sabato 20 maggio 2017

pc 20 maggio - Al G7 dei padroni del mondo, delle politiche contro le masse popolari, lavoratrici e lavoratori dicono no!

Comunicato stampa

Il G7 che si terrà a Taormina il 26 e 27 maggio e che vedrà presenti i presidenti o capi di governo di 7 paesi tra i più industrializzati del mondo, da un lato con le spese, per centinaia di milioni, effettuate per dare un minimo di vivibilità, giusto per l’occasione, alla cittadina di Taormina, e dall’altra con la particolare attenzione riservata ai servizi (viabilità, ospedale ecc.), rappresenta uno schiaffo pesantissimo a tutti coloro che in questa cittadina, ma in realtà in tutta la Sicilia, ogni giorno devono combattere contro l’assenza di servizi degni di questo nome, e soprattutto contro la povertà (povertà, o “diseguaglianza”, registrata ormai in tutti i “consessi” internazionali e persino dagli stessi attori al G7 di Bari!!!) visto il livello di disoccupazione e la povertà crescente, appunto, di tantissime famiglie dell’isola.

Lavoratrici e lavoratori, precarie e precari, disoccupati di vario tipo, donne senza lavoro e discriminate in ogni ambito, giovani costretti ad oziare o ad emigrare; così come le stesse masse di persone costrette a lasciare i loro paesi dell’Asia e dell’Africa, innanzi tutto, ed emigrare, sono i diretti interessati, perciò, delle decisioni politiche che verranno prese in questo incontro internazionale.

Un incontro che per nessuna ragione può essere considerato rassicurante per le masse popolari visto che uno dei suoi maggiori protagonisti, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è responsabile già ad appena 100 giorni dal suo insediamento di annunci e atti che peggiorano ancor più la condizione generale delle guerre nel mondo e dell’economia che è in crisi profondissima, secondo le stesse statistiche della classe dominante, dal 2007. E Trump al G7 si troverà in ottima compagnia da questo punto di vista, dato che anche le politiche di tutti gli altri capi di Stato, a cominciare da Gentiloni,  sono fatte di tagli ai diritti acquisiti, ai salari e ai servizi sociali!

L’essenza stessa del capitalismo, con le sue crisi, e per “ultima” quella in corso, genera violenza, orrore, guerre e disperazione per milioni di persone nel mondo.

Proprio queste “categorie” sociali, cioè la classe lavoratrice innanzi tutto, nonostante in Italia i tentativi dell’Istat di cambiare le carte in tavola, devono trovare la risposta ad una situazione che diventa ogni giorno più insopportabile…

Risposte che già in diverse parti del mondo, i popoli oppressi, come in India, solo per fare un esempio, hanno cominciato a dare, organizzandosi per non sopportare più le “politiche borghesi di sviluppo” che, al contrario producono eterno “sottosviluppo” e immense sofferenze umane e distruzione ambientale.

Lo Slai Cobas per il s.c. sostiene attivamente il presidio di protesta di oggi 20 maggio presso il Consolato USA di via Vaccarini, ore 16,00, in preparazione della manifestazione del 27 a Taormina.

Slai cobas per il sindacato di classe
cobas_slai_palermo@libero.it


MAG20

Verso il G7 - presidio a Palermo al Consolato degli Stati Uniti

Pubblico
 · Organizzato da Proletari Comunisti

pc 20 maggio - ORGANIZZIAMOCI PER LOTTARE CONTRO LA CRESCENTE REPRESSIONE DELLE LOTTE

Ma Stato, polizia, governi, sappiate che: 
La repressione alimenta la ribellione!

Dall'intervento di un compagno di proletari comunisti alla manifestazione contro il G7 di Bari

