sabato 11 marzo 2017

pc 11 marzo - Napoli. i fatti sono 10.000 in piazza in una grande manifestazione di massa - la polizia carica - i manifestanti resistono e attaccano - E' giusto cosi!

Che il vento di napoli si estenda ovunque! 

pc 11 marzo - A Napoli i manifestanti resistono e agiscono - la feccia PD con la macchietta corrotta DE LUCA scendono in campo a sostegno dei fasciorazzisti Salvini e della polizia di MINNITI

De Luca: solidarietà a Salvini e alla Polizia Sui fatti di Napoli interviene il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dal Lingotto a Torino. "Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini. In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia".
 - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/visita-Salvini-a-Napoli-petardi-e-scontri-con-polizia-al-corteo-di-protesta-9373b02e-1722-4e1a-9648-51a309076594.html

pc 11 marzo - Napoli, è giusto ribellarsi! Salvini non deve parlare! Minniti e il suo governo se ne devono andare!


Un corteo organizzato contro Matteo Salvini, atteso al Palacongressi di Napoli dopo le proteste di venerdì e il via libera finale della prefettura alla sua convention. 
 intorno alle 17 un gruppo di incappucciati si stacca dal corteo e accerchia la polizia. Lì inizia il lancio di sassi, petardi e bombe carta. Modalità di guerriglia urbana alle quali la polizia reagisce con cariche e idranti. Prima è stata un’operazione di contenimento, poi gli agenti sono avanzati per rispondere agli assalti di “circa 200 persone”, come riferisce SkyTg24. Quattro persone sono state fermate. Undici gli agenti feriti, ai quali si aggiungono tre ispettori e due funzionari.
A pochi minuti dall’inizio della manifestazione erano spuntati caschi, sciarpe e passamontagna dietro i quali si erano nascoste decine di giovani incappucciati. Una volta che il corteo è arrivato nei pressi del Palacongressi, è iniziato il lancio di oggettipietre e molotov. Poi si sono dispersi, lasciandosi alle spalle decine di cassonetti dati alle fiamme per sbarrare la strada alla polizia. Sullo sfondo segnali stradali divelti, muri imbrattati e auto bruciate e intorno una coltre di fumo che rendeva l’aria irrespirabile. E mentre proseguiva la guerriglia urbana una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto.

pc 11 marzo - Napoli - la polizia carica il corteo, grande risposta della manifestazione


Il corteo si è mosso in direzione della Mostra d’Oltremare, presidiata da centinaia di agenti in assetto anti-sommossa all'ingresso di Viale Kennedy e lungo le altre vie laterali. Salvini, davanti a una platea presumibilmente piuttosto vuota (non si trova, alle ore 18, neanche una foto sui media mainstream), spara le sue scemenze e nessuno se lo fila. ...
Quando il corteo si è affacciato in piazzale Tecchio sono partiti lacrimogeni e getti con gli idranti, nell’inutile tentativo di “convincere” i manifestanti antifascisti a retrocedere. La risposta è, : sassi, bastoni ricavati da qualche cartellone, petardi e fumogeni da stadio.
Col passare dei minuti le cariche sonodiventate più dure. E a dimostrazione di un piano preparato a tavolino, sono partite squadre di agenti evidentemente addestrate per una sorta di "caccia all'uomo".
A memoria di manifestante napoletano, "è la prima volta che un corteo viene inseguito per chilometri, 

A conferma che Salvini è odiato anche dalle sue parti, nel corteo sono presenti tifosi della curva dell’Atalanta e anche i rappresentanti dei centri sociali di Bergamo. Tra i cori intonati anche 'Un giorno all'improvviso', molto comune negli stadi, e soprattutto 'Bella Ciao'.
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pc 11 marzo - Diecimila in piazza a Napoli contro il fascio-razzista Salvini e il suo protettore, il lurido uomo dei servizi MINNITI

Diecimila persone in piazza! La Napoli libera e solidale risponde alle provocazioni di Salvini e Minniti! Non c'è spazio per questa città per chi predica razzismo, non c'è spazio per chi considera questi territori una sacca di voti e di carne da sfruttare. Vogliamo diritti, giustizia sociale, uguaglianza...

pc 11 marzo - IL DECRETO MINNITI CONTRO I MIGRANTI E' FONDATO ESPLICITAMENTE SUL RAZZISMO

Il decreto Minniti che attacca il diritto di asilo dei migranti, riducendo i gradi di ricorso giudiziario non si basa su alcuna logica legale, ma si fonda esplicitamente su una politica e ideologia razzista. Un decreto che ha la sua "giustificazione" unicamente sul fatto che chi lo subisce sono migranti, che vengono considerate persone di serie B, a cui va applicata non la giustizia (pur sempre borghese) che viene applicata ai cittadini italiani, ma una giustizia a parte, fondata, appunto, sul fatto che sono uomini e donne dei paesi oppressi dall'imperialismo.
Cos'è questa se non un'apartheid legale?

Riportiamo alcune considerazioni del presidente di Magistratura democratica (da Il Manifesto): 

Il decreto Minniti rischia di creare una giustizia per "cittadini minori"


di Jacopo Rosatelli

..."Pericoloso togliere un grado di giudizio all'esame delle richieste di asilo. Sono in gioco i diritti fondamentali di persone che in caso di rimpatrio rischiano la vita".
"Si rischia di creare una "giustizia minore" per "cittadini minori": è l'allarme che lancia il presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito in merito al decreto migranti ora in esame al Senato. 

