protezione umanitaria (in vigore in 20 paesi su 28 dell’Unione Europea) e la sostituisce con un coacervo di altre protezioni, confusionarie, di difficile interpretazione e quindi di difficile applicazione. Partendo sempre dal medesimo assunto, la seconda applicazione non poteva che essere la cancellazione del Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar), e cioè il sistema di accoglienza pubblico che offre maggiori garanzie dal punto di vista della presa in carico della persona e della sua autonomia. Lo Sprar non esisterà più perché verranno espulsi dal sistema tutti i richiedenti asilo, anche coloro che sono considerati vulnerabili: «i disabili, gli anziani, le donne in stato di gravidanza, le vittime della tratta di esseri umani, le persone affette da gravi malattie, le persone per le quali è stato accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o legata
all’orientamento sessuale, le vittime di mutilazioni genitali». Dallo Sprar verranno espulsi anche coloro che saranno titolari delle sei fattispecie che sostituiranno la protezione umanitaria. Tutti questi soggetti sono destinati a strutture di fatto affidate ai privati, sulle quali si sono concentrati scandali e indagini, a partire dai Cara (vedi la vergognosa realtà del megaCara di Mineo) e dai Cas. Nello Sprar resteranno solamente titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati. Tra eliminazione della protezione internazionale, smantellamento dello Sprar, investimento nelle espulsioni il finale sembra già scritto: maggiore irregolarità, più persone che cadranno in situazioni di marginalità. Per concludere, in spregio alla mobilitazione per lo ius soli, che negli anni scorsi ha percorso l’Italia, il decreto estremizza il concetto di ius sanguinis, introducendo la «revoca della cittadinanza», da applicarsi a chi compie reati connessi con il terrorismo.Pensare che la cittadinanza sia una concessione allo straniero e non un diritto da riconoscere svela il disegno di fondo: uno straniero non potrà mai essere veramente italiano perché non ha ”sangue italiano”. Infine, un altro mostro giuridico: al richiedente asilo che dovesse essere investito da un procedimento penale per ipotesi di reato legate alla sicurezza dello Stato (non condannato!) viene bloccato l’iter per il riconoscimento dell’asilo ed è tenuto ad abbandonare il paese. Si configura in primo luogo una violazione dell’art. 27 della Costituzione secondo il quale “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Sono chiari dunque i profili di incostituzionalità e la volontà di fare a pezzi la parte migliore rimasta del sistema di accoglienza, per investire decisamente sulla gestione emergenziale e straordinaria che negli anni ha coinvolto la criminalità organizzata nel megabusiness della pseudo-accoglienza. Ed è proprio esasperando fratricide guerre fra poveri ed ai poveri che l’attuale ministro dell’Interno ha costruito e visto crescere il proprio consenso. Consideriamo una grave provocazione il recente sequestro della nave umanitaria Aquarius per un’inchiesta sullo “smaltimento illecito di rifiuti”.
A Catania le comunità migranti hanno lottato per anni contro la sanatoria-truffa e l’estate scorsa in migliaia abbiamo manifestato contro la micidiale agenzia europea Frontex e per la liberazione dei 177 migranti sequestrati nella Diciotti. In una città saccheggiata da un’imprenditoria vorace, clientele, potere mafioso, privatizzazioni dei beni comuni, sta per arrivare l’inverno ed aumentano sempre più i senza fissa dimora, sia migranti che catanesi, abbandonati e perseguitati da un’amministrazione oramai in dissesto (che però rinnova il comodato d’uso gratuito per 3 anni dell’ex monastero S. Chiara a Frontex). Costruiamo, uniti ed indivisibili, una nuova stagione di mobilitazioni autorganizzate ed antirazziste per riprendere in mano il nostro futuro.

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