sabato 23 settembre 2017

pc 23 settembre - g7 Torino - Tra le periferie cresce l’adesione alla manifestazione dei centri sociali

A protestare contro il vertice sono anche i fattorini di Foodora, il servizio che consegna il cibo a domicilio

«Loro sono il nostro incubo tutto l’anno. Noi saremo il loro in questi giorni del G7». 

,,,, chi contesterà il summit nei giorni del vertice? Tutti quelli che dal mondo del lavoro sono esclusi, oppure sfruttati, i sottopagati, e quelli in procinto di essere messi alla porta ai sindacati di base, ai comitati di quartiere, in un crescendo di adesioni
... alle Vallette  il comitato di quartiere si sta mobilitando. Riunione mercoledì e tutti pronti per il corteo di sabato. E la parola lavoro - che non c’è - da queste parti fa rima con case popolari «che non vengono assegnate». «E così la gente occupa, oppure entra negli alloggi » racconta Gioacchino ex abusivo. Non è l’unico a sostenerlo in questo scampolo di città di estrema periferia, quasi Venaria, dove c’è la Reggia, la location delle riunioni. «Noi in piazza ci saremo e con noi anche quelle associazioni che si occupano di dare una risposta a chi resta senza un tetto sulla testa in questa città che è tra le prime in Italia per numero di persone sfrattate» insiste Gioacchino.
..Se facciamo il calcolo soltanto nel nostro quartiere ci saranno almeno una ventina di alloggi occupati in modo illegittimo. Ma che dobbiamo fare?» insiste Umberto. I cognomi? Non contano. Contano le storie e le motivazioni che li porteranno in strada, la prossima settimana. Loro come gli occupanti del Moi, dove da giorni di discute su come, e in quale forma, partecipare alla manifestazione. «Noi ci saremo, ma i numeri, e in quale modo, non siamo ancora in grado di dirlo» dicono dalle palazzine di via Giordano Bruno....una delegazione ci sarà: «Perchè il tema della casa, di un futuro meno incerto, dell’accoglienza e della solidarietà sono questioni che vanno oltre, che riguardano tutti». E allora Moi sia. Come ci saranno «facchini» pagati poco più che l’equivalente di due caffè all’ora. Torinesi, certo. Ma anche molti altri che arrivano dal resto del Paese, da Bologna ad esempio, oppure agli interinali dell’indotto Piaggio di Pisa. Ci saranno i lavoratori della cooperativa del Caat - il mercato all’ingrosso agro alimentare di Grugliasco - da tempo ormai sul piede di guerra. 

pc 23 settembre - Grande a Firenze! - Minniti scappa - "O le case, o le barricate".

 Firenze. Rifugiati e comitati in piazza 

Rifugiati ed inquilini in piazza: "uniti per il nostro diritto alla casa". Il Ministro scappa dalle contestazioni e rinuncia al suo intervento.
Prima il cambio di orario. Poi la rinuncia. L'arrivo di Minniti a Firenze - per intervenire al Festival delle Religioni - era stato negli ultimi giorni annunciato per stamattina alle 11:00. Tutto disdetto all'ultimo minuto di fronte all'annuncio di contestazioni. E in effetti, mentre è previsto un corteo cittadino nel pomeriggio, i Comitati di lotta per la casa alle 10.30 sono già davanti alla Prefettura per andare in corteo a "dare il benvenuto" al Ministro degli Interni degli sgomberi e degli accordi criminali con il governo libico per fermare gli sbarchi.
“O le case, o le barricate”. Questo il messaggio chiaro e lapidario che la manifestazione ha deciso di mandare a Minniti, rispondendo alle minacce di sgombero provenienti dal Ministero. Uno slogan che rappresenta la volontà di resistere di fronte ai già annunciati nuovi attacchi al diritto alla casa, ma anche l'indisponibilità ad accettare le briciole previste dalle nuove disposizioni ministeriali sugli sgomberi: “quando Minniti parla di soluzioni per le famiglie da sfrattare o sgomberare, parla delle solite non-soluzioni che hanno trascinato negli ultimi anni questa emergenza. Siamo stanchi dell'accoglienza-business e delle soluzioni tampone, dei progetti a termine, delle strutture, delle divisioni forzate delle famiglie. Vogliamo case vere, a prezzo sociale, per tutti”.
Più di cento tra rifugiati politici ed inquilini in emergenza abitativa hanno marciato verso il quartiere di Santa Croce: “Oggi siamo in tanti, italiani ed immigrati. Perchè questa lotta ci deve unire, perchè l'emergenza abitativa non riguarda una razza o un colore della pelle. Solo uniti possiamo vincere”.
Ai megafoni intervengono prima i rifugiati somali che occupano gli stabili di via Spaventa e di via Baracca, entrambi minacciati di sgombero: “senza soluzioni vere, questa lotta non finirà mai”. Poi interviene Demetrio, del Comitato Inquilini, arrestato giovedì scorso insieme a moglie e figlia dopo aver fatto resistenza per otto ore al proprio sfratto: “la battaglia di via del Pellegrino deve essere l'inizio della nostra riscossa”.
La manifestazione si prende il centro fino a piazza dei Ciompi, e annuncia nuove resistenze. “Minniti è scappato, ma se gli sgomberi arriveranno non staremo zitti e torneremo in queste piazze, sotto le finestre di chi governa, dove non ci vogliono vedere".



pc 23 settembre - IL MISEREVOLE APPELLO DELLA CAMUSSO... RESPINTO AL MITTENTE

La Camusso ha fatto uscire un appello alle donne (ne riportiamo una sintesi in calce) perchè scendano in piazza il 30 settembre. La Camusso e la Cgil cercano di prendere nelle loro mani la mobilitazione delle donne contro femminicidi e stupri per tentare miseramente di metterci un cappello e deviare la lotta. 
Ma:
Primo, la Camusso evidentemente non si accorge proprio delle donne, non vede che le donne già si stanno mobilitando! dalla giusta protesta  del 16 settembre a Firenze contro gli stupri dei due carabinieri e contro il sindaco e le sue squallide dichiarazioni, alla manifestazione di centinaia di donne a Roma di ieri pomeriggio sotto il Messaggero, alle mobilitazioni di protesta che si preparano in varie città per il 28, ecc. 

Secondo, la Camusso lancia questa mobilitazione nazionale perchè? Perchè le donne chiedano "agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta...". Cioè le donne dovrebbero chiedere a questo stesso Stato, ai suoi apparati, ai suoi uomini responsabili direttamente o indirettamente di questa guerra di bassa intensità contro le donne di cambiare "nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura"; cioè di darsi una "regolata", di "parole", mentre vanno avanti i fatti, questi sì, i fatti della violenza sistemica a 360° gradi di aperto attacco alle condizioni di vita, ai bisogni delle donne?!

