mercoledì 24 maggio 2017

pc 24 maggio - Questi bambini li avete uccisi voi, signori del G7. Morte all'imperialismo assassino e ai loro governi!

Migranti, barcone naufraga al largo della Libia: almeno 30 morti e 200 dispersi. “La maggior parte di loro sono bambini”

Migranti, barcone naufraga al largo della Libia: almeno 30 morti e 200 dispersi. “La maggior parte di loro sono bambini”

Sull'imbarcazione c'erano circa 500 migranti, 300 sono state salvate, gli altri sono dispersi. Con tempo buono e mare calmo nel Mediterraneo, aumentano le traversate. Nell'area la Guardia costiera coordina 14 navi. La Marina libica blocca altri scafi con quasi 250 persone a bordo, ora in un centro d'accoglienza. La denuncia dell'ong: "I libici sparano sui barconi"

Almeno 30 persone sono morte oggi nel naufragio di un barcone con a bordo circa 500 migranti diretto verso l’Italia, avvenuto a circa 30 miglia dalle coste libiche. Sono in corso le ricerche di altre decine di persone finite in acqua: si tratta di oltre 150 dispersi. Le operazioni sono coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera: in zona stanno operando nave Fiorillo, della stessa Guardia Costiera, un rimorchiatore e una nave di una organizzazione non governativa. Molte decine di persone sono state salvate, ma si temono altre vittime annegate. Circa 200 persone sono finite nel Mediterraneo dopo che un barcone è affondato, ha detto il comandante della Guardia costiera italiana, Cosimo Nicastro, a Reuters. I soccorritori del Moas hanno dichiarato  
di aver già recuperato 31 corpi. Per la ricerca di altri superstiti la centrale operativa di Roma della Guardia Costiera ha disposto che altre proprie unità ed altri mezzi navali raggiungano al più presto l’area del naufragio.

pc 24 maggio - Pisa. Sgombero della casa delle donne Mala Servanen Jin

su infoaut VIDEO
La struttura del Comune, in stato di abbandono da anni, era stata occupata l'8 marzo scorso da un gruppo di donne della città.
Alle prime luci dell'alba decine di di polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa hanno tentato di fare irruzione alla casa delle donne che combattono la Mala Servanen Jin, occupata l'8 marzo da un gruppo di donne pisane.
~ore 15.30~ Dopo lo sgombero i presenti sono partiti in corteo verso il Comune di Pisa, proprietario dello stabile e mandante del violento sgombero di oggi. Per le ore 17 è convocata un'assemblea pubblica a Piazza XX settembre. SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE!
~ore 12.30~ Gli studenti dell'alberghiero sono sequestrati dentro la scuola e non vengono fatti uscire. La polizia occupa il cortile dell'istituto. Nel frattempo sono state rilasciate due compagne che si trovavano dentro l'occupazione, due donne sono in ospedale per le ferite riportate durante la carica
~ore 11.20~ Gli studenti di un istituto alberghiero di fianco all'occupazione cercano di uscire in solidarietà, ma il dirigente scolastico ordina la chiusura delle porte. Gli studenti riesco ad aprirle e aprono anche un cancello che separa la scuola dall'occupazione. A questo punto la polizia carica per un centinaio di metri donne e studenti. Nessun fermo, però si contano diverse donne ferite in terra.
La struttura di proprietà del Comune era in stato di totale abbandono, lasciata letteralmente marcire dalle autorità ed è stata con fatica rimessa in piedi dalle attiviste che avevano deciso di investire gli spazi per farne un centro delle donne per le donne: "Vogliamo, come donne, costruire insieme questo luogo, rinominandolo 'Mala Servanen Jin Occupata' che in lingua curda significa 'Casa delle Donne che combattono', per richiamare le lotte di emancipazione e autodeterminazione delle combattenti curde che si oppongono allo stato islamico e alle sue barbarie, dando vita a una nuova società" avevano spiegato dopo l'occupazione "Una casa dove noi donne vogliamo dare vita ad uno spazio collettivo dove ridefinire noi stesse, le nostre vite, difendere e riconquistare la nostra dignità. Uno spazio che sia anche una casa per le donne in emergenza abitativa”. Dopo i lavori di ristrutturazioni messi in piedi dalle occupanti la casa è già diventata un centro per il quartiere con una sala studio e uno sportello per le donne in emergenza abitativa, sotto sfratto o senza lavoro magari con figli a carico.
Stamattina alcuni vicini hanno avvertito le attiviste dell'arrivo di un vero e proprio esercito in quartiere per sgomberare lo spazio e riconsegnarla all'incuria. Mentre scriviamo, quattro donne si trovano ancora dentro lo stabile decise a resistere mentre la polizia è riuscita ad entrare nel giardino. Qui una testimonianza di una delle resistenti all'interno della struttura. Le solidali e i solidali accorsi sono stati caricati dalle forze dell'ordine – spintoni e manganellate con una signora ferita ad una mano – e hanno poi dato luogo a un blocco del traffico

pc 24 maggio - Bologna. Hanno ucciso un operaio, condannano chi ha protestato. Assemblea

9 attivisti sindacali condannati ad aprile senza processo per la manifestazione di protesta


pc 24 maggio - Azione di stampo mafioso della Digos di Palermo in occasione della commemorazione di Falcone


La polizia ha strappato gli striscioni ad alcuni studenti nel giorno del 23 maggio in occasione delle manifestazioni che ricordano l’attentato di Capaci contro il giudice Falcone e la sua scorta. Gli studenti del Garibaldi e del Cannizzaro di Palermo avevano due striscioni che raccontavano ciò che i movimenti antimafia più coerenti denunciano da anni: Falcone vittima dell’isolamento, le commemorazioni del 23 maggio troppo in stile passerella. Lo striscione del Garibaldi vedeva la scritta “Non siete Stato voi, siete stati voi“; quello del Cannizzaro “Il corteo siamo noi, la passerella siete voi“.
In via Duca della Verdura c’è stato il primo “contatto” tra gli agenti della Digos e gli studenti del Garibaldi, all’ingresso in via Notarbartolo il sequestro definitivo di entrambi gli striscioni.