Presidente De Vito, voi di Md puntate il dito soprattutto su due punti: l'abolizione dell'appello e la centralizzazione in quattordici tribunali di tutte le cause in materia di asilo. Perché non vanno?
In primo luogo perché si toglie un grado di giudizio in un processo civile in cui sono in gioco diritti fondamentali, diritti di vita o di morte di persone che in caso di rimpatrio sarebbero esposte a trattamenti inumani, guerre e persecuzioni. A fronte di cause civili di valore modesto in cui sono presenti tre gradi, avere procedimenti così importanti con solo due gradi di giudizio appare una violazione di principi costituzionali e internazionali

Poi c'è la seconda questione... il fatto che tutto si concentri in quattordici tribunali per tutto il Paese contribuisce ad allontanare il cittadino straniero, e anche il suo difensore, dal foro in cui è trattata la sua causa. C'è dell'altro: questo giudizio in tribunale rischia di essere senza contraddittorio, con la semplice videoregistrazione dell'audizione dello straniero resa di fronte alla commissione territoriale, senza la presenza in aula di un mediatore linguistico-culturale..."

pc 11 marzo - Bologna antagonista non dimentica - Francesco Lorusso vive!

In centinaia stamane in via Mascarella a per ricordare Francesco Lorusso e rilanciare le lotte di oggi.


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pc 11 marzo - Napoli in queste ore capitale della lotta contro il fascio-razzista Salvini e il governo reazionario che lo protegge -







pc 11 marzo - Minniti, una faccia da golpista, un ministro da cacciare a calci

Minniti impone la presenza di Salvini a Napoli!



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Un'ordinanza impone Salvini a una citttà che lo rifiuta

pc 11 marzo - violenze e clima di terrore contro le donne in una nave militare -

Violenza sessuale sulla nave militare, marinai a processo alla Spezia

La fregata militare Grecale: due militari a processo con l’accusa di violenze sessuali
La fregata militare Grecale: due militari a processo con l’accusa di violenze sessuali

La Spezia - «Mi toccava il sedere mentre lavoravo in cucina, si appoggiava anche con le sue parti intime. In alcune occasioni mi sculacciava utilizzando un cucchiaio di legno. Un giorno sono scappata, non ce la facevo più. Mi sono diretta verso la poppetta della nave, ma facendo le scale l’ho visto, ho visto Andrea Moras, sottocapo di prima classe, che mi aspettava. Mi sono accucciata in un angolo per evitarlo, ma lui mi s’è presentato davanti e mi ha detto che non avrei potuto sfuggirgli perché conosceva la nave meglio di me»: la ragazza ha poco più di vent’anni e gli occhi gonfi per le lacrime, parla con un filo di voce. È una delle quattro donne, tutte giovanissime, vittime di abusi a bordo del Grecale, fregata varata nel 1981 nel levante ligure, ai cantieri del Muggiano.
Ieri, nel tribunale della Spezia, è entrato nel vivo il processo che vede due militari accusati di violenza sessuale, si tratta per l’appunto di Andrea Moras, 36 anni, nato a Velletri, e Giovanni Lapi, di 37, originario di Aversa.
Secondo il pm Claudia Merlino sarebbero stati loro a prendere di mira un gruppetto di marinaie. La vita sulla nave militare sarebbe stata un inferno. «Venivo sottoposta a molestie quasi ogni giorno - ha affermato una delle ragazze sentite ieri in aula - Ero di servizio in cambusa, però, spesso dovevo salire in cucina dove si trovavano Lapi e Moras, che erano i cuochi della Grecale. Ho subito anche ingiurie e rutti in faccia, non vedevo l’ora di andarmene. È accaduto perfino che ci mettessero le mani addosso davanti ad altri militari».
L’inchiesta era nata da una segnalazione fatta dal comandante della fregata alla Procura di Verona. Le giovani non avevano mai presentato denunce, «avremmo subito ritorsioni, non potevamo prevedere le conseguenze», però quando erano state ascoltate dai carabinieri spezzini si erano sfogate, raccontando mesi di abusi, ingiurie e atti di nonnismo.

Ieri non solo hanno confermato quelle dichiarazioni ma hanno aggiunto particolari, facendo rivivere alle persone presenti in aula il clima di terrore che si era creato sulla nave. Alcune di loro oggi si sono congedate, non potevano mai stare tranquille perché poteva accadere che all’improvviso si spegnessero le luci e dovessero subire abusi. E non serviva a nulla urlare o chiedere aiuto. «Durante l’orario di mensa, Lapi era solito posizionarsi davanti alla macchina affettatrice della carne in quanto, essendovi poco spazio – ha dichiarato una delle ragazze – ero costretta a sfiorarlo con il sedere all’altezza delle sue parti intime».

pc 11 marzo - non si ferma il movimento NOTAV

 in azione con modalità nuove: pneumatici pieni di benzina

Attivisti all’attacco del cantiere Tav di Chiomonte

Attacco stanotte al cantiere Tav di Chiomonte da parte di una ventina di attivisti. Nessun danno alle strutture del cantiere ma con modalità nuove e, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e delle forze dell’ordine, potenzialmente pericolose. Sono stati infatti utilizzati pneumatici pieni di benzina e solo per caso gli inneschi non hanno funzionato. Poi il consueto lancio di artifizi esplosivi e bombe carta. 
Polizia e carabinieri hanno identificato una parte degli attivisti che verranno segnalati all’autorità giudiziaria. L’attacco è iniziato in un punto diverso da quello utilizzato abitualmente, cioè le recinzioni vicine all’ex baita-presidio della Clarea ma dal settore appena sopra la centrale elettrica in direzione delle vigne.
Potrebbe essere l’avvio di quel cambio di strategia, dopo una lunga pausa pacifica, annunciata in un’assemblea avvenuta a San Didero non troppo tempo fa. Il primo segnale del nuovo corso, le scritte che hanno imbrattato i muri di Susa contro gli espropri dei terreni per il nuovo autoporto, avviati dalla società Telt.

pc 11 marzo - 8 marzo nel mondo - immagini- testi in lingua originale nel blog maoistroad


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  • Hommage de Kobad à Anuradha Ghandy
  • Mfpr Italy info - against repression on worker wom...

pc 11 marzo - Duri scontri in argentina tra donne e polizia nell'8 marzo

Argentina: Enfrentamientos con la policia en el Día Internacional de la Mujer


Miles de personas, en su mayoría mujeres, se movilizaron este miércoles por la Capital Federal y otros puntos del país en el Día Internacional de la Mujer, cuando se cumplió un paro y se realizó un "ruidazo", en reclamo de la igualdad de derechos, el cese de la violencia y la discriminación, el derecho al aborto libre, seguro y gratuito, y la fijación de un salario mínimo igual a las necesidades básicas de una familia.
Una vez finalizada la marcha de mujeres en la Plaza de Mayo, un grupo de activistas prendió fuego frente a las vallas que protegían la Catedral Metropolitana, lo que provocó corridas e incidentes.

