sabato 1 luglio 2017

pc 1 luglio - Genova antifascista non dimentica il 30 giugno 1960

30 GIUGNO ANTIFASCISTA A GENOVA
Il trenta giugno è, da ormai cinquantasette anni, una data speciale per Genova: qui, nel 1960, una giornata di autentica guerriglia urbana tra i lavoratori e la popolazione da una parte, e la sbirraglia al soldo del Governo presieduto dal democristiano Fernando Tambroni dall’altra, sfociò nell’annullamento del previsto congresso del Movimento Sociale Italiano.
Quest’anno la ricorrenza arriva in un momento particolare per la città: per la prima volta dalla vittoria nella Guerra di Liberazione dal fascismo italiano e da quello tedesco, i rappresentanti dei partiti che ne portano avanti l’odiosa ideologia si trovano ad amministrare la città Medaglia d’Oro della Resistenza, unica in Italia ad essersi liberata da sola senza attendere l’arrivo delle truppe alleate.
L’assemblea permanente dell’organizzazione Genova Antifascista, in occasione di questo importante anniversario, organizza una manifestazione unitaria: avrà origine dalla tristemente nota piazza Gaetano Alimonda, per poi snodarsi per le vie del centro e concludersi sulla centralissima piazza Raffaele De Ferrari.
L’appuntamento è fissato per le ore 19:00: chi scrive arriva con largo anticipo, ed ha modo di assistere al progressivo riempimento della zona alberata del piazzale: alla partenza, che verrà data intorno alle 19:45, saranno alcune migliaia i partecipanti, inclusi alcuni rappresentanti di realtà antagoniste di Savona ed Alessandria, riuniti dietro lo striscione unitario “Genova Antifascista. Assemblea Permanente”.

In testa si trova il camion del sound system, seguito dal drappo appena segnalato; in realtà non è l’unico vessillo presente, ma – questo sì – è il solo ad essere firmato da qualcuno di identificabile: gli altri riportano parole d’ordine quali “Libertà per i popoli, morte al fascismo!”, “Ci chiamavano briganti, ci chiamavano teppisti.

pc 1 luglio - Sullo Stato-Mafia: la “trattativa” vista dal boss Graviano che tira in ballo Berlusconi; l’arresto del sindaco di Niscemi e la vitalità del “fenomeno” mafia…

In questa settimana abbiamo assistito ad un’altra puntata della lunghissima telenovela denominata processo sulla Trattativa Stato-Mafia, trattativa che da alcuni viene definita presunta, perché non ci sarebbero le “prove provate”! Trattativa che si sarebbe aperta dopo le stragi del ’92 e gli arresti di alcuni boss, per iniziativa di “pezzi dello Stato” con richieste da parte mafiosa (vedi il “papello” di Riina) innanzi tutto di alleggerire le condizioni in carcere!

Quest’ultima “fiammata” viene dalle dichiarazioni del mafioso palermitano del quartiere di Brancaccio, Graviano, da 25 anni in carcere (e dice che si è stancato!); le cose che dice Graviano e che vengono intercettate mentre in carcere parla con un altro detenuto, sono, se oramai si può più

pc 1 luglio - "336 CROCI, 336 FERITE SULLA NOSTRA PELLE", Sangue Operaio versato sull'altare del profitto padronale. L'unica Giustizia è Proletaria