Le donne a Firenze hanno gridato: "Fiducia in questo Stato non ne abbiamo!" 
Noi l'abbiamo ripetuto pochi giorni fa: "Lo Stato borghese, la sua stampa, i suoi organi di

pc 23 settembre - Roma - donne in piazza contro gli stupri e gli strumentalizzatori degli stupri

 Duecento donne sotto il Messaggero 

In risposta alla campagna sulla sicurezza imbastita dal Messaggero che, contro gli stupri, ordinerebbe maggior controllo sul corpo stesso delle donne, nel pomeriggio di ieri almeno duecento donne hanno raggiunto la sede del quotidiano romano in segno di protesta e per contestare questa linea editoriale. Incontro con il vice-direttore e provocazioni della polizia.
Circa una settimana fa un articolo a firma di Lucetta Scaraffia proponeva un manuale per le donne, una linea di condotta e di costume per preservarsi e difendersi, non tanto dalle violenze, ma da quella malsana idea che le donne possono difendersi da sè. No, hanno in realtà bisogno dell'autorità, della polizia, degli uomini. Gli stessi che stuprano, gli uomini. Questa la linea editoriale indicata dal corsivo della Scaraffia e raccolta e sviluppata con una campagna martellante dal Messaggero.
Ancora una volta narrazioni vittimizzanti e colpevolizzanti sulle donne messe al servizio di una strategia che invoca il coprifuoco e la securizzazione della società censurando sistematicamente le voci dei soggetti protagonisti. Per questo attorno le 18 erano centinaia le donne in via del Tritone dietro lo striscione di Non una di Meno per denunciare e attaccare il sistema massmediatico che produce alternativamente l'immagine di donna come preda o come vittima da porre sotto tutela, figure deboli su cui l'abuso, la violenza, la sopraffazione – per quanto condannati in via di principio – possono comunque imporsi imporsi impunemente.
Un acceso scontro tra le donne e il vice-direttore del quotidiano si è avuto quando questo è sceso in strada. Alla fine del presidio la polizia ha trattenuto le donne che volevano collettivamente muoversi verso la metropolitana intimando loro di sciogliere la manifestazione e allontanarsi alla spicciolata. Provocazioni, spintoni e cordoni di polizia non hanno fatto indietreggiare il presidio che è riuscito poi a muoversi in corteo allontanandosi unito da via del Tritone.
Per il 28 settembre, in occasione della giornata mondiale per l'aborto libero Non una di Meno tornerà in piazza a Roma ritrovandosi all'Esquilino, anche per continuare a contrastrare questo sistema di produzione della violenza ribaltando lo slogan #velasietecercata.

pc 23 settembre - Alla notizia della fusione Thissenkrupp-Tata nella guerra dell'acciaio in corso, e che vede dall'altra parte l'Arcelor Mittal che acquista l'Ilva, scende in campo la classe operaia in Germania

Mentre in Italia l'alleanza infame padroni-governo-sindacati confederali blocca l'iniziativa operaia che non può esserci senza che nasca ora l'organizzazzione autonoma della classe operaia a partire dall'ILVA di Taranto



Redazione di Operai Contro, gli operai della  Thyssen scenderanno in piazza a Bochum venerdì, per la difesa dei posti di lavoro. La Thyssen fa un JV con la TATA steel molti […]

gli operai della Thyssen scenderanno in piazza a Bochum venerdì, per la difesa dei posti di lavoro. La Thyssen fa un JV con la TATA steel molti operai potrebbero essere licenziati.

pc 23 settembre - Egitto - la dittatura militare di Al Sisi non uccide solo Regeni e gli oppositori ma reprime per conto di padroni e imperialismo la lotta operaia

Il governo imperialista italiano rimandando l'ambasciatore si fa complice esplicito di assassinii e repressione antioperaia.

Quattro lavoratori e due lavoratrici sono stati sospesi dal lavoro dopo una denuncia della dirigenza aziendale con le accuse di istigazione allo sciopero e sospensione del lavoro. Sono ritenuti i responsabili dello sciopero che ad agosto paralizzò per oltre due settimane l’intero comparto tessile di Mahalla al Kubra, coinvolgendo tutti i 16mila operai e operaie degli stabilimenti del Delta del Nilo.

Quattro lavoratori e due lavoratrici sono stati sospesi dal lavoro dopo una denuncia della dirigenza aziendale con le accuse di istigazione allo sciopero e sospensione del lavoro. Sono ritenuti i […]


DAL 9 SETTEMBRE ai sei presunti leader è stato vietato accedere al posto di lavoro, mentre un altro operaio è stato trasferito d’obbligo presso uno stabilimento di Alessandria, ad oltre 150 km di distanza. È notizia di ieri inoltre che la tensione è salita quando gli operai hanno trovato le buste paga decurtate del 25% per lo sciopero di agosto. Immediata la minaccia di riprendere l’agitazione. La città è tuttora presidiata in forze dalla polizia per scoraggiare nuove proteste.
I quattordici giorni di sciopero ad agosto si sono conclusi con una vittoria dei lavoratori e con l’azienda costretta al tavolo delle trattative per sostanziosi aumenti in busta paga. Per i lavoratori però lo sciopero è soltanto ’sospeso’, per dare ad alcuni parlamentari il tempo di mediare una soluzione accettabile.
LO SCIOPERO DI MAHALLA ha avuto profonde ripercussioni in tutto l’Egitto, incoraggiando

pc 23 settembre - La campagna per Nadia Lioce del MFPR Italia - la raccolta di firme solidali avanza e sono tanti ad esprimere un loro commento

Libertà per tutti i prigionieri rinchiusi nelle carceri imperialiste, al posto suo chi fa femminicidio

Ritengo il 41bis non degno di una società civile.

Liberi TUTTI

Concordo e ritengo questa “condanna al silenzio” un inaccettabile sacrificio della dignità umana e chiediamo la sua immediata fine.

No alle torture psicologiche e fisiche

Solidarietà e Rispetto per la compagna Nadia. No alla tortura del 41 bis

La solidarietà non conosce confini e non si può ingabbiare


Onore a Nadia!


Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Italia
17 set 2017 — «C’è un atteggiamento vessatorio nei confronti di Nadia Lioce». Una settantina di provvedimenti disciplinari a suo carico in soli 3 mesi vogliono dire 2 anni di isolamento.
Questa è la pena per chi si ribella a condizioni detentive inaccettabili in un paese democratico!
Questo è il quadro emerso nella seconda udienza del processo a carico della prigioniera politica Nadia Lioce, accusata di “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone e oltraggio a pubblico ufficiale” per aver protestato con una piccola bottiglia di plastica, battuta contro le sbarre della cella.
Una cella ormai abbastanza grande da contenere 2 anni di isolamento e rendere le perquisizioni ordinarie e straordinarie più agevoli da parte della polizia penitenziaria!
Una cella oltre la quale iniziano ad emergere vessazioni pressoché quotidiane e sulla quale non è consentito battere neanche con una bottiglietta per denunciare le pesantissime condizioni detentive del 41 bis!
Condizioni rese ancor più gravi dalle circolari ministeriali del 2011 e 2014, che hanno stabilito:
1. un numero massimo di libri da detenere in cella (massimo 3, a discrezione del carceriere, a L'Aquila solo 2);
2. il divieto di ingresso di libri e riviste ricevuti dall'esterno;
3. il divieto di scambiare libri e riviste tra detenuti e di inviarne all’esterno;
4. la lettura di stampa autorizzata vincolata all'acquisto in ambito penitenziario, tramite l'impresa di mantenimento del carcere (con tutte le censure e lentezze immaginabili);
5. la sottoscrizione di abbonamenti a riviste e quotidiani autorizzati, solo direttamente dalla direzione del carcere.

Condizioni contro cui Nadia si è ribellata e per questo le sono state inflitte ulteriori restrizioni con isolamento perpetuo, perquisizioni e sottrazioni di ogni oggetto che potesse aiutarla a sopravvivere a questo annichilimento.
Tutto questo è tortura, è violenza di Stato contro una donna che continua a resistere ai soprusi di questo sistema, che di umano non ha più niente.
La cronaca della giornata la trovate anche sui principali media locali, di cui trovate links sul blog http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/.

