sabato 25 novembre 2017

pc 25 novembre - Oltre 100.000 donne in piazza... ma fondamentale è l'indicazione di lotta del movimento femminista proletario rivoluzionario

pc 25 novembre - Mentre Gentiloni è in Tunisia e Minniti fa la spola Pozzallo-Leopolda - nuova strage in mare di migranti, all'ombra dell'accordo imperialista italo-libico targato PD-Gentiloni-Minniti

Migranti, naufragio davanti alle coste della Libia: “Almeno 25 morti, numero crescerà. Ci sono decine di dispersi”

Migranti, naufragio davanti alle coste della Libia: “Almeno 25 morti, numero crescerà. Ci sono decine di dispersi”


I circa 200 sopravvissuti sono stati trasportati al porto di Tripoli, ha riferito la guardia costiera. "Ci sono decine di dispersi", afferma la guardia costiera libica


Sono almeno 25 i morti di un naufragio avvenuto al largo delle coste della Libia occidentale. “Ma il bilancio è destinato a crescere – dice il portavoce della Marina libica Ayub Ghasem, portavoce della Marina libica – Abbiamo individuato diversi corpi. Ci sono decine di dispersi”. I sopravvissuti – circa 200 secondo diverse fonti – sono stati trasportati al porto di Tripoli.
Si stima che quest’anno siano circa tremila i migranti che sono morti o sono scomparsi nel tentativo di raggiungere l’Europa, la maggior parte dei quali approda sulle coste italiane, in Sicilia.
E proprio oggi il ministro dell’Interno Marco Minniti è in visita a Pozzallo all’interno di una struttura di prima accoglienza. “Dobbiamo sconfiggere il traffico illegale dei migranti e il Paese in questo senso deve essere unito".

pc 25 novembre - Modena. Furgone travolge il picchetto davanti alla Sda. Feriti due lavoratori

Poteva essere un nuovo caso Abd El Salam (l’operaio travolto e ucciso poco più di un anno fa ai cancelli della Gls di Piacenza). Due lavoratori della Sda questa mattina sono stati travolti da un furgone dell’azienda che ha forzato il picchetto dei lavoratori. Da questa mattina i lavoratori della filiale Sda di Modena, sono in sciopero per protestare contro il mancato incasso della busta paga di ottobre.
I lavoratori si sono radunati davanti ai cancelli di via Dalla Costa. La situazione alla Sda è tesa da ormai molti mesi – non solo a Modena – in seguito all’irregolarità dei pagamenti della principale cooperativa che gestisce l’appalto nei confronti della altre cinque coop che forniscono i lavoratori di questa importante azienda della logistica (il principale cliente sono le Poste Italiane). I lavoratori, aderenti al SiCobas, hanno bloccato il flusso dei mezzi, invitando l’azienda all’ennesimo confronto , ma il dialogo è fallito e ci sarebbero stati duri scambi di battute, e minacce di licenziamento contro i lavoratori in sciopero.
Poco dopo le ore 10, uno dei furgoni delle consegne ha cercato di uscire dal cortile, ma nel farlo ha investito due dei lavoratori che stavano bloccando i cancelli con un picchetto. Due ambulanze sono arrivate sul posto e hanno poi traferito i due lavoratori feriti in ospedale: le loro condizioni non sarebbero particolarmente gravi.

pc 25 novembre - Documento di Nadia Lioce al processo de L'Aquila


Qui di seguito il documento che Nadia Lioce, prigioniera politica detenuta da anni a regime 41 bis ha presentato al Tribunale Penale de L’Aquila in occasione del processo che la vede imputata proprio per avere protestato in carcere contro il 41 bis.