pc 24 maggio - Catania - da scuola azienda a scuola di guerra in funzione G7

Miur e ministro Fedeli al servizio del g7

 “Young G7. Il G7 delle Scuole”, dal 23 al 25 maggio a Catania. Nella nota del MIUR si legge:
Abbiamo lanciato questa iniziativa di simulazione dei lavori del G7 tra le studentesse e gli studenti, proprio a ridosso del vertice che riunisce i leader dei Paesi più sviluppati, perché siamo convinti che per disegnare strade inedite di crescita abbiamo bisogno dello sguardo fresco e sincero delle nostre giovani e dei nostri giovani, della loro sensibilità sana, dell’immaginazione e della loro fiducia nel domani” – sottolinea la Ministra Valeria

pc 24 maggio - Sciopero ferrovieri 25/26 maggio - vogliono cacciare i ferrovieri da Trenitalia

I FERROVIERI DELLA NUOVA SOCIETÀ MERCITALIA RAIL SCIOPERANO DALLE 21.00 DEL 25/05/17, ALLE 21.00 DEL 26/05/17
Firenze, 22 magggio 2017 - Dopo la separazione dalla società madre Trenitalia Spa, con la creazione di "Mercitalia Rail", una sorta di 'bad company' che scimmiotta anche il nome della società madre, si è segnato un ulteriore passo verso lo smantellamento del settore  trasporto merci su rotaia; una scelta di politica dei trasporti suicida, che salvaguarda solo i pochissimi ambiti remunerativi e che prevede di lasciare ai privati l'intera filiera di questo servizio, che invece a parole tutti dichiarano di voler "sviluppare". Uno sciopero  di 24 ore dalle 21 di giovedi sera alla stessa ora di venerdiì 26 maggio 2017, giustificato da tante ragioni, tra tutte il gravissimo attacco alle condizioni materiali di lavoro dei macchinisti dei Tecnici Polifunzionali e di tutti gli altri dipendenti della ex-Divisione Cargo di Trenitalia finito - nella connivenza generale - dritto nelle fauci della privatizzazione
OGGI MERCITALIA, DOMANI TUTTI NOI
Il metodo utilizzato per scorporare il settore merci e 'cacciare' da Trenitalia i ferrovieri considerati 'in perdita', non è originale ma
ricalca quanto fatto da molte altre imprese con la creazione delle cosiddette 'bad company' ovvero di società destinate a morire lentamente o essere sciolte col tempo
Per questo tutti i ferrovieri dovrebbero guardare con molta attenzione e meno distacco quanto oggi è successo ai compagni di lavoro della cargo

PRIME VITTIME I LAVORATORI
 Per creare una remuneratività 'impossibile' senza interventi strutturali di 'compensazione dei costi' sono
 arrivate puntuali le forzature sulle condizioni di lavoro e sugli orari di servizio ... LEGGI TUTTO

L'IPOCRISIA NAZIONALE
Questa situazione che danneggia l'intera collettività la quale vede svanire la prospettiva
del riequilibrio modale nel trasporto delle merci è una vera e propria ipocrisia collettiva, fatta di scelte
manageriali incomprensibili, sostenute e tollerate dalla politica e avallate dai sindacati firmatari ... LEGGI TUTTO

LA NUOVA GIUNGLA FERROVIARIA
 L'unica cosa che è aumentata è il numero delle mini imprese ferroviarie (oggi sono circa trenta) che si
 sono sviluppate a seguito della liberalizzazione le quali si combattono sulle rotaie ... LEGGI TUTTO

MACCHINISTI CONDANNATI AD ORARI IMPOSSIBILI
L’arretramento delle condizioni di vita e di lavoro nel personale di macchina è impressionante:
riduzione delle ore di riposo giornaliero in residenza come nel D.M del 1960,
28 ore di "Riposo Fuori Residenza" come nel regolamento del 1920 ... LEGGI TUTTO

SINDACATI NON ALL'ALTEZZA
 Nel mese di aprile hanno avuto luogo una serie di riunioni tra Mercitalia Rail S.r.l. e sindacati ... LEGGI TUTTO

LE RICHIESTE
 E' inaccettabile che si chiedano sacrifici ai lavoratori senza alcuna propettiva di sviluppo per il solo fine di spremerli fino all’ultima goccia... LEGGI TUTTO

No allo spezzatino, No alla privatizzazione.
Rifiuto dell’equipaggio misto che non garantisce il soccorso al macchinista. Sì alla corretta ripartizione degli orari e dei carichi di lavoro
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Partecipa, sostieni, scrivi e contribuisci al dibattito ed alle iniziative
di “ancora IN MARCIA”, abbonandoti alla rivista autogestita dai lavoratori dal 1908
www.inmarcia.it

pc 24 maggio - L'ORRIBILE STRAGE DI MANCHESTER USATA DA GENTILONI E MINNITI PER DECIDERE AL G7 UNA INTENSIFICAZIONE DELLA REPRESSIONE

‘L’attacco che ha colpito stanotte Manchester è un attacco all’intera Europa“. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso la sua “vicinanza al popolo britannico”, dopo l’attentato terroristico che ha colpito la città britannica, con l’esplosione fuori dall’arena dopo il concerto di Ariana Grande... Lavoriamo in queste ore perché dal G7 di Taormina arrivi un messaggio, il più possibile forte, di impegno contro il terrorismo. Abbiamo un’occasione per ribadire insieme a Taormina che la vigliaccheria di chi spezza le vite di giovani ragazzi e ragazzi non avrà la meglio sulla nostra libertà”. (Dal fatto quotidiano).

Prima di tutto, l'attacco, questa nuova terribile strage di ragazzi, ragazze, perfino bambine non colpisce "l'intera Europa", non certo gli Stati e i governi imperialisti dell'Europa, non i loro uomini, e tutto l'"esercito" a difesa del loro sistema, ma colpisce giovani, gente normale, masse popolari; con un tragico paragone oggettivo tra chi muore sotto le bombe dell'imperialismo in Siria, in Afghanistan, ecc. e chi muore nel cuore dell'Europa.
Gli Stati imperialisti dell'Europa, i loro rappresentanti si possono stringere la mano con l'Isis, prima loro creatura, foraggiata, finanziata, in funzione anti regimi "non allineati all'imperialismo Usa, europeo" e poi sfuggita di mano.
Non è certo chi nei paesi dipendenti è responsabile delle guerre e delle "soluzioni" alle guerre interne con guerre molto più micidiali, unicamente per mantenere i suoi artigli economici e politici nella zona, che può difendere la gente dei paesi europei dalla "guerra che torna a casa".