Se escuchaba el cántico: "Iglesia, basura, vos sos la dictadura". Y también: "Macri, basura, vos sos la dictadura". La Policía, entonces, comenzó a tirar gases lacrimógenos contra las manifestantes, quienes denunciaron en esos momentos represión.
A última hora del día, a través de las redes sociales se denunciaron una serie de detenciones que la policía efectuó en las inmediaciones de Plaza de Mayo. En los videos compartidos por los usuarios se puede ver como varios efectivos, de manera muy agresiva, capturan y arrastran a un grupo de mujeres que habían participado en la manifestación.


Además de las imágenes sobre lo acontecido, se difundieron listas con las supuestas identidades de las detenidas y su paradero, todas ellas alojadas en distintas comisarías de la Ciudad. También se informó sobre tres mujeres heridas a causa del maltrato policial que fueron derivadas al Hospital Argerich, situado en el barrio porteño de La Boca. Los datos aún no fueron confirmados oficialmente.

pc 11 marzo- L'appello del Comitato per il rilascio dei prigionieri politici India - CRPP

India - Saibaba - Statement by Committee for the Release of Political Prisoners (CRPP)

in inglese in via di traduzione


 

CRPP Statement on the conviction and life sentences by the Gadchiroli Sessions Court of MAHESH TIRKI, PANDU NAROTE, HEM MISHRA, PRASHANT RAHI, VIJAY TIRKI AND GN SAIBABA!

CONDEMN THE CONVICTION OF MAHESH TIRKI, PANDU NAROTE, HEM MISHRA, PRASHANT RAHI, VIJAY TIRKI AND GN SAIBABA!
CONDEMN THE PENAL STATE THAT CRIMINALIZES POLITICAL IDEAS, DISSENT AND THE RIGHT TO PROPAGATE IDEAS IN A DEMOCRACY!
REPEAL UAPA AND ALL OTHER DRACONIAN

pc 11 marzo - India - la storia della repressione contro il Dr. Saibaba in un video in inglese

India - Untold prison stories by Dr. GN Saibaba


GN Saibaba Prison Stories

pc 11 marzo - Il caso Almaviva. Un buon articolo, ma il problema è sempre quello: con i lavoratori in mano ai sindacati confederali le lotte per il lavoro e le condizioni di lavoro si perdono

Subject: ALMAVIVA E NOI

La drammatica situazione in cui versano i lavoratori dei call-center in Italia è tornata alla ribalta dopo il licenziamento in blocco dei 1.666 lavoratori di Almaviva, società privata che viveva principalmente di commesse pubbliche “esternalizzate”.
In quest’articolo vogliamo soffermarci sulla situazione delle telecomunicazioni. Dopo la privatizzazione (sarebbe meglio dire svendita) di Telecom del 1997 è stato possibile acquistare reti telefoniche e antenne da parte di altri gestori, interessate a porre a profitto ciò che con i soldi pubblici si era riuscito a costruire, ossia una rete telefonica che fornisse il servizio pressoché ovunque nel nostro paese.
Le aziende che hanno approfittato di questa occasione sono diverse (Wind, Vodafone, Fastweb, la stessa Telecom privatizzata ecc). Ciò che balza subito all’orecchio di chiunque abbia una rete internet e/o telefonica è che quando si chiama il servizio clienti per segnalare un problema o per chiedere informazioni nella stragrande maggioranza dei casi si viene trasferiti all’estero dove rispondono operatori che non hanno una buona conoscenza della lingua italiana.
I pochi “privilegiati” che ancora rispondono dall’Italia sono operatori che lavorano in settori prevalentemente amministrativi: dalla vendita di servizi alla riscossione degli insoluti.
E’ lecito dunque domandarsi perché le aziende che erogano un servizio in Italia decidano di

pc 11 marzo - Il caso INNSE di Milano - un contributo per capire

MILANO, LA LOTTA DEGLI OPERAI INNSE

 

Dismissione di gran parte delle macchine e diminuzione di organico: la strenua resistenza degli operai della storica fabbrica, che ha già vinto una volta, non si ferma. E mette in imbarazzo la FIOM.

Via Rubattino appare come uno stradone anonimo, uno dei tanti che conducono fuori Milano. Al contrario, questa striscia d’asfalto che congiunge la periferia nord-est del capoluogo lombardo alla città di Segrate è una delle più vive trincee della lotta di classe, ciclicamente al centro, nel corso degli ultimi tre decenni, di pagine significative della resistenza operaia contro la dismissione del nostro apparato produttivo e per il protagonismo sul luogo di lavoro. Al margine della strada trovano infatti posto gli stabilimenti della INNSE, storica fabbrica del settore della meccanica pesante, vittima della deindustrializzazione che ne ha ridotto ai minimi termini estensione e maestranze. Tutto intorno, la spettrale archeologia industriale dei vecchi, sterminati capannoni Innocenti, memorie diroccate di una fase storica drammaticamente conclusa.
Le poche decine di operai rimasti a lavorare alla INNSE, circondati da tanta desolazione, non

pc 11 marzo - Chi vuol comprare l'Ilva è peggiore di Riva

I VELENI DELL’ARCELORMITTAL, UN MODELLO PER L’ILVA?

