domenica 2 luglio 2017

pc 2 luglio - Camp Darby crocevia del traffico di armi statunitensi


Gli assassini tornano spesso sul luogo del delitto. Nello stesso porto della strage e del rogo della Moby Prince, si ripresentano le stesse dinamiche e gli stessi protagonisti indicati in molte inchieste come i responsabili. Ha infatti fatto scalo a Livorno l’11 e 12 giugno, proveniente dagli Stati Uniti, la Liberty Promise: una delle navi militarizzate del Pentagono addette al trasporto di armi lungo un circuito che collega i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici. A denunciarlo in un comunicato è il Comitato territoriale di resistenza alla guerra.
La nave di tipo Ro/Ro — lunga 200 metri, dotata di 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 m2 — ha imbarcato a Livorno un gosso carico di armi della base Usa di Camp Darby (scaricando probabilmente altre armi destinate alla stessa base),
La Liberty Promise ha quindi attraversato il Canale di Suez, facendo scalo il 24-25 giugno ad Aqaba in Giordania e, il 27-28 giugno, a Gedda in Arabia Saudita: qui ha scaricato armi destinate alle forze statunitensi e alleate impegnate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen.
La rotta della Liberty Promise e di altre navi della «Liberty Global Logistics», una delle compagnie statunitensi che, con oltre 60 grandi navi, trasportano armi per conto del Pentagono. Il porto di Livorno, limitrofo alla base Usa di Camp Darby, è il principale scalo nel Mediterraneo.
Nel suo viaggio inaugurale la «Liberty Passion», dopo aver fatto scalo a Livorno il 24 marzo, aveva sbarcato il 7 aprile nel porto giordano di Aqaba 250 veicoli militari per le forze Usa e alleate operanti in Siria.

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