Ora, sapendo di mentire, riprenderanno ad attaccare i migranti - che non sono mai centrati con l'Isis (anzi molti dei migranti fuggono, proprio perchè sta l'Isis), e tantomeno con gli attentati.

Ma soprattutto Gentiloni, Minniti, tutto il governo, le forze dell'ordine, i servizi segreti, ora usano in maniera vigliacca questa strage per decidere prima e durante il G7, in nome del "terrorismo", di rafforzare misure repressive, da iper controllo delle persone, che non hanno, non possono certo avere l'effetto di impedire eventuali altri attacchi dell'Isis e dei suoi uomini, ma hanno l'obiettivo molto più concreto di ridurre le libertà democratiche, di agibilità, di manifestazione. E il G7 sarà ora, ancora di più, la sede per decidere piani di occupazione militare stabile delle città europee, di estensione permanente di zone rosse, di aumento degli armamenti anche interni; chiamando a legittimare queste misure, stampa, televisioni, ecc., e creando, proprio loro, nel "ventre della bestia imperialista" quell'humus che a volte devia, verso strade suicide e perdenti, la ribellione di giovani islamici.

Anche questi "difensori dal terrorismo" ci devono far paura!  

pc 24 maggio - A TAORMINA CONTRO I NEMICI DELLA LIBERAZIONE DELLE DONNE - Da Mfpr

Andiamo a Taormina a manifestare contro il G7, per opporre al loro doppio sfruttamento, alla doppia (e spesso, soprattutto per le donne dei paesi oppressi, per le immigrate, tripla, quadrupla) oppressione, alle loro doppie catene, la nostra doppia determinazione a ribellarci e lottare contro questo sistema imperialista, i suoi Stati, i suoi governi, a Taormina rappresentati dai capi dei paesi partecipanti al G7, tra i più nemici della liberazione delle donne, in testa il fascista, razzista, schifoso maschilista, Trump.

Noi donne l'8 marzo, in Italia e in 50 paesi del mondo abbiamo fatto uno storico sciopero delle donne. Uno sciopero che è una sfida verso i padroni, verso i governi, gli Stati, gli uomini che odiano le donne, in cui soprattutto le donne proletarie hanno gridato: tutta la vita deve cambiare! E quando le donne si muovono, hanno sempre una marcia in più, quando le donne prendono coscienza che la propria condizione non è inevitabile, ma frutto di questo sistema capitalista, non tornano indietro e comprendono che la lotta non può essere parziale, ma rivoluzionaria!
Allora, prendetevi paura!

Non andiamo a Taormina per “chiedere”, ai responsabili del moderno medioevo in cui ci costringono a vivere, una realtà fatta di subordinazioni, discriminazioni, negazione del lavoro, dei diritti, di stupri e femminicidi, a chi fa morire di fame milioni di bambini nel mondo, a chi fa strage con le sue bombe di donne e bambini, a chi fa annegare tante vite di migranti nei nostri mari, aggiustamenti in senso “umanitario” di un sistema che di umano non ha nulla. Noi andiamo a dire che alla loro violenza reazionaria è giusto organizzare e opporre la nostra violenza rivoluzionaria!
Non sono certo le donne, che subiscono tutto di questa marcia società imperialista, a poter/dover essere “pacifiste”; per rompere le nostre catene è necessaria una lotta senza tregua, noi donne dobbiamo imporre i nostri diritti con la forza; perchè noi abbiamo mille ragioni e loro sono mille volte fuori dalla storia futura dell'umanità; perchè loro vogliono imporre la “morte” e noi vogliamo la vita; perchè loro “affogano” nelle ricchezze strappate ai popoli e ai proletari che le producono e noi vogliamo un mondo senza guerre, miseria, oppressione, uccisioni delle donne.

Per questo, a Taormina ci sentiamo parte del grande “esercito” delle donne che resistono e combattono in tutto il mondo, con le donne della Palestina, con le rivoluzionarie comuniste turche/curde, del Brasile, Filippine, Perù, ecc., con le tantissime ed eroiche combattenti maoiste in prima fila nella guerra popolare in India.

La ribellione, la lotta delle donne è una forza poderosa della rivoluzione proletaria, per rovesciare questo putrido mondo e per cambiarlo dalla terra al cielo!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
mfpr.naz@gmail.com

pc 24 maggio - A Palermo la principale manifestazione di 'accoglienza' a TRUMP

 SIT-IN AL CONSOLATO AMERICANO

CONTRO IL G7 DI TAORMINA
RIBELLARSI E' PIU' CHE LEGITTIMO E GIUSTO

20 maggio sit-in presso il Consolato Americano a Palermo
denuncia, volantinaggio, contro-informazione

a sostegno delle guerre di popolo di liberazione 
in India come in tutto il mondo

pc 24 maggio - TRUMP... conoscerlo per evitarlo e combatterlo - Lo speciale di gennaio di proletari comunisti serve a questo

pc 24 maggio - Trump ben accolto a Taranto


pc 24 maggio - FUCK TRUMP - solidali con la protesta popolare negli USA

pc 24 maggio - L'IMPERIALISMO, TRUMP, PARLA DI PACE E RAFFORZA LA GUERRA... - Un contributo di una compagna lavoratrice del Policlinico, dello Slai cobas sc di Palermo

L’INTERVENTO DI TRUMP IN ARABIA SAUDITA: “UNA VERA SPREMUTA DI CUORE…!”
L’IMPERIALISMO, USA IN TESTA, NON SI SMENTISCE MAI, MENTRE PARLA DI PACE, PENSA COME CONTINUARE E RAFFORZARE  LA GUERRA

ORA E SEMPRE, MORTE ALL’IMPERIALISMO!!


Il discorso di due giorni fa del presidente degli Stati Uniti Trump, in Arabia Saudita, non fa altro che confermare la natura assassina e barbara dell’imperialismo; le reali intenzioni dei paesi imperialisti, a cominciare dagli USA, di continuare a seminare guerre, migrazioni di massa, miseria e lutto, in nome del profitto, contro le masse popolari del pianeta. Altro che pace e prosperità!
Mentre parlava di pace, di onorare dio, di milioni di posti di lavoro, del futuro dei giovani e di prosperità per i popoli, Trump esaltava, trionfante, l’affare del secolo, ovvero i 350 miliardi di dollari che il Regno Saudita investirà negli USA, in cambio di un ingente rifornimento di armi e di assistenza militare, con la scusa della lotta al terrorismo.