Il gruppo franco-indiano ArcelorMittal ha lanciato la sua sfida per l’acquisto del Gruppo ILVA, annunciando un piano che prevedrebbe la produzione annua di 8 milioni di tonnellate di acciaio, di cui sei milioni sarebbero prodotti a Taranto e due milioni in altri stabilimenti europei appartenenti allo stesso gruppo ArcelorMittal (probabilmente a Fos-Sur-Mer, in Francia) e che poi dovrebbero essere inviati a Taranto per le operazioni di laminazione.
Il CEO europeo di ArcelorMittal ha parlato dello stabilimento fiore all’occhiello della siderurgia europea, l’ArcelorMittalGent che si trova a Gand o Gent, in Belgio, con una produzione annua di circa 5.5 milioni di tonnellate di acciaio. Gli impianti di Gand sorgono su una superficie che è la metà di quella dell’ILVA e si trovano a circa quindici chilometri dal cuore della città, nella zona del porto sul “ZeeCanal”, collocazione del tutto dissimile rispetto a quella dello stabilimento di Taranto che è attaccato alla città.
La verità di Gand è pero un’altra e non pare possa certo diventare un modello per risolvere la questione ambientale e sanitaria di Taranto.
Perché Peacelink ha potuto comparare i dati delle emissioni dichiarate al registro Europeo E-PRTR dal Gruppo ArcelorMittal, relativi al 2014 (i dati degli ultimi tre anni non sono ancora reperibili) e ha trovato che essi sono tutt’altro che confortanti!
“Biossido di Carbonio 3.690.000 ton, Cadmio 114 kg, Cromo 345 kg, Rame 581 kg, Nichel 319 kg, Piombo 10,8 ton, Zinco 5,42 ton, particolato PM10 1.020 ton, Monossido di Carbonio 122.000 ton, Composti Organici Volatili 1.440 ton, Ossido d’Azoto 5.410 ton, Ossido di Zolfo 5.460 ton, Benzene 10,9 ton, Naftalene 907 kg” sono i dati trovati da Luciano Manna, Peacelink, ed estratti dal database pubblico del registro europeo.
In alcuni casi l’acciaieria di ArcelorMittal emette più inquinanti dell’ILVA di Taranto, come ad esempio per il PM10.
Scrive Peacelink che “ILVA per il 2014 dichiara 217 tonnellate contro le 1.020 di ArcelorMittal. Più o meno le stesse quantità per gli inquinanti Ossido d’Azoto e Ossido di Zolfo: ILVA sempre per lo stesso anno dichiara rispettivamente 5.700 e 4.420 tonnellate, 5.410 e 5.460 per ArcelorMittal. Per il Monossido di Carbonio ILVA dichiara 104.000 tonnellate contro le 122.000 di ArcelorMittal. O ancora per il Benzene dove ILVA dichiara 3,78 tonnellate mentre l’acciaieria belga ne dichiara 10,9”.

pc 11 marzo - "VOI OPERAI DELLA LOGISTICA SIETE UN GRANDE ESEMPIO PER TUTTI I LAVORATORI"

Dal coordinamento nazionale Slai cobas per il sindacato di classe un forte saluto e sostegno a tutti i lavoratori della logistica che oggi manifestano a Treviglio.

Voi operai, che state lottando ogni giorno, da anni e mesi, contro il sistema neoschiavista delle cooperative, contro la repressione, per affermare i diritti sindacali e umani, siete un grande esempio per tutti i lavoratori.

La repressione vigliacca verso di voi è una dimostrazione anche di paura dei padroni, padroncini, Stato della vostra lotta e della vostra resistenza continua, che deve vincere sulla barbarie del loro sistema volto solo a strappare sempre più profitti.

Sosterremo sempre di più la vostra battaglia di classe e di civiltà tra tutti gli altri lavoratori, tra i vostri/nostri fratelli immigrati che ugualmente in altre realtà stanno lottando.

La vostra dura lotta nel nostro paese è oggi la "spina nel fianco" più forte per padroni, Istituzioni, e loro sindacati confederali, e voi oggi portate in alto la bandiera di tutto il movimento dei lavoratori per una società in cui non vi sia più sfruttamento, repressione, razzismo.

Un grande grazie e un forte e rosso saluto

COORDINAMENTO NAZIONALE
SLAI COBAS per il sindacato di classe
Margherita Calderazzi

TA. 11.3.17

pc 11 marzo - UNIAMO LE LOTTE CONTRO LA REPRESSIONE - OGGI MANIFESTAZIONE A TREVIGLIO DEI LAVORATORI DELLA LOGISTICA

Uniamo le lotte Contro la repressione

Nei magazzini logistici, dove ogni giorno si movimentano le merci che arrivano ai grandi marchi dei supermercati della grande distribuzione, attraverso la catena di appalti e subappalti, la manodopera nella logistica viene fornita dalle cooperative.

I facchini delle cooperative, praticamente tutti lavoratori immigrati, si trovano costantemente sotto ricatto: dal perdere il posto di lavoro per un cambio appalto, alla certezza di poter lavorare le ore contrattuali, garantite solo a chi mantiene la media di colli da movimentare.
Un mondo del lavoro senza regole e di supersfruttamento, ma anche di attacco ai diritti sindacali e umani, a completa disposizione della cooperativa si viene chiamati o meno al lavoro ogni giorno tramite sms, con ritmi di lavoro sempre più alti e che con il tempo usurano braccia e schiena dei lavoratori, provocando inabilità alla mansione e quindi il licenziamento.

E per i lavoratori che osano alzare la testa aderire al sindacato e rivendicare i propri diritti e un lavoro dignitoso e non da schiavi, come stanno facendo da mesi anche nei magazzini di Brignano, Calcinate, Basiano, le cooperative scatenano una guerra contro i lavoratori iscritti allo slai cobas s.c.: lettere disciplinari, licenziamenti politici, allontanamenti discriminatori e provocazioni continue (è di questi giorni la denuncia contro ignoti che il sindacato ha fatto ai carabinieri, per un tentativo di intimidazione verso un nostro delegato, che si è trovato sotto casa due personaggi che lo hanno aspettato alle 5 mentre andava al lavoro).

Le lotte dei facchini che in questi anni hanno acceso i riflettori sul sistema neoschiavista delle cooperative nella logistica, sono segnate dai tentativi di criminalizzare e fermare l'estendersi delle lotte, così come da provocazioni e aggressioni ai danni di delegati e dirigenti, anche nel nostro sindacato, fino ad arrivare all'uccisione di un lavoratore in sciopero a Piacenza durante un picchetto.