Di seguito ci limitiamo a segnalare le iniziative di solidarietà che si sono sviluppate sul territorio nazionale, di cui siamo venute a conoscenza (di quelle organizzate dal MFPR nell’ambito di questa campagna, trovate foto e documentazione su http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/)

• A L’Aquila si è tenuto un presidio del MFPR davanti al Tribunale ordinario, con volantinaggio ed esposizione dello striscione “41 bis = Tortura - Solidarietà a Nadia Lioce”. Sempre al Tribunale ordinario sono state depositate le prime firme della campagna “No al 41 bis per Nadia Lioce” (oltre 1500, di cui alleghiamo ricevuta, in attesa di ricevere il numero di protocollo). Il volantinaggio è continuato al Tribunale per i minorenni, dove si svolgeva la videoconferenza. Nadia non è apparsa in video e l’istruttoria è proseguita in presenza delle avvocate Caterina Calia e Ludovica Formoso, che hanno depositato, oltre ai verbali delle 70 infrazioni disciplinari suddette, anche l’interrogazione parlamentare del Senatore Luigi Manconi, riservandosi di presentare nella prossima udienza, che è stata fissata per il 24 novembre, uno scritto che potrebbe contribuire a far luce su questa situazione kafkiana;
• Un presidio di solidarietà, organizzato dal MFPR, si è tenuto anche a Taranto, con la raccolta di decine di firme per dire “No al 41 bis per Nadia Lioce”;
• Attacchinaggi dell’appello del MFPR si sono svolti a Palermo;
• A Torino si è tenuto un presidio del Soccorso Rosso Internazionale davanti al tribunale

La campagna del MFPR continua e si estende. Condividiamo la petizione e prepariamoci per il 24 novembre con una mobilitazione più ampia.
Alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, diremo basta anche alla violenza di Stato contro le donne, No al 41 bis per Nadia Lioce!

pc 23 settembre - Verso l'assemblea nazionale delle donne a Pisa - Sullo sciopero delle donne parla una compagna del MFPR

pc 23 settembre - A Taranto una lotta dura ed esemplare: la lotta dei lavoratori della selezione della differenziata

pc 23 settembre - La difficile e tenace lotta a Bergamo degli operai immigrati della logistica

pc 23 settembre - Amburgo - manifestazione davanti alla prigione per la libertà dei prigionieri del G20 il 1° ottobre - invitiamo a mandare messaggi e delegazioni e/o organizzare iniziative contemporanee in Italia - in particolare portare solidarietà e denuncia alla manifestazione di Torino contro il G7 e a tutte le manifestazioni "parallele" di quel giorno - proletari comunisti/PCm Italia - info pcro.red@gmail.com

in via di traduzione

Ce 1er octobre, manifestation devant la prison de Billwerder (JVA) en solidarité avec les militants toujours emprisonnés suite au sommet du G20 à Hambourg. Des activités auront lieu devant la prison avec discours et messages ainsi qu’un soundsystem qui diffusera des morceaux demandés par les prisonniers. Les organisateurs demandent aux proches des prisonniers de leur transmettre leurs morceaux préférés si ceux-ci sont connus. Le rassemblement aura lieu de 14h à 17h, station de métro Billwerder-Moorfleet (S-Bahn). Un rassemblement plus large aura également lieu du 3 au 5 novembre à Hambourg.

Campagne solidaire du Rote Hilfe E.V.Campagne solidaire du Rote Hilfe E.

venerdì 22 settembre 2017

pc 22 settembre - IN PREPARAZIONE LIBRO SU LE DONNE E LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

E' in preparazione, per la collana "Formazione Rivoluzionaria delle donne", un nuovo libro del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario su: le donne e al Rivoluzione d'Ottobre, di cui quest'anno ricorre il centenario. 

Questo lavoro è importante, perchè il ruolo, la battaglia delle donne nella rivoluzione in Russia, è stato in generale tenuto in ombra, quando invece la questione femminile, della liberazione delle donne, del ruolo centrale delle donne nella rivoluzione e costruzione del socialismo ha visto in Russia, la prima grande rottura delle doppie, triple catene che tenevano oppresse la maggioranza delle donne, e le prime battaglie, realizzazioni per liberare le donne dalla "schiavitù" domestica e conquistare un effettiva emancipazione. 
Ma tutto ciò non era sufficiente, occorreva sradicare le vecchie concezioni, anche all'interno del proletariato.

Per questo vogliamo annunciare l'uscita per il 7 novembre del libro, riprendendo alcuni scritti, interventi di Lenin sulla questione femminile.


«Il lavoro d'agitazione e propaganda tra le donne, la diffusione dello spirito rivoluzionario tra di loro, vengono considerati come questioni occasionali, come faccende che riguardano unicamente le compagne. Soltanto alle compagne si rivolgono rimproveri se il lavoro in questa direzione non procede più speditamente ed energicamente. Ciò è male, assai male. È separatismo bello e buono, è femminismo alla rovescia! Cosa c'è alla base di questo atteggiamento sbagliato delle nostre sezioni nazionali? In ultima analisi non si tratta altro che di una sottovalutazione della donna, e del suo lavoro. Proprio così! Disgraziatamente si può ancora dire di molti compagni: "Gratta un comunista e troverai un filisteo!" Evidentemente dovrete grattare il punto sensibile: la loro concezione della donna»
“Può esserci prova più riprovevole della calma acquiescenza degli uomini di fronte al fatto che le donne si consumano nel lavoro umiliante, monotono della casa, sciupano, sperperano energia e tempo, acquistano una mentalità meschina e ristretta, perdono ogni sensibilità, ogni volontà? Naturalmente non alludo alle donne della borghesia che scaricano sulla servitù la responsabilità di tutto il lavoro della casa, compreso l'allevamento dei bambini. Mi riferisco alla schiacciante maggioranza delle donne, alle mogli dei lavoratori e a quelle che passano le giornate in un'officina.
“Nel rapporto dialettico tra tre momenti: leggi liberatrici per la donna, suo inserimento nella produzione sociale e sviluppo servizi sociali, stanno alcuni termini della nuova condizione femminile. Ma ciò non è ancora sufficiente: bisogna distruggere vecchie mentalità, costruire consapevolezze nuove negli uomini e nelle donne… Pochissimi uomini – anche tra i proletari – si rendono conto della fatica e della pena che potrebbero risparmiare alla donna se dessero una mano al lavoro della donna. Ma no, ciò è contrario ai "diritti e alla dignità dell'uomo", essi vogliono pace e comodità. La vita domestica della donna costituisce un sacrificio quotidiano fatto di mille nonnulla. La vecchia supremazia dell'uomo sopravvive in segreto (...) Il nostro lavoro di comunisti tra le donne, il nostro lavoro politico, comporta una buona dose di lavoro educativo tra gli uomini. Dobbiamo sradicare del tutto la vecchia idea del "padrone"! Nel partito e tra le masse. È un nostro compito politico non meno importante del compito urgente e necessario di creare un nucleo direttivo di uomini e donne, ben preparati teoricamente e praticamente per svolgere tra le donne un'attività di partito». (Da Conversazioni con Clara Zetkin)

“La vera emancipazione della donna, il vero comunismo incomincerà soltanto là e allora, dove e quando comincerà la vera lotta delle masse, diretta dal proletariato, che detiene il potere dello Stato, contro la piccola economia domestica o, meglio, dove incomincerà la trasformazione in massa di questa economia nella grande economia socialista…
“Ci occupiamo noi abbastanza nella pratica, di questa questione, che teoricamente è evidente per ogni comunista? Naturalmente no. Abbiamo sufficiente cura dei germi del comunismo che già si hanno in questo campo? Ancora una volta no, no e poi no! I ristoranti popolari, i nidi e i giardini d’infanzia: ecco gli esempi di questi germi, i mezzi semplici, comuni che non hanno nulla di pomposo, di magniloquente, di solenne, ma che sono realmente in grado di emancipare la donna, sono realmente in grado di diminuire ed eliminare, quanto alla sua funzione nella produzione e nella vita sociale, la sua diseguaglianza nei confronti dell’uomo… (Da “Il contributo della donna all’edificazione del socialismo”)

“Far partecipare la donna al lavoro sociale, produttivo, strapparla alla "schiavitù domestica", liberarla dal peso degradante e umiliante, eterno ed esclusivo della cucina e della camera dei bambini: ecco qual è il compito principale. Sarà una lotta lunga perché esige la trasformazione radicale della tecnica sociale e dei costumi”. (da La giornata internazionale della donna”).

pc 22 settembre - Il Movimento 5 stelle continua la sua corsa… verso la galera! Si autosospende il sindaco di Bagheria (non dalla carica!) Patrizio Cinque

Dalla oramai famosa e assemblea generale tenuta a Palermo a settembre dello scorso anno al M5S non gliene va bene una! Si è scatenata una lotta interna per le poltrone degna della peggiore DC dei tempi andati e arrivano a scadenze regolari denunce della magistratura. Le magagne continuano a venire a galla, soprattutto dei loro sindaci che alla prima occasione si dimettono, NON DALLA CARICA DI SINDACO, ma dal Movimento stesso. Si tratta di un bel “movimento” i cui capi dimostrano ogni giorno di più di essere arrivisti, arroganti e fascisti, solo per elencare un po’ di aggettivi.

