domenica 29 ottobre 2017

pc 29 ottobre - Il governo Renzi-Gentiloni salva le banche corrotte con oltre 30 miliardi di euro e poi istituisce una commissione d’inchiesta per scoprire che sono… corrotte!

Il governo Gentiloni-Renzi per evitare che altri approfittassero in senso elettorale dello scandalo banche corrotte e salvate (Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Mps, Banca Etruria, Carife, CariChieti, Banca Marche) con gli oltre 30 miliardi di soldi pubblici, ha dovuto dire sì ad una commissione d’inchiesta parlamentare per scoprire se davvero ci sono stati illeciti!
(Questo è stato il "grido di dolore" che i padroni riuniti in Confindustria fecero al governo)

Ma vicino alla campagna elettorale comunque i risultati di questa inchiesta possono danneggiare il Pd e il suo alleato Alternativa Popolare del duetto Alfano-Casini. Nell’ottica dello scambio di favori che è andato avanti tutta l’estate, alla fine della quale Alfano si è alleato alle elezioni in Sicilia con il Pd di Renzi in cambio dell’abbassamento della soglia di sbarramento al 3% a livello nazionale previsto nella nuova legge elettorale, Casini è stato nominato presidente della commissione d’inchiesta! Il Pd di Renzi in particolare ha bisogno di prendere tempo! E infatti, come si evince dall’intervista fatta da Repubblica di oggi a Casini veniamo a sapere diverse cose su tutta questa manfrina la cui sintesi viene espressa così, emerge: “Una rete di complicità fatta di offerte di impiego e consulenze. Dirigenti controllori di Bankitalia passati in corsa ai vertici delle banche controllate. Quel che sta già emergendo non è un bello spettacolo.” Queste sono le parole di Casini, che però deve fare il duro: “Detto questo, la commissione d’inchiesta che presiedo non guarderà in faccia nessuno, deve essere chiaro, non rispetterà santuari. Ma i processi e le attribuzioni delle responsabilità penali in uno stato di diritto, si fanno nei tribunali e non nelle aule parlamentari”.

E certo, anche quando “emergessero” responsabilità comunque ci sarebbe tutto il tempo delle aule dei tribunali!


Casini era “giustamente” contrario alla commissione d’inchiesta, infatti il giornalista chiede: “Lei aveva detto che non riteneva opportuna la commissione che ora presiede. Ha cambiato idea?”
“No, non ho cambiato idea. – [Beh, comprendere questa coerenza è davvero difficile! Ndr] Ho sempre denunciato la patologia che porta il legislatore a moltiplicare le commissioni d’inchiesta: solo in questa legislatura ne sono stare proposte duecento. Io non ha fatto nulla per presiederla, [lo avranno costretto con la forza? ndr] ma poiché ritengo che chi ha una lunga esperienza come la mia debba essere al servizio delle istituzioni diciamo che da quando la presiedo opero per fugare i dubbi che io stesso avevo”.
La verità è che Casini, vista la lunga "esperienza", era il presidente giusto affinché la commissione si prenda tutto il tempo necessario! Quando si sapranno dunque i risultati? Il giornalista pone la domanda così:
Pensate di farcela nel poco tempo che vi è dato?” e la risposta come si suol dire è sibillina:

“Per fare un lavoro completo – dice Casini - avremmo avuto bisogno dell’anno previsto dalla legge istituiva. Ma arriveremo comunque alle conclusioni. Di prassi, si può lavorare al documento conclusivo anche nelle settimane che seguono lo scioglimento delle Camere”. Nella sostanza Casini si prenderà, a meno di qualche colossale opposizione degli altri membri della commissione, tutto il tempo necessario perché non tocchi la campagna elettorale della prossima primavera!

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