pc 20 maggio - DAI POETI RIVOLUZIONARI

pc 20 maggio - Una corrispondenza da Genova sul carcere

A GENOVA SI PARLA DELLE CAYENNE DI ITALIA
Sono le ore 18:00 di venerdì diciannove maggio quando, presso la libreria “L’amico ritrovato” di via Luccoli 98 rosso, si tiene la presentazione del libro – a cura di Pasquale De Feo, un detenuto con ergastolo ostativo – «Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41 bis».
Ad organizzare l’incontro – al quale partecipa il fiorentino Giuliano Capecchi, un insegnante membro dell’associazione Liberati – sono i militanti dello Spazio di documentazione Il Grimaldello di via della Maddalena 81 rosso, che lo inseriscono nella campagna “Pagine contro la tortura”.
Questo è un progetto che fa parte della più ampia battaglia per l’abolizione del 41 bis: il regime, che attualmente interessa oltre settecento prigionieri nelle carceri dello Stato borghese, che prevede l’isolamento del soggetto in custodia per ventidue ore al giorno, escluse quelle d’aria e di socializzazione.
Come è evidente, si tratta di un sistema volto a fiaccare la resistenza del detenuto, in modo da indurlo a collaborare; altro non è che una forma di vendetta dello Stato che, contrariamente al comune sentire, non riguarda soltanto gli appartenenti alle grandi organizzazioni criminali, ma colpisce diverse tipologie di prigionieri, tra cui gli ultimi irriducibili delle formazioni armate degli anni settanta: di questi, sono attualmente sottoposti al 41 bis due uomini e una donna.
Genova, 20 maggio 2017


pc 20 maggio - ILVA E FIM, FIOM, UILM E USB FIRMANO I PRIMI LICENZIAMENTI ALL'ILVA DI TARANTO

Sotto la equivoca veste di "volontarietà" aprono la pericolosa strada dei licenziamenti di migliaia di operai, come vogliono i commissari e come vorranno i nuovi padroni - Gli operai non devono cadere in questo grave tranello.

E' stato già firmato un primo accordo tra azienda e sindacati (Fim, Fiom, Uil, e Usb) per avviare la procedura di licenziamento di 200 operai.
Si dice che riguarderà i lavoratori che accetteranno l'esodo incentivato (1700 euro lordi, al mese per 24 mesi). Ma in realtà, poi, questa "volontarietà" è comunque condizionata a criteri aziendali; nell'accordo si dice "compatibilmente con la valutazione aziendale in ordine all'esigenze tecnico-produttive". Per cui, a fronte di queste esigenze che prevedono tagli di posti di lavoro, facilmente la "volontarietà" diventa un obbligo deciso dall'azienda. 
I commissari, infatti, parlano che i 200 individuati sono risultati "esuberi" e sono "effetto della razionalizzazione dei processi industriali in atto dai quali consegue un recupero dell'efficienza e dell'innalzamento del livello tecnico-professionale degli addetti". Non solo, ma si dice chiaramente che questi licensiamenti sono "inevitabili", perchè queste "unità produttive non potrebbero trovare collocazione nell'ambito dell'organizzazione produttiva".

Quindi, Fim, Fiom, Uilm, Usb hanno accettato 200 licenziamenti, punto e basta!
E hanno aperto la strada ai licenziamenti di migliaia di operai, diretti e indiretti, che verranno buttati in mezzo alla strada, sempre con la giustificazione che "non possono trovare collocazione nell'ambito dell'organizzazione produttiva"...
Quindi, Fim, Fiom, Uilm, Usb stanno facendo quello che vogliono i padroni attuali e futuri, questa è la sola verità! Con l'Usb che ancora una volta, ma ora la situazione è molto più grave per le conseguenze, si comporta e firma come gli altri sindacati confederali.
Come abbiamo detto, in questo mesi i sindacati e la stessa Usb si sono attaccati, hanno denunciato, anche con "forti toni", la condizione ordinaria dei lavoratori, mentre si preparavano a gestire con l'azienda gli attacchi più grossi e strategici a questa condizione: licenziamenti di massa, peggioramenti contrattuali.

Gli operai non possono cadere in questo pericoloso tranello: accontentarsi dell'elemosina degli incentivi, per perdere definitivamente lavoro e salario. Gli operai devono opporsi a questo accordo. 

pc 20 maggio - Verso il G7 - Oggi a Palermo presidio davanti il consolato degli Stati Uniti, alle ore 16!



venerdì 19 maggio 2017

pc 19 maggio - "IL VENTO DELLA RIVOLUZIONE CULTURALE DELLA CINA ARRIVO' ANCHE IN ITALIA, ANCHE A TARANTO..."

Una partecipata presenza, non solo in termini di numeri ma di rappresentanza di vari settori sociali e soprattutto in termini di interesse, vi è stata ieri sera alla libreria Mondadori di Taranto per la presentazione del libro "A 50 anni dalla Rivoluzione Culturale".
Vi erano lavoratori, lavoratrici, studenti, ragazze, intellettuali, ex lavoratori Ilva, rappresentanti di associazioni di medici, immigrati, ecc., che su una tematica niente affatto usuale, hanno seguito con attenzione gli interventi iniziali della moderatrice, giornalista Emanuela Carucci e di un compagno della redazione di proletari comunisti, curatore del Libro, e poi, alcuni di loro, sono intervenuti, ponendo domande, esprimendo giudizi, modificando anche i propri giudizi iniziali su quanto era accaduto in Cina durante la rivoluzione culturale.
L'incontro e gli interventi sono dovuti terminare solo perchè la Mondadori doveva chiudere, ma le discussioni, le domande sono continuate anche fuori.
Faremo conoscere, attraverso dei video, questa bella serata, diversa a Taranto, in una città che vedeva ieri varie iniziative scontate dei "candidati sindaci".
Vogliamo ora sottolineare due cose soprattutto.