La sottoscritta Nadia Lioce ha presentato opposizione al decreto penale di condanna n.29/2016 ritenendo di poter qualificare le azioni, addebitatele come di disturbo delle altre detenute, come tradizionali azioni di protesta verso l’amministrazione penitenziaria (battitura delle sbarre), e di poter argomentare come non potesse ritenere di aver arrecato un disturbo alle altre detenute, non avendo udito lamentele; né che tali azioni arrecassero un tale disturbo, essendo  state storicamente accettate e/o condivise dalle detenute della sezione femminile 41 bis dell’istituto de L’Aquila, come in generale lo sono  per tutti i detenuti.
Gli eventi in oggetto –di battitura delle sbarre- sono quelli del 25/08/2015, 27/08/2015, 29/08/2015, 31/08/2015, 04/09/2015 e 07/09/2015, quali segmento di una protesta durata dal 27 marzo 2015 al 30 settembre 2015, con una frequenza analoga a quella citata (documentata dalle sanzioni irrogate le cui notifiche sono state depositate agli atti), e forme identiche (battitura con bottiglietta di plastica del cancello) e durata (mezz’ora), per un totale di episodi superiore alla cinquantina, in un regime di prigionia “speciale” quale, essendo segregativo nella natura e nello scopo è ordinariamente ben poco conosciuto. Eppure per poter contestualizzare i fatti è necessario poterne distinguere le caratteristiche, per cui la sottoscritta cercherà di tratteggiarle per come si sono andate determinando storicamente, pur nella consapevolezza che il salto esistente tra la vita civile e le condizioni della prigionia speciale in particolare, complessificando la rappresentazione in parole della sua concretezza, possa non essere colmato dal proprio tentativo e lasciarne incompleta la comprensione.
Ma è tanto più necessario quanto più è rilevabile una certa ambiguità aleggiante sulle regole che attengono alla prigionia speciale, sulla quale si tornerà in seguito con degli esempi.
Il 41 bis nasce negli anni ’90, ma come antesignano ha quello che si chiamava “articolo 90”, che veniva applicato ai prigionieri politici, e non solo, ed era parte anche di una più vasta trasformazione dell’istituzione carceraria in direzione della differenziazione in più circuiti detentivi (bassa, media, alta sicurezza – politici e non) e della normalizzazione di sistemi premiali; oltre che inquadrato in

pc 25 novembre - MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ROMA

CORTEO PARTITO
ALCUNE FOTO COMPAGNE E LAVORATRICI DEL MFPR IN CORTEO

pc 25 novembre - I rider Foodora interrompono all'università di Torino la lezione della legale aziendale

Torino, la vendetta dei rider di Foodora contro la legale della multinazionale del cibo


Blitz all'università, interrompono la lezione della legale docente

Contestazione questo pomeriggio all'Università di Torino per una delle avvocate che difende Foodora nella cause davanti al giudice del lavoro. Fiorella Lunardon, ordinaria nell'ateneo, è stata presa di mira dai rider di Foodora, la multinazionale che consegna cibo a domicilio in bicicletta, contro cui sei

pc 25 novembre - MFPR A ROMA GIA' IN LOTTA CONTRO POLIZIA E LE PICCOLO BORGHESI

I primi momenti della manifestazione (e della preparazione in piazza) e già le compagne dell’Mfpr e le lavoratrici devono lottare contro la polizia che vuole che si tolgano cartelli “offensivi” contro Minniti e gli strupratori delle forze dell'ordine e le organizzatrici di NUMD che pretendono ogni abbandono di cartelli o altri simboli che indichino l’appartenenza delle compagne all’Mfpr e le hanno addirittura accusato di bloccare il corteo!
Le locandine incriminate...

pc 25 novembre - Roberto Speranza, PD, il "lucano" gli operai FCA Melfi non ti vogliono

Gli operai di Melfi smascherano Speranza
Speranza, nel senso di segretario di Mdp, è stato a Melfi dove un gruppo di operai della Fca l’accolto con un volantino a dir poco irriverente. Si sono firmati “compagne e compagni lavoratori della Fca di Melfi” e hanno spiegato che «un noto esponente di questo Parlamento, il signor Roberto Speranza verrà a cercare di raccogliere voti per l’imminente campagna elettorale e lo farà spacciandosi per paladino dei diritti dei lavoratori. Ma noi operai della Fca di conosciamo bene la sua storia politica non fosse altro perché era uno degli esponenti di spicco del Partito Democratico. Roberto Speranza è stato uno degli artefici di una delle peggiori leggi che i lavoratori italiani hanno subito negli ultimi 20 anni.
Roberto Speranza e il suo Pd sono i protagonisti materiali della realizzazione e attuazione delle seguenti leggi: la cancellazione dell’articolo 18, la Legge Fornero, il Job Act, l’aumento dell’età pensionabile.

