martedì 23 gennaio 2018

pc 23 gennaio - Ancora sui fatti di Monza di sabato 19, ma anche di venerdì 18: pubblichiamo il comunicato dei compagni del FOA Boccaccio, che di fatto mette in chiaro che "NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI" si traduce in ANTIFASCISMO MILITANTE, ma sottolineiamo anche il fatto che per quelli di Potere al Popolo, presenti in quella piazza per raccogliere le firme vicino al banchetto di Casa Pound, questo valore non rientra nel "loro programma", come testimonia...

l'intervista rilasciata da un loro rappresentante al tg di Radio Popolare, che si può scaricare andando sul sito della stessa. In cui "candidamente" si confessa che loro - PaP - hanno fatto da "semplici" spettatori che, non testuale, è "normale" che la feccia fascista possa tranquillamente raccogliere le firme per le elezioni. Ma quale popolo rappresentate? Di certo non quello che si richiama ai Valori della Resistenza Partigiana.

 CRONACHE DI RESISTENZA. Due giorni di lotta antifascista a Monza.

Venerdì 19 e sabato 20 gennaio 2018 sono state due giornate contraddistinte da una determinata e forte mobilitazione contro le presenze neofasciste in città. Ricostruiamo quanto accaduto.
1° GIORNO Venerdì 19 gennaio
Una mobilitazione antifascista su più fronti prende forma contro la presentazione del saggio revisionista I grandi killer della Liberazione di Gianfranco Stella promossa da Carcano 91 e Ordine Futuro, associazioni legate al partito neofascista Forza Nuova. Lunedì 15 in consiglio comunale il sindaco Dario Allevi dichiara che non intende concedere spazi pubblici per una presentazione di questo genere a ridosso della ricorrenza del Giorno della memoria, ma dopo soli due giorni l’iniziativa viene spostata in un altro spazio comunale, una sala del teatro Binario 7, confermando la stretta vicinanza tra questa giunta e i movimenti neofascisti. I compagni e le compagne dunque si organizzano in pochi giorni con l’intento di ostacolare l’iniziativa (comunicato di lancio): mettere
sullo stesso piano la lotta per la liberazione e le atrocità del regime (tra le altre cose complice dei nazisti nelle deportazioni nei campi di concentramento e colpevole di rastrellamenti e uccisioni sommarie di civili) significa portare avanti una lettura della storia revisionista, che vorrebbe apparire come neutra ma che in realtà è evidentemente fascista. Allo stesso modo dipingere i collaboratori attivi della dittatura fascista e dell’occupazione nazista come “vittime innocenti e inermi di una violenza gratuita” è una narrazione semplicemente falsa e in mala fede. Oltre a essere un problema storico e culturale, le iniziative come questa sono per Forza Nuova un’ottima occasione per mettersi in mostra e guadagnare spazio nella nostra città. Dopo tutto la campagna elettorale è iniziata e i politicanti, anche quelli fascisti, devono racimolare consensi. Ed è così che la Monza antifascista si dà appuntamento in piazza per contrastare quanto stava avvenendo, ribadendo la storia partigiana della città e ostacolando lo svolgimento dell’iniziativa. Mentre un partecipato presidio di A.N.P.I. e A.N.E.D. si svolgeva in piazza Centemero e Paleari, successivamente spostatosi con una delegazione verso il teatro, un gruppo numeroso di antifascisti partiti dalla F.O.A. Boccaccio si dirige verso l’ingresso del Binario 7 per bloccare le vie d’accesso: un esagerato spiegamento di celere si schiera su via Mentana e fronteggia gli antifascisti, difendendo l’edificio e i pochi fascisti che vi erano all’interno.
L’accesso dei pochi partecipanti alla presentazione è garantito soltanto dall’imponente presenza di forze dell’ordine. Gli antifascisti decidono così di muoversi in corteo per le vie della città dietro all’inequivocabile striscione NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI. Il risultato della giornata è positivo: una mobilitazione su più fronti ha preso parola in maniera determinata circa la presenza indesiderata di Forza Nuova e ha dimostrato, ancora una volta, che questo genere di soggetti riesce a svolgere tranquillamente le proprie iniziative solo tramite la presenza di un ingente spiegamento di forze dell’ordine con il benestare di un’amministrazione amica.