Parlare della Rivoluzione culturale proletaria ha permesso di cominciare a sgomberare il campo da luoghi comuni sulla rivoluzione cinese, sul rapporto RCP, il suo dirigente Mao Tse tung e i proletari, i giovani, le  masse popolari, mettendo in luce, attraverso i fatti di come la Rivoluzione culturale proletaria sia stata tutt'altro che masse "controllate e manipolate" dal potere comunista, essa è stata invece la più alta esplicitazione del principio "è giusto ribellarsi!", concretizzato da milioni e milioni di giovani, anche verso coloro che pur chiamandosi comunisti erano diventati seguaci della via capitalista; è stata "la classe operaia deve dirigere tutto", anche i mondi da cui fino ad allora era esclusa, come l'istruzione, con gli operai che avevano effettivo potere nelle fabbriche per fare una produzione al servizio del popolo (qui si sono raccontati esempi di come in Cina in quel periodo fossero gli operai a risolvere quella contraddizione tra lavoro e salute che nei paesi imperialisti sembra irrisolvibile); è stata la "rivoluzione nella rivoluzione" delle donne; è stato l'assalto al cielo per trasformare tutto.

Si è compreso, spesso appreso per la prima volta, di come la Rivoluzione culturale proletaria non sia stata affatto un avvenimento cinese; ma come essa abbia influenzato il grande movimento rivoluzionario del '68 dei giovani, la grande lotta degli operai nelle fabbriche dei primi anni '70; come costituì un fresco vento di trasformazione delle idee e azioni degli intellettuali, di medici, giuristi, artisti in tutto il mondo, che in quel periodo, proprio sull'esempio della rivoluzione culturale che metteva in discussione "leggi", "principi" della società borghese, osarono mettere la loro professione al servizio del popolo; e quanto tutto questo sia stato importante anche in Italia, anche a Taranto negli anni 68/70.
Per molti, ieri sera, è significato cominciare a conoscere anche cosa è stata Taranto in quegli anni, guardare con uno sguardo diverso a ciò che accadeva a migliaia di kilometri di distanza.

E a chi chiedeva se quella rivoluzione socialista è possibile ancora, anche oggi, pensiamo che la serata di ieri abbia lasciato una raggio di speranza.

pc 19 maggio - FCA POMIGLIANO: GIU' LE MANI DALLE OPERAIE CHE HANNO SCIOPERATO L'8 MARZO!

(Da Tavolo 4)
Al fianco delle operaie represse da padron Marchionne e dallo Stato.
Mobilitiamoci in ogni città, ai Tribunali, in ogni posto di lavoro il 20 giugno: "Lo sciopero delle donne non si tocca!"

Lavoratrici del MFPR

 FCA Pomigliano:  8 Marzo di genere operaio contro  modello-Marchionne”
LA CAUSA  IL 20 GIUGNO DAL GIUDICE DEL LAVORO DEL TRIBUNALE DI NOLA

La vicenda è relativa allo sciopero di 3 ore dello scorso 8 marzo al reparto-confino WCL di Nola ed alla concomitante assemblea  del Comitato Mogli Operai in occasione della  giornata internazionale della donna dove le operaie FCA di Pomigliano e Nola denunciarono pubblicamente il modello-Marchionne “prefigurante il dominio del capitale sul lavoro e la trasformazione in tal senso dell’intera società con la progressiva eliminazione della democrazia sindacale e politica e dei diritti dei lavoratori, nonché di quelli sociali, civili e costituzionali”: info www.comitatomoglioperai.it.

I fatti: all’indomani dell’8 Marzo la FCA cambiò senza motivazione i turni di Antonietta e Carmela (entrambe operaie Fiat e da 8 anni trasferite a Nola, iscritte a Slai cobas ed attiviste del

pc 19 maggio - DAL G7 DI BARI AL G7 DI TAORMINA - NON LASCEREMO IN PACE I PADRONI DEL MONDO!


L'intervento di una compagna di proletari comunisti di Taranto, durante il corteo di sabato scorso a Bari.

