sabato 16 settembre 2017

pc 16 settembre - L'azione e l'appello del MFPR costringono la stampa borghese a dare spazio e informazione su Nadia Lioce - La campagna continua e si estende

pc 16 settembre - Continua l'assassinio di contadini in Brasile e l'attacco alle popolazioni indigene - Un insieme di notizie

Nota da Redação: Divulgamos importante denúncia enviada a redação de A Nova Democracia

Trabalhadores rurais são executados a tiros em Marabá
 Publicado em 14/09/2017 09:19

Mais um crime contra a vida abalou a já conturbada zona rural da região sudeste do Pará. Na manhã de ontem, quarta-feira (13), dois sem-terra foram assassinados a tiros na localidade conhecida como Assentamento Boa Esperança. As vítimas foram identificadas como Eraldo Moreira Luz, o “Pirata”, que morreu na rede onde descansava, e Jorge Matias da Silva, de 25 anos, que chegou a ser socorrido, mas morreu na carroceria de uma picape que tentava buscar socorro médico em Parauapebas.

A localidade onde o duplo assassinato aconteceu fica no município de Marabá, mas está mais perto do perímetro urbano de Parauapebas, na região do Garimpo das Pedras. Segundo os moradores da ocupação, naquela área vivem cerca de 500 famílias e os assentados agora estão apavorados.

Fonte Correio de Carajas

Trabalhadores rurais são assassinados por pistoleiros em assentamento

Quinta-Feira, 14/09/2017, 08:58:46

Dois trabalhadores rurais foram executados na manhã de quarta-feira (14), no assentamento Boa

pc 16 settembre - IL "POSTO" DELLA LOGISTICA - Da interventi al seminario di proletari comunisti

Capire cos'è e come si colloca la logistica nell'organizzazione capitalistica del lavoro è un questione seria, anche per l'ordine, gerarchia che va data nella lotta di classe.

La logistica, come ha ben spiegato nella sua “lezione” il prof. Di Marco al seminario di proletari comunisti (vedi i video pubblicati nei giorni precedenti), è un settore della circolazione delle merci, non della produzione; i costi della circolazione sono necessari per realizzare il profitto, il plusvalore prodotto dagli operai nelle fabbriche, ma appunto non aggiungono valore alla merce.
E' elementare dire che senza produzione non c'è circolazione; la circolazione non può far realizzare al capitalista il profitto se a monte nella produzione della merce non è stato “messo” valore. (certo, senza vendere la merce, questo profitto resta solo potenziale, ma non è certo la circolazione a spiegare l”arcano” della merce).

Chiaramente per i lavoratori, sia che lavorino in fabbrica, che nella logistica non cambia nulla, per il

pc 16 settembre - ILVA GENOVA, FIOM, FIM, UILM: TANTO RUMORE PER UNA MISERIA - mentre sulla difesa reale di lavoro, reddito, sicurezza, salute si preparano ad accordi svendita

GENOVA -  E' convocata per le ore 8.30 di mercoledì 20 settembre l'assemblea dei lavoratori Ilva di Genova. L'annuncio arriva attraverso una nota resa pubblica dai sindacati. L'appuntamento è davanti allo stabilimento genovese. Subito dopo partirà una nuova mobilitazione con corteo per le vie cittadine. Un modo, secondo i sindacati, per attirare l'attenzione sul 'silenzio del governo'.

Il prossimo 30 settembre infatti scadranno gli accordi di pubblica utilità a cui hanno aderito molti dipendenti. 
'La vicenda Ilva - si legge nella nota - tra continui rimandi del governo, vive l'ennesima stagione di confusione. A Genova la situazione vede lo scadere dei lavori di pubblicà utilità il prossimo 30 settembre e il governo, a cui abbiamo scritto il 6 settembre, non ci ha ancora dato risposte".
L'obiettivo è ottenere un incontro con il prefetto per una convocazione al ministero per il rinnovo dei lavori di pubblica utilità.
Nei giorni scorsi ha fatto scatenare la rabbia dei sindacati la decisione arrivata dal governo di far slittare la data del prossimo incontro sul futuro dell'azienda, inizialmente previsto per oggi 15 settembre, e spostato al prossimo 9 ottobre.

pc 16 settembre - Napoli contro il piano Minniti - NO AGLI SGOMBERI, SI AI DIRITTI!

Veniamo da un'estate di sgomberi violenti e guerra ai poveri che ha trovato il suo momento apicale nella vergogna di piazza Indipendenza, nelle decine di rifugiati e senzatetto, donne, uomini, bambini, anziani, portatori di handicap caricati e picchiati senza pietà.
Dieci anni di crisi economica e di governi dell'austerità hanno disintegrato quel che restava del welfare e affollato il gradino degli ultimi e dei penultimi nella gerarchia dell'ingiustizia sociale. Un disastro fatto di distruzione dei diritti e tagli sociali, di sudditanza alla furia liberista della BCE che ha accresciuto a dismisura la forbice di ricchezza tra una minoranza di privilegiati e i tantissimi che stanno precipitando verso il basso. In questo quadro l'unica strategia perseguita dai governi e da quasi

pc 16 settembre - Odiare gli uomini che odiano le donne, odiare il sistema imperialista che li produce, odiare l'ideologia della classe dominante, odiare lo Stato borghese che li tutela - osare fare la doppia rivoluzione - MFPR

"Io vi odio.
Vi odio per tutte le volte che si fa tardi e chiedo a qualcuno di fare la strada assieme per tornare a casa.
Vi odio per le chiavi tenute tra le dita quando torno da sola, per le finte telefonate che facevo soprattutto durante i primi anni di università e che mi davano un'illusione di sicurezza.
Vi odio per i vostri sguardi che sbavano e che riesco a sentire addosso al mio culo anche quando vi supero.
Vi odio per le battute, i fischi, i commenti che siete così sicuri mi facciano solo piacere.
Vi odio per tutte le volte che mi avete fatto prendere le questioni, perdendo un sacco di tempo e accumulando un sacco di veleno.
Vi odio perchè ormai sono abituata anche io a camminare a sguardo basso se non mi va di innervosirmi o sto di fretta, come se la città in cui vivo non mi appartenesse, come se non avessi il diritto di osservarne ogni minimo particolare.
Vi odio perchè anni fa, sola di notte in una periferia romana per una serie di eventi casuali, ho passato due ore rannicchiata dietro una colonna a piangere mentre i due papponi del parchetto lì davanti mi dicevano di tutto e mi minacciavano mentre io speravo solo che qualche amico con la macchina fosse sveglio per venire a prendermi.
Vi odio perchè devo decidere come vestirmi per uscire in base al fatto che abbia o meno la certezza di un passaggio per tornare a casa.
Vi odio perchè quest'odio non è solo il mio, ma appartiene a tutte le mie sorelle.
Vi odio perchè tutto questo non è, non può essere la normalità, Quindi per fortuna che vi odio, che vi odiamo".

