sabato 7 aprile 2018

pc 7 marzo - LA "BUONA SCUOLA" E I "BUONI METODI MAFIOSI"



Punisce uno studente per un ritardo e viene riempito di botte

E' successoall'istituto tecnico commerciale Russel-Moro di Torino. 
L'allievo (minorenne) è arrivato in ritardo e la docente in classe in
quel momento lo ha invitato ad andare in presidenza.
Lui si è rifiutato e la professoressa ha avvertito il vicepreside
e un altro collega, che hanno allontanato il ragazzo. Più tardi,
però, lui è tornato a scuola con il padre e con un altro giovane
maggiorenne (probabilmente un cugino). I tre hanno avvicinato
il docente che aveva allontanato lo studente e, stando al racconto
di alcuni presenti, lo hanno aggredito "a freddo",
tirandogli due pugni e e prendendolo a calci mentre era a terra.
I Cobas condannano l'episodio: "Non c’è altra soluzione
se non quella di rimettere al centro la scuola come
ambiente educativo e la funzione docente.
Non c’è altra possibilità: se gli insegnanti non riavranno
quel ruolo istituzionale che con la “buona” scuola hanno
definitivamente perso, la situazione andrà sempre a peggiorare. 
Dura anche la Cub Scuola di Torino: "Siamo di fronte ad un
crescendo di comportamenti analoghi fra di loro strettamente
uniti dalla riduzione delle scuole ad aziende che devono
soddisfare una clientela e del loro personale ad addetti
a questo soddisfacimento. Fatto salvo ovviamente che
va ricercato, nel rispetto dei reciproci ruoli, la massima
collaborazione fra insegnanti, studenti, educatori, è 
altresì evidente che è necessaria una radicale correzione
di rotta". In più, nota il sindacato, "il diffondersi di queste

pratiche di violenza inoltre mette in evidenza uno stato generale di disagio".

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