Morti per infortuni sul lavoro dal 1°gennaio al 29 giugno 2017
Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 336 lavoratori. Con i morti sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro si superano i 700 morti complessivi. Erano il 4 giugno di quest’anno 276. Erano 262 sui luoghi di lavoro al 4 giugno del 2016 +5,1% Erano 236 il 4 giugno del 2008 +14,5%. Come vedete nessun calo delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO, anzi, un aumento costante in questi dieci anni nonostante vogliono farci credere il contrario, e questo per giustificare l’incredibile massa di denaro speso per la Sicurezza in questi anni.
giovedì 29 giugno 2017
Strage continua provocata dal trattore. Ben tre anche oggi, così arriviamo a 72. Nelle province di Verona, Lodi e Cosenza. A Isola delle Femmine un idraulico è morto cadendo in un pozzo, in Piemonte sull' A4 è morto un autotrasporto.
Pubblicato da carlo asoricelli
mercoledì 28 giugno 2017
La strage continua. Anche ieri 27 giugno 4 morti sui luoghi di lavoro nelle province di Modena, Verona, Udine e Pisa. In Toscana è il secondo lavoratore morto in due giorni. Dopo il povero giovane di 19 anni Costantino Racu è morto un edlile di 54 anni cadendo da un ponteggio a Santa,Croce di Pisa. Mentre in provincia di Udine ha perso la vita un camionista. Nelle province diModena e Verona sono morti due agricoltori schiacciati da trattori e altri mezzi agricoli. Questo è il peggior anno da quando dieci anni fa ho aperto l'Osservatorio
Pubblicato da carlo asoricelli

pc 1 luglio - Argentina: il governo Macri scatena la repressione contro i lavoratori

Buenos Aires, polizia attacca mobilitazione di lavoratori e disoccupati
di redazione dinamica
29 Giugno 2017



Ieri a Buenos Aires il governo ha ordinato la repressione violenta di un piquete di lavoratori e lavoratrici delle cooperative. Centinaia di poliziotti hanno caricato il blocco stradale, utilizzando diversi camion con idranti, corpi motorizzati della polizia federale, gas lacrimogeni e proiettili di gomma che hanno causato decine di feriti. Otto manifestanti, tra cui due minorenni, sono stati arrestati dopo essere stati brutalmente picchiati dalla polizia, sia in borghese che in divisa, durante la

pc 1 luglio - 30 giugno 1960/2017: oggi come allora Genova è Antifascista



Genova è antifascista: in migliaia in piazza
La memoria della rivolta contro il convegno del MSI e il governo Tambroni è viva nella città della lanterna. A 57 anni di distanza la Genova antifascista torna in piazza dopo l'annuncio dell'apertura della sede di Casa Pound nei pressi di piazza Alimonda, dove fu ucciso Carlo Giuliani.

Una provocazione, l'ennesima in una città desertificata dalla crisi e dalla deindustrializzazione dove la nuova amministrazione di centro destra flirta con i razzisti della Lega Nord intrecciandosi alle misure di contenimento del dissenso politico e sociale approntante dal Ministro Minniti. Dopo l'introduzione della legge Minniti-Orlando Genova, infatti, ha rappresentato una sorta di laboratorio,

pc 1 luglio - ROMA: Tiburtino Antifascista respinge la feccia di CasaPound



Un presidio di centinaia di persone, un popolo di “italiani” e “immigrati” che insieme hanno riempito l’incrocio di via della Vanga, nel popolare quartiere di Tiburtino III per sbarrare la strada ai fascisti di CasaPound che volevano manifestare contro un centro di accoglienza in via del Frantoio. Una provocazione apertamente razzista che ha motivato tanti compagni ma anche tanti migranti che da tempo vivono a Roma, spesso come protagonisti delle lotte sociali sull’emergenza abitativa. Guarda il video del presidio a Tiburtino

I fascisti sono rimasti confinati alla fermata della metropolitana di Santa Maria del Soccorso. “Se provano a entrare nel quartiere noi avanziamo” era stato il messaggio chiaro e forte consegnato dagli

pc 1 luglio - Il business dei migranti tra privatizzazione della detenzione, infiltrazioni mafiose e sistema carcerario hotspot

Far soldi con la detenzione dei migranti

di Gaetano De Monte 30 giugno 2017

Dalla fine degli anni ’90 a oggi la detenzione è diventata la misura principale di gestione delle popolazioni migranti, dentro e al di fuori dell’Europa. Con il pretesto degli arrivi di massa, l’Unione europea e gli Stati membri hanno continuato a rafforzare i propri sistemi di privazione della libertà. «La reclusione degli stranieri è diventata una filiera molto remunerativa da cui traggono profitto un certo numero di attori privati, in particolare le multinazionali, con i costi sociali che sono scaricati su tutta la società», spiega Martin Schirdewan, direttore dell’ufficio di Bruxelles della fondazione Rosa Luxemburg.
Secondo Schirdewan «siamo di fronte a un fenomeno di vera e propria privatizzazione della

venerdì 30 giugno 2017

pc 30 giugno - Depenalizzazione dello stalking - l'ennesimo attacco alle donne si è compiuto!