"Siamo venuti a Bari e saremo anche al G7 di Taormina. Non si credessero i ministri, i potenti del mondo che loro devono in pace decidere contro di noi, contro i lavoratori, le donne, i giovani; noi li assedieremo. Non credessero di poter lavorare tranquilli. A Bari la polizia, lo Stato ha voluto fare una specie di prova, ha occupato militarmente la città, impedendo di vivere agli stessi abitanti; è una guerra quella che loro fanno e che portano avanti ogni giorno.
In tre giorni qui a Bari, i ministri economici e tutto il loro mega staff, si mangiano quanto lavoratori e lavoratrici prendono in tanti anni di lavoro. Questi sono i veri responsabili delle nostre condizioni di

pc 19 maggio - Elezioni in Sicilia: più di mille chiacchiere da bar parlano gli indagati, gli arresti… che raccontano la corruzione fino alle midolla dello Stato-mafia…

A pochi giorni dalla consueta commemorazione del “23 maggio”, questo è uno dei tanti “scandali” che quotidianamente riempiono le pagine dei giornali: dai candidati sindaci di Palermo come Ferrandelli indagato, al Movimento 5 Stelle: trovate altre 500 firme false, ai politici condannati a raffica… Altro che voto, per farla finita con questo marciume ci vuole ben altro!
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Politica trapanese travolta da inchieste: in manette il candidato sindaco Fazio. Indagata sottosegretaria Vicari

Fermato anche l'armatore Ettore Morace. Due rolex in cambio di un emendamento sponsorizzato dalla deputata. L'indagine dei carabinieri di Palermo e Trapani coinvolge pure il funzionario della Regione Giuseppe Montalto. Indagata anche l'ex deputata Caronia oggi candidata con Ferandleli a Palermo. Nuova bufera sulla campagna elettorale di Trapani: ieri, la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato del centrodestra, Tonino D'Alì

Fazio
D'Alì

Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. E persino due rolex per modificare un emendamento. Politici indagati. Un'operazione dei carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Dino Petralia e dai sostituti Luca Battinieri e Francesco Gualtieri, ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani e adesso canddiato nuovamente sindaco, e per il funzionario della Regione

pc 19 maggio - L'ISTAT FA POLITICA AL SERVIZIO DI CHI VUOLE CANCELLARE LA CLASSE OPERAIA - Ma non ci faccia ridere...

"Il rapporto annuale dell’Istat sostiene che la classe operaia ha perso il suo connotato univoco, mentre la borghesia si distribuisce su più gruppi sociali. La relazione tra l’appartenenza di classe e l’identità sociale si è sfaccettata...".

Il rapporto dell'Istat - di cui sotto riprendiamo alcune conclusioni e dati - in realtà va oltre i semplici dati e le loro analisi, e fa un'operazione politica, sporca, che ha come scopo di dimostrare che la classe operaia non esiste più, che la divisione di classe non ha più senso, che al posto di "proletariato e borghesia", dobbiamo parlare di un mega precariato interclassista; che quindi siamo tutti nella "stessa barca", e che al posto delle classi ora c'è la divisione tra poveri, meno poveri, e ricchi.
Quindi, se tanto mi dà tanto, se le classi non ci sono più, se la classe operaia è sparita, non ha più senso parlare di lotta di classe; se il problema è "poveri e ricchi" non ha più ragion d'essere la denuncia e la lotta contro lo sfruttamento del capitale, e quindi la lotta non deve essere per rovesciare il sistema del capitale, causa del peggioramento dei lavoratori e delle masse popolari, ma per ridurre le diseguaglianze...

Che queste "statistiche" fossero guidate, non è una sorpresa; ma qui si butta a mare anche la minima capacità cognitiva per tentare miseramente di nascondere e portare confusione su un dato di fondo, materialistico: 
finchè vige il sistema del capitale c'è la forza-lavoro operaia da cui il capitale tre i suoi profitti; 
quindi, finchè ci sono i padroni ci sono gli operai; 
e finchè ci sono gli operai c'è la lotta di classe (ci dispiace per voi...)