(è il pensiero raccolto in questi giorni da una compagna dell'ex opg, pensiero che però appartiene a tutte noi perchè racconta di cose che almeno una volta ci hanno sfiorato o che abbiamo vissuto, e che perciò abbiamo voluto riportare)

pc 16 settembre - Viva ora e sempre 'le quattro giornate di Napoli', pietra miliare dell'antifascismo di classe e di massa di Napoli - lezione storica valida ancora oggi

pc 16 settembre - Il Movimento 5 stelle di Grillo è fascio populista

...al vertice, nei deputati -quasi tutti- nella base militante e in parte di quella di opinione che vota - Tutto il resto è copertura opportunista e riformista e il riformismo nello Stato imperialista serve la reazione e oggi serve l'ascesa del moderno fascismo .
                                          proletari comunisti/PCm Italia

Antifascismo e democraziadi Franco Astengo - contropiano


Prescindendo dal merito della legge che intende colpire la propaganda fascista approvata ieri in prima lettura dalla Camera e che sicuramente presenta difficoltà e zone d’ombra (considerato anche la parte proponente, quella del PD, e il ruolo da essa avuto nei reiterati attacchi alla Costituzione, come si cercherà di precisare meglio in seguito) l’elemento più impressionante della giornata politica di ieri è sicuramente rappresentato da questo tweet emesso da un deputato 5 stelle:
carlo sibilia
@carlosibilia
Oggi la Apple presenta l’#iPhone8 noi in parlamento siamo costretti dal #PD a discutere di #fascismo vs #comunismo …#fatevoi #AppleEvent.
Una dichiarazione davvero impressionante per la dimostrazione che contiene di superficialità e incultura. Una dichiarazione molto pericolosa che segue alle dichiarazioni

pc 16 settembre - Campagna di massa per la liberazione dei prigionieri politici in Italia e miglioramento delle loro condizioni di detenzione SI - campagna per 'l'amnistia NO - Soccorso Rosso Proletario

La storia della lotta armata in Italia è definitivamente finita...? Una illusione della borghesia e dei loro servi

La ricostruzione politica la borghesia imperialista e i loro servi l'hanno già fatta e come ogni ricostruzione fatta dai vincenti per ora al potere, l'amnistia come soluzione politica significa accettarla!
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Amnistia come soluzione politica di Giulio Petrilli* 

Rilanciare la proposta dell’amnistia come soluzione politica per quello che e’ stato il fenomeno della lotta armata in Italia.


In Francia e Germania non ci sono piu’ detenuti di percorsi simili a quelli italiani.
Qui ancora tanti e tante sono in carcere!
La storia della lotta armata in Italia e’ definitivamente finita!
Nacque negli anni settanta ma intorno al 1985 era gia’ completamente conclusa. Poi in pochissimi e

pc 16 settembre - Alla FCA il sindacato di classe basato sui cobas non c'è e si continua solo a denunciare e sperare nella FIOM


Fca esuberi e liste di proscrizione

Caro Operai Contro, la Fiom comunica che a Mirafiori aumentano gli esuberi. A Melfi da oltre due mesi è ripartita la cassa integrazione con operai trasferiti a Termoli. A Pomigliano […]

La Fiom comunica che a Mirafiori aumentano gli esuberi. A Melfi da oltre due mesi è ripartita la cassa integrazione con operai trasferiti a Termoli. A Pomigliano centinaia di operai in cassa integrazione sono costretti da mesi in trasferta a Cassino, mentre quelli di Cassino rimangono in cassa integrazione. E’ solo un cenno alle note situazioni fra le più gravi e stridenti per gli operai della Fca in Italia, ex Fiat.

Mi chiedo cosa debba succedere perché il sindacato decida mobilitazioni e iniziative, appropriate alla gravità delle situazioni. E mi rispondo se quella “flemma” dell’azione sindacale di cui parlano alcuni lettori nelle loro corrispondenze, non sia

venerdì 15 settembre 2017

pc 15 settembre - "PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI VITA DELLE PRIGIONIERE POLITICHE, NO AL 41bis PER NADIA LIOCE!"

Attacchinaggio dell'appello a Palermo



l'appello del MFPR  
https://www.change.org/p/no-al-41bis-per-nadia-lioce?utm_source=embedded_petition_view

pc 15 settembre - DA TARANTO A L'AQUILA: RACCOLTA FIRME AL TRIBUNALE IN SOLIDARIETA' ALLE PRIGIONIERE POLITICHE, A NADIA LIOCE



Decine di persone, soprattutto avvocati, avvocatesse, questa mattina hanno firmato, in poco più di un'ora, davanti al Tribunale di Taranto l'appello nazionale "Per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche - NO al 41bis per Nadia Lioce".

Il presidio è stato organizzato dal MFPR.

Una solidarietà non usuale ha "sfondato", anche con una certa sorpresa, le grigie aule del Tribunale; l'Mfpr ha fatto appello a schierarsi e la risposta, sia pur iniziale, c'è stata, e deve continuare. 


pc 15 settembre - Contro Macron, president des patrons... massima lotta - documento del PCF maoista

traduzione ufficiosa

LO STATO BORGHESE E’ LO SFRUTTAMENTO E L’OPPRESSIONE DEL POPOLO

Il governo Macron mantiene le sue promesse elettorali, le applicherà per ordinanze. Esso ha il sostegno della maggioranza del patronato e un massiccio rifiuto dei lavoratori e delle masse. Esso sostiene di aiutare le piccole e medie imprese abbassando i contributi per i padroni, facilitando i licenziamenti, la riduzione dei costi di licenziamento, comprese quelli senza causa reale e seria. Esso incoraggia i disoccupati ad assumere uno stato di auto-imprenditore sotto il segno di "cyber-boss" tipo Uber, mentre in realtà è solo un mezzo per attrarre un segmento della popolazione al lavoro completamente precario. Questa politica rafforzerà il potere dei monopoli, l'abbassamento del potere d'acquisto dei lavoratori, colpirà le conquiste sociali conquistate attraverso la lotta.
Lo Stato rafforza il proprio sistema di spionaggio generalizzato, rafforza i controlli su base somatica in nome della lotta contro l'immigrazione, la polizia può sparare a vista, ci sono innumerevoli giovani uccisi, i militari attraversano le strade, le manifestazioni sono inquadrate dalle forze di polizia, che per la loro presenza ravvicinata sono una vera e propria provocazione, senza contare la violenza della polizia contro i manifestanti.

L'imperialismo è guerra

Gli Stati imperialisti dopo la colonizzazione hanno continuato a saccheggiare le loro ex colonie. Il dominio incontrastato dei monopoli dei paesi imperialisti sull'economia mondiale, li ha portati a moltiplicare interventi armati e/o a finanziare "opposizioni", quando la borghesia locale, loro lacchè

pc 15 settembre - La campagna per Georges Ibrahim Abdallah riprende in Francia alla festa de l'Humanitè, verso una nuova manifestazione al carcere in ottobre

Una manifestazione, organizzata dalla Campagna unitaria per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah, sfilerà alla “Festa de l’Humanité” sabato 16 settembre.
Unitevi a noi per esigere la liberazione del nostro compagno, che entrerà il mese prossimo nel suo 34esimo anno di detenzione in Francia!
☞ Sabato 21 ottobre 2017 davanti la prigione di Lannemezan

Georges Abdallah, militante comunista arabo, combattente per la lotta di liberazione nazionale della Palestina, è incarcerato nelle galere dello Stato francese da 33 anni. Condannato all’ergastolo per complicità negli atti di resistenza rivendicati dalle Frazioni armate libanesi, quando il suo paese il Libano, è stato invaso dalle truppe sioniste, [può potenzialmente essere scarcerato n.d.t.] dal 1999.
Malgrado due [sentenze di n.d.t.] liberazione pronunciate dal tribunale d’applicazione delle pene, Georges Abdallah è tenuto in prigione dallo Stato francese, su ingiunzione del governo statunitense.

pc 15 settembre - A Taranto lunedì c'è Mattarella al quartiere proletario e inquinato di Paolo VI - Ma c'è anche la voce della protesta popolare

18 settembre Mattarella alle scuole Falcone/Pirandello Paolo VI

Sig.Presidente a Taranto non è tempo di passerelle!