Contro questo marcio sistema fascio patriarcale, opporre la lotta delle proletarie delle disoccupate delle migranti, di tutte le donne oppresse e sfruttate!

Stiamo assistendo ad un ritorno a un moderno medioevo, con la depenalizzazione del reato di stalking.
Le donne vittime di persecuzioni continueranno a essere molestate senza che i loro persecutori vengano perseguiti penalmente.
L’imputato di stalking potrà offrire un risarcimento in denaro alla donna che lo ha denunciato e se il giudice riterrà l’offerta congrua potrà accettare, anche senza il consenso della donna. Lo stalker potrà pagare anche a rate e il reato scompare.

E’ quanto prevede la legge di riforma del codice penale approvata, il 14 giugno scorso, al cui interno è stato introdotto un nuovo articolo, il 162ter cp, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno dei reati estinguibili è proprio lo stalking.

L' evidente attacco alle donne frutto marcio di questo governo fascio patriarcale sta accadendo in un paese, qual è il nostro, dove ogni tre giorni avviene un femminicidio (nei soli sei primi mesi di quest’anno sono 35 le donne uccise per mano di mariti, fidanzati), un paese dove le donne denunciano sempre meno perché non si sentono tutelate. 

Un paese dove vengono ignorate le denunce da parte di donne che poi vengono uccise dal proprio ex.
Donne che subiscono violenze di ogni genere da uomini che odiano le donne.
Donne sfruttate, oppresse in casa e fuori, vittime di politiche di governi reazionari e fascisti,
di chi ci vuole a casa, schiave, e macchine riproduttive, ad uso di un sistema sociale che viene sempre di piú ridotto.  

Le centinaia di migliaia di donne scese in piazza l'8marzo nel grande sciopero contro i padroni, governo, sindacati venduti, istituzioni e partiti corrotti, hanno dimostrato coraggio orgoglio e dignitá, rischiando in prima persona rappresaglie padronali.

La lotta deve continuare, dura, “cattiva”, non si deve fermare, e neanche rallentare, le donne proletarie, le disoccupate, tutte le donne vittime di uomini che odiano le donne di governi che odiano le donne, con la loro poderosa forza possono e devono lottare!  

Una compagna dell' mfpr

pc 30 giugno - Sicilia, il procuratore della Corte dei Conti chiede di non approvare il bilancio di Baccei e Crocetta per irregolarità...

Mentre i politici, “archiviate” le elezioni comunali, corrono già in ordine sparso alla ricerca della poltrona che potranno “conquistare” alle prossime elezioni regionali del 5 novembre, e alla ricerca ancora una volta di una “faccia” almeno un po’ presentabile, operazione oramai difficilissima! la Corte dei Conti chiede di non approvare il bilancio, e questa sarebbe la prima volta, per irregolarità varie!
Nonostante le chiacchiere infinite del “ragioniere” Baccei, assessore regionale al bilancio inviato da Renzi a “rimettere a posto di conti” (e meno male!), sulla precisione e correttezza ecc.ecc.ecc., e le chiacchiere piagnucolose dello stesso Crocetta!
Il vero segno distintivo di tutti questi “signori”, che non fanno altro che parlare di “legalità”, è il parassitismo sociale totale! Basta pensare che hanno “lavorato” un paio d’ore negli ultimi due mesi! Ma la loro classe, la classe dei padroni, la borghesia nel suo complesso, li sceglie perché “lavorino” al loro servizio; e loro questo fanno! Certo, tanti di loro hanno anche una vera e propria vocazione alla delinquenza, visto che a turno vengono indagati, inquisiti, incarcerati per i delitti più diversi…  è anche per questo che servono sempre “facce” nuove…

un bel pezzo di "moderno medioevo"

30 giugno 2017
Sicilia, il procuratore della Corte dei Conti chiede di non approvare il bilancio