LA REPRESSIONE TOCCA TUTTI I LAVORATORI CHE LOTTANO
PER DIFENDERE I DIRITTI E IL LAVORO DIGNITOSO,
PER ESSERE OPERAI E NON SCHIAVI.
LA REPRESSIONE VA AFFRONTATA DA TUTTI COME BATTAGLIA DI CLASSE
SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI
UNIAMO LE LOTTE CONTRO LA REPRESSIONE

Basta allontanamenti illegittimi dal posto di lavoro
NO alla repressione NO ai licenziamenti politici
Siamo Operai Non Schiavi
TREVIGLIO SABATO 11 marzo h 11.00
MANIFESTAZIONE
da piazza INSURREZIONE agli uffici
delle cooperative CISA in via Dalmazia 7

MASSIMO SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ AI FACCHINI IL LOTTA, PER UN LAVORO CON I DIRITTI, ORARIO E PAGA GIUSTA, SALUTE E SICUREZZA NEI MAGAZZINI
SLAI COBAS per il Sindacato di Classe

Dalmine via Marconi 1 3355244902 sindacatodiclasse@gmail.com

pc 11 marzo - La CGIL della Camusso ha attivamente boicottato lo sciopero delle donne - Non ce ne possiamo dimenticare per tutti gli altri giorni... - MFPR

Da una lettera di NON UNA DI MENO
...Prendiamo atto della scelta della CGIL di non convocare lo sciopero per l’8 marzo 2017 e, quindi, di non aprirsi alla richiesta del movimento di farsi strumento utile delle istanze di autonomia e libertà che migliaia e migliaia di donne in questi mesi (in Italia come in tutto il mondo) stanno portando avanti con forza e determinazione. Prendiamo atto che non è, quindi, nelle intenzioni del più grande sindacato italiano rompere gli steccati corporativi che ormai sempre più lo segnano.

Apprendiamo inoltre con stupore che la Segretaria Camusso giudichi proprio queste richieste e, quindi, lo sciopero globale delle donne – a oggi sono 49 i paesi che hanno aderito in tutto il mondo –, qualcosa che si muove esclusivamente sul piano simbolico. Di qui, come già comunicato la scorsa

pc 11 marzo - Bologna 11 marzo 1977- 2017 ore 11 presidio in via Mascarella


91011m2017
11m2
Apprendiamo dalla stampa che il sindaco Merola e la giunta comunale hanno annunciato pubblicamente che non parteciperanno alla commemorazione di Francesco Lorusso rinunciando così all’ennesima provocazione politica. Il sindaco Merola, insieme ad alcuni noti esponenti del PD, in questi giorni ha espresso grande entusiasmo per le aggressioni della celere contro gli studenti e le studentesse di Bologna strumentalizzando gli eventi per fare propaganda e grave revisionismo storico.

Esponente di un partito a pezzi, durante le giornate degli scontri in università ha dileggiato e

pc 11 marzo - A Foggia bisogna fare l'assemblea nazionale per essere realmente a fianco della lotta dei braccianti e onorare la memoria dei due braccianti uccisi



braccianti africaniNon ci arrendiamo 
Braccianti morti e deportati, sotto la speculazione economica e politica.



Continuiamo a seguire la situazione dei lavoratori delle campagne della provincia di Foggia.
Oggi questa realtà è la più importante ed emblematica per l'azione combinata del Governo, dello Stato/Polizia, dei Padroni grandi e piccoli, legali e criminali che siano,con i "loro" caporali e organizzazioni mafiose; per l'azione della Regione Puglia (con il rampante candidato segretario Pd, Emiliano); e per le contraddizioni che lo Stato vuole creare in seno alle popolazioni; ma è importante soprattutto per la lotta e la decisa resistenza dei lavoratori immigrati.
Per questo, più di prima noi siamo decisamente per fare l'assemblea nazionale della rete NO confini a Foggia.
E' sbagliato farla a Roma o ad altra città che non sia nel posto in cui si concentrano ora tutte le questioni.
Fare l'assemblea a Foggia è dare un segnale chiaro a padroni, governo, istituzioni locali.
Fare l'assemblea a Foggia è un atto politico di solidarietà con i lavoratori delle campagne.
Non possiamo mettere al di sopra di queste ragioni di sostanza, i nostri motivi logistici.

Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704

pc 11 marzo - A 40 anni di distanza Francesco Lorusso è vivo e lotta insieme a noi!



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pc 11 marzo - Napoli della lotta proletaria

Napoli. Gli Lsu bloccano l’autostrada. In mobilitazione da giorni


Lsuautostrada
Le lavoratrici e i lavoratori LSU della Campania hanno bloccato ieri l'autostrada Napoli-Salerno. Da Lunedì 6 Marzo è in corso un presidio permanente sotto il Palazzo della Giunta Regionale della Campania. Gli obiettivi che si sono preposti con questa settimana di intensa mobilitazione sono quelli di porre fine a questo sistema di “Precariato Storico” durato da oltre 20 anni, le cui condizioni di lavoro sono assimilabili al concetto di Schiavitù e costituitosi quale lavoro nero legalizzato dallo Stato.
Tali condizioni hanno determinato un assunzione di responsabilità da parte di tutti gli LSU con il protagonismo diretto nel voler rappresentare le proprie precarie condizioni di lavoro che, ovviamente, si sono riversate anche nella vita. Per cui in questi giorni hanno deciso intraprendere azioni determinate e costruttive caratterizzatesi con manifestazioni e cortei itineranti.

pc 11 marzo - La coppia fascio/razzista Salvini-Minniti a Napoli per reprimere i movimenti di lotta

Dalle ore 14,00 a piazza Sannazzaro teniamo il corteo partecipato e determinato.

#MaiConSalvini – Napoli

“Salvini non è gradito”.  ma il Ministro degli interni autorizza il raduno e mobilita migliaia di poliziotti, per difendere 4 gatti...