Roberto Speranza che solo adesso si ricorda di essere lucano, dove era quando alla Fca di Melfi

pc 25 novembre - Una notizia, una mezza verità: Varese, arrestato per crimini contro l'umanità ex ufficiale della Marina peruviana

.Ma i vari giornali, col copia e incolla, omettono in che contesto sono stati commessi questi crimini, che questo generale non è il solo colpevole e che all'epoca questi crimini erano conosciuti dalla comunità internazionale. Perché?....

...innanzitutto la data di questi crimini: 19 giugno 1986 e al governo peruviano vi era il socialista A. Garcia, il mandante di questi crimini, e in quei giorni era in corso la conferenza dell'internazionale socialista e il convitato di pietra era B. Craxi (primo sostenitore di Garcia); la strage, di questo si tratta, fu eseguita non fu fatta solo nel carcere di El Fronton ma anche a El Callao e Lurigancho, dove furono massacrati oltre 300 prigionieri politici e di guerra del PCP, chiamato dai media Sendero Luminoso, che opposero una strenua Resistenza e che da quel giorno per i rivoluzionari è diventata Dia de la Heroicidad. Con questa stringata e mistificata "notizia" si cerca di nascondere il fatto che è l'imperialismo il mandante. E' l'imperialismo che teme i comunisti e della loro determinazione

Varese, arrestato per crimini contro l'umanità ex ufficiale della Marina peruviana
Viveva a Busto Arsizio: deve rispondere di numerosi omicidi, commessi con l'aggravante della crudeltà, commessi in centro di reclusione
24 novembre 2017
I carabinieri hanno arrestato un cittadino peruviano di 61 anni, che viveva a Busto Arsizio, nel Varesotto, ex ufficiale della Marina militare del Perù, colpito da provvedimento di cattura internazionale emesso dal tribunale penale nazionale di Lima, per crimini contro l'umanità, emesso il 25 ottobre 2017. L'uomo è accusato, in qualità di ufficiale della Marina peruviana, di essersi reso responsabile di numerosi omicidi, commessi con l'aggravante della crudeltà, all'interno del centro di reclusione "El Frontòn", nel giugno del 1986. In particolare, avrebbe fucilato alcuni detenuti sia all'interno del penitenziario, sia mentre tentavano la fuga a piedi verso il mare. Avrebbe poi ordinato la conservazione di resti umani all'interno delle gallerie denominate "Pabellòn Azul", poi inceneriti e seppelliti in diversi cimiteri peruviani. I militari, ricevuta la segnalazione dall'Interpol, a conclusione di una complessa attività di indagine hanno localizzato e arrestato il ricercato, mentre viaggiava a bordo della sua autovettura, a Busto Arsizio. Arrestato, il criminale di guerra è stato accompagnato in carcere, a disposizione della Corte di Appello di Milano, in attesa dell'avvio delle procedure di estradizione.

pc 25 novembre - Elezioni in Sicilia: volevate un segnale forte? Ne è arrivato uno fortissimo: tra non voto, voti comprati, arrestati e indagati… il boicottaggio elettorale è la cosa da fare adesso

Se dalle elezioni in Sicilia del 5 novembre scorso, come dicevano tutti gli schieramenti politici, ci si aspettava un segnale per le prossime elezioni nazionali, questo è arrivato fortissimo. La borghesia siciliana, ma anche quella nazionale in generale è nel marasma più totale (non certo quando si tratta di continuare a fare gli interessi dei padroni e della borghesia in generale!) per quanto riguarda le alleanze per le prossime elezioni che si faranno con la legge moderno-fascista chiamata Rosatellum, ma fa finta di non capire (come fece Renzi per il referendum del 4 dicembre scorso che ha messo di fatto fine alla sua carriera politica) quale tipo di risposta danno in questo momento le masse popolari.
Il primo segnale è quindi quello della fortissima astensione. Il secondo quello dei cosiddetti impresentabili, e quindi della ricerca della “faccia nuova e pulita”!!! Il terzo quello delle alleanze, che per quanto complesse non permettono una vittoria sicura ai vari schieramenti.