Contestata la mancata istituzione di tre fondi: per il rischio di spese legali, a copertura di eventuali passività legate ai derivati finanziari e per possibili perdite degli organismi controllati. Udienza fissata al 19 luglio.
La Corte dei Conti siciliana presieduta da Maurizio Graffeo ha sospeso l'approvazione del rendiconto generale 2016 della Regione Sicilia, sulla base della richiesta del procuratore generale Pino Zingale,

pc 30 giugno - India: negli ultimi due mesi i Maoisti hanno lanciato due grandi attacchi contro le forze di sicurezza nello stato del Chhattisgarh

La stampa borghese indiana online continua a registrare, naturalmente dal proprio punto di vista, lo scontro di classe in corso in India che vede la Guerra Popolare diretta dal Partito Comunista dell'India (Maoista) da un lato e tutto l'apparato repressivo dello Stato indiano, dall'altro... Uno Stato, sostenuto dagli Usa, che si deve inventare mille altri "corpi speciali" per contrastare la lotta incessante, nata dalla rivolta di Naxalbari 50 anni fa, la cui efficacia viene confermata dalle cose dette e non dette dai quotidiani indiani...


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2 addetti alla sicurezza uccisi, 4 feriti nello scontro con i Maoisti di Sukma
24 giugno 2017 C. Kistler Bastar, CPI (maoista), Sukma

Due addetti alla sicurezza sono stati uccisi e altri quattro sono stati feriti in scontri avvenuti in vari luoghi tra i Maoisti e le forze di sicurezza nel Sud di Sukma, Stato di Chhattisgarh, sabato.
L’Ispettore Generale del Bastar, Vivekanand, ha confermato che i due soldati delle guardie distrettuali

pc 30 giugno - Grave provocazione, aggressione, impunità di CasaPound a Milano. Protetta, difesa, dentro e fuori Palazzo Marino, da digos e fascisti in divisa. Solidarietà ai compagni aggrediti. Ora e sempre Antifascismo Militante



Milano: rappresentante sindacale USB aggredito da fascisti di Casa Pound sotto gli occhi della polizia
Oggi giovedì 29 giugno era stato convocato dalla Rete Nessuna Persona è illegale un presidio sotto Palazzo Marino a Milano per rendere note sia alla cittadinanza che all’-Amministrazione comunale le richieste in materia di residenza anagrafica riguardante i migranti e le persone comunque senza fissa dimora. Mentre la delegazione si accingeva a salire le scale per essere ricevuta dal Sindaco Sala, ci si accorgeva che un folto gruppo di circa una trentina di fascisti di Casa Pound erano incredibilmente all’interno della sala consiliare dove aprivano un striscione, contestati da qualche cittadino presente. In un attimo è scattata l’aggressione. “Invitati” ad uscire dalla Digos entravano così in contatto con i compagni della delegazione malmenando duramente uno di loro.
Subito informati di quanto accaduto dentro il palazzo comunale, i presenti al presidio, 150 manifestanti della Rete “ Nessuna Persona è illegale”, premevano su un picchetto di poliziotti schierati immediatamente davanti al cancello principale per manifestare ed esprimere concretamente l’antifascismo militante. Il ruolo svolto dalla polizia si è rivelato in "sintonia" con i fascisti al punto tale che scortandoli fuori dal Comune da una porta laterale, gli hanno permesso di aggredire i primi compagni accorsi nei pressi. Il nostro dirigente di Usb, Riccardo Germani ha ricevuto pugni e calci in pieno volto. Portato in Pronto Soccorso si sospetta la frattura del setto nasale.
Deve essere chiaro a tutti: che sia a Milano, a Roma o in qualsiasi altra città, Usb non tollererà più qualsiasi aggressione o provocazione da parte di squadracce fasciste.
 Unione Sindacale di Base



Home » #StopWarNotPeople » Neofascisti aggrediscono la delegazione di Nessuna Persona E’ Illegale all’interno di Palazzo Marino.
La delegazione di NPI, invitata dal Capo di Gabinetto del Sindaco per illustrare i contenuti

pc 30 giugno - La direzione Fiom dice: "cosa ci stanno a fare nella Fiom" (riferito a chi non è d'accordo) e "l'opposizione", in maniera opportunista, continua sulla linea della, presunta, riformabilità di un sindacato che è "culo e camicia" coi padroni. Ma basta...