“La notizia la dà lui stesso nella sede istituzionale, il Consiglio Comunale, riunitosi all'indomani della bufera scatenata dall'indagine che lo vede coinvolto.” riporta l’edizione palermitana de La Repubblica di ieri. Cinque, come altri grillini che hanno imparato “come si fa politica”, si atteggia anche a vittima sacrificale "Ho deciso di autosospendermi dal Movimento 5 Stelle. E' così che ritengo debba comportarsi un amministratore. Il movimento è la mia seconda pelle e non posso permettermi che venga colpito. Quindi che colpiscano me ma lascino in pace il Movimento 5 Stelle".

Luigi Di Maio, chiamato ad esprimersi la butta sulla morale, sperando di evitare la sanzione più dura, quella del carcere! Dice: "La sanzione morale è la cosa più importante che c'è", e ancora: "Ho letto che Patrizio Cinque si è autosospeso dal M5s perché lui crede sia la cosa giusta che debba fare un

pc 22 settembre - Antifascismo militante a Napoli: Ronda di CasaPound respinta a bottigliate

da infoaut
Napoli. Ronda di CasaPound respinta a bottigliate
22 SETTEMBRE 2017

Si erano dati pubblicamente appuntamento in piazza principe Umberto, nei pressi della Stazione Centrale, i militanti di Casa Pound per inscenare un presidio e una ronda contro il degrado. Si richiamavano all'episodio di qualche mese fa in cui un mezzo dell'esercito che era intervenuto violentemente su alcuni migranti era stato poi accerchiato da decine e decine di residenti della zona. Il presidio è durato pochi minuti e la ronda non è mai partita.
Dopo poco una cinquantina di militanti antifascisti napoletani e migranti hanno raggiunto la piazza attaccando a bottigliate il presidio dei fascisti. Solo l'intervento della polizia a difesa dei fascisti ha separato i due gruppi consentendo a Casa Pound, con le bandiere ammainate e qualche acciacco, di poter restare in zona ancora un po' ben scortati dagli agenti in antisommossa.

pc 22 settembre - G7 Torino - marcia indietro della Appendino su pressione di padroni, Chiamparino PD e governo - ma pensare che la festa non sarà guastata è pura illusione

Torino si riprende un pezzo di G7, ma è polemica per l'assenza della sindaca


Chiamparino ha vinto la sua battaglia. Probabilmente già in giornata arriverà la conferma del ripescaggio degli eventi collaterali al G7 di Venaria sullo Sviluppo che erano stati cancellati lunedì mattina sull'onda della protesta di domenica pomeriggio quando un gruppo di antagonisti aveva

pc 22 settembre - Una buona iniziativa degli studenti milanesi. Da fare propria e diffondere

Gli studenti cancellano le scritte fasciste comparse davanti al Centro Puecher

Oggi una sessantina di ragazzi e ragazze dei collettivi delle scuole di zona Sud e della Rete Studenti Milano ha cancellato le scritte firmate da Lotta Studentesca comparse all’inizio della settimana (e probabilmente fatte di notte) all’ingresso del Centro Puecher, un omnicomprensivo che comprende diverse scuole tra cui Allende, Varalli e Torricelli. Le scritte sono state fatte da Lotta Studentesca, emanazione giovanile di Forze Nuova e, oltre ad essere comparse sui muri delle scuole sono state fatte anche su quelli delle case della zona. La sede di Forze Nuova di Via Palmieri dista infatti poche centinaia di metri dal Centro Puecher.

Gli studenti del Collettivo Allende-Custodi hanno immediatamente denunciato la cosa riunendosi in assemblea.
Di oggi l’iniziativa che ha portato alla cancellazioni delle varie frasi e simboli fascisti. Come a ogni inizio anno scolastico i fascisti milanesi si presentano davanti alle scuole. Era successo davanti al Tenca, ma anche davanti alle scuole di zona Cimiano. Di qualche anno fa poi una serie di episodi davanti al Liceo Classico Manzoni. La nascita nella zona Sud di Milano di diverse realtà sociali legate al mondo dell’autorganizzazione e dell’antifascismo come ZAM e GTA è in qualche modo andata a contrastare l’attivismo neofascista in questa parte di metropoli, in particolar modo quello di Forza Nuova.


giovedì 21 settembre 2017

pc 21 settembre - FORMAZIONE OPERAIA - "PASSARE ALL'AZIONE PER IL POTERE AI SOVIET" - 2° PARTE

Riprendiamo la storia della Rivoluzione d'Ottobre, proseguendo negli avvenimenti che la precedettero. Dalla “Storia della Rivoluzione russa”, scritta sotto la direzione di Stalin. 
Congresso dei Soviet

- 2° parte - 

(da) La preparazione dell'ottobre

Il 18 giugno scesero in piazza quasi 500 mila persone tra operai e soldati. Da tutti i
punti della città affluivano verso il centro colonne enormi di manifestanti che portavano bandiere rosse e cartelli con scritte rivoluzionarie, e la stragrande maggioranza dei manifestanti scandiva le parole d'ordine dei bolscevichi.
In tutto il Paese si era sviluppato un vasto movimento di scioperi. Le armate del
proletariato, forti di milioni di uomini. Si levavano per la lotta contro la borghesia.
Che cosa dimostrava l'eccezionale ampiezza di questi scioperi?
Prima di tutto che all'interno del proletariato esistevano vari strati, ognuno dci
quali aveva un diverso livello di coscienza. In testa marciavano i metallurgici, che costituivano l'ossatura d'acciaio della classe operaia. La lotta nel loro settore. era condotta dalle fabbriche, dalle più grandi imprese dei capoluoghi. dove svolgevano la loro opera i quadri dirigenti del partito. Nei capoluoghi l'avanguardia proletaria trascinava dietro di sé le masse più avanzate degli operai, dava l'impulso alla provincia e stimolava gli strati più arretrati.
Il movimento operaio aveva assunto ormai il carattere e le forme di un'aperta lotta

pc 21 settembre - Torino - Stato di polizia in azione per il G7 - mentre si prepara la mobilitazione