In tanti però sembrano ciechi e sordi in questo momento. Si riempiono la bocca di lavoratori, di popolo, ma quando masse lavoratrici e popolo danno risposte fanno finta di non sentire! E la risposta è di delegittimazione della borghesia al potere! Gli “amici del popolo” che invece continuano a invitare ad andare a votare di fatto agevolano la borghesia nel recupero di una credibilità impossibile! Per questo è necessario continuare a boicottare le elezioni come strumento di legittimazione.

In Sicilia l’altro ieri è stato il turno di un nuovo eletto all’Assemblea Regionale per Forza Italia, Luigi Genovese, indagato per riciclaggio ed evasione fiscale, figlio del condannato a 11 anni per la truffa dei fondi della Formazione Professionale, Francantonio Genovese.

Anche su questo fanno tutti finta di non ricordare. Genovese figlio ha “ereditato” i voti che il padre ha raccolto in questi lunghi anni di “attività”: è stato dirigente regionale del Pd, ed era ancora nel Pd quando è stato condannato; Genovese padre è stato quasi eletto segretario regionale del Pd! Poi, dopo l’autorizzazione al suo arresto, è passato nel centrodestra.

Ora sarebbe logico dopo questo (non) ultimo episodio cominciare a togliere questi voti, frutto del “voto di scambio”, del “voto mafioso”, della corruzione generale, da quelli presi da Musumeci diventato presidente già con un numero ridicolo di voti e ragionare su chi rappresenta…?

***

Messina, Genovese jr. indagato per riciclaggio ed evasione fiscale. Sequestrato patrimonio da 30 milioni di euro.
La nuova bufera giudiziaria sulla famiglia del deputato Francantonio coinvolge anche il neodeputato regionale. Gli sarebbero stati trasferiti tutti i beni per sottrarli alla giustizia e al fisco
di ALESSANDRA ZINITI
Un nuovo ciclone giudiziario travolge la famiglia Genovese a Messina coinvolgendo anche il neo baby deputato appena eletto al Parlamento regionale siciliano con quasi 18.000 preferenze. Riciclaggio ed evasione fiscali i reati ipotizzati nell'avviso di garanzia notificato questa mattina a

pc 25 novembre - Gentiloni apre in Tunisia il viaggio neocoloniale, invasivo e guerrafondaio dell'imperialismo italiano

    
    
Tunisia-Italia: al via visita ufficiale premier Gentiloni a Tunisi, prima tappa tour africano

Roma , 25 nov 08:58 - (Agenzia Nova) - Prende il via da Tunisi il tour africano del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che si concluderà mercoledì prossimo, 29 novembre ad Abijan, in Costa d'Avorio, toccando Angola e Ghana. Durante la prima tappa a Tunisi, oggi il capo dell’esecutivo incontrerà alle ore 10 il presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi. A seguire, alle 11.30, il premier vedrà il presidente dell'Assemblea dei rappresentanti del popolo tunisino (Arp, il parlamento monocamerale tunisino), Mohammed Ennaceur, mentre alle ore 12.15 incontrerà il primo ministro Youssef Chahed. I principali temi dei colloqui tra Gentiloni e le massime autorità tunisine saranno le

pc 25 novembre - L'imperialismo italiano si butta in tutti gli organismi militari con ruolo di prima fila nell'Europa imperialista