Dal rapporto Istat
La principale causa di questa «esplosione» dei confini tra le classi ereditati dal Novecento è la «precarizzazione delle forme contrattuali» e l’aumento delle «diseguaglianze sociali» sostiene l’Istat... oggi non basta essere operai per appartenere alla classe operaia e non basta essere

pc 19 maggio - ESITO DEL JOBS ACT: INCENTIVO AI LICENZIAMENTI

Anche l'Inps non può fare a meno di dare i dati sulla (non)occupazione. E anche questi dati - oltre le tante denunce, le lotte, la realtà nuda e cruda dei lavoratori, delle lavoratrici, dei giovani - dati parziali e comunque sempre al di sotto di quelli reali, lo dicono per l'ennesima volta chiaro: Il Jobs act è per i padroni un incentivo a licenziare. Eliminazione di fatto dell'art. 18 e utilizzo del jobs act per fare nuovi contratti ultraprecari sono una mistura che ha al centro i licenziamenti (prima, durante e dopo). 
Prima, perchè spesso i licenziamenti di lavoratori a tempi indeterminato sono una precondizione per assumere altri a Tempo determinato, con contratti di somministrazione, di apprendistato, o peggio; o per assumere gli stessi lavoratori ma con la normativa del jobs act - vedi soprattutto nei cambi di appalto. (Le assunzioni degli apprendisti sono aumentate del 29,5%, quelle a tempo determinato del 16,5%, quelle di somministrazione del 14%; diminuiscono, invece, i contratti “fissi” del 7,6%.  la crescita dei contratti).
Durante, perchè i padroni hanno le mani libere per licenziare in qualsiasi momento. E il modo si trova sempre. L'Inps comunica che sono aumentati i licenziamenti disciplinari tra i dipendenti a tempo indeterminato nelle aziende oltre i 15 dipendenti ("Rispetto al 2015 sono aumentati del 44%. Nei primi tre mesi di quest’anno le aziende hanno licenziato 143 mila persone con un aumento del 2,8 rispetto al 2016" - dal Manifesto): ecco un modo di tagliare posti di lavoro più sicuri che ha un doppio vantaggio: le aziende rischiano molto meno anche di dover pagare risarcimenti in sede giudiziaria; i lavoratori sono tenuti in costante ricatto/minaccia. 
Dopo, perchè il jobs act è la legge trovata per l'utilizzo legale dell"usa e getta" dei lavoratori.  
Quindi, le assunzioni a tempo indeterminato stanno diminuendo drasticamente; quei "fortunati"

pc 19 maggio - Non c'è battaglia contro il razzismo senza la lotta contro la moderna schiavitù

http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.it/2017/05/19-maggio-20-maggio-contro-razzismo-e.html

20 maggio contro il razzismo in tutte le piazze d'Italia

solidarietà agli immigrati impoveriti e costretti a lasciare i propri paesi dalle politiche di guerra e di rapina dei governi imperialisti – Italia in prima fila – obbligati a rischiare la vita prima via mare, e sfruttati poi da caporali e padroni nostrani.

Non c'è battaglia contro il razzismo senza la lotta contro la moderna schiavitù, che ha nelle cooperative logistiche, al servizio della grande distribuzione, un punto di forza dello sfruttamento senza controlli di centinaia di migliaia di lavoratori immigrati nei magazzini logistici.
Per questo i lavoratori delle cooperative logistiche si uniscono a questa giornata di mobilitazione nazionale protestando davanti al supermercato Esselunga di Pioltello, continuando a denunciare la scandalosa catena di appalti, usata dai grandi committenti (TUTTA LA GRANDE DISTRIBUZIONE) per sfruttare quotidianamente i lavoratori che riforniscono i banchi dei supermercati, facendoli gestire dalle cooperative che fanno il lavoro sporco sul campo.
Lavoro e diritti per tutti
basta con la nuova schiavitù delle cooperative logistiche
solidarietà agli 11 licenziati politici di Brignano

sabato 20 maggio 2017 ore 17/19 presidio supermercato Esselunga di Pioltello

Slai Cobas per il sindacato di classe

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sindacatodiclasse@gmail.com

pc 19 maggio - PD COME TRUMP: LA STAMPA DEVE TACERE!

(dal Manifesto) - "La registrazione della telefonata tra Renzi padre e Renzi figlio intercettata e pubblicata dal Fatto offre al segretario del Pd l’occasione per lanciarsi nel contrattacco... Matteo Orfini intervistato dall’Huffington Post spara... «c’è qualcosa di più profondo dell’aggressione al Pd e al suo segretario. C’è qualcosa che riguarda il funzionamento della democrazia italiana e che dovrebbe allarmare tutti quanti. Un attacco alla democrazia». (Chiaramente la "democrazia" è a senso unico - ndr)
...La caccia è aperta ma la preda non sono i giudici: sono i giornalisti. Orfini non la manda a dire: «Io non ritengo necessario cambiare le norme sulle intercettazioni, però questa posizione regge solo se nel mondo dell’informazione c’è un’assunzione di responsabilità». Il monito è brutale e aperto: «A questo punto chiediamo ai direttori, invece di mettersi il bavaglio, di provare a distinguere le notizie dalla spazzatura»..." ("spazzatura", nel senso di "renzi", vogliamo intendere - ndr)

pc 19 maggio - QUESTA SERA A ROMA: BENVENUTI IN UN "MONDO NUOVO" E POSSIBILE ANCHE OGGI...