A Taranto manca il lavoro, la salute, la sanità, le scuole sono care non vanno, manca il reddito e la casa per decine di migliaia di persone

All'Ilva migliaia di lavoratori sono a rischio di perdere il lavoro, dopo aver perso in tanti vita e salute
a Paolo VI il quartiere è abbandonato al degrado e alla disoccupazione, alla mancanza di servizi sociali e di futuro...

e lei ci viene a parlare di 'legalità'?

facciamo sentire la voce
della protesta popolare
Paolo VI centro – Piazza Carnevale ore 10
sotto il municipio
per lavoro salute - ambiente bonifiche
scuola sanità case – reddito per vivere

slai cobas per il sindacato di classe
via rintone 22 taranto – info slaicobasta@gnail.com 347-5301704

pc 15 settembre - Presidio volantinaggio all'Ilva di Taranto chiama gli operai a rompere la pace sociale e l'attesa, e a costruire una assemblea autonoma



pc 15 settembre - Per gli operai un inferno chiamato capitalismo - un operaio in lotta, licenziato all'Hitachi Napoli, perde la figlia tumore nella zona dei rifiuti tossici di Acerra


Cosa dire in questi casi? Immediatamente uno pensa alla malasorte, al caso che si accanisce drammaticamente su una intera famiglia. In realtà, come la maggior parte delle volte succede, il fantomatico “destino” non c’entra niente.
Aniello e la sua famiglia vivono ad Acerra, una delle zone più devastate della Campania dall’inquinamento causato dallo smaltimento di rifiuti tossici nel sottosuolo di quelle campagne per

pc 15 settembre - La legge contro la propaganda fascista è utile o dannosa agli antifascisti? - Un dibattito aperto

Approvato ieri alla camera e trasmesso al senato il disegno di legge Fiano che introduce il reato di propaganda con contenuti riferibili al partito fascista, a quello nazista e ai loro “metodi sovversivi contro la democrazia”. È solo maquillage destinato a produrre danni.

Ne farà le spese il titolare del bagno di Chioggia al centro del caso estivo per il suo stabilimento addobbato con quel gusto un po' retrò, ne faranno le spese i venditori di gadget a Predappio? A favore

pc 15 settembre - Nadia Lioce - info-sostegno alla campagna MFPR da infoaut e osservatorio contro la repressione

Il 41 bis è tortura. Una campagna per dire basta

Dal 7 luglio ad oggi, l’appello del mfpr per la difesa delle condizioni di vita delle prigioniere politiche – No al 41 bis per Nadia Lioce è arrivato a oltre 1300 sostenitori. 
In molti hanno firmato anche dall’estero e tante donne hanno risposto all’appello. Tantissimi messaggi ci hanno accompagnato con calore, umanità e convinzione in questa campagna, che rilanciamo in occasione del 15 settembre, allargando la solidarietà.
Quel giorno a L’Aquila Nadia Lioce verrà processata per “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale”. Reati relativi a battiture di protesta che Nadia avrebbe

pc 15 settembre - Resistenza agli sfratti a Firenze

Firenze: dura resistenza a uno sfratto a sorpresa

Comitato inquilini, rifugiati somali, solidali difendono la famiglia di Barbara dall'infamia dello sfratto a sorpresa. Cariche sul picchetto. La famiglia è barricata in casa.
"Invece di aiutarci ci state rendendo la vita un inferno...fate tutto il contrario di ciò che sarebbe giusto...dovreste vergognarvi di uscire di casa a volto scoperto, tutelate solo gente che ha decine di appartamenti sfitti, vi siete venduti tutto, pure le case destinate alle famiglie in gravi difficoltà come

pc 15 settembre - Roma corteo a Tiburtina III sabato

casa, servizi, lavoro, dignità


Mercoledì 13 settembre centinaia di abitanti del quartiere, realta’ sociali, cittadini e cittadine solidali da tutta Roma sono scesi in piazza per impedire il consiglio municipale straordinario delle menzogne a Tiburtino III.
Il consiglio, convocato dietro intimidazione dei fascisti di Casapound ed avallato da tutte le forze politiche, e’ stato annullato grazie alla determinazione di coloro che non accettano la strumentalizzazione, le intimidazioni e le incitazioni alla guerra tra poveri delle compagini di estrema

pc 15 settembre - Iniziativa a L'Aquila per Nadia Lioce, report di una compagna del MFPR


L’Aquila 15 settembre 2017 - Avviata oggi l’udienza contro Nadia Lioce, imputata per “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale”.
Ascoltati il Pubblico Ministero e la Difesa sulle prove avanzate dalle parti, Il giudice Quirino Cervellini ha rinviato al 24 novembre l’udienza, con l’esame dei testimoni dell’accusa.
L’avvocata di Nadia, Caterina Calia, ha chiesto l’ammissione alle prove di una lista di documenti, una settantina di verbali di infrazioni disciplinari, inflitte alla Lioce in soli 3 mesi (per un ammontare di 2 anni di isolamento), per dimostrare l’atteggiamento vessatorio nei suoi confronti.

L’udienza si è svolta al Tribunale per i minorenni in Via Acquasanta 1 intorno
alle 11:40, anziché in Via XX Settembre 68, come era stato comunicato ai legali di Nadia. Ma questo disguido ha dato modo al MFPR dell’Aquila di depositare al Tribunale oltre 1500 firme per chiedere la fine della tortura bianca per Nadia Lioce. Per questioni di lentezza burocratica, la petizione è in attesa di essere protocollata, ma ci siamo fatte fare una copia della petizione con il timbro del Tribunale.

Fuori del tribunale abbiamo esposto lo striscione “41 bis = tortura / Solidarietà a Nadia Lioce” e abbiamo volantinato ai

pc 15 settembre - Dal Brasile per la libertà degli arrestati di Amburgo e di tutti i prigionieri politici

LIBERDADE PARA OS PRESOS POLÍTICOS DE HAMBURGO!

Repudiamos veementemente a prisão de quase uma centena de ativistas internacionalistas nas jornadas de luta durante o congresso imperialista, o G20, na Alemanha. Cerca de 71 militantes foram presos e 15 foram levados sob custódia. Advogados denunciam a dificuldade de falar com seus clientes, a escassa alimentação e a insalubridade das celas, com um número de detentos superior ao permitido.
Não poderia ser de outra forma, o velho Estado imperialista alemão, chefiado pela arquirreacionária Ângela Merkel, tendo a missão de garantir que não houvesse nada que atrapalhasse as negociações, entre o pequeno número de países imperialistas, para espoliar ainda mais as colônias e semicolônias, tratou aos manifestantes uma brutal repressão e violência.
Canhões de água, veículos blindados e a intensa brutalidade das supostas “armas menos letais” foram

pc 15 settembre - Per Nadia Lioce e altre prigioniere politiche iniziativa a Bruxelles

Liberté pour Nekane, Nadia et Mesale !


Dans le cadre des deux semaines d’action en solidarité avec Nekane Txapartegi (15-30 sept), de l’ouverture du nouveau procès de Nadia Lioce (15 sept) et de l’ouverture du procès de Mesale Tolu le 11 octobre, le Secours Rouge vous invite à son Apéro Antirep’

pc 15 settembre - Roma piazza Indipendenza - sgomberi ma di chi?... Una testimonianza da Terre libere

Alla fine di agosto la polizia sgombera con violenza gli occupanti di un palazzo a due passi dalla stazione Termini. Famiglie migranti, con donne e bambini, rimangono senza casa. Se ne parla sui media di tutto il mondo.
Ma perché un rifugiato eritreo - che si trova da 10 anni a Roma - vive in una casa occupata? È un problema di "accoglienza" o di mercato del lavoro selvaggio? Abbiamo ricostruito storie esemplari

ROMA – Una squadraccia di picchiatori con caschi e manganelli telescopici inizia a colpire senza pietà. Dall’altra parte c’è un picchetto di facchini. Migranti e italiani che lavorano per Sda. Uno di

pc 15 settembre - Per Nadia Lioce dalle lavoratrici Slai cobas sc Policlinico di Palermo

MA QUALE LIBERTA’, MA CHE DEMOCRAZIA, QUESTO E’ UNO STATO DI POLIZIA, MODERNO FASCISTA, CHE ANCOR PIU’ SULLE DONNE MOSTRA TUTTA LA SUA BARBARIE!