Difesa: Graziano a "Nova", con Pesco possibile compensare gap capacità

Roma, 24 nov 17:04 - (Agenzia Nova) - Il capo di stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano, a margine del seminario del Gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente, promosso dalla delegazione italiana dell’assemblea parlamentare della Nato, fa il punto con Agenzia "Nova" in merito alla costruzione della Difesa comune europea. "E’ un processo in cui noi crediamo, in cui il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha fortemente creduto, che attraverso le iniziative della Pesco e tutte le altre che hanno permesso la costruzione una pianificazione iniziale europea, credo che ci sia la volontà di accrescere", dichiara. Il generale, eletto solo pochi giorni fa presidente del Comitato militare dell'Unione europea, aggiunge: "Io sto seguendo questa evoluzione, l’Italia ha una missione importante Sophia, e altre missioni addestrative a cui partecipiamo, quindi attraverso anche la nuova strategia globale – prosegue -, che ha assegnato dei compiti per cui l’Europa, in accordo con l’attività della Nato, avrà la possibilità di individuare delle sinergie e attraverso i progetti Pesco compensare anche dei gap capacitivi per rendere più credibili le risposte. Progetto sicuramente a lungo respiro che richiede costanza e in cui bisogna investire, perché credo che l’Europa abbia bisogno di una difesa forte", conclude Graziano.

pc 25 novembre - “Lavoro ad Amazon, vi dico tutto” - sfruttamento e lotta nel gigante dai piedi di argilla

“Per lavorare da Amazon? Bisogna avere un ‘fisico bestiale'”. Tommaso, 35 anni, nome e età di fantasia per garantirne l’anonimato. Nello stabilimento l’età media dei dipendenti è tra i 25 e i 30 anni. Il lavoro, spiega, è organizzato su tre turni di 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 “con uno stacco di mezz’ora per non creare ingorghi di posteggio: sono geniali in questo, non c’è che dire”. A rendere particolarmente pesante le ore allo stabilimento il cosiddetto ‘passo Amazon’ ossia che “devi fare almeno 120 pezzi in un’ora” nel reparto, dove la merce viene confezionata e spedita. “Nei pacchi multipli, invece, devi raggiungere un altro target”, ma in generale diciamo che il calcolo è semplice: due pacchi al minuto. “Siamo tutti monitorati. Chi fa i pacchi è monitorato perché loggato a un

pc 25 novembre - Tunisia - Aumenta il caro-vita e la legge finanziaria 2018 non promette niente di buono…

corrispondenza da tunisieresistant

La settimana scorsa, il primo ministro Chahed si è recato di buon mattino al mercato alimentare dell’ingrosso di Tunisi effettuando un vero e proprio blitz diretto contro i grossisti.


Ultimamente i prezzi di alcuni beni alimentari sono aumentati, in particolare pomodori e patate che sono alla base della dieta quotidiana tunisina, ad esempio un kilo di pomodoro è passato da 1,8 dt a 3 dt (1€= 3dt al cambio attuale n.d.a.). tutti gli organi di stampa online e non, hanno coperto questa iniziativa del primo ministro mentre all’alba intimava direttamente i grossisti ad abbassare i prezzi. Il giorno dopo i giornali titolavano che adesso un kg di patate è sceso a 2,3 dt dopo l’intervento diretto

pc 25 novembre - Germania, libertà su cauzione per Fabio in carcere da quattro mesi per il G20 di Amburgo


Germania, libertà su cauzione per Fabio Vettorel, il 18enne in carcere da quattro mesi per i disordini al G20 di Amburgo


A Fabio Vettorel è stata concessa, di nuovo, la libertà su cauzione. A stabilirlo è stata la corte di Cassazione tedesca, che ha respinto il ricorso presentato dalla Corte d’Appello. La Suprema corte ha deciso che il 18enne veneto potrà lasciare il carcere di Amburgo con il pagamento di una cauzione da 10mila euro e la nomina di una persona che ne abbia procura.
Una vicenda giudiziaria complessa: incarcerato assieme a molti altri manifestanti poi rilasciati nell’arco di qualche settimana come  Maria Rocco, rilasciata il 10 agosto scorso, a Vettorel la giustizia tedesca ha deciso di irrigidire il regime di detenzione e i tempi del processo si sono allungati. Il suo caso è seguito dal Tribunale dei Minori perché, nonostante all’epoca dei fatti avesse già 18 anni compiuti, in Germania è considerato ancora un minore. Lo scorso 16 novembre il colpo di scena: i legali del giovane avevano chiesto la scarcerazione e, dopo 24 ore di ritiro, il giudice aveva dato il via libera dietro pagamento di un cauzione di 10mila euro e con l’obbligo di firma ad Amburgo tre volte a settimana. Nel pomeriggio però, nonostante la cauzione fosse già stata pagata, è arrivato il dietro-front della giustizia tedesca perché il pubblico ministero si era opposto facendo ricorso in Cassazione.....Contro Vettorel la giustizia tedesca ha mosso le accuse di disturbo alla quiete pubblica, “tentativo di causare danni mediante mezzi pericolosi” e resistenza a pubblico ufficiale, anche se nei suoi confronti non sono state portate prove. Il 18enne veneto non è stato riconosciuto tra coloro che hanno lanciato sassi contro le forze dell’ordine e la sua immagine compare solo in un video in cui si vede il giovane sfilare in un corteo con altri ragazzi.