pc 19 maggio - CHE SIANO ANCOR PIU' LE LAVORATRICI A MANIFESTARE A TAORMINA CONTRO I PADRONI DEL MONDO

CONTRO IL “G7” DI TAORMINA, DOVE I POTENTI, I PADRONI DEL MONDO, TRUMP IN TESTA, DECIDERANNO A TAVOLINO COME CONTINUARE A FARE PROFITTI E AD ARRICCHIRSI SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DEI POPOLI DEL PIANETA, SEMINANDO GUERRE, MIGRAZIONI DI MASSA, MISERIA E LUTTO!

CONTRO TRUMP CHE PIU’ DI OGNI ALTRI, CON LA SUA POLITICA NAZISTA, RAZZISTA E MASCHILISTA, RAPPRESENTA IL CONCENTRATO DEL MARCIUME DELLA CLASSE BORGHESE E DELLA PUTREFAZIONE E BARBARIE DI QUESTO SISTEMA CAPITALISTICO CHE STA UCCIDENDO L’UMANITA’ INTERA!

CONTRO L’IMPERIALISMO ITALIANO E IL GOVERNO GUERRAFONDAIO DI GENTILONI/RENZI, CHE FA PAGARE ALLE MASSE POPOLARI I COSTI DELLA CRISI, DELLE GUERRE E LA SETE DI PROFITTI DI PADRONI E BANCHE!

Come è noto, il 26 e 27 maggio prossimo a Taormina avrà luogo il vertice del “G7”, dove i paesi imperialisti (USA, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada) e i loro antipopolari e scellerati governi, tra cui quello

pc 19 maggio - 26-27 contro il G7 di Taormina - appuntamenti a Giardini Naxos

Il 26 alle 17,30 assemblea a Giardini
Il 27 maggio manifestazione nazionale a Giardini  
Il concentramento è previsto alle 15 Piazza di Recanati,  il corteo percorrerà il lungomare di Giardini a ridosso della "zona rossa”.

pc 19 maggio - Contro le violenze poliziesche autodifesa popolare


pc 19 maggio - Libertà per i prigionieri politici indiani - Viva il 50° anniversario della rivolta di Naxalbari!

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pc 19 maggio - Brasile - protesta di massa dei contadini poveri contro i massacri del governo brasiliano

Camponeses protestam no centro de Porto Velho


Escrito por Resistência Camponesa
lega dei contadini poveri

Mais de 400 camponeses de diversas áreas que estavam no INCRA desde o dia 10, realizaram uma manifestação que se iniciou na praça Aluísio Ferreira e seguiu pelas avenidas 7 de setembro, Marechal Rondon e Carlos Gomes. Representantes das áreas: Canaã, Renato Nathan 2, Monte Verde, Raio de Sol, Lamarca, Paulo Freire 4, Bacuri, 10 de maio, Enilson Ribeiro I e II, Monte das Oliveiras, Terra Nossa I e II, Monte Cristo, Jhone Santos e Rancho Alegre I e II. Diversas denúncias foram feitas. O Ex-Padre, José Iborra da CPT, denunciou o Ouvidor Agrário Regional Erasmo Tenório acusando-o de dar declaração para proteger e inocentar latinfundiários.
Diversas camponeses e lideranças da LCP gritavam: "Ênedy fascista, assassino e terrorista", acusando o alto comando da PM e o governador Confúcio Moura de apoiarem e incentivarem diversos grupos de extermínio e pistolagem em Rondônia. O tom das falas foi o de denunciar as diversas perseguições contra inúmeros acampamentos da LCP e de outras organizações democráticas.

pc 19 maggio - Contro la repressione e i processi nei confronti dei compagni di ATIK accusati di appartenere al TKP/ML - massima solidarietà

pc 19 maggio - A FIANCO DEI PRIGIONIERI PALESTINESI IN LOTTA!