NO ALLA TORTURA DEL “41-BIS” PER NADIA LIOCE!

Domani Nadia Lioce, prigioniera politica rivoluzionaria,sottoposta da anni a condizioni detentive disumane nel carcere de L’Aquila, sarà processata per

pc 15 settembre - La propaganda fascista è reato...? Un commento

ANCHE LA PROPAGANDA FASCISTA INDIVIDUALE DIVENTA REATO... FORSE

La Camera dei Deputati, nella seduta di martedì dodici settembre, approva – con 261 sì, 122 no, e 15 astenuti – l’introduzione del reato di “propaganda fascista” (articolo 293-bis del Codice Penale), un’estensione delle leggi Scelba e Mancino che permette di punire tale fattispecie di reato anche se commesso dal singolo cittadino.
Finalmente si pone fine ad una falla clamorosa nel sistema giudiziario italiano: da ora in poi si spera di non vedere più commercializzati prodotti con ritratte le effige del Duce, come accade regolarmente

pc 15 settembre - La stampa borghese parla di Nadia Lioce nel giorno del suo processo - iniziative del MFPR e di altre realtà solidali

NADIA LIOCE A PROCESSO IL 15 SETTEMBRE - ''E' PRIVATA DEI DIRITTI''

12 settembre 2017 alle ore 10:42
Nadia Lioce
L’AQUILA - “Il carcere è lo specchio della società: non sarò mai libero e mi giro dall'altra parte se una persona viene violentata nei suoi diritti fondamentali da chi (in questo caso lo Stato) dovrebbe, invece, tutelare e proteggere”.
Questo il messaggio di un sostenitore della campagna “No al 41 bis per Nadia Lioce”, fatto proprio dal Movimento femminista proletario rivoluzionario (Mfpr), che ha lanciato la campagna.
“È un messaggio che come donne proletarie facciamo nostro, perché contiene in sé le contraddizioni di questa società e i rapporti di dominio con cui riesce a governarle, grazie all’indifferenza di un popolo addomesticato e succube - scrive in una nota Luigia De Biasi dell'Mfpr - Noi quell’indifferenza l’abbiamo scalfita e vogliamo continuare a farlo”.

La nota dell'Mfpr arriva pochi giorni prima del processo, che doveva tenersi il 7 luglio, ma è stato

giovedì 14 settembre 2017

pc 14 settembre - FORMAZIONE OPERAIA - PARTITO E SOVIET NELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE - 1° PARTE

Nel centenario della prima rivoluzione proletaria, la Rivoluzione d'Ottobre del 1917, cominciamo facendo conoscere agli operai, ai giovani, alle donne gli avvenimenti della rivoluzione a partire da quelli che la precedettero. 
Per questo, pubblichiamo stralci della “Storia della Rivoluzione russa”, scritta sotto la direzione di Stalin. 

- 1° parte - 
La rivoluzione di febbraio 

Il 26 febbraio si tenne una riunione del Comitato bolscevico di Vyborg, al quale dopo l'arresto del comitato di Pietrogrado era passata la direzione del movimento. I compagni delle organizzazioni dì base raccontarono quanto grande fosse lo slancio rivoluzionario e la volontà di continuare la lotta. Il comitato di zona decise di sviluppare la lotta armata, impadronirsi dei depositi di armi e disarmare gli agenti di polizia.
Le continue manifestazioni dei proletari contro i quali si sparava a bruciapelo, l'unità degli operai e dei soldati e, infine, la crescente influenza dei bolscevichi che spesso riuscivano ad introdursi nelle caserme, contribuirono a trasformare gli sporadici rifiuti all'obbedienza da parte di alcune unità militari in una rivolta aperta: i soldati si ribellavano ai loro comandanti, come i contadini contro i proprietari terrieri.
Ma la rivolta dei soldati e le manifestazioni operaie non erano stati affatto due avvenimenti casuali

pc 14 settembre - NOEMI: UN'ALTRA DI NOI E' STATA AMMAZZATA! "NON E' AMORE..." E' ODIO CONTRO LA VOGLIA DI LIBERTA' DELLE DONNE






















Noemi, 16 anni, è stata ammazzata quando ha cominciato a capire che doveva rompere quella bruttissima relazione, quando stava scegliendo finalmente di liberarsene. Ma questo non era tollerabile... la donna/proprietà dell'uomo non può, non deve decidere!
Per questo è ancora una volta un odio contro le donne che pensano, che si ribellano, che vogliono un'altra vita. Un odio fascista perchè è pieno zeppo di misero superindividualismo, di concezione di potere maschile, di frustrazione, di prevaricazione, di disprezzo.

Ma questa concezione, questi atteggiamenti maschilisti non sono affatto frutto di ragazzi malati, sono coltivati, sono il frutto aberrante di un humus moderno fascista che viene considerato normale in questo sistema capitalista in crisi.

Noemi è stata ammazzata dall'indifferenza dello Stato, della magistratura, della polizia, che non hanno fatto niente quando la madre di Noemi è andata a denunciare le botte, i colpi ricevuti dalla figlia.
Potremmo dire che uno Stato che ha nel suo seno gli stupratori in divisa non può certo allarmarsi e attivarsi di fronte a queste denunce...
Ma la questione è che anche questa "indifferenza" è frutto di un sistema sociale borghese che considera normale l'oppressione, la subordinazione delle donne, la supremazia maschilista; in cui l'unica "alternativa" è il controllo, l'affidamento alla legge, alle forze di polizia, che sono, invece, l'altra faccia della oppressione e violenza verso il diritto alla libertà delle donne.

CHE LA RABBIA, IL DOLORE DELLE RAGAZZE, PER NOEMI, SI TRASFORMI IN RIBELLIONE COLLETTIVA E ORGANIZZATA! FEROCE VERSO GLI UOMINI CHE ODIANO LE DONNE, LO STATO, QUESTA SISTEMA BORGHESE CHE ODIA LE DONNE!

NOI SU QUESTO CI IMPEGNIAMO, PER NOEMI, PER TUTTE LE DONNE UCCISE.

MFPR - TARANTO

pc 14 settembre - "A TARANTO MATTARELLA VIENE A FARE LA SCENEGGIATA..." - MA LUNEDI' 18 SENTIRA' LA VOCE DELLA PROTESTA POPOLARE

Lavoratrici dello Slai cobas per il sindacato di classe sono state a Paolo VI questa mattina, sia al mercato sia in varie zone, per chiamare la gente a far sentire lunedì 18 settembre la voce della protesta del quartiere, in occasione della venuta del Pres. Mattarella: NON E' TEMPO DI PASSERELLE! A TARANTO CI SONO GRAVISSIMI PROBLEMI: a Paolo VI il quartiere è abbandonato al degrato, alla disoccupazione, alla mancanza di servizi sociali, di futuro... e Mattarella ci viene a parlare di legalità?

Durante il volantinaggio, tante discussioni, capannelli soprattutto con le donne, che hanno portato con forza la denuncia di quello che sta avvenendo in questi giorni:

"...ci hanno imprigionato! Lunedì per Mattarella bloccheranno tutta la via centrale, unica via per andare fuori Paolo VI, a Taranto... come faccio io ad andare a lavorare, impediscono ai ragazzi di andare alle scuole a Taranto..."