pc 25 novembre - Continua l'ondata di scritte e striscioni per la rivoluzione d'ottobre alle fabbriche


pc 25 novembre - Le rivolte dei braccianti e contadine in Puglia 1947-2017- la polizia del governo DC assassina - pagine della lotta di classe da non dimenticare

15 novembre: Cerignola (Foggia), durante una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo Domenico Angelini e Onofrio Perrone. Per reazione, i dimostranti danneggiano il palazzo di un agrario e le sedi di alcuni partiti. Negli scontri muoiono anche due agenti. Denunciati 114 lavoratori.

18 novembre: Corato (Bari), nel corso di uno sciopero generale, la polizia apre il fuoco contro i contadini uccidendo Diego Masciavè, sindacalista Cgil, il bracciante Pietrino Neri e la contadina Anna Raimondi. Altri 10 manifestanti rimangono feriti.
Anche a Trani la polizia carica i manifestanti, ferendone due.
A Bisceglie la polizia apre il fuoco su una manifestazione di disoccupati che chiedono lavoro.

20 novembre: Campisalentino (Lecce) nel corso di una manifestazione di contadini, i carabinieri sparano contro per proteggere alcuni crumiri, uccidendo Antonio Augusti e Santo ....
                                              l’Unità del 18 novembre 1947

pc 25 novembre - Genova - Sole e Baleno non si vendono! - AGUSTINA MACRI' "PERSONA NON GRATA"


Giovedì ventitre novembre, una troupe cinematografica argentina – agli ordini della regista Agustina Macri, figlia di Mauricio, presidente pro tempore della Républica Argentina – occupa palazzo della Meridiana, e la piazza ad esso antistante, per girare alcune scene di un film.
La pellicola in questione si intitola “Amor y Anarquia”, e ricostruisce – naturalmente a modo suo – le vicende che hanno portato al “suicidio” in carcere di due anarchici accusati ingiustamente di aver compiuto, tra l’agosto 1996 ed il gennaio 1998, attentati ecoterroristici in val di Susa: Maria Soledad Rosas alias Sole, ed Edoardo Massari detto Baleno.
Sul set cinematografico si presenta un gruppo di solidali con la lotta dei due ragazzi, che espone

venerdì 24 novembre 2017

pc 25 novembre - Torino - Trecento studenti in corteo contro i tagli all'istruzione, bruciata foto della Fedeli

Assemblee anche in Università e Politecnico
Circa 300 stanno manifestando da questa mattina. Sono partiti da piazza Arbarello e ora si fronteggiano con la polizia in tenuta antisommossa in corso Vittorio Emanuele dove il cordone delle forze dell'ordine proteggono l'ingresso dell'ufficio scolastico regionale. Davanti alla sede dell'ufficio scolastico regionale i ragazzi hanno dato fuoco all'immagine della ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, dei sindacati e di McDonald. "Sono i simboli del progetto alternanza scuola lavoro che per noi

pc 24 novembre - UN CENTINAIO DI COMPAGNI E COMPAGNE AL TRIBUNALE E AL CARCERE HANNO ROTTO I DIVIETI, E FORTE SI E' SENTITO: "LIBERTA' PER NADIA LIOCE" !