Napolipalacongressi

Un centinaio di attivisti e attiviste ha occupato il Palacongressi della Mostra d'Oltremare per impedire l'iniziativa di domani pomeriggio di Noi Con Salvini.
Resteremo qui ad oltranza finché la manifestazione non sarà annullata!

Ricordiamo che la riunione sull'ordine pubblico in prefettura ha concesso lo spazio prima citato in opposizione alla volontà della città.
A Napoli non c'è spazio per razzisti, sessisti e xenofobi, che vorrebbero utilizzare come palcoscenico la nostra città per meri scopi di campagna elettorale.
Il sud non dimentica le offese razziste ricevute in questi anni, le politiche di austerità votate anche dalla Lega Nord.
Napoli ha sempre respinto con determinazione le passerelle di premier, ministri e politicanti, infatti
due giorni fa Matteo Salvini in maniera provocatoria veniva invitato da "il Mattino" in un forum in cui ha provato a rendersi presentabile, ma la città ha risposto tempestivamente attraverso una protesta che delegittimava il suo tentativo di trovare un bacino elettorale anche a Sud.

La città di Napoli non dimentica anni di finta opposizione alle politiche del PD e dell'Unione Europea ribadendo che la Lega rappresenta semplicemente l'altra faccia della classe imprenditoriale che continua a difendere gli interessi del capitale all'insegna dell'oppressione, della precarietà, della devastazione ambientale, del razzismo e del sessismo.
Siamo determinati a non muoverci da qui!
Convochiamo per oggi pomeriggio un'assemblea pubblica alle ore 15.00 al palacongressi. È fondamentale la presenza di più persone possibile per poter continuare la protesta.
L'assemblea di Mezzocannone è stata quindi spostata e anticipata alla Mostra d'Oltremare.

Napolisalvini

venerdì 10 marzo 2017

pc 10 marzo - CORTEI DELL'8 MARZO - AFFRONTIAMO UN TEMA "A RISCHIO": LA PRESENZA DI TANTI UOMINI NELLE MANIFESTAZIONI DELLE DONNE

Cominciamo a parlarne in maniera che può sembrare provocatoria.
Il 26 novembre nella manifestazione di 200 mila donne un cartello di una ragazza diceva: "In questo giorno tanti uomini sono pubblicamente solidali poi arriva domani, chiudono le porte e ti alzano le mani".
La questione non è uomini sì o uomini no, ma la necessità della lotta autonoma, separata delle donne, una lotta dura, che ponga chiaro la priorità del contro, non pacifica, accogliente. Questa lotta può e deve porre anche tra gli uomini, anche tra i proletari, rotture reali che continuino il "giorno dopo", non adesioni o sostegno, comprensione, o "battiture sul petto" che restano molto ma molto in superficie senza una rivoluzione.
Lenin scriveva: "Pochissimi uomini - anche tra i proletari - si rendono conto della fatica e della pena che potrebbero risparmiare alla donna se dessero una mano al "lavoro della donna". "Gratta un comunista (un compagno, diremmo oggi) e troverai un filisteo! Evidentemente bisogna grattare il punto giusto: la sua concezione della donna...".
 
Il corteo di Taranto aperto dai ragazzi
Nei cortei dell' 8 marzo - emblematico quello di Taranto, dove per una buona parte del percorso, il corteo era aperto dallo striscione "LOTTOMARZOSCIOPERO" portato dai ragazzi, che si credono addirittura "più femministi delle femministe" e anche nelle riunioni di preparazione dell'8 marzo sono stati soverchianti, parlando troppe volte al posto delle ragazze - a volte questa presenza maschile, purtroppo spesso da parte dei ragazzi, è stata portata - non con la coscienza che le concezioni maschiliste, in quanto concezioni, agenti e anche in questo periodo aggressive, della classe dominante, dominano dovunque, in qualsiasi settore sociale in questo sistema, e che quindi molta strada c'è da fare e non basta certo sfilare ogni tanto con le donne, ma occorre una rivoluzione che rovesci terra e cielo - ma con un atteggiamento quasi di autocompiacimento. 
Così non c'è coscienza critica, autocritica che trasforma, ma in un lungo processo rivoluzionario; così c'è "tranquillità", non lotta.

Riportiamo su questo una parte di un interessante dibattito che c'è stato in un'assemblea del dicembre 2015 con le compagne di Napoli dell'ex Opg - Je sò pazzo, durante la marcia delle donne del Movimento femminista proletario rivoluzionario:

DOMANDA DELLE COMPAGNE - I compagni uomini come si pongono rispetto alla vostra militanza? Il percorso è insieme oppure è soltanto una cosa delle donne, delle compagne o delle operaie delle lavoratrici e cosi via? Il perchè di questa domanda? Perchè noi questo problema ce lo

pc 10 marzo - dall'India un appello del Fronte Democratico Rivoluzionario per il rilascio del prof Saibaba e gli altri

Let us build a broad united democratic movement to demand for the release of Prof. G.N. Saibaba and Others : Varavara Rao


An Appeal to the People, Democratic Organizations, Individuals, Mass Organizations and Political Parties
Let us build a broad united democratic movement to demand for the release of Prof. G.N. Saibaba, Hem Mishra, Prashant Rahi, Mahesh Tirke, Pandu Narote and Vijay Tirke convicted under UAPA by the sessions judge Gadchiroli, Maharastra let us also fight to withdraw the draconian UAPA itself
Revolutionary Democratic Front is not a frontal organization of CPI (Maoist) and it is not a banned organization in Delhi, Maharastra and certain other states.
The sessions and district court of Gadchiroli dist of Maharastra has pronounced its judgment against Prof. G.N. Saibaba and five others on 7th March, 2017 under heavy bandobast of armed police. Uniformed armed police with AK-47 like sophisticated weapons were allowed into court hall also where the public hearing of the court is supposed to take place.

pc 10 marzo - Pomigliano - tutte i volti e le voci delle proletarie in lotta l'8 marzo

Donne, ma quale festa? Deportate e con la famiglia in crisi»

Malavenda a Pomigliano per lo sciopero del comitato mogli operai Fiat

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Comunicato stampa

8 marzo in Campania tra “inventa tutto”, “firma tutto” e “scrivitutto”
  • falsificati in Fiat/FCA i dati dello sciopero Slai cobas
  • sparite le mobilitazioni delle donne
lettera aperta al quotidiano “Il Mattino” da Slai cobas:

Senza nulla togliere alla ‘Venere in Bikini di Pompei’, le vere ‘Star’ di quest’8 marzo sono state ‘le donne in carne ed ossa’, e tra loro le operaie”!