G7, filtri alle frontiere e blitz negli hotel

A Entreves, a dare una mano alla polizia di frontiera del Traforo del Monte Bianco, sono arrivati i rinforzi della questura di Torino. Quindici agenti e pattuglie della stradale. Filtraggi e controlli presenti da anni, dopo gli attentati di Parigi, sono stati rafforzati in vista del G7. Perché malgrado i servizi informativi delle forze dell’ordine non abbiano raccolto segnali di numeri importanti di contestatori in arrivo dall’estero, è altrettanto facile pensare che almeno dalla Francia i gruppi antagonisti, già abituati a raggiungere la Val di Susa per le manifestazioni No Tav, desiderino partecipare anche alle proteste che si stanno organizzando tra Torino e Venaria. Ma il resto dell’attenzione è tutto interno. E le stesse attenzioni notate ieri al confine, sono già state estese alle stazioni ferroviarie della città e ai luoghi che potrebbero ospitare ospiti poco graditi. 
RETATA A SAN SALVARIO
Sempre ieri mattina, quattro hotel di San Salvario hanno ricevuto la visita inaspettata della polizia. In via Berthollet e in via Galliari gli agenti del commissariato Barriera Nizza e del Reparto prevenzione crimine hanno trovato due stranieri senza documenti. Le responsabili degli alberghi, una cittadina cinese e una moldava, sono state denunciate. Durante i quattro controlli, la polizia municipale ha elevato sanzioni per diecimila euro. Nello stesso quartiere sono apparsi volantini che invitano alla mobilitazione di stranieri e disoccupati. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro: «Pericolo rastrellamenti. Ce l’hai un contratto di lavoro? Paghi regolarmente l’affitto? Attento: per la sicurezza di tutti, il prossimo deportato potresti essere tu». Trasformata così la retata antidroga di domenica in una «pulizia etnica e di controllo sociale», i toni della contestazione si alzano, e puntano a conquistare adesioni.
LO SCIOPERO
sindacati di base hanno dichiarato lo sciopero per tutta la giornata del 29 settembre: sfileranno anche loro insieme agli studenti, che venerdì prossimo si sono dati appuntamento davanti alla stazione di Porta Susa. Confermata anche la partecipazione alla marcia NoG7 di sabato, dalle Vallette alla Reggia.

pc 21 settembre - Galizia con la Catalogna

GALIZA: Forzas politicas e sociais asinan Manifesto Galiza con Catalunya.

III Manifesto Galiza con Catalunya.


A situación política en Catalunya é de máxima excepcionalidade. A suspensión da autonomía por parte do Estado e o uso da forza e da coerción física para impedir a inevitábel declaración de independencia do pobo catalán pairan no ar. Mais xa non só como posibilidades remotas ou certas, senón como ameazas constantes dun rexime decrépito e entolecido que chama "referendum ilegal" á democracia e "desafío secesionista" ao dereito de autodeterminación.
Para os poderes españois, a posibilidade de que as nacións que non recoñecen envereden polo camiño

pc 21 settembre - Con le masse popolari in Catalogna contro lo Stato neofranchista spagnolo e la repressione

Miles de personas salen a la calle a protestar contra los registros y detenciones en diversas sedes de Consejerías del Govern de la Generalitat.



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pc 21 settembre - In tutta la Spagna manifestazioni di solidarietà con la Catalogna

ESTADO ESPAÑOL: Concentraciones por todo el Estado rechazan represión del gobierno reaccionario.



pc 21 settembre - I portuali di Barcellona e Tarragona contro lo stato di emergenza e la polizia dello stato spagnolo

CATALUNYA: Los estibadores de Barcelona rechazan asistencia a buque policial.

Publicado en El Diario / 21.09.17

Los estibadores se niegan a asistir el barco enviado por Interior al Puerto de Barcelona

La Organización de Estibadores Portuarios de Barcelona ha anunciado que no prestará servicio al barco Raphsody, que envió el Ministerio de Interior al puerto de la capital catalana para alojar a agentes de la Policía Nacional o la Guardia Civil en el marco del 1-O. En una asamblea celebrada a las 7 h, los estibadores barceloneses han decidido no "operar" el barco "en defensa de los derechos civiles".
"Mientras esta situación excepcional dure, los barcos que nos destinen que respondan a esta situación no los atenderemos", ha afirmado a este diario el secretario de la Organización de Estibadores, Josep Maria Beot. Según Beot, Estibarna, la sociedad que gestiona a los estibadores barceloneses, había encargado a unos cinco trabajadores que se ocuparan de varios contenedores del barco.

Apliación de ultima hora: 

Los estibadores del puerto de Tarragona se suman a la negativa de abastecer los barcos enviados por Interior

Los estibadores del puerto de Tarragona han decidido unirse a la iniciativa de sus compañeros del

pc 21 settembre - TARANTO - MATTARELLA VA, LA PROTESTA ARRIVA!


Riportiamo alcuni articoli dal blog tarantocontro

MATTARELLA VA - LA PROTESTA ARRIVA!
http://tarantocontro.blogspot.it/2017/09/mattarella-va-la-protesta-arriva.html

QUELLI CHE MATTARELLA NON HA VISTO NE' VOLUTO SENTIRE -
COSA DICONO E DENUNCIANO GLI ABITANTI DI PAOLO VI
http://tarantocontro.blogspot.it/2017/09/quelli-che-mattarella-non-ha-visto-ne.html

IL SERVILISMO E IL LIVORE DEL GIORNALISTA
http://tarantocontro.blogspot.it/2017/09/il-servilismo-e-il-livore-del.html

Mattarella - una visita inutile - 'dorma pure nel suo letto' - Una denuncia dei 'genitori tarantini' che condividiamo
http://tarantocontro.blogspot.it/2017/09/mattarella-una-visita-inutile-dorma.html

pc 21 settembre - "FINO ALLA FINE"... - INTERVISTA ALLA RAPPRESENTANTE DELLE COOP. SOCIALI DI PALERMO

Riportiamo l'intervista fatta ad agosto alla rappresentante delle lavoratrici delle cooperative sociali di Palermo dello Slai cobas per il sindacato di classe, Giorgia, sulla lunga e importante lotta che stanno portando avanti da anni, ripresa e in corso anche in questi giorni. 

Come è nata la vostra lotta di lavoratrici precarie?
La lotta dei precari di Palermo nasce anni fa principalmente, dalla necessità della rivendicazione di diritti basilari quali lo stipendio perché non prendevamo lo stipendio puntualmente e inizialmente stavamo anche 4-5 mesi senza prenderlo. Molti di noi tra l'altro erano pure inconsapevoli degli altri vari diritti basilari, proprio perché non avevamo conosciuto un'organizzazione sindacale, lo Slai cobas per il sindacato di classe, con una linea diversa, e alcuni di noi erano stati iscritti alla Cgil che poi faceva le telefonate ai padroncini dicendogli: vabbè li tengo buoni io! E 8 anni fa abbiamo avuto questo cambiamento totale. Quindi una distinzione netta della linea sindacale ufficiale, che comunque ha portato ad una lotta molto più osservata.

La vostra lotta si scontra anche con le politiche nazionali del governo
La lotta dei precari è una lotta che poi si trova a scontrarsi con la politica Istituzionale e inizia proprio con uno scontro con la politica; risolto, infatti, il problema degli stipendi, iniziamo a capire che c'è la necessità di affermare quelli che sono i diritti del posto di lavoro e di contrastare i tagli ai posti di lavoro, perché iniziamo a subire degli attacchi forti da parte delle istituzioni ad iniziare dalla Provincia, ora chiamata città metropolitana, alla stessa Regione, sino ad arrivare quest'anno al MIUR.
Quindi si può dire ormai che è una lotta al livello nazionale, adesso ci troviamo a scontrarci col MIUR perché all'interno della legge sulla “buona scuola” c'è una delle leggi delega che è la 378 che vorrebbe trasferire le competenze di questo servizio ai collaboratori scolastici.
Per evitare questo abbiamo iniziato una dura lotta già l'anno scorso, perché il governo regionale aveva anticipato quella che era la legge delega attraverso l'approvazione dell'articolo 10 a firma del governo Crocetta e Baccei e del Movimento 5 Stelle, delle due deputate Foti e Zafarana. Quindi l'anno scorso abbiamo fatto una lotta a 360 gradi.
Come dicevo prima, questa lotta non è più una lotta a livello locale. A volta nelle nostre riunioni

mercoledì 20 settembre 2017

pc 20 settembre - Contro il G7 di Torino... ma anche contro i servi dei padroni del G7 - partiti parlamentari e sindacati confederali



Mentre migliaia di operai sono licenziati o messi in CIG, i responsabili di ciò si chiudono nella Reggia di Venaria e fingono di prendere decisioni. Le decisioni a favore dei padroni le hanno già prese... Gli unici che esultano per il G7 a Torino sono i dirigenti della CGIL