Il Foglio Bianco
Comunicato delle compagne e dei compagni del sindacatoaltracosa – opposizione CGIL nel Comitato Centrale FIOM
Sono davvero inaccettabili le recenti dichiarazioni stampa del segretario genera le della FIOM di Pisa in merito a un volantino prodotto e distribuito da delegati e delegate della FIOM di Piaggio e Continental sul ccnl dei metalmeccanici. In particolare, è grave che il segretario generale di un

pc 30 giugno - BANCHE VENETE: IL GOVERNO SALVA LE BANCHE, I RIFORMISTI SALVANO IL SISTEMA DEL CAPITALE

In questo giorni, a fronte della smaccata azione del governo di salvare le banche con i miliardi della collettività, ma soprattutto di favorire, senza neanche cercare di camuffare, una evidente operazione di centralizzazione finanziaria da parte di Intesa Sanpaolo, che con un euro e ponendo condizioni, si prende ciò che è ancora solvibile e quindi fa utile delle banche venete, mentre con la bad bank si socializzano le perdite: debiti, crediti non solvibili e anche... lavoratori in esubero; 
una operazione che dimostra in maniera quasi scolastica che il governo, il parlamento (in cui anche le voci "critiche" non si sono azzardate neanche a fare uno straccio di opposizione concreta al provvedimento del governo) sono nel capitalismo un "comitato d'affari della borghesia", e che quindi è il sistema capitalista la principe e vera causa, e che è di questo sistema che i lavoratori, le masse popolari, devono liberarsi;
dobbiamo sentire e leggere commenti che pur facendo la denuncia (e come non farla...), finiscono per dare stampelle a questo sistema, che è tutto "in fallimento". 

Di questo il giornale Il Manifesto è in questi giorni una rappresentazione evidente, di posizioni e concezioni di tutta una piccola, media borghesia, come di realtà di "sinistra" riformiste. Un esempio sono gli articoli di Alfonso Gianni, come di Vincenzo Comito, di cui riportiamo frasi di un articolo, apparso in questa settimana.
Nell'articolo si addebita al fallimento della classe dirigente la causa, alla sua incapacità, le ragioni delle difficoltà del sistema finanziario; quindi si cela che questa classe inevitabilmente o è direttamente interessata (vedi gli intrecci tra esponenti politici, del governo e banche) o è al servizio del capitale finanziario, che sfrutta fino a quando è possibile, poi o viene mangiata dal grande capitale o viene "salvata" dallo Stato, dai governi;
nell'articolo, si celano le ragioni strutturali, anche queste inevitabili, della crisi, legata alle stesse leggi di funzionamento del sistema capitalista, ma si indicano in una serie di fenomeni: corruzione, stravaganze... le vere ragioni; quindi si vedono alcuni aspetti, che sono conseguenze, ma si salva il sistema; si indicano le "malattie" ma per curare il "malato": il capitale;
di conseguenza, si reclamano "nuove regole" anche a livello europeo - sfoderando posizioni di fatto pro imperialismo "minore" che deve "farsi valere" verso gli imperialismi più forti - come se la regola di "privatizzare i profitti e socializzare le perdite" non sia l'unica regola che vale nel sistema del capitale. 

DALL'ARTICOLO:
"Il dipanarsi nel tempo delle difficoltà del nostro sistema finanziario ha mostrato, ancora una volta, il fallimento pressoché totale della classe dirigente politica, economica e finanziaria del paese. Gli

pc 30 giugno - UN IMPORTANTE COMMENTO ALLA FORMAZIONE OPERAIA SU GRAMSCI: "riappropriazione interna e restituzione esterna"