Ieri, presso la nostra sede di Pomigliano d’Arco, siamo stati tempestati da significative telefonate di operai ed operaie del reparto-confino di Nola FCA/WCL in relazione ai dati di sciopero “truccati” forniti, a vs. dire, dalla FCA e pubblicati ieri 9 marzo dalla Vs. testata.

Nell’articolo in questione, si leggeva che: “poco più di una decina di lavoratori ha aderito allo sciopero di 3 ore proclamato dallo Slai cobas nel reparto logistico di Nola”. Abbiamo fatto le verifiche del caso ed abbiamo riscontrato che, su 29 operai ed operaie che ci hanno telefonato, tutti/e avevano partecipato allo sciopero dell’8 marzo, lavoratori e lavoratrici di cui vi forniamo qui l’elenco nominativo in allegato. Per attenerci solo alle telefonate ricevute e considerato che in organico tra i due turni lavorativi risultano a Nola circa 100 operai/e (a causa dei turni di rotazione per la cassa integrazione che già dura da 8 anni), possiamo ben dire che le adesioni allo sciopero sono state quantomeno al 30% stando alle sole telefonate ricevute!

Tanto premesso ci poniamo, e Vi poniamo, due domande:
  1. ci troviamo forse di fronte ad un inquietante sistema sinergico ed autoalimentante a discapito sociale tra “Inventatutto” (i fantasiosi piani industriali inventati e sfornati, uno dopo l’altro, da Marchionne da 13 anni a questa parte e che hanno mandato a rotoli l’intero Gruppo FCA e le aziende dell’indotto intascando nel frattempo finanziamenti pubblici multimiliardari a discapito delle vigenti normative in materia), “firma tutto” (quelli che, compresa la Fiom, avallano con accordi sindacali i sedicenti Piani industriali della FCA), e… “scrivitutto” (un collaterale e collegato ‘sistema mediatico’ che si adopera per rendere credibile l’incredibile ritoccando le notizie)?!
  1. In pari data il Vs. quotidiano pubblicava con occhiello in 1° pagina: “Pompei, La Venere in bikini è la star dell’8 marzo” riferendosi all’apertura al pubblico della domus dove fu ritrovata in occasione dell’8 marzo”. Ed occultando la rilevanza nazionale (non vi è menzione in alcuna pagina del Vs. giornale) delle mobilitazioni delle donne in tutta Italia di quest’8 marzo. Ci spieghereste il perché?
Comunque, per Vs. opportuna informazione, vogliamo significarVi che lo sciopero al reparto-confino di Nola della FCA è riuscito alla grande ed ha senz’altro contribuito alla riuscita politica, sociale e sindacale della bella assemblea dell’8 marzo di Pomigliano indetta dal Comitato Mogli Operai FCA di Pomigliano e Nola che potrete “gustarvi” in report video cliccando suhttp://www.ottopagine.it/na/video/economia/9230/donne-ma-quale-festa-deportate-e-con-la-famiglia-in-crisi.shtml
Tanto si doveva.


Coordinamento Provinciale di Napoli di Slai cobas – Pomigliano d’Arco, 10 marzo 2017

pc 10 marzo - Treviglio ore 11 manifestazione operai della logistica

SlaiCobas per il Sindacato di Classe: UNIAMO LE LOTTE CONTRO LA REPRESSIONE:
appello alla massima diffusione e partecipazione  Contro i lavoratori che osano alzare la testa e lottare per essere operai e non schiavi

pc 10 marzo - DAI MIGRANTI DI TARANTO UN COMMOSSO SALUTO AI MIGRANTI DI RIGNANO-FOGGIA

Toccante assemblea dei migranti di Taranto alla sede dello slai cobas sc giovedi 9 marzo.

Dopo una informazione aggiornata sulla situazione a Foggia, i migranti presenti hanno approvato una dichiarazione letta in diverse lingue e hanno fatto un minuto di silenzio in ricordo dei loro fratelli morti nell'incendio del ghetto di Rignano, e un applauso ai migranti che lottano e resistono a Foggia come in tutta Italia.


Decisa inoltre una nuova iniziativa verso Comune/Prefettura per il 16 marzo, per i documenti di identità ai migranti di Paolo VI.

La dichiarazione:
Noi migranti presenti a Taranto siamo pieni di dolore e rabbia per i nostri fratelli bruciati, scacciati, deportati, sfruttati di Rignano.
Noi a Taranto stiamo lottando per le loro stesse cose: documenti, condizioni di vita, assistenza sanitaria, diritto di asilo, lavoro contro schiavismo, speculazione sulla nostra pelle, contro repressione, contro reclusioni in Hot spot, Cie, Cara, ed espulsioni.
Noi siamo stati con loro nella lotta a Bari, come a Roma e vogliamo continuare a lottare uniti.

Migranti in lotta Taranto
9 marzo 2017

pc 10 marzo - "SCIOPERO DELLE DONNE" DELLE OPERAIE - 1 - ROMPENDO IL NO DELLA CAMUSSO/FIOM - IL GRANDE ESEMPIO DELLA NECTA DI BERGAMO

Stiamo facendo inchiesta per raccogliere i dati dello Sciopero delle donne nelle fabbriche - il dato più significativo e importante perchè quando sono le operaie a prendere in mano la battaglia delle donne, allora "il gioco di fa duro".
Chiaramente nelle fabbriche, come in tanta aziende private, lo sciopero è stato frutto di una lotta contro le minacce, i ricatti dei padroni, dei capi, con la paura di perdere il lavoro; ma è stata anche una lotta per rompere il boicottaggio portato avanti dai sindacati confederali, e dalla Cgil/Fiom in particolare. Ma le operaie che hanno scioperato l'8 marzo hanno vinto! E, al di là dei numeri - per cui chiamiamo tutte a darci notizie - nelle fabbriche, nelle aziende lo sciopero delle donne ha una forza dirompente, investe anche il movimento dei lavoratori, e non può lasciare le cose come stanno...