I servi dei padroni della CGIL dicono: “La prossima settimana si terrà a Torino il G7 su lavoro, scienza e industria, un appuntamento cruciale per la vita e il benessere dei popoli. “Finalmente i governi tornano a occuparsi di temi appaltati negli ultimi anni unicamente al mercato, nell’idea imperante secondo cui sarebbe bastato lasciare le mani libere per ottenere il benessere diffuso. È una discussione che, per la portata dei cambiamenti legati all’innovazione, non può essere fatta a compartimenti stagni. C’è la necessità di una riflessione collettiva che parta proprio da chi al G7 non ci sarà, cioè il mondo del lavoro, quello accademico-scientifico e anche le imprese. Diamo un segno di apertura e ribadiamo la volontà di un confronto, convinti come siamo che questa sfida la possano vincere i sistemi, non i singoli poteri”.
Alessio Gramolati, responsabile dell’Ufficio Progetto Lavoro 4.0 e del coordinamento Politiche industriali della Cgil, spiega così a Rassegna il significato del Forum nazionale dell’industria, del lavoro e dell’innovazione che si terrà a Torino giovedì 21 settembre

da operaicontro

pc 20 settembre - Torino PM Rinaudo e stupratore, una coppia di fatto - Da 'non una in meno' Torino

Una compagna della rete torinese di Non Una di Meno ha subìto una perquisizione della propria abitazione da parte di agenti della Questura. Al centro dell'indagine il presidio svoltosi lo scorso 12 aprile sotto il tribunale di Torino per denunciare la vergognosa sentenza emessa in relazione a un caso di stupro, quello di Laura, ripetutamente violentata e minacciata sul posto di lavoro da parte di un collega (Massimo Raccuia), infine assolto. In quella giornata, in seguito all'appello lanciato dalla rete torinese di Non Una di Meno, molte città si mobilitarono in contemporanea per esprimere solidarietà a Laura e affermare che anche nelle aule di tribunale si produce violenza contro le donne.

Massimo Raccuia, forte della sentenza di assoluzione, ha sporto querela per diffamazione, portando così all'indagine della Procura (capitanata - manco a dirlo - dall'immancabile PM Rinaudo) che ha disposto la perquisizione di ieri mattina con motivazioni del tutto pretestuose. Un'operazione che rivela nuovamente il fastidio suscitato dalle iniziative di solidarietà con Laura: già alcune settimane dopo il presidio lo stesso Rinaudo aveva ordinato altre perquisizioni contro Non Una di Meno in relazione a delle scritte comparse vicino al tribunale che puntavano il dito contro la giudice responsabile di aver emesso la sentenza di assoluzione nei confronti di Raccuia.
Insomma, la narrazione della violenza di genere va bene finché il corpo della donna può essere usato per imporre più "sicurezza" o strumentalizzato in chiave razzista. A indicare chiaramente responsabilità, nomi e cognomi anche in quei luoghi che vengono presentati come strumento di difesa delle donne, a chiamare uno stupratore per quello che è, a mobilitarsi in solidarietà con chi ha subìto violenza, si toccano invece nervi scoperti.

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Il comunicato di Non Una di Meno - Torino:
La solidarietà non si processa! Come prima, più di prima, ci basta il basta di Laura!
6 mesi fa, il 12 Aprile, eravamo davanti al tribunale di Torino in solidarietà a Laura, che ha denunciato le violenze e minacce subite per anni sul posto di lavoro - la Croce Rossa Italiana - e ha visto assolto il suo stupratore Massimo Raccuia, perchè, secondo la giudice Diamante Minucci, non ha urlato e in questo modo avrebbe manifestato il suo consenso.
La sentenza ha suscitato l'indignazione generale e in molte città  italiane in quel giorno Non Una di Meno era in piazza a dire basta alle violenze nei tribunali e che senza consenso è stupro.
Oggi una compagna ha subito una perquisizione a casa per via di quel presidio.
Lo stupratore, forte dell'assoluzione, ha infatti ben pensato di sporgere una denuncia per diffamazione e alla solerte questura non è certo dispiaciuto cogliere l'occasione per venire a ficcanasare a casa di una di noi, in maniera peraltro del tutto pretestuosa.
Dopo le perquisizioni per via delle scritte contro la giudice che ha pronunciato l'odiosa sentenza, una nuova indagine si è quindi aperta contro chi ha avuto il coraggio di sostenere che se una donna dice "basta" è stupro.
Sappiano, giudici, polizia e stupratori, che non saranno questi mezzi a farci cambiare strada. Un abbraccio solidale a chi ha avuto la visita non gradita della polizia e a chi con lei riceverà la denuncia per diffamazione.
La solidarietà non si processa!
Come prima, più di prima, ci basta il basta di Laura!
Non Una di Meno - Torino

pc 20 settembre - Sciopero nazionale in SDA - info solidale - slai cobas per il sindacato di classe - CN

SCIOPERO NAZIONALE IN SDA

Con una gara d'appalto improvvisa e adottando una procedura d'urgenza Sda- Poste Italiane intende riportare i lavoratori di uno dei suoi principali Hub italiani all'Anno Zero dei diritti operai nel comparto logistico.
Succede infatti che nell'Hub milanese di Carpiano, Sda- Poste Italiane indica una gara d'appalto

pc 20 settembre - Torino G7 30 settembre: roviniamogli il banchetto!

Appello per il corteo contro il G7 del lavoro, dell'industria e della scienza il 30 settembre 
ore 14:30 largo Toscana (Torino).

A fine settembre alla Venaria Reale si riuniranno i rappresentanti di sette tra i paesi più potenti del mondo per discutere di lavoro, industria e scienza. Sono i sette che hanno approfittato della epocale crisi del 2008 per attaccare i diritti di giovani e lavoratori, per abbattere la qualità delle nostre condizioni di vita, per saccheggiare e devastare territori e popolazioni che già vivevano in condizioni difficili. Hanno scaricato la crisi su di noi, ci hanno detto che non c'era alternativa, mentre salvavano le banche, mentre le tasche dei più ricchi si gonfiavano sempre di più, mentre la concentrazione delle risorse e il danno ambientale che le loro politiche infami hanno provocato sconvolgono il pianeta.
La crisi ha anche, però, fatto cadere la maschera della presunta democrazia occidentale, ha reso evidente la funzione degli stati a tutela delle grandi ricchezze e sempre pronti a rifarsi su i più

pc 20 settembre - Catania contro i fascisti il 23 settembre

La questura di Catania ha autorizzato per il 23 settembre un corteo di Forza Nuova contro lo Ius soli, un corteo che pone le basi del suo stesso svolgimento sull’istigazione all’odio razziale e la propaganda fascista. Razzismo e apologia del fascismo che sono bandite dalle leggi dello stato italiano, ciò nonostante a Catania e in tutto il Paese, siamo costretti ad assistere a odiose manifestazioni razziste, di matrice nazifascista e leghista.
Il razzismo e’ da sempre alimentato dalla guerra del capitale contro il lavoro e i lavoratori e noi siamo da sempre dalla parte degli sfruttati come noi, perciò ci opponiamo alle manifestazioni di FN e chiediamo alle istituzioni competenti di impedire lo svolgimento di un corteo apertamente razzista, in chiaro contrasto con i principi della nostra Costituzione antifascista. Ricordiamo, infine, che Catania ha recentemente contribuito a disarticolare il progetto criminale della “nave nera”.
Nell’Italia antifascista il razzismo non ha diritto di cittadinanza.