Davanti al carcere

Al tribunale
Un centinaio di compagni e compagne hanno sfidato i divieti della Questura di L'Aquila e si sono riuniti davanti al Tribunale dove si teneva l'udienza del processo contro Nadia Lioce, colpevole di aver battuto con una bottiglietta di plastica contro la porta blindata della sua cella per protesta contro i quotidiani soprusi e sequestri di riviste e altro materiale cartaceo e oggetti personali. Erano presenti il Mfpr, Soccorso rosso proletario, Pagine contro la tortura, Ccrsri, Comitato contro la repressione Napoli, Amazora, con delegazioni da Roma Milano, Torino, Napoli, Bergamo, Bologna,  Genova, Palermo, Taranto.
L'udienza è iniziata intorno alle 11 con le testimonianze di una ispettrice del Gom che ha descritto l'atteggiamento di "non dialogo" della detenuta e come la stessa con la sua bottiglietta disturbasse anche altre detenute, il cappellano, lo psicologo e altro personale. La protesta, ha aggiunto, iniziata dopo il sequestro di alcuni atti giudiziari tenuti in cella dalla Lioce, si è interrotta dopo che ne è stata ordinata la restituzione.

Conclusa la testimonianza e poco prima che il giudice annunciasse il rinvio dell'udienza, dal pubblico hanno iniziato a gridare "libertà, libertà", e subito è stato ordina

Torino: striscione e presidio di solidarietà alla brigatista Lioce davanti al Palagiustizia

L'iniziativa di una decina di Proletari per il soccorso rosso
Un presidio di solidarietà alla brigatista Nadia Lioce, composto da una decina di persone, si è formato davanti ai cancelli del Palazzo di giustizia di Torino.
L'iniziativa è del gruppo dei Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale e giunge in occasione della ripresa di un procedimento, celebrato a L'Aquila, in cui la Lioce è chiamata a rispondere per alcuni atti di protesta compiuti nel carcere in cui è detenuta in regime di 41 bis.
Gli attivisti, che affermano di non avere chiesto permessi, hanno srotolato uno striscione e hanno distribuito volantini.
Digos e carabinieri controllano la situazione.to lo sgombero dell'aula per interruzione di pubblico processo.
Conclusa d'udienza, i manifestanti si sono mossi insieme verso il carcere.



pc 24 novembre - CHE SIA GRANDE E FORTE LA MANIFESTAZIONE DELLE DONNE DI DOMANI 25 NOVEMBRE A ROMA!

Alle lavoratrici, alle realtà proletarie delle donne, di lotta, a tutte le compagne che vogliono un corteo combattivo, incontriamoci.
Saremo in piazza della Repubblica all'incrocio con via Einaudi, con gli striscioni:  
"CONTRO TUTTE LE VIOLENZE DI PADRONI, GOVERNO, STATO... RIVOLUZIONE!"
"SCATENIAMO LA RIBELLIONE DELLE DONNE"

MFPR
Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe

pc 24 novembre - Alternanza scuola-lavoro alla cinese... e ipocrisia all'italiana: 11 ore al giorno di lavoro per assemblare l’ultimo iPhone