Trump - contro cui, ricordiamo, aleggia lo spettro dell’impeachment per avere condotto affari sporchi con la mafia russa e trafficanti israeliani di diamanti, in cui è coinvolto anche suo genero - ha avuto la spudoratezza di parlare di lotta tra il “bene e il male”, in cui il bene, sarebbe lui e l’imperialismo, ed il male, il terrorismo e l’Iran, ritenuto quest’ultimo ”causa di tutti i mali del Medio Oriente”.

Ma la cosa altrettanto aberrante e nel contempo grottesca, è il fatto, risaputo da tutti, che l’Arabia

pc 24 maggio - Un compagno marxista-leninista di lunga data di Genova ci ha lasciato - un saluto riconoscente

ADDIO, COMPAGNO LUCIANO
Siamo venuti a conoscenza che, il nove aprile scorso, è mancato il compagno Luciano Bezerédy: genovese, di origini ungheresi, era figlio del comandante partigiano Lorenzo “Castagnetta”, e della staffetta Ines Paglia.
Fondatore del Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista), fu animatore del comitato genovese della Linea Rossa; fino all’ultimo è rimasto sempre fedele ai nostri principi, rifiutandosi di aderire al Partito della Rifondazione Comunista e continuando a curare il sito internet della sua organizzazione.
Oltre ad essere un sincero compagno marxista-leninista – ha collaborato, tra l’altro, più volte con il locale circolo di Proletari Comunisti nella realizzazione di iniziative politiche è stato dirigente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ricoprendo per anni la carica di presidente della sezione del quartiere di Marassi, intitolata a Giuseppe Virginio Arzani “Chicchirichì”.
Addio, compagno Luciano: che la terra ti sia lieve!

Genova, 24 maggio 2017
la Redazione

pc 24 maggio - IMPERIALISMO-CRISI-GUERRA: UNA LEZIONE TEORICA PER ARMARE LA PRATICA - Prof. Giuseppe Di Marco 8 giugno - Taranto

pc 24 maggio - "LO STUDIO RIVOLTO AGLI OPERAI DE L'IMPERIALISMO DI LENIN" - IN LIBRO - UNA NOVITA'!

E' richiedibile il libro "Lo studio rivolto agli operai de L'imperialismo fase suprema del capitalismo di Lenin" che raccoglie i testi della Formazione operaia usciti sul blog.
Ma non si tratta solo di una mera “messa insieme”. La forma di libro permette di seguire il filo, sia in termini di comprensione dell'analisi di Lenin, quanto mai attuale e necessaria arma per capire, avere una valutazione autonoma, di classe, degli avvenimenti odierni - nel libro lo scritto di Lenin non viene solo ripreso ma commentato, per dimostrarne la sua attualità negli sviluppi tumultuosi in corso;  sia per la linea, la lotta critica alle posizioni, presente ora implicitamente ora esplicitamente nei capitoli.
Per come è realizzato il libro, per il suo prioritario scopo: rivolto agli operai, ai giovani, alle donne che vogliono comprendere per trasformare questo mondo, si tratta di una novità, nel panorama sia nazionale che internazionale.
E’ un libro che invitiamo a richiedere (anche da parte di coloro che hanno seguito settimanalmente la Formazione operaia su L'imperialismo on line), a propagandare e a diffondere.
Il libro si può richiedere scrivendo a: pc.rored@gmail.com - 3475301704 - prezzo politico 5 euro.
  
Pubblichiamo di seguito l'indice del libro
 
-Presentazione
-Premessa allo studio de “L’Imperialismo” - 1° parte

martedì 23 maggio 2017

pc 23 maggio - Contro il G7 - contro i signori della crisi e della guerra

COME IL G7 SI PREPARA ALLE PROSSIME GUERRE...

COREA DEL NORD, SIRIA (ASSAD), IRAN, UCRAINA (RUSSIA), ECC. TRA GLI OBIETTIVI STRATEGICI DEI 7 CAPI DI STATO CHE SI RIUNIRANNO A TAORMINA IL 26 e 27 MAGGIO 2017
Ecco alcuni passaggi dei documenti predisposti a Lucca dai ministri degli esteri del G7
Dal “Comunicato Congiunto Finale” della Riunione dei Ministri degli Esteri del G7 - Lucca, 10-11 aprile 2017.

Una collaborazione costante con il settore privato, la società civile, l’accademia ed altri gruppi è anch’essa un elemento fondamentale. Riconosciamo il ruolo importante della società civile, delle aziende che operano nel settore dei social media e dei provider di servizi Internet nel sostenerci volontariamente ad individuare e rimuovere contenuti volti a diffondere la propaganda a favore del terrorismo e dell’estremismo violento. Li incoraggiamo a continuare a rispondere alle richieste legittime di rimozione di tali informazioni, aggiornando e migliorando le condizioni generali di utilizzo, continuando a rafforzare il loro approccio attraverso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per affrontare l’estremismo violento online.

pc 23 maggio - 26-27 maggio appuntamenti anti G7

VENERDI' 26 MAGGIO, ORE 17:30 ASSEMBLEA POPOLARE CONTRO IL G7 IN PIAZZA MUNICIPIO A GIARDINI

PER L'ACCOGLIENZA NEI PRESSI DI GIARDINI-TAORMINA:

In assenza di qualsiasi risposta dalle istituzioni in merito al problema dell’accoglienza dei manifestanti che vorranno scendere il 26 e 27 Maggio a Giardini ed in assenza di spazi autogestiti o privati che possano dare ospitalità in loco, abbiamo raccolto gli indirizzi di alcuni camping tra i più vicini alla zona per chi volesse farci base. Questi camping distano, al meno, 3 km da Giardini ed è quindi consigliabile spostarsi da essi in macchina per raggiungere i luoghi degli appuntamenti. Sono, però, in paesi regolarmente serviti dalla linea ferroviaria che collega Catania a Messina. Ricordiamo a tutti che il 26 e 27 la stazione di Giardini di tale linea sarà chiusa, mentre al momento risultano aperte e funzionanti le altre della stessa tratta.