Antirazzismo e Antifascismo militante!
da Usb Catania

pc 20 settembre - Diciamo NO a Napoli città di guerra - Una mobilitazione necessaria e di valore nazionale - proletari comunisti/PCm Italia


Il 5 settembre, con tanto di taglio di nastro ed ampia convocazione della stampa, è stato ufficialmente inaugurato, presso la base di Lago Patria, l’«Hub di direzione strategica Nato per il Sud» (Nsd-S Hub).
L’Hub avrà il compito – dicono al Jfc Naples – di “raccolta, gestione e condivisione di dati, valutazione e analisi dei problemi, coordinamento delle attività sul fianco sud”. In altre parole è un centro di intelligence che con le informazioni raccolte (o fabbricate?) su

pc 20 settembre - Messico ancora terremoto, strage e danni - ma il governo messicano e il sistema imperialista sono corresponsabile!

Un terremoto di magnitudo 7,1 sulla scala Richter ha colpito il centro del Messico, compresa la capitale, 32 anni dopo il devastante sisma del 1985. I soccorritori continuano a lottare contro il tempo per trovare superstiti sotto le macerie di diversi immobili. E’ il terremoto il più grave e più mortale dopo quello del 19 settembre 1985, ha colpito il Messico esattamente a 32 anni dal sisma che provocò più di 10mila morti.
Il bilancio delle vittime è di 86 a Città del Messico, 71 nello Stato di Morelos, 43 in quello di Puebla, 12 nello Stato del Messico, 4 in quello di Guerrero e una in quello di Oaxaca. Sono quasi 4 milioni e 600mila tra case, negozi e altri edifici senza elettricità in Messico.  La gran parte delle abitazioni senza elettricità si trovano nella zona della capitale e negli Stati di Guerrero, Morelos, Puebla, Oaxaca, e Tlaxcala. Tra le vittime ci sono anche 21 bambini di una scuola crollata nella capitale, mentre proseguono le ricerche per ritrovarne una trentina ritenuti ancora dispersi.
Lo scorso 8 settembre sempre in Messico almeno 61 persone erano morte a causa del terremoto di magnitudo 8,2 avvenuto al largo della costa pacifica del Messico. Gli stati più colpiti erano stati quelli di Oaxaca, di Tabasco e del Chiapas: a sud del paese, vicino al confine con il Guatemala.
da contropiano

pc 20 settembre - Da Bergamo al G7 di Torino per portare la lotta all'aumento della miseria e sfruttamento nelle fabbriche

Lo SLAI COBAS per il sindacato di classe organizza la partecipazione alla manifestazione del 30 settembre 2017 a TORINO CONTRO IL G7 DELL’INDUSTRIA E DEL LAVORO, ovvero dell’aumento dello sfruttamento e della miseria, che dalle Vallette vuole raggiungere Venaria, il luogo del Vertice. Un appuntamento e un'occasione importante per unire le lotte contro i governi dei padroni e per far sentire l’opposizione dei lavoratori contro i veri responsabili delle politiche antioperaie e antipopolari, jobs act, precarietà, nuovo schiavismo delle cooperative logistiche, tagli occupazionali nei servizi, nella sanità, nella scuola, ecc.

info SLAI COBAS per il sindacato di classe via Marconi 1 Dalmine - 3355244902            -3397313300                sindacatodiclasse@gmail.com http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.it            facebook: slai cobas per il sindacato di classe

pc 20 settembre - G20 Amburgo - Vogliamo Alessandro, Orazio, Emiliano, Riccardo e Fabio liberi subito

APPELLO PER LA LIBERAZIONE DEGLI ARRESTATI AD AMBURGO: ALE, ORAZIO, EMILIANO, RICCARDO E FABIO LIBERI SUBITO!
#Nog20 #Hamburg #TuttiLiberi #TutteLibere

Dal 6 all'8 luglio 2017, in concomitanza con il G20, centinaia di migliaia di persone provenienti da ogni parte d'Europa si sono riversate ad Amburgo per manifestare contro il vertice.
Prima e durante le manifestazioni contro il G20 si è verificata una stretta repressiva dalla evidente eccezionalità. Il governo tedesco, per esempio, ha varato un provvedimento ad hoc in vista delle manifestazioni contro il G20 con cui ha inasprito la pena prevista per il reato di "attacco alla sovranità dello stato" (simile al nostro "oltraggio a pubblico ufficiale"), passando da una pena minima pari al pagamento di una multa alla detenzione in carcere. Inoltre, pochi giorni prima dell'inizio del vertice e delle proteste, oltre allo sgombero di un campeggio autorizzato per i manifestanti e alle perquisizioni di varie abitazioni, sedi associative e centri sociali in tutta la Germania, alcune persone sono state

pc 20 settembre - Elezioni in Sicilia: il primo partito c’è già, quello del non voto, gli altri danno i numeri… letteralmente!

Il primo partito, quello che “vincerà” le elezioni del 5 novembre in Sicilia, è quello delle masse proletarie e popolari che non andranno a votare, il cosiddetto partito dell’astensione. La cifra si aggira al di sopra del 50 per cento, oltre la metà degli aventi diritto al voto.

Gli altri “attori” di questo carrozzone tragicomico, di questa farsa della democrazia borghese che è rappresentata dalle elezioni, da un lato fanno finta di niente, o quasi, e dall’altro per sapere se vinceranno almeno un “seggio” (un posto di lavoro sicuro) dei 70 messi a concorso, fanno ricorso ai sondaggi, come spesso fanno ricorso all’astrologia, e danno letteralmente i numeri.
Ma chi sono i principali esponenti della “competizione elettorale”? In ordine alfabetico: Cancelleri per il Movimento 5 Stelle, Fava per la “sinistra del centrosinistra”, Micari per il centrosinistra, Musumeci per il centrodestra.

Ognuno di questi, come ci racconta un articolo della Repubblica, ha il suo sondaggio, insomma paga una società che dovrebbe essere esperta nei numeri elettorali, per conoscere il proprio destino. Questa

pc 20 settembre - E' uscito lo 'Speciale G20 di Amburgo' di proletari comunisti - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 20 settembre - Notizie della lotta dei contadini poveri in Brasile

AL: Camponeses anunciam Corte Popular em Rio Largo

O Corte Popular foi iniciado pelos camponeses que ocupam a fazenda Várzea Grande no município de Rio Largo (AL). Desde a ocupação das terras abandonadas da Usina Utinga Leão no dia 27/08, sob a bandeira vermelha da Liga dos Camponeses Pobres (LCP) do Nordeste, cresceu o número de famílias presentes no Acampamento da Fazenda Várzea Grande.
Em assembleia ocorrida no dia 17/09, os camponeses decidiram por unanimidade nomear as terras ocupadas de Área Revolucionária Rosalvo Augusto. Rosalvo Augusto, mais conhecido como Rosa, foi um importante dirigente da Liga dos Camponeses Pobres (LCP), participando ativamente de tomadas de terras em vários estados. Os filhos e netos de Rosa são militantes da LCP e continuam a sua luta empunhando a bandeira vermelha da Revolução Agrária.
Os camponeses já iniciaram a produção nas terras tomadas do latifúndio, com a plantação de batata doce, coentro, maxixe e feijão. Existe a suspeita de que as terras da fazenda Várzea Grande são fruto de grilagens por parte da Usina Utinga Leão.
Uma camponesa em entrevista ao Comitê de Apoio ao AND em Recife (PE), que tem acompanhado ativamente esta luta camponesa, explicou que a luta pela terra poderá trazer um futuro melhor para seus filhos e netos. A camponesa também afirmou que a Revolução Agrária coloca na mesa do trabalhador alimento com custo baixo, saudável e soluciona de fato os problemas do país.

Camponeses bloqueiam trecho da BR-101

MANIFESTAÇÃO CONTRA ATAQUE DE PISTOLEIROS
Os camponeses bloquearam trecho da BR-101 em frente ao Acampamento da Fazenda Várzea Grande após um ataque de pistoleiros a serviço da Usina Utinga Leão no dia 15/09,

pc 20 settembre - Il fascio imperialista Trump minaccia di distruggere totalmente la Corea del Nord - leggi lo 'Speciale Trump' di proletari comunisti - che analizza correttamente la presidenza Trump contro opportunisti di destra e di ' falsa sinistra' in Italia e a livello internazionale


pc 20 settembre - RIMANDATO AL MITTENTE IL "FOGLIO DI VIA" PER IL G7 DI TAORMINA - LA RISPOSTA DEL COMPAGNO OPERAIO DELLA DALMINE DI BERGAMO

Ho partecipato alla manifestazione di migliaia di persone contro i padroni del mondo riuniti a Taormina per il G7, in rappresentanza delle lotte dei lavoratori che ogni giorno combattono contro lo sfruttamento nelle fabbriche e lo schiavismo delle cooperative logistiche. 

La grande manifestazione si è conclusa con oltre 300 persone che hanno voluto gridare in faccia a questi 7 potenti che decidono il futuro di milioni di persone la loro rabbia, non accettando i loro divieti e arrivando nel punto più vicino a cui è stato possibile arrivare dato lo sbarramento spropositato di migliaia di forze dell’ordine. L'ho fatto SVENTOLANDO LA MIA BANDIERA E METTENDOCI LA FACCIA COME OGNI GIORNO AVVIENE NELLE LOTTE CHE ORGANIZZO CON CENTINAIA DI LAVORATORI PER I DIRITTI E UN LAVORO DIGNITOSO E IN SICUREZZA.

RITENGO QUESTO PROVVEDIMENTO DEL "FOGLIO DI VIA" INGIUSTO E ILLEGITTIMO.
TANTI COMPAGNI DI LAVORO HANNO POTUTO VEDERE QUAL'E' STATA E COME E'ANDATA REALMENTE LA MANIFESTAZIONE, PORTANDOMI IL LORO SOSTEGNO E SOLIDARIETA’ PER AVER RAPPRESENTATO CON CORAGGIO QUELLO CHE TUTTI GLI SFRUTTATI AVREBBERO VOLUTO URLARE AI PADRONI DEL MONDO CHE NON CI PERMETTONO UNA VITA DIGNITOSA MA SOLO MISERIA E PRECARIETA’.

martedì 19 settembre 2017

pc 19 settembre - DIFESA E ATTACCO DELLE DONNE CONTRO LA GUERRA DI BASSA INTENSITA' DI ODIO VERSO LE DONNE

Contro la guerra di bassa intensità contro le donne, fatta di femminicidi, stupri, molestie, persecuzioni sessuali serve la guerra rivoluzionaria delle donne, organizzata, per difendersi oggi da questa "strage infinita", e soprattutto per lottare per una società, uno Stato socialista che ponga tra i peggiori crimini la violenza sessuale.

Lo Stato borghese, la sua stampa, i suoi organi di controllo, repressivi, di "giustizia" sono sempre più il problema non la "soluzione". 
Essi riducono ogni femminicidio, ogni stupro a caso singolo, su cui giornali, televisioni, "esperti", giudici possano, con più o meno sadismo, più o meno ipocrisia, più o meno spirito pruriginoso, affondare le mani (come si sta tornando a vedere per la uccisione di Noemi). Anche quando alcuni di questi settori del sistema sono sinceri, non possono che essere ciechi e impotenti a fermare questa catena di morti, di stupri, ecc. perchè non vogliono e/o non possono vedere la causa principe.

Quando lo Stato borghese, il governo borghese interviene con leggi, disposizioni, controlli, attua

pc 19 settembre - Rivoluzione d'ottobre su Repubblica - UN MODO FALSO E STRUMENTALE DI RACCONTARE .

...MA HA UN "MERITO": CONFERMA CHE LA STAMPA BORGHESE STAVA E CONTINUA A STARE CON TROTZKIJ, mentre riserva a Lenin critiche e denigrazioni e attacchi virulenti a Stalin.

Il 6 settembre la Repubblica ha pubblicato un inserto di Ezio Mauro sulla Rivoluzione d'Ottobre, che volutamente falsa la storia, sminuendo il ruolo di Lenin e esaltando il ruolo di Trotzkij. 
A riprova di questo basta leggere già le spudorate frasi di presentazione: "Mentre Lenin trascorreva il mese di settembre nascondendosi alla polizia, Lev Davidovic (Trotzkij) metteva in piedi una macchina insurrezionale formidabile". 

La realtà fu tutt'altra: 

Mentre il soviet di Pietrogrado e gli altri soviet di operai e soldati erano pronti all'insurrezione, mentre tutto era in moto, Trotzkij anche poche ore prima del 7 novembre frena, dice sì anche parole "roboanti", ma cerca di rinviare la presa del potere proletario.

Dal libro: Dieci giorni che sconvolsero il mondo": "Il Soviet di Pietrogrado sedeva in permanenza. Nel momento in cui entrai nella grande sala, Trotzkij terminava il suo discorso:... "noi abbiamo coscienza che il governo attuale è un governo impotente, che fa pietà, che attende solo il colpo di scopa della storia per cedere il posto ad un governo veramente popolare. Noi continuiamo a sforzarci di evitare il conflitto. Noi speriamo che il congresso panrusso potrà prendere nelle sue mani un potere ed un'autorità che riposino sulla libertà organizzata del popolo. Se, tuttavia, il governo si propone di utilizzare il poco tempo che gli è resta da vivere - ventiquattro, quarantotto o settantadue ore per attaccarci, il nostro contrattacco non tarderà..." (sottolineatura nostra, si era a poche ore dall'insurrezione, altro che 72 ore... e l'insurrezione non aspettava che il governo attaccasse...).

D'altra parte c'è da dire che lo stesso articolo di Ezio Mauro, pur nella sua esaltazione di Trotzkij, riporta questo scambio di frasi tra Lenin e Trotzkij, illuminate delle preoccupazioni di Lenin:
"Appena Lenin cominciò a parlare con la segretaria in anticamera, Trotzkij che era seduto alla scrivania davanti a una grande mappa di Pietrogrado, riconobbe la voce e si alzò. «Davvero vi state accordando col governo – chiese subito Ilic, irritato –, come scrivono i giornali?». «È una tattica – rispose tranquillamente Trotzkij –, in realtà tutto è pronto». «E allora perché ho trovato le strade vuote? ». «Perché il piano scatterà all'alba».

Lenin era di un altro che si fidava, di Stalin: 
(Dal libro "LENIN" di Gèrard Walter, sulle ore che precedettero l'insurrezione del 7 novembre 1917 - già pubblicato in questo blog l'11 settembre): 
(Lenin) "... Bene o male giunse allo Smolny verso mezzanotte. Lo stato maggiore della rivoluzione proletaria era in pieno fermento: persone dall'aria estremamente agitata andavano e venivano lungo gli interminabili corridoi. Si sentiva che l'acqua bolliva in pentola, ma il coperchio resisteva bene.... Lenin... preferì mandare Rahia alla ricerca di Stalin, con l'ordine i condurglielo (sottolineatura nostra). Nel frattempo si trattenne nel corridoio, rannicchiato nel vano d'una finestra. Stalin arrivò di corsa e lo trascinò in una stanza vuota, chiudendovisi dentro. Di qui sarebbe partita la spinta destinata a mettere in moto le forze insurrezionali...
Lenin anzitutto convoca i rappresentanti dei rioni, delle officine, dei reggimenti. Sollecitati da Stalin - il quale ha saputo adattarsi immediatamente alla situazione, diventando d'un tempo segretario, aiutante di campo e uomo di collegamento di Lenin - i motociclisti che stazionano nell'atrio dello Smolny inforcano i loro ordigni e si sparpagliano attraverso la capitale in direzione dei sobborghi. Quelli di Vyborg dove si trovano le officine Renault, Lessner, Nobel, Parviainen e di Narva, che comprende la gigantesca officina Putilov, sono padroni di Pietrogrado..."