Un articoletto del Sole 24 ore del 22 novembre scorso (riprodotto in fondo) riporta la notizia dello sfruttamento di studenti da parte della Foxconn con la scusa dell’”alternanza scuola-lavoro”, nella produzione dell’ultimo iPhone X.
Il giornalista al servizio dei padroni italiani ne parla in maniera diremmo quasi emotiva, colto quasi di sorpresa che possa succedere qualcosa di simile. Stiamo parlando, come è noto, di un giornale che in questi giorni in particolare, sta portando avanti una vera e propria crociata contro ogni tentativo di tornare indietro proprio rispetto all’alternanza scuola-lavoro, della continua magnificazione del Jobs Act (e di Renzi), per non parlare di quella contro la possibilità che venga dato un limite all’aumento dell’età pensionabile!
Insomma, senza dignità, di fatto, come la Foxconn, che ammette pure l’utilizzo dei minori per 11 ore al giorno; d’altronde loro non si possono meravigliare visto che la “sua forza lavoro … lavora per contratto per più di 40 ore a settimana”…
L’iPhone X assemblato con lavoro minorile illegale
Il nuovo gioiello di casa Apple, l’iPhone X, va forte. Gli ordini volano. Tanto che gli analisti prevedono da qui a Natale il superamento dei mille miliardi di market cap per la società californiana. Se gli ordini continuano ad arrivare qualcuno questi dispositivi deve produrli. E in fretta, per rispondere alle richieste del mercato ed evitare ritardi eccessini nelle consegne. Il Financial times ha rivelato che 3mila studenti cinesi delle scuole superiori sono stati reclutati dalla Hon Hai Precision Industry di Taiwan, meglio conosciuta come Foxconn, tristemente nota per i suicidi degli operai, assunti a tempo per velocizzare la produzione di iPhone X. Sei ragazzi hanno raccontato che lavorano 11 ore al giorno di norma per assemblare il nuovo smartphone Apple. Il ché per la normativa cinese viene considerato un tempo di lavoro eccessivo, illegale considerando che si tratta di studenti minorenni. Foxconn in una nota via e-mail ha fatto sapere che i lavoratori a termine rappresentano una percentuale “molto piccola” della sua forza lavoro, che lavora per contratto per più di 40 ore a settimana. Gli studenti son tutti “lavoratori volontari” e verrebbero “pagati adeguatamente”. Per assemblare i telefonini Apple. Undici ore al giorno.
Il Sole 24 Ore
22 novembre ’17

pc 24 novembre - Da Palermo a Roma… le lavoratrici iniziano la doppia battaglia con l'"assedio" ai Palazzi...

È già iniziata in questa giornata la battaglia della delegazione di lavoratrici dello Slai Cobas di Palermo aderenti al MFPR che vengono “accompagnate” in solidarietà dall’affissione in città delle locandine della manifestazione fatta da tante lavoratrici…

In quanto donne, la battaglia è sempre doppia, e in vista e nello spirito della manifestazione di domani, anche oggi si tratta di “assediare” i palazzi del potere, i vari ministeri dove portare con forza alcune vertenze e lotte specifiche: dal Ministero delle Politiche sociali, 

al Ministero della Pubblica Istruzione. Qui le lavoratrici, e la mamma di Ivan in particolare, il ragazzo disabile che per mesi non è andato a scuola per l’assoluta mancanza di interesse reale delle istituzioni, hanno solidarizzato con gli studenti in lotta che stanno presidiando il Ministero e protestano in particolare contro l’alternanza scuola-lavoro.




le interviste


Gli studenti hanno invitato la mamma di Ivan a parlare al megafono e hanno sottolineato con applausi la denuncia aperta e forte della condizione degli studenti disabili! Poi ha parlato anche la responsabile dello Slai cobas sc, che è anche lavoratrice della scuola, che ha denunciato le condizioni di lavoro

pc 24 novembre - Strage dell'Eureco, vogliono riaprire il sito per "lavorare" come prima. Sosteniamo la denuncia del Comitato familiari e lavoratori. EURECO MAI PIU'

Paderno Dugnano, resta lo spettro della riapertura di Eureco
No del Tar, ma l'azienda fa ricorso. Il comitato vittime al sindaco Sala: "Mai più, per rispetto dei morti"
di DANIELA SALERNO
Pubblicato il 23 novembre 2017 
Paderno Dugnano, 23 novembre 2017 - Il Comune di Paderno Dugnano si è costituito in giudizio al Consiglio di Stato contro il ricorso alla sentenza del Tar che bloccava di fatto l’autorizzazione rilasciata dalla Città Metropolitana all’apertura di una nuova azienda di stoccaggio rifiuti a Paderno Dugnano. In un primo momento sembrava che a fianco dell’azienda, la Tecnologia&Ambiente, ci fosse anche la Città Metropolitana, ma ieri gli uffici hanno comunicato la decisione di non “accompagnare” la società in questa battaglia legale. «Mi aspettavo il ricorso dell’azienda, che sta
provando a tutelare i propri interessi», commenta il sindaco Marco Alparone, seguito dai cittadini che fanno parte del comitato a sostegno delle vittime dell’Eureco: i quattro operai che nel novembre del 2011 morirono nell’esplosione che sconvolse l’Italia intera.