"... Sì, stanno lavorando in fretta per abbellire le due scuole in cui Mattarella deve andare. Per anni le hanno lasciate degradare e ora in pochi giorni vogliono aggiustarle... In realtà lo fanno solo dall'esterno, dipingono solo le facciate, dentro le scuole restano come prima... dovevano invece lasciarle così com'erano anche all'esterno, così Mattarella vedeva come i bambini, i ragazzi devono studiare..."
"...Dopo che andrà via Mattarella lo stato di abbandono delle scuole tornerà come prima..."
"...La venuta di Mattarella non solo non risolve nulla ma è un danno perchè si vuole mostrare una situazione nel quartiere che non esiste..."

"... Ma in questo quartiere è tutto che non va, è tutto abbandonato... non c'è lavoro per i giovani... non ci sono servizi..."
"...stanno aggiustando solo le strade dove deve passare Mattarella, ma in tutto il quartiere vi sono strade dove quando piove si fanno grandi pozzanghere, fango..."

"...Al danno si unisce la beffa. Hanno fatto lavorare per mesi i nostri ragazzi per fare la recita per il Presidente e ora dicono che non vanno bene e vogliono addirittura far venire tramite la Rai dei ragazzi a farla, spacciandoli per ragazzi del quartiere... Ma noi non lo permetteremo!..."

"...fate benissimo ad organizzare per lunedì una protesta; è ciò che ci vuole. Quella di Mattarella è una sceneggiata, è un'offesa!...".

Basta girare nel quartiere che si vede subito che tipo di sceneggiata organizzata con gli addetti ai lavori sarà lunedì: febbrile lavoro di squadre di operai per aggiustare qualche facciata, e togliere qualche rifiuto abbandonato per strada (della serie: mettere la polvere sotto il tappeto); decine di mezzi della RAI già posizionati; cartelli stradali con divieto di passaggio per due giorni di macchine e persone...

Lo Slai cobas per il sindacato di classe aveva chiesto di fare una manifestazione vicino una delle scuole. Mai sia! Da Roma alla Questura di Taranto erano tra il meravigliato e il contrariato: "Ma quando viene il Presidente della Repubblica non ci sono manifestazioni...!

NOI INVECE CI SAREMO PER RAPPRESENTARE ED ORGANIZZARE LA PROTESTA DELLE DONNE, DEI LAVORATORI, DEI DISOCCUPATI, DEI GIOVANI SENZA FUTURO A PAOLO VI - per organizzare il "quartiere della lotta" soprattutto dopo che la passerella sarà finita.

LUNEDI' 18 FACCIAMO SENTIRE LA VOCE DELLA PROTESTA POPOLARE - APPUNTAMENTO A PIAZZA CARNEVALE-PAOLO VI ALLE ORE 10!

Slai cobas per il sindacato di classe
info: slaicobasta@gmail.com- 3475301704

pc 14 settembre - 150 ANNI DALLA PUBBLICAZIONE DE IL CAPITALE DI KARL MARX - Leggere e rileggere questa fondamentale opera per il proletariato

Il 14 settembre 1867 Karl Marx pubblica il primo volume del Capitale: critica dell’economia politica. Per più di dieci anni aveva lavorato duramente nella sala di lettura del British Museum. Il primo volume del Capitale è stato pubblicato prima solo in tedesco, diversi anni dopo fu pubblicata una versione in francese o in inglese.
Proletari comunisti dall'autunno del 2014 a fine 2015 ha portato avanti la Formazione Operaia settimanale on line su "Il Capitale" di Marx - Uno studio diverso, guidato, rivolto espressamente agli operai, ai giovani, alle donne, contenente anche domande e risposte.
Questa Formazione Operaia è stata poi raccolta in 4 Quaderni. Li rilanciamo - in attesa di riunirli in un'unica pubblicazione - in occasione di questo 150° anniversario - per richiederli scrivere a: pc.rored@gmail.com.

Pubblichiamo oggi la presentazione di questo ciclo di FO.  


PRESENTAZIONE
Marx, che in questa opera indaga le LEGGI che regolano la produzione capitalistica, quelle che permettono di capirne il funzionamento, ha voluto fare delle premesse per dare delle indicazioni iniziali e al tempo stesso un incoraggiamento alla classe operaia a non fermarsi alle difficoltà che si possono incontrare nella comprensione di alcuni passaggi dato che si tratta di una SCIENZA.

Su queste difficoltà, Marx dice:
"Il detto « ogni inizio è difficile » vale per tutte le scienze. Perciò la comprensione del primo capitolo e specialmente della sezione che contiene l'analisi della merce presenterà maggior difficoltà degli

pc 14 settembre - 3° PARTE DELLA "LEZIONE" DEL PROF. DI MARCO AL SEMINARIO DI PROLETARI COMUNISTI

pc 14 settembre - Proseguono in India le celebrazioni 'militanti' del 50° Anniversario della rivolta di Naxalbari

info contatti, materiali, iniziative  csgpindia@gmail.com

http://appnationconference.com/video/yGvuKPWy5XSU
appnationconference.com
PLEASE SEE AAN EXCEPTIONAL  VIDEO OF A VERY MOVING CELEBRATION OF THE 50TH ANNIVERSARY OF NAXALBARI UPRISING. THIS IS FROM THE CENTRAL INDIAN LIBERATED ZONE OF DANDAKARANYA.

pc 14 settembre - Caro libri e scuola di classe - un contributo

I numeri del caro-libri. Ecco come la scuola diventa di classe

Senza tregua

Mancano pochi giorni all'apertura delle scuole superiori e per gli studenti arriva puntuale il conto da pagare per i libri di testo e il materiale scolastico. Un conto che ogni anno è sempre più salato e costringe le famiglie a fare i salti mortali per sborsare cifre esorbitanti, nonostante un ricorso sempre più frequente a prodotti di seconda mano.

L'Osservatorio Findomestic in collaborazione con Doxa rileva che quest'anno mandare i figli al liceo costa 100 euro in più rispetto al 2016 per un totale di 880 euro, mentre la spesa media per gli altri istituti superiori ammonta a 577 euro. Alle scuole medie si spendono 846 euro (rispetto ai 582 degli

pc 14 settembre - Il problema della casa a Torino - un contributo

da Enzo Pellegrin | - Resistenze

Le vacanze dei ceti agiati passano, ma le riflessioni ed il disagio sociale lo ritrovi immutato e più grave, per quanto si cerchi di troncare e sopire.
Un silenzio benevolo dei media da sempre copre un terribile primato di Torino. Il problema della casa rappresenta un punto nodale di tutte le contraddizioni economiche.

Le statistiche ISTAT 2016 proclamano la città di Torino capitale dello sfratto.
3388 nuclei familiari sono stati buttati fuori di casa solo nel 2016 per l'impossibilità di sostenere gli affitti.
Sono numeri che si vanno ad aggiungere alla lunga lista di famiglie in attesa di un'abitazione

pc 14 settembre - Nella logistica dopo la lotta la rappresaglia - Rispondiamo con la lotta, ma questo deve valere per tutti all'Esselunga come a Brignano BG

Arriva la rappresaglia per il ciclo di lotte dell'Esselunga.