In solidarietà ai prigionieri palestinesi in lotta, diffondiamo questo nostro contributo. Più sotto, abbiamo anche riportato l’elenco di Paesi e città dove si sono svolte e si svolgeranno iniziative solidali dal 14 aprile al 27 maggio, tratto dal sito 

http://samidoun.net/
Il 17 aprile 2017, più di 1.500 prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni di Israele (su un totale di 6.300, detenuti non solo nelle carceri israeliane ma anche in quelle della collaborazionista Autorità Nazionale Palestinese) sono entrati in sciopero della fame, sciopero che tuttora prosegue. La giornata del 17 aprile non è stata scelta a caso, in quanto il movimento di Resistenza palestinese celebra in questa data e da molti anni la Giornata internazionale di solidarietà per i prigionieri palestinesi.
La lotta che i prigionieri portano avanti si pone quali principali obiettivi:
  • Fine dell’isolamento
  • Fine della politica di detenzione amministrativa
  • Miglioramento dell’assistenza medica e della gestione dei colloqui familiari
Non è la prima volta, naturalmente, che i prigionieri palestinesi organizzano una lotta contro le pesanti condizioni detentive. Uno dei più importanti scioperi della fame fu quello che 2000 e, per

giovedì 18 maggio 2017

pc 18 maggio - Vittime, avvocati e giudici: "La nuova legge sulla tortura è una truffa"

Appello firmato da persone massacrate alla Diaz, psicologi, magistrati: "E' un testo provocatorio e inaccettabile"

Le urla che accompagnano nell’immaginario collettivo le pratiche di tortura e che furono la colonna sonora dei raid in divisa alla scuola Diaz e a Bolzaneto nel G8 di Genova nel 2001, sembrano oggi essere sommerse dal silenzio che accompagna l’approvazione in Senato  di una legge sulla tortura figlia dei timori di scontentare alcune fazioni delle forze dell’ordine e della polizia in particolare. Una legge che non segue le indicazioni della Corte europea ma che ricompatta vari orientamenti politici a sinistra e a destra. Una legge che a Genova, la città della Diaz, ossia dell’episodio costato all’Italia una condanna della Corte europea per i diritti umani proprio per la pratica della tortura e per l’assenza di leggi e norme che la impedissero e che perseguissero chi l’aveva praticata, dovrebbe stimolare dibattito e discussioni. Invece politica e intellettuali stanno alla larga. Troppo ostico il tema.
Chi non si è tirato indietro è un gruppo eterogeno di cittadini, giornalisti, psicologi, vittime di tortura, avvocati, magistrati. Hanno scritto un appello per provare a tornare alla radice della norma
Ecco il testo e i primi firmatari:

Tortura: è una legge truffa e contro le vittime, torniamo al testo Onu
Il Senato ha approvato una legge truffa sulla tortura, scritta in modo da renderla inapplicabile e in totale contraddizione con la convenzione Onu sulla tortura e con le indicazioni contenute nella

pc 18 maggio - Cagliari - un nuovo grave disastro da profitto per i padroni che ricade su operai e masse popolari



pc 18 maggio - Milano università in lotta contro il numero chiuso - massimo appoggio

Grossa mobilitazione respinge il numero chiuso alle facoltà umanistiche della Statale

162902567 2d22d414 b09d 434b 9df3 e5dac9f1b3baSono due giorni di mobilitazione intensa all'università Statale di Milano contro il tentativo di introdurre il numero chiuso nelle facoltà di area umanistica. Un presidio di centinaia di studenti ha fatto ieri irruzione nell'aula 113 di via Festa del Perdono, sospendendo il Senato accademico che, con un colpo di mano del Rettore Vago, avrebbe voluto approvare contro il parere dei docenti e degli studenti l'introduzione del numero chiuso. Per tutta risposta il rettore ha chiuso al dialogo sospendendo la seduta. Con l'introduzione del numero chiuso resterebbero aperti solo 4 corsi su 79.

pc 18 maggio - Da Napoli contro il G7 - contro i fogli di via. C'è un solo foglio di via da accettare: Via Trump - Via il G7!