Tra tutte, vogliamo parlare oggi dello sciopero delle donne delle operaie della Necta di Bergamo. 

Uno sciopero riuscitissimo, soprattutto nel secondo turno, toccando percentuali di adesione intorno all'80%. Queste operaie già nel novembre 2013, avevano con coraggio aderito allo sciopero delle donne, indetto per tutta la giornata a livello nazionale allora solo dallo Slai cobas per il sindacato di classe e dall'Usi; anche le delegate Fiom, come loro stesse dicevano, avevano avuto più coraggio delle dirigenti nazionali che allora avevano indetto solo uno sciopero virtuale di 15 minuti, per lavarsi l'anima.
Oggi, in cui non solo la Fiom nazionale non ha indetto neanche un minuto di sciopero, ma ha dichiarato che "era sbagliato fare lo sciopero l'8 marzo, che le lavoratrici non lo capivano...", le operaie della Necta sono scese in sciopero con ancora più forza e molte di più.
Questo è stato possibile anche per il lavoro in questi mesi e la presenza in fabbrica delle operaie dello Slai cobas per il sindacato di classe, le più ribelli in fabbrica, le più determinate e dure contro compromessi e opportunismi. Dopo l'ultimo volantinaggio dello Slai cobas sc l'Rsu della necta ha affisso il comunicato sullo sciopero del'8 marzo.
Queste operaie lottano contro una pesantissima condizione in fabbrica che colpisce le donne sia fisicamente, sia psicologicamente, sia con umiliazioni, anche sessuali: la ripetitività dei movimenti, i ritmi e il carico del lavoro si uniscono all'atteggiamento di capi e capetti che usano anche ricatti sessuali.
E lo Slai cobas per il sindacato di classe ha portato nello sciopero delle donne la piattaforma che ora con la forza dell'8 marzo deve diventare arma concreta di lotta!

ALCUNI PUNTI DELLA PIATTAFORMA:
 - Meno orario e aumento delle pause
- Riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro, come difesa anche della nostra salute
- inserire nel TU sicurezza lo stress lavoro correlato-violenza.
- Riposo sabato e domenica o 2 gg consecutivi nelle aziende a turnazione continua
- Turni che non aggravino la condizione delle donne
- Condizioni di lavoro e ambienti di lavoro (compreso servizi igienici), DPI, a tutela della salute,
anche riproduttiva, delle donne e della dignità delle lavoratrici, richiesta agli Enti ispettivi di una verifica generale, sotto il nostro controllo
- Divieto di controlli personalizzati, che portano anche gravi danni-stress psicofisici
- Abbassamento dell'età pensionabile delle donne, come riconoscimento del doppio lavoro
- Assemblee sindacali retribuite delle donne in più rispetto a quelle stabilite
- Allontanamento dai luoghi di lavoro per tutti coloro – capi, padroni, ecc. - responsabili di molestie, ricatti, violenze sessuali, atteggiamenti razzisti; tutela delle lavoratrici denuncianti

pc 10 marzo - Striscioni calati all'Università di Palermo dalle studentesse in concomitanza con la manifestazione mattutita delle lavoratrici in sciopero

pc 10 marzo - "SCIOPERO DELLE DONNE" DELLE DETENUTE - L'APPELLO FATTO DAL MFPR

Alle donne proletarie rinchiuse nelle carceri dell’imperialismo, alle nostre sorelle migranti rinchiuse nelle nere galere dei CIE o detenute, alle prigioniere rivoluzionarie

Che il nuovo vento dello “Sciopero delle donne” entri l'8 marzo anche nelle carceri!

Che le donne recluse facciano con forza sentire la loro voce e la loro ribellione!


Voi che avete difeso la vostra vita e quella dei vostri figli dalla morte e dalla violenza, afferrando il coltello dalla parte della lama, per rivolgerlo contro i vostri aguzzini
Voi che state scontando una condanna per aver difeso il vostro amore, la vostra vita, la vostra libertà
Voi che vi siete ribellate alla vostra condizione

Voi che siete sopravvissute al mare per fuggire dalle guerre, dalla violenza economica, sessuale e sociale di regimi, dittature fasciste patriarcali, e siete ora rinchiuse nelle galere del nostro Stato, dove le violenze, gli abusi, lo sfruttamento e gli stupri si ripetono sommersi, questa volta, da un mare di silenzio.

Voi che per sopravvivere avete dovuto vendere i vostri corpi e vi hanno punite perché vi siete rifiutate di vendervi allo Stato, di accettare la sua “protezione”

Voi che avete risposto con la giusta violenza rivoluzionaria alla vera violenza di questo marcio sistema capitalistico e patriarcale
Voi che non avevate ragione di pentirvi di ciò che era giusto o necessario fare.
Voi che non avete rinnegato la vostra esistenza.

Voi che sopportate di tutto per difendere il diritto alla vita dei vostri figli e delle vostre figlie, senza tradire la vostra dignità.

A Voi va questo nostro appello:

Che anche le carceri, i Cie, l'8 marzo si illuminino della luce dello “Sciopero globale delle donne”

Che le donne recluse facciano sentire, in questo giorno in ogni modo, la loro voce e la loro ribellione che si unisce a quella di tantissime donne nel nostro paese e nel mondo.

Contro questo sistema economico e sociale che opprime tutte noi.


L’8 marzo non è una festa, ma una giornata di lotta di tutte le donne proletarie.
Scateniamo la nostra ribellione per fare la rivoluzione, perchè tutta la vita deve cambiare.

Movimento femminista proletario rivoluzionario