Dopo un anno di trappole (si pensi alla provocazione contro il coordinatore nazionale del Sicobas Aldo Milani) e cariche della polizia, arriva puntuale la solerte magistratura pronta a dare una mano in tema di repressione contro i lavoratori della logistica in lotta, il loro sindacato (si cobas) e i compagni e le compagne che sostengono le loro lotte seguendo il principio della solidarietà di classe. Sono stati infatti rinviati a giudizio e la prima udienza del processo a loro carico si terrà il 19 dicembre.
Stavolta l'attacco viene da lontano. Dal 2012 addirittura.
Sono gli anni delle lotte all'esselunga contro ingiustizia sul lavoro e di licenziamenti politici. Sono gli anni di una tenda davanti ai cancelli, di crumiri (ricattati dai caporali) scortati dalla polizia per entrare, di cariche della polizia contro i lavoratori in lotta.
Mesi di vittorie e di sconfitte e bocconi amari per Caprotti e i suoi kapò. Di resistenza operaia contro una squadraccia incordonata per sfondare presidio dei lavoratori che resiste compatto e unito.
E' questo che si vuole processare.
Ed è evidente che l'attacco mira a ripristinare i rapporti di forza contro una classe padronale che in questo decennio ha subito forti sconfitte dovendosi scontrare con la forza e la compattezza di un crescente numero di lavoratori della logistica che con la propria voglia di dignità e con la lotta ha dato l'esempio al resto della classe nel riprendere in mano il proprio cammino contro lo sfruttamento e il comando.

E ancora una volta si ribadirà che se toccano uno toccano tutti!

i compagni e le compagne del Csa Vittoria

pc 14 settembre - Razzismo di Stato e razzismo fascio in azione si sostengono l'un l'altro

Migranti, il Comune li scheda: "Vogliamo colpire le onlus negligenti"

 
Controlli della polizia municipale a chi chiede l'elemosina invece di seguire i programmi di integrazione
Profughi "schedati" dalla polizia municipale. È questa la linea scelta dal Comune per verificare se le associazioni che li hanno in carico e sono pagate dallo Stato, stanno portando avanti i programmi di integrazione. «Il fenomeno dell'accattonaggio degli immigrati davanti ai supermercati e ad ogni angolo delle strade, sta assumendo proporzioni enormi: sono dappertutto. Forse è questione di poca attenzione da parte di qualche onlus, ma abbiamo anche il sospetto che qualcuna, diciamo poco seria, se ne stia approfittando e non faccia seguire il percorso di inserimento sociale, pensando solo a incassare soldi pubblici. Dei contribuenti», interviene l'assessore alla sicurezza del Comune, Stefano Garassino.

La decisione di creare un database e inviare report periodici alla prefettura, è partita dopo un intervento di routine. I vigili trovano un immigrato che dorme per strada nei vicoli. Controllano i documenti. Tutto in regola: è un richiedente asilo politico. In teoria potrebbe dormire in una struttura di accoglienza, invece ha passato la notte su una panchina. Libero di farlo, può andare dove vuole.

Il giorno dopo però ritrovano la stessa persona davanti a un supermercato. Il giorno dopo ancora. Con lui sempre le stesse facce: profughi che come lui chiedono l'elemosina. A quel punto i vigili decidono di identificare tutti e lo fanno per settimane. Un censimento in molti punti della città che permette di scoprire che quasi la totalità delle persone controllate sono profughi richiedenti asilo politico che trascorrono le giornate a chiedere soldi. Anche dodici ore al giorno.

Vandalizzata un'ex scuola per evitare l'accoglienza ai migranti

E' accaduto a Rovegno, nell'entroterra di Genovaa"
Vandalizzata una ex scuola a Rovegno, paesino della Valtrebbia, nell'entroterra di Genova, per evitare che il comune possa ospitare migranti. Dieci giorni fa sono stati danneggiati i sanitari, otturati con cemento i tubi di scarico e rotti tutti gli infissi delle finestre dell'edificio nella frazione di Casanova. La struttura era stata indicata dal Comune per ospitare 4 migrati richiedenti asilo politico. I danneggiamenti sono stati denunciati ai carabinieri dal sindaco di Rovegno Giuseppe Isola. Le indagini per scoprire l'autore degli atti di vandalismo sono state avviate dalla stazione di Rovegno e dalla compagnia di Chiavari: sotto la lente è finito in particolare un abitante del posto che non ha mai nascosto la sua contrarietà alla presenza di migranti a Rovegno. Il sindaco di Rovegno è affermato che "chi ha commesso questo reato merita la galera. Per preparare gli abitanti all'arrivo dei migranti abbiamo fatto un'assemblea, era quello il luogo per esprimere il proprio dissenso". Rovegno ha avviato un progetto per uno Sprar gestito dalla Cooperativa Il Dono di Don Orione insieme al vicino comune di Fontanigorda. In tutto sono dieci i migranti da accogliere, spiega Isola, che si definisce apolitico e cristiano, "quattro migranti li dovevamo ospitare noi nella scuola, e sei Fontanigorda. Neanche io sono d'accordo con le imposizioni dei migranti da parte dello Stato, ma siamo italiani e dobbiamo rispettare le leggi italiane", ha spiegato.
"Il raid vandalico, compiuto nelle ultime ore a Rovegno ai danni della struttura che avrebbe dovuto ospitare quattro richiedenti asilo, è un episodio di una violenza e gravità assoluta. Un gesto vigliacco, espressione preoccupante e pericolosa di ignoranza e intolleranza, che è dovere di tutte le forze democratiche denunciare e contrastare con forza".  

mercoledì 13 settembre 2017

pc 13 settembre - Napoli si prepara ad accogliere Minniti

Napoli. No agli sgomberi e Minniti

Venerdi assemblea


Le direttive Minniti contro i migranti, contro i poveri, contro i precari, contro la lotta per il diritto alla Casa e ai Beni comuni sottraggono giustizia sociale e democrazia a tutte e tutti. NO AGLI SGOMBERI, SI AI DIRITTI! Assemblea pubblica venerdi 15 settembre, alle ore 17.00 complesso di S.Maria la Nova – Napoli
Veniamo da un’estate di sgomberi violenti e guerra ai poveri che ha trovato il suo momento apicale nella vergogna di piazza Indipendenza, nelle decine di rifugiati e senzatetto, donne, uomini, bambini, anziani, portatori di handicap caricati e picchiati senza pietà. 
... In questo quadro l’unica strategia perseguita dai governi e da quasi tutti i partiti è stata la costruzione del “nemico pubblico” per dirottare il malessere sociale nel conflitto orizzontale verso migranti e rom e più in generale verso i precari, i poveri e quanti non trovano posto in un ordine sociale fondato sull’esclusione. In particolare verso chi non si arrende e lotta per difendere i propri diritti calpestati. Criminalizzare la lotta per la casa ad esempio è stato un obiettivo di tutti gli ultimi governi, dopo essersi totalmente disimpegnati da ogni politica per l’abitare. 
Negare prima la residenza e i diritti costituzionali e poi lo stesso diritto di esistenza a chi vive in emergenza abitativa, a chi occupa per avere un tetto. Il ministro Minniti rappresenta senza dubbio l’apice di questa strategia, prima con gli accordi sciagurati ai danni di profughi e rifugiati per contendere il terreno elettorale della xenofobia a Salvini e al M5S, poi cercando di silenziare con la forza ogni forma di autorganizzazione e di soggettivazione dal basso nelle città italiane. La posta in palio è il controllo repressivo ed escludente delle città. L’articolo 11 della legge Minniti e anche l’ultima direttiva dopo i fatti di piazza Indipendenza, malgrado il linguaggio ambiguo, mettono al centro un dispositivo per moltiplicare gli sgomberi di palazzi occupati per emergenza abitativa e spazi sociali liberati, che ha visto finora a Roma e Bologna i suoi effetti più feroci. Sotto attacco c’è sicuramente la lotta per la casa, in particolare quella parte della lotta per la casa che prova a tenere vivo un discorso pubblico sul diritto all’abitare, ma anche e più in generale tutte quelle esperienze, dagli spazi liberati ai beni comuni, che rimettono al centro il diritto alla città tramite la pratica diretta e dal basso. 
....Verso una mobilitazione che sappia rispondere a tutto questo sul piano locale e nazionale!