In un periodo di sbandamento ideologico internazionale a seguito della caduta della Cina socialista (1976) in questi ultimi 40 anni alcuni eventi hanno rappresentato una controtendenza e in particolare: l’inizio della GP in Perù (1980) la fondazione del RIM (1984) l’inizio della GP in Nepal (1996) la ripresa della bandiera del maoismo nel vecchio continente affermando la necessità del PCI (m) in Italia (2000) e negli anni successivi in Francia con i successivi Meeting Internazionali sulla rivolta delle banlieues, sul moderno fascismo, sulle rivolte arabe ecc. tutti eventi che hanno fissato i punti di importanti questioni ideologiche, politiche e organizzative, la fondazione del Partito Comunista dell’India (maoista) nel 2004 che ha dato maggior slancio a quella GP supportata anche dall’internazionalismo proletario di cui il CISGPI ne è l’organizzatore principale (con la storica Riunione di Amburgo) e la persistenza da ormai 50 anni della GP delle Filippine.

In questo quadro internazionale, presentato qui velocemente e senza approfondire per questioni di tempo, si inscrive la riappropriazione “interna” (per i comunisti conseguenti che si vogliono organizzare in partito per fare la rivoluzione) e restituzione “esterna” (alle masse popolari e ai proletari) del grande marxista-leninista Antonio Gramsci.

Gramsci a partire dagli anni ‘50 fino ai giorni nostri è stato oggetto di “interpretazioni” e stravolgimenti ad opera e a servizio della borghesia intellettuale (il cosiddetto mondo della cultura e dell’università) e della piccola borghesia e del revisionismo, cio’ è ben delineato sul blog ed è inutile spendere ulteriori parole. Recentemente anche in Tunisia il preside di una facoltà di economia del

pc 30 giugno - NAPOLI - SULLO SCIOPERO DEI LAVORATORI DI SOLUZIONE POSTA - da Ccw

[Napoli] Mannaggia a Caio e a Del Fante! Ovvero sullo sciopero dei lavoratori di Soluzioni Posta

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Uno degli istinti più forti nell'uomo quando qualcosa non va è quello di cercare qualcuno con cui prendersela. È normale e sano. Bisogna solo stare attenti a non prendere delle cantonate e a ben indirizzare i propri “mannaggia”. 
Ad esempio bisogna stare attenti a non prendersela con gli autisti se i pullman non passano quando le colpe sono invece di chi taglia le corse, oppure di chi, attaccando diritti e salario, li costringe a reagire con uno sciopero; ad esempio bisogna stare attenti a non prendersela con l'immigrato che ci “ruberebbe il lavoro” (che significa poi?) per pochi spiccioli, ma magari con il datore di lavoroche pur di pagare quei pochi spicci cerca di assumere chi non è in condizione di rifiutarli .
In questo articolo vogliamo sviscerare un altro di questi esempi e dare una mano a meglio indirizzare le nostre imprecazioni nel caso di una questione particolare. 
Mannaggia sì, ma mannaggia a.... a chi? 
Se abitate a Napoli ed in questo ultimo periodo avete notato un eccessivo ritardo nella consegna della

giovedì 29 giugno 2017

pc 29 giugno - Macron: stato d'emergenza e divieto di manifestare permanente

La sixième prolongation de l’état d’urgence sera la première loi votée sous la présidence Macron (il sera prolongé avant le 15 juillet, date de son échéance actuelle). L’interdiction de manifester (en fait "l’interdiction de séjour" d’une personne qui "cherche à entraver l’action des pouvoirs publics") y fera son retour après avoir été censurée par le conseil constitutionnel le 9 juin dernier. Sur les 618 usages de cette interdiction depuis le début de l’état d’urgence, 438 visaient des manifestants contre la Loi Travail, et un certain nombre d’autres visaient les manifestants contre la COP21. Des suspects de hooliganisme auraient également été visés lors de l’Euro 2016.
La censure du conseil constitutionnel reprochait à cette interdiction d’être "trop imprécise", des modifications y ont donc été apportées : il faut à présent qu’il existe "de sérieuses raisons de penser que le comportement constitue une menace pour la sécurité", l’arrêté devra être limité dans le temps et l’espace en "tenant compte de la vie professionnelle et familiale" et ne pourra pas inclure le domicile.
Prolongation de l'état d'urgence Prolongation de l’état d’urgence 

pc 29 giugno - Filippine - attacco del Nuovo Esercito del Popolo-NPA a una base militare dell'esercito del regime del fascista Duterte