2° GIORNO Sabato 20 Gennaio

Appresa la notizia della concessione di un banchetto di CasaPound a Monza per la raccolta firme per la presentazione del partito alle prossime elezioni, alcuni antifascisti e alcune antifasciste occupano la piazza destinata ai fascisti “del terzo millennio” fin dalle prime ore del mattino. L’obiettivo è lo stesso del giorno prima: impedire la presenza di un partito neofascista tra le strade della nostra città. Obiettivo raggiunto: la determinazione espressa ha impedito la collocazione del banchetto, costringendo CasaPound a ripiegare su un altro luogo della città indicato dalla questura. Nel mentre si moltiplica la presenza di uomini in divisa a tutela del gruppo neofascista. Dopo qualche ora il presidio antifascista si sposta in corteo per avvicinarsi al banchetto posto al Ponte dei Leoni e disturbarne la presenza. Il corteo giunge da via Colombo all’altezza del mercato di piazza Cambiaghi, ad alcune centinaia di metri dal banchetto: un gruppo di neonazisti di Lealtà Azione, sopraggiunto a supporto dei camerati di CasaPound, si fronteggia con il corteo antifascista che reagisce compatto avendo la meglio nello scontro e obbligandolo a retrocedere. Le forze dell’ordine intervengono caricando gli antifascisti verso il mercato  accompagnando i neonazisti verso il loro banchetto. Nonostante una seconda carica a freddo degli sbirri che ha generato il caos tra le bancarelle del mercato il gruppo di compagni e compagne rimane compatto. Il continuo e aggressivo incalzare della celere rende difficoltoso l’allontanamento dalla piazza al gruppo di antifascisti che però riesce ad andarsene unito. Su questo episodio si sono innescati parallelamente un grande polverone mediatico e la promessa di una pioggia di denunce: assistiamo tuttavia solo a fantasiose quanto contraddittorie ricostruzioni da parte dei media, fondate sulle veline di una questura in difficoltà a spiegare lo svolgersi della giornata. Cambia lo scenario, ma concetto e striscione sono gli stessi del giorno prima: NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI. Che si chiamino Forza Nuova, CasaPound o Lealtà Azione la determinazione e la risolutezza dimostrata dagli antifascisti ha fatto in modo che le loro iniziative non potessero svolgersi nelle modalità da loro dichiarate, tanto che CasaPound ha dovuto tener segreta la nuova collocazione del banchetto. Tutto questo in linea con quanto accaduto in tante altre città d’Italia dove ci si è adoperati per mettere in discussione l’agibilità politica che questi soggetti stanno cercando di guadagnarsi. Troviamo ridicolo che questi gruppi piangano chiedendo maggior democrazia e diritti quando, nella realtà dei fatti, promuovono attivamente un’idea di controllo dittatoriale della società, fascista e autoritaria. Aggiungiamo che i militanti di CasaPound appena una settimana fa hanno accoltellato a Genova un compagno a cui va tutta la nostra solidarietà.
L’appello ad una fantomatica libertà di espressione non può essere la scusa per tollerare alcuna presenza neofascista in città, non ci può essere nessuna “tolleranza democratica” nei loro confronti: riteniamo necessario ribadire che il fascismo va combattuto con forza in ogni ambito. Con il bilancio positivo di queste due giornate monzesi e con le numerose iniziative analoghe che si stanno svolgendo in tutta Italia si dimostra come l’antifascismo militante sia un’efficace risposta contro il proliferare di presenze xenofobe, revisioniste, ultranazionaliste di stampo neonazista e neofascista. Crediamo sia importante rompere il pericoloso muro di indifferenza nei confronti di questa tematica intensificando anche una battaglia culturale contro retoriche razziste e securitarie, creando i presupposti per presenze di piazza sempre più significative. L’attuale clima di incertezza e paranoia dovuto ai cambiamenti sociali rischia di alimentare l’agibilità di questi gruppi, i quali a loro volta lo fomentano. Pertanto in questo momento storico riteniamo che la questione dell’antifascismo sia ancora attualissima. Questi fascisti e nazisti non sono “poveri cittadini” a cui viene impedito di esprimere la propria opinione, ma gruppi politici organizzati con l’obiettivo dichiarato di costruire una società reazionaria improntata sull’autoritarismo, sul controllo e sulla repressione verso chiunque non rientri nei parametri dell’ordine, della disciplina e del decoro. Il nostro essere antifascisti fa parte di una prospettiva politica opposta, basata sull’autogestione, l’autorganizzazione e la solidarietà.
FOA Boccaccio 003

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