pc 13 settembre - mentre i luridi governanti Gentiloni-Alfano-PD rimandano l'ambasciatore in Egitto dal boia assassino di Regeni AL SISI.. nel paese il boia neo-pinochet continua

Egitto, sparisce l’avvocato di Regeni


Il buco nero in cui l’avvocato egiziano Ibrahim Metwally è caduto nella notte fra domenica e lunedì scorsi al Cairo è solo l’ultima circostanza con cui lo stato di diritto, quello per il quale si è innanzitutto cittadini prima che difensori dei diritti stessi, viene quotidianamente calpestato in Egitto da oltre quattro anni. Metwally era stato fermato all’aeroporto della capitale egiziana mentre saliva su un aereo per recarsi a Ginevra, lì invitato dalle Nazioni Unite a presentare una documentazione sulle sparizioni di persone che avvengono da anni nel suo Paese. Dopo esser stato prelevato dagli addetti alla sicurezza di lui per ore non s’è saputo nulla, anzi se ne negava il fermo.
Forse sarà stato il tam tam lanciato dall’associazione di cui l’avvocato fa parte (Egyptian Commision Right and Freedom), forse un intervento della struttura Onu che l’attendeva, ieri il ministero degli Interni cairota ha annunciato che l’uomo è bloccato con l’accusa di tramare contro la sicurezza nazionale, secondo quanto disposto dall’incrudimento delle norme della precedente legge sul terrorismo. Fosse stato un po’ meno conosciuto e soprattutto non coinvolto in un incontro come quello che l’attendeva in Svizzera, la sparizione di Metwally si sarebbe aggiunta a quella di migliaia d’altri concittadini. Dramma che l’avvocato denunciava già prima d’essere entrato nel gruppo dei difensori di Giulio Regeni.
In anticipo sull’omicidio del ricercatore friulano, il legale aveva affrontato la terribile tematica che affligge il Paese venendone colpito come padre: suo figlio da due anni risulta fra gli scomparsi, ma dal ministero gestito da Al-Ghaffar nulla trapela e niente finora si è scoperto su questo caso. Il giovane potrebbe rientrare fra i sessantamila incarcerati: avversari politici, oppositori o semplicemente non assoggettati ai voleri del regime che opera un’immediata vendetta repressiva verso chiunque non sia bloccato dalla paura e azzardi anche semplici comunicazioni di cronaca sgradite al governo. Di fatto chi all’interno dei confini della nazione manifesta pensieri molesti al partito del presidente è considerato un soggetto non solo indesiderato, ma altamente pericoloso, tanto da poter essere arrestato nel rispetto della legge vigente.
Dunque Metwally è in galera “per avere collaborato con organismi stranieri che puntano alla caduta di Al Sisi”, tale è l’effetto del cordone sanitario con cui il generale golpista difende il proprio esercizio oppressivo. Fra i comunicatori, giornalisti, intellettuali di cui da anni non si hanno notizie ci sono persone conosciute e meno. La strada intrapresa da quella che è diventata una dittatura mascherata, sin dalla strage della moschea di Rabaa al-Adawiya, è quella che, ad esempio, ha gettato nel vortice repressivo il fotografo Abu Zeid Shawkan, reo d’aver portato all’esterno l’entità d’un massacro che si voleva tenere celato.
Quanto questa situazione potrà durare è una domanda che i politologi si pongono, e la risposta diventa più imbarazzante del quesito. Il realismo politico che riporta da domani al Cairo l’ambasciatore italiano Cantini, mentre il premier Gentiloni si spende in rassicurazioni, a suo dire, utili per le indagini sul turpe omicidio del nostro studioso, è sintomatico d’un realismo incardinato sul cinismo. I fatti parlano da tempo e, mese dopo mese, ribadiscono la tracotanza di Al Sisi che sa di poter far sminuire questa crisi diplomatica come di fatto sta accadendo.
I genitori di Regeni e l’ampio fronte di solidarietà nazionale e internazionale creatosi attorno alla vicenda, costituiscono pur sempre una minoranza davanti agli interessi internazionali in atto. C’è l’emergenza migranti dalla Libia, che coinvolge l’Egitto quale partner dell’uomo forte della Cirenaica, quel generale Haftar che ha un feeling speciale con Al Sisi. E sempre sul tema di ‘sicurezza transnazionale, forze armate e pugno di ferro’ ci sono i militari che l’asse Al Sisi-Haftar possono porre sul terreno contro le bande dell’Isis o di qualsivoglia islamismo in armi. Già questo è un fine che giustifica ogni mezzo, seppure ciò che i due regimi, l’ufficiale del Cairo e l’ufficioso di Tobruk, vogliono eliminare ed esorcizzare è quello partecipativo e popolare. Il popolo deve solo temere e obbedire.
articolo pubblicato su http://enricocampofreda.blogspot.it

pc 13 settembre - il modello a cui si ispira Macron - la legge Hartz tedesca .. in una analisi di le monde diplomatique

da operaicontro

di Olivier Cyran, Settembre 2017


Traduzione di Anna Sperati

da http://vocidallestero.it/2017/09/07/le-monde-diplomatique-linferno-del-miracolo-tedesco/
Il modello a cui si ispira Emmanuel Macron

Ore otto del mattino: il Jobcenter di Pankow, quartiere di Berlino, è appena aperto e già 15 persone attendono davanti allo sportello d’accoglienza, ciascuna chiusa in un silenzio ansioso. “Perché sono qui? Perché se non rispondi alle loro convocazioni, si riprendono ciò che hanno ti hanno dato”  borbotta un signore sulla cinquantina a voce bassa. “Del resto, non hanno nulla da proporre. A parte forse un impiego da venditore di mutande, chissà.” L’allusione gli strappa un magro sorriso. Da un mese, una donna di 36 anni, madre sola, educatrice e disoccupata, ha ricevuto per posta un invito del Jobcenter di Pankow a fare domanda per una posizione da agente commerciale per un sexy-shop. Pena per la mancata domanda: un’ammenda. “Ne ho viste di tutti i colori con questo Job centre, ma questo è troppo”, reagisce l’interessata su Internet, prima di annunciare la propria intenzione di sporgere denuncia per abuso di potere.

Nel parcheggio delle case popolari, “la cellula di sostegno mobile” del centro dei disoccupati di Berlino è già all’opera. Su una tavola pieghevole, disposta davanti al furgone del gruppo, la signora Nora Freitag, 30 anni, dispone una pila di brochures intitolate “come difendere i miei diritti di fronte al Jobcenter.” L’iniziativa è stata attivata dalla chiesa protestante nel 2007. Questo mostro burocratico suscita molto sconforto e sentimento di impotenza presso i disoccupati, che lo percepiscono, non senza ragione, come una minaccia. Una signora sulla sessantina si avvicina con passo esitante. Sembra molto imbarazzata di presentarsi a sconosciuti. La sua pensione di 500 euro mensili non è sufficiente per vivere, perciò riceve un contributo dal Jobcenter. Poiché fatica ad arrivare a fine mese, da poco è impiegata a tempo parziale (“mini job”) come donna delle pulizie per una casa di cura, che le assicura un salario netto mensile di 340 euro. “Rendetevi conto” , afferma la signora con voce agitata, “che la lettera del Jobcenter mi comunica che non ho dichiarato i miei redditi e che devo rimborsare 250 euro. Ma quei soldi non li ho! Inoltre, ho dichiarato tutto dal primo giorno. Ci deve essere un errore… .” Un membro del gruppo la prende da parte per darle i suoi consigli: a chi rivolgersi per un ricorso, o per sporgere denuncia, etc. Talvolta il furgone serve come rifugio per discutere dei problemi lontano da sguardi indiscreti. “È uno degli effetti di Hartz IV”, osserva la signora Freitag. “La stigmatizzazione dei disoccupati è così forte che molti provano vergogna a parlare della propria situazione davanti ad altre persone.