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... uno dei due compagni napoletani denunciati in seguito alla manifestazione anti-Renzi del 09 Settembre 2016 tenutasi a Catania è stato convocato d’urgenza in Questura e gli è stato consegnato un foglio di via dalla città siciliana della durata di un anno.
Non ci aspettavamo, a soli 10 giorni dalla notifica delle denunce, un ulteriore attacco repressivo di questa portata. Il decreto sulla sicurezza urbana Minniti-Orlando è molto più pericoloso di quanto si potesse immaginare e gli eventi delle ultime settimane (i rastrellamenti nei pressi della Stazione Centrale di Milano contro i migranti “irregolari”, la morte dell’ambulante senegalese in seguito ad un blitz anti-abusivismo della polizia municipale romana, il pre-daspo consegnato ad un venditore di rose nel quartiere di Chiaia, qui, a Napoli) lo dimostrano.
Sembra assurdo che, solo sulla base di indagini preliminari, un cittadino possa subire una così pesante limitazione della libertà di movimento, ma ciò non ci stupisce in seguito agli avvenimenti dello scorso 25 Marzo, in occasione dell’anniversario dei trattati di Roma decine di manifestanti ricevettero il Daspo dalla capitale sulla base di considerazioni soggettive circa la loro appartenenza ideologica, per non contare le centinaia che non riuscirono affatto a raggiungere la città.
Una nuova guerra è stata ingaggiata contro gli ultimi e gli scomodi di questa società, uno stato d’emergenza permanente vige ormai in questo Paese. Per questo l’attenzione nei confronti di questa nuova legge e di ciò che sta producendo deve essere alta. Ci sembra chiara la volontà di colpire con questi provvedimenti la partecipazione al controvertice organizzato in occasione del G7 che si terrà a Taormina il prossimo 26/27 Maggio.
In quell’occasione un corteo di respiro internazionale attraverserà le strade di Giardini Naxos, paese limitrofo a Taormina. I 7 grandi della terra si riuniranno per discutere di innovazione, cybersicurezza, smart cities e lotta al terrorismo. Ma dietro e oltre gli slogan, i capi di stato di Italia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone e Germania discuteranno di come aggiornare le politiche predatorie di sfruttamento e guerra di cui si fanno promotori ormai da anni.
Esprimiamo solidarietà al compagno colpito dal foglio di via e rilanciamo la partecipazione al corteo del 27 Maggio contro il G7 e agli appuntamenti di avvicinamento che si terranno a Napoli.

pc 18 maggio - Vertice G7 di Taormina - I giuristi lanciano l’allarme sulle misure repressive preventive - ma c'è un solo modo di combatterle... provare a violarle!

I giuristi lanciano l’allarme sulle misure repressive preventive


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In previsione del G7 a Taormina, fioccano le misure repressive preventive contro attivisti politici e sociali impegnati nelle mobilitazioni di contestazione del vertice. Su questo sta circolando un appello al rispetto della Costituzione sottoscritto per ora da una ventina di avvocati e giuristi. Misure come avvisi del Questore, divieti di dimora e altri provvedimenti sono stati emessi per decine di attivisti da questure siciliane e del centro e nord Italia per rispetto dell’ordine pubblico in vista del prossimo G7 di Taormina. Solo a Catania sono già otto gli avvisi del Questore notificati, mentre ad attivisti palermitani sono stati notificati dieci divieti di dimora per un anno nella città di Catania.
I dati destano ampie perplessità – è scritto nell’appello lanciato dai giuristi – sono provvedimenti di natura amministrativa, posti in essere senza alcun controllo giurisdizionale, che limitano di fatto la libertà di cittadini. Adottati discrezionalmente, senza il vaglio della magistratura. In quanto avvocati e giuristi – scrivono i firmatari – sentiamo il bisogno di esprimere la nostra più viva preoccupazione perché il tema in questione ha una portata più ampia della prossima manifestazione ed investe la tenuta democratica del Paese”. L’appello definisce inaccettabile che valutazioni discrezionali degli organi di polizia possano spingersi, in ragione di un’asserita preventiva tutela dell’ordine pubblico, fino al punto di comprimere senza controllo i diritti fondamentali della persona e che “questo si traduca, come avviene, nella repressione preventiva di un legittimo dissenso politico”.
L’appello segnala che “il grave e concreto pericolo che al momento esiste è quindi l’interruzione dell’ordinarietà giuridica e la limitazione dell’agibilità politica di chi ha espresso opinioni diverse da quelle di chi esercita il potere”. Coerente appare il richiamo ad una Costituzione che è stata difesa anche nel referendum dello scorso 4 dicembre battendo coloro che intendevano depotenziarla. Da qui l’appello “Per il rispetto e la salvaguardia dei principi Costituzionali”. “Chiediamo a tutti gli attori sociali democratici, e in particolare alla stampa, di esercitare tutta la critica necessaria perché possa ristabilirsi l’equilibrio del diritto. Il rischio di un punto di non ritorno è davvero prossimo. Noi, dal canto nostro – concludono i giuristi firmatari - faremo la nostra parte e chiediamo a tutti e a tutte di fare altrettanto”.