Combatientes rojos del Nuevo Ejército del Pueblo

El miércoles pasado, 21 de junio, combatientes rojos del Nuevo Ejército del Pueblo (NPA, por sus siglas en inglés) lanzaron un ataque contra una base militar de la 902 Brigada de Infantería de la 9ª División de Infantería del Ejército, En Barangay Dumagmang, Labo, Camarines Norte.
Según el comunicado del NPA, el tiroteo duró 3 horas y 40 minutos y fruto del cual un soldado murió y otros cuatro resultaron heridos en el lado del Ejército.
Este ataque del NPA es en represalia por las violaciones generalizadas de los derechos humanos producidas a raíz se la implantación de la Ley Marcial.
"Para contrarrestar el fascismo de las Fuerzas Armadas y defender a las masas, el Partido Comunista de Filipinas ordenó al NPA lanzar más ofensivas tácticas. Las masas sólo pueden confiar en su Ejército Revolucionario, especialmente ahora que Duterte ha demostrado ser un peón de las Fuerzas Armadas, el pilar del gobierno de Estados Unidos en Filipinas" según afirma el comunicado.

pc 29 giugno - Un copione normale - Bologna: cariche di polizia per proteggere i fascisti

Ieri sera a Bologna la polizia ha colpito ancora. Ha colpito duro e senza motivo apparente alcuni attivisti del centro sociale Labàs i quali, dopo aver visto giungere a gran velocità due camionette di celere vicino ai cancelli dello spazio occupato (il quale, come ogni mercoledì, stava ospitando il mercatino di CampiAperti ed era dunque attraversato da molte persone) stavano uscendo per capire cosa succedesse.
Cariche e manganellate a freddo in un quartiere blindato da oltre 15 camionette per permettere che in una sala comunale (quella del Baraccano di via S.Stefano) si svolgesse la presentazione del fumetto Sergio Ramelli-quando uccidere un fascista non era reato.
A richiedere al quartiere l’uso della sala, il missino bolognese di lungo corso,

pc 29 giugno - Sul Centenario della Rivoluzione d'ottobre - Una cronistoria a cura di Guido Carpi


Centenario17


17 febbraio. Pietrogrado. Gli operai delle immense officine Putilov chiedono un aumento salariale del 50% e annunciano sciopero; la vertenza dilaga. Le motivazioni politiche sono inizialmente assai vaghe.
22 febbraio. In concomitanza con la partenza dello zar da Pietrogrado per il quartier generale, una delegazione operaia delle Putilov si reca dai deputati socialisti alla Duma Aleksandr Kerenskij e Nikolaj Čcheidze per ottenere una sponda politica.
23 febbraio. Giorno della festa della Donna secondo il calendario giuliano in vigore in Russia. Una marea di popolane si riversa nelle strade per chiedere pane, mentre scioperi e tafferugli dilagano per la città
24 febbraio. Lo sciopero è ormai totale, ma senza armi il movimento popolare non può avere la meglio.
25 febbraio. Dopo altre manifestazioni oceaniche, verso le 9 di sera lo zar ordina al comandante militare della città, generale Sergej Chabalov, di «far cessare i disordini» tramite l’uso della forza. I soldati, in grande maggioranza contadini in armi, si mostrano recalcitranti.
26 febbraio. Una compagnia del reggimento Pavlovskij fa fuoco sui gendarmi che stavano sparando sulla folla inerme.
27 febbraio. La rivolta coinvolge anche le altre guarnigioni dell’esercito. Nel frattempo, sotto la direzione del menscevico Čcheidze, inizia a coagularsi l’ossatura di un Consiglio (Soviet) dei deputati degli operai e dei soldati, rappresentativo delle realtà produttive e militari dell’intera

pc 29 giugno - Solidarietà in algeria alla rivolta del RIF

De Béjaïa à Ouargla, les Algériens veulent se montrer solidaires avec le Rif

Un manifestant à Al Hoceima, dans le Rif marocain, le 3 juin 2017 (Reuters)