Uno dei regimi più coercitivi d’Europa

Hartz IV: questa marcatura sociale deriva dal processo di deregolamentazione del mercato del lavoro, detto Agenda 2010, realizzato tra il 2003 e il 2005 dalla coalizione tra il Partito Social Democratico (SPD) e i Verdi del cancelliere Gerhard Schröder. Chiamato con il nome del suo ideatore, Peter Hartz, precedente direttore del personale di Volkswagen, il quarto pacchetto di riforme unisce gli aiuti sociali e le indennità per i disoccupati di lunga durata (senza lavoro da più di un anno) in una allocazione forfettaria unica, versata dal Jobcenter. L’ammontare, piuttosto ridotto, di 409 euro al

pc 13 settembre - cronache dalla Francia in lotta contro Macron - fare come in Francia - cacciare il governo Renzi-Gentiloni-Minniti- Poletti ecc


Loi travail 2 : les manifestation du 12 septembre, 

segue

Rassemblement en solidarité avec les inculpé-e-s de la keufmobile brûlée



En début de manif, vers 13h30 sur la place de la Bastille l’ambiance était surtout tenue par les camions des centrales syndicales : CGT, SUD, Front social, CGC, mais aussi FO, CFDT métallos du nord et quelques retrouvailles de cortèges pink, Witch bloc. Pendant ce temps les lycéens partaient de la place de la République pour nous rejoindre. Peu de flics en vue à ce moment là, pas de fouilles, l’ambiance était plutôt détendue.

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 On entend quelques slogans :
"A bas ! à bas la loi travail !"
"Est-ce que notre usine elle est viable ? oui ! Est-ce qu’on va la laisser fermer ? Non !"
"On n’en veut pas de cette société là !"
"Macron t’es foutu les feignasses sont dans la rue !"
"Ni chômeurs ! ni précaires ! On’s’ laissera pas faire !"
"Ordonnances Macron ! Ordonnances des patrons !"
"À bas l’État, ses lois et ses patrons ! Vive la lutte des classes ! Et vive l’autogestion !"
En remontant au niveau de la tête du cortège encore immobile, on découvrait outre les nombreuses sono habituelles de la CGT, du Front social, un stand des insoumis, les manèges des forains en t-shirt... Peu à peu la tête de manif s’est reformée à l’avant entre lycéens, witch block, cortèges pink et féministe, jeunes, vieux, syndicalistes et blacks blocks. Ah, le beau mélange du cortège de tête !

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 A 15 h, il y avait encore pas mal de monde sur la place de la Bastille. Cela donne l’idée de l’ampleur du cortège, et du nombre de gens qui ont pris la rue, défiant Macron/Jupiter et le climat d’incertitude qui avait précédé la mobilisation. La manif a été massive, dense et joyeuse. Il y avait une bonne ambiance, très détendue. Pour remonter le cortège vers sa tête, il fallait se frayer difficilement un passage dans la foule et marcher une bonne demi-heure, voire plus. De ce point de vue là, c’est une réussite.
Certains signes semblaient indiquer que la base des syndicats s’était mobilisée, au-delà des ordres de "Thug Life Martinez". Pêle-mêle, citons le syndicat CGT Randstad qui après un discours appelant à continuer la mobilisation a improvisé une scénette de théâtre, un syndicaliste CGT qui s’adressant à ses camarades leur conseillait de lire tel ou tel sociologue et même le dernier cortège CGT qui a sûrement produit la pire batuccada de l’histoire, mais bien loin des sempiternelles niaiseries crachées habituellement sur les sonos ("motivés, motivés" ou "clandestino" en boucle).

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Pendant que les forains entamaient la Marseillaise (avec en réponse quelques huées et des slogans comme "tout le monde déteste la Marseillaise" scandés depuis la tête du cortège), d’autres manifestants enlevaient des drapeaux français accrochés à des feux rouges sur le carrefour d’Austerlitz. Chez les forains, il y avait une ambiance citoyenniste et nationaliste : ils appelaient à soutenir au micro les "gypsies" autant que les flics et les chômeurs etc. (confusionnisme ?), rappelant bien qu’ils n’étaient pas révolutionnaires mais juste de bons citoyens. Les discours rappelaient bizarrement les publicités pour le cirque que l’on peut entendre sortir des camions itinérants qui passent parfois sous nos fenêtres. Des ballons, des clowns, un bateau tirant des confettis et une fanfare étaient de la partie. En passant leurs slogans nationalistes et pas très inspirés, les forains ont été un élément de nouveauté dans la composition sociale de la manif. Pas forcément positif, mais à réfléchir et à prendre en compte.

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Globalement il y avait une bonne ambiance dans un cortège de tête massif (plus de 5000 personnes avec ou sans K-way), on était mieux là qu’a piétiner derrière des sonos et des camions parce que certains syndicats ne veulent pas se mélanger. L

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Le calme avant la tempête ? ... peut-être qu’ils pensent de cette manière désamorcer la contestation et empêcher l’enchaînement des manifs dans un nouveau mouvement de longue durée.

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Alors que les jets d’eaux et les charges de flics à la matraque avaient dissuadé un instant les manifestants d’avancer, a surgi tout à coup un type à poil avec une guitare qui marche seul et décidé face aux flics. Intrigués, de nombreux manifestants suivent alors sans hésiter. S’ensuivent quelques affrontements au contact avec les flics. Une diversion inattendue qui semble avoir permis au cortège d’avancer.
Pour récapituler, au niveau répression gros changement de tactique : les flics étaient loin et ne cherchaient pas trop (du moins jusqu’aux abords du comico à côté de la mairie). Ils ont fait ça à l’ancienne : un peu de lacrymo et pas mal de matraque. Quand même quelques grenades, et la nouveauté des canons à eau : au moins 4 présents (dont 2 qui n’ont pas approché la manif et dont plusieurs semblent neufs) et qui ont été utilisés assez vite mais relativement mollement, personne ne semble s’être trop pris le jet dans la gueule à part quelques banderoles renforcées.


Rassemblement en solidarité avec les inculpé-e-s de la keufmobile brûlée


À la veille de leur procès, exprimons dans la rue notre solidarité avec les 9 personnes accusées de l’attaque d’une voiture de flics quai de Valmy à Paris l’an dernier. Rassemblement le 18 septembre, avec infokiosque, prises de parole, boissons. Rendez-vous à 19h Place des Fêtes (ligne 11).

De l’huile sur le feu ! à propos de voiture de flic brûlée, de procès, et de solidarité

Du 19 au 22 septembre 2017, 9 personnes passeront en procès, accusées de l’attaque d’une voiture de flics quai de Valmy à Paris le 18 mai 2016. Deux attendent toujours en taule, dont l’une depuis maintenant plus d’un an, tandis que six autres sont sous contrôle judiciaire et que la dernière est encore recherchée.Ce jour-là, en plein mouvement contre la « loi travail », des policiers se rassemblent place de la République pour geindre contre la « haine anti­-flics ». Une vrai provocation après deux mois de manifestations réprimées à coup de lacrymos, de grenades, de matraque, d’arrestations. Une contre­-manifestation est appelée et interdite, mais elle s’élance malgré tout dans les rues de Paris, croisant sur son passage une voiture sérigraphiée avec deux flics à son bord, qui est attaquée puis brûlée. Pour beaucoup, ce geste a donné de l’air. Comme ça donne de l’air quand ça pète à Beaumont suite à l’assassinat d’Adama Traoré, à Aulnay suite au viol de Théo, ou quand une voiture de police crame à son tour devant le comico du 19e le soir du meurtre de Shaoyo Liu, ou encore quand les rues d’Hambourg s’embrasent pendant le G20. C