Camping Almoetia - via San Marco 19, 95011 Calatabiano (CT) - http://www.campingalmoetia.it/home/
Camping "La Focetta Sicula"
Contrada Siena, 40
98030 - Sant'Alessio Siculo (ME) http://www.lafocetta.it/camping/it/

Camping Paradise Strada Statale 114 km 41 Letojanni (Me) Sicilia http://www.campingparadise.it/


CONTRO IL G7 DEI POTENTI,
SABATO 27 MAGGIO CORTEO CONCENTRAMENTO ORE 15:00 AL TERMINAL BUS DI GIARDINI NAXOS

pc 23 maggio - I padroni si blindano ma non possono evitare la protesta NOTAV a Torino

Vertice blindato all'Unione industriale assediata dai No Tav che lanciano uova

Sono circa 150 che protestano ai quattro angoli dell'edificio

Vertice blindato stamattina all'Unione industriale per la presentazione degli appalti della nuova linea ad alta velocità Torino-Lione, con il direttore di Telt Mario Virano i tecnici e oltre duecento imprenditori potenzialmente interessati ai lavori. All'esterno circa 150 manifestanti No Tav - un paio di pullman sono arrivati dalla Valsusa - si sono dati appuntamento per protestare contro la ferrovia. I contestatori si sono sistemati ai quattro isolati intorno al Centro congressi dell'Unione industriale protetto da un cordone di uomini delle forze dell'ordine.
I manifestanti No Tav hanno lanciato delle uova contro le forze dell'ordine, schierate a protezione della sede dell'Unione industriale. Tre No Tav, tutte donne, hanno superato le transenne trovandosi faccia a faccia con i poliziotti in tenuta anti sommossa.

"Siamo  qui grazie  a Ferrentino che in consiglio regionale ha detto che i No Tav non esistono più e che nessuno  contesta più il Tav" dice  Alberto Perino al microfono durante un corteo improvvisato nelle vie intorno all'Unione Industriale. "Noi siamo qui per dire che siamo in grado di contestare e bloccare un quartiere"

All'interno i lavori si svolgeranno per tutta la giornata all'interno della Sala dei 500 allestita per l'occasione come se fosse un tunnel grazie a un effetto di luci e immagini. I tecnici presenteranno, in fasi successive di lavori, le gare d'appalto - 81 bandi di gara su 12 cantieri operativi - che compongono gli 8,6 miliardi dei lavori suddivisi in gare di taglia accessibile direttamente anche alle piccole e medie imprese. È la prima tappa del road show che tra un mese sarà replicato a Lione in Francia e poi toccherà le capitali europee.

pc 23 maggio - Tunisia - rivolta a Tataouine - corrispondenza esclusiva e foto

Pochi giorni fa il presidente della repubblica Essebsi aveva tuonato dal palazzo di Cartagine che non sarebbero stati tollerati blocchi alla produzione dei settori economici strategici del paese, riferendosi in particolare alle proteste nella regione meridionale di Tataouine 
Era stato inviato l’esercito a presidiare i campi petroliferi su ordine dello stesso Essebsi, che è anche il comandante supremo dell’esercito. Inoltre i media nazionali avevano anche diffuso la notizia che la maggior parte dei membri del sit-in permanente di El Kamour (in pieno deserto n.d.a.) aveva accettato l’ennesima proposta governativa e che solo una minoranza dei manifestanti voleva continuare la protesta a oltranza.
Tutto ciò in un contesto in cui la settimana scorsa lo “stato d’emergenza” è stato rinnovato di un altro mese, “coprendo” grosso modo il periodo di Ramadan che inizierà venerdì, esso prevede maggiori poteri per le forze repressive limitando il diritto di parola e di manifestazione.
In realtà il sit-in permanente non è stato smantellato e i blocchi stradali in tutta la regione e le manifestazioni non si sono fermate

Ricordiamo che la regione desertica di Tataouine è ricca di petrolio e materie prime estratte da multinazionali straniere e joint ventures, i manifestanti chiedono che una parte dei profitti derivanti da queste attività siano utilizzati per offrire posti di lavoro (nella regione c’è un tasso di disoccupazione che supera il 50%) e per la costruzione di infrastrutture e servizi.
La giornata di ieri ha visto affluire rinforzi per le forze di polizia con decine di camionette provenienti da altri governatorati, i manifestanti hanno risposto con manifestazioni notturne in città chiedendo il ritiro di queste nuove forze di polizia.
Come risposta il primo ministro Chahed si è riunito d’urgenza con il ministro degli interni e quello della difesa decidendo di inviare ulteriori rinforzi stavolta della Guardia Nazionale con l’obiettivo di “far riprendere regolarmente la produzione di petrolio e perseguire legalmente i trasgressori”.
Tataouine ha risposto unanime proclamando uno sciopero generale in tutta la regione (eccetto per l’ospedale, i panifici e le scuole in cui si sarebbero tenuti esami) e facendo un appello a raggiungere il sit-in di El Kamour:
la situazione in mattinata è degenerata, le forze repressive e in particolare polizia e guardia nazionale
hanno usato il pugno di ferro provando a sgomberare il sit-in permanente nel deserto a colpi di lacrimogeni e proiettili di gomma e bruciando le tende e i viveri dei manifestanti. Intanto l’esercito teneva come sempre un basso profilo rimanendo a guardia dei pozzi (in Tunisia l’esercito è a forte composizione popolare e generalmente non viene considerato una forza “ostile” dal popolo a differenza della polizia e della guardia nazionale, anche oggi molti militari hanno fraternizzato con i manifestanti). I manifestanti dopo aver resistito, si sono ritirati e diretti verso la sede del governatorato della regione dove anche qui sono stati attaccati duramente e in poche decine di minuti l’ospedale della città si è riempito di giovani intossicati dai gas lacrimogeni.
Contemporaneamente negli scontri, una macchina della guardia nazionale ha investito i manifestanti provocando la morte del giovane Ravi e il grave ferimento di un altro. Alla notizia del decesso del giovane in ospedale i manifestanti hanno fatto irruzione nella sede del governatorato, hanno attaccato la stazione di polizia e quella della guardia nazionale che, dopo essere state evacuate in fretta e furia sono state date alle fiamme e con esse una ventina di veicoli delle forze di polizie. Allo stesso tempo i manifestanti hanno preso nuovamente il controllo del valico di frontiera con la Libia di Dehiba Wazen chiudendolo.
Mentre le notizie di questi eventi trapelavano, si stanno moltiplicando le manifestazioni di solidarietà con gli abitanti di Tataouine in altre regioni e in particolare nella limitrofa Medenine, a Gabès, a Kebili e Douz (dove i sit in si sono dati la forma di coordinamento regionale), a Gafsa e a Kasserine, inoltre una grande manifestazione nella capitale si è diretta verso il ministero dell’interno sito in Avenue Bourguiba l’arteria principale della capitale.
Mentre quindi in tutto il paese si diffonde a macchia d’olio la solidarietà popolare, il Bureau Esecutivo dell’Unione Generale dei Lavoratori Tunisini (UGTT, il principale sindacato) invita i manifestanti a “protestare pacificamente” e a non “attaccare le forze dell’ordine presenti nella regione” senza neanche spendere una parola per il giovane ucciso e le decine intossicati in ospedale, confermandosi ancora una volta una forza ambigua la cui dirigenza è collusa con il regime.
Ad un convoglio di solidali in partenza da Tunisi per Tataouine è stato impedito di partire da un forte schieramento di forze dell’ordine.
Il rapido moltiplicarsi di manifestazioni di solidarietà dalle caratteristiche combattive e da semi-rivolta fa pensare che l’ennesima morte per mano di uomini in divisa faccia precipare la situazione del paese in un nuovo stato di rivolta come successo due anni fa dopo gli eventi di Kasserine. In molti oggi hanno paragonato gli eventi di Tataouine con quanto successo 6 anni fa a Sidi Bouzid e in molti continuano a essere convinti che 6 anni fa in realtà non è avvenuta nessuna rivoluzione…

pc 23 maggio - Brasile repressione e resistenza

Brasil - lucha contra Temer - A Nova democracia

-Imágenes de la heroica resistencia de las masas a la violencia de la PM en el acto: Fuera Temer (video)



Jornal La Nueva D emocracia - En las siguientes imágenes, cientos de jóvenes se resisten bravamente a la violencia de la policía del Estado fascista en el acto por la deposición del gerente Michel Temer ocurrido el 18 de mayo en Río de Janeiro. Con palos, piedras y fuegos artificiales, manifestantes se enfrentaron a las tropas de represión del viejo Estado y no se intimidaron ante el aparato de guerra del enemigo para reprimir la manifestación.

pc 23 maggio - Iniziative in Germania per il 50° anniversario della rivolta di Naxalbari in diverse città tedesche

Informe sobre las actividades en la República Federal Alemana (RFA) en el Día de Acción con motivo del 50 Aniversario del Levantamiento de Naxalbari

Con motivo del Día Internacional de Acción por el 50 aniversario del levantamiento de Naxalbari, se realizaron diferentes actividades en varias ciudades de diferentes Estados federados del norte, este, sur y oeste de la RFA. Así que la campaña internacional se convirtió en una verdadera campaña nacional. Muchos de los nuevos compañeros participaron en la campaña. El efecto de la campaña se resalta por el hecho de que varios grupos del movimiento revolucionario publicaron declaraciones sobre el tema, p. ej. La Rote Ruhr Crew, PerspektiveOnline y Revolutionärer Aufbau BRD (Construcción Revolucionaria RFA). Allí se destacó la necesidad de la reconstitución del Partido Comunista en este país, la Guerra Popular en la India -como arma de combate contra el revisionismo- y el del mundo.

550 JahreNaxalbari Hamburg 1 internacionalismo proletario. 50 JahreNaxalbari Hamburg 2

50 JahreNaxalbari Ruhrgebiet
 50 Jahre Naxalbari Bremen 250 JahreNaxalbari Berlin 2
50 Jahre Naxalbari Bremen 3

50 Jahre Naxalbari Bremen 4

En Rostock se realizaron pinturas murales.
50 años de Naxalbari Rostock
50 JahreNaxalbari Rostock
En Hamburgo y Nuremberg, el 19 de mayo se celebraron los eventos informativos sobre el

pc 23 maggio - A sostegno della lotta dei prigionieri politici palestinesi a Milano

Mercoledì 24 maggio ore 18,00 presidio a sostegno dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame


sciopero prigionieri palestinesi
Dal 17 aprile oltre 1500 detenuti palestinesi sono in sciopero della fame all’interno delle galere israeliane. Da più di un mese subiscono violenze e torture per cercare di fermarne la lotta e la determinazione mentre le manifestazioni di solidarietà verso gli scioperanti, che si svolgono nei territori palestinesi, vengono attaccate con enorme violenza dai blindati dell’esercito di occupazione israeliano, il tutto nel silenzio vile e complice dei media italiani e di tutto l’occidente.
presidio unitario a sostegno dei prigionieri in sciopero della fame, mercoledì 24 maggio alle ore 18 davanti alla sede RAI di C.so Sempione.
CONTRO L’OCCUPAZIONE SIONISTA E TUTTI I SUOI SOSTENITORI!
A FIANCO DEI PRIGIONIERI IN LOTTA!


pc 23 maggio - Iniziativa a Milano a sostegno della guerra popolare in india in occasione del 50th anniversario della rivolta di Naxalbari e contro il G7 di Taormina

info ufficiosa dai compagni di proletari comunisti Milano

All'iniziativa presenti proletari comunisti, Carc, Fronte palestina ed altre compagne e compagni rivoluzionari e progressisti

E' stato fatto un escursus storico dalla rivolta di Naxalbari ad oggi, e
della lotta avviata da Mazmundar contro il revisionismo e l'abbandono
della via della rivoluzione come unica via per l'emancipazione degli
oppressi.

E' stato sottolineato che nonostante la dura repressione di
allora la scintilla di Naxalbari vive nella guerra popolare guidata dal
partito maoista. E' stato messo in risalto come la gp in india sia un
faro e riferimento dei popoli del mondo contro le guerre imperialiste,
unica via che da risposte e soluzioni alle aspirazioni delle masse,

in una fase in cui i cosiddetti grandi si riuniscono e preparano nuove
guerre, interne e esterne, di rapina e oppressione. 

Quindi solidarizzare con la gp, le campagne per Saibaba, i prigionieri politici e
gli operai della Maruti, significa lottare contro il proprio imperialismo (sono
stati ricordati le "similitudini" tra la repressione in India e Italia e
non solo) e questo significa anche contrastare i loro piani come il G7
di Taormina o il ddl Minniti. 

E' stato sottolineato lo stato di povertà teorico/pratica delle realtà milanesi che non hanno detto, e non dicono, nulla sul G7, sinonimo di opportunismo e diserzione dalla guerra di
classe.


Dibattito, domande, hanno evidenziato alcuni aspetti: 
1) interesse per una realtà poco conosciuta,  e voglia di approfondire; 
2) il riconoscimento di un lodevole "lavoro" nel mettere al
centro la teoria e prassi maoista e del movimento comunista
internazionale;

3) la repressione e l'ascesa di governi moderno
fascisti, in India come in Italia, Usa, ecc, non sono un segnale di forza
ma di debolezza che devono ispirare ottimismo e fiducia; 

4) saper parlare a tutti, dagli intelletuali ai sinceri democratici, alle masse, per
contrastare la guerra di bassa intensità che cerca di creare
divisione-sfiducia nella prospettiva rivoluzionaria

pc 23 maggio - Informazione internazionalista da tutto il mondo in lingua originale - maoistroad.blogspot.com

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lunedì 22 maggio 2017

pc 22 maggio - In India dal 23 al 29 maggio settimana di celebrazione della rivolta di Naxalbari




pc 22 maggio - Iniziative di solidarietà India in Italia - report domani

pc 22 maggio - In diversi paesi iniziative per celebrare il 50° anniversario della 'rivolta di Naxalbari' - Spring Thunder - che oggi vive nella guerra popolare guidata dal PCI maoista - nei prossimi giorni un resoconto


pc 22 maggio - La condizione precaria dei giovani postini in un racconto-denuncia

(Da je so' pazzo)
Dopo svariati anni da quando avevi fatto la domanda per il “portalettere”, il postino sul motorino, le Poste ti chiamano e ti dicono di andare a fare dei test in sede un venerdì di maggio. Quando entri nell'enorme palazzo delle poste a piazza Matteotti già capisci dove stanno quelli che si trovano nella tua stessa situazione. Sono in un angolo ad aspettare, con delle espressioni che sono tra lo speranzoso e l'arrabbiato. Si comincia a parlottare. Ci fanno salire in un ufficio e ci fanno accomodare, in attesa di non si sa bene cosa, e ci fanno compilare un modulo con i propri dati. Ci si comincia a conoscere perchè il tempo di attesa è tanto. Solo due hanno 25 anni, gli altri dai 30 anni a salire. Tutti plurilaureati: infatti si scopre che il requisito minimo per essere chiamato per fare solo 3 mesi (contratto a tempo determinato) il portalettere era avere una laurea con almeno 102\110. I master e i corsi post -laurea abbondano quando compiliamo i moduli. Ognuno comincia a raccontare qualche aneddoto. Tutte brutte storie. Brutte a raccontarle e brutte a sentirle. Colloqui fatti alla Pirelli di

pc 22 maggio - Quella che esiste in Italia è la tendenza a un regime moderno fascista - ma la borghesia non ha trovato ancora il suo cavallo vincente

E' una crisi politica, non di dominio economico-statale, qui la borghesia è forte, scarica la crisi sui proletari e masse, arma e rafforza il suo stato di polizia.  
I comunisti è questo stato di cose che devono affrontare!

pc 22 maggio - FCA SATA MELFI mazzette e assunzioni - Sindacato e padrone

E' il capitalismo bellezza!  E'  il fascismo padronale e il neocorporativismo sindacale.
La denuncia non può bastare... serve la guerra di classe!


Una denuncia giusta.. ma non si poteva fare prima? ndr

...Nella Fiat e nelle fabbriche dell’indotto di Melfi, furono assunti circa 2.500 operai , con diversi tipi di contratto, dal jobs-act fino a quello interinale. Le assunzioni erano gestite dai sindacalisti appartenenti ai sindacati filo padronali, da chiunque aveva contatti diretti e indiretti con i padroni e sembrava un mercato.

Ogni volta che la Fiat e i padroni annunciavano assunzioni, i sindacalisti indicavano e raccomandavano ai diversi  padroni delle fabbriche dell’indotto e della stessa Fiat gli operai da assumere attraverso la chiamata diretta o le agenzie interinali....

In alcuni posti gli stessi operai con la tessera giusta in tasca venivano coinvolti e invitati dal sindacalista in assemblea o direttamente dal padrone a fare un nome di un parente o affine.

In verità lo strato di aristocrazia operaia, ben inserita nei sindacati filo padronali, insieme alla stessa burocrazia sindacale esterna e anche a tanti politici, con accordi informali indicava quali

pc 22 maggio - L'imperialismo italiano e il suo governo, con la carogna Minniti in prima fila


MINNITI: IL MINISTRO DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO
 
Redazione di Operai Contro, il ministro dell’interno del governo dei padroni italiani passerà alla storia come il ministro dei campi di concentramento. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato i […]



Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato i suo omologhi di Libia, Niger e Ciad.

Durante il vertice si è deciso che centri di accoglienza per migranti, rispondenti agli standard umanitari internazionali, verranno costruiti in Ciad e Niger. Cioe in Ciad e Nigeria verranno costruiti altri campi di concentramento come quelli libici.

Il ministro dell’interno libico è un mercenario al servizio del presidente nominato dall’ONU. Le denunce dei campi di concentramento libici e delle atrocità dei mercenari sono migliaia.

Niger e Ciad sono pieni di campi profughi. Ad aprile l’aviazione Nigeriano ” per errore” ne ha bombardato uno, causando più di cento morti. Periodicamente esercito regolare e ribelli attaccano i campi profughi uccidendo e violentando. 

La Nigeria è un paese di oltre 170milioni di abitanti.

L’ENI da anni depreda la Nigeria che ha  un governo che come corruzione è pari a quello italiano

DA OPERAI CONTRO

pc 22 maggio - L'imperialismo italiano, dopo il G7 di Taormina e con le assicurazioni e l'appoggio di Trump punta a immergersi ancor più nel mare torbito della Libia - in preda allo scontro fra bande per conto delle potenze imperialiste, delle multinazionali e dei signori della guerra e del petrolio - proletari comunisti /PCm Italy

Libia. Sanguinosi scontri tra milizie dei governi rivali. 140 morti - contropiano


Giovedi scorso, decine di combattenti sono rimasti uccisi negli scontri a Brak al –Shati, nel Sud della Libia tra le forze del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte del “governo di Tobruk”, e le milizie di Misurata, fedeli invece al “governo di Tripoli” del premier Fayez al Sarraj. Secondo un nuovo bilancio di cui riferisce la Bbc, nell’attacco alla base aerea Brak al-Shati in Libia ci sarebbero stati quasi 140 morti, compresi i civili.
L’agenzia Askanews, secondo una ricostruzione delle notizie, riferisce che i miliziani di Misurata della Terza Forza, insieme alle Brigate di Difesa di Bengasi, hanno conquistato il controllo della base aerea Brak Al-Shati, situata 60 chilometri a nord di Sebha, al termine di violenti scontri con i miliziani di Haftar. Il ministero della Difesa del governo libico del premier Fayez al Sarraj ha diffuso ieri un comunicato per precisare di “non aver dato alcun ordine di avanzare o di attaccare la base di Brak al-Shati”, nel Sud della Libia, dove giovedì si sono scontrati i combattenti di Misurata, ufficialmente fedeli all’esecutivo di Tripoli, e quelli del generale Khalifa Haftar, legato al governo di Tobruk. Secondo la ricostruzione dei media libici, sarebbero stati gli uomini della Terza Forza di Misurata, sostenuti dalle Brigate di Difesa di Bengasi, ad attaccare le unità di Haftar presenti nella base.
Nel comunicato, il ministero della Difesa di Tripoli condanna “l’aggressione che ha causato la morte e il ferimento di civili e forze dell’esercito”, sottolineando che “l’esercito libico nel Sud, come ad Est e Ovest, è uno solo, e l’attacco a uno è un attacco a tutti”. Nella nota si invita quindi “alla calma, all’autocontrollo e al rispetto del cessate il fuoco”, annunciando l’avvio di un’indagine. Il presidente del parlamento di Tobruk, Aquilah Saleh, ha annunciato tre giorni di lutto per “le vittime del massacro di Brak al-Shati”.

pc 22 maggio - In tutto il mondo cresce la solidarietà. In Palestina la repressione israeliana

I documenti inseriti in questa settimana
( 14 Maggio -  20 Maggio 2017 )
20 Maggio 2017
-    IERI 32° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI PALESTINESI
In tutto il mondo cresce la solidarietà. In Palestina la repressione israeliana
di Comunicato Stampa
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-    Acqua, sale e dignità
Comunicato di Associazione Amicizia Sardegna Palestina e BDS Sardegna
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-    La moglie di al-Barghouthi denuncia tentativi di ANP, Fatah e Israele di far fallire lo sciopero dei prigionieri
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-    Scontri tra palestinesi e soldati israeliani in Cisgiordania e Gaza
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19 Maggio 2017

-    Lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi:
un grido di libertà e dignità
di Bassam Saleh
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-    Attivista italiana della Campagna BDS espulsa da Israele
di Nada Pretnar
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-    Giovane palestinese ucciso a sangue freddo da coloni israeliani a Nablus
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-    Ministro israeliano dice che “è giunto il momento di assassinare Assad”
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18 Maggio 2017
-    Sa’adat (FPLP): “Lo sciopero della fame è una battaglia per la dignità e la libertà”
di Stefano Mauro
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-    L’ambasciatore Usa Friedman rassicura: niente stop alle colonie
di Michele Giorgio
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-    Il parlamento panafricano concede alla Palestina lo status di osservatore
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-    Aggiornamenti 31° giorno di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi
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17 Maggio 2017
-    Sciopero della fame dei prigionieri palestinesi.
Chiesto ricovero per Bargouthi e Saadat
di Coordinamento Di Sostegno Ai Prigionieri
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-    Notizie al 30°giorno di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi
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-    Prigionieri palestinesi: sciopero della fame e congiura del silenzio
di Nino Lisi
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-    Gaza in crisi: settore sanitario in pericolo
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-    Haifa:  la polizia sionsita ha arrestato 27 lavoratori palestinesi
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16 Maggio 2017
-    Roma, 13 maggio 2017: fiaccolata a sostegno dei prigionieri palestinesi
(servizio video di Hamid Masoumi Nejad)
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-    Scontri a Ramallah e Betlemme nel “Giorno della Nabka”
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-    Sciopero della fame dei prigionieri palestinesi al 25° giorno.
Fiaccolata a Roma, sit in a Napoli
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-    Pescatore gazawi ucciso dalle forze israeliane
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-    Barghouthi: “Lotteremo fino alla fine”
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15 Maggio 2017
-    Oggi la Giornata Nakba: i rifugiati palestinesi oltre 5,5 milioni da 69 anni
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-    Il presidente FIFA Infantino blocca la votazione sugli insediamenti israeliani
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-    Il “disimpegno” di Abu Mazen mette in ginocchio Gaza
di Michele Giorgio
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-    Il disegno di legge sullo Stato-Nazione ebraico di Israele è una ‘dichiarazione di guerra’
di Jonathan Cook
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14 Maggio 2017
-    Dichiarazione di organizzazioni per i diritti umani palestinesi ed israeliane sui prigionieri palestinesi in sciopero della fame
(5 maggio 2017)
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-    Escalation dei maltrattamenti dei prigionieri palestinesi in sciopero
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-    Palestinesi al voto amministrativo. Hamas, Jihad e Fplp boicottano. Gaza esclusa

pc 22 maggio - Ancora sulla protesta di sabato contro Moretti a Viareggio

Moretti: liquidato e … risarcito!
Il 29 maggio a Viareggio ha inizio il mese della "Memoria e della Solidarietà" che si concluderà il 29 giugno, 8° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, con la manifestazione cittadina.
Ieri sera, 20 maggio, dalle ore 23.00 alle ore 00.30, nella stazione si è tenuto un presidio con il blocco di due treni (Intercity e Treno notte) per protestare contro i “compensi-risarcimenti” di 9 milioni e 400mila euri al cav. Moretti, dopo la condanna a 7 anni per le pesanti e gravi responsabilità nella strage ferroviaria.
Quella di ieri sera è stata una "risposta" a questa ennesima e nuova offesa; una risposta per mostrare che siamo presenti, siamo mobilitati e vigiliamo. Al presidio, convocato alcune ore prima, di sabato e a tarda ora, per una protesta "simbolica", hanno partecipato oltre cento persone.
Moretti, che da quel 29 giugno ha fatto di tutto per essere la 33° vittime della strage, ha ricevuto anch'esso, come a suo tempo e dopo una mobilitazione fu riconosciuta ai familiari, la “legge Viareggio” dei 10 milioni (200mila euri per ciascuna delle 32 Vittime).
Moretti, ad 8 anni dalla strage, si porta a casa o, meglio, porta nelle sue tasche l'equivalente della “legge